NON SIAMO
WE NEVER WENT TO THE MOON
Oramai sappiamo tutti che
le verità scomode e pericolose per l'equilibrio e l'ordine pubblico vengono
spesso tenute nascoste o, peggio ancora, plasmate ad arte dai giornali, dalla
radio e dalla televisione.
NON SIAMO
Tutta l'operazione
Luna, secondo i documenti presentati, poggia su una serie di colonne
portanti che l'autore, Bill Kaysing, comincia a togliere, una per una.
E l'intero affare crolla, rivelandosi come una
enorme manovra economica, un'operazione di immagine e di prestigio che sarebbe
stata organizzata per fini diversi, ingannando milioni di persone nel mondo. E
creando la consapevolezza che "...se gli americani sono potuti arrivare
sulla Luna... allora possono fare qualsiasi cosa!".
L'autore presenta prove fotografiche,
testimonianze dirette ed argomenti solidi che hanno trasformato una realtà
romanzesca in un avvincente dossier.
Da leggere tutto d'un fiato.
fotografare,
n. 8/'89:
"Le famose foto degli americani sulla Luna (finalmente si può raccontare)
sono state fatte sulla Terra, di notte, con una illuminazione artificiale.
Questo si vede chiaramente osservando le foto, ma la gente ha creduto in massa
alle spiegazioni che hanno diffuso".
X-Factor, n.
3:
"I sostenitori della teoria del raggiro pensano che
Wired, n. 9/1994: "Siete sicuri che 25
anni fa siamo andati sulla Luna? Ne siete proprio certi? Milioni di americani
credono che le missioni lunari siano state una truffa da 30 miliardi di
dollari, una presa in giro perpetrata dalla NASA con le ultime tecnologie in
fatto di comunicazione e i migliori effetti speciali" (...). Secondo il
Newsweek, il massimo scetticismo é uscito fuori nei ghetti di Washington DC
dove il 50% degli intervistati ha dubitato dell'autenticità della passeggiata
di Neil Armstrong.
Nexus, ed. italiana n. 2/95:
"Le allusioni relative a trucchi fotografici gettano dubbi
sull'autenticità di alcune missioni lunari con equipaggio effettuate dalla
NASA".
Una interessante trasposizione cinematografica
dell'argomento è rappresentata dal celebre film Capricorn One, tratto dalla prima edizione di questo libro.
Inoltre, secondo una statistica pubblicata dal
quotidiano americano Washington Post nel luglio 1994, oltre il 14% degli
intervistati ha dichiarato di non credere alle missioni NASA sulla Luna.

BILL KAYSING
...ha lavorato per parecchi anni come direttore
delle pubblicazioni tecniche presso i laboratori della Rocketdyne Research, la
ditta che ha progettato e costruito i motori dei razzi che apparentemente hanno
portato le navicelle Apollo sulla Luna.
Cosa ci sarà di tanto segreto?
L. 24.000
Bill Kaysing
Non siamo mai
andati sulla Luna
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Titolo
originale dell'opera: We never west to
the moon
©
1987 Desert Pubns. Delta
Group USA
Autore: Bill Kaysing
I edizione italiana: Non siamo mai andati sulla Luna
©1997 Cult Media Net edizioni srl
ISBN 88-87179-00-X
Prog. grafico: Studio Di Notte
Supervisione e adattamento: BooKingHam USA
Traduzione: Publio Liberi e Neil Reid
dedicato a un tarlo...
____________________________________________
"Dubito che avrei potuto
volare nelle mie missioni
(Mercury e Gemini) se
avessero incontrato così
tanti problemi come le
capsule Apollo"
____________________________
Walter Shirra nel febbraio
'67
Personaggi,
interpreti e doppiatori
13
Introduzione
15
Capitolo I
Capitolo II
Perché andare sulla Luna
23
Capitolo III
Elementi di propulsione a razzo 27
Capitolo IV
Capitolo V
Capitolo VI
La "storia" delle foto 49
Capitolo VII
La simulazione
65
Capitolo VIII
Aspetti visivi della simulazione 85
Capitolo IX
Omicidio sulla rampa 34 109
Deposizione
di Thomas Baron
Relazione
del generale Samuel Phillips
Rapporto
Apollo di Thomas Baron
CAPITOLO X
E gli astronauti? 177
CAPITOLO XI
Un po' di buon senso 183
APPENDICE
Prove 195
CONCLUSIONI E RACCOMANDAZIONI 211
CILIEGINA 214
Le notizie e le
informazioni che quotidianamente assorbiamo dai giornali, dalle riviste, dalla
radio e dalla televisione, sono sempre asservite al potere - economico o
politico ormai non fa più differenza - che controlla il mezzo di divulgazione
che abbiamo scelto.
Se però consideriamo che molti dei servizi e dei
beni di consumo al centro di questa informazione (dai profilattici alle
merendine per la colazione) sono prodotti dalle stesse società che possiedono i
giornali che li reclamizzano, tutto allora assume una luce diversa.
Non si tratta più di libera concorrenza tra
produttori, ma di spartizione del pubblico e dei consumatori.
E la propaganda non avviene attraverso i
meccanismi diretti e facilmente identificabili delle pagine e degli spot
pubblicitari, ma per mezzo di redazionali a pagamento, camuffati da articoli
giornalistici indipendenti, dove messaggi indiretti e subliminali, tra le
righe, tentano di manipolare i nostri processi mentali, spostando la nostra
attenzione su aspetti secondari per far meglio assimilare i concetti
fondamentali. Le tribune politiche sono perciò delle noiose discussioni tra
signori in giacca e cravatta - cambiamo canale - mentre la figlia del portiere
che scappa di casa per vivere come le pare, giudicata in un talk show da una
platea inferocita come in una riunione di condominio, quello sì che è interessante
e fa notizia! Ci troviamo di fronte ad un meccanismo subdolo e disonesto, che
strumentalizza i buoni sentimenti (...regalale
una perla, ...un diamante è per sempre) e le nostre naturali pulsioni (...è profumo d'intesa, ...io e il mio
magnum, ...anche i membri del parlamento si alzeranno). E in questo modo
vorrebbe cambiarci le idee, telecomandare l'apertura del portafoglio e la
chiusura delle nostre menti per raggiungere finalmente i tanto sognati ...zero gradi mentali.
Viene attaccato il credo religioso (che fine
faranno tutte le Assunte del mondo? Chi vincerà al gioco del Lotto...per
cento?), la convinzione politica (esiste ancora l'Internazionale socialista?
Era davvero così grave il finanziamento in nero ai partiti?), la vecchia
automobile (grazie al contributo governativo te ne puoi disfare. La prossima
acquistala da noi!), l'amante (è fuori standard, per questa stagione...) e via
di seguito.
A noi invece sorgono altri dubbi. E non ci
stupiamo più se si scopre che alcuni avvenimenti che hanno fatto la nostra
storia recente siano stati "colorati" o, addirittura, inventati di
sana pianta dai mezzi di comunicazione di massa. Ormai lo sappiamo che le
verità scomode e pericolose per l'ordine pubblico vengono spesso tenute
nascoste, oppure plasmate ad hoc dai giornali, dalla radio e dalla televisione.
Cartesio prendeva coscienza pensando. La nostra coscienza ci impone di pensare.
E pensando, dubitiamo. Dubito, ergo sum.
Questo libro è un esempio di coraggiosa
informazione contro corrente, e dimostra come una realtà ormai accettata da
tutti possa vacillare sotto l'apporto di prove documentate, per poi provocare
la riapertura di un caso storico archiviato nelle nostre menti.
Tutta l'operazione
Luna, secondo i documenti presentati, poggia su una serie di colonne
portanti che l'autore comincia a togliere, una per una. E l'intero affare
crolla, rivelandosi una enorme manovra economica, un'operazione di immagine e
di prestigio per foraggiare l'industria privata a spese dei contribuenti
americani, ingannando milioni di persone nel mondo.
Nelle pagine che seguono, Kaysing fornisce prove
fotografiche, testimonianze dirette ed argomenti solidi che hanno trasformato
una realtà romanzesca in un avvincente dossier.
Per molti di Voi, come lo è già stato per tutti quelli
che hanno partecipato alla stesura della edizione italiana, arricchita ed
ampliata rispetto all'originale, sarà la fine di un mito. Ma ci piace pensare
che questa dura lezione ci serva come esempio la prossima volta. Magari quando
ci incaglieremo nelle secche del controsenso di una missione armata... di pace,
e ci sembrerà strano dover difendere gli interessi di quelli che reputavamo
buoni amici e buoni esempi, e invece stanno scappando con i nostri soldi.
Buona lettura.
L'editore
Personaggi,
interpreti e doppiatori
AEC Atomic Energy Commission Commissione
per l'energia atomica (CNEN)
ASP Apollo Simulation Project Progetto di simulazione
Apollo
CFR Council on Foreign Relation Consiglio
per le relazioni con l'estero
CIA Centrai Intelligence Service Servizio
spionaggio centrale (SISDE)
CSM Command and Service Module Modulo di servizio e comando
DIA Defense Intelligence Service Servizio
spionaggio difesa (SISMI)
DOD Department of Defense Dipartimento (ministero)
della difesa
LEM Lunar Excursion Module Modulo per l'escursione
Lunare
NAA North American Aviation Corporation La società che ha
costruito le capsule Apollo
NASA National Aeronautics and Amministrazione
nazionale aerospaziale
Space Administration
NSA National Security Act Decreto sulla sicurezza nazionale
NSC National Security Council Consiglio per la
sicurezza nazionale
(Leggi
antiqualsiasicosa)
OSS Office of Strategic Service Ufficio per i servizi
strategici
S&ID Space and information division Divisione spazio ed informazione
della NAA
USAF United States Air Force Aviazione
militare
Con la
partecipazione straordinaria di
AMA American Medicai Association Associazione dei Medici
Americani
FDA Food and Drug Administration Ministero dell'alimentazione
e dei prodotti
farmaceutici
IRS Internai Revenue Service Ministero delle tasse
SSA Social Security Administration Ministero della sicurezza sociale
... e tanti
altri simpatici personaggi che, se starete attenti,
incontrerete
solo nelle pagine seguenti.
Nota all'edizione italiana
Questa edizione, aggiornata ed adattata, è arricchita di un
capitolo
(La storia delle foto, dedicato all'approfondimento delle
prove fotografiche)
e di una ciliegina di chiusura.
Scrive David Wise, nel suo
libro The politics of lying (La
politica delle bugie, pubblicato nel 1973): "Apparentemente un buon numero
di americani non crede che il loro governo abbia mai fatto atterrare uomini
sulla Luna". Il 14 giugno 1970 i giornali dell'editore Knight hanno pubblicato
un articolo a sensazione basato su interviste fatte a 1721 persone in sei
città. Agli intervistati fu chiesto se credevano veramente che degli astronauti
americani fossero effettivamente atterrati sulla Luna e fossero tornati
indietro. L'articolo puntualizzava che nessun tentativo era stato fatto per
raggiungere una sezione rappresentativa di tutta la popolazione, e non era
pertanto statisticamente significativo; tuttavia, le interviste hanno mostrato
che un ragguardevole numero di americani non crede alla più pubblicizzata
impresa pacifica mai intrapresa dal loro governo. Quando agli scettici fu
chiesto perché mai fosse stata perpetrata una truffa così enorme, generalmente
rispondevano che il loro governo lo aveva fatto per ingannare i Russi e i Cinesi,
oppure per giustificare i grandi costi del programma di supremazia spaziale
voluto da Kennedy.
Pochi, comunque, hanno pensato che il governo
abbia avuto un approccio tipo panem et
circenses per far dimenticare alla gente i propri problemi. I continui
inganni del governo sono tenuti in piedi da un accurato ed efficiente sistema
di sicurezza, e da una enorme macchina delle pubbliche relazioni, con l'intento
di generare il consenso ma con il risultato di far dilagare una massiccia
sfiducia da parte del pubblico.

Ne hanno
parlato tutti i giornali del mondo, milioni di persone hanno assistito alle
dirette televisive, eppure... c'è sempre qualcosa che non convince fino in
fondo. Perché? Sarà l'esperienza, l'innato sesto senso o il semplice buon senso
che ci fa dubitare? Forse sono tutti e tre, e faremmo bene a fidarci di quella
vocina.
Come è nato questo libro
Nell'estate del 1969 vivevo
in una piccola casa sulla spiaggia di Santa Barbara in California. Decine,
centinaia di articoli sui giornali annunciavano il lancio degli astronauti
verso
Perché, tra tutta la gente, proprio io non dovevo
essere affascinato dalla prospettiva di vedere il coronamento del mio lavoro, e
di quello di migliaia di altri, che hanno contribuito al programma dei viaggi
Apollo? Capii che non credevo alla storia che Armstrong, Aldrin e Collins, o
chiunque altro, stava andando sulla Luna: di conseguenza non potevo provare il
benché minimo entusiasmo guardando una sceneggiata.
Da dove mi viene questa strana idea, mi chiedevo.
Non ho mai pensato seriamente al programma Apollo da quando lasciai
Sembrava che, in qualche modo, avessi percepito
che il programma Apollo era diventato una farsa colossale, e che nessuno stava
lasciando
Non ho mai guardato nessun degli
"allunaggi", né ho mai prestato attenzione alle presentazioni
stampate sui giornali e trasmesse dagli altri mezzi d'informazione. A
cominciare dall'estate '69 la sensazione che l'idea di un viaggio dell'uomo
sulla Luna fosse ancora di là da venire divento più forte. Prestai ancor meno
attenzione ai successivi "voli" dell'Apollo e notai che molti altri
erano egualmente disinteressati. Con il passare degli anni, mi sono trovato a
confrontare i voli Apollo con molti altri episodi della vita americana. Il
Watergate è stato un esempio eclatante ed un eccellente termine di paragone.
Ecco il caso di un leader che al pubblico presenta una faccia, badando a tenere
l'altra ben nascosta al pubblico, una doppiezza machiavellica che ha scioccato
molte persone ed ha frantumato la loro compiacenza verso il sistema. La
"crisi" energetica è stata un'altra simulazione sul tipo dell'Apollo.
Questa volta un'intera industria ha creato una scarsità artificiale per far
digerire ai consumatori, recalcitranti ma creduloni, un ennesimo aumento dei
prezzi.
Ma, come disse così saggiamente Lincoln, non puoi
sempre prendere in giro tutti. E così, in più parti, la facciata dello stato
privatizzato[1],
nelle mani degli industriali, comincia a incrinarsi, e mostra tutte le sue
crepe, da qualsiasi lato la si guardi. Scoperta con le mani nel sacco, anziché
chiedere scusa e recitare un mea culpa,
tira fuori tutta la sua perversa arroganza (l'atteggiamento di Aldeman e Errickman
ne è un esempio). Anche dalle pagine pubblicitarie di immagine di società e
industrie col classico pugno di ferro nel guanto di velluto traspare
l'atteggiamento arrogante del tipo "le cose stanno così: prendere o
lasciare".
Adesso era il momento di fare alla NASA alcune
domande riguardo il loro programma Apollo... domande che mi balenavano
continuamente in mente. Domande come... perché gli astronauti non hanno fatto
qualche sorta di segnale visibile dalla Luna? Fare affidamento su un'immagine televisiva,
così facile da simulare, era il meno credibile dei mezzi di prova.
Perché i giornali danesi, nel 1969, hanno messo in
dubbio l'autenticità degli allunaggi, e - forse ancor più importante - perché
la stampa americana ha ignorato completamente questo punto di vista,
indubbiamente interessante per i lettori?
Perché i documenti della NASA sul programma
Apollo, pur non essendo classificati (ovvero, a divulgazione limitata), non
sono disponibili al pubblico? In una lettera a me indirizzata, il direttore delle
pubblicazioni tecniche della Rocketdyne specifica che "Il materiale Apollo
non è classificato, ma non è a disposizione del pubblico...".
Perché così tanti astronauti finiscono dietro una
scrivania, a fare i dirigenti strapagati di grandi società che hanno
partecipato al progetto? È questa la loro vera ricompensa per i
"viaggi" sulla Luna?
Perché alcuni astronauti muoiono in incidenti,
altri riportano danni cerebrali, ed altri ancora hanno l'esaurimento nervoso?
Questa percentuale di incidenti è più alta di quella che è lecito aspettarsi
per persone di questo tipo, così meticolosamente selezionati ed allenati.
E, come conseguenza... c'entra qualcosa con l'alto
numero di testimoni dell'assassinio Kennedy scomparsi?
Che cosa è successo al rapporto Baron, una
collezione di condotte disoneste e fraudolente, di errori e di cattive
decisioni, lunga 500 pagine, scritto da Thomas Baron prima della morte dei tre
astronauti sulla rampa 34 nel 1967?
E la morte di Baron, accaduta pochi mesi dopo ad
un passaggio a livello, è stata realmente un incidente?
Perché i parenti degli astronauti fanno così
spesso riferimento all'irrealtà degli eventi? Sarà forse perché gli eventi sono
stati davvero irreali?
Perché non è stato pubblicizzato il fatto che gli
astronauti erano addestrati nell'area di Las Vegas? In fondo, tutti gli altri
aspetti delle loro vite private sono stati esaminati nel dettaglio. Sarà forse
stato perché una parte del deserto del Nevada (specificamente la base di prova
dell'AEC) era preparata per apparire come un "set" lunare?
Perché i primi astronauti sono stati tenuti così a
lungo in quarantena al ritorno dal loro viaggio, quando molti scienziati
concordavano che
Sarà stato perché gli astronauti avevano bisogno
di un periodo di ricondizionamento mentale dopo il loro falso viaggio? O sarà
stato perché semplicemente non potevano sopportare l'idea di affrontare torme
di folla entusiasta dopo così poco tempo dalla commedia?
Perché al fiasco totale dell'Apollo 6 hanno fatto
seguito sei missioni lunari perfette, seguite poi dalla fallimentare missione
del laboratorio spaziale orbitante Skylab?
Perché questo non dovrebbe causare un calo di
credibilità del progetto Apollo tra gli statistici e l'uomo comune?
Perché tutto il materiale per la divulgazione
doveva tassativamente ottenere l'approvazione dell'ufficio pubbliche relazioni
della NASA?
Perché non c'è stato altro da vedere all'infuori
del lancio? C'è nessuna assicurazione, nessuna prova, che gli astronauti
fossero realmente a bordo dei veicoli Apollo?
Inoltre, c'è nessuna prova che le capsule Apollo
abbiano realmente volato con un pieno di carburante? O sono riuscite a lasciare
la rampa solo perché erano alleggerite e con un carico ben al di sotto dei
margini di sicurezza, lanciate da motori a potenza ridotta?
Otto astronauti sono morti in incidenti non
correlati con imprese spaziali; sono stati davvero tutti incidenti?
La creazione di rocce lunari, di una delle quali a
fianco è riprodotta una sezione, è stato forse il più facile dei compiti
intrapresi per assicurare il successo della beffa lunare. Senza nessun elemento
di confronto (escluso qualche meteorite di probabile origine lunare) qualsiasi
sasso, trattato per simulare l'esposizione all'ambiente lunare, poteva andar
bene.
Perché Werner Von Braun ha lasciato
Che cosa voleva veramente dire Pat Collins quando
il 20/07/1969, alle 16:05 (ora di Houston), durante la trasmissione televisiva
della simulazione di un rendezvous ha detto: "E' reale come tutto quanto
il resto"?
Perché le rocce lunari sono state inviate di corsa
in Svizzera subito dopo l'arrivo sulla Terra? Che prove abbiamo per poter
affermare che sono proprio rocce lunari?
Perché i rientri delle capsule Apollo sono sempre
avvenuti fuori della vista del pubblico e degli equipaggi delle portaerei di
recupero?
Perché è stato tenuto nascosto al pubblico che le
missioni sulla Luna erano in realtà operazioni militari? È risaputo che molti
insuccessi militari sono tenuti nascosti per evitare una perdita di prestigio.
Noi vogliamo una risposta a queste domande. Questo
libro è un invito alla NASA ed a tutti gli altri gruppi agenzie governative,
società ed individui responsabili ad esaminarne i concetti e confutarli,
provando una volta per tutte che sì, siamo veramente andati sulla Luna, e che
abbiamo effettivamente fatto un buon uso di quei 30 miliardi di dollari
apparentemente utilizzati per finanziare il progetto Apollo.
Un album di fotografie, parate con tanto di
coriandoli e stelle filanti, un sacchetto di sassi ed altri oggetti di
interesse superficiale non forniscono risposte adeguate a queste ed alle altre
domande che appaiono nei capitoli successivi.
Perché fingere
"Se non
ce la fai, fingi"
Vecchio detto aerospaziale [2]
Subito dopo la mia
destinazione al laboratorio di prova della Rocketdyne Propulsion nel 1956, feci
una scoperta affascinante: il cosiddetto "picnic senza cestino".
Sembrava che ci fossero molti luoghi appartati ed accoglienti nei circa mille
ettari di terreno accidentato che comprendevano il laboratorio.
Questi posticini così invitanti non sfuggirono
all'attenzione degli uomini e delle donne che erano liberi di esplorare l'area
del laboratorio in lungo e in largo, sia in servizio che fuori servizio. Ad
esempio, i fotografi prendevano spesso le jeep per recarsi sulle alture e
fotografare le strutture di prova dei motori a razzo in fase di costruzione.
Compatibilmente con le esigenze di servizio, non c'era nessuna obiezione a
portarsi dietro compagnia femminile...
Gli anfratti riparati, le querce dai rami bassi,
l'avena selvatica quando è alta in primavera, e la naturale predisposizione
umana alle attività sentimentali prendevano cura di tutto il resto. Del resto,
non c' era poi un gran che di lavoro da fare, come avremo modo di chiarire -
con esempi pratici - nelle pagine seguenti. Così il picnic senza cestino era
una realtà di tutti i giorni al PFL o Piffle, come veniva chiamato il centro [3].
A volte questi incontri erano documentati con fotografie e diapositive ricordo,
sviluppate nel laboratorio fotografico interno durante i turni di notte
(graveyard shift). Personalmente, ho trovato questa atmosfera rilassata e
permissiva ovviamente divertente, ma anche contraddittoria. Contraddittoria
perché, soprattutto nella primavera del 1956, si respirava un'aria da vigilia
del giudizio universale: se noi non potevamo sviluppare un motore per lanciare
per primi le nostre bombe all'idrogeno sulla Russia, i russi l'avrebbero
sicuramente fatto prima. Il ritmo era così frenetico che fui assunto
praticamente con una paga base equivalente allo straordinario, sebbene la mia
conoscenza di razzi e scrittura tecnica fosse praticamente uguale a zero.
Era molto difficile conciliare Bobby, il fotografo
dell'area 2, e Betty, la commessa dell'archivio fotografico, che se ne andavano
in una jeep dell'Air Force senza cestino e senza Speed Graphic[4],
con i bollettini di guerra fredda che ci ricordavano giornalmente il divario
nel settore missilistico. Ben presto, però, scoprii che la necessità dell'Air
Force di un grappolo di motori per spingere il missili intercontinentali
balistici Atlas scivolava sempre o quasi sempre al secondo posto rispetto a
qualunque altro progetto che fosse sia pure lontanamente più divertente o di
immediata realizzazione. Questo atteggiamento andava ben oltre il clima da
operetta dietro l'erba alta del banco di prova verticale... In pratica,
qualunque interesse personale aveva sempre una priorità DX+ (DX era la
designazione data dal governo ai progetti di più alta priorità. Con questa si
poteva ottenere tutto, uomini, mezzi, materiali e soldi, e non poteva essere
rifiutata o tantomeno messa in discussione...).
Alcuni esempi, che ricordo così a caso,
illustreranno meglio questo punto.
1) Un ingegnere, cui era affidato un importante
aspetto della prova dei razzi, si fece fabbricare un bel set di supporti per il
patio di casa, in acciaio inossidabile della miglior qualità. Sebbene avesse
potuto comprarli presso qualunque negozio di ferramenta per un paio di dollari
l'uno, in acciaio normale, nient'altro poteva soddisfare questo importante
leader dello sviluppo dei motori a razzo. Ho esaminato questi bellissimi
quattro pezzi ed ho chiesto ad un mio amico quanto erano venuti a costare
all'USAF e, di conseguenza, al contribuente. "Oh, direi circa 90 dollari
ciascuno, tra materiali e manodopera, senza ricarico e senza tasse."
2) Naturalmente il prezzo per gli affari
personali, o G-Jobs come erano chiamati, non era sempre così alto. Ad esempio,
se volevo una fotografia della mia unità da mostrare ai mie figli, non dovevo
far altro che richiederla.
3) Ma poi c'era anche lo strano caso del Vernier
Supply Group[5].
Questo era un esempio del mondo scientifico che certamente entrava in conflitto
con l'obiettivo politico dell'era pre Apollo. Sembrava che, dopo la messa a
punto del piccolo motore Vernier per il grappolo di motori Atlas, l'unità fosse
stata trasferita alla fabbrica centrale in Canoga Park, a circa 25 minuti di
distanza in auto o in bus della società. Ovviamente nessuno aveva pensato di
trasferire nello stesso posto il piccolo gruppo che aveva funzionato come unità
di supporto logistico per il gruppo principale del progetto Vernier. Di
conseguenza queste persone (un dirigente, una segretaria, un impiegato e
quattro compratori, sette persone in tutto) rimasero indietro al Piffle, senza
un lavoro con cui passare il tempo. Piuttosto che comunicare all'unità
principale di essere stati dimenticati al PFL, il dirigente eroicamente decise
che, se li avessero chiamati, sarebbero andati; altrimenti sarebbero restati al
Piffle per tutto il tempo. E così la moderna personificazione dell'ultima
resistenza di Custer a Fort Alamo, il gruppo acquisti Vernier, è rimasto in
piedi per almeno sei mesi. Cosa facevano?
Be', fortunatamente
Chiunque abbia passato un po' di tempo nelle forze
armate, come civile in qualche amministrazione pubblica, o sia stato impegnato
in una qualunque altra attività burocratica, riconoscerà immediatamente la
saggezza di questo dirigente nel "non fare alcuna onda" (ossia nel
"non sollevare polvere"). Quest'ultima frase era il motto, o meglio
il credo di tutta quanta
…………………………………………… (>> segue <<)
La beffa della Luna!
In questo capitolo c'è una
rassegna fotografica del programma di simulazione Apollo; se davvero una
fotografia vale migliaia di parole, in questa sezione troverete una
enciclopedia. Le fotografie pubblicate in queste pagine sono suddivise in
quattro gruppi, e mostrano le principali aree di discrepanza. Tutte le
fotografie hanno in comune una o più anomalie, come l'assenza di stelle, strani
riflessi, e illuminazione proveniente da aree dove di luce non ce ne dovrebbe
essere. Studiate attentamente ogni foto, con i suoi errori di messa a fuoco e
le sue dominanti di colore, perché ciascuna è una riproduzione di una
fotografia NASA originale.
Va sottolineato che sono stati versati fiumi d'inchiostro
sull'argomento, ma il semplice buon senso suggerisce cosa succede ad una pellicola
fotografica che passa da -100" a +100" nel giro di pochi minuti, come
sarebbe dovuto accedere a quelle utilizzate dagli astronauti. Se volete, fate
questa prova: prendete un rullo di pellicola, mettetelo nel freezer per qualche
ora e poi lasciatelo sul cruscotto dell'automobile in pieno sole. Caricate la
fotocamera, scattate, portate al laboratorio e...[7]
Per la cronaca, la fotocamera utilizzata per le
foto lunari era una speciale versione della Hasselbad 500EL, molto usata dai
fotografi professionisti, modificata e semplificata per l’uso con i guanti.
……………………………………
…………………………………………… (>> segue <<)
[1] The Corporate State nel
testo originale. N.d.T.
[2] James Tiberius Kirk fu
l'unico cadetto dell'accademia spaziale a passare il test della Kobayashi Maru.
Solo quando diventò ammiraglio, svelò il suo segreto. Dato che non c'erano
soluzioni possibili, riprogrammò il test in modo che ne prevedesse almeno una,
la sua. A bordo dell'Enterprise incontrò Spock, e continuò a dimostrare che
l'intuizione, a volte, supera o anticipa i risultati del ferreo ragionamento
logico. N.d.T.
[3] Piffle significa idiozia,
sciocchezza, stupidaggine, cosa di poco conto.
[4] Fotocamera di grande
formato al tempo molto usata per foto giornalistiche o illustrative. N.d.T.
[5] Gruppo di approvvigionamento
per i motori Vernier. N.d.T.
[6] Nel testo originale AVO,
Avoid Verbal Orders, Evita Ordini Verbali. N.d.T
[7] L' autorevole rivista
fotografica italiana REFLEX ha pubblicato sul numero di Agosto '95 un test del
genere. Dei risultati si parla nel capitolo VI, interamente dedicato alla
analisi della documentazione dal punto di vista dei fotografi. N.d.T.