
CENTRO
ITALIANO DELLA ROSICRUCIAN FELLOWSHIP - FONDATA DA MAX HEINDEL
Un cuore sensibile
Un corpo sano
Preparazione
alla via iniziatica
pag. 2
L’angolo della scienza e dell’alimentazione
“
6
La nascita del nostro emblema “ 16
Alcuni accenni sulla piramide di Cheope “ 17
La
tecnica del cambiamento
“ 21
Una Lettera da … “ 23
PREPARAZIONE ALLA VIA INIZIATICA
3ª Parte
°
° °
Abbiamo
visto la volta scorsa che per arrivare all’Iniziazione occorre coordinare tutte
le nostre sub personalità in una “UNITÀ SUPERIORE” attraverso l’abbandono del
SÉ personale e l’eliminazione di conflitto fra l’IO inferiore e l’IO
superiore.
L’ANIMA
è la grande interprete che porta a questa unità superiore rendendo possibile
l’ascesa e la discesa di energie e, quindi, la comunione fra il superiore e
l’inferiore.
Ma
per realizzare questo è necessario anche che l’aspirante alla vita superiore
impari a TACERE. Questo grande principio è richiesto in tutte le Scuole
Iniziatiche poiché la vigilanza della parola implica vigilanza delle emozioni e
del pensiero, dominio su tutta la propria personalità e questo è necessario per
un serio progresso nella via spirituale.
In
piena sincerità ognuno di noi esamini se stesso, riconosca fino a che punto
possiede tale requisito e si regoli in conseguenza.
Dobbiamo
renderci conto che spesso con inutili chiacchiere creiamo delle disarmonie e
dei malintesi che producono delle sofferenze “non necessarie” poiché con il
parlare troppo e in modo indisciplinato, emotivo, quasi automatico, non
produciamo “Ordine e Pace”, ma solo disarmonia e confusione o non contribuiamo
per niente a una migliore elevazione del nostro animo.
Altro
motivo per cui è richiesto il silenzio è che se non si tace non si può essere
ricettivi, oltre che si produce un grande sperpero di energie.
Per
conseguire scopi spirituali occorre saper contenere, conservare e quindi
trasformare e utilizzare le proprie energie, per cui dominando la parola,
diventiamo coscienti padroni e utilizzatori di tali forze; si tratta, in
sostanza, di acquistare il dominio di noi stessi. Infatti, quando si è avuto
uno stimolo, sia emotivo che mentale o spirituale, il primo impulso è di
“reagire” scaricando, anche attraverso la parola, l’energia sviluppatasi, ma
questo incontrollato reagire impulsivo è un vero e proprio inutile sperpero
energetico.
A
questo punto mi piace ricordare che l’uso della parola per esprimere il
pensiero è il massimo privilegio umano che può essere esercitato soltanto da
un’entità che, come l’uomo, sia capace di ragionare e di pensare.
Per
arrivare a questo grado, quando l’Ego entrò in possesso dei suoi veicoli, fu
necessario utilizzare parte di forza creatrice sessuale per la costruzione del
cervello e della laringe, che furono, all’origine, parte dell’organo creatore:
così la forza creativa, che fino ad allora aveva lavorato in una sola direzione
onde creare un altro essere, venne divisa, per cui una parte fu diretta verso
l’alto per costruire il cervello o la laringe a mezzo dei quali l’Ego doveva
comunicare i suoi pensieri agli altri suoi simili. Nel tempo, attraverso
l’Iniziazione, l’uomo pronuncerà infine la “Parola perduta” o il “Fiat
creatore” con vero e proprio potere creativo, attraverso la laringe
perfezionata e spiritualizzata, cosa già posseduta dai nostri Aiutatori
Invisibili.
Da
questo si desume che il disperdere inutilmente la forza sessuale per il piacere
dei sensi, come pure la parola attraverso le inutili chiacchiere, il vaniloquio
e ancor peggio il turpiloquio, sono di ostacolo all’ascesi spirituale.
Quando
l’aspirante alla vita superiore comincia a reprimere sempre di più questi
eccessi e a dedicare il suo tempo a pensieri, parole e sforzi spirituali,
l’energia sessuale non utilizzata incomincerà lentamente a salire attraverso la
colonna vertebrale e la laringe e proseguendo il cammino fra il corpo
pituitario o la ghiandola pineale, creerà così un ponte di vibrazioni
assicurando all’uomo la chiaroveggenza permettendogli di dirigere il suo
sguardo dove vuole, per cui lo spazio e la materia non sono più ostacoli alla
osservazione. Egli sarà un chiaroveggente “volontario“ e la sua facoltà sarà del
tutto differente da quella posseduta da un medium che, nel migliore dei casi,
possiede poco più di facoltà puramente ed essenzialmente negativa.
Il
silenzio è, quindi, essenziale per una seria vita spirituale; è una disciplina
necessaria, anche se costituisce un sacrificio, e dovremmo volentieri
sottoporvisi in vista del suo immenso valore e dei reali risultati che darà nel
tempo.
Tacendo,
il discepolo imparerà anche ad ascoltare gli altri uomini quando parlano e
dovrà anche abituarsi, quando ascolta, a fare tacere completamente la propria
interiorità. Quando qualcuno esprime una opinione e un altro lo ascolta,
nell’interiorità di quest’ultimo sorge, in generale, un sentimento di
approvazione o di opposizione. Molti si sentiranno subito spinti a esternare il
loro consenso e soprattutto la loro opinione contraria; il nostro studioso
deve, invece, mettere a tacere ogni simile approvazione od opposizione. Non si
tratta per lui di modificare, a un tratto, il suo modo di vivere, per cercare
continuamente di conseguire tale silenzio profondamente interiore egli dovrà
incominciare a esercitarsi in alcuni casi deliberatamente scelti, poi
lentamente e gradatamente di per se stesso questo nuovo modo di parlare e di
ascoltare si insinuerà nel suo modus vivendi.
Questa
disciplina è necessario venga applicata sistematicamente dai nostri studiosi
che intendano proseguire nella Via Iniziatica. Si tratta di mettere a tacere
non soltanto ogni giudizio razionale, ma anche ogni sentimento di dissenso, di
negazione o anche di approvazione. Bisogna osservarsi con cura per vedere se
tali sentimenti, pur non affiorando alla superficie, perdurano non di meno
nell’interiorità più profonda della sua anima. Egli deve anche ascoltare il
parere di uomini che, per un qualsiasi aspetto, siano inferiori a lui facendo
tacere in sé ogni sentimento della propria conoscenza o capacità, ascoltare i
pensieri più contraddittori astenendosi da qualsiasi approvazione e soprattutto
da ogni giudizio sfavorevole.
È
utile per tutti ascoltare in tal mode i bambini, anche l’uomo più saggio può
imparare moltissimo dà essi. L’uomo riesce così ad ascoltare le parole degli
altri con perfetta imparzialità, facendo completa astrazione della propria
personalità con le sue opinioni e il suo modo di sentire. Se così ci si
esercita ad ascoltare senza criticare, anche quando viene esposta un’opinione
nettamente opposta alla nostra, anche quando si svolgono dinanzi a noi le cose
più sbagliate, a poco a poco si imparerà a fondersi completamente con l’essere
di altre persone, a penetrare completamente in esse; si udrà così, attraverso
le parole, l’anima dell’altra persona. É soltanto con un esercizio prolungato
di questo genere che il suono diventa il mezzo giusto per percepire l’anima e
lo spirito.
Indubbiamente
occorre una severa autodisciplina per tutto ciò, tuttavia tanto necessaria a
chi vuole pervenire alla vera Iniziazione.
Le
Entità Superiori, i Fratelli Maggiori, possono parlare solo a chi, ascoltando
imparzialmente, sia capace di accogliere interiormente le loro comunicazioni
con calma, senza l’emozione di una opinione e di un sentimento personale.
Finché l’aspirante oppone una opinione e un sentimento qualsiasi a quello che
ascolta e non ha imparato a tacere su tutti i piani, le Entità del mondo
spirituale tacciono.
Attraverso
le energie economizzate con il retto uso della parola, che è la diretta
espressione della nostra idea mentale, oltre a progredire animicamente, si
incomincia a lavorare sullo sviluppo della “intuizione” tanto necessaria per
sapere ben comprendere e penetrare le verità e il “senso esoterico”
dell’insegnamento occulto. Tale argomento sarà motivo di approfondimento in una
delle prossime volte e voglio concludere, ancora una volta, questa
mia conversazione con il concetto espresse da un Fratello Maggiore
sull’importanza del silenzio:
“Le vostre
azioni, e non le parole, siano la dimostrazione del grado “ del
vostro sviluppo.
Imparate a
mantenere il silenzio, parlate poco e aiutate gli altri. Ciò è necessario per
l’aspirante alla Vita superiore.
Voi non
potete divenire nostri strumenti finché la lezione del Silenzio non sia
completamente appresa e applicata.
Quando la
parola non e necessaria, è assai più saggio tacere che parlare. Servitevi delle
vostre labbra solo per aiutare e non più per i vostri interessi o per la vostra
soddisfazione.
Sia vostra
regola di disciplina sorvegliare ogni parola, sì, ogni parola
Imparate ad
ascoltare chi parla e tuttavia aiutatelo con la forza del vostro pensiero.
Non abbiate
mai il desiderio di brillare, né di parlare ad alcuno di voi stessi, a meno che
facendolo non siate assolutamente certi di aiutare gli altri, ciò che è,
invero, assai raro.
Non
diffondete chiacchiere sul conto di altri, neanche nel modo più innocente.
Parlate degli altri soltanto quando possiate aiutarli o difenderli in loro
assenza. Non dite mai di alcuno ciò che non desiderereste che egli udisse.
Dominando
le parole prima che si presentino alle vostre labbra, voi aiutate voi stessi e
gli altri e con ciò lavorate con noi, perché noi siamo gli altri.
Dovete
essere altrettanto attivi i calmi riguardo al mondo esterno, attivi per cercare
di giungere alla Meta Suprema.
Fate sforzi
energici e sostenuti e in breve potrete dominare, allo stesso tempo, le vostre
parole e il vostro pensiero.”
E
alle parole del Fratello Maggiore, molte profonde e da meditare, voglio
aggiungere anche il grande trinomio magico
fondamentale
per coloro che vogliono pervenire alla Vera Iniziazione o all’unione con il
Tutto che comprende Tutto e quindi alla Grande Saggezza Universale.
Che
attraverso il retto uso della parola l’energia si tramuti in copiose rose sulla
vostra croce.
Fraternamente
P.
Calacione
continua)
*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*
Nell’imminenza
della Santa Pasqua, mentre
E
Andavo
sotto il peso gravoso
degli affanni
per lo vie del mondo,
senza scopo.
A mille
nascevano le stelle
nelle notti del tempo
che mi sfiora,
e non m’erano amiche.
E il gelo tremava
nelle mie paure,
moriva il sole
nelle mie speranze,
e un vento infido
gonfiava di nulla
tutti i miei sogni,
vani e vagabondi
come piccole bolle
di sapone.
Poi di Luce improvvisa
una cascata
scese dall’alto e m’inondò,
mi penetrò nel cuore.
Era mio, mio
tutto quel sole?
Guardai incredula
intorno
ed anche il mare fu mio,
e mio il cielo
e i colori dei fiori,
e miei i canti
e i profumi
trasportati dal vento.
E fu mia
e
fu mio l’Amore
|
|
e il più radiose
destino.
Perché quella Luce
veniva da Te,
mio Dio!
°
° ° ° ° ° ° °
Un cuore umano puro e innocente può sempre
vedere e sentire il Cielo e a volontà entrarvi e uscirne.
° ° ° ° ° ° ° °
L’uomo
comincia a vivere soltanto quando nasce il suo sé.
° L’ANGOLO DELLA SCIENZA E DELL’ALIMENTAZIONE
°
L’ACQUA - IL
FOSFORO
L’acqua
è il solvente per eccellenza. Il fosforo è l’elemento speciale che permette
all’Ego di esprimere il pensiero e d’influenzare il corpo fisico. É anche un
fatto ammesso che la proporzione e la variazione di questa sostanza
corrispondono alle stato e al grado di intelligenza dell’individuo. Gli idioti
possiedono il fosforo in minima quantità; i sottili pensatori, al contrario, ne
hanno moltissimo e, nel mondo animale, il grado di coscienza e
d’intelligenza è proporzionale alla quantità di fosforo contenuta nel cervello.
É
dunque molto importante per l’aspirante che vuole utilizzare il suo corpo per
un lavoro mentale e spirituale di fornire al suo cervello la sostanza
necessaria a questo effetto. La maggior parte dei legumi e delle frutta
contiene una certa quantità di fosforo, ma risulta assai curioso che siano le
foglie, le quali generalmente vengono scartate, a contenerne la
maggiore proporzione. Lo si trova in quantità considerevole nelle cipolle,
nella salvia, nei fagioli, chiodi di garofano, ananas, nelle foglie e negli
steli di un gran numero di legumi, ed anche nel succo della canna da zucchero,
ma non nello zucchero raffinato.
Concludiamo
raccomandando di fare uso esclusivamente di quegli alimenti più facilmente
digeribili, poiché più si rende facile il lavoro di estrarre le energie che
questi contengono, più il sistema avrà il tempo di riposarsi prima
che si renda nuovamente necessaria l’assunzione di nuove energie.
+X+X+X+X+X+X+X+X+X+X+X+X+X+X+X
………
ACQUARIA,
(Era) Terminato l’attuale periodo dei Pesci, avrà inizio la cosiddetta Era
Acquario sotto il segno aereo e intellettuale di questo nome. Ciò avverrà
approssimativamente entro 600 anni circa. Il sole è già entrato nell’orbita
d’influenza di questo segno e il suo effetto si fa sentire negli avvenimenti e
invenzioni di questi ultimi anni.
………
ADONAI,
Significa Signore. Antico nome caldeo-ebreo degli Elohim o forze creatrici
terrestri sintetizzate in Jehovah.
di
Elman Bacher
°
° ° ° ° ° °
La
ricerca dei punti di contatto nei rapporti intercorrenti fra due persone per
mezzo dello studio di un oroscopo è uno dei problemi più sottili e ardui coi
quali l’astropsicologo deve trattare. La difficoltà sta nel fatto
che la realtà di una relazione fra due persone non è qualcosa che nasce dalla
carne o dalla legge fatta dall’uomo, ma piuttosto origine dall’essenza del
sentimento delle due persone fra loro. Questa essenza di mutuo
sentimento, nei casi di attrazione o di inimicizia intense, è una
continuazione di contatti avuti in incarnazioni passate e può manifestarsi
chiaramente senza tener conto dell’età, del sesso o del rapporto mondano.
L’occultista sa che un vincolo intenso fra due persone non può manifestarsi al
loro primo contatto. Il primo contatto si ebbe nel passato, e la
relazione, d’amore o di odio, ha continuato in questa vita come se non vi fosse
stata interruzione.
Esiste
un solo fine possibile per qualsiasi rapporto fra due persone, e questo è: realizzazione.
Nessun
legame di odio resta mai sospeso: un tale fatto respingerebbe la legge
dell’Amore. L’odio è amore con cammino inverso è anche coscienza di
contatto con l’Universo, attraverso un’altra persona, tendente verso “un
medesimo”. Finché la coscienza non interpreta di nuovo questa espressione di
energia in termini dell’Io superiore, potrà esprimere soltanto ciò che è
negativo, distrutto o irredento.
Quelli
che seguono sono alcuni esempi ipotetici di rapporti ed esperienze che da un
punto di vista karmico rappresentano fonti di odio, di timore e di invidia.
Si riscontrano in oroscopi di uomini e donne, in tutto il mondo e in
tutte le epoche.
L’individualista
creatore originale rappresenta una minaccia per la persona ortodossa
cristallizzata, in qualsiasi campo di attività. Questi prototipi possono
descriversi o essere simbolizzati da Urano e Saturno rispettivamente. Urano può
temere e odiare Saturno perché questo ultimo soffoca e frustra la sua libertà;
Saturno può temere Urano considerandolo una minaccia allo “status quo”. Quando
Urano perde la libertà o quando la sicurezza di Saturno è distrutta, il
risultato è odio. Il conflitto permane fino a che ciascuno non apprenda
qualcosa del valore dell’altro.
Le
fasi contraddittorie della natura femminile sono illustrate dalla donna
materna e dalla donna fidanzata. È la centenaria lotta con il
maschio della specie come oggetto di conquista perseguito. La “signora” Luna -
Giove-Saturno sviluppa un odio implacabile contro la “signorina” Venere-Urano e
vede in lei una minaccia alla pace del focolare e alla vita rispettabile. Quest’ultima
considera invece la sua disordinata e lavoratrice sorella come una povera
cenciosa che ha dimenticato ogni significato romantico.
Un
problema tragico - e ne esistono molti - è rappresentato dal l’intervento dei
genitori. Una persona che in passato trascurò le proprie opportunità, può
essere attratta karmicamente verso un genitore molto egoista e possessivo. Il
genitore, senza tener conto degli impulsi intrinseci del bambino, cerca di
formarlo come una sua replica o come la replica di un parente che ammira. Tutta
l’esperienza di vita del bambino si tramuta allora in una deformazione che si
esprime in frustrazione. Questa a sua volta termina in odio amaro o
risentimento verso il genitore. L’egoismo possessivo del genitore si nutre del
figlio stesso finché questi non è schiavizzato; la vita del genitore diventa
sempre più “fissa” nella sua realizzazione vicaria attraverso il bambino. Altre
fonti di esperienza sono ignorate. I legami di amicizia divengono sempre meno
significativi, e il risultato è atrofia spirituale, mentale e psicologica.
L’affetto, il cameratismo e la mutua comprensione sono trascurati, e
ciò che poteva essere una fonte di ispirazione, di entusiasmo e di
conseguimento, si tramuta in un orrore mortale. Ambedue sono in errore. Il
figlio è in errore quando permette che un altro viva la sua vita per lui. Il
genitore è in errore nell’usare il potere, con l’istinto di dominio
come motivo principale. Via via che le emozioni negative e dolorose si
impossessano sempre più di questi individui, essi si rendono sempre meno atti
al bene di ogni altra espressione della vita. E ciò che essi si trascinano seco
nella loro successiva esperienza è forse meglio non sia detto.
Se
la validità, realtà e importanza di un’esperienza dipende dalle
reazioni ad un determinato evento della persona implicata, e posto che le
nostre esperienze ci vengono come oggettivazioni di ciò che è indicato nei
nostri oroscopi per mezzo del nostro scambio con altri individui, non
è logico interpretare gli aspetti dell’oroscopo come persone? Nella vibrazione
animica di un’altra persona si trova una corrispondenza con qualcosa della
propria natura che è indicata nella mappa celeste.
Se
l’aspetto fosse negativo (quadratura od opposizione), il contatto con quella
persona provocherebbe una reazione negativa o distruttiva. Questa reazione vien
detta di solito ”timore”, “invidia” o “odio”. Si dice “ho timore di quest’uomo”
oppure “invidio costui” o ancora “odio quest’uomo”. Questo è quanto diciamo; ma
alla luce dell’astrologia non e ciò che realmente vogliamo dire. Quello che
vogliamo dire è in realtà: “Quest’uomo servì per ricordarmi qualcosa di negativo
nella mia natura. Io sento che egli può farmi un male che ricordo di aver fatto
a qualcun altro. Il mio sentimento è di invidia. Il male che egli fa ad un
altro mi ricorda la mia cattiveria del passato. Il mio sentimento è di odio”.
L’uomo
o la donna che voi descrivete come il vostro peggior nemico è la persona il cui
oroscopo, in qualche maniera, corrisponde con il vostro aspetto
peggiore. Questa persona può essere chiunque: vostro padre, vostra madre, un
sorella, un fratello, un figlio, il marito, la moglie,
l’amante o il padrone. Come un diapason fa sì che un altro dello stesso tono
vibri all’unisono, allo stesso modo lo stato negativo del vostro “nemico”
stimola il vostro personale lato negativo e lo porta alla vostra coscienza con
dolore. Usate questa reazione dolorosa come barometro del vostro stato
spirituale; vi sta indicando una lesione molto importante. Serve a segnalarvi
la necessità di compiere un passo molto importante nel vostro sviluppo. Il
vostro “nemico’ non è un nemico. É un maestro. Imparate a conoscervi meglio per
mezzo di questa persona. Ma non fermatevi qui. Nell’identificare i vostri
“nemici” per mezzo delle vostre reazioni nei loro confronti e delle esperienze
compiute con loro, voi ottenete una prospettiva separata di voi stessi come
fattori nel cerchio delle vostre relazioni e vi rendete conte di come voi
stessi fate un “nemico” di altri tramite l’espressione dei vostri lati
negativi. Il passo successivo è quello di fare di voi un “amico” di tutti. Man
mano che esprimete, di maggiore in maggior grado, le possibilità positive
indicate nel vostro oroscopo, farete di voi un magnete che attrarrà
l’espressione del bene latente negli altri.
Via
via che stimolate, con i vostri sforzi continui verso la
rigenerazione, il bene negli altri, essi divengono automaticamente coscienti
del loro proprio bene. Essi vogliono. Essi vi ammirano. Essi si sentono bene e
a loro agio in vostra compagnia, si sentono felici. Essi si sentono nella loro
migliore disposizione più cortesi, più considerati, più valenti e più forti,
Essi dicono che vi amano, che voi siete loro amici. Questo non è
esattamente quello che vorrebbero dire in realtà. Ciò che vogliono dire è che
il loro Io superiore è attratto dalla vostra coscienza per mezzo del contatto
con voi. Essi realmente non “vi amano”, ma si rendono semplicemente più
coscienti del loro Dio interno tramite il quale esprimono reazioni armonioso e
costruttive.
Le
vostre reazioni verso qualsiasi persona costituiscono l’unico fattore che
determina la vostra reazione con essa. Usate i vostri fattori positivi,
tramite quelli negativi e distruggete i vostri “nemici” eliminando il
“nemico” dentro voi stessi.
L’artista
che è nell’uomo ha cercato, nelle epoche passate, di interpretare in versi,
canzoni e dipinti il suo concetto della vita come una Grande Lotta. Tutte le
sacre scritture hanno narrato la storia, con simboli e allegorie, degli
attacchi furiosi delle Forze delle Tenebre contro
Le
sortite, le scaramucce e le battaglie mortali, tutte le fasi di questo
Conflitto, sono indicate in ogni oroscopo. L’aspirante ha dentro di
sé il campo sul quale le richieste del destino lottano contro tutto nella sua
natura che lo spinge in avanti e verso l’alto. Per trionfare egli deve
raggiungere una comprensione più chiara possibile della natura del nemico che
dimora nel proprie subcosciente. Questo nemico ha aiutanti di campo in forma di
quadrature e opposizioni, ma il suo quartier generale è la 12ª casa. É qui che
vengono stilati i piani, si preparano i tranelli, si forgiamo le catene e si
tessono le reti dell’illusione. La luce del giorno penetra raramente in questo
antro, perché il nemico e i suoi sbirri preferiscono l’oscurità per i loro
lavori. L’aspirante può dissipare il buio soltanto con la luce della conoscenza
personale.
Poiché
ogni esperienza rappresenta un trionfo o una sconfitta (temporanea) nella
battaglia, e visto che ogni esperienza è effettuata per contatto con un’altra o
con altre persone, coloro le cui energie planetarie servono per stimolare il
reggente afflitto o il pianeta situato nella 12ª Casa dell’aspirante, devono da
lui essere considerati e studiati tenendo conto che questi pianeti oggettivano
le loro più intime possibilità per la sua sconfitta. Queste persone possono
essere le più svariate: i genitori, un figlio, un amico, una fidanzata, la
sposa o il marito, tutti possono realizzare questo fattore. L’aspirante è così
perché si è mosso verso l’Impersonale e nell’usare il suo oroscopo come una
“mappa” del Sentiero della Vita gli necessita capire che deve studiare le sue
relazioni dal punto di vista mondano che esse hanno. Da come e quanto egli
tramuta le sue reazioni, dipenderà il grado di miglioramento della qualità
della sua relazione.
Suggeriamo
il metodo seguente: l’aspirante compie uno studio dettagliato delle condizioni
della propria 12ª Casa, considerando le congiunzioni, quadrature ed opposizioni
malefiche. Metta quindi in relazione, fin quanto e possibile, gli
oroscopi di quelle persone che hanno avuto un’influenza deleteria nella propria
vita. Egli studierà in modo particolare quegli oroscopi che hanno qualche
pianeta l’Ascendente in congiunzione con il reggente afflitto o col pianeta che
occupa la sua 12ª Casa; faccia un riassunto mentale delle sue esperienze
con queste persone rendendosi cosciente dei lati negativi della sua natura che
furono stimolati dal contatto con esse. Soffermandosi sulla severità e
intensità dolorosa delle esperienze, egli scaricherà tutto l’odio. Apprezzerà
che tutte e ciascuna di queste persone servirono per oggettivare una fase del
proprio subcosciente negativo ed egli non penserà a quelle persone come
perpetratrici del male contro di lui, ma come lezioni pratiche per la sua
istruzione o illuminazione.
Il
Sole afflitto è il reggente della 12ª Casa? Il potere è la chiave di
questa lezione karmica. L’aspirante ha abusato del potere in passato e in
questa incarnazione soffre abusi e ingiustizie da parte di autorità. Egli ha
usato la sua posizione e la sua influenza per rendere schiavo un altro in un
certo grado; deve perciò apprendere che il potere deve esprimersi in termini di
giustizia e misericordia. l padre o un fratello maggiore può essere lo
strumento usato durante la fanciullezza dell’aspirante per riflettere il male
del passato. Anni dopo, le autorità, i capi, i padroni, posto che esercitino
autorità su di lui, possono ricondurre alla sua mente questa lezione obbligata,
Il potere che si esprime come vitalità fisica può essere indicato, all’opposto,
in un corpo debole e inefficiente attratto karmicamente da un genitore soggetto
a infermità o debolezza fisica.
Se
Se
Saturno afflitto è il reggente della 12ª Casa, il karma è repressione.
Il nemico è cristallizzazione. Le persone simbolizzate da questa posizione
sono una macchia apparente nella vita dell’aspirante. Esse stimolano il suo
sentimento di insicurezza; lo conducono per vie di soppressione e di negazione;
esse (apparentemente) ostruiscono il flusso della vita. Attraverso le relazioni
con queste persone egli riceve la sua più severa disciplina: per mezzo di
costoro adempie le sue più profonde o maggiormente differite responsabilità.
Esse servono a ricordargli tutto ciò che nella sua natura non è pratico; lo
trattengono sulla terra, mentre egli anela la libertà.
Lui
è un individualista, ma loro sono fanatiche; lui ha un ‘inclinazione mistica,
loro sono ortodosse e osservanti le forme e gli non attribuisce particolare
valore al denaro loro interpretano ogni cosa della vita in termini finanziari.
La sua tendenza istintiva e il suo desiderio sono quelli di liberarsi di loro e
fuggire dalle catene della loro influenza. La tendenza permarrà finché egli non
comprenda che non può sfuggire alle sue legittime responsabilità; che deve
apprendere a utilizzare intelligentemente le cose della terra; che il denaro,
pur senza un potere proprio, è tuttavia un mezzo di scambio tra la gente ed
egli deve apprenderne il giusto uso. L’aspirante filosoficamente comprenderà di
non essere costretto a relazioni difficili o disingannevoli le quali non siano
create da lui stesso, ma cercherà di dare il meglio da sé a queste condizioni e
farà di tutto per apprendere quanto è necessario apprenda da coloro che sono in
relazione con lui.
Se
Nettuno afflitto è il reggente della 12ª Casa, il “nemico” è l’inganno.
Questo “nemico” data la sua sottigliezza, è difficile da vincere. Il
tradimento, la perfidia, la confusione mentale e la perversione costituiscono
la sua corazza. Gli oppositori dell’aspirante che ha questa posizione, sono clandestini
e maligni, non agiscono apertamente. Bene, l’aspirante stesso non agì
correttamente e apertamente in passato, ed ora deve apprendere ciò che
significa un tale comportamento Egli fingeva una cosa e ne faceva un’altra;
sollecitava la confidenza di altri e tradiva questa confidenza; usava la
spiritualità - o pretendeva usarla - come una cortina di fumo per raggiungere
il potere o il guadagno; trafficava - non saggiamente, però molte bene - con le
forze astrali; falsificava e traviava. Gli aspetti a questo Nettuno afflitto
rappresentano i tipi di persone attraverso le quali si effettua questo
pagamento karmico. L’uomo può spingerlo verso abitudini distruttive; l’altro
può dividere con lui una cattiva azione e lasciarlo poi solo incolpandolo del
delitto; la sua fede e il suo amore più profondo possono manifestarsi verso
qualcuno che non è meritevole dell’alta stima di nessuno. Le due armi migliori
dell’aspirante per intendersela con queste “nemico” particolare,
sono: la fede nei principi spirituali e la conoscenza. Con la conoscenza
può giungere ad un allineamento più perfetto con l’onestà spirituale, il
miglior correttivo per questa forma di condizionamento subcosciente che si
esprime nell’illusione e nell‘inganno.
Altrettanto
accade con gli altri pianeti: Urano (squilibrio); Giove (stravaganza e
cupidigia); Venere (possesso); Mercurio (pensiero) e Marte (mascolinità e
sesso). Ciascuno di questi pianeti, come reggente afflitto o come occupante
della 12ª Casa, indica un certo gruppo di persone che hanno la funzione, anche
inconsciamente, di nostri più validi maestri.
La
meccanica del rapporto fra due persone procura al ricercatore occultista
un perfetto “capo di investigazione” per
lo studio dell’alchimia. Lo scambio di relazioni tra due persone intimamente
legate fra loro è l’alimento che uno qualsiasi dei due o ambedue possono
utilizzare per “tessere il dorato manto nuziale”. Dal metallo base
risultante dal miscuglio subconscio di attrazioni e repulsioni, ogni persona
può distillare, per le sue proprie trasmutazioni, l’essenza che si
chiama amore. Il Gran Maestro ci ha insegnato “Ama i tuoi nemici e fa del bene
ai tuoi persecutori”. Perché? Perché Egli sapeva che una reazione di odio o di
vendetta crea un vincolo fra chi riceve e chi perpetra una cattiva azione, e
soltanto quando la reazione è neutralizzata dal bene, sarà disciolto il
vincolo.
Se
sapessimo quanto frequentemente, anche senza saperlo, causiamo
dolore a quelli cui professiamo amore, sviamo coloro che vogliamo aiutare e
pregiudichiamo coloro verso i quali nutriamo le “migliori intenzioni”! Esistono
un’infinità di rapporti umani nei quali possiamo esprimere sia i nostri aspetti
positivi che quelli negativi. Questi rapporti sono, in genere, i nostri più
intimi, quelli in cui altre persone prendono contatto e stimolano varie fasi
della nostra natura. Lo studio comparato degli oroscopi di due persone
intimamente legate rivelerà il significato della relazione a ciascuna delle due
persone implicate: le armonie mutue, i mutui problemi e mezzi per la trasmutazione
alchemica, In questa applicazione la scienza stellare offre certamente una
chiave per la soluzione dei misteri. Nessuna fase della vita è più illusoria
della relazione; in nessun luogo è maggiormente necessario l’occhio
perspicace dell’elevato disinteresse per vedere attraverso le tenebre
del desiderio, della paura, dell’inimicizia e del conflitto.
Se
giungiamo ad una visione disinteressata e impersonale di una relazione,
comprenderemo che i termini come “marito-moglie”, “padre-figlio”, “fratello-sorella”
e “amante-amato” sono come vestiti da usarsi nel piano fisico ma l’essenza di
queste relazioni si incontra al di là del fisico, nei piani mentale, emozionale e spirituale.
Questa
essenza, il suo scopo e la sua realtà, si trovano negli aspetti di congiunzione
dei due oroscopi. Due strumenti dello Spirito trovano la loro espressione
attraverso lo stesso grado - approssimativamente - e gli oroscopi, in questo
modo, sono legati come due assi di cui ogni congiunzione costituisce un chiodo
d’unione. Un esempio perfetto, classico, di alchimia attraverso la
relazione lo abbiamo quando ogni pianeta interessato ha una quadratura e un
sestile. Ogni persona stimola una discordia latente nell’altra, ma ciascuna
di esse ha dentro di sé i mezzi per trasmutare questa mancanza di armonia.
Il
“quadro alchemico” si trova nello stesso modo, considerando i pianeti che
formano gli aspetti di sestile in ogni mappa e la posizione od effetto nella
mappa dell’altra persona. Quando si utilizza il sestile, la quadratura di ogni
oroscopo viene trasmutata fino a un certo grado; il sestile dell’altro oroscopo
risulta alquanto eccitato per simpatia o le Case interessate sono quindi
favorevolmente stimolate; insieme a ciò la relazione è migliorata in qualità e
le possibilità di danno reciproco sono quindi diminuite. Con l’applicazione
continua di questo processo la relazione diventa sempre più una relazione
d’amore, poiché ogni persona implicata aiuta l’altra nel raggiungimento della
coscienza del proprio Io superiore.
Quando
uno soltanto dei due “usa il proprie sestile”, si crea una funzione
astro-alchemica di natura più difficile e intensa. Quando accade ciò, il “male”
che viene continuamente espresso dall’altro, sotto lo stimolo della reciproca
congiunzione, viene affrontato costruttivamente dall’alchimista
nell’espressione del suo aspetto sestile. Il “malfattore” intensifica la
propria quadratura e il risultato sarà l’esaurimento della capacità di fare il
bene. Parafrasando un termine medico, la condizione può essere
descritta come “anemia sestilica”. Poco meno, o forse più che una
tragedia. É tragico per il malfattore e una condanna per la relazione. Giungerà
il momento in cui la persona negativa non potrà rispondere alle possibilità del
suo sestile e la relazione, intesa come scambio fra due persone, non potrà più
sussistere. Essa si dissolve, ciascuno va per la sua strada.
L’alchimista segue un’espressione di vita ascendente, l’altro deve affrontare i
risultati della propria malvagità.
Una
relazione sarà tanto più complessa nelle sue espressioni quanto più lo è per
varietà di aspetti reciproci. Possono esservi due o tre congiunzioni mutue, una
delle quali può essere afflitta, una benefica e l’altra ambedue le cose. Simili
relazioni sono quelle che continuano per anni e anni o vite e vite. Inoltre,
poiché nessuna vita ha una relazione significativa soltanto, ciascuno di questi
aspetti in una mappa celeste rappresenta rapporti anche con altre persone.
Colui che deve affrontare una relazione complessa con un’altra persona, può,
per maggior comprensione, studiare le sue “modalità di rapporti’ con le altre
persone che sono rappresentate dai vari aspetti. Egli può apprendere da
ciascuna di esse, e dove farlo, se vuole che questa sola relazione diventi
un oggetto di armonia realizzata. Le persone rappresentate da mutue congiunzioni
benefiche sono quello tramite cui egli si sintonizza con la parte migliore di
sé e per mezzo delle quali capisce sempre più chiaramente in quale misura può
contribuire alle relazione che contiene molte condizioni miste. I suoi trigoni
simbolizzano espressioni del suo Io superiore; coloro che riflettono i suoi
trigoni gli dimostrano il loro miglior contributo a qualsiasi relazione.
É
interessante notare che le Case dispari dell’oroscopo, ultima delle quali è
l’11ª, sono designate come “Case delle relazioni”, e la stessa 11ª è detta la
“Casa degli amici”. Dalla 1ª Ca sa fino alla fino della 9ª esprimiamo la
relazione “personale”, “fraterna”, “paterna e materna”, “matrimoniale” e
“pedagogica”; quindi l’essenza distillata di tutte le relazioni è indicata dalla
nostra capacità attraverso l’espressione dell’11ª.
L’amore
senza passionalità, l’affetto senza possessività, l’intimità senza oppressione,
l’aiuto e lo stimolo senza eccessi, la cooperazione senza dominio né
subordinazione, fruttuosi divertimenti senza manie di piaceri, simpatia senza
negativo sentimentalismo, scambio reciproco senza alcuna perdita della
rispettiva libertà di pensiero e azione: questi sono gli attributi di tutte le
relazioni armoniosamente realizzate. Noi chiamiamo l’essenza di questi attributi
Amicizia, l’impulso verso
L’11ª
Casa può essere studiata come uno dei barometri spirituali
dell’oroscopo, perché questa Casa rappresenta i nostri impulsi più altamente
spiritualizzati rispetto alla relazione. Secondo quanto
L’amicizia,
quindi, si può dire sia la panacea per le “ferite della relazione”. Tali ferite
sono le frustrazioni di queste qualità essenziali, peculiari a ogni specie di
relazione. La relazione fraterna, o di fratello-sorella, viene sperimentata
durante la fanciullezza e durante gli anni di sviluppo; essa rappresenta il
primo passo verso la realizzazione dell’11ª Casa. Nell’intimità di vita
dell’ambiente familiare, sotto la direzione dei genitori, le bambine e i
bambini imparano a cooperare, godere dei piaceri e dividerli in gruppo. Le
reciproche relazioni di fratelli e sorelle, insieme con i genitori,
costituiscono gli elementi base delle loro tendenze di relazione. Naturalmente,
quando le relazioni fraterne siano piene di discordia, timore e odio, le
posteriori realizzazioni dell‘età matura sono frequentemente inibite e
deformate..
Molti
uomini e donne hanno e sperimentato miserie e discordie nel matrimonio, dovuto
a subconsci negativi che possono riallacciarsi alle relazioni fraterne della
fanciullezza. La gara per il favore dei genitori, le rivalità in talento e
raggiungimento di determinate mete, le avversioni o i risentimenti e tutte le
altre forme di conflitto, se non sono trasmutate, possono facilmente essere
riportate, e di solito lo sono, nell’ambito matrimoniale e paterno causando,
con ciò, sconfitte di relazione negli anni successivi.
Tuttavia
le condizioni cambiano secondo il mutare degli oroscopi. Un individuo può avere
una “3ª Casa difficile” e una “7ª Casa fortunata”. In altre parole, le sue
esperienze dei primi anni di vita con i fratelli e le sorelle possono essere
molto disagevoli, mentre la sua compagna di matrimonio può essere la maggiore
benedizione della sua vita. Ma se costui porta con sé nel suo matrimonio le proprie
sinistre reazioni, non potrà più, col tempo, rispondere all’aiuto che gli
arreca la sua sposa.
Un
altro può avere la più armoniosa e fruttuosa compagnia nei suoi fratelli e
sorelle e dover invece affrontare grandi prove nel matrimonio. Tuttavia, a causa
delle relazioni armoniose della fanciullezza, egli conosce molto di più il
significato della vita. I suoi “quadri di relazione” sono espressi con
Godimento, Cameratismo, Dare e Avere, Confidenza Mutua, ecc., e tramite
l’espressione di questi poteri spirituali egli può lottare con i suoi problemi
matrimoniali.
Nessun
studioso di astrologia ha bisogno di alleviare il dolore e la sofferenza di
anni e anni a causa di una qualche malaugurata relazione con un fratello o una
sorella. La sfortuna è il risultato di una sola cosa: l’espressione continua di
una fase negativa della 3ª Casa. Secondo quanto sarà trasmutata questa Casa
negativa, altrettanto sarà migliorata la relazione e neutralizzato il dolore.
La relazione fraterna è, fra tutte, quella che può più direttamente essere
volta in Amicizia. Poiché in genere essa non implica gli elementi possessivi
della paternità o della maternità e non coinvolge lo scambio sessuale, come
avviene nel matrimonio, questa relazione contiene molto di più l’elemento libertà.
La
relazione fraterna è particolarmente importante da un certo punto di vista, in
senso psicologico, nei confronti cioè di un’esperienza di responsabilità
karmica di una persona verso un fratello o una sorella più giovani o meno
evoluti. In questo caso la relazione si converte, nei piani interni, in una
relazione di padre e figlio o le relazioni negative della persona maggiore
possono essere trasmutate più effettivamente con l’espressione dei suoi impulsi
paterni che con quelli dell’11ª Casa. In altre parola, gli impulsi paterni
costituiscono il sentiero della trascendenza o la redenzione di karma.
Una seria lezione di paternità è in tal caso indicata: la sua attuazione
innalzerà la persona verso un’espressione molto più ampia da vera paternità.
Data la sua qualità sottile ed illusoria, questo genere di “paternità karmica”
contiene di solito molta sofferenza nella sua espiazione, ma la sua
realizzazione apporta una grande ricompensa in saggezza o forza spirituale;
tutto ciò per il profitto della persona nei suoi rapporti con i propri figli.
La
caduta ed il fallimento della relazioni padre-figlio, siano esso
attuali o esoteriche, sono dovuti più all’egoismo e alla possessività dei
genitori che a qualsiasi altra ragione, e in nessun’altra relazione della vita è
tanto vitalmente necessario il punto di vista impersonale, Nessun genitore può
essere “buono” in senso spirituale, a
meno che nella relazione siano espressi gli attributi di amicizia. Deve esservi
riconoscimento del merito intrinseco del bambino e delle suo tendenze. Deve
esservi disciplina e guida, ma tenendo conto delle necessità del bimbo. Nessun
genitore può essere buono se fa della vita del figlio una realizzazione
sostitutiva delle proprio frustrazioni. I genitori amici del proprio figlio lo
guidano verso la miglioro espressione della sua tendenza di vita.
Osservate
Il
reggente dell’11ª Casa può avere diversi aspetti, armoniosi e non.
Tuttavia, se un pianeta esente da afflizioni forma un aspetto benefico
del reggente, in questo caso rappresenta un canale puro di
“trasmutazione-relazione”. Questo è il pianeta che, se applicato, può risolvere
e appianare gli scogli di qualsiasi problema di relazione. Esso rappresenta
il meglio che una persona possa offrire nel suo scambio spirituale con le
altre.
Combinate
la vibrazione di questo pianeta con quella del Segno alla cuspide dell’11ª Casa
e con la vibrazione del reggente stesso. Questa è la base della “Casa dell’Amicizia”.
Essa mostra. globalmente, la maniera di amare gli amici, ciò che si
desidera fare per essi e quanto essi possono sperare dalla persona In
questione.
Coloro
che, rispetto alla Casa 11ª, sono identificati attraverso gli
aspetti reciproci, con i trigoni, sono quelli che stimolano la più profonda
capacità di amare dell’individuo. Tramite queste persone si prende contatto col
meglio di sé e quanto di più puro esiste nel soggetto viene espresso in tutte
le relazioni. È attraverso questo che si trova il più chiaro riconoscimento
della Fratellanza Universale.
Coloro
che sono identificati, attraverso aspetti reciproci, con le quadrature al
reggente dell’11ª Casa, sono nemici di somma importanza.
Questi esteriorizzano e oggettivano le reazioni del soggetto, le
quali frustrano o distruggono l’amicizia. A causa degli impulsi
trascendenti dell’11ª Casa, gli aspetti malefici - rappresentando
essi frustrazioni e difficoltà - possono manifestarsi come odi, timori e
conflitti intensi. Ogni rapporto umano della vita del soggetto è
macchiato e distorto secondo come queste afflizioni permangono senza
trasmutarsi. Nessun studioso di occultismo o di astrologia deve ignorare questi
avvisi dell’oroscopo.
Concludendo,
sottoponiamo un esempio che illustra la reciproca relazione dell’Astro-dinamica
con “I pianeti sono Esseri”. Per maggior chiarezza offriamo questo esempio in
forma semplice.
Due
persone si incontrano negli anni dell’età matura e una immediata amicizia
intercorre fra loro, profonda e felice. Ciascuna di esse
ha una quadratura e un sestile al reggente dell’11ª Casa;
Ambedue
hanno reagito per molti anni a tutte le fasi del dominio della loro 11ª Casa, e
la potenza comparativa in questa epoca della vita, dalle influenze del sestile
e della quadratura, hanno in questa amicizia una perfetta sperimentazione.
Secondo come sia espresso il lato negativo di una di queste persone, sarà
offerta all’altra una opportunità di trasmutazione; se ambedue rispondono alla
quadratura, l’amicizia tenderà a perdersi e si romperà; secondo quanto ciascuna
di esse trasmuterà, l’altra sarà “esaltata” spiritualmente.
Questo
tipo di relazione rappresenterà una opportunità perfetta per la pratica
dell’alchimia. Colui che nella relazione è predisposto negativamente, può essere
neutralizzato tramite le più elevate espressioni di ambedue le persone
amorosamente unite.
Esiste
un’esperienza più perfetta dell’amicizia?
-
(°) - (°) - (°) - (°) - (°) - (°) - (°) - (°) - (°) -
Il
Sentiero Spirituale non è facile; si può penetrare nella Verità e vi si è già
dentro con la rivelazione interiore, ma per giungere alla sorgente della Verità
occorrono anni poiché essa è la quintessenza derivante dal centro della vita
spirituale.
L’uomo
vittorioso può attingere a questa sorgente, ma noi giacciamo ancora nella
dolente fossa delle nostre passioni.
°^°^°^°^°^°^°^°^°^°^°^°^°^°^°^°^°^°^°^°^°^°^°^°^°
Il
20 novembre 1934 Augusta Foss-Heindel fece pubblicare un resoconto dettagliato
della prima riunione di probazionisti tenuta a Monte Ecclesia - Oceanside, il 3
giugno 1913 alle ore 2°.
Ella
scrisse:
“Il mattino
del 3 giugno 1913 Max Heindel mi chiese di procurarmi il nuovo emblema che,
dietro suo consiglio, io stessa avevo disegnato e dipinto in vista di
questa riunione esoterica. Mi chiese di mettere sulla croce anche
delle rose bianche. Avevo piantato e coltivato un rosaio bianco che
si trovava allora in piena fioritura. Colsi tre rose bianche e lo
disposi nel miglior modo possibile al centro della corona di rose rosse sulla
croce bianca collocata nel mio ufficio dove doveva aver luogo la riunione.
Quando tutti i probazionisti, compresi quelli residenti a Oceanside, si
furono riuniti, ne contammo nove.
Si scoperse
l’emblema e Max Heindel si alzò per parlare. Avvennero allora delle
cose strane. La stanza si riempì di vibrazioni così potenti per cui
Max Heindel si trovò nell’impossibilità di pronunciare una sola parola.
Alcuni
spettatori furono talmente sconvolti che si misero a tremare. Le
rose bianche al centro dello rose rosse furono scosse come da una mano
invisibile. Una delle rose cominciò a cadere dolcemente e restò sospesa entro
le foglie di un’altra rosa che si muoveva come se qualcuno avesse cercato di
strapparla. Noi tutti eravamo come ammaliati. Una seconda rosa
bianca cadde anch’essa e restò sospesa a una foglia appartenente alla terza
rosa bianca, l’ultima, la più bella, che rimase al centro della croce. Max
Heindel, che s’era abituato alle vibrazioni potenti che ci circondavano, poté
alle fine prendere la parola.”
É
a queste circostanze che si deve attribuire l’abitudine, che da allora
prevalse, di mettere una sola rosa bianca al centro della corona di rose rosse
del nostro emblema della Rosa-Croce.
(Estratto
della Lettera Mensile ai Probazionisti del mese di dicembre 1962).
Per
quanto riguarda la croce stessa, notiamo che quella eretta da Max Heindel il 28
ottobre 1911 all’inaugurazione di Monte Ecclesia portava le tre lettere C.R.C.
(C, braccio sinistro guardando le croce; R, estremità alta; C, braccio destro)
a lettere d’oro. La croce era orientata con i bracci verso Est e
Ovest, l’estremità alta verso Sud. “Il Sole di mezzogiorno ne
proiettava l’ombra verso Nord” affinché fosse direttamente nel canale delle
correnti spirituali.
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Il
”Sentiero Rosacrociano” viene distribuite gratuitamente a tutti gli associati
al Centro Italiane A.R.C.O. dell’Associazione Rosacrociana – Oceanside.
ALCUNI ACCENNI SULLA PIRAMIDE DI CHEOPE
A
noi tutto questo interessa poco e ci occupiamo, piuttosto, di ciò che non
interessa, almeno in questi tempi, allo studioso profano. Ciò al
lume di una Tradizione non divulgata, ma non perciò meno importante e
attendibile,
Una
delle particolarità della Grande Piramide è che è priva di punta terminale.
Questo fatto ha forse destato meraviglia nel constatare che la sommità risulta
tronca, ma è questa una particolarità essenziale perché rappresenta il simbolo
fondamentale e di capitale importanza.
A
questo fa riscontro un altro fatto: la camera sotterranea presenta il pavimento
nel soffitto, cosicché in questa camera della follia si dovrebbe camminare con
la testa in giù, ed è proprio questo che il grande costruttore intendeva
significare.
La
cima della piramide rappresenta il Piano divino, il Mondo dell’Assoluto, e la
punta mancante è l’Onda Vitale, costituita dalle scintille o Spiriti Vergini
differenziati nell’Assoluto. Scintille costituenti l’onda vitale destinata a
scendere e rivestirsi dei folti veli necessari per iniziare il pellegrinaggio
dalla Casa del Padre alla polvere della terra e per rievolversi o risalire
dalla polvere della terra alla Casa del Padre; ciascuna scintilla individuata
come Ego autocosciente, dopo aver acquisito, mediante la fatica terrena, gli
attributi di Colui stesso da cui scaturiscono, poiché sono seme divino e ogni
seme possiede in sé latenti le caratteristiche di chi lo ha prodotto. E
come ogni seme si sotterra perché possa germogliare, crescere e riprodurre la
pianta madre, così gli Spiriti Vergini o Fiamme costituenti l’onda vitale,
scendono nei mondi inferiori per il medesimo scopo.
Sono
le membra di Osiride sparse per la terra. Lo Spirito che discende nella
materia; l’Angelo che si ribella e precipita nella materia. E
siccome la materia è l’opposto dello Spirito, la discesa è rappresentata nei
miti delle vario religioni come ribellioni al Creatore.
A
questo significato della cima mancante della Piramide fa riscontro la camera
sotterranea col pavimento, come ho detto più sopra, a posto del soffitto, per
significare che la vita manifestantesi sul piano materiale si trova nella
situazione opposta al suo stato originario al quale dovrà elevarsi.
Questa
camera è situata al disotto del piano della piramide, appunto sottoterra, e ciò
simbolizza l’evoluzione. Ciò che era vita spirituale è qui destinata a
manifestarsi nel piamo materiale: l’onda vitale attraverso lunghissimi periodi
di sviluppo, conquista uno per uno i veicoli adatti alla sua manifestazione ed
espansione, cominciando nel primo periodo di sviluppo, col minerale costituente
il veicolo fisico che è inerte o può solo formare combinazioni chimiche, ma,
pure, costituisce il primo anello o veicolo per proseguire poi nella
manifestazione della vita vegetale, animale e, finalmente, umana.
La
camera sotterranea corrisponde nel corpo umano al Centro Sacrale - Malkut - nell’albero Serafico, Muladara nella
terminologia orientale.
Il
piano della piramide rappresenta l’espansione della vita, la propagazione,
e corrisponde, nell’uomo, al secondo centro verso
l’alto che rappresenta, appunto, la terra, la vita terrestre, mentre
il passaggio dal piano della piramide al corridoio ascendente verso la camera
della regina rappresenta l’evoluzione fino al piano umano; il passaggio da
questo corridoio alla camera della regina simboleggia il piano umano e la
camera stessa che, a differenza di quella sotterranea ha il pavimento normale e
vi si può stare in piedi nel senso giusto, rappresenta l’uomo fisicamente completo
e fornito di mente individuale, pronto a elevarsi verso più alti e luminosi
piani, ed è la sintesi completa di tutta l’evoluzione finora raggiunta
dall’onda vitale e, soprattutto, l’avvento della mente.
Questa
camera, nel mondo, corrisponde al Centro Solare, che è la sintesi e
presiede ai sottostanti centri inferiori. É la capitale del “Basso Egitto” o
uomo fisico…
L’ascesa
dalla Camera della Regina alla Camera del Re attraverso Il Grande corridoio e
il passaggio stretto simboleggia l’elevazione e la spiritualizzazione
dell’uomo, mentre la camera stessa rappresenta l’uomo evoluto,
pienamente cosciente della sua entità spirituale operante nella serie dei suoi
veicoli, conscio dei suoi poteri latenti, ma suscettibili di essere
dinamizzati.
Nell’uomo
corrisponde al Centro del Cuore, che è il Sole del microcosmo, analogo al Sole
del nostro sistema solare. Nel tempio ebraico corrisponde alla
Camera di mezzo o ”Luogo Santo”, dove, alla sinistra di chi aveva conseguito il
diritto di entrarvi, si trovava il candeliere a sette luci, ardenti
perennemente giorno e notte, simbolo dei sette datori di luce dei sistema
solare, cioè i pianeti, nel cerchio della danza mistica attorno al Sole; alla
destra vi era la tavola dei pani della proposizione con due pile di sei pani
ciascuna, simbolo dei dodici settori di vita rappresentati dai dodici segni
dello Zodiaco e, al centro, tra il candeliere a sette fiamme e la tavola dei
pani della proposizione, vi era l’altare d’oro sul quale
costantemente bruciava dell’incenso.
Tutto
ciò, nell‘uomo, simboleggia la “Luce del Cuore” di colui che si è
reso degno di … entrare … il giusto orientamento e i sacrifici
occorrenti per giungere purificato alla Stanza Centrale del Luogo Santo.
Al
centro di questa stanza è una bara priva di coperchio: in questa si distendeva
l’iniziato per il Grande Rito e dopo che lo Jerofante aveva toccato con la
punta della lancia i suoi piedi e il suo costato, i centri polmonari e la
sommità dei suo capo, veniva aiutato a rialzarsi, poiché egli era ormai
diventato l’uomo nuovo, dopo la morte mistica dell’uomo vecchio terreno: era
ormai diventato “Rah”, il Luminoso!
Allora
era capacitato a prepararsi per risplendere nuovamente sulla cima della
Piramide, cioè a rientrare nella Luce totale, da cui l’uomo proviene essendo
seme divino e, per ciò stesso, capacitato a riprodurne in sé l’immagine e la
somiglianza. Ciò avveniva mediante il passaggio attraverso le tre
“Camere Superiori e Segrete” della piramide prive d’ingresso, simboleggianti
nell’uomo i tre centri della testa. Solo allora l’ ”Aquila Reale” o
Spirito Luminoso, l’Io Superiore, era pronto per spiccare il volo dalla sommità
della piramide (il Centro Coronale) e involarsi verso
V’è
nel deserto già da millenni
Un monumento grande, solenne.
Pare che inviti, pare che insegni
Dove si vada, donde si venne.
Racconta
storie, lontani eventi
Che da remoti lontani giorni
Rievoca e porta chiari, e presenti
Come se il tempo scorso ritorni.
Come
se il tempo futuro sia
Davanti agli anni già tramontati:
Scorre
dei tempi la grande via
Tra spazi immani, mondi creati.
Si ode
la voce chiara di secoli
Presenti e incisi nel vivo sasso
Che non rivela a chi pensa e speculi,
Ma a chi s’accosta sotto quel masso
Con
riverente cuore e ascolti …
Solenne il monito delle parole
Fatte di sasso, qual fosser volti:
Figure arcane che parlan sole.
Parlano i segni sculti nel sasso,
Spirti sorgenti da pietre incise,
E della terra pria di formarsi,
Qual per crearla, prima divise
Dalla
Potenza che non separa,
La sua potenza che si fé sasso:
Questo racconta, si legge o impara
Dal monumento di un solo masso.
Qual
sorse prima misera vita
Dalla primissima terra formata,
Come si evolve, com’è salita
Fino all’umana forma creata.
Fine
all’umano corpo vivente
Per spirto avvolto da buia terra,
Donde provenne le prima gente
Per un suggello che si disserra.
La via
percorsa da chi fu prima,
La via che ancora
resta da fare,
La via che porta fino alla cima
Dove ogni vita volga l’andare.
Vi
sono misure di spazi e tempi
E alle lunghezze rispondon gli anni,
Rispondon fatti, storie ed eventi,
L’andar dei secoli: glorie ed affanni
Racchiusi
in linee, nelle misure
Gli immensi spazi, lontani tempi;
Si aprono pagine chiare, sicure,
Degli infiniti spazi presenti!
Noi riverenti dal
sasso al Grande
Che lo costrusse leviamo il cuore
Chini a quei segni di venerande
Pietre che parlan di vita e di amore.
Chini
al Gran Sole da cui la vita
Sorge e ritorna pura qual venne,
Chini alla Luce viva infinita
Che vi rifulge chiara e solenne.
Dal
candelabro dai sette lumi
E dalle sette stelle potenti
Dai triangolari segni quai fiumi,
Radice e origine dei movimenti,
E dalle
quattro parti angolari
Su cui si erige l’opera immane
Poggia la terra, poggiano i mari
Fur rivestite le forme umane.
La via percorsa da chi discese
Nel grande abisso, dalle lontane
Sponde infinite, per le scoscese
Vie di volute vicende umane
Sta scritto
ancora per antri e luoghi
V’è il segno inciso di chi risale,
Vi con le strade, l’opere, i modi
Del risalire tra il bene e il male.
V’è
del Gran Sole l’opera incisa
E d’altro sole v’è la misura;
Copia fedele, vera o precisa
Della grandi opera d’architettura.
Vi sta
il segreto colto all’umano
Sole in potenza, con gli astri o i mondi:
Micromisure dov’è l’arcano
Che immensi spazi par che circondi.
Racchiude
in seno piccola goccia
Il sole, come l’immenso mare:
Chiude il segreto la grande roccia
Che a tante menti non può spiegare.
V.
M.
°°°
O °°°
La
filosofia occulta ci insegna che la nota-chiave del corpo fisico denso è
“inerzia”. Esso non tende mai a cambiare, salvo esservi spinto dai veicoli
invisibili. È questa, forse, la ragione per la quale la maggior parte delle
persone è ostile al cambiamento, esse trovano molto comodo il permanere nelle
statu-quo. Ma, poiché il principale fattore d’evoluzione è il
cambiamento, esso deve intervenire. E questo è vero non solo per le nostre
abitudini fisiche, ma anche per le nostre emozioni e i nostri pensieri.
Ma
non è detto che avverrà una trasformazione solo perché si desidera cambiare, in
quanto la caratteristica non basta, esso dà soltanto l’impulso, ma deve entrare
in gioco la volontà per coordinare le azioni del corpo visibile tramite il
corpo vitale o eterico. La nota chiave del corpo vitale è “ripetizione”.
William James ha detto: “Agisci oggi come domani”, ed altri hanno detto “Assumi
una virtù se non ne hai”.
Nelle
mie ricerche miranti al progresso spirituale, andai di libro in libro, da
iniziazione in iniziazione, di yoga in yoga. Benché praticassi ogni cosa, non
feci alcun progresso. Infatti, lo spirito era forte, ma la carne
debole. Non arrivavo a captare i messaggi… Mancava qualche cosa. Nelle mie
ricerche, mi rivolsi principalmente alla letteratura di tipo spirituale.
Cercavo di trasmutare le cattive e tendenziose abitudini quali la collera,
l’ostilità, l’asprezza, il sarcasmo, l’odio e tutti gli altri “démoni” della
personalità. Pensavo realmente che la via spirituale fosse la sola vera.
Fatto
strano, fu tramite il libro del Dott. Abraham Low “Salute mentale con
l’allenamento della volontà” che mi giunse il messaggio. Questo libro non
conteneva una sola parola dal senso spirituale. In sintesi, il suo
messaggio era il seguente. il controllo del muscolo conduce al controllo di se
stessi. Tutto ciò acquistò senso per me e decisi immediatamente di
metterlo in pratica. Tuttavia, ancora una volta, non ottenni soddisfazione
alcuna. Ricordai allora che avevo letto qualcosa a proposito del corpo vitale e
del corpo del desiderio in due libri di Max Heindel, e mi accorsi che non lo
avevo messe in pratica. Dopo uno o due tentativi, avevo
abbandonato. La ripetizione, nota chiave del corpo vitale, era essenziale se
volevo che un cambiamento permanente si operasse in me.
Scoprii
subito che era molto difficile cambiare il proprio modo di agire e di pensare.
Il segreto sta nel volere, non superficialmente, ma profondamente, con tutte le
fibre del proprio essere. Una volta che si è veramente presa la decisione di
cambiare, è sorprendente constatare come sia molto più facile attenervisi, non
abbandonando la presa nemmeno per un attimo e mettere in pratica, mettere in
pratica, mettere in pratica! Presa la decisione e abituata la nostra mente ad
attuarla, sembra che l’Universo intero, con tutta la sua potenza, lavori per
noi in modo “miracoloso”. La fede senza le opere è vana. E infatti,
la fede (decisione mentale) e l’azione (utilizzazione dei muscoli) aprono le
porte del cielo e inondano l’aspirante di gioia e di buona volontà.
Il
miglior modo di instaurare il cambiamento desiderato è di studiare dapprima la
tecnica e di mettere in seguito questa tecnica in pratica. Ciò non
porta l’effetto voluto immediatamente, ma checché ne sia e quando si sia fatto
sentire spesso il bisogno implacabile e se si persiste, sempre più arriva un
giorno in cui si scopre che la tecnica sta compiendo il suo lavoro: prova
questa della serietà d’intenti. Il principio della tecnica (pratica,
ripetizione) deve penetrare nel subcosciente prima di diventare effettivo.
Spazientirsi nell’attesa dei risultati è perdere il proprio tempo. Il
miglior modo di riuscire è continuare, non interrompere mai e “agire oggi come
domani”.
Anche
l’immaginazione può giocare un ruolo importantissimo per giungere a un
miglioramento di se stessi. Ci si fa un’immagine mentale di come
vorremmo essere e, meditando ogni giorno su questa meravigliosa immagine, ci
troveremo ben presto in quella direzione. Tuttavia, si correrebbe il
rischio di una sottile “tentazione”. L’aspirante rischia di
soffermarsi sui suoi difetti e sulle sue vecchie abitudini - bere, fumare,
criticare. Egli dovrebbe immediatamente abbandonare tali pensieri.
Il subcosciente registra le situazioni come se esse fossero attuali e se
non si distogliesse immediatamente la propria attenzione, rischierebbe di
trasformarsi, come la moglie di Lot, in “statua di sale”. Una volta
legati all’aratro, non si deve mai guardare indietro. Lasciamo i morti (vecchi
pensieri e abitudini abbandonate) sotterrare i morti (dimentichiamoli e
cancelliamoli dalla nostra vita).
Ci
fu un tempo in cui credetti che un cambiamento di luogo potesse apportare il
cambiamento desiderato, ma scoprii che là dove andavo portavo sempre me stesso.
A volte, un altro ambiente può aiutare temporaneamente, tuttavia, si deve
capire che non possiamo sbarazzarci (così) dei nostri problemi, soprattutto di
quelli che implicano un cambiamento. Potremmo anche pensare che si deve tentare
di cambiare il comportamento degli altri piuttosto che il nostro. Ma questo
vuol dire rivolgersi al Dio interiore - presso un’altra persona. È soltanto con
noi che dobbiamo agire.
Molte
persone sono ancora dominate dalla loro natura inferiore, incatenate nel mondo
materiale, e non apprezzano il disagio che richiede necessariamente un
cambiamento verso il meglio. Molti non hanno coltivato la “volontà di
sopportare i disagi” e questo esige un certo sforzo per cambiare le proprie cattive
abitudini. Se siamo realmente sinceri - e dobbiamo esserlo, altrimenti tutto
sarebbe senza effetto - e perseveranti, trionferemo certamente. Intrapreso
coscientemente un cambiamento delle nostre abitudini fisiche, delle nostre
emozioni e dei nostri pensieri, dovrà diventare il nostro modo di vita.
(Da VIE NOUVELLE n° 24)
Amici
carissimi, Fratelli,
Sappiamo
che la preghiera al nostro Iddio è il respiro dell’anima, e che ciascuno ha il
suo tono nella elevazione all’Eterno della propria spiritualità.
Sappiamo
pure che il mondo fenomenico ci circonda e da esso non possiamo eludere
completamente i nostri sensi.
Allora, poniamo nel nostro tavolo da studio, o altro posto, dove spesso e più ci ritroviamo in profonda e salutare meditazione o in un intimo colloquio col nostro Io superiore, un vaso di fiori, in cui mettere delle rose rosse, delle pratoline bianche (li ho trovati formati da 5 pelati!) una amorevole margherita bianca, una splendida rosa bianca.
Essi
ci rappresenteranno, nel loro simbolismo, non solo la chiave della passata
evoluzione dell’uomo, il suo stato attuale, assieme col metodo di
raggiungimento, ma, soprattutto, ci ispireranno maggiore preghiera e pensieri
di gratitudine, di amore, di devozione verso i nostri Fratelli Maggiori, verso
il Fondatore del nostro Ordine (che ho simbolizzato nella margherita), verso il
nostro Redentore (che ho simbolizzato nella rosa bianca).
Vorranno
gli amici seguire l’idea già da me attuata?
Che
rose copiose fioriscano sulla vostra croce.
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Salvo
impedimenti di carattere tecnico, nei giorni 17-18-19 settembre 1976 si terrà
il 3° Convegno della nostra Associazione. Come preannunciato, la sede sarà
ancora una volta San Leo. Si potrà così godere della suggestiva
atmosfera dei castello e dei luoghi che videro la prigionie di Cagliostro,
Il
Convegno si articolerà in tre giornate (venerdì, sabato e domenica) durante le
quali si alterneranno i vari interventi sugli argomenti più interessanti del
rosacrocianismo. Ad ogni tema trattato farà seguito un dibattito.
Rivolgiamo
viva preghiera fin da ora agli associati che volessero intervenire alle
giornate di San Leo con propri argomenti di inviare con sollecitudine e per
tempo (o comunque non oltre il 31 luglio 1976) copia del testo del tema
prescelto,
Pubblicheremo
quanto prima il programma dell’incontro.
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Dal
Bollettino del Centro Francese apprendiamo la seguente triste notizia: “Pauy
Rey non è più fra noi. Senza alcun segno premonitore, questo nostro Amico è
stato richiamato all’al di là nella notte dal 14 al 15 febbraio dopo aver
effettuato una conferenza e mentre stava preparandone un’altra per l’indomani.”
Probazionista
attivissimo, a lui si deve il prezioso contributo alla formazione da diversi
Centri e gruppi francesi. Presso la sua residenza di Mayres aveva organizzato
annualmente degli incontri estivi ai quali alcuni nostri associati, hanno preso
parte. Ci associamo al Centro Francese esprimendo ai Familiari il neutro vivo,
fraterno cordoglio.
UN PENSIERO
Ogni
discussione produce aumento di antagonismo nei veicoli eterico e del desiderio
e di conseguenza è pregiudizievole per lo sviluppo occulto.
Andare contro qualcosa, qualunque essa sia,
è obbedire alla tendenza separatistica, parziale, del corpo del desiderio
e perciò è come porre una barriera davanti allo sviluppo del corpo vitale.