ROSACROCIANO

 

 

 

ORGANO DELL’ARCO - ASSOCIAZIONE ROSACROCIANA - OCEANSIDE

CENTRO ITALIANO DELLA ROSICRUCIAN FELLOWSHIP - FONDATA DA MAX HEINDEL

 

 

BOLLETTINO INTERNO RISERVATO AI SOLI ASSOCIATI

 Anno I°  -    1  -  Gennaio - Febbraio - Marzo 1975

 

 

  

Una mente serena

Un cuore sensibile

Un corpo sano

  

 

 

 

S 0 M M A R I O

 

Lettera introduttiva di KOSPEPIUS

 

Saluto del Presidente Pietro Calacione

 

Astrologia Solare e Astrologia Precessionale di. Menotti Cossu

 

 


 

 

ECCOCI FINALMENTE!

 

 

            Non potevamo mancare al nostro appuntamento, come annunciato a Desenzano. Forse con passati più mesi. di quanto pensassimo e di quanto volessimo, però eccoci finalmente con il nostro bollettino - pur se ciclostilato e trimestrale - a gettare un ponte più diretto fra i Fratelli.

 

            Diciamo subito che è nostra aspirazione dare ad esso in futuro un volto tipografico e una cadenza meno lunga che non l’attuale arco di tre mesi fra l’uscita di un numero e il suo successivo. Come è risaputo, però, l’A.R.C.O. si regge sui contributi. volontari dei propri associati e nulla vuoi pretendere specificatamente da essi, nemmeno il minimo per ovviare alle sue più basilari esigenze se non perviene, appunto, come contributo volontario.

 

            Iniziamo pertanto così, quasi alla chetichella, senza frastuono e soprattutto con umiltà.

 

            In questo primo mese riportiamo, tenute presenti le richieste espresseci al Raduno di Desenzano, il lavoro di Menotti Cossi in materia Astrologica.

 

            Questo per ora. Nel prossimo numero apriremo ad un repertorio più ampio con un notiziario, bibliografico, lettere al direttore (se perverranno) e così via..

 

            Una raccomandazione: tutti i Soci dell’A.R.C.O. sono in effetti i veri redattori del Bollettino; non ci manchi, quindi, il contributo della vostra affettuosa collaborazione in questa nostra gioiosa fatica.

K 0 S P E P I U S
(ritorna al sommario) 


Miei cari Fratelli e Sorelle,

 

 

Dopo la nascita dell’A.R.C.O. come associazione legalmente costituita, ecco vedere la luce il nostro tanto atteso bollettino ~ esso servirà a tenerci informati sulla vita della nostra Associazione e soprattutto a mantenerci maggiormente uniti sotto la grande fiaccola della spiritualità rosacrociana.

 

Questo altro passo, oltre ad essere il segno tangibile della vitalità dell’ARCO, vuole anche essere un mezzo di diffusione della filosofia rosacroce, la dottrina esoterica forgiata per i popo­li occidentali.

 

La sapienza dei rosacroce è tale da far fronte ad ogni obiezione proveniente da qualsiasi fonte scientifica, sia popolare che elevata, e ha in sé la sorgente della propria vitalità spirituale.

 

Attraverso le pagine del presente bollettino cercheremo di fa re entrare questo tipo di conoscenza in modo immediato nella vita pratica. Non sarà, quindi, il suo contenuto solo teorico, ma il mezzo per fare penetrare le verità spirituali nella vostra vita quotidiana. La sapienza rosacroce non vuole però soltanto entrare nella mente e nel cuore di ciascuno di noi, ma vuole anche stimo­lare la nostra mano nel saper porgere e dare nella nostra quotidiana attività, sì da farci conseguire facoltà atte a lavorare al servizio dell’umanità, senza sterili sentimentalismi.

 

Ognuno deve avere coscienza del proprio posto nell’opera di aiuto verso tutti. Miei fratelli, aiutate ad elevare la coscienza di tutti fino alla comprensione del Bene e mostrate loro le grandiose conseguenze che questo messaggio rosacrociano porta con sé.

 

Questo sarà uno degli scopi fondamentali dei fogli ciclostilati di questo nostro bollettino e questo deve essere il nostro scopo.

 

Forse il nostro intendimento o programma potrà sembrare ambizioso, ma siamo fiduciosi nell’immancabile aiuto dei Fratelli Mag­giori che saggiamente ci guidano.

 

Il mio grazie sentito per l’avvenuta pubblicazione va a tutti i componenti il direttivo dell’Associazione, unito all’augurio di sempre migliori progressi.

 

A voi tutti, miei cari Fratelli e Sorelle, vada il mio primo saluto attraverso queste pagine con l’augurio che le rose, copiose, fioriscano sulla vostra croce, mentre sono sicuro che non perdere— te l’opportunità di far conoscere. questa nostra pubblicazione che, anche se modesta nella sua veste tipografica, vuole apportare agli uomini l’essenza dell’Amore, dell’Armonia e la Luce della Divina Unità.

 

Fraternamente,

 

                             Pietro Calacione

                             Presidente dell‘A.R.C.O.

(ritorna al sommario)

 

 

  

 

 


“ASTROLOGIA     SOLARE”

e

 “ASTROLOGIA     PRECESSIONALE”

 

 di

 Menotti  Cossu

  

* * * * * * * * *


Due anni orsono, si ricorderà, vi fu in Italia un’accesa polemica riguardante l’astrologia. Si affermò che questa scienza, così com’è intesa e propagata ai giorni nostri, è del tutto falsa e che in realtà occorrerebbe far slittare di un “Segno” all’indietro tutte le nascite, per ritornare così nel vero; per cui, ad esempio, colui che fosse nato, come comunemente si dice, sotto il Segno dell’Ariete, in realtà sarebbe nato sotto il Segno dei Pesci, e così via; occorrerebbe, inoltre, aggiungere ai 12 Segni dello Zodiaco tolemaico, un tredicesimo Segno quello del “Serpente”, da immettere fra i Segni dello Scorpione e del Sagittario.

 

Su tale punto di vista non varrebbe ora riportare il discorso, poiché esso è stato già ampiamente dibattuto da vari autori, con articoli su riviste specializzate. Mi ha indotto però a farlo la constatazione che diversi studenti dei nostri Corsi di Astrologia dimostrano ancora qualche perplessità in proposito. Ritengo perciò inderogabile una chiarificazione, da dedicare anche a coloro che non abbiano ancora intrapreso questo studio, ma siano in procinto di farlo, e a tutti in generale.

 

Vi è un equivoco di fondo che deriva dalla confusione che troppo spesso si fa tra Costellazioni dello Zodiaco e Segni dello Zodiaco; essi non sono affatto la stessa cosa. L’insieme delle 12 costellazioni tradizionali prendo il nome di Zodiaco Naturale l’insieme dei 12 Segni prende il nome di Zodiaco Intellettuale.

 

Lo Zodiaco Naturale, quindi, è quello formato da certi raggruppamenti di stelle fisse chiamati “Costellazioni”: nella costellazione dell’Ariete risplendono: “Hamal”, “Sheratan” e le altre stelle minori; nella costellazione del Toro: “Aldebaran”, “El Nath” e l’ammasso stellare delle Pleiadi; nella costellazione dei Gemelli “Castore” e “Polluce”, e così via.

 

Lo Zodiaco intellettuale, invece, è tutt’altra cosa, ed è quello sul quale ci basiamo principalmente per le nostre previsioni astrologiche. Esso è la ripartizione in 12 settori di 30 gradi ciascuno dell’eclittica, ovverosia del cambio appa­rente del Sole intorno alla Terra durante un anno.

 

Il primo di questi 12 settori è detto invariabilmente Segno di Ariete, sia che il Sole si trovi proiettato nella costellazio­ne dei Pesci, come è attualmente, sia che si trovi proiettato nella costellazione dell’Acquario come sarà in futuro.

 

Il Segno dell’Ariete comincia sempre dal punto in cui l’eclittica interseca l’Equatore celeste all’equinozio di primavera, il 21 marzo. Questo punto è chiamato “punto gamma” dagli astronomi.

 

Il punto gamma retrocede però di 50.26 secondi d’arco all’anno a causa del fenomeno cosiddetto della “precessione de­gli equinozi”. Tale fenomeno è dovuto al movimento vibratorio dei Poli della Terra chiamato “nutazione”.

 

Per effetto della precessione l’eclittica interseca quindi l’equatore celeste ogni anno in un punto che corrisponderà a 50 secondi a 26 centesimi d’arco indietro lungo le costellazioni.  Attenzione: “Costellazioni”, non “Segni”.

 

É tutto qui il nodo della questione. Quando si sia bene afferrato il senso di ciò, nessun equivoco sarà più possibile.

 

Si tratterà, allora, di valutare se sia maggiormente risolutiva un’astrologia che tenga conto del passaggio del Sole lungo le costellazioni, cioè della sua congiunzione con determinate stelle fisse intese sia singolarmente che come complesso emanante un “fascio” di vibrazioni peculiari a quella determina­ta costellazione, oppure un’astrologia fondata sui Segni dello Zodiaco, i quali tutti sono evidentemente un’emanazione soltanto solare, poiché nascono appunto esclusivamente, come abbiamo visto, dalla divisione in 12 settori del cammino del Sole.

 

Non dimentichiamo, in questa nostra valutazione, che i Segni hanno lo stesso nome delle Costellazioni perché gli antichi Sapienti constatarono che da ciascun settore dello Zodiaco Intellettuale emanavano vibrazioni di natura simile a quelle provenienti dalla costellazione recante lo stesso nome. Vediamo dunque.

 

La precessione degli equinozi fa sì che il “punto gamma” vada lentamente retrogradando lungo le costellazioni. L’equinozio di primavera cadrà, così, ogni 2.156 anni in una costellazione di­versa, e ogni 25.868 anni lo Zodiaco Naturale ritornerà a combaciare, entro certi limiti, con lo Zodiaco Intellettuale. I limiti menzionati dipendono dal fatto che le costellazioni non hanno un’estensione di 30° gradi ciascuna, come avviene per i Segni, ma hanno un’estensione variabile. Lo vedremo in seguito. Voglio anche aggiungere, onde evitare equivoci, e poiché nessuno lo ha mai fatto fino ad ora, che il “Grande .Anno” o “Anno Platonico” di 25.868 anni - e ovviamente il periodo minore di 2.156 anni - deve essere inteso come termine medio. In realtà questo periodo è variabile per diverse e complesse ragioni di meccanica celeste. Basti pensare, ad esempio, che la posizione del “punto gamma” nel 1900 era la stessa che aveva ben 27.380 anni prima, mentre identica posizione raggiungerà soltanto (ma è un “soltanto” assai relativo) fra 24.440 anni, con un anticipo, quindi, di circa 1.500 anni sulla tabella di marcia.

 

I cicli di 2.156 anni e i grandi cicli di 25.868 anni hanno per il mistico una grande importanza; essi segnano l’inizio di nuovi periodi mondiali: avemmo l’ “Era del Toro”, quando l’equinozio di primavera si trovava in questa costellazione. Fu il periodo in cui la maggior parte dell’umanità aveva perso la vista spirituale e viveva quasi interamente sul piano materiale. Il Toro fu il simbolo della forza necessaria per conquistare il mondo materiale. Fu il simbolo delle religioni di quell’epoca; gli Egizi adoravano il sacro bue “Api”.

 

Il Sole poi, per precessione, entrò nella costellazione dell’Ariete: l’adorazione del “Vitello d’Oro” diventò allora idolatria per il “popolo eletto” che immolerà l’ “Agnello” o Ariete. Nasce in quest’era il Cristo, donando al mondo la luce della nuova religione. Egli era il grande “Pastore”, ma chiamò i suoi discepoli “pescatori”, pescatori d’uomini, perché il Sole per precessione stava per abbandonare la costellazione dell’Ariete ed entrare in quella dei Pesci.

 

Sarà quindi la volta della tanto attesa “Era dell’Acquario”, che farà sentire la sua piena influenza soltanto intorno al 2600, ma della quale si cominciano fin d’ora a percepire le vibrazioni, poiché l’ ”aura” del Sole già lambisce questa costellazione.

 

È la grande massa umana, dunque, a essere colpita e trascinata da questo passaggio del Sole lungo le costellazioni; esso segna la nascita è la morte delle razze, delle nazioni e delle loro religioni Ma l’astrologia individuale, l’astrologia che si interessa di una breve vita umana, non può prescindere dai Segni, cioè dallo Zodiaco Intellettuale così come è sempre stato.

 

Oltre a queste considerazioni di natura prettamente spirituale, dobbiamo tener conto anche del fatto che l’astrologia che si fonda sullo Zodiaco intellettuale è l’unica ad avere fornito interpretazioni e previsioni esatte. Non si de ve credere, infatti, che il tentativo di legare l’interpretazione astrologica al passaggio del Sole e dei Pianeti lungo le costellazioni sia cosa di questi giorni. Tutt’altro. Il greco Ipparco, per la storia, scoprì nel 139 avanti Cristo quella che in seguito sarebbe stata chiamata “precessione degli equinozi”, anche se, in effetti, tale scoperta deve essere fatta risalire a molto tempo prima, probabilmente al IV millennio avanti Cristo. Certi testi Caldei di quella lontana epoca affermano infatti che la dinastia di Kish (Kish era un villaggio situato sul Tigri, fra le città di Bagdad e di Urùk) ebbe una durata di. 24.519 anni., 5 mesi, 3 giorni e mezzo. É molto probabile che tale numero 24.519 rappresentasse proprio il tempo di un “‘grande ciclo” precessionale.[1]

 

Gli astrologi dunque studiarono - e lo fecero per vari secoli - sia l’oroscopo dal punto di vista dello Zodiaco intellettuale, sia quello che teneva conto della precessione, cioè l’oroscopo basato sulle costellazioni. Se ne concluse che l’interpretazione che teneva conto unicamente dello Zodiaco naturale era fallace e che l’Astrologia, diciamo così, “solare” restava la più valida. Restava la più valida, ma non era più - ci si accorse da una certa epoca - così esatta come in passato. Nel XVI secolo, infatti, Gerolamo Cardano - il famoso matematico, medico e astrologo - ebbe modo di notare che i Segni dello Zodiaco sembrava non agissero più come prima e che ciò era probabilmente dovuto alla precessione degli equinozi.

 

Non si può quindi negare un certo valore alle idee di quegli astrologi che vorrebbero legare l’interpretazione astrologica alle costellazioni, ma l’errore fondamentale risiede proprio in questo: nel voler considerare l’una maniera escludendo completamente l’altra.

 

Max Heindel scrive: “La nostra intelligenza è ancora troppo debole per arrivare a comprendere tutti i significati dei Segni zodiacali, dei Pianeti, delle Case e delle loro molteplici combinazioni.  Se cercassimo di aggiungervi anche le Stelle fisse e i loro aspetti ci smarriremo certamente in un labirinto. Consigliamo pertanto di tener conto soltanto delle “Pleiadi”, degli “Asinelli” e di “Antares” che hanno effetto deleterio sugli occhi”.

 

Ciò vale per gli studenti non ancora sufficientemente esperti. In seguito, quelli che abbiano maggior attitudine per questa scienza e siano ormai ben ferrati in essa, potranno comincia­re a valutare, nell’erigere un oroscopo, anche le principali stelle fisse di tutte le altre costellazioni.

 

Si trae, dunque, da queste parole  di Max Heindel un insegnamento: le costellazioni. - e per esse le Stelle fisse che le compongono - hanno indubbia influenza; spetta all’astrologo il saper valutare al momento opportuno tale influenza. Essa è, comunque, secondaria rispetto all’influenza dei Segni, pur essendo importante e atta a meglio determinare quanto emerge dall’oroscopo legato allo Zodiaco intellettuale.                 

 

Un’ulteriore considerazione possiamo opporre all’Astrologia ”’precessionale” intesa come base, unica d’interpretazione e così come viene presentata oggi, ed è questa. I moderni fautori dell’Astrologia precessionale pensano che essa sia più rispondente al vero perché riflette la realtà dei fatti: il Sole, essi dicono, si trova attualmente - all’equinozio di primavera - in Pesci e non in Ariete, e poi in Ariete e non in Toro, e poi in To­ro e non in Gemelli (tacendo che il primo termine si riferisce alla costellazione e il secondo al Segno). Dividono, quindi, lo Zodiaco in 13 parti - comprendendovi la costellazione di “Ofiuco” o “Serpente’ della quale avremo occasione di parlare fra breve - e attribuiscono a queste 13 parti la durata di 27-28 giorni  ciascuna a cominciare dal 21 marzo con la costellazione dei. Pesci.

 

Ebbene, se è vero che il Sole si trova in questa “era” in una costellazione che ha il nome diverso da quello del Segno, è invece assolutamente falsa e non rispondente a quella “realtà” dei fatti, alla quale strettamente ci si voleva attenere, la suddivisione dello zodiaco naturale in tante parti uguali della durata di 27-28 giorni ciascuna, a cominciare dal 21 marzo.

 

La costellazioni dello Zodiaco, infatti, non hanno affatto un’estensione fissa di 30 gradi, né di 29, né di 28 ciascuna, ma la loro ampiezza varia, e anche di molto, non solo, ma spesso esse si confondono l’una con l’altra.

 

Secondo i confini delle costellazioni adottati dall’Unione Astronomica Internazionale nel 1928 vediamo che, ad esempio, la costellazione dello Scorpione e quella dei Pesci si estendono per 48 gradi e la costellazione della Vergine giunge sino a 52 gradi. Le costellazioni del Cancro e della Bilancia, al contrario, hanno un’estensione di soli 22 gradi ciascuna. La costellazione della Vergine s’incunea per diversi gradi in quella del Leone e dilaga sulla Bilancia per la metà circa di essa.[2]

 

Se seguiamo ora il cammino del Sole lungo le costellazioni tenendo conto soltanto del tragitto più o meno lungo che compie in esso e prescindendo quindi dalla loro effettiva estensione in longitudine, vedremo che questo luminare entra nella costellazione dei Pesci l’11 marzo (e non il 21 marzo, come si pretenderebbe) e ne esce il 16 aprile, con una permanenza di 36 giorni, per entrare nella costellazione dell’Ariete e restarci fino al 10 maggio, cioè per 25 giorni. Si trova nel Toro per 40 giorni, fino al 19 giugno; nei Gemelli fino al 19 luglio o in Cancro da questa data fino al 9 agosto, per soli 21 giorni.

 

Quanto poi all’introduzione di una tredicesima costellazione in astrologia, dobbiamo dire che effettivamente il Sole attraversa, dal 25 novembre al 15 dicembre circa, la costellazione di “Ofiuco” che non è il “Serpente”, come è stato scritto, bensì “l’incantatore di serpenti”.

 

In questa costellazione esistono varie Stelle fisse importanti, come “Ras Alahague”, “Sabik” e poi la “Beta” e la “Delta”.

 

Un astrologo esperto, il quale creda, come noi crediamo, a un’influenza stellare, cosmica, e non solo planetaria, terrà conto di queste Stelle nella sua interpretazione, così come ha sempre fatto.

 

Nessuna “nuova” costellazione da dover valutare, dunque; per il semplice motivo che di essa si è sempre tenuto conto quando si è tenuto conto delle sue Stelle fisse.

 

Per concludere, quindi, e riassumendo quanto abbiamo detto finora.

 

L’interpretazione astrologica deve soprattutto basarsi sui “Segni”, i quali sono l’espressione diretta del Sole e ne rappresentano lo diverse angolazioni rispetto alla Terra nel suo cammino annuale.

 

La vita di tutti i regni della natura, da quello umano a quello minerale, è legata al Sole. É l’angolo di incidenza dei raggi solari a produrre la diversità di clima fra estate e inverno; i fiori hanno germogliate e germoglieranno sempre in primavera, sia che essa trovi il Sole proiettato nella costellazione dei Pesci, sia in quella - prossimamente - dell’Acquario. É stato anche osservato come le condizioni climatiche influenzino talvolta marcatamente, il nostro temperamento.

 

Tale interpretazione deve essere integrata, quando il caso lo richieda, con i dati forniti dalla posizione reale delle costellazioni, ovverosia delle Stelle fisse che le compongono. Tutto ciò porterà a una lettura più valida della mappa oroscopica.

 

L’adozione di un’Astrologia prettamente e unicamente inte­sa in chiave “precessionale” avrebbe l’ambizione di essere “più scientifica” perché più rispondente ai fatti “reali”. Abbiamo già visto che questo è vero solo in parte. Dobbiamo aggiungere che la “nostra” Astrologia non ha alcun bisogno di essere più scientifica di quello che è.

 

Essa risponde positivamente ai quattro punti fondamentali comandati dai trattati classici di “logica” quale metodo valido per tutte le scienze sperimentali :

 

1°) Osservazione, cioè esame dei fatti;

2°) Ipotesi, che sia: verificabile, conforme ai fatti e semplice e naturale;

3°) Sperimentazione, con i metodi di concordanza; differenza, delle rimanenze e delle variazioni concomitanti;

4°) Induzione, per mezzo della quale lo scienziato generaliz­za i risultati dell’esperienza. Da ciò si traggono poi le “deduzioni” e le “conclusioni”.

 

Non mi dilungo su come questi quattro punti siano stati positivamente affrontati. Una dimostrazione ne fu data oltre 25 anni fa dall’astrologo francese Lucien Caille.[3]

 

Attendiamo quindi con fiducia il momento in cui questa di­sciplina sarà accettata da tutti, compresa la cosiddetta “Scienza ufficiale”.

 

Termino perciò con le parole di un famoso scienziato, il professor Carl Gustav Jung, il quale ebbe a dire: “Se delle persone poco istruite hanno creduto di poter radiare l’Astrologia, considerandola come una falsa scienza ormai da tempo sepolta, si sono ingannate.

Questa Astrologia, riemergendo dalle profondità dell’anima popolare, si presenta di nuovo alle porte delle nostre Università, dalle quali restò ingiustamente esclusa per oltre tre secoli”.

 

 Che le rose fioriscano sulla vostra Croce.

(ritorna al sommario)



[1] Vedi A. Volguine: “Une excursion dans la nuit des temps” in “ Les Cahiers astrologiques” n° 11 - 1947

[2] Vedi Almanacco Astronomico della rivista “Coelum” dell’Osservatorio Astronomico Universitario di Bologna

[3] L’Astrologie èst elle une Science? In “Les Chiers Astrologiques”  n. 13, gennaio- febbraio 1948