CENTRO
ITALIANO DELLA ROSICRUCIAN FELLOWSHIP - FONDATA DA MAX HEINDEL
Un cuore sensibile
Un corpo sano
Lettera introduttiva di KOSPEPIUS
Saluto del Presidente Pietro Calacione
Astrologia Solare e Astrologia Precessionale
di. Menotti Cossu
Non potevamo mancare al nostro
appuntamento, come annunciato a Desenzano. Forse con passati più mesi. di quanto pensassimo e di quanto volessimo, però eccoci
finalmente con il nostro bollettino - pur se ciclostilato e trimestrale - a
gettare un ponte più diretto fra i Fratelli.
Diciamo subito che è nostra
aspirazione dare ad esso in futuro un volto
tipografico e una cadenza meno lunga che non l’attuale arco di tre mesi fra
l’uscita di un numero e il suo successivo. Come è
risaputo, però, l’A.R.C.O. si regge sui contributi. volontari
dei propri associati e nulla vuoi pretendere specificatamente da essi, nemmeno
il minimo per ovviare alle sue più basilari esigenze se non perviene, appunto,
come contributo volontario.
Iniziamo pertanto così, quasi alla
chetichella, senza frastuono e soprattutto con umiltà.
In questo primo mese riportiamo, tenute presenti le richieste espresseci al Raduno di Desenzano, il lavoro di Menotti Cossi in materia Astrologica.
Questo per ora. Nel prossimo numero
apriremo ad un repertorio più ampio con un notiziario, bibliografico, lettere
al direttore (se perverranno) e così via..
Una raccomandazione: tutti i Soci
dell’A.R.C.O. sono in effetti i veri redattori del
Bollettino; non ci manchi, quindi, il contributo della vostra affettuosa
collaborazione in questa nostra gioiosa fatica.
Dopo
la nascita dell’A.R.C.O. come associazione legalmente costituita, ecco vedere
la luce il nostro tanto atteso bollettino ~ esso servirà a tenerci informati
sulla vita della nostra Associazione e soprattutto a mantenerci maggiormente
uniti sotto la grande fiaccola della spiritualità
rosacrociana.
Questo
altro passo, oltre ad essere il segno tangibile della vitalità dell’ARCO, vuole
anche essere un mezzo di diffusione della filosofia rosacroce, la dottrina
esoterica forgiata per i popoli occidentali.
La
sapienza dei rosacroce è tale da far fronte ad ogni obiezione proveniente da
qualsiasi fonte scientifica, sia popolare che elevata, e ha in sé la sorgente
della propria vitalità spirituale.
Attraverso
le pagine del presente bollettino cercheremo di fa re
entrare questo tipo di conoscenza in modo immediato nella vita pratica. Non
sarà, quindi, il suo contenuto solo teorico, ma il mezzo per fare penetrare le
verità spirituali nella vostra vita quotidiana. La sapienza rosacroce non vuole
però soltanto entrare nella mente e nel cuore di ciascuno di noi, ma vuole
anche stimolare la nostra mano nel saper porgere e dare nella nostra quotidiana
attività, sì da farci conseguire facoltà atte a lavorare al servizio
dell’umanità, senza sterili sentimentalismi.
Ognuno
deve avere coscienza del proprio posto nell’opera di aiuto
verso tutti. Miei fratelli, aiutate ad elevare la coscienza di tutti fino alla
comprensione del Bene e mostrate loro le grandiose conseguenze che questo
messaggio rosacrociano porta con sé.
Questo
sarà uno degli scopi fondamentali dei fogli ciclostilati di
questo nostro bollettino e questo deve essere il nostro scopo.
Forse
il nostro intendimento o programma potrà sembrare ambizioso, ma siamo fiduciosi nell’immancabile aiuto dei Fratelli Maggiori
che saggiamente ci guidano.
Il
mio grazie sentito per l’avvenuta pubblicazione va a tutti i componenti
il direttivo dell’Associazione, unito all’augurio di sempre migliori progressi.
A
voi tutti, miei cari Fratelli e Sorelle, vada il mio primo saluto attraverso
queste pagine con l’augurio che le rose, copiose, fioriscano
sulla vostra croce, mentre sono sicuro che non perdere— te l’opportunità di far
conoscere. questa nostra pubblicazione che, anche se
modesta nella sua veste tipografica, vuole apportare agli uomini l’essenza
dell’Amore, dell’Armonia e la Luce della Divina Unità.
Fraternamente,
Pietro
Calacione
Presidente dell‘A.R.C.O.
Menotti
Cossu
* * * * * * * * *
Due
anni orsono, si ricorderà, vi fu in Italia un’accesa polemica riguardante
l’astrologia. Si affermò che questa scienza, così com’è intesa e propagata ai
giorni nostri, è del tutto falsa e che in realtà occorrerebbe far slittare di
un “Segno” all’indietro tutte le nascite, per
ritornare così nel vero; per cui, ad esempio, colui che fosse nato, come
comunemente si dice, sotto il Segno dell’Ariete, in realtà sarebbe nato sotto
il Segno dei Pesci, e così via; occorrerebbe, inoltre, aggiungere ai 12 Segni
dello Zodiaco tolemaico, un tredicesimo Segno quello del “Serpente”, da
immettere fra i Segni dello Scorpione e del Sagittario.
Su
tale punto di vista non varrebbe ora riportare il discorso, poiché esso è stato
già ampiamente dibattuto da vari autori, con articoli su riviste
specializzate. Mi ha indotto però a farlo la constatazione che diversi studenti
dei nostri Corsi di Astrologia dimostrano ancora
qualche perplessità in proposito. Ritengo perciò inderogabile una
chiarificazione, da dedicare anche a coloro che non abbiano
ancora intrapreso questo studio, ma siano in procinto di farlo, e a tutti in
generale.
Vi
è un equivoco di fondo che deriva dalla confusione che
troppo spesso si fa tra Costellazioni dello Zodiaco e Segni dello Zodiaco; essi
non sono affatto la stessa cosa. L’insieme delle 12 costellazioni tradizionali prendo il nome di Zodiaco Naturale l’insieme dei 12 Segni
prende il nome di Zodiaco Intellettuale.
Lo
Zodiaco Naturale, quindi, è quello formato da certi
raggruppamenti di stelle fisse chiamati “Costellazioni”: nella costellazione
dell’Ariete risplendono: “Hamal”, “Sheratan” e le altre stelle minori; nella
costellazione del Toro: “Aldebaran”, “El Nath” e l’ammasso stellare delle
Pleiadi; nella costellazione dei Gemelli “Castore” e “Polluce”, e così via.
Lo
Zodiaco intellettuale, invece, è tutt’altra cosa, ed è quello sul quale ci
basiamo principalmente per le nostre previsioni astrologiche. Esso è la
ripartizione in 12 settori di 30 gradi ciascuno dell’eclittica, ovverosia del
cambio apparente del Sole intorno alla Terra durante un anno.
Il
primo di questi 12 settori è detto invariabilmente Segno di
Ariete, sia che il Sole si trovi proiettato nella costellazione dei
Pesci, come è attualmente, sia che si trovi proiettato nella costellazione
dell’Acquario come sarà in futuro.
Il
Segno dell’Ariete comincia sempre dal punto in cui l’eclittica interseca
l’Equatore celeste all’equinozio di primavera, il 21 marzo. Questo punto è
chiamato “punto gamma” dagli astronomi.
Il
punto gamma retrocede però di 50.26 secondi d’arco all’anno
a causa del fenomeno cosiddetto della “precessione degli equinozi”. Tale fenomeno
è dovuto al movimento vibratorio dei Poli della Terra
chiamato “nutazione”.
Per
effetto della precessione l’eclittica interseca quindi l’equatore celeste ogni
anno in un punto che corrisponderà a 50 secondi a 26 centesimi d’arco indietro lungo
le costellazioni. Attenzione:
“Costellazioni”, non “Segni”.
É
tutto qui il nodo della questione. Quando si sia bene
afferrato il senso di ciò, nessun equivoco sarà più possibile.
Si
tratterà, allora, di valutare se sia maggiormente risolutiva un’astrologia che
tenga conto del passaggio del Sole lungo le costellazioni, cioè
della sua congiunzione con determinate stelle fisse intese sia singolarmente
che come complesso emanante un “fascio” di vibrazioni peculiari a quella
determinata costellazione, oppure un’astrologia fondata sui Segni dello
Zodiaco, i quali tutti sono evidentemente un’emanazione soltanto solare,
poiché nascono appunto esclusivamente, come abbiamo visto, dalla divisione in
12 settori del cammino del Sole.
Non
dimentichiamo, in questa nostra valutazione, che i Segni hanno lo stesso nome
delle Costellazioni perché gli antichi Sapienti constatarono
che da ciascun settore dello Zodiaco Intellettuale emanavano vibrazioni
di natura simile a quelle provenienti dalla costellazione recante lo stesso
nome. Vediamo dunque.
La precessione degli equinozi fa sì che il “punto gamma” vada lentamente retrogradando lungo le costellazioni. L’equinozio di primavera cadrà, così, ogni 2.156 anni in una costellazione diversa, e ogni 25.868 anni lo Zodiaco Naturale ritornerà a combaciare, entro certi limiti, con lo Zodiaco Intellettuale. I limiti menzionati dipendono dal fatto che le costellazioni non hanno un’estensione di 30° gradi ciascuna, come avviene per i Segni, ma hanno un’estensione variabile. Lo vedremo in seguito. Voglio anche aggiungere, onde evitare equivoci, e poiché nessuno lo ha mai fatto fino ad ora, che il “Grande .Anno” o “Anno Platonico” di 25.868 anni - e ovviamente il periodo minore di 2.156 anni - deve essere inteso come termine medio. In realtà questo periodo è variabile per diverse e complesse ragioni di meccanica celeste. Basti pensare, ad esempio, che la posizione del “punto gamma” nel 1900 era la stessa che aveva ben 27.380 anni prima, mentre identica posizione raggiungerà soltanto (ma è un “soltanto” assai relativo) fra 24.440 anni, con un anticipo, quindi, di circa 1.500 anni sulla tabella di marcia.
I
cicli di 2.156 anni e i grandi cicli di 25.868 anni hanno per il mistico una
grande importanza; essi segnano l’inizio di nuovi periodi mondiali: avemmo l’
“Era del Toro”, quando l’equinozio di primavera si trovava in questa costellazione.
Fu il periodo in cui la maggior parte dell’umanità aveva perso la vista
spirituale e viveva quasi interamente sul piano materiale. Il Toro fu il simbolo
della forza necessaria per conquistare il mondo materiale. Fu il simbolo delle
religioni di quell’epoca; gli Egizi adoravano il sacro bue “Api”.
Il
Sole poi, per precessione, entrò nella costellazione dell’Ariete: l’adorazione
del “Vitello d’Oro” diventò allora idolatria per il “popolo eletto” che
immolerà l’ “Agnello” o Ariete. Nasce
in quest’era il Cristo, donando al mondo la luce della nuova religione.
Egli era il grande “Pastore”, ma chiamò i suoi
discepoli “pescatori”, pescatori d’uomini, perché il Sole per precessione stava
per abbandonare la costellazione dell’Ariete ed entrare in quella dei Pesci.
Sarà
quindi la volta della tanto attesa “Era
dell’Acquario”, che farà sentire la sua piena influenza soltanto intorno al
2600, ma della quale si cominciano fin d’ora a percepire le vibrazioni, poiché
l’ ”aura” del Sole già lambisce questa costellazione.
È
la grande massa umana, dunque, a essere colpita e
trascinata da questo passaggio del Sole lungo le costellazioni; esso segna la
nascita è la morte delle razze, delle nazioni e delle loro religioni Ma
l’astrologia individuale, l’astrologia che si interessa di una breve vita
umana, non può prescindere dai Segni, cioè dallo Zodiaco Intellettuale così
come è sempre stato.
Oltre
a queste considerazioni di natura prettamente spirituale, dobbiamo tener conto
anche del fatto che l’astrologia che si fonda sullo Zodiaco intellettuale è
l’unica ad avere fornito interpretazioni e previsioni esatte. Non si de ve credere, infatti, che il tentativo di legare l’interpretazione
astrologica al passaggio del Sole e dei Pianeti lungo le costellazioni sia cosa
di questi giorni. Tutt’altro. Il greco Ipparco, per la storia, scoprì nel 139
avanti Cristo quella che in seguito sarebbe stata chiamata “precessione degli
equinozi”, anche se, in effetti, tale scoperta deve
essere fatta risalire a molto tempo prima, probabilmente al IV millennio avanti
Cristo. Certi testi Caldei di quella lontana epoca affermano
infatti che la dinastia di Kish (Kish era un villaggio situato sul Tigri,
fra le città di Bagdad e di Urùk) ebbe una durata di. 24.519 anni., 5 mesi, 3 giorni e mezzo. É molto probabile che tale
numero 24.519 rappresentasse proprio il tempo di un “‘grande
ciclo” precessionale.[1]
Gli
astrologi dunque studiarono - e lo fecero per vari secoli - sia l’oroscopo dal
punto di vista dello Zodiaco intellettuale, sia quello che teneva conto della
precessione, cioè l’oroscopo basato sulle
costellazioni. Se ne concluse che l’interpretazione
che teneva conto unicamente dello Zodiaco naturale era fallace e che
l’Astrologia, diciamo così, “solare” restava la più valida. Restava la più
valida, ma non era più - ci si accorse da una certa epoca - così esatta come in
passato. Nel XVI secolo, infatti, Gerolamo Cardano -
il famoso matematico, medico e astrologo - ebbe modo di notare che i Segni
dello Zodiaco sembrava non agissero più come prima e che ciò era probabilmente
dovuto alla precessione degli equinozi.
Non
si può quindi negare un certo valore alle idee di quegli astrologi che
vorrebbero legare l’interpretazione astrologica alle costellazioni, ma l’errore
fondamentale risiede proprio in questo: nel voler considerare l’una maniera escludendo completamente l’altra.
Max
Heindel scrive: “La nostra intelligenza è ancora troppo debole per arrivare a comprendere tutti i significati dei Segni
zodiacali, dei Pianeti, delle Case e delle loro molteplici combinazioni. Se cercassimo di aggiungervi anche le
Stelle fisse e i loro aspetti ci smarriremo certamente
in un labirinto. Consigliamo pertanto di tener conto soltanto delle “Pleiadi”,
degli “Asinelli” e di “Antares” che hanno effetto deleterio sugli occhi”.
Ciò
vale per gli studenti non ancora sufficientemente esperti. In seguito, quelli
che abbiano maggior attitudine per questa scienza e
siano ormai ben ferrati in essa, potranno cominciare a valutare, nell’erigere
un oroscopo, anche le principali stelle fisse di tutte le altre costellazioni.
Si
trae, dunque, da queste parole di Max
Heindel un insegnamento: le costellazioni. - e per esse
le Stelle fisse che le compongono - hanno indubbia influenza; spetta
all’astrologo il saper valutare al momento opportuno tale influenza. Essa è, comunque,
secondaria rispetto all’influenza dei Segni, pur essendo importante e atta a
meglio determinare quanto emerge dall’oroscopo legato allo Zodiaco
intellettuale.
Un’ulteriore considerazione possiamo opporre all’Astrologia
”’precessionale” intesa come base, unica d’interpretazione e così come viene
presentata oggi, ed è questa. I moderni fautori dell’Astrologia precessionale
pensano che essa sia più rispondente al vero perché riflette la realtà dei
fatti: il Sole, essi dicono, si trova attualmente -
all’equinozio di primavera - in Pesci e non in Ariete, e poi in Ariete e non
in Toro, e poi in Toro e non in Gemelli (tacendo che il primo termine si
riferisce alla costellazione e il secondo al Segno). Dividono, quindi, lo
Zodiaco in 13 parti - comprendendovi la costellazione di “Ofiuco” o “Serpente’
della quale avremo occasione di parlare fra breve - e attribuiscono a queste 13
parti la durata di 27-28 giorni ciascuna
a cominciare dal 21 marzo con la costellazione dei. Pesci.
Ebbene, se è vero che il Sole si trova in questa “era” in una
costellazione che ha il nome diverso da quello del Segno, è invece assolutamente
falsa e non rispondente a quella “realtà” dei fatti, alla quale strettamente ci
si voleva attenere, la suddivisione dello zodiaco naturale in tante parti
uguali della durata di 27-28 giorni ciascuna, a cominciare dal 21 marzo.
La costellazioni dello Zodiaco, infatti, non hanno affatto un’estensione
fissa di 30 gradi, né di 29, né di 28 ciascuna, ma la loro ampiezza varia, e
anche di molto, non solo, ma spesso esse si confondono l’una con l’altra.
Secondo
i confini delle costellazioni adottati dall’Unione Astronomica Internazionale
nel 1928 vediamo che, ad esempio, la costellazione dello Scorpione e quella dei
Pesci si estendono per 48 gradi e la costellazione della Vergine giunge sino a
52 gradi. Le costellazioni del Cancro e della Bilancia, al contrario, hanno
un’estensione di soli 22 gradi ciascuna. La
costellazione della Vergine s’incunea per diversi gradi in quella del Leone e
dilaga sulla Bilancia per la metà circa di essa.[2]
Se
seguiamo ora il cammino del Sole lungo le costellazioni tenendo conto soltanto
del tragitto più o meno lungo che compie in esso e
prescindendo quindi dalla loro effettiva estensione in longitudine, vedremo che
questo luminare entra nella costellazione dei Pesci l’11 marzo (e non il 21
marzo, come si pretenderebbe) e ne esce il 16 aprile, con una permanenza di 36
giorni, per entrare nella costellazione dell’Ariete e restarci fino al 10
maggio, cioè per 25 giorni. Si trova nel Toro per 40 giorni, fino al 19 giugno;
nei Gemelli fino al 19 luglio o in Cancro da questa data fino al 9 agosto, per
soli 21 giorni.
Quanto
poi all’introduzione di una tredicesima costellazione in astrologia, dobbiamo
dire che effettivamente il Sole attraversa, dal 25 novembre al 15 dicembre
circa, la costellazione di “Ofiuco” che non è il “Serpente”, come
è stato scritto, bensì “l’incantatore di serpenti”.
In
questa costellazione esistono varie Stelle fisse importanti, come “Ras
Alahague”, “Sabik” e poi la “Beta” e ‘la “Delta”.
Un
astrologo esperto, il quale creda, come noi crediamo, a
un’influenza stellare, cosmica, e non solo planetaria, terrà conto di queste
Stelle nella sua interpretazione, così come ha sempre fatto.
Nessuna
“nuova” costellazione da dover valutare, dunque; per il semplice motivo che di essa si è sempre tenuto conto quando si è tenuto conto delle
sue Stelle fisse.
Per
concludere, quindi, e riassumendo quanto abbiamo detto
finora.
L’interpretazione
astrologica deve soprattutto basarsi sui “Segni”, i quali sono l’espressione
diretta del Sole e ne rappresentano lo diverse angolazioni
rispetto alla Terra nel suo cammino annuale.
La
vita di tutti i regni della natura, da quello umano a quello minerale, è legata
al Sole. É l’angolo di incidenza dei raggi solari a
produrre la diversità di clima fra estate e inverno; i fiori hanno germogliate
e germoglieranno sempre in primavera, sia che essa trovi il Sole proiettato
nella costellazione dei Pesci, sia in quella - prossimamente - dell’Acquario. É
stato anche osservato come le condizioni climatiche influenzino talvolta
marcatamente, il nostro temperamento.
Tale
interpretazione deve essere integrata, quando il caso lo richieda,
con i dati forniti dalla posizione reale delle costellazioni, ovverosia delle
Stelle fisse che le compongono. Tutto ciò porterà a
una lettura più valida della mappa oroscopica.
L’adozione
di un’Astrologia prettamente e unicamente intesa in chiave “precessionale”
avrebbe l’ambizione di essere “più scientifica” perché
più rispondente ai fatti “reali”. Abbiamo già visto che questo è vero solo in
parte. Dobbiamo aggiungere che la “nostra” Astrologia non ha alcun bisogno di essere più scientifica di quello che è.
Essa
risponde positivamente ai quattro punti fondamentali comandati dai trattati
classici di “logica” quale metodo valido per tutte le scienze sperimentali :
1°)
Osservazione, cioè esame dei fatti;
2°)
Ipotesi, che sia: verificabile, conforme ai fatti e semplice
e naturale;
3°) Sperimentazione, con i metodi di concordanza;
differenza, delle rimanenze e delle variazioni concomitanti;
4°) Induzione, per mezzo della quale lo
scienziato generalizza i risultati dell’esperienza. Da ciò si traggono poi le
“deduzioni” e le “conclusioni”.
Non
mi dilungo su come questi quattro punti siano stati
positivamente affrontati. Una dimostrazione ne fu data oltre 25 anni fa dall’astrologo
francese Lucien Caille.[3]
Attendiamo
quindi con fiducia il momento in cui questa disciplina sarà accettata da
tutti, compresa la cosiddetta “Scienza ufficiale”.
Termino
perciò con le parole di un famoso scienziato, il professor Carl Gustav Jung, il
quale ebbe a dire: “Se delle
persone poco istruite hanno creduto di poter radiare l’Astrologia,
considerandola come una falsa scienza ormai da tempo sepolta, si sono
ingannate.
Questa Astrologia, riemergendo dalle
profondità dell’anima popolare, si presenta di nuovo alle porte delle nostre
Università, dalle quali restò ingiustamente esclusa per oltre tre secoli”.
[1] Vedi A. Volguine: “Une excursion dans la nuit des temps” in “ Les
Cahiers astrologiques” n° 11 - 1947
[2] Vedi Almanacco Astronomico della rivista “Coelum” dell’Osservatorio Astronomico Universitario di Bologna
[3] L’Astrologie èst elle une Science? In “Les Chiers Astrologiques” n. 13, gennaio- febbraio 1948