IMMIGRATI
IL PATTO CON GHEDDAFI
Guantanamo a Lampedusa
Nel deserto
del Sahara i camion carichi di immigrati espulsi dalla
Libia
Le
condizioni nel centro di detenzione. L'accordo per i rimpatri con
di Fabrizio Gatti
Un camion
con 85 espulsi da Tripoli
disperso per 25 giorni nel deserto
del Sahara.
Morti tre
clandestini
Chiamavano quasi ogni sera
con il telefono satellitare. Per raccontare una lenta morte in diretta: la
loro. La morte di 85 immigrati, espulsi nel deserto dai
militari libici, e dei due trafficanti che li stavano riportando a sud, in
Niger. Erano tutti ammassati su un camion. Una mattina un guasto li ha
bloccati: in mezzo al Sahara, con le ruote affondate nella sabbia, troppo
lontano dalle oasi per arrivarci a piedi. Venticinque giorni così, cotti dal
sole a oltre 40 gradi, senza acqua per tutti.
Terrorizzati o rassegnati, aspettavano la fine. Quando
pochi giorni fa una pattuglia di militari li ha ritrovati, la sete aveva già
scelto le sue prime vittime. Tre passeggeri sono stati sepolti accanto al
camion. Gli altri sono stati portati all'oasi di Seguedine,
stremati, alcuni gravi per la disidratazione. Quelle telefonate hanno cambiato
il finale a una tragedia che in altri casi non ha
lasciato sopravvissuti. «L'allarme era stato raccolto dal proprietario del
camion, un commerciante tubù che vive nell'oasi di Fachi, nel deserto del Ténéré»,
racconta Abdramane Bianou
da Agadez in Niger, la porta del Sahara dove gli
immigrati espulsi sarebbero dovuti arrivare: «Uno degli autisti ha continuato a
telefonare finché non si sono scaricate le batterie del satellitare. Avevano
già passato il confine libico, ma si erano persi perché erano molto lontani
dalla rotta conosciuta. Sì, da quello che sappiamo, sono
stati trovati da una pattuglia di militari dopo 25 giorni: avevano già finito
le scorte per bere e mangiare, sarebbero morti tutti».
L'operazione di sbarramento contro l'immigrazione
chiesta dal governo italiano al colonnello Muammar Gheddafi continua con le sue tragiche conseguenze. Un altro
camion carico di stranieri cacciati da Tripoli si è ribaltato la scorsa
settimana vicino ad Agadez: 15 i feriti. Un bilancio che si aggiunge alla strage rivelata da
"L'espresso" sul numero 11: almeno 106 immigrati espulsi sono morti
di sete o per incidenti nel deserto nei primi sei mesi dell'accordo tra Italia
e Libia. Un patto che prevede la restituzione alla
polizia libica degli stranieri sbarcati in Sicilia e il loro rimpatrio nei
Paesi d'origine. Ma adesso, per quel piano,
l'Italia si trova sotto accusa in Europa.
Il procedimento della Corte europea è invece il
clamoroso risultato di un ricorso firmato da 81 stranieri, tuttora rinchiusi
nei centri di detenzione per clandestini di Lampedusa e Crotone. In quei
recinti aspettano il giorno dell'espulsione: ma nell'attesa, con l'assistenza
di un pool di avvocati, sono riusciti a far uscire le
loro denunce. Dall'Italia i giudici di Strasburgo vogliono saperne di più sul
rispetto delle convenzioni internazionali nell'accordo tra Silvio Berlusconi e il colonnello Gheddafi
e nel rimpatrio in Libia degli immigrati sbarcati a Lampedusa.
La richiesta di spiegazioni da parte della Corte
europea è firmata dal cancelliere della terza sezione, Mark
Villiger. «
Il ministero dell'Interno ha tempo fino al 6
maggio per rispondere e non incorrere nelle sanzioni della Corte. E non sarà un lavoro da poco. Per ogni immigrato, le
autorità italiane devono dimostrare di aver verificato l'identità, la
provenienza, i pericoli in caso di espulsione e di
aver messo a verbale, con l'aiuto di un interprete, ogni domanda e ogni
risposta data da ciascuna persona. Quanti siano gli ultimi stranieri arrivati
in Sicilia e le procedure di rimpatrio eseguite o in
corso lo ha detto in Senato pochi giorni fa il sotto-segretario all'Interno,
Michele Saponara, rispondendo alle interrogazioni di
Tana de Zulueta (Verdi) e Maria Chiara Acciarini (Ds). «Dal 13 marzo al 5 aprile», spiega il sottosegretario
all'Interno, «sono sbarcati sulle coste siciliane e, soprattutto, su quelle
dell'isola di Lampedusa, 1.504 clandestini. I provvedimenti di respingimento
hanno riguardato 685 di questi stranieri, ossia meno della metà, tutti di
nazionalità egiziana: 559 sono stati respinti verso
«Quelle poste dalla Corte europea sono le stesse
domande che avevamo fatto noi al governo italiano»,
dice Tana de Zulueta, «e che non hanno mai avuto
risposta. Le espulsioni verso
rivolte all'Italia da 81
stranieri
rinchiusi nei centri
Fuga a piedi
nel Sahara
Gli eritrei furono trai
primi stranieri espulsi dal governo di Tripoli. Il 27 agosto 2004, due giorni
dopo l'accordo con l'Italia per fermare l'immigrazione in Europa, 84 profughi vennero imbarcati su un volo per Asmara. Erano quasi tutti
disertori per ragioni politiche e in patria rischiavano la fucilazione: una
grave violazione delle convenzioni sui rifugiati. Gli eritrei si salvarono
dirottando l'aereo in Sudan e 15 di loro furono processati e condannati. Su
questo e su altri fatti