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| LA
RACCOLTA della ROCCIA BLU - Cento casi dello Zen modello di tutti i koan
(3 volumi)
Ubaldini Editore – Roma
pag. 284 (I) + 213 (II) + 287 (III) ¤ . 24.000 (I) + 20.000 (II)
+ 20.000 (III)
"La raccolta
della roccia blu", l'opera più venerata della tradizione buddhista
zen, ci rivela cos'è l'illuminazione, cos'è la vita illuminata,
e come i patriarchi e i maestri del passato si sforzavano di raggiungerla,
la ottenevano, la realizzavano e la praticavano.
La Raccolta della roccia blu è una traduzione del classico testo
cinese Pi Yen Lu (in giapponese Hekigan Roku) in cui sono presentati cento
aneddoti di detti e vicende tratti principalmente da racconti tradizionali
di maestri e discepoli ch'an, illustrati in versi e in prosa da valenti
maestri ch’an, di periodi successivi. I cento kung an, “casi
pubblici” di avvenimenti antichi, in essa contenuti, furono riuniti
durante la dinastia Sung dal grande maestro Hsueh Tou il quale indicò
il senso di ogni storia con versi e con l'aggiunta di osservazioni personali.
Circa sei anni dopo la sua morte, un altro eccellente maestro ch'an, Yaan
Wu, in una serie di discorsi spiegò gli aneddoti originali e i
versi della raccolta di Hsueh Tou. Gli aneddoti e i versi di Hsueh Tou,
insieme con le introduzioni, le osservazioni e i commenti di ch'an Wu,
formano tutti insieme la Raccolta della roccia blu.
Venerata più di qualsiasi altro libro tra i buddhisti zen come
un testo modello di koan, e famosa particolarmente per la sua sottigliezza
e la sua profondità sia nella forma che nel contenuto, la Raccolta
della roccia blu ci rivela cos'è l'illuminazione, cos'è
la vita illuminata e come i patriarchi e i maestri del passato si sforzavano
di raggiungerla, la ottenevano, la realizzavano e la praticavano. Dopotutto,
questi casi non sono soltanto semplici aneddoti di interesse storico ?
filosofico; sono il documento vivo di generazioni di pratica illuminata.
Sebbene molte altre raccolte contenenti estratti della letteratura zen
esistano oggi tradotte in occidente, nessuna di esse può competere
con l'ampiezza e il respiro di questo libro che a ragione è detto
dalla tradizione il "primo testo dello Zen".
L'accurata versione qui presentata in tre volumi mantiene sia la bellezza
che la precisione dell'originale; i detti e gli atti degli antichi maestri,
combinati con il loro mordace senso dell'umorismo, illuminano tutte le
pagine, ulteriormente ravvivate dai penetranti e coloriti commenti in
prosa e in versi dei saggi della dinastia Sung. |