NON SIAMO MAI ANDATI SULLA LUNA

WE NEVER WENT TO THE MOON

 

Oramai sappiamo tutti che le verità scomode e pericolose per l'equilibrio e l'ordine pubblico vengono spesso tenute nascoste o, peggio ancora, plasmate ad arte dai giornali, dalla radio e dalla televisione.

NON SIAMO MAI ANDATI SULLA LUNA, è un esempio di informazione contro corrente e dimostra come una realtà oramai accettata da tutti (e quindi non più messa in discussione) possa vacillare sotto l'apporto di prove documentate. E provocare la riapertura di un caso archiviato nelle nostre menti come quello relativo alle missioni verso il nostro satellite naturale.

Tutta l'operazione Luna, secondo i documenti presentati, poggia su una serie di colonne portanti che l'autore, Bill Kaysing, comincia a togliere, una per una.

E l'intero affare crolla, rivelandosi come una enorme manovra economica, un'operazione di immagine e di prestigio che sarebbe stata organizzata per fini diversi, ingannando milioni di persone nel mondo. E creando la consapevolezza che "...se gli americani sono potuti arrivare sulla Luna... allora possono fare qualsiasi cosa!".

L'autore presenta prove fotografiche, testimonianze dirette ed argomenti solidi che hanno trasformato una realtà romanzesca in un avvincente dossier.

Da leggere tutto d'un fiato.

 

fotografare, n. 8/'89: "Le famose foto degli americani sulla Luna (finalmente si può raccontare) sono state fatte sulla Terra, di notte, con una illuminazione artificiale. Questo si vede chiaramente osservando le foto, ma la gente ha creduto in massa alle spiegazioni che hanno diffuso".

 

X-Factor, n. 3: "I sostenitori della teoria del raggiro pensano che la NASA, rendendosi conto di non possedere ancora la tecnologia sufficiente a mandare un uomo sulla Luna in condizioni di sicurezza, decise di realizzare allunaggi falsi. Questo, del resto, bastava e avanzava per mettere a segno un colpo formidabile nella propaganda contro i sovietici e ottenere finanziamenti alla realizzazione dei veri progetti spaziali".

 

Wired, n. 9/1994: "Siete sicuri che 25 anni fa siamo andati sulla Luna? Ne siete proprio certi? Milioni di americani credono che le missioni lunari siano state una truffa da 30 miliardi di dollari, una presa in giro perpetrata dalla NASA con le ultime tecnologie in fatto di comunicazione e i migliori effetti speciali" (...). Secondo il Newsweek, il massimo scetticismo é uscito fuori nei ghetti di Washington DC dove il 50% degli intervistati ha dubitato dell'autenticità della passeggiata di Neil Armstrong.

Nexus, ed. italiana n. 2/95: "Le allusioni relative a trucchi fotografici gettano dubbi sull'autenticità di alcune missioni lunari con equipaggio effettuate dalla NASA".

 

Una interessante trasposizione cinematografica dell'argomento è rappresentata dal celebre film Capricorn One, tratto dalla prima edizione di questo libro.

Inoltre, secondo una statistica pubblicata dal quotidiano americano Washington Post nel luglio 1994, oltre il 14% degli intervistati ha dichiarato di non credere alle missioni NASA sulla Luna.

 

BILL KAYSING

 

...ha lavorato per parecchi anni come direttore delle pubblicazioni tecniche presso i laboratori della Rocketdyne Research, la ditta che ha progettato e costruito i motori dei razzi che apparentemente hanno portato le navicelle Apollo sulla Luna.

La CIA ha un fascicolo su Bili Kaysing, ma si rifiuta di rilasciare informazioni sul contenuto.

Cosa ci sarà di tanto segreto?

 

 

 

 

 

L. 24.000

 

 

 

 

 

 

Bill Kaysing

Non siamo mai andati sulla Luna

 

 

Ogni parte di questo libro può essere riprodotta liberamente e in qualsiasi forma solo a seguito dell'autorizzazione scritta concessa dall'editore.

I diritti di traduzione, memorizzazione elettronica, riproduzione o adattamento totale o parziale, con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm o le fotocopie) sono infatti riservati per tutti i paesi d'Europa.

Qualsiasi richiesta di informazioni sulla distribuzione, vendita e acquisto di altre copie del libro a condizioni speciali vanno inoltrate a: Cult Media Net edizioni

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E-mail cult media@hotmail.com

 

Titolo originale dell'opera: We never west to the moon

© 1987 Desert Pubns. Delta Group USA

Autore: Bill Kaysing

I edizione italiana: Non siamo mai andati sulla Luna

©1997 Cult Media Net edizioni srl

ISBN 88-87179-00-X

Prog. grafico: Studio Di Notte

Supervisione e adattamento: BooKingHam USA

Traduzione: Publio Liberi e Neil Reid

 

 

 

 

 

 

dedicato a un tarlo...

 

____________________________________________

"Dubito che avrei potuto volare nelle mie missioni

(Mercury e Gemini) se avessero incontrato così

tanti problemi come le capsule Apollo"

____________________________

Walter Shirra nel febbraio '67

 

 

 

SOMMARIO

 

Prefazione                                                                             9

 

Personaggi, interpreti e doppiatori                                          13

 

Introduzione                                                                           15

 

Capitolo I

Come è nato questo libro                                                        17

 

Capitolo II

Perché andare sulla Luna                                                        23

 

Capitolo III

Elementi di propulsione a razzo                                               27

 

Capitolo IV

Perché fingere                                                                        31

 

Capitolo V

La beffa della Luna!                                                                35

 

Capitolo VI

La "storia" delle foto                                                              49

 

Capitolo VII

La simulazione                                                                        65

 

Capitolo VIII

Aspetti visivi della simulazione                                               85

 

Capitolo IX

Omicidio sulla rampa 34                                                         109

Deposizione di Thomas Baron

Relazione del generale Samuel Phillips

Rapporto Apollo di Thomas Baron

 

CAPITOLO X

E gli astronauti?                                                                     177

 

CAPITOLO XI

Un po' di buon senso                                                               183

 

APPENDICE

Prove                                                                                      195

 

CONCLUSIONI E RACCOMANDAZIONI                                211

 

CILIEGINA                                                                            214

 

 

 

 

 

 

PREFAZIONE

 

 

Le notizie e le informazioni che quotidianamente assorbiamo dai giornali, dalle riviste, dalla radio e dalla televisione, sono sempre asservite al potere - economico o politico ormai non fa più differenza - che controlla il mezzo di divulgazione che abbiamo scelto.

Se però consideriamo che molti dei servizi e dei beni di consumo al centro di questa informazione (dai profilattici alle merendine per la colazione) sono prodotti dalle stesse società che possiedono i giornali che li reclamizzano, tutto allora assume una luce diversa.

 

Non si tratta più di libera concorrenza tra produttori, ma di spartizione del pubblico e dei consumatori.

 

E la propaganda non avviene attraverso i meccanismi diretti e facilmente identificabili delle pagine e degli spot pubblicitari, ma per mezzo di redazionali a pagamento, camuffati da articoli giornalistici indipendenti, dove messaggi indiretti e subliminali, tra le righe, tentano di manipolare i nostri processi mentali, spostando la nostra attenzione su aspetti secondari per far meglio assimilare i concetti fondamentali. Le tribune politiche sono perciò delle noiose discussioni tra signori in giacca e cravatta - cambiamo canale - mentre la figlia del portiere che scappa di casa per vivere come le pare, giudicata in un talk show da una platea inferocita come in una riunione di condominio, quello sì che è interessante e fa notizia! Ci troviamo di fronte ad un meccanismo subdolo e disonesto, che strumentalizza i buoni sentimenti (...regalale una perla, ...un diamante è per sempre) e le nostre naturali pulsioni (...è profumo d'intesa, ...io e il mio magnum, ...anche i membri del parlamento si alzeranno). E in questo modo vorrebbe cambiarci le idee, telecomandare l'apertura del portafoglio e la chiusura delle nostre menti per raggiungere finalmente i tanto sognati ...zero gradi mentali.

 

Viene attaccato il credo religioso (che fine faranno tutte le Assunte del mondo? Chi vincerà al gioco del Lotto...per cento?), la convinzione politica (esiste ancora l'Internazionale socialista? Era davvero così grave il finanziamento in nero ai partiti?), la vecchia automobile (grazie al contributo governativo te ne puoi disfare. La prossima acquistala da noi!), l'amante (è fuori standard, per questa stagione...) e via di seguito.

 

A noi invece sorgono altri dubbi. E non ci stupiamo più se si scopre che alcuni avvenimenti che hanno fatto la nostra storia recente siano stati "colorati" o, addirittura, inventati di sana pianta dai mezzi di comunicazione di massa. Ormai lo sappiamo che le verità scomode e pericolose per l'ordine pubblico vengono spesso tenute nascoste, oppure plasmate ad hoc dai giornali, dalla radio e dalla televisione. Cartesio prendeva coscienza pensando. La nostra coscienza ci impone di pensare. E pensando, dubitiamo. Dubito, ergo sum.

 

Questo libro è un esempio di coraggiosa informazione contro corrente, e dimostra come una realtà ormai accettata da tutti possa vacillare sotto l'apporto di prove documentate, per poi provocare la riapertura di un caso storico archiviato nelle nostre menti.

Tutta l'operazione Luna, secondo i documenti presentati, poggia su una serie di colonne portanti che l'autore comincia a togliere, una per una. E l'intero affare crolla, rivelandosi una enorme manovra economica, un'operazione di immagine e di prestigio per foraggiare l'industria privata a spese dei contribuenti americani, ingannando milioni di persone nel mondo.

 

Nelle pagine che seguono, Kaysing fornisce prove fotografiche, testimonianze dirette ed argomenti solidi che hanno trasformato una realtà romanzesca in un avvincente dossier.

 

Per molti di Voi, come lo è già stato per tutti quelli che hanno partecipato alla stesura della edizione italiana, arricchita ed ampliata rispetto all'originale, sarà la fine di un mito. Ma ci piace pensare che questa dura lezione ci serva come esempio la prossima volta. Magari quando ci incaglieremo nelle secche del controsenso di una missione armata... di pace, e ci sembrerà strano dover difendere gli interessi di quelli che reputavamo buoni amici e buoni esempi, e invece stanno scappando con i nostri soldi.

 

Buona lettura.

L'editore

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Personaggi, interpreti e doppiatori

 

AEC     Atomic Energy Commission                              Commissione per l'energia atomica (CNEN)

ASP     Apollo Simulation Project                                Progetto di simulazione Apollo

CFR      Council on Foreign Relation                              Consiglio per le relazioni con l'estero

CIA      Centrai Intelligence Service                            Servizio spionaggio centrale (SISDE)

CSM     Command and Service Module                         Modulo di servizio e comando

DIA     Defense Intelligence Service                           Servizio spionaggio difesa (SISMI)

DOD     Department of Defense                                   Dipartimento (ministero) della difesa

LEM     Lunar Excursion Module                                  Modulo per l'escursione Lunare

NAA    North American Aviation Corporation             La società che ha costruito le capsule Apollo

NASA  National Aeronautics and                                Amministrazione nazionale aerospaziale

Space Administration

NSA    National Security Act                                     Decreto sulla sicurezza nazionale

NSC     National Security Council                                Consiglio per la sicurezza nazionale

(Leggi antiqualsiasicosa)

OSS     Office of Strategic Service                            Ufficio per i servizi strategici

S&ID   Space and information division                        Divisione spazio ed informazione della NAA

USAF   United States Air Force                                  Aviazione militare

 

Con la partecipazione straordinaria di

 

AMA    American Medicai Association                         Associazione dei Medici Americani

FDA     Food and Drug Administration                         Ministero dell'alimentazione e dei prodotti

farmaceutici

IRS      Internai Revenue Service                                 Ministero delle tasse

SSA     Social Security Administration                       Ministero della sicurezza sociale

 

... e tanti altri simpatici personaggi che, se starete attenti,

incontrerete solo nelle pagine seguenti.

 

 

 

 

 

 

 

Nota all'edizione italiana

Questa edizione, aggiornata ed adattata, è arricchita di un capitolo

(La storia delle foto, dedicato all'approfondimento delle prove fotografiche)

e di una ciliegina di chiusura.

 

 

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Introduzione

 

 

Scrive David Wise, nel suo libro The politics of lying (La politica delle bugie, pubblicato nel 1973): "Apparentemente un buon numero di americani non crede che il loro governo abbia mai fatto atterrare uomini sulla Luna". Il 14 giugno 1970 i giornali dell'editore Knight hanno pubblicato un articolo a sensazione basato su interviste fatte a 1721 persone in sei città. Agli intervistati fu chiesto se credevano veramente che degli astronauti americani fossero effettivamente atterrati sulla Luna e fossero tornati indietro. L'articolo puntualizzava che nessun tentativo era stato fatto per raggiungere una sezione rappresentativa di tutta la popolazione, e non era pertanto statisticamente significativo; tuttavia, le interviste hanno mostrato che un ragguardevole numero di americani non crede alla più pubblicizzata impresa pacifica mai intrapresa dal loro governo. Quando agli scettici fu chiesto perché mai fosse stata perpetrata una truffa così enorme, generalmente rispondevano che il loro governo lo aveva fatto per ingannare i Russi e i Cinesi, oppure per giustificare i grandi costi del programma di supremazia spaziale voluto da Kennedy.

 

Pochi, comunque, hanno pensato che il governo abbia avuto un approccio tipo panem et circenses per far dimenticare alla gente i propri problemi. I continui inganni del governo sono tenuti in piedi da un accurato ed efficiente sistema di sicurezza, e da una enorme macchina delle pubbliche relazioni, con l'intento di generare il consenso ma con il risultato di far dilagare una massiccia sfiducia da parte del pubblico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ne hanno parlato tutti i giornali del mondo, milioni di persone hanno assistito alle dirette televisive, eppure... c'è sempre qualcosa che non convince fino in fondo. Perché? Sarà l'esperienza, l'innato sesto senso o il semplice buon senso che ci fa dubitare? Forse sono tutti e tre, e faremmo bene a fidarci di quella vocina.

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Capitolo I

 

Come è nato questo libro

 

 

 

Nell'estate del 1969 vivevo in una piccola casa sulla spiaggia di Santa Barbara in California. Decine, centinaia di articoli sui giornali annunciavano il lancio degli astronauti verso la Luna. Tra breve, lo sapevo, gli schermi televisivi avrebbero mostrato delle immagini appena riconoscibili di astronauti a passeggio sulla Luna. Malgrado i sette anni di lavoro alla Rocketdyne, la società che ha costruito l'unità propulsiva principale per le capsule Apollo, non riuscivo ad avere il benché minimo interesse per tutto questo circo tecno-spaziale... al punto di non leggere più neanche un articolo, o di guardare i momenti più eccitanti trasmessi in diretta dalla TV. Perché?

 

Perché, tra tutta la gente, proprio io non dovevo essere affascinato dalla prospettiva di vedere il coronamento del mio lavoro, e di quello di migliaia di altri, che hanno contribuito al programma dei viaggi Apollo? Capii che non credevo alla storia che Armstrong, Aldrin e Collins, o chiunque altro, stava andando sulla Luna: di conseguenza non potevo provare il benché minimo entusiasmo guardando una sceneggiata.

 

Da dove mi viene questa strana idea, mi chiedevo. Non ho mai pensato seriamente al programma Apollo da quando lasciai la Rocketdyne. Ho seguito il progetto Apollo solo saltuariamente, senza troppo interesse, rendendomi conto del programma solo attraverso i suoi sviluppi più clamorosi come - ad esempio - l'incendio sulla rampa 34, nel quale erano periti tre astronauti americani. Raggiunsi la conclusione che avevo semplicemente perso interesse nell'astronautica, malgrado la prospettiva di un prossimo atterraggio sulla Luna. Ma non ne ero del tutto sicuro, c'era qualcosa in più di un semplice calo d'interesse.

 

Sembrava che, in qualche modo, avessi percepito che il programma Apollo era diventato una farsa colossale, e che nessuno stava lasciando la Terra per andare sulla Luna, certamente non nel luglio 1969. Chiamala premonizione, intuizione, telepatia inconscia, informazione attraverso qualche misterioso ed oscuro canale di comunicazione. Anche se tenue ed inizialmente appena accennato, era chiaro e preciso nel suo contenuto: al punto che, in poche parole, divenne in breve una vera convinzione.

 

Non ho mai guardato nessun degli "allunaggi", né ho mai prestato attenzione alle presentazioni stampate sui giornali e trasmesse dagli altri mezzi d'informazione. A cominciare dall'estate '69 la sensazione che l'idea di un viaggio dell'uomo sulla Luna fosse ancora di là da venire divento più forte. Prestai ancor meno attenzione ai successivi "voli" dell'Apollo e notai che molti altri erano egualmente disinteressati. Con il passare degli anni, mi sono trovato a confrontare i voli Apollo con molti altri episodi della vita americana. Il Watergate è stato un esempio eclatante ed un eccellente termine di paragone. Ecco il caso di un leader che al pubblico presenta una faccia, badando a tenere l'altra ben nascosta al pubblico, una doppiezza machiavellica che ha scioccato molte persone ed ha frantumato la loro compiacenza verso il sistema. La "crisi" energetica è stata un'altra simulazione sul tipo dell'Apollo. Questa volta un'intera industria ha creato una scarsità artificiale per far digerire ai consumatori, recalcitranti ma creduloni, un ennesimo aumento dei prezzi.

 

Ma, come disse così saggiamente Lincoln, non puoi sempre prendere in giro tutti. E così, in più parti, la facciata dello stato privatizzato[1], nelle mani degli industriali, comincia a incrinarsi, e mostra tutte le sue crepe, da qualsiasi lato la si guardi. Scoperta con le mani nel sacco, anziché chiedere scusa e recitare un mea culpa, tira fuori tutta la sua perversa arroganza (l'atteggiamento di Aldeman e Errickman ne è un esempio). Anche dalle pagine pubblicitarie di immagine di società e industrie col classico pugno di ferro nel guanto di velluto traspare l'atteggiamento arrogante del tipo "le cose stanno così: prendere o lasciare".

 

Adesso era il momento di fare alla NASA alcune domande riguardo il loro programma Apollo... domande che mi balenavano continuamente in mente. Domande come... perché gli astronauti non hanno fatto qualche sorta di segnale visibile dalla Luna? Fare affidamento su un'immagine televisiva, così facile da simulare, era il meno credibile dei mezzi di prova.

 

Perché i giornali danesi, nel 1969, hanno messo in dubbio l'autenticità degli allunaggi, e - forse ancor più importante - perché la stampa americana ha ignorato completamente questo punto di vista, indubbiamente interessante per i lettori?

 

Perché i documenti della NASA sul programma Apollo, pur non essendo classificati (ovvero, a divulgazione limitata), non sono disponibili al pubblico? In una lettera a me indirizzata, il direttore delle pubblicazioni tecniche della Rocketdyne specifica che "Il materiale Apollo non è classificato, ma non è a disposizione del pubblico...".

 

Perché così tanti astronauti finiscono dietro una scrivania, a fare i dirigenti strapagati di grandi società che hanno partecipato al progetto? È questa la loro vera ricompensa per i "viaggi" sulla Luna?

 

Perché alcuni astronauti muoiono in incidenti, altri riportano danni cerebrali, ed altri ancora hanno l'esaurimento nervoso? Questa percentuale di incidenti è più alta di quella che è lecito aspettarsi per persone di questo tipo, così meticolosamente selezionati ed allenati.

 

E, come conseguenza... c'entra qualcosa con l'alto numero di testimoni dell'assassinio Kennedy scomparsi?

 

Che cosa è successo al rapporto Baron, una collezione di condotte disoneste e fraudolente, di errori e di cattive decisioni, lunga 500 pagine, scritto da Thomas Baron prima della morte dei tre astronauti sulla rampa 34 nel 1967?

 

E la morte di Baron, accaduta pochi mesi dopo ad un passaggio a livello, è stata realmente un incidente?

 

Perché i parenti degli astronauti fanno così spesso riferimento all'irrealtà degli eventi? Sarà forse perché gli eventi sono stati davvero irreali?

 

Perché non è stato pubblicizzato il fatto che gli astronauti erano addestrati nell'area di Las Vegas? In fondo, tutti gli altri aspetti delle loro vite private sono stati esaminati nel dettaglio. Sarà forse stato perché una parte del deserto del Nevada (specificamente la base di prova dell'AEC) era preparata per apparire come un "set" lunare?

 

Perché i primi astronauti sono stati tenuti così a lungo in quarantena al ritorno dal loro viaggio, quando molti scienziati concordavano che la Luna è sterile e che non c'era praticamente nessuna possibilità di contagio o trasmissione di malattie?

 

Sarà stato perché gli astronauti avevano bisogno di un periodo di ricondizionamento mentale dopo il loro falso viaggio? O sarà stato perché semplicemente non potevano sopportare l'idea di affrontare torme di folla entusiasta dopo così poco tempo dalla commedia?

 

Perché al fiasco totale dell'Apollo 6 hanno fatto seguito sei missioni lunari perfette, seguite poi dalla fallimentare missione del laboratorio spaziale orbitante Skylab?

 

Perché questo non dovrebbe causare un calo di credibilità del progetto Apollo tra gli statistici e l'uomo comune?

 

Perché tutto il materiale per la divulgazione doveva tassativamente ottenere l'approvazione dell'ufficio pubbliche relazioni della NASA?

 

Perché non c'è stato altro da vedere all'infuori del lancio? C'è nessuna assicurazione, nessuna prova, che gli astronauti fossero realmente a bordo dei veicoli Apollo?

 

Inoltre, c'è nessuna prova che le capsule Apollo abbiano realmente volato con un pieno di carburante? O sono riuscite a lasciare la rampa solo perché erano alleggerite e con un carico ben al di sotto dei margini di sicurezza, lanciate da motori a potenza ridotta?

 

Otto astronauti sono morti in incidenti non correlati con imprese spaziali; sono stati davvero tutti incidenti?

 

La creazione di rocce lunari, di una delle quali a fianco è riprodotta una sezione, è stato forse il più facile dei compiti intrapresi per assicurare il successo della beffa lunare. Senza nessun elemento di confronto (escluso qualche meteorite di probabile origine lunare) qualsiasi sasso, trattato per simulare l'esposizione all'ambiente lunare, poteva andar bene.

 

Perché Werner Von Braun ha lasciato la NASA per una scrivania da dirigente alla Fairchild? La sua intera vita fino allora era stata dedicata esclusivamente ai viaggi spaziali, al punto da esserne quasi ossessionato. Che abbia capito che era pura follia di cercare di raggiungere la Luna con mezzi ed equipaggiamenti costruiti dal miglior offerente e dalla società con l'ufficio relazioni pubbliche più efficiente?

 

Che cosa voleva veramente dire Pat Collins quando il 20/07/1969, alle 16:05 (ora di Houston), durante la trasmissione televisiva della simulazione di un rendezvous ha detto: "E' reale come tutto quanto il resto"?

 

Perché le rocce lunari sono state inviate di corsa in Svizzera subito dopo l'arrivo sulla Terra? Che prove abbiamo per poter affermare che sono proprio rocce lunari?

 

Perché i rientri delle capsule Apollo sono sempre avvenuti fuori della vista del pubblico e degli equipaggi delle portaerei di recupero?

 

Perché è stato tenuto nascosto al pubblico che le missioni sulla Luna erano in realtà operazioni militari? È risaputo che molti insuccessi militari sono tenuti nascosti per evitare una perdita di prestigio. La NASA, la stampa o gli scienziati che vi hanno preso parte non hanno mai risposto in maniera soddisfacente a questa ed alle          altre domande.

 

Noi vogliamo una risposta a queste domande. Questo libro è un invito alla NASA ed a tutti gli altri gruppi agenzie governative, società ed individui responsabili ad esaminarne i concetti e confutarli, provando una volta per tutte che sì, siamo veramente andati sulla Luna, e che abbiamo effettivamente fatto un buon uso di quei 30 miliardi di dollari apparentemente utilizzati per finanziare il progetto Apollo.

 

Un album di fotografie, parate con tanto di coriandoli e stelle filanti, un sacchetto di sassi ed altri oggetti di interesse superficiale non forniscono risposte adeguate a queste ed alle altre domande che appaiono nei capitoli successivi.

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Capitolo IV

 

Perché fingere

 

"Se non ce la fai, fingi"

Vecchio detto aerospaziale [2]

 

 

Subito dopo la mia destinazione al laboratorio di prova della Rocketdyne Propulsion nel 1956, feci una scoperta affascinante: il cosiddetto "picnic senza cestino". Sembrava che ci fossero molti luoghi appartati ed accoglienti nei circa mille ettari di terreno accidentato che comprendevano il laboratorio.

 

Questi posticini così invitanti non sfuggirono all'attenzione degli uomini e delle donne che erano liberi di esplorare l'area del laboratorio in lungo e in largo, sia in servizio che fuori servizio. Ad esempio, i fotografi prendevano spesso le jeep per recarsi sulle alture e fotografare le strutture di prova dei motori a razzo in fase di costruzione. Compatibilmente con le esigenze di servizio, non c'era nessuna obiezione a portarsi dietro compagnia femminile...

 

Gli anfratti riparati, le querce dai rami bassi, l'avena selvatica quando è alta in primavera, e la naturale predisposizione umana alle attività sentimentali prendevano cura di tutto il resto. Del resto, non c' era poi un gran che di lavoro da fare, come avremo modo di chiarire - con esempi pratici - nelle pagine seguenti. Così il picnic senza cestino era una realtà di tutti i giorni al PFL o Piffle, come veniva chiamato il centro [3]. A volte questi incontri erano documentati con fotografie e diapositive ricordo, sviluppate nel laboratorio fotografico interno durante i turni di notte (graveyard shift). Personalmente, ho trovato questa atmosfera rilassata e permissiva ovviamente divertente, ma anche contraddittoria. Contraddittoria perché, soprattutto nella primavera del 1956, si respirava un'aria da vigilia del giudizio universale: se noi non potevamo sviluppare un motore per lanciare per primi le nostre bombe all'idrogeno sulla Russia, i russi l'avrebbero sicuramente fatto prima. Il ritmo era così frenetico che fui assunto praticamente con una paga base equivalente allo straordinario, sebbene la mia conoscenza di razzi e scrittura tecnica fosse praticamente uguale a zero.

 

Era molto difficile conciliare Bobby, il fotografo dell'area 2, e Betty, la commessa dell'archivio fotografico, che se ne andavano in una jeep dell'Air Force senza cestino e senza Speed Graphic[4], con i bollettini di guerra fredda che ci ricordavano giornalmente il divario nel settore missilistico. Ben presto, però, scoprii che la necessità dell'Air Force di un grappolo di motori per spingere il missili intercontinentali balistici Atlas scivolava sempre o quasi sempre al secondo posto rispetto a qualunque altro progetto che fosse sia pure lontanamente più divertente o di immediata realizzazione. Questo atteggiamento andava ben oltre il clima da operetta dietro l'erba alta del banco di prova verticale... In pratica, qualunque interesse personale aveva sempre una priorità DX+ (DX era la designazione data dal governo ai progetti di più alta priorità. Con questa si poteva ottenere tutto, uomini, mezzi, materiali e soldi, e non poteva essere rifiutata o tantomeno messa in discussione...).

 

Alcuni esempi, che ricordo così a caso, illustreranno meglio questo punto.

 

1) Un ingegnere, cui era affidato un importante aspetto della prova dei razzi, si fece fabbricare un bel set di supporti per il patio di casa, in acciaio inossidabile della miglior qualità. Sebbene avesse potuto comprarli presso qualunque negozio di ferramenta per un paio di dollari l'uno, in acciaio normale, nient'altro poteva soddisfare questo importante leader dello sviluppo dei motori a razzo. Ho esaminato questi bellissimi quattro pezzi ed ho chiesto ad un mio amico quanto erano venuti a costare all'USAF e, di conseguenza, al contribuente. "Oh, direi circa 90 dollari ciascuno, tra materiali e manodopera, senza ricarico e senza tasse."

2) Naturalmente il prezzo per gli affari personali, o G-Jobs come erano chiamati, non era sempre così alto. Ad esempio, se volevo una fotografia della mia unità da mostrare ai mie figli, non dovevo far altro che richiederla.

3) Ma poi c'era anche lo strano caso del Vernier Supply Group[5]. Questo era un esempio del mondo scientifico che certamente entrava in conflitto con l'obiettivo politico dell'era pre Apollo. Sembrava che, dopo la messa a punto del piccolo motore Vernier per il grappolo di motori Atlas, l'unità fosse stata trasferita alla fabbrica centrale in Canoga Park, a circa 25 minuti di distanza in auto o in bus della società. Ovviamente nessuno aveva pensato di trasferire nello stesso posto il piccolo gruppo che aveva funzionato come unità di supporto logistico per il gruppo principale del progetto Vernier. Di conseguenza queste persone (un dirigente, una segretaria, un impiegato e quattro compratori, sette persone in tutto) rimasero indietro al Piffle, senza un lavoro con cui passare il tempo. Piuttosto che comunicare all'unità principale di essere stati dimenticati al PFL, il dirigente eroicamente decise che, se li avessero chiamati, sarebbero andati; altrimenti sarebbero restati al Piffle per tutto il tempo. E così la moderna personificazione dell'ultima resistenza di Custer a Fort Alamo, il gruppo acquisti Vernier, è rimasto in piedi per almeno sei mesi. Cosa facevano?

 

Be', fortunatamente la Rocketdyne aveva adottato un modulo salvatempo brevettato, conosciuto come SOS, Solo Ordini Scritti[6]. Ossia, un semplice pezzo di carta utilizzato per fare e ricevere varie comunicazioni tra gli Uffici. Così il dirigente non faceva altro che dettare una serie di operazioni da svolgere all'interno dell'ufficio, assegnare i compiti, e in breve tempo vedeva che il lavoro veniva svolto prontamente e gli ordini eseguiti correttamente e con celerità.

 

Chiunque abbia passato un po' di tempo nelle forze armate, come civile in qualche amministrazione pubblica, o sia stato impegnato in una qualunque altra attività burocratica, riconoscerà immediatamente la saggezza di questo dirigente nel "non fare alcuna onda" (ossia nel "non sollevare polvere"). Quest'ultima frase era il motto, o meglio il credo di tutta quanta la North American Aviation e significava esattamente quello che voleva dire: finché gli assegni arrivano puntualmente, e sono abbastanza esatti, non fare casino. Grazie all'astuzia del dipartimento di ingegneria industriale della Rocketdyne passarono solo sei mesi finché questo gruppo fu scovato in un angolo dell'edificio Delta, area 2, e subito trasferiti a Canoga Park. Come mai l'unità principale non s'era accorta della loro assenza? Oh... perché c'è sempre un sacco da fare, e non c'è tempo di chiamare il gruppo logistico per fare quattro chiacchiere...

 

…………………………………………… (>> segue <<)

 

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Capitolo V

La beffa della Luna!

 

 

In questo capitolo c'è una rassegna fotografica del programma di simulazione Apollo; se davvero una fotografia vale migliaia di parole, in questa sezione troverete una enciclopedia. Le fotografie pubblicate in queste pagine sono suddivise in quattro gruppi, e mostrano le principali aree di discrepanza. Tutte le fotografie hanno in comune una o più anomalie, come l'assenza di stelle, strani riflessi, e illuminazione proveniente da aree dove di luce non ce ne dovrebbe essere. Studiate attentamente ogni foto, con i suoi errori di messa a fuoco e le sue dominanti di colore, perché ciascuna è una riproduzione di una fotografia NASA originale.

 

Va sottolineato che sono stati versati fiumi d'inchiostro sull'argomento, ma il semplice buon senso suggerisce cosa succede ad una pellicola fotografica che passa da -100" a +100" nel giro di pochi minuti, come sarebbe dovuto accedere a quelle utilizzate dagli astronauti. Se volete, fate questa prova: prendete un rullo di pellicola, mettetelo nel freezer per qualche ora e poi lasciatelo sul cruscotto dell'automobile in pieno sole. Caricate la fotocamera, scattate, portate al laboratorio e...[7]

 

Per la cronaca, la fotocamera utilizzata per le foto lunari era una speciale versione della Hasselbad 500EL, molto usata dai fotografi professionisti, modificata e semplificata per l’uso con i guanti.

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[1] The Corporate State nel testo originale. N.d.T.

[2] James Tiberius Kirk fu l'unico cadetto dell'accademia spaziale a passare il test della Kobayashi Maru. Solo quando diventò ammiraglio, svelò il suo segreto. Dato che non c'erano soluzioni possibili, riprogrammò il test in modo che ne prevedesse almeno una, la sua. A bordo dell'Enterprise incontrò Spock, e continuò a dimostrare che l'intuizione, a volte, supera o anticipa i risultati del ferreo ragionamento logico. N.d.T.

[3] Piffle significa idiozia, sciocchezza, stupidaggine, cosa di poco conto.

[4] Fotocamera di grande formato al tempo molto usata per foto giornalistiche o illustrative. N.d.T.

[5] Gruppo di approvvigionamento per i motori Vernier. N.d.T.

[6] Nel testo originale AVO, Avoid Verbal Orders, Evita Ordini Verbali. N.d.T

[7] L' autorevole rivista fotografica italiana REFLEX ha pubblicato sul numero di Agosto '95 un test del genere. Dei risultati si parla nel capitolo VI, interamente dedicato alla analisi della documentazione dal punto di vista dei fotografi. N.d.T.