in questo numero

 

 

Pag. 1     Peperoncino

 

Pag. 2     Osho Times News

 

Pag. 6          I centri di Osho in Italia

 

Pag. 10   Dalla coppia all'amore

 

Pag. 20   Il mio amore e il tuo

 

Pag. 26   Jalaluddin Rumi

 

Pag. 32   Un puro stato dell'essere

 

Pag. 38   Amore e meditazione

 

Pag. 50        L'oroscopo di aprile

 

Pag. 52             La vetrina

 

Pag. 60   Un libro da vivere

 

 

OSHOTIMES INTERNATIONAL

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Aggiungi un po’ di PEPERONCINO alla tua vita

 

 

Love.

Sono arrivato qui ieri,

e da quel momento ho pensato di scriverti,

ma fino ad ora non è successo.

Scusa per il ritardo,

benché anche un solo giorno di ritardo non sia poca cosa!

Che posso dire del viaggio di ritorno?

È stato assolutamente incantevole.

Non ho fatto altro che dormire, e tu eri con me.

Poteva sembrare che ti avessi lasciato,

ma in realtà eri sempre accanto a me.

Questo è l’essere-insieme

che è così reale

da non potersi dividere.

La vicinanza fisica non è vicinanza,

a quel livello non può esserci alcuna unione,

ma solo un abisso insormontabile.

Vi è tuttavia un’altra vicinanza

che non è quella dei corpi,

e il suo nome è amore.

Una volta raggiunta non la si perde più.

A quel punto non esiste più separazione,

malgrado le immense distanze

nel mondo visibile.

Se riesci a raggiungere questa assenza di distanza

anche con una sola persona,

potrai ritrovarla con tutti.

L’uno è la porta, il tutto la meta.

L’inizio dell’amore passa attraverso l’Uno,

la fine è il Tutto.

L’amore che ti unisce al tutto

e che nulla esclude

è ciò che io definisco religione,

e l’amore che si arresta, non importa dove,

è ciò che io definisco peccato.

Osho, lettera tratta da Una tazza di tè, NSC ed.

    

 (ritorna al sommario)

 

 

Osho times news

 

 

 

Anando al congresso

 

Anche quest’anno Anando sarà al congresso internazionale L’uomo e il Mistero, organizzato dalle Edizioni Mediterranee a Riccione: un importante convegno già alla sua 11ª edizione, con un ricco programma, strutturato in modo da offrire ai partecipanti una serie di workshop e molte conferenze. Anando guiderà dal 23 al 27 aprile un workshop ‘Aprirsi all’amore per se stessi’, il 28 parlerà su ‘Cambiare la propria vita’ e tutti i giorni terrà la Meditazione Dinamica alla quale sono invitati tutti i partecipanti di tutti i vari workshop, una decisione degli organizzatori del convegno, visto il grande successo dell’anno scorso.

Per maggiori informazioni sul convegno www.ediz-mediterranee.com

Per le altre date di Anando in Italia www.lifetrainings.com

 

 

Arrivare a Pune... è facile

 

Sono in molti che vorrebbero andare a Pune, ma l’Oriente misterioso fa un po’ soggezione per la diversità col nostro mondo così evidente. In realtà però con un minimo di informazione si può scoprire che la “via dell’India” non è poi così difficile...

Per il volo dall’Italia a Mumbay (come si chiama oggi la città di Bombay) le possibiltà sono davvero tante e basta rivolgersi alla propria agenzia di viaggi per trovare la cosa giusta.

Una volta atterrati a Mumbay è comodo cambiare un centinaio di Euro all’interno dell’aeroporto – subito dopo il punto dove vi controllano i bagagli – per avere in tasca quelle poche migliaia di rupie (1 Euro = 46/50 Rs) necessarie per taxi, cibo, e prime spese all’arrivo a Pune.

Dopo di che per raggiungere Pune ci sono varie possibilità: in aereo (Jet Airways, mezz’ora di volo circa, con Boeing 737) costa sui 90 Euro (solo andata), meglio prenotare il biglietto (insieme a quello dall’Italia all’India) attraverso l’agenzia di viaggi italiana. Per raggiungere l’aeroporto nazionale da quello internazionale si usa o lo shuttle gratuito della compagnia aerea (parte però solo 2 ore prima del volo) o un taxi ‘prepagato’: nella hall dell’aeroporto, verso l’uscita, si trova uno stand ‘Prepaid Taxi’ prezzi fissi e chiari (a seconda di dove dovete andare e di quanto bagaglio avete). Una volta a Pune sono sulle 200 Rs (4 Euro) per un taxi dall’aeroporto fino al Resort.

Altro modo: Mumbay-Pune in minibus A/C. Sempre nella hall dell’aeroporto, verso l’uscita, trovate un paio di stand ‘Bus for Pune’ dove fate i biglietti, costo 9-10 Euro (Rs. 450). I bus impiegano circa 5-6 ore (soprattutto perché una volta a Pune portano tutti fin sulla soglia di casa, e poi finalmente lasciano anche voi all’angolo della strada del Resort). Per orari e possibilità di prenotare dall’Italia vedi su osho.com sezione Resort, all’interno delle pagine dedicate al Viaggio a Pune.

Altro modo di andare a Pune è prenotare un taxi privato. All’aeroporto all’uscita degli arrivi troverete l’autista con un cartello col vostro nome, in 3 ore e mezza sarete a Pune, depositati dove volete voi. I prezzi partono dalle 2000 Rs (40 Euro). Per prenotarli si può utilizzare il link nella pagina, sempre su www.osho.com ‘Taxi per Pune’, dove c’è più scelta. Io uso Vijay (vijaytaxi@hotmail.com, tel + fax 0091 20 6134176) ormai da anni.

Altri mezzi per il tratto Bombay-Pune (treno, bus di linea, taxi pubblico) sono più economici, ma un po’ complicati da gestire, specialmente la prima volta...

Dove alloggiare, una volta arrivati a Pune? La scelta migliore è di sicuro la Guest House del Resort, almeno per la prima (o le prime notti) – facile e sicura da prenotare dall’Italia, per 45/50 Euro (singola o doppia) a notte sarete già comodi comodi all’interno del Resort, in A/C e ambienti di livello internazionale. Esistono naturalmente molte altre possibilità: dagli alberghi 5 stelle, parte di catene internazionali (dai 100 Euro in su) ad alberghi indiani ‘di lusso’ (intorno ai 60 Euro) fino ad alberghi con poche pretese... un problema in questi casi è la distanza dal Resort: il traffico spesso caotico e l’inquinamento possono rendere anche solo 10 minuti di taxi un’esperienza poco piacevole – per una scelta vedi, sempre su osho.com, la sezione alberghi a Pune. Oltre agli alberghi di questo elenco, vicino al Resort c’è l’economico Surya Villa (Fax 0091 20 6139186 – Tel 6124501) dove una camera doppia costa dalle 700 alle 900 Rs (15/18 Euro). Fatevi confermare la prenotazione!

Dopo il primo, o i primi giorni, è facile trovare camere in appartamento nelle immediate vicinanze per permanenze più lunghe (magari chiedete agli altri italiani che incontrate all’interno, ce n’è sempre un mucchio, non solo al cappuccino bar) i prezzi variano da 4000 Rs (80 Euro) fino alle 9000 Rs (180 Euro) e oltre al mese. Per stanze a livello medio alto, se volete prenotare fin dall’Italia potete rivolgervi a giririeger@hotmail.com che ha una vasta offerta, con prezzi che variano dai 45 Euro a settimana fino ai 500 al mese a seconda della stagione e delle comodità.

E le altre spese dopo l’arrivo a Pune?

Per chi arriva per la prima volta 1050 Rs (21 Euro) è il pacchetto tutto compreso di registrazione al Resort (sconti per giovani), e poi sono 250 Rs al giorno (5 Euro) per l’ingresso, con interessanti sconti per periodi lunghi. Per il cibo, all’interno del Resort, si possono preventivare un 200/300 Rs al giorno, che fanno dai 120 ai 180 Euro al mese... che aumentano se gelati, dolciumi, cappuccini, pizze e cocktail serali non vi rovinano la linea! Per mangiare fuori dal Resort... occhio all’igiene! I prezzi, nei posti più frequentabili variano dalle 100 Rs (2 Euro) dei ristorantini indiani fino ai 60 e oltre Euro nei ristoranti internazionali degli alberghi 5 stelle (pasto per 2 compreso il vino... spesso sconsigliabile!).

Aggiungi poi un 1600 Rs di robe (2 bordeaux e 2 bianche), e un 500 Rs per una ‘sedia da meditazione’ (il pavimento di marmo dell’Osho Auditorium è freddo, ma basta anche un cuscino)... e con meno di 50 Euro vi siete attrezzati per questa avventura nella meditazione e nella celebrazione.

Altre informazioni su www.osho.com sezione Resort / Viaggio a Pune.

 

 

La Festa Continua...

 

Succede sempre qualcosa di interessante qui all’Osho Meditation Resort di Pune.

Recentemente c’è stata, ad esempio, la rappresentazione di fine training delle Danze Sacre di Gurdjieff, per la prima volta nel nuovo Osho Auditorium. Ventinove ‘danzatori’, di 12 nazionalità diverse, si sono esibiti in questa serie di movimenti coreografici che richiedono un’estrema coordinazione e una profonda centratura (non a caso sono stati sviluppati come tecnica di meditazione dal mistico russo Gurdjieff, fra i più importanti del secolo scorso). La performance, eccezionale, ha richiamato anche un certo numero di ospiti venuti apposta da Bombay per l’occasione. Vasto pubblico anche al concerto, sempre nell’Osho Auditorium, di Sivamani, un giovane scatenato percussionista indiano (pupillo di Zakir Hussain) che inizia ad aver successo anche negli USA. Insieme a Louis Banks (il papà del jazz indiano) e a Niladri Kumar (sitarista di formazione classica: la scuola di Ravi Shankar) ci ha dato occasione di ascoltare un trio di veri maestri. Era della vera fusion quella che, al di là degli sperimentalismi, nasce dalla pura gioia di far musica, oltre naturalmente che da un’assoluta padronanza tecnica dello strumento; Niladri Kumar si presentava persino con un sitar ‘amplificato’ – un’elettronica custom-made, delicata da mettere a punto – che ci ha permesso di ascoltare tutte le sottili, raffinate sfumature sonore di un sitar anche in un contesto di musica molto più esuberante di quella indiana classica. I tre maestri si sono divertiti molto a proporsi e rilanciarsi temi, ritmi e variazioni, con un pubblico sempre attento ed entusiasta.

Più raccolte invece le nuove ‘serate sufi’ organizzate nel Samadhi: una dedicata alla poesia – di Rumi soprattutto, ne potete leggere qualche esempio a pg. 47 di questo numero – e un’altra, molto semplicemente, al silenzio. E, sempre in Samadhi, arrivano spesso a suonare musicisti classici indiani: il legame fra musica e meditazione è tradizionale in questo paese, e di sicuro altrove è difficile trovare un pubblico così meditativo.

All’insegna invece della celebrazione e del divertimento le varie serate dedicate al ‘varietà’ nella Plaza: ce n’è praticamente una tutte le settimane. Non solo il pubblico è internazionale, ma anche gli artisti, qui arriva gente da ogni parte del mondo... e capita così di sentire un bluesman israeliano cantare la ‘tristezza’ di vivere in Terrasanta; un cantautore giapponese celebrare la bellezza di Okinawa – sembrava, stranamente, un pezzo di Ramazzotti! E poi spassose scenette sulle disavventure del ‘turista spirituale medio’ qui in India, danze etniche – di un certo numero di etnie diverse – cantanti più ‘classici’ che ci offrono pezzi vuoi da music hall che da opere famose... insomma tutto ciò che la presenza di un così grande numero di talenti creativi e la voglia di divertirsi e celebrare insieme può far venire in mente. Non mancano poi gli artisti italiani, come per esempio Subodha – era un po’ di tempo che non veniva a Pune – che ha presentato brani sia dal suo CD Ocean of joy, sia di nuova composizione.

E poi mostre d’arte: il training di pittura di Meera è finito e i partecipanti hanno esposto le loro creazioni... centinaia di dipinti – eseguiti con le tecniche più svariate – che si inseguivano lungo il perimetro di Buddha Grove – lo spazio aperto della vecchia Buddha Hall – e continuavano nell’area di fronte al Bookshop, insomma riempivano praticamente ogni spazio disponibile! E molti erano davvero belli, soprattutto considerando che erano opera di persone che solo da poco, attraverso questo training, erano riuscite a ‘liberare’ ed esprimere le loro potenzialità creative.

Anche la pottery ha fatto un paio di mostre: vasi, tazze, lampade, grossi piatti centrotavola... tutti in terracotta con meravigliosi giochi di colori nelle vernici vetrificate al forno.

E questo senza parlare dell’ampia offerta di gruppi workshop e training della Multiversity (il modo migliore per tenersi al corrente è la sezione Multiversity su www.osho.com).

È successo che alla nostra redazione italiana hanno telefonato persone dicendo: “Abbiamo sentito che a Pune in questi mesi ci sono state un mucchio di novità interessanti... che peccato che non l’abbiamo saputo prima... è chiaro che ci siamo persi qualcosa”.

La notizia è che la festa continua... tutto l’anno: succede sempre qualcosa di interessante qui all’Osho Meditation Resort di Pune.

    

 (ritorna al sommario)

 

 

 

Dalla coppia all’Amore

 

Ci si incontra, ci si innamora e poi ci si mette insieme, magari ci si sposa anche...  È così che funziona, vero?

Peccato che invece molto spesso non funzioni!

Ma perché?

 

In un numero tutto dedicato all’amore non si poteva non iniziare dal tipo di amore che solitamente più ci interessa, che conosciamo di più... o almeno così ci sembra. L’amore romantico, l’amore di coppia: due si incontrano, si innamorano... ‘e vissero a lungo felici e contenti’. E invece no: le coppie ‘scoppiano’, i matrimoni si sfasciano – magari stanno insieme solo per i figli – o si trascinano in lunghe agonie, sostenute solo più dall’abitudine e dalle convenzioni sociali. L’amore che c’era all’inizio sembra svanito... chissà dove.

Ma che amore era, e perché è durato così poco? Diamo un’occhiata un po’ più da vicino a questa ‘cosa’ chiamata amore...

E, tanto per cominciare, Osho ci ribalta subito la prospettiva: non è dall’amore che nasce la coppia, il matrimonio e così via. È vero il contrario: è all’interno della coppia che, con molta attenzione e un profondo rispetto per se stessi e per l’altro, può forse nascere l’amore.

 

 

Osho, se l’amore viene distrutto nel matrimonio, come dobbiamo vivere se desideriamo condividere l’amore e i pensieri nel quotidiano, e inoltre veder crescere dei bambini con una madre e un padre?

 

Non ho mai detto che l’amore viene distrutto dal matrimonio. Come può il matrimonio distruggere l’amore? Certo, è vero, è distrutto nel matrimonio, ma è distrutto da voi, non dal matrimonio. È distrutto dalla coppia. Come può il matrimonio distruggere l’amore? Siete voi che lo distruggete perché non sapete cos’è l’amore. Credete solo di saperlo, sperate e sognate di saperlo, ma non sapete che cos’è l’amore. L’amore deve essere appreso: è la più grande arte che esista.

Non inizierete a dipingere solo perché avete a disposizione una tela, un pennello e dei colori. Non vi direte: “Ho tutto il necessario e ora posso dipingere”. Potrete farlo, ma in quel modo non sarete un pittore.

Incontrate una donna – la tela è a disposizione. Subito diventate un amante – iniziate a dipingere. E la donna dipingerà su di voi. Naturalmente entrambi dimostrerete di essere sciocchi – due sciocchi dipinti – e prima o poi capirete cosa sta accadendo, ma non penserete mai che amare sia un’arte. Voi non siete nati dotati di quest’arte... dovrete impararla: è l’arte più sofisticata.

Siete nati solo con una capacità. Certo, siete nati con un corpo: potrete diventare ballerini perché avete un corpo. Potete muovere il vostro corpo e potete diventare ballerini, ma il danzare deve essere appreso, e con molto sforzo. E ballare non è poi così difficile perché voi soli ne siete coinvolti.

L’amore è molto più difficile: è danzare con qualcun altro. È necessario l’altro anche per conoscere cosa sia la danza. Adattarsi a qualcuno è una grande arte; creare un’armonia tra due persone... due persone significano due mondi diversi. Quando due mondi si avvicinano è inevitabile che si scontrino, se non sapete come creare armonia. L’amore è armonia. E la felicità, il benessere e l’armonia fioriscono solo dall’amore. Imparate ad amare. Non abbiate fretta per il matrimonio, imparate ad amare. Diventate prima grandi amanti.

E qual è il requisito? Un grande amante è sempre pronto a dare amore e non gli interessa che venga ricambiato o meno. Sarà sempre contraccambiato perché è nella natura stessa delle cose. È come andare in montagna e cantare una canzone: la valle vi risponderà. Avete mai sentito l’eco in montagna o in una valle? Gridate e la valle grida, cantate e la valle canta. Ogni cuore è una valle: se ci riversate amore, risponderà.

La prima lezione d’amore è non chiedere amore, ma dare semplicemente. Diventa un donatore. Ma le persone fanno esattamente l’opposto. Anche quando donano, lo fanno solo con l’idea che l’amore dovrebbe ritornare, è un commercio. Non condividono, non condividono in libertà, ma con una condizione. Con la coda dell’occhio osservano se c’è un ritorno oppure no. Persone molto avare… non conoscono come l’amore funzioni, naturalmente. Limitati a riversarlo, ritornerà. E se non è ricambiato, non c’è da preoccuparsi – un amante sa che amare significa essere felice. Se poi è ricambiato, bene: in questo caso la felicità sarà moltiplicata. Ma anche se non è mai ricambiato, nell’atto stesso di amare diventi così felice, così estatico che non ti interessa essere ricambiato.

L’amore ha una felicità intrinseca: accade quando amate. Non è necessario attendere il risultato: inizia ad amare e pian piano vedrai che una quantità d’amore sempre più grande ritornerà a te. Si ama e solo amando si arriva a conoscere cos’è l’amore: così come solo nuotando si impara a nuotare...

Ma le persone sono molto avide: attendono il grande amore per amare e rimangono chiuse, si rattrappiscono in se stesse. Sono in attesa. Un bel giorno arriverà Cleopatra e allora apriranno il loro cuore, ma quando sarà il momento, avranno completamente dimenticato come aprirlo.

Non perdere alcuna occasione per amare. Persino camminando per strada puoi essere amorevole, con un mendicante puoi essere amorevole. Non è necessario che tu gli dia qualcosa, almeno sorridi; non costa nulla, ma il tuo sorriso ti aprirà il cuore, lo renderà più vivo. Tieni la mano di qualcuno: un amico o un estraneo. Non aspettare di amare solo quando comparirà la persona giusta perché, così facendo, la persona giusta non arriverà mai. Continua ad amare. Più amerai e più avrai la possibilità che la persona giusta arrivi, perché il tuo cuore inizia a fiorire, e un cuore che sboccia attrarrà molte api, molti amanti.

Ti sei allenato nel modo sbagliato. Per prima cosa, ognuno vive con l’idea sbagliata di essere già un amante. Per il fatto di essere nato, pensi di essere un amante. Non è così facile. Certo, ne hai la potenzialità, ma la potenzialità deve essere allenata, dovrà seguire una disciplina. Esiste il seme, ma dovrà sbocciare.

Se continuerai a portare in te solo il seme, mai nessun’ape si fermerà. Hai mai visto un’ape fermarsi su un seme? Le api arrivano quando i fiori sono sbocciati. Diventa un fiore, non rimanere un seme.

Due persone infelici separatamente, quando si uniscono, creano una maggior infelicità l’una per l’altra, è matematico. Tu eri infelice, tua moglie era infelice... ed entrambi sperate che, unendovi, potrete essere felici? Ma è matematica elementare, come due più due fa quattro. Sarete infelici entrambi.

“Non mi ami più?” chiese la moglie di Mulla Nasrudin. “Non mi dici più le cose carine che mi dicevi quando eravamo fidanzati” prosegue la moglie, asciugandosi una lacrima con il grembiule.

“Ti amo, ti amo”, risponde seccato il Mulla, “ma adesso, vuoi stare zitta e lasciarmi bere questa birra in pace?”

 

Il corteggiamento è un’altra cosa. Non dipendere dal corteggiamento. Anzi, prima del matrimonio, liberati del corteggiamento. Il mio suggerimento è che il matrimonio dovrebbe essere celebrato dopo la luna di miele, mai prima. Solo se le cose saranno andate per il verso giusto, solo allora dovrebbe accadere il matrimonio.

La luna di miele dopo il matrimonio è molto pericolosa. Per quanto ne so, il novantanove percento dei matrimoni sono già falliti al termine della luna di miele. Ma a quel punto sei in trappola, non hai più alcuna via di scampo: tutta la società, la legge, il tribunale, tutti ti saranno contro se lasci la moglie, o se la moglie ti lascia. Tutta la moralità, la religione, il prete, tutti ti saranno contro. In realtà la società dovrebbe creare tutte le barriere possibili al matrimonio e nessun ostacolo per il divorzio; non si dovrebbe permettere il matrimonio così facilmente. Il tribunale dovrebbe opporsi: vivi almeno due anni con la donna, poi ti verrà permesso di sposarti. Al momento, si sta facendo l’esatto opposto: se desideri sposarti, nessuno ti chiederà se sei pronto o se è solo un capriccio, dovuto al fatto che ti piace il naso di quella donna. Che follia! Non si può vivere di solo naso; dopo due giorni quel naso sarà dimenticato. Chi guarda più il naso della moglie?

 

Il personale di un reparto ospedaliero era composto solo da infermiere che sembravano finaliste al titolo di Miss Mondo eppure, ogni volta che passavano, un paziente le guardava con attenzione e commentava: “Robaccia!”

Il vicino di letto, non capendo, a un certo punto chiese: “Ma come, con questo ben di dio che ti accudisce, tu non sai dire altro che ‘Robaccia!’ Perché?”

“Non stavo pensando alle infermiere”, disse l’altro con un sospiro triste, “pensavo a mia moglie.”

 

La moglie non sembra mai bella, il marito non sembra mai bello. Una volta che si è fatta l’abitudine, la bellezza scompare.

Si dovrebbe permettere a due persone di vivere insieme tutto il tempo necessario per conoscersi, per acquisire familiarità e proibire loro il matrimonio, anche se desiderano sposarsi. Solo così il divorzio potrà scomparire dalla faccia della Terra. I divorzi esistono perché i matrimoni sono sbagliati e forzati; i divorzi esistono perché i matrimoni sono fatti in base a uno stato d’animo romantico.

Il romanticismo va bene se sei un poeta e, si sa, che i poeti non sono buoni mariti o buone mogli. Difatti, la maggior parte dei poeti sono scapoli. Sfarfallano intorno, ma non si fanno mai prendere, così la poesia rimane viva. Continuano a scrivere poemi, splendidi poemi.

Non bisogna sposarsi in base a un umore poetico; lascia che entri la prosa, poi sistemati, perché il quotidiano è più simile alla prosa che alla poesia. Bisogna diventare maturi al punto da comprenderlo.

Maturità significa che non si è più degli sciocchi romantici: si comprende la vita, si comprendono le responsabilità della vita, si comprendono i problemi dello stare con una persona. Si accettano tutte queste difficoltà, eppure si decide di vivere con quella persona. Non si spera che sia tutto rose e fiori, non si spera nell’impossibile; si conosce la dura realtà, ed è dura. Ci sono rose, ma sono rare e distanti; ed esistono molte spine.

Quando sarai diventato consapevole di tutti questi problemi e tuttavia deciderai che vale la pena rischiare e stare con una persona piuttosto che essere soli, allora sposati. Solo così il matrimonio non ucciderà mai l’amore, perché questo amore è realistico. Il matrimonio può solo uccidere l’amore romantico, e l’amore romantico è chiamato ‘amore adolescenziale’. Non bisogna farci troppo affidamento, non bisogna ritenerlo un nutrimento. Al massimo, può assomigliare a un gelato: puoi gustarlo qualche volta, ma non puoi vivere di gelato. La vita deve essere più realista, più prosaica.

Il matrimonio di per sé non ha mai distrutto nulla. Il matrimonio porta solo alla superficie qualsiasi cosa sia nascosta in te. Se c’è amore nascosto dietro e dentro di te, il matrimonio lo tirerà fuori. Se l’amore invece era solo un pretesto, una lusinga, prima o poi è destinato a scomparire. Allora solo la tua personalità, la tua personalità deforme salterà fuori. Il matrimonio è solo un’occasione per far uscire qualsiasi cosa dovevi portare in superficie.

Non sto dicendo che l’amore viene distrutto dal matrimonio. L’amore viene distrutto dalle persone che non sanno amare. L’amore è distrutto perché in primo luogo non era amore: vivevi in un sogno e la realtà distrugge quel sogno; diversamente, l’amore è qualcosa di eterno, è parte dell’eternità. Se cresci, se conosci l’arte e accetti le realtà delle vita amorosa, allora l’amore crescerà giorno per giorno: il matrimonio sarà un’incredibile occasione per crescere nell’amore.

Nulla può distruggere l’amore. Se esiste, crescerà. Ma io credo che, in primo luogo, non sia presente. Hai frainteso te stesso, era presente qualcos’altro. Forse era sesso, era attrazione sessuale. In questo caso verrà sicuramente distrutto, perché una volta fatto l’amore con una donna, l’attrazione sessuale scompare, in quanto esiste solo laddove c’è l’ignoto. Dopo aver gustato il corpo dell’uomo o della donna, l’attrazione sessuale scompare; se il vostro amore era solo attrazione sessuale, è inevitabile che scompaia. Quindi, non scambiate qualcos’altro per amore.

Se ciò che provi è davvero amore… Cosa intendo dire con ‘davvero amore’? Voglio dire che, se alla sola presenza dell’altro ti senti improvvisamente felice, stando semplicemente insieme a lui ti senti estatico, la sua semplice presenza appaga qualcosa nel profondo del tuo cuore… qualcosa inizia a cantare nel tuo cuore e ti immergi nell’armonia. La presenza dell’altro ti fa sentire integro, diventi più individuo, più centrato, sei più radicato… allora è amore.

L’amore non è una passione, l’amore non è un’emozione. L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa. Qualcuno ti rende un cerchio perfetto; la presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, non è possessività.

Dunque, osserva. Non pensare mai al sesso come amore, altrimenti ti ingannerai. Stai attento e quando sentirai che la presenza di qualcuno, la sua sola presenza, null’altro è necessario… tu non chiedi nulla e la semplice presenza dell’altro è sufficiente per renderti felice… allora, qualcosa sta iniziando a sbocciare dentro di te, mille e un loto fioriscono… allora, sei in amore, e in quel caso potrai attraversare tutte le difficoltà che la realtà crea. Molte angosce, molte ansie; riuscirai ad attraversarle tutte, e il tuo amore continuerà a fiorire sempre di più, perché tutte quelle situazioni saranno delle sfide. Superandole, il tuo amore si rafforzerà sempre di più.

L’amore è eternità. Se è presente, continuerà a crescere all’infinito. L’amore conosce l’inizio, ma non conosce la fine.

 

tratto da: Osho, La disciplina della trascendenza, # 2 Bompiani editore

 

 

 

Attenti a non partire col piede sbagliato!

 

Bisogni, desideri, aspettative... ecco cosa si nasconde spesso dietro la parola amore

 

 

Osho, mi accorgo sempre di più che nelle relazioni la cosa essenziale per me è di essere amata e accettata completamente, proprio così come sono. È questo un altro modo di essere bisognosa e pretenziosa?

 

Hai messo tutto sottosopra. Io ti ho detto di accettare ognuno per quello che è. Non pretendere che l’altro soddisfi una visione ideale che viene dai tuoi condizionamenti, che sia come la tua fantasia se lo immagina. Questa non è la via dell’amore e neppure un modo di comportarsi umanamente.

L’amore accetta la persona, così com’è. Certo, essere accettata totalmente la fa cambiare moltissimo. Ma tali cambiamenti non sono stati richiesti, avvengono da soli. Tu hai messo le cose in modo completamente sbagliato. Invece di accettare gli altri così come sono, vuoi essere accettata tu, così come sei.

La tua domanda è veramente buffa e mostra come tu continui ad ascoltarmi, e poi a inventarti quello che non ho mai detto. In tutta la mia vita non ho mai detto una cosa simile. Ho detto esattamente il contrario.

Tu dici: “Mi accorgo sempre di più che nelle relazioni la cosa essenziale per me è di essere amata e accettata completamente, proprio così come sono. È questo un altro modo di essere bisognosa e pretenziosa?” È semplicemente il modo di essere stupida.

Ora, non è in mano tua, non è in tuo potere che l’altro ti accetti così come sei e che tu venga amata e accettata completamente. Non puoi costringere nessuno ad avere questo tipo di idee. Sì, tu puoi amare qualcuno, così com’è, senza fargli richieste. Ma tu hai ribaltato tutto. Tu, piuttosto di diventare una persona che accetta gli altri, hai sviluppato una nuova idea – un’idea alquanto originale: che devi essere tu a essere accettata così come sei, e amata totalmente proprio come vuoi. In questo modo non sarai mai amata e non sarai mai accettata. Resterai sempre vuota, ti mancherà sempre qualcosa e vivrai nella disperazione. Hai messo il carro davanti ai buoi, in questo modo non c’è possibilità di movimento. Usa un po’ d’intelligenza e accorgiti di quello che stai facendo. È una cosa impossibile. E non chiedere mai l’impossibile, a meno che tu non sia disposta ad accettare una grossa frustrazione.

 

tratto da: Osho, The New Dawn, # 32

 

 

 

Vicini vicini........

 

Ma senza mai incontrarsi. È questo il paradosso di chi si ama.

 

 

Osho, ultimamente ho cominciato a capire che anche il mio amato è un estraneo per me. Tuttavia, sento ancora un intenso desiderio di superare questa separazione tra noi. Ci vedo come due linee parallele che corrono l’una accanto all’altra, destinate a non incontrarsi mai. Il mondo della consapevolezza è come il mondo della geometria, o qui esiste la possibilità che due linee parallele si incontrino?

 

È uno dei grandi dolori che ogni amante deve affrontare, per gli amanti non esiste modo di superare il senso di estraneità, di lontananza, di separazione reciproche. In realtà l’amore funziona proprio perché gli amanti sono polarità opposte. Più sono lontani, e più si attraggono. L’attrazione è generata proprio dalla separazione. Possono avvicinarsi, anche di molto, ma mai diventare una cosa sola. Possono arrivare così vicini che sembra proprio mancare solo un ultimo passo per diventare uno. Ma quel passo non è mai stato compiuto, non può essere compiuto, è una legge naturale.

Al contrario, quando vi avvicinate troppo, immediatamente cominciate ad allontanarvi, sempre di più. Perché con l’eccessiva vicinanza l’attrazione sparisce e cominciate a litigare, a discutere, a tormentarvi a vicenda. In questo modo si crea di nuovo una distanza. E da questa nuova distanza rinasce l’attrazione. Tutto continua così, con questo ritmo: ci si avvicina e ci si allontana, vicini e lontani.

Il desiderio di essere una cosa sola esiste; ma a livello biologico, a livello fisico, è impossibile diventarlo. Anche facendo l’amore non siete uno, la separazione a livello fisico è inevitabile.

Tu dici, ultimamente ho cominciato a capire che anche il mio amato è un estraneo per me. È una buona cosa. Indica che la tua comprensione sta crescendo. Solo le persone infantili pensano di conoscersi reciprocamente. Tu non conosci nemmeno te stessa, come puoi pensare di conoscere il tuo amato?

Lui non conosce se stesso e tu non conosci te stessa. Due esseri sconosciuti, due estranei che non sanno niente di se stessi cercano di conoscersi – è un’inutile perdita di tempo, destinata a generare frustrazione, fallimento. Ecco perché tutti gli amanti sono pieni di rabbia reciproca. Pensano che forse l’altro non li sta lasciando entrare nel proprio mondo privato: “Mi sta tenendo lontano, mi vuole tenere a una certa distanza.” Ed entrambi pensano la stessa cosa. Ma non è vero. Tutti questi rancori sono falsi. Semplicemente non capite la legge della natura.

A livello fisico, potete arrivare molto vicini, ma non riuscirete a diventare uno. Al livello del cuore lo potete diventare – ma solo momentaneamente, non permanentemente.

A livello dell’essere, siete uno. Non c’è bisogno di diventare uno, lo dovete solo scoprire.

Tu dici, tuttavia, sento ancora un intenso desiderio di superare questa separazione tra noi. Se continui a tentare di superarla a livello fisico, incontrerai solo il fallimento. Il desiderio ti sta indicando che l’amore vuole andare al di là del corpo, che l’amore vuole qualcosa di più elevato del corpo, più grande del corpo, più profondo del corpo.

Anche l’incontro cuore a cuore, nonostante la sua dolcezza, la sua immensa gioia, è insufficiente, perché avviene solo per un momento e subito dopo siete di nuovo due estranei. Se non scopri il mondo dell’essere, non sarai capace di soddisfare il desiderio di diventare una cosa sola. E lo strano è che il giorno in cui diventi uno con il tuo amato, diventi uno anche con l’intera esistenza.

Tu dici, vedo come due linee parallele che corrono l’una accanto all’altra, destinate a non incontrarsi mai. Forse non conosci la geometria non-euclidea... nelle scuole insegnano ancora la geometria euclidea, che è nata migliaia di anni fa. Nella geometria euclidea, le parallele non si incontrano mai.

... ma è stato scoperto che, proseguendo all’infinito, si incontrano. Le nuove scoperte sono sconcertanti: non è possibile nemmeno tracciare una retta, perché la terra è rotonda. – e se crei una retta e continui a tracciarne il percorso dall’inizio alla fine, ti ritroverai con un cerchio, non è mai stata una linea retta, ma solo una segmento di circonferenza, e un segmento di circonferenza è un arco, non una retta. Le rette sono scomparse dalla nuova geometria non-euclidea e se non esistono nemmeno le rette, che dire di due parallele? Non esistono nemmeno le rette parallele.

Perciò se è una questione di linee parallele, esiste la possibilità che gli amanti si incontrino da qualche parte – forse da vecchi, quando non hanno più energia per litigare e si sono adattati l’uno all’altra... che senso ha? Le discussioni stesse, i problemi stessi che erano soliti avere, i conflitti stessi si sono stancati di loro.

Alla fine, gli amanti cessano anche di parlarsi: a che serve? Perché iniziare a parlare significa iniziare a discutere e sono sempre le stesse discussioni. Niente è cambiato. E ne hanno discusso così spesso arrivando sempre alla stessa conclusione. Ma anche allora, le linee parallele, per quanto riguarda gli amanti... in geometria possono incontrarsi, ma nell’amore non c’è speranza, non ne sono capaci.

Ed è un bene che non possano incontrarsi, perché se due amanti potessero soddisfare il desiderio di diventare uno a livello fisico, non si muoverebbero al livello superiore. Non cercherebbero mai di trovare qualcosa di molto più elevato del corpo fisico: la consapevolezza, l’anima, dio.

È un bene che l’amore fallisca, perché il fallimento dell’amore ti costringe a intraprendere un nuovo pellegrinaggio. Il suo anelito ti spingerà a proseguire, finché non sarai arrivato al tempio in cui avviene l’incontro – ma l’incontro avviene sempre con il tutto... di cui l’amato è una parte, ma nel quale ci sono anche gli alberi, e i fiumi, le montagne e le stelle.

In questo incontro, mancheranno solo due cose: il tuo ego e l’ego del tuo amato non ci saranno. Tranne queste due cose, l’intera esistenza sarà lì. E questi due ego costituivano il vero problema, erano loro a tracciare le due linee parallele.

Non è l’amore che crea il problema, è l’ego. Ma il desiderio non verrà soddisfatto. Nascita dopo nascita, vita dopo vita, l’anelito rimarrà, finché non scoprirai la porta che ti conduce al di là del corpo e ti fa entrare nel tempio.

Tieni vivo il desiderio, tienine viva la fiamma, non perderti d’animo. Questo anelito è il seme della tua spiritualità. Questo anelito è il primo passo verso l’unione finale con l’esistenza. L’amato è solo una scusa.

Non essere triste, sii felice. Gioisci del fatto che non esiste possibilità di incontro a livello fisico. Se fosse diversamente, gli amanti non troverebbero mai la via della trasformazione. Rimarrebbero bloccati insieme, e si distruggerebbero a vicenda. Non c’è niente di male nell’amare un estraneo. In realtà, è molto più eccitante amare un estraneo.

Quando non eravate insieme, tra voi esisteva una grande attrazione. Stando insieme questa attrazione è andata diminuendo. Più vi conoscete, superficialmente, e minore è l’eccitazione. La vita diventa una grigia routine. La gente continua a ripetere sempre le stesse cose, continuamente. Se guardi i visi della gente, ti chiederai sorpresa perché tutti sembrano così tristi. Perché non sembrano avere alcuna speranza? La ragione è semplice; la ragione sta nella ripetitività. L’uomo è intelligente, la ripetizione crea noia e la noia genera tristezza, perché uno sa già cosa accadrà domani, e dopodomani... fino al giorno della sua morte, sarà sempre la stessa storia, la solita storia.

La tristezza che c’è nel mondo, la noia e l’infelicità potrebbero essere modificate se la gente sapesse che sta chiedendo l’impossibile. Non chiedere l’impossibile.

Scopri la legge dell’esistenza e seguila.

Il tuo desiderio di essere uno, il tuo anelito spirituale, è la tua vera natura religiosa. Ma ti stai fermando nel posto sbagliato. L’amato è solo un pretesto. Lascia che l’amato diventi solo un’esperienza di un amore più grande – l’amore per l’esistenza intera.

Lascia che il tuo desiderio ti conduca alla ricerca del tuo essere interiore: lì, l’unione sta già avvenendo, lì, siamo già una cosa sola. Lì nessuno è mai stato separato.

Il desiderio è perfettamente giusto, solo l’oggetto del desiderio è sbagliato. Da qui nasce la sofferenza, l’inferno. Cambia l’oggetto, e la tua vita diventerà un paradiso.

 

tratto da: Osho, The Hidden Splendor, # 20

 

 

 

Ma che amore è, il tuo?

 

Chi sono i tuoi amici? Persino la persone che pensi di amare... Che cosa è il tuo amore? Soltanto un bisogno biologico o qualcosa d’altro? C’è qualcosa di più del corpo fisico? Ha mai pensato all’essere spirituale dell’altra persona? Ho sentito raccontare: una donna chiedeva a un uomo prima che si sposassero... si amavano tantissimo. La gente si ama sempre tantissimo prima del matrimonio: non ho mai visto nessuno che non provi un grande amore! Non esiste un piccolo amore, ma solo grande amore... soltanto per alcuni giorni però. Entrambi si amavano molto e la donna chiese: “Domani ci sposeremo. C’è un domanda che ho continuamente nella mente.… mi amerai per sempre?”.

“Sempre?” L’uomo rimase pensoso per un momento e disse: “Per quanto mi riguarda, devo chiarire una sola cosa – che non comincerai ad assomigliare a tua madre quando invecchi. Ho solo questa paura, se assomiglierai a tua madre, non ti potrò amare. Bisogna chiarire le cose adesso: ti amerò se rimarrai proprio come sei ora”. Naturalmente nessuno può restare così come è. Tutti invecchiamo. La donna che oggi è molto bella, domani può anche diventare cieca. L’uomo che è molto forte e bello oggi, domani magari diventa uno storpio, magari ha un incidente – tutto è possibile. Il tuo amore è pronto per un futuro sconosciuto? O c’è soltanto in questo momento, per questa persona? La gioventù è passeggera.

Questo per me non è amore. L’amore di cui ho parlato è una comunione tra due anime. Non è biologico, non è psicologico. È qualcosa di spirituale. E a meno che non sia spirituale, non ha significato. Un amore spirituale certamente trasforma entrambe le persone che sono in comunione; questa è la grande alchimia di trasformazione.

tratto da: Osho, New Dawn, # 11

 

 

 

A livello fisico, potete arrivare molto vicini, ma non riuscirete a diventare uno. A livello del cuore lo potete diventare - ma solo momentaneamente, non permanentemente. A livello dell'essere, siete uno. Non c'è bisogno di diventare uno, lo dovete solo scoprire.

 

 

 

Sesso,    sesso,    sesso...     e poi?

 

 

Osho, un giovane studioso, un monaco buddhista coreano, mi ha raccontato la storia di una donna che faceva l’amore con qualunque uomo si avvicinava a lei per sesso, ma le sue guance erano sempre bagnate di lacrime. Mi sono profondamente commossa nel sentire questa storia e mi torna spesso in mente. Mi identifico con quella donna.

 

Posso comprendere ciò che dici. La storia è davvero bella; una storia breve, tuttavia il suo contenuto è straordinario.

...ma le sue guance erano sempre bagnate di lacrime.

Una storia contenuta in una frase, ma che può essere la storia di tutta l’umanità. Questo è ciò che accade.

L’amore è possibile, ma non si eleva mai al di sopra del sesso, per questo tutte le guance sono rigate di lacrime… sono bagnate. Posso vedere le vostre guance colme di lacrime, lacrime che scorrono. Una delle più grandi infelicità della vita umana è che si rimane legati alla sessualità e non ci si muove mai oltre, e non si raggiunge mai un momento d’amore.

L’amore nasce nella sessualità, ma la sessualità non è amore. Il loto nasce nel fango, ma il loto non è solo il fango e se il fango rimane tale, naturalmente è inevitabile che ci siano lacrime sulle guance.

State aspettando di diventare un loto, state aspettando di fiorire in uno spazio più elevato, ma restate radicati. Questo è accaduto nei secoli. Pochissimi sono gli individui che hanno raggiunto l’amore: allora sul loro volto è affiorato il sorriso, potete vederne la grazia, la bellezza, la bellezza dell’ignoto che discende in loro. L’amore trasforma.

Il sesso, al massimo, è uno sfogo: igienico, salutare – non ne sono contrario, è naturale – ma non è la fine bensì l’inizio. È l’alfabeto dell’amore, ma dovete ricavarne poesia. Tutte le poesie possono essere ridotte all’alfabeto... qualunque poema può essere ridotto all’alfabeto, ma la poesia non è solo alfabeto. Tutte la parole di Buddha possono essere ridotte all’alfabeto, ma quelle parole non sono solo alfabeto.

Il sesso è solo l’alfabeto dell’amore, mattoni con i quali si può costruire un Taj Mahal. Ma il Taj Mahal non è solo mattoni. Potete mettere un mattone sull’altro, ma in questo modo non create un Taj Mahal. Il Taj Mahal è un insieme d’infinito amore, infinita creatività e i mattoni sono solo la sua parte visibile. Il Taj Mahal è qualcosa di invisibile; i mattoni hanno fatto sì che l’invisibile, in un certo senso, divenisse visibile e lo si potesse sentire. I mattoni aiutano a sentire l’invisibile, ma i mattoni non sono l’invisibile. Il sesso è proprio simile ai mattoni; e se si continua ad ammucchiare sesso, inevitabilmente ci si sentirà in lacrime.

Le persone si guardano l’un l’altra, ma non si vedono affatto: cercano solo un oggetto sessuale. Passa una donna: l’hai mai osservata come un essere umano? Talvolta sei interessato a una donna, ma non come essere umano. Senti un’attrazione, ma non come essere, bensì in quanto oggetto sessuale – o, talvolta, provi repulsione, anche questo è sessuale.

E fino a quando non incontri una persona che ti possa guardare negli occhi in quanto essere, e non come un oggetto sessuale, che ti possa amare in quanto essere… solo allora avrai trovato un amico, non prima.

Noi continuiamo a cercare solo ciò che desideriamo. Gli uomini guardano le donne, le donne guardano gli uomini, ma non si vedono. Cercano qualcos’altro. Cercano il proprio cibo. Hanno fame, un appetito e quella fame è sessuale; ecco perché, quando qualcuno ti guarda come un oggetto sessuale, ti senti offeso, ti senti offesa: sta riducendo la tua identità a uno stato torbido, ti infanga. Ti sta abbassando al denominatore più basso, al gradino più basso del tuo essere.

Una persona può amarti senza sminuirti. In realtà, l’amore non sminuisce mai. L’amore vi aiuta a innalzarvi al di sopra dell’ordinarietà, l’amore vi aiuta a volare alto. Vi rende meditativi ed estatici. L’amore diventa la prima prova che il divino esiste, che la vita non è solo materia e l’uomo non è solo un corpo: esiste anche l’anima ed esiste un mondo trascendente.

Quella donna dev’esserselo lasciato sfuggire. Deve avere amato molte persone, ma ogni volta che guardava nelle loro anime non trovava altro che desiderio di sesso. Molte donne mi hanno confessato di piangere e disperarsi quando il loro uomo fa l’amore con loro, perché gli uomini fanno l’amore e poi si addormentano. È un rituale, li aiuta ad addormentarsi, è simile a un tranquillante. E la donna piange e si dispera. È stata usata e gettata via, come un oggetto di plastica: lo si usa e lo si butta, senza doversene preoccupare oltre – ha soddisfatto un bisogno.

Guardiamo l’altro solo attraverso i nostri bisogni: in questo caso, quello sguardo sarà offensivo. Quando invece si guarda l’altro come una bellezza fine a se stessa, una magnificenza, una divinità, un dio o una dea… certo, ecco cosa vorrei dirvi: ogni uomo è un dio e ogni donna è una dea. Quando guardate l’altro come un dio e una dea, allora l’altro è appagato: quello sguardo accresce la grazia, quello sguardo aiuta l’altro a volare in alto.

In tutte le lingue del mondo esiste l’espressione ‘cadere innamorati’. È ridicola. Perché ‘cadere’? Perché non ‘innalzarsi nell’amore’? ‘Cadere innamorati’ dà l’idea che l’amore sia solo un inganno – in realtà volete cadere nel sesso: volete andare in basso, state fingendo. Quando una persona ti guarda con occhi colmi di sessualità e di passione, sta guardando i tuoi genitali, non sta guardando te. Ti sta insultando, ti sta riducendo ai tuoi organi sessuali. Ti sta semplicemente comunicando che sei solo un’appendice. Ti sta dicendo: “Sono interessato alla tua sessualità, ai tuoi organi genitali. Non mi interessi tu. Tu sei solo una situazione e niente di più, il mio interesse è nella tua sessualità”. Tutto ciò è offensivo, insultante, degradante e umiliante.

La donna di quell’aneddoto deve essere stata una donna capace di profondo amore. E se in te custodisci un amore profondo, sentirai sempre scorrere lacrime sulle tue guance, perché è molto difficile soddisfarlo.

In questo mondo possono essere soddisfatti solo i bisogni più bassi, perché le persone sono cadute molto in basso. Se avete un qualsiasi bisogno più elevato, soffrirete; se avete un qualsiasi bisogno più elevato non troverete il partner giusto, se avete un qualsiasi bisogno più elevato resterete soli. Questo era il problema di quella donna e vedo che questo problema è condiviso da tutti gli esseri umani che sono intelligenti, che hanno un po’ di comprensione.

Le persone hanno ridotto ogni cosa al denaro o al sesso. Queste due cose sembrano essere le vere divinità: il denaro o il sesso. E le persone inseguono anche il denaro in funzione del sesso, perché il denaro può essere d’aiuto.

Non guardare mai un essere umano come se lui o lei fosse solo sessualità. Guarda gli essere umani come realmente sono. Il sesso è parte di loro, ma essi non sono solo sesso. La sessualità è una parte molto piccola – una parte bella in sé, non c’è nulla di sbagliato in essa – ma se quella parte diventa il tutto, allora ogni cosa diventa brutta.

Ogni volta che una parte rivendica di essere il tutto... se è la testa che domina l’intera personalità, vi abbruttite; in questo caso, avete perso le vostre radici nella completezza. Se è il sesso che domina la vostra personalità e voi iniziate a vivere per quello, allora di nuovo siete sminuiti: siete ridotti alla terra, il vostro cielo è perso.

Il sesso è buono, salutare, bello, nella sua giusta collocazione. Cercate di capirmi: se il sesso segue come un’ombra l’amore, è profondamente santo. Ma se l’amore non è altro che un mezzo per sedurre, se l’amore non è altro che abilità nel vendersi, se l’amore è null’altro che seduzione e il sesso è l’unico scopo, allora il sesso è brutto, l’amore è brutto; in questo caso tutto il vostro essere, lentamente, si abbruttirà. Esisterete solo come ferite e non come un fiore.

Non riducete mai nessuno a oggetto sessuale e non permettete mai a nessuno di ridurvi a oggetto sessuale. Se il sesso segue l’amore, se diventa un’armonia nell’amore, avrà una qualità totalmente diversa. Quando arriva come parte dell’amore… tu ami una persona, desideri condividere ogni cosa con lei. Quando ami qualcuno, desideri condividere la tua mente, il tuo corpo, la tua anima, la tua meditazione, vuoi condividere qualsiasi cosa possiedi. Se hai un senso estetico, vorrai condividere la tua poesia con la persona che ami, vorrai condividere la tua pittura, la tua visione, i tuoi sogni.

Naturalmente, quando ami una persona vorrai condividere anche la tua sessualità: allora sarà qualcosa di bello... in quel caso non sarà la libido di Freud: quell’energia avrà una qualità totalmente diversa e vi aiuterà a innalzarvi sempre di più.

Nulla può aiutare a elevarsi quanto l’amore, perché diventa una tranquillità, una calma, una contentezza, ci si sente arrivati. Ci si sente grati, ci si sente a casa nell’esistenza. Non si è più stranieri.

Ricorda: quando sei in relazione con una persona, non esserlo solo sessualmente, altrimenti tutto il tuo essere diventerà assurdo. Tratta la sessualità come una preghiera. È una delle soglie verso il divino. Non farne un atto sacrilego.

Si dovrebbe fare l’amore solo quando ci si sente immensamente belli, felici, celebrativi. L’amore dovrebbe essere varcato come la soglia di un tempio del divino. Solo così vi darà una soddisfazione incomparabile con qualsiasi altra cosa.

 

tratto da: Osho, Amore e Libertà, Ed Bompiani

 

 

 

Dall’amore all’illuminazione

 

Una storia buddista

 

 

In una città arrivò improvvisamente, dal nulla, una splendida ragazza. Nessuno sapeva da dove venisse, le sue origini erano completamente sconosciute. Ma era così bella e incantevole che nessuno si preoccupò della sua provenienza. Tutta la città si riunì, e ogni giovane – erano circa trecento – voleva sposare quella donna. La ragazza disse: “Vedete, io sono una e voi trecento. Posso sposare solo una persona, per cui fate una cosa. Domani tornerò, vi do ventiquattr’ore. Sposerò chiunque saprà ripetere Il sutra del Loto del Buddha”.

Tutti i giovani corsero a casa, non mangiarono né dormirono, ma recitarono quel sutra per tutta la notte – volevano impararlo bene, a memoria. Dieci di loro ci riuscirono. La mattina seguente la donna arrivò e quei dieci si offrirono di recitarlo. Li ascoltò, ce l’avevano fatta, e disse: “Bene, ma io sono sempre una persona sola! Come posso sposare dieci uomini? Vi darò di nuovo ventiquattro ore. Sposerò colui che sarà in grado di spiegarmi anche il significato di questo sutra. Quindi provate a capirlo, perché recitare è semplice...”.

Non c’era molto tempo – solo una notte! – e Il sutra del Loto è molto lungo, ma quando sei innamorato puoi fare qualsiasi cosa. Quei giovani corsero a casa e fecero del loro meglio. Il giorno seguente tre di loro si presentarono: avevano compreso il significato.

La donna disse: «Di nuovo si pone lo stesso problema. Il numero si è ridotto, ma il problema resta. Da trecento a tre è un bel progresso, comunque io non posso sposare tre persone. Quindi, vi do altre ventiquattr’ore: sposerò colui che non solo avrà capito, ma avrà anche realizzato questo sutra. In ventiquattr’ore provate a cogliere la fragranza del suo significato. Adesso lo state spiegando, ma la vostra spiegazione è intellettuale... è meglio di ieri, ora avete una comprensione, ma è intellettuale. Vorrei una fragranza, vorrei sentire il gusto della meditazione: vorrei vedere che il loto è entrato nel vostro essere, che ne siete diventati partecipi. Desidererei avvertirne la fragranza. Tornate domani”.

Venne una sola persona, e di certo aveva realizzato il sutra. La donna lo portò nella sua casa fuori dalla città. Egli non aveva mai visto quella casa: era magnifica, da sogno. I genitori della ragazza erano in attesa al cancello e accolsero il giovane, rallegrandosi con lui.

La donna entrò, e l’uomo chiacchierò un po’ con i genitori. A un certo punto gli dissero: “Va’, la tua sposa ti starà aspettando...” e gli indicarono la stanza. Lui si avvicinò, aprì la porta, ma dentro non c’era nessuno: era una stanza vuota. Tuttavia vide una porta che dava sul giardino, e decise di dare un’occhiata; forse lei era lì. Di certo doveva esserci andata, perché sul sentiero vide delle orme. Le seguì e camminò per quasi due chilometri. Il giardino finì, e lui adesso si trovò sulla riva di un fiume bellissimo: la donna però non c’era. Anche le orme erano scomparse; vide solo due scarpe d’oro, che appartenevano alla sua amata.

Il giovane rimase perplesso. Che cosa era accaduto? Si guardò alle spalle: non c’erano più né la casa, né il giardino né i genitori, nulla di nulla; tutto era scomparso. Guardò di nuovo di fronte a sé: anche le scarpe e il fiume erano scomparsi. C’erano solo il vuoto e una grande risata.

Anche lui rise. E fu così che si sposò!

Si sposò col vuoto, si sposò col nulla. Questo è il matrimonio che tutti i grandi saggi hanno sempre cercato. È il momento in cui diventi un devoto. Ma ogni cosa scompare – il sentiero, il giardino, la casa, la donna, persino le impronte dei passi. Tutto scompare. C’è solo una risata, una risata che sorge dalla pancia dell’universo.

tratto da: Osho, Tao: The Pathless Path, Vol 2 # 9

    

 (ritorna al sommario)

 

 

 

Il mio amore... e il tuo

 

Tre tipi di amore, sulla strada verso una piena fioritura

 

 

Osho, che cos’è l’amore? Ho la sensazione che ciò che io chiamo amore e ciò che tu chiami amore siano due cose completamente diverse.

 

Sì, e devono essere completamente diverse. Quando io parlo di amore in quella parola c’è consapevolezza. Quando tu parli di amore c’è il buio dell’incoscienza. Sono due parole diverse.

Io sono costretto a usare le stesse parole che usi tu. Cosa ci posso fare? Devo farlo. Non che io non possa coniarne di mie, ma allora tu non capiresti niente di quello che dico... sembrerei davvero pazzo; adesso, almeno, hai la sensazione di capire.

Ricorda sempre che le tue parole sono usate con un significato completamente diverso. Quindi, mentre mi ascolti, fai attenzione. E non saltare immediatamente alle conclusioni, non dare alle parole il tuo colore. È un’abitudine meccanica: senti la parola ‘amore’ e sai subito che cosa vuol dire; a questo punto non hai più bisogno di ascoltare, puoi dormire, puoi fare un sonnellino – visto che io sto parlando di amore, e tu sai già che cos’è l’amore. Invece non lo sai. La tua vita ne è la prova. Se tu conoscessi l’amore conosceresti tutto ciò che è importante conoscere, non rimarrebbe altro. Quando hai conosciuto l’amore, hai conosciuto il divino, hai conosciuto l’essere Buddha, il corpo dell’essenza, il corpo della verità. L’amore è in questi tre corpi. Quello fisico lo conosci: è il sesso, l’infatuazione del corpo – non è profondo, così come non lo è il corpo fisico. Ed è quello che tu chiami amore, innamoramento. Ma è una sorta di caduta: ‘cadi nell’amore’.

Poi c’è un secondo tipo di amore: quello del corpo della beatitudine. Non lo conosci: non è una caduta, è un momento di immobilità, di riposo. Non cadi, ma piuttosto metti radici. Smetti di oscillare, le onde scompaiono e tu diventi uno specchio d’acqua, silenzioso. Ecco cosa dovrebbe voler dire amore.

E infine c’è un terzo tipo di amore, che viene dal corpo dell’essenza. Quell’amore dovrebbe essere chiamato preghiera. In esso ci si eleva, non si cade. Il primo amore è una caduta; il secondo è uno stabilizzarsi, un radicarsi, un centrarsi. E il terzo amore è un elevarsi nel cielo, ti dà le ali.

Quando io parlo di amore intendo il secondo e il terzo, e perché il terzo accada è necessario il secondo. Ma io non sono contro il primo, non sono contro l’amore fisico, poiché se non cadi molte volte non sarai capace di essere saldo sulle tue gambe. Perciò io sono completamente a favore dell’amore fisico. Cadi tutte le volte che puoi, in modo da imparare a non cadere. È l’unico modo per imparare: attraverso gli sbagli e gli errori. Quando un bambino incomincia a camminare cade molto spesso. Se la madre lo impedisce, il bambino non sarà mai capace di camminare da solo, sarà bloccato per tutta la vita.

Ecco perché milioni di persone sono rimaste bloccate. Perché la società, i preti e i genitori ripetono senza sosta che l’amore fisico è un peccato: “Evitalo!”, non fanno che ripetere. Così, naturalmente, tu non cadi... ma un uomo che non cade non saprà come stare in piedi senza cadere. Un bambino cui non è permesso di cadere qualche volta, non sarà capace di camminare... avrà bisogno delle stampelle.

Il matrimonio è una stampella – e in tutto il mondo ci sono persone che la usano. Perché non possono innamorarsi, quindi si adattano a qualcosa di sintetico, di plastica. Cadi tutte le volte che puoi, e godi nel farlo, e impara l’arte di cadere, perché solo attraverso questo sarai capace un giorno di imparare a stare in piedi.

Dal primo tipo di amore si deve trovare il secondo. E dal secondo si deve trovare il terzo, quando hai cominciato a stare in piedi da solo, con radici profonde nella terra. Questa terra è bella; questa terra è un’opportunità, una grande opportunità di sperimentare. Dovresti sperimentare il più possibile, non dovresti sprecare nessuna opportunità di farlo. E ogni esperimento ti porterà un pochino di saggezza – ed è allora che inizia la strada difficile. Un uomo che cerca di stare sempre al sicuro, in salvo, non imparerà mai. La gente non esplora, non supera i confini... e i confini sono stati fissati dai preti e dai politici – dai nemici, dagli avvelenatori. È chiaro che così la tua vita non ha sapore, non ha tono! È placida e piatta, non ha sangue né ossa, è pallida. Sei come una candela che si sta spegnendo. La tua vita non è altro che una lenta morte. Non vivi mai.

Io sono completamente a favore di questi tre tipi di amore. Impara le strade del primo, le strade del corpo. E poi vai oltre, perché c’è molto di più. Non restare confinato in esso, è un passaggio per raggiungere il secondo corpo, il corpo della beatitudine. Ed è vero, qualche volta quando il tuo amore fisico è molto profondo può succedere che dal secondo corpo giungano dei momenti di beatitudine. Ma quando un uomo e una donna fanno l’amore, e improvvisamente si sentono in estasi... ricorda, quell’estasi non viene dalla donna, né dall’uomo. La donna non ha niente da darti, e nemmeno l’uomo. Tutto ciò che è possibile tra un uomo e una donna è una sorta di fusione l’uno nell’altro: si dimenticano di se stessi per un momento, la coscienza di sé scompare, l’ego scompare... e questo è tutto. Quando questo avviene, qualcosa dal secondo corpo, che è dentro di te, comincia a fluire, perché l’ego non lo sta più ostacolando; perché tu sei così assorbito dall’uomo o dalla donna, nell’uomo o nella donna, che ti sei dimenticato di te stesso, sei in uno stato di ebbrezza. In quel momento non sei un sé né un ego, e qualcosa si spande dal secondo corpo. Ecco perché ti senti beato, ecco cos’è quello che chiamiamo ‘orgasmo’. In realtà non ha niente a che vedere con il sesso. Una volta che hai capito il suo processo lo puoi provare tutte le volte che vuoi senza fare sesso. Puoi semplicemente sederti, lasciarti andare... e comincia a diffondersi.

Puoi raggiungere quell’orgasmo senza cercare un uomo o una donna, ma prima devi imparare attraverso un uomo o una donna. Io non sono contro questo, sono a favore.

È bello e fa bene, perché funziona, ma non funziona a lungo. Devi andare oltre, devi trovare l’origine della beatitudine, da dove viene. Essa non viene dalla donna, non viene dall’altro. Viene dal tuo centro più profondo. Ma l’equivoco è naturale, perché sei così assorbito nella donna da credere che venga da lei. La donna è così assorbita in te da credere che venga dall’uomo. Non viene affatto dall’altro viene dal tuo centro più profondo. Ma tu non sei consapevole di quel centro. Diventalo sempre di più. Mentre fai l’amore diventa consapevole del luogo da cui giunge la beatitudine, da quale direzione, e muoviti in quella direzione. E fare l’amore può diventare una grande meditazione. Questo è il Tantra, tutto ciò che serve per avvicinarsi al Tantra.

E una volta che hai imparato come raggiungere l’orgasmo attraverso il tuo corpo della beatitudine, allora ti sei liberato dell’altro, non sei più dipendente. E quando non sei più dipendente dall’uomo o dalla donna il tuo amore diventa non-possessivo. Solo allora il tuo amore non è più ‘politico’. Non riduci la donna a una cosa, la libertà rimane intatta. Nel sesso la libertà non può rimanere intatta. Più ‘vivi’ nel sesso più diventi dipendente dall’altro, perché credi che l’origine della gioia sia l’altro. E hai paura che qualcuno te lo possa portare via – la donna potrebbe andarsene, l’uomo potrebbe andarsene... hai paura – e a causa di questa paura cominci a possedere. A causa di questa paura diventi geloso. L’amore sessuale non può andare oltre la gelosia.

Una volta che sai che la beatitudine viene dal tuo centro più profondo, il senso di possesso scompare. Allora ami e non domandi, ami e non poni condizioni al tuo amore.

E quando hai messo radici nel secondo, e hai smesso di cadere e di inciampare nell’amore, ti stai avvicinando al mio significato di amore. Una volta che sei diventato stabile, che hai messo radici, e hai cominciato a gioire del tuo corpo della beatitudine, allora un giorno improvvisamente vedrai che qualcos’altro, molto più beato della beatitudine stessa, ti sta raggiungendo. Dei raggi, più beati della beatitudine stessa, ti stanno raggiungendo. E stanno venendo dal tuo interno, dal tuo tempio interiore. Allora cominci a cercarli, e incominci a elevarti. Smetti di cadere... e l’albero comincia a crescere verso il cielo.

E quando raggiungi l’origine del tuo essere, il corpo dell’essenza, capisci che la parola ‘amore’ significa questo, descrive questa esperienza. Ma è naturale che tu lo capisca a modo tuo. Fai solo un po’ di posto anche per me, un posticino. Al novantanove per cento lo capirai a modo tuo, lo accetto, lascia solo l’un per cento di spazio per me. E presto vedrai che quell’un per cento ha sconfitto il tuo novantanove per cento. Ma per ora è naturale che sia così.

 

Un uomo entrò in un bar di un quartiere cattolico, molto violento, dell’Irlanda del Nord. Sul risvolto della giacca aveva l’emblema della Union Jack – gli estremisti protestanti. Con la mano sinistra, legato a una catena, teneva un enorme coccodrillo dall’aria feroce. Quando l’uomo si avvicinò al banco, nel bar cadde il silenzio.

“Servite protestanti in questo bar?” chiese.

“S–s–sì signore” balbettò il barista nervosamente, fissando la bocca spalancata del coccodrillo.

“Bene, allora vorrei una pinta di birra per me e due protestanti per il mio coccodrillo.”

 

Si danno significati diversi alle parole...

 

Un autista di autobus nel Sud degli Stati Uniti, mentre faceva salire la gente sulla sua vettura, chiese a un nero di che colore fosse. L’uomo rispose: “Nero”. L’autista replicò: “No, tu sei verde. Tutti sul mio autobus sono verdi. Io non credo nel bianco e nel nero”.

Poi chiese a una donna bianca di che colore fosse. Lei rispose: “Bianca”. L’autista disse di nuovo: “No tu sei verde. Tutti sul mio autobus sono verdi. Io credo che ci sia un unico colore. Tutta l’umanità è di un unico colore”.

Quindi gridò: “Avete capito? Tutti su questo autobus sono verdi. E ora, voi verde scuro andate dietro, voi verde chiaro qua davanti”.

 

Niente cambia, se si cambiano solo le parole. Tu puoi mettere le mie parole al posto delle tue, ma non farà una grande differenza, il significato continuerà a essere lo stesso.

Quindi io non ti sto dicendo di cambiare le parole. Ti sto dicendo di fare più attenzione, in modo da poter lasciare un piccolo spazio dentro di te per me. E questo è il significato del sannyas, della meditazione: lasciami un piccolo spazio dentro di te, accoglimi e permettimi di essere un ospite dentro di te.

 

tratto da: Osho, This Very Body the Buddha #2

 

 

 

Una domanda fondamentale

Ma cos’è l’amore?

 

 

È triste che si debba porre questa domanda. Nel naturale corso delle cose tutti saprebbero cos’è l’amore. Invece vedo che nessuno – o solo molto di rado – sa che cos’è l’amore. L’amore è diventato un’esperienza rara. Sì, se ne parla, si fanno film d’amore, si scrivono storie e canzoni d’amore, lo si vede in TV, se ne sente parlare alla radio, se ne legge sui giornali – una grande industria, quella che continua a fornirti idee su cos’è l’amore. Molte persone danno il loro apporto, nel tentativo di aiutare gli altri a capire cos’è l’amore. Poeti, scrittori, romanzieri – ci provano tutti.

Eppure l’amore rimane un fenomeno sconosciuto. Invece dovrebbe essere uno dei più familiari. È quasi come se uno arrivasse a chiedere: “Cos’è il cibo?”. Non rimarresti sorpreso nel sentire qualcuno che chiede cos’è il cibo? Se esistesse una persona che è sempre rimasta a digiuno e non ha mai assaggiato del cibo, la domanda avrebbe un senso. La domanda sull’amore è uguale.

Tu chiedi: “Cos’è l’amore?”. L’amore è il cibo dell’anima. Ma ne sei del tutto digiuno. La tua anima non ha mai ricevuto amore, e quindi non ne conosce il sapore. La tua domanda ha un senso, ma è triste. Il corpo ha ricevuto cibo, quindi è vivo, l’anima invece non ha ricevuto cibo e così è morta, o non è mai nata, o è sempre moribonda.

Quando nasce, ogni bambino è un essere completo, con la piena capacità di amare ed essere amato. Ogni bimbo nasce pieno d’amore e sa benissimo cos’è. Non è necessario spiegare al bambino cos’è l’amore. Ma il problema esiste, perché né il padre né la madre sanno cos’è l’amore.

Nessun bambino riceve i genitori che si merita – nessun bambino, mai, riceve i genitori che si merita. Questo tipo di genitori non esiste sulla terra. E quando avrà raggiunto l’età per essere genitore, anche lui avrà perduto la capacità di amare. Ogni bambino nasce con tanto amore quanto ne può contenere, con più amore di quanto ne può contenere, con un amore che trabocca. Il bambino che nasce è amore, è fatto di quella cosa che chiamiamo amore. Ma i genitori non possono dare amore. Qualcosa glielo impedisce: i loro genitori non li hanno mai amati. I genitori possono solo fingere. Possono parlare d’amore. Possono dire: “Ti amiamo moltissimo”, ma agiscono in modo ben poco amorevole. Il modo in cui si comportano, in cui trattano il bambino, è molto mortificante, non mostra alcun rispetto. Nessun genitore rispetta il proprio figlio. Chi ha mai pensato di rispettare un bambino? Nessuno ritiene che il bambino sia una persona. Tutti pensano che sia un problema. Se sta tranquillo è un bravo bambino, se non urla troppo... va bene, se non dà noia ai genitori, va benissimo.

Ma non ci sono né rispetto né amore. I genitori non hanno conosciuto l’amore. La madre non ha amato il marito, il marito non ha amato la moglie. Non c’è amore tra loro. Ci sono desiderio di dominio, possessività, gelosia, e veleni di ogni tipo che distruggono l’amore. L’amore è un fiore molto fragile. Deve essere protetto, deve essere reso più robusto, deve essere innaffiato, solo così diventa forte. E l’amore del bambino è molto fragile; è naturale visto che il bambino è fragile, il suo corpo è fragile. Pensi che un bambino abbandonato a se stesso sia in grado di sopravvivere? Pensa a quanto è debole l’uomo. Se un bambino viene abbandonato, è quasi impossibile che riesca a sopravvivere. Morirà. Ed è questo che accade all’amore.

L’amore viene abbandonato a se stesso. I genitori non sono capaci d’amare, non sanno cos’è l’amore, non sono mai vissuti in amore. Ricorda i tuoi genitori. E guarda che non sto dicendo che è colpa loro. Loro sono vittime tanto quanto lo sei tu – i loro genitori erano uguali. E così via… fino ad Adamo ed Eva e dio padre. A quanto pare, neppure dio è stato molto rispettoso verso Adamo ed Eva, non abbastanza. Per questo fin dall’inizio ha ordinato loro ‘fate questo’, ‘non fate quello’ ed è incappato negli stessi errori di tutti i genitori. “Non mangiate i frutti di questo albero”. E quando Adamo ha mangiato il frutto, suo padre, dio, si è arrabbiato così tanto che ha scacciato Adamo ed Eva dal paradiso. Quella cacciata è sempre lì, e ogni genitore minaccia di esiliare il figlio, di scacciarlo. “Se non ascolti, se non ti comporti bene, ti scacceremo”. E il bambino naturalmente ha paura. Cacciato? In mezzo ai pericoli della vita? E comincia a fare compromessi. Il bambino, a poco a poco, diventa un manipolatore. Si mette a recitare. Non ha voglia di sorridere, ma se sta arrivando la mamma e lui vuole il latte, sorride. Questa è politica, è l’inizio, il sillabario della politica. Sotto sotto incomincia a odiare, perché non si sente rispettato, sotto sotto inizia a sentirsi deluso, perché non lo amano per quello che è. Si aspettano un certo comportamento, solo allora lo ameranno. L’amore pone condizioni, lui così com’è non ne è degno. Prima deve meritarselo, solo così potrà avere l’amore dei genitori.

E quindi cerca di meritarselo e inizia a fingere, perde il suo valore intrinseco. E, a poco a poco, perde il rispetto di sé, inizia a sentirsi in colpa. Molte volte si ritrova a pensare: “Ma questi sono i miei veri genitori? Non è che forse mi hanno adottato? Forse mi stanno ingannando, perché mi sembra che non ci sia per niente amore”. Mille volte legge la rabbia negli occhi e sui volti dei genitori, e per delle sciocchezze tali che gli sembra sproporzionata. Non riesce a crederci. È troppo irragionevole e ingiusta. Ma è costretto a cedere, deve chinarsi, deve accettare per forza. E a poco a poco la sua capacità d’amare viene soffocata.

L’amore cresce solo nell’amore. L’amore ha bisogno di un contesto d’amore – questa è la cosa più importante da ricordare. Solo in un contesto d’amore può crescere l’amore. Ha bisogno di essere circondato dallo stesso tipo di energia. Se la madre e il padre amano, non solo il figlio, ma si amano tra loro, se a casa c’è un’atmosfera in cui l’amore scorre liberamente, il bambino vivrà in funzione dell’amore, e non chiederà mai cos’è l’amore. Lo saprà fin dall’inizio, sarà la base della sua vita.

Ma questo non succede. È triste, ma finora non è mai successo.

Invece impari i comportamenti dei tuoi genitori, le loro liti, i loro conflitti. Osservati per un po’. Se sei una donna, guarda. Probabilmente stai ripetendo, o quasi, i comportamenti che aveva tua madre. Osservati quando sei con il tuo ragazzo o tuo marito: che cosa fai? Non stai forse ripetendo? Se sei un uomo, guarda! Cosa fai? Non sei come papà? Non fai le stesse sciocchezze che faceva lui? Un giorno ti eri chiesto stupito: “Come fa papà ad agire così?” – e tu stai facendo la stessa cosa. Le persone continuano a ripetere, a imitare. L’uomo è una scimmia. Tu sei la ripetizione del tuo papà o della tua mamma, e devi smetterla. Solo così potrai conoscere l’amore, altrimenti rimarrai corrotto.

 

Non posso definire l’amore, perché non esiste una definizione. È uno di quei fenomeni indefinibili come la nascita, la morte, dio, la meditazione. È indefinibile – non lo si può spiegare.

Non posso dire che questo è l’amore, non posso mostrartelo. Non si tratta di un fenomeno visibile. Non può essere sezionato, né analizzato, può solo essere vissuto. E solo attraverso l’esperienza saprai cos’è. Ma posso mostrarti la via per farne l’esperienza.

Il primo passo è: liberati dai tuoi genitori. E con questo non intendo alcuna mancanza di rispetto nei loro confronti, no. Sarò l’ultima persona a fare un’affermazione del genere. E non intendo neppure che ti devi liberare dei tuoi genitori fisicamente, intendo invece il liberarsi dalle voci parentali che hai interiorizzato, dalla tua programmazione interiore, dalle registrazioni interiori. Cancellale… e ti sorprenderà vedere che se ti liberi dei tuoi genitori interiormente, diventi libero. Per la prima volta sarai in grado di provare compassione per i tuoi genitori, altrimenti no, continuerai a provare risentimento. Ognuno prova rancore verso i propri genitori.

Come non provarlo, dopo tutto il male che ti hanno fatto, anche se inconsapevolmente? Volevano solo il tuo bene, pensavano di agire nel tuo interesse. Ma cosa potevano fare? Non basta volere una cosa perché accada, le buone intenzioni non sono sufficienti. Erano pieni di buone intenzioni, è vero, su questo non ci sono dubbi. Ogni genitore desidera che il figlio conosca tutte le gioie della vita. Ma cosa può fare? Lui non ha conosciuto alcuna gioia, è un robot e, consapevolmente o meno, deliberatamente o meno, creerà un’atmosfera in cui il bambino finirà con il diventare un robot.

Se vuoi diventare un uomo e non una macchina, liberati dai tuoi genitori. E dovrai rimanere molto vigile. È un lavoro duro, un lavoro arduo, non lo si può fare in un istante. Dovrai procedere con grande cautela. Cerca di vedere quando è tua madre che agisce attraverso di te, poi fermati e staccati. Fai qualcosa di completamente nuovo, che tua madre non avrebbe neppure potuto immaginare. Per esempio, il tuo ragazzo sta guardando un’altra donna con grande ammirazione negli occhi. Ora osserva cosa stai facendo tu. È la stessa cosa che avrebbe fatto tua madre se tuo padre avesse ammirato un’altra donna? Se è così, non saprai mai cos’è l’amore, ti limiterai a ripetere la storia. Sarà la stessa scena recitata da attori differenti, tutto lì, la stessa vecchia scena ripetuta all’infinito. Non essere un imitatore, dacci un taglio. Fai qualcosa di nuovo. Fai qualcosa a cui tua madre non avrebbe potuto pensare. Fai qualcosa di nuovo che a tuo padre non sarebbe neppure venuto in mente.

Questa freschezza la devi portare fin nel tuo essere, poi l’amore comincerà a scorrere.

Il primo passo, essenziale, è quindi liberarsi dai genitori.

Il secondo è: le persone pensano che riusciranno ad amare solo quando troveranno qualcuno che se lo merita – sciocchezze! Non lo troveranno mai. Le persone pensano che ameranno quando troveranno l’uomo o la donna perfetti. Sciocchezze! Non li troverai mai, perché uomini e donne perfetti non esistono. E se esistessero, non gliene importerebbe nulla del tuo amore. Non li interesserebbe.

Ho sentito di un uomo che era rimasto scapolo per tutta la vita perché era alla ricerca della donna perfetta. Giunto all’età di settant’anni, qualcuno gli chiese: “Hai continuato a viaggiare da Kabal a Katmandù, da Katmandù a Goa, da Goa a Pune, e hai continuato a cercare. Non sei mai riuscito a trovare una donna perfetta? Neppure una?”.

Il vecchio si intristì, e disse: “Sì, una volta ne ho incontrata una, una volta ho conosciuto una donna perfetta”. L’interlocutore domandò: “E cos’è successo? Come mai non vi siete sposati?”.

L’uomo divenne ancora più triste: “Non ha funzionato. Lei stava cercando l’uomo perfetto”.

E ricorda, quando due esseri sono perfetti, il loro amore non è uguale al tuo amore-bisogno. Possiede una qualità totalmente diversa. Ma se non riesci a comprendere neppure l’amore accessibile a te, di certo non comprenderai l’amore che accade a un Buddha o l’amore che scorre da me verso di te – non sarai in grado di capire.

Prima devi comprendere l’amore come fenomeno naturale. Neppure questo ti è ancora accaduto. Prima devi comprendere quello naturale, e solo poi quello trascendentale.

La seconda cosa da ricordare è dunque: non cercare mai l’uomo o la donna perfetti. Anche questo ti hanno ficcato in testa: finché non avrai trovato l’uomo o la donna perfetti non potrai essere felice. E così prosegui la tua ricerca della perfezione, non la trovi, e diventi infelice. E ne hai motivo.

Vivere e crescere nell’amore non richiede perfezione. L’amore non ha nulla a che vedere con l’altro. Una persona in amore, ama, esattamente come una persona viva respira e beve e mangia e dorme. Allo stesso modo, una persona davvero viva, una persona amorevole, ama. Tu non dici: “Finché l’aria non sarà perfetta, pulita, non respirerò”. Continui a respirare, anche a Los Angeles, continui a respirare, anche a Bombay. Respiri dappertutto, anche dove l’aria è inquinata, sporca. Respiri. Non puoi permetterti di non respirare solo perché l’aria non è come dovrebbe essere. Se sei affamato, mangi qualunque cosa.

Nel deserto, se stai morendo di sete, berrai qualunque cosa. Non pretenderai la Coca Cola, qualunque cosa andrà bene, qualunque bevanda, un sorso d’acqua, anche acqua sporca. Si sa di persone che hanno bevuto la propria urina. Quando uno sta morendo non bada a niente… qualunque cosa pur di dissetarsi.

 

Un uomo vivo, ama semplicemente. L’amore è una funzione naturale.

Quindi la seconda cosa da ricordare è: non pretendere la perfezione, altrimenti in te non scorrerà mai l’amore. Anzi, diventerai molto chiuso. Le persone che pretendono la perfezione sono molto acide, nevrotiche. Persino se riescono a trovare un amante, pretendono la perfezione e l’amore viene distrutto da tale pretesa.

Non appena un uomo ama una donna o una donna ama un uomo, subito arrivano le richieste. La donna comincia a pretendere che l’uomo sia perfetto, solo perché ama lei. Come se avesse commesso un peccato! Ora deve essere perfetto, deve abbandonare immediatamente tutti i suoi limiti – solo a causa di questa donna. Non può essere umano. Deve diventare eccezionale o diventare falso, ipocrita, finto. Naturalmente diventare eccezionali è difficile, quindi le persone cominciano a fingere. Fingono e recitano e posano. Nel nome dell’amore fanno solo finta.

Quindi la seconda cosa da ricordare è: non pretendere la perfezione. Non hai alcun diritto di pretendere qualcosa da qualcuno. Se uno ti ama, sii grato, ma non pretendere nulla, perché nessuno ha l’obbligo di amarti. Se uno ti ama, è un miracolo. Lasciati incantare dal miracolo. Ma le persone non rimangono incantate. E per motivi futili distruggono ogni possibilità d’amore. Non sono granché interessate all’amore e alle sue gioie. Sono più interessate agli ego-trip dell’altro. Bada alla tua gioia, considera solo la tua gioia, dà importanza solo alla tua gioia. Tutto il resto è non essenziale.

L’amore è un fenomeno naturale, come il respiro. E se ami una persona, non hai pretese, altrimenti starai chiudendo le porte fin dall’inizio. Non aspettarti nulla. Se ti arriva qualcosa, sentiti grato. Se non arriva nulla, non deve arrivare per forza, non è obbligato ad arrivare. Non te lo devi aspettare.

Ma guarda le persone, guarda come si danno per scontate. Se una donna ti prepara da mangiare, non la ringrazi mai. Non voglio dire che devi verbalizzare la tua gratitudine, ma dovrebbe leggerla nei tuoi occhi. Invece tu te ne freghi, la dai per scontata: quello è il suo lavoro. Chi te l’ha detto? Se il tuo uomo ti mantiene, tu non lo ringrazi mai. Non ti senti grata. Quello è il compito dell’uomo. È questo che pensi. Come fa a crescere l’amore? L’amore ha bisogno di un clima d’amore, l’amore richiede un clima di gratitudine, di riconoscenza. L’amore richiede un’atmosfera in cui non ci sono pretese, in cui non ci sono aspettative. Questa è la seconda cosa da ricordare.

E la terza cosa è: invece di pensare a come ricevere amore, donalo. Se lo doni, lo ricevi, non esiste altro modo. Alla gente interessa di più arraffare, prendere. Tutti sembrano interessati a prendere, nessuno sembra essere contento di dare. Danno con grande riluttanza, e se mai lo fanno, danno solo per ricevere, quasi si trattasse di commercio. È un’intesa commerciale. Cercano di assicurarsi di ricevere più di quello che danno – di fare un buon affare, di concludere un accordo vantaggioso. Ma anche l’altro fa la stessa cosa.

L’amore non è commercio, quindi smettila di trattarlo come tale. Altrimenti perderai la vita e l’amore e tutte le cose belle – perché la bellezza non appartiene al mondo degli affari. Il commercio è la cosa più brutta del mondo – un male necessario. Ma l’esistenza non sa nulla del commercio. Gli alberi fioriscono, non è commercio, le stelle brillano, non è commercio, non devi pagare e nessuno pretende nulla da te. Un uccello vola accanto alla tua porta e intona una canzone, e non ti chiederà di mostrargli un biglietto o qualcosa di simile. Canta la sua canzone e poi vola via felice, senza lasciare una traccia dietro di sé. L’amore cresce in questo modo. Dona, e non stare a guardare quanto riesci ad arraffare.

Sì, l’amore verrà, verrà in grandi quantità, ma in modo naturale, da solo. Non hai bisogno di chiederlo. Se lo pretendi, non verrà mai. Con le tue pretese, l’avrai ucciso. Quindi dona. Comincia a dare. All’inizio sarà difficile, perché è una vita che ti insegnano a prendere e non a dare. All’inizio dovrai lottare con la tua armatura. La tua muscolatura è rigida, il tuo cuore è congelato, sei diventato freddo. All’inizio sarà difficile, ma ogni passo condurrà a un altro, e a poco a poco il fiume inizierà a scorrere.

Prima liberati dei tuoi genitori. Liberandoti di loro ti libererai della società, liberandoti dei genitori ti libererai della civilizzazione, dell’educazione, di ogni cosa – perché i genitori rappresentano tutte queste cose. Diventi un individuo. Per la prima volta non fai più parte della massa, hai un’individualità autentica, sei un essere indipendente. La crescita è questo. Una persona adulta dovrebbe essere così. Una persona adulta è uno che non ha bisogno di aggrapparsi o appoggiarsi ad alcuno. Una persona adulta è felice nella sua solitudine – la sua solitudine è una canzone, una festa. Una persona adulta può essere felice con se stessa. La sua solitudine non è isolamento, il suo starsene da solo è meditazione. Un giorno hai dovuto abbandonare l’utero materno. Se vi fossi rimasto per più di nove mesi, saresti morto – e non solo tu, anche tua madre sarebbe morta. Un giorno hai dovuto lasciare il grembo di tua madre, e un giorno hai dovuto lasciare la famiglia – un altro grembo – e andare a scuola, e poi un giorno hai dovuto lasciare la scuola – un altro grembo – e affrontare il mondo. Ma dentro sei ancora un bambino. Sei ancora nella pancia della mamma – ci sono strati e strati di grembo materno. Il bozzolo deve essere spezzato.

In Oriente l’abbiamo chiamata seconda nascita. Colui che è rinato è completamente libero dal condizionamento dei genitori. E il bello è che solo una persona così si sente grata verso i genitori. Il paradosso è che solo una persona così può perdonare i suoi genitori; prova amore e compassione per loro – è profondamente empatico – perché anche loro hanno sofferto nello stesso modo. Non è arrabbiato, proprio per niente. Può avere le lacrime agli occhi, ma non è arrabbiato, e farà di tutto per aiutare i suoi genitori a scoprire la pienezza della solitudine, a muoversi verso le vette della solitudine.

Diventa un individuo, prima cosa. Seconda cosa: non aspettarti la perfezione, non chiederla né pretenderla. Ama persone qualsiasi. Non c’è nulla di sbagliato nelle persone qualsiasi. Le persone qualsiasi sono straordinarie. Ogni essere umano è unico. Rispetta quella unicità.

Terzo: dona, e dona senza condizioni, solo così potrai sapere cos’è l’amore. Non posso definirlo. Posso solo indicarti la via per farlo crescere. Posso farti vedere come piantare un arbusto di rosa, come innaffiarlo, come concimarlo, come proteggerlo. Poi un giorno, all’improvviso, arriverà il fiore, e la tua casa si colmerà del suo profumo. L’amore accade così.

 

tratto da: Osho, Sufis The People of the Path, Vol. 1, # 14

 

 

 

Paura tristezza incomprensioni

 

Il pesante fardello di ciò che si chiama amore

 

 

Osho, perché la gente ha tanta paura di essere amata?

 

La gente ha paura di essere amata. Perché l’amore porta con sé l’infelicità, l’amore porta con sé le menzogne. L’amore porta con sé l’imprigionamento, la schiavitù, l’amore distrugge la libertà. Ecco perché la gente ha paura. Ma la gente non può rimanere senza l’amore, perché l’amore è anche un nutrimento necessario. Perciò tutti anelano all’amore, desiderano amare ed essere amati. Non possono rimanere soli. Ma nell’istante in cui incontrano la persona – l’altro, uomo o donna – sono anche spaventati. Perché sanno che stanno entrando in una gabbia. Perché l’amore non è ancora incondizionato – ecco perché tutti hanno paura dell’amore. E perché l’amore porta con sé talmente tanti compromessi. Tuttavia non potete rimanere senza l’amore, perché l’amore è un nutrimento necessario per l’anima. Infatti, proprio perché l’amore è un nutrimento necessario per l’anima, avete imparato a sfruttarlo. L’amore è una tale necessità da poter essere sfruttato, da poter dettare delle condizioni. Puoi dire: “Ti amerò solo se farai questo. Ti amerò solo se amerai solo me e nessun altro mai. Ti amerò solo se accetterai le mie condizioni”.

Le condizioni sono queste. Se sei affamato, sei destinato ad accettare le condizioni. E cominci a mentire, cominci a escogitare trucchi, a diventare falso. Cominci a fare cose che non avresti mai voluto fare e smetti di fare quelle cose che avresti sempre voluto fare. Presto o tardi arriverà il momento in cui penserai che il prezzo dell’amore è troppo alto – è meglio non essere innamorato, è meglio rimanere solo.

Perciò le persone continuano a passare dalla solitudine all’innamoramento, dall’innamoramento alla solitudine. Quando sono sole, sentono la fame d’amore. Quando sono in coppia, sentono le sgradevolezze dell’amore.

Uno dei miei messaggi fondamentali è: non sfruttare mai l’amore. Se qualcuno ti ama, non dettargli nessuna condizione. Se tu ami qualcuno, non farne uno storpio. Lascia che il tuo amore diventi ampio, vasto. Dà alla persona amata più spazio di quanto ne aveva quando era sola. Dalle nutrimento, non possederla. Lasciala libera. Più libera di quanto sia mai stata. Allora l’amore crescerà diventando un’intimità profonda. Quando l’amore porta con sé la libertà, allora va sempre più nel profondo. Quando l’amore fa sentire alla persona amata che è rispettata, e non umiliata – che non viene distrutta ma è valorizzata. Quando l’amore fa sentire alla persona amata che è nutrita, liberata, allora va vieppiù in profondità. Allora l’amore diventa preghiera. Allora diventa l’esperienza massima e definitiva della tua vita. Non sfruttare mai l’amore! Ogni volta che ti innamori, ricordalo. Dovrai ricordarlo fortemente, perché l’uomo ha sfruttato l’amore per migliaia di anni e farlo è diventata un’abitudine. 1

 

 

 

Osho, mi accorgo di non consentire al mio cuore di aprirsi, mi sembra che tutto ciò che prima consideravo amore non sia mai stato niente.

 

Questa è una buona intuizione. Capire che tutto ciò che hai chiamato amore finora, non lo era, è una delle intuizioni più significative. Se ti rendi conto di questo, molto diventa possibile.

Tutti credono di amare, e questa diviene la loro più grande illusione. Prima si disilludono meglio è. L’amore è una cosa veramente rara: non può essere così facilmente a disposizione di tutti. È raro, tanto quanto la consapevolezza di un Buddha. L’intuizione che hai avuto è buona, ma ti renderà triste... ti circonderà di malinconia. Ma non ti preoccupare, perché il mattino nasce da una notte buia. Quanto più la notte è buia tanto più il mattino è vicino.

Sarai molto triste, perché tutto ciò che consideravi amore non lo era, e tu hai vissuto di sogni e non hai colto la realtà. Quando questa intuizione albeggia in te, diventi tristissimo. La tendenza umana è di non permetterlo, di sfuggire: andare in qualche locale, o al cinema, o cercare amici con i quali parlare a vanvera; fare qualcosa per tenerti occupato, così da potere sfuggire a questo stato. Ma se sfuggi, di nuovo non cogli quel qualcosa di nuovo che stava per accadere. Non cercare di evitare questo stato. Rilassati... lasciati travolgere dalla tristezza e presto rinascerai, completamente nuovo. 2

 

 

 

Osho, sento molto amore per tutti quelli che incontro, e mi piace dimostrarlo, ma mi sento frainteso.

 

Non ti preoccupare mai di questo: se vuoi esprimere il tuo amore, non porre la condizione che debba essere compreso. L’amore è diventato un fenomeno talmente raro in questo mondo, che nessuno lo comprende. È più probabile che lo fraintendano. Tutti sospettano. Tutti hanno le loro idee personali in fatto di amore. Nessuno prende l’amore in maniera naturale. Ci sono sempre idee preconcette, nozioni, paure, sospetti. Nessuno può credere che l’amore possa esistere, così, senza nessun motivo. Pensano che ci debba essere qualche motivazione, qualche ragione recondita. “Perché mai qualcuno dovrebbe esprimere il suo amore se non c’è un motivo?”, riflettono, attribuendo a tutti la loro mentalità. Dimostrano amore solo quando ne possono ricavare qualcosa. Usano l’amore come un mezzo. E quindi necessariamente fraintendono, se per caso li incontrano, tutti coloro che invece non usano l’amore come un mezzo. Ma non devi diventare triste se queste persone ti fraintendono; è un loro problema, lascia che siano loro a rattristarsi.

Tu continua semplicemente a esprimere il tuo amore. Come puoi evitarlo? Se decidi che amerai solo quando tutti capiscono, crei delle barriere impossibili... e non sarai mai capace di esprimere amore. Dunque, continua a esprimerlo per il solo motivo che fare così è la tua gioia. Se altri non sanno accettare e comprendere, tale è la loro sorte – è il loro karma. Compatiscili e perdonali.

Se hai amore da dare, dai amore, e dallo senza nessuna condizione: nemmeno la condizione che debba essere compreso. Goditi semplicemente quello che ti accade. 3

 

brani di osho tratti da:

1. This Very Body the Buddha # 4

2. Above All Don’t Wobble

3. Be Realistic: Plan for a Miracle

    

 (ritorna al sommario)

 

 

Rumi Jaluddin

 

I Sufi: come raggiungere il proprio intimo... spinti dall’amore.

 

Le parole di Rumi hanno un immenso significato: sono esistite poche persone che abbiano toccato e trasformato tanti cuori come Jalaluddin Rumi. Nel mondo dei Sufi, Rumi è l’imperatore. Le sue parole hanno un significato al di là di quello verbale: sono sorgenti di silenzio profondo, sono echi del mondo interiore e delle sue più recondite canzoni.

 

 

Rumi è il danzatore più grande che il mondo abbia mai conosciuto. Sono passati mille e duecento anni dalla sua esistenza. Il suo è un tipo di danza speciale. Si tratta di girare su se stessi, proprio come fanno i bambini: stanno in piedi sempre nello stesso punto e girano e girano su loro stessi. Forse dappertutto, nel mondo, i bambini fanno così... Jalaluddin Rumi fece del Whirling una meditazione. Il meditatore gira e gira su se stesso... e arriva un momento in cui vede se stesso completamente immobile e in assoluto silenzio: il centro del ciclone. Intorno al centro il suo corpo si muove, ma c’è uno spazio che resta indisturbato: quello spazio indisturbato è la sua essenza.

Rumi stesso girò per trentasei ore di seguito, e poi cadde a terra, perché il corpo non ce la faceva più a continuare. Ma quando aprì gli occhi, era un altro uomo: luminoso, radioso, nuovo, senza scorie del passato – rinato a una nuova consapevolezza. Nel corso di questi dodici secoli la tradizione di Rumi è rimasta viva. Esistono tuttora centinaia di dervisci – derviscio è il termine Sufi per sannyasin.

C’è una splendida affermazione di Rumi: “Cammina verso il tuo centro,

e non dove ti porta la paura”. Non ti muovere nel modo in cui la paura ti fa muovere. Muoviti nel modo in cui l’amore e la gioia ti fanno muovere – ma non la paura: tutte le cosiddette religioni si basano sulla paura. Il loro dio non è altro che una personificazione della paura: il loro inferno e il loro paradiso non sono altro che proiezioni della paura e dell’avidità. L’affermazione di Rumi è veramente rivoluzionaria.

Tutti vivono motivati dalla paura. Le relazioni con gli altri sono dettate dalla paura. La paura è così preponderante, come una nuvola oscura che copre la tua vita, tanto da spingerti a dire cose che non vuoi dire – eppure la paura te le fa dire. Fai cose che non vuoi fare – eppure la paura te le fa fare. E allora qual è il modo di muoversi dentro? perché non entrare dentro come se fosse un gioco, perché non fare della tua religione una festa? Perché essere così serio, perché non entrare dentro di te ridendo? Così come i bambini corrono dietro alle farfalle senza una ragione precisa – la gioia dei colori, la bellezza dei fiori e delle farfalle sono ragioni sufficienti.

E sono immensamente felici.

tratto da: Osho, Om Shantih Shantih Shantih #11

 

 

 

Per i Sufi dio è una donna: l'amata... e tu sei l'innamorato. Quando parlano d'amore, intendono quello fra te e dio... e il vino è un simbolo: dia offre, a chi lo ama, un tipo di inebriante che non lo rende inconsapevole, bensì perfettamente consapevole — un'ebbrezza che lo risveglia dal suo sonno. Osho

 

 

 

RUMI

 

L'amore è il mattino

e io il sorgere dell'alba.

L'amore è la pioggia

e io lo sbocciare della primavera.

Diventa quell'amore

e ogni peso sarà una luce.

Diventa quell'amore

e ogni notte risplenderà.

 

 

Non c'è amore migliore che

l'amore senza un oggetto.

Non c'è lavoro che soddisfi di più che

il lavoro senza un obiettivo.

Se tu sapessi rinunciare

ai trucchi e alle astuzie...

sarebbe questa la tua astuzia migliore!

 

 

Ho vissuto sulle labbra della follia

volendo conoscere ogni ragione...

Bussando a una porta.

La porta si apre:

stavo bussando da dentro!

 

 

Come può la tristezza avvicinarsi

al cuore di chi ama davvero.

La tristezza abita chi è solo e tetro.

II cuore di chi ama ha un oceano dentro.

E in quelle onde volteggia, lieve,

il cosmo.

 

 

Se vuoi una perla...

non cercarla in una pozzanghera.

Chi cerca perle deve tuffarsi

fino in fondo al mare.

E chi troverà la perla?

Solo chi emerge dalle acque della vita

arso ancora di sete.

 

 

Parlammo in privato

quel vecchio saggio e io.

Gli chiesi: "Dimmi i segreti del mondo".

Mi disse: "Sssss... lascia che sia il silenzio a svelarteli."

 

Poesie di Rumi, mistico e poeta del mondo sufi 

 

 

 

 

 

In amore, non essere  un mendicante!

 

Una Storia Sufi

 

 

C’era un fakir di nome Farid. Gli abitanti della sua città gli chiesero: “Farid, l’imperatore Akbar ha per te un grande rispetto – chiedigli di aprire una scuola in questa città”.

Farid rispose: “Non ho mai chiesto niente a nessuno. Sono un fakir: conosco solo il verbo dare”. Gli abitanti della sua città erano molto sorpresi. “Abbiamo sempre pensato che un fakir chiede sempre, ma tu affermi che un fakir conosce solo il verbo dare. Non comprendiamo queste sottigliezze tanto serie. Per favore, sii cortese, chiedi all’imperatore di aprire una scuola per noi”.

Gli abitanti della città erano tenaci, perciò nelle prime ore di un mattino Farid si recò da Akbar. Akbar era in preghiera nella moschea e Farid si fermò in piedi dietro a lui. Akbar, alla fine delle sue preghiere, levò le braccia al cielo gridando: “Oh, dio! Aumenta la mia ricchezza, aumenta il mio tesoro, espandi il mio regno!”.

Udendo queste parole, Farid si girò per andare via. Akbar, che si era alzato, vide che Farid stava andando via. Lo rincorse, lo fermò e gli chiese: “Perché sei venuto e perché ora stai andando via?”.

Farid gli rispose: “Pensavo che tu fossi un imperatore – invece ho scoperto che anche tu sei un mendicante. Pensavo di chiederti una scuola per la nostra città – non sapevo che anche tu chiedi a dio... l’espansione delle tue ricchezze, del tuo tesoro. Non mi sembra giusto chiedere qualcosa a un mendicante. Pensavo che tu fossi un imperatore e invece constato che anche tu sei un mendicante – ecco perché me ne vado”.

 

Siete tutti mendicanti – continuate a chiedere ad altri mendicanti qualcosa che essi non hanno. E, quando non ottenete l’amore, diventate tristi e piangete e vi lamentate perché sentite che non riuscite ad avere l’amore. L’amore non è qualcosa che puoi ottenere dall’esterno: l’amore è la musica del tuo essere interiore. Nessuno può darti l’amore. L’amore può sgorgare in te – non puoi ottenerlo dall’esterno. Non esiste un negozio, né un mercato, né un venditore dai quali tu possa acquistare l’amore. L’amore non è in vendita, a nessun prezzo. L’amore è una fioritura interiore: sgorga da qualche energia addormentata in te. Tuttavia noi tutti cerchiamo l’amore all’esterno. Noi tutti cerchiamo l’amore nell’amata – o nell’amato – questa è la cosa più sbagliata e più inutile che possiamo fare.

Cerca l’amore dentro te stesso.

tratto da: Osho, The Inner Journey # 8

 

 

 

No: l'amore non e un emozione

 

 

Osho, durante il tuo discorso, ieri, ho provato un amore davvero travolgente per te e per il tutto. Ma ora mi accorgo che lo stesso sentimento, o una sensazione molto simile, si presenta anche con la paura, l’angoscia, il dolore... Sono confuso.

 

C’è sicuramente qualcosa di molto simile in emozioni anche diverse: il senso di sopraffazione. Può essere amore, odio, rabbia – qualsiasi cosa – ma se è troppo forte ti senti come travolto da qualcosa. Anche il dolore e la sofferenza danno origine alla stessa esperienza, ma questo essere travolto, sopraffatto, non ha un valore in sé. Ti dimostra semplicemente che sei un essere emotivo.

Questo è il segno tipico di una personalità emotiva. Quando è rabbia, è completamente rabbia. Quando è amore, è completamente amore. L’emozione ti rende quasi ubriaco, cieco; e qualsiasi azione ne derivi è sbagliata. Anche se si trattasse di un amore travolgente, l’azione che ne scaturirebbe non potrebbe essere giusta. In poche parole, ogni volta che sei travolto da una qualsiasi emozione, perdi la ragione, perdi tutta la tua sensibilità, perdi il tuo cuore. Diventa come una nuvola nera, in cui ti sei perso. Così, qualsiasi cosa tu faccia, si rivela sbagliata.

L’amore non deve far parte delle tue emozioni. Questo è ciò che la gente di solito pensa, e sperimenta, ma tutto ciò che ti travolge è anche molto instabile. Arriva come il vento e poi va via, lasciandoti indietro, vuoto, a pezzi – nella tristezza e nel dolore.

Secondo chi conosce l’intero essere dell’uomo – la mente, il cuore e l’essere – l’amore deve risultare un’espressione dell’essere e non un’emozione. L’emozione è molto fragile, mutevole. Un momento ti riempie, e il momento dopo ti lascia del tutto vuoto.

La prima cosa da fare è dunque togliere l’amore da questa baraonda di emozioni travolgenti. L’amore non è qualcosa che ti travolge.

Al contrario, l’amore è tremenda intuizione, chiarezza, sensibilità, consapevolezza. Ma questo genere d’amore è raro, perché solo poche persone raggiungono il proprio essere.

 

Ci sono persone che amano le loro automobili, le loro macchine fotografiche…! Quell’amore appartiene alla mente. E poi ami tua moglie, tuo marito e i figli: questo amore appartiene al cuore. Ma dato che ha bisogno di cambiare per restare vivo, e tu non puoi permetterlo, allora invecchia, ammuffisce. Lo stesso marito ogni giorno – un’esperienza veramente noiosa. Ottunde la tua sensibilità, ti toglie ogni occasione di gioia. Cominci lentamente a dimenticare come si fa a ridere. Vivere diventa solo un lavoro, senza alcuna gioia.

L’amore della mente è più semplice: puoi cambiare la tua macchina fotografica senza che questa ti crei dei problemi – non litigherà, non andrà in collera, non ti trascinerà in tribunale, non ti chiederà soldi. È solo una cosa. Nel mondo, proprio perché è più semplice, la maggior parte della gente è passata dall’amore per gli esseri umani all’amore per oggetti di ogni tipo; potrebbe essere un’auto… è più semplice, puoi cambiarla in ogni momento: non ci sono ostacoli.

La gente ha cominciato ad amare gli animali. Ci sono amanti dei cani che li portano con sé dappertutto. È meglio, perché li puoi controllare... li puoi picchiare e ti faranno ancora le feste, scodinzolando. La gente ha anche altri generi di animali – uccelli, pappagalli – e dedica loro troppe cure. Non è solo un fatto, mostra qualcosa di profondo: non possiamo amare gli esseri umani perché questo ci crea continui problemi.

 

La sola idea che cambierai moglie, cambierai marito, cambierai i tuoi amici è pericolosa. Vuol dire conflitti fin dall’inizio: sarà una lotta, non una gioia, non una danza ma una battaglia.

La gente comincia a bere solo per evitare la guerra che li aspetta a casa. Quando sono ubriachi, non importa anche se la moglie li picchia, tanto sono incoscienti. Milioni di persone bevono veleno semplicemente per evitare chi, una volta, pensavano di amare.

Ci sono persone che bevono perché hanno una moglie, e ci sono persone che bevono perché non ce l’hanno... è un mondo strano. Non si capisce quali siano le logiche sulle quali si muove, se queste esistono o se nella vita tutto sia assolutamente assurdo.

Devi portare l’amore fuori dal controllo delle emozioni, dove è stato fin dalla tua nascita, e devi trovare una strada verso il tuo essere. Finché il tuo amore non diventa parte del tuo essere non è diverso dal dolore, dalla sofferenza, dalla tristezza.

Le emozioni non ti aiuteranno a diventare un’individualità integra. Non ti permetteranno di avere un’anima forte come il granito. Rimarrai come un pezzo di legno morto, che galleggia sulla corrente, e va qui e là, senza motivo.

 

Le emozioni annebbiano l’uomo, esattamente come l’alcol. Possono avere nomi bellissimi come ‘amore’, o nomi sgradevoli come ‘rabbia’... ma ogni tanto hai bisogno di essere arrabbiato con qualcuno, è un sollievo. Di tanto in tanto la gente ha bisogno di essere arrabbiata, così come ogni tanto ha bisogno di amare... e a volte di odiare. Ecco perché persone come Hitler riescono a trovare dei seguaci... L’uomo accumula rabbia, collera, odio e poi è soltanto questione di trovare un pretesto qualsiasi per manifestare la sua distruttività. Qualsiasi scusa è buona.

Le religioni sono un buon pretesto! È preoccupante che, se c’è un solo dio... e poi gli ebrei uccidono i mussulmani, i mussulmani uccidono i cristiani, i cristiani uccidono altri – e tutto continua nel nome di dio! Ma in realtà le etichette ‘dio’ e ‘religione’ sono solo superficiali; la gente è arrabbiata, e non ha l’occasione di sfogarsi e così accumula e reprime rabbia, odio, collera… e poi arriva al limite. Esplode come una bomba – ogni ragione è buona.

 

Le emozioni sono pericolose nel senso che ti confondono, ti travolgono... basta un po’ più di consapevolezza e tutte queste cose dalle quali sei sopraffatto cominceranno a scomparire.

Un uomo è veramente libero quando non è sopraffatto da niente, quando è sveglio, sempre, consapevole e completamente se stesso. Quando non si perde in nessuna emozione, sia questa amore, rabbia... o altro.

 

tratto da: Osho, Om Shanti Shanti # 17

 

 

 

L'esistenza intera

intera esistenza

Una realtà più bella di qualsiasi sogno

 

 

Osho, stamattina, prima del discorso, abbiamo cantato. Ad ascoltarci... era come se i nostri cuori battessero all’unisono, come se fossimo diventati un solo essere. C’era un immenso amore. Ora sento il bisogno di dare, ho ricevuto così tanto, da ogni dove, e il mio essere vuole partecipare alla creazione di un amore eterno. Sento che ci stiamo tenendo per mano, pronti a fiorire tutti insieme, a primavera. Sono solo un sognatore?

 

Non è un sogno. È un sogno che sta diventando realtà, un sogno che si sta trasformando in una realtà.

E non sei il solo. Molti mi hanno scritto, lo hanno sentito in modi diversi, e queste sensazioni non sono proiezioni. È la nostra realtà, è la nostra scoperta.

L’intera esistenza è un’unità organica. Non vi tenete per mano solo tra di voi, lo fate anche con gli alberi. Non siete solo voi a respirare insieme, l’intero universo respira con voi. L’universo è in profonda armonia. Solo l’uomo ha dimenticato il linguaggio dell’armonia, e il nostro lavoro è ricordarlo. Non siamo noi a creare armonia, l’armonia è la nostra realtà. Forse è così ovvia che si tende a dimenticarsene. Forse ci siamo nati dentro, come facciamo a rendercene conto?

Un’antica parabola racconta di un pesce che, avendo un’inclinazione per la filosofia, chiese a un altro pesce: “Ho sentito parlare così tanto dell’oceano, dov’è?”. E si trovava nell’oceano! Era nato nell’oceano, era vissuto nell’oceano, non c’era mai stata una separazione. Non aveva visto l’oceano come un oggetto separato da sé. Un vecchio pesce fermò il giovane filosofo e disse: “Noi ci troviamo nell’oceano”. Ma il giovane filosofo ribatté: “Stai scherzando. Questa è acqua, e tu la chiami oceano! Devo rivolgermi a qualcuno che ne sa di più”. Un pesce si rende conto dell’oceano solo quando viene catturato da un pescatore, tirato fuori dall’acqua e gettato sulla sabbia. Allora, per la prima volta, capisce di aver sempre vissuto nell’oceano, che l’oceano è la sua vita e senza non può sopravvivere.

Ma con l’uomo c’è una difficoltà. Non puoi essere tirato fuori dall’esistenza. L’esistenza è infinita, non esiste spiaggia in cui ci si può isolare e osservare l’esistenza. Ovunque ti trovi, sei parte dell’esistenza. Tutti respiriamo insieme. Apparteniamo a un’unica orchestra. Comprenderlo è un’esperienza importante – non chiamarla sogno.

Tu stai facendo l’esperienza di una realtà, perché tutte le persone presenti sono qui con lo stesso scopo: solo per essere silenziose, solo per essere gioiose, solo per essere.

Nel loro silenzio sentiranno di essere unite agli altri. Quando pensi, sei separato dagli altri, perché tu hai determinati pensieri e un altro ha pensieri diversi. Ma se entrambi siete silenziosi, allora le mura che vi dividono cadono.

Due silenzi non possono rimanere due. Diventano uno.

Tutti i grandi valori della vita – l’amore, il silenzio, la beatitudine, l’estasi, la natura divina – ti rivelano un’immensa unità. Nulla ti è estraneo, siamo tutti espressioni diverse di un’unica realtà, canzoni diverse di un unico cantore, danze diverse di un unico artista, quadri diversi... ma il pittore è uno solo. Però bisogna che questo ci venga ricordato.

Non dire che è un sogno, perché se lo chiami sogno non capisci che si tratta della realtà. E la realtà è molto più bella di quanto possa mai essere un sogno. La realtà è più psichedelica, più colorata, più gioiosa, più danzante di quanto tu possa mai immaginare. Ma viviamo in tale inconsapevolezza…

La nostra principale manchevolezza è il pensiero di essere separati. Ma io insisto nell’affermare che nessun uomo è un’isola, siamo tutti parte di un vasto continente. Esiste la varietà, ma questo non ci rende separati. La varietà rende la vita più ricca – una parte di noi è nell’Himalaya, una parte è nelle stelle, una parte è nelle rose. Una parte di noi è nell’uccello in volo, un’altra nel verde degli alberi. Siamo sparsi dappertutto. Riconoscerne la realtà modificherà completamente il tuo modo di vivere, trasformerà ogni tua azione, trasformerà il tuo stesso essere.

Diventerai pieno d’amore, colmo di rispetto per la vita. E per la prima volta, secondo me, sarai autenticamente religioso – non cristiano, non indù, non musulmano, ma autenticamente, semplicemente religioso. La parola religione è bella. Viene da una radice il cui significato è rimettere insieme coloro che erano separati  – a causa dell’ignoranza – riportarli insieme, risvegliarli in modo che possano vedere che non sono separati.

Dopo non riuscirai a fare del male neppure a un albero. La tua compassione e il tuo amore saranno spontanei – non coltivati, non frutto di disciplina. Se l’amore è una disciplina, è falso. Se la non-violenza è coltivata, è falsa. Se la compassione è forzata, è falsa. Se invece sorgono spontaneamente, senza alcuno sforzo da parte tua, sono così reali, così squisitamente reali…

L’uomo si è allontanato molto dalla realtà. Deve essere risvegliato alla verità che siamo tutti una cosa sola. E non si tratta di un’ipotesi, è l’esperienza di tutti i meditatori, di tutte le epoche, senza alcuna eccezione: l’intera esistenza è un’unità organica.

Quindi non confondere una bella esperienza con un sogno. Definirla sogno ne nega la realtà. Sono i sogni che devono essere trasformati in realtà, non la realtà in sogni.

tratto da: Osho, The Hidden Splendor # 27

    

 (ritorna al sommario)

 

 

 

L'amore

Un puro stato dell'essere

 

La lunga strada per arrivare dall’amore come relazione con l’altro, all’amore come stato naturale del tuo essere

 

 

Osho, l’altro giorno ti ho sentito dire che non vuoi avere alcun tipo di relazione con noi, comunque noi la immaginiamo – di sicuro non di odio, ma neppure d’amore. E non posso dire che ti biasimo per questo. Tuttavia, quando sei davanti a noi e danzi, al solo vederti dentro di me sento uno zampillio di acqua sorgiva, che subito corre ai tuoi piedi, come se sapesse di appartenerti. So che il mio amore è intriso di cose indesiderabili di ogni sorta, ma scorre impetuoso verso di te senza neppure fermarsi a chiedermi il permesso. Osho, scusa tanto per la confusione, ma non ci posso fare nulla!

 

La parola amore può avere due significati completamente diversi – non solo diversi, ma diametralmente opposti. Un significato è amore come relazione, l’altro è amore come stato dell’essere.

Quando ho detto che non voglio una relazione – perlomeno per quanto mi riguarda, poiché non posso interferire con te, né posso parlare per te – è questo che devi capire: stavo negando l’amore come relazione.

Nel momento in cui l’amore diventa una relazione, si trasforma in un legame, perché ci sono aspettative e pretese e frustrazioni, e il tentativo di dominare, da entrambi i lati. Diventa un conflitto di potere. La relazione non è la cosa giusta, almeno per la mia gente. L’amore come stato dell’essere, invece, è un termine totalmente diverso. Indica semplicemente che ami, senza creare una relazione. Il tuo amore è come il profumo di un fiore. Non crea una relazione, non ti chiede di essere in un certo modo, di comportarti in un certo modo, di agire in un certo modo. Non chiede nulla. Dà, semplicemente. E anche nel dare non è presente il desiderio di una ricompensa. L’atto di donare è in se stesso una ricompensa. Quando il tuo amore diventa come un profumo, allora ha immensa bellezza. È molto al di sopra della cosiddetta umanità – ha qualcosa del divino.

Tu dici: “Non posso farci nulla…”. Né lo posso io. Quando l’amore è uno stato dell’essere, non puoi farci nulla. Si propagherà, ma senza creare prigioni, per nessuno, e senza lasciarsi imprigionare da qualcuno.

La tua domanda è significativa. La scomporrò punto per punto. “L’altro giorno ti ho sentito dire che non vuoi avere alcun tipo di relazione con noi, comunque noi la immaginiamo”. Hai sentito giusto. Non voglio alcun tipo di relazione, immaginaria o meno. Per te può essere molto reale, per te può non essere per nulla una fantasia, può essere autentica. Sei abituato a creare relazioni fin dall’infanzia. La tua vita è una serie di relazioni di vario tipo. Io non voglio alcun tipo di relazione. Una relazione, reale o immaginaria, è per sua natura una forma sottile di schiavitù psicologica.

Un altro punto da notare è che non puoi ridurre in schiavitù qualcuno senza diventare uno schiavo a tua volta. Lo schiavismo è un’arma a doppio taglio. Uno può essere più forte e l’altro più debole, ma in ogni relazione tu sei l’aguzzino e l’altro diventa il prigioniero. E, dal suo punto di vista, l’altro è l’aguzzino e tu sei il prigioniero. Questa è una delle cause fondamentali dello stato di profonda tristezza, di angoscia, in cui vive l’umanità.

Mi hai sentito bene: non voglio alcun tipo di relazione, “… di sicuro non di odio, ma neppure d’amore”. Da parte mia non permetterò alcuna relazione, non alimenterò alcuna relazione. Ma tu sei libero di soffrire, è un tuo diritto.

Come posso impedirti di instaurare una relazione di odio con me? E l’odio è una relazione molto più forte dell’amore, perché l’amore è molto superficiale. L’odio è molto profondo. L’odio appartiene al tuo antichissimo retaggio animale. L’amore è solo un potenziale per il futuro, non è una realtà, è solo un seme. Non posso impedire a nessuno di odiarmi, come posso quindi impedire a qualcuno di amarmi? Posso solo spiegare che nel momento in cui l’odio, o l’amore, o qualunque cosa, diventano una relazione, perdono la loro purezza.

Coltiva il tuo amore come stato dell’essere. Non si tratta di innamorarsi, ma di essere in amore. È la tua natura. L’amore è semplicemente la fragranza del tuo essere. Anche quando sei da solo, sei circondato dall’energia dell’amore. Persino quando tocchi un oggetto inerte, come una sedia, la tua mano sprigiona amore – non importa verso chi.

Lo stato d’amore è privo di oggetto. E io non ti impedisco di essere in uno stato d’amore, ma lo stato d’amore è possibile solo se abbandoni il vecchio schema mentale delle relazioni. L’amore non è una relazione.

Due persone possono amarsi moltissimo. E più si amano, minori sono le probabilità che siano in relazione. Più si amano, minori sono le probabilità che tra loro ci siano pretese, possessività, aspettative. E naturalmente non ci saranno neppure frustrazioni.

Tu dici: “E non posso dire che ti biasimo per questo”. Hai capito bene. A tanti ho permesso di avere relazioni d’amore reali o immaginarie con me – semplicemente perché se non stavano con me, non avrebbero avuto la possibilità di trasformare la loro relazione in uno stato dell’essere – e ben sapevo che le loro relazioni non erano prive di rischi. Nessuna relazione è priva di rischi, particolarmente con un uomo con il quale la relazione è a senso unico. È come un ponte sostenuto solo da una sponda del fiume, mentre l’altra sponda non dà alcun sostegno. Così sospeso nell’aria, è destinato a cadere.

Sono rimasto scottato migliaia di volte, perché le persone che pensavo mi amassero… le ho viste cambiare e odiarmi, per motivi futili.

L’amore è al di là della ragione.

La relazione appartiene alla sfera mondana. Basta un piccolo cambiamento nella situazione, ed evapora. È priva di solidità.

Ho donato il mio amore senza condizioni, eppure molti se ne sono approfittati, in maniere diverse. E poiché il loro amore era immaginario, si aspettavano qualcosa da me. L’uomo è davvero cieco, non riesce a vedere. Se io non mi aspetto nulla da te, ricorda almeno che anche tu non devi aspettarti nulla da me.

E se le tue aspettative non sono soddisfatte – e di sicuro non lo saranno – allora l’amore si trasforma subito in odio. Il mio cuore è rimasto ferito, perché io ho dato il mio amore spontaneamente, senza aspettarmi nulla, mentre tanti mi sono diventati nemici, a causa delle loro aspettative, con le quali non ho nulla a che fare. Io non ho promesso nulla. Però c’erano aspettative, e ora ci sono frustrazioni – prima stavano proiettando aspettative, e ora proiettano frustrazioni. Non sono riusciti a vederlo allora, come non riescono a vederlo ora, sono invischiati nelle loro congetture inconsce. E soffrono.

E, allo stesso modo in cui prima immaginavano l’amore, e mi ammiravano senza sapere nulla di me, ora mi condannano. E per condannarmi s’inventano bugie – forse con assoluta inconsapevolezza. Proprio allo stesso modo in cui, prima, credevano alle loro fantasie, ora continuano lo stesso gioco, continuano a credere alle loro bugie. Mi è stato chiesto di dimostrare che hanno torto. Non è possibile. Li ho amati, sono stati miei discepoli. Non potrei criticare le loro bugie, smascherare le loro bugie.

Per questo voglio che ti ricordi di non avere aspettative. Ama perché l’amore è una tua fioritura interiore. Con il tuo amore stai richiamando la primavera. Il tuo amore ti aiuterà a crescere verso la luce, verso la verità, verso la libertà. Ma non creare una relazione.

“Tuttavia, quando sei davanti a noi e danzi, al solo vederti dentro di me sento uno zampillio di acqua sorgiva, che subito corre ai tuoi piedi, come se sapesse di appartenerti”.

Non te l’ho proibito. Se l’amore emerge spontaneamente, all’improvviso, come acqua sorgiva, senza chiedere nulla in cambio, allora è uno dei tesori più preziosi.

“So che il mio amore è intriso di cose indesiderabili di ogni sorta, ma scorre impetuoso verso di te senza neppure fermarsi a chiedermi il permesso”.

L’amore è un fuoco. Più puro è… tutte le imperfezioni, tutti i problemi bruceranno. È l’amore come relazione che continuerà a creare problemi, “intriso di cose indesiderabili di ogni sorta”. Ma un amore spontaneo è una cosa totalmente diversa. Non abbiamo un’altra parola, è questa la difficoltà.

“Osho, scusa tanto per la confusione, ma non ci posso fare nulla”. Non hai bisogno di preoccuparti per la confusione. Ricorda solo una cosa: l’amore è in grado di distruggere tutto il resto, solo fai in modo che non diventi una relazione – allora l’amore svanirà, e nel nome dell’amore arriveranno dominazione e politica. E i problemi continueranno ad aumentare.

Sono contrario a ogni tipo di relazione. Per esempio, non mi piace la parola amicizia, invece amo ‘amichevolezza’. L’amichevolezza è una tua qualità, l’amicizia, di nuovo, diventa una relazione.

Non c’è nulla di sbagliato nell’amore. In realtà, senza l’amore tutto è sbagliato. Ma l’amore è così prezioso che dovrebbe essere protetto da ogni tipo di contaminazione, inquinamento, avvelenamento. La relazione lo avvelena. Voglio che il mondo sia fatto di individui. Persino usare la parola ‘coppia’ mi fa male. Avete distrutto due individui, e la coppia non è una bella cosa.

Create un mondo di soli individui, e dovunque l’amore fiorisce spontaneamente, cantatelo, danzatelo, vivetelo, non creategli attorno catene. Non cercare di tenere legato nessuno, né permetti a qualcuno di tenerti legato.

Un mondo fatto solo di individui liberi sarà davvero un mondo libero.

Essere necessario è uno dei bisogni più grandi dell’uomo. Quindi non riesco a immaginare un tempo in cui non esisterà l’amore. Finché ci saranno esseri umani, l’amore resterà l’esperienza più preziosa. È qualcosa che avviene sulla terra, ma non appartiene alla terra. Ti dà le ali per volare verso il sole, come un’aquila. Senza l’amore sei privo di ali.

Ma poiché è un grande nutrimento e un grande bisogno, attorno a lui sono sorti tutti i problemi. Vuoi che il tuo amante o la tua amata siano lì con te anche domani. Oggi è stato bello, e ti preoccupi del domani. Per questo è nato il matrimonio. È solo per la paura che domani il tuo amante o la tua amata possano lasciarti – allora stipuli un contratto davanti alla società e alla legge. È una cosa orribile – assolutamente rivoltante e disgustosa. Trasformando l’amore in un contratto metti la legge al di sopra dell’amore, significa mettere la massa, la collettività, al di sopra della tua individualità, ottenendo l’appoggio dei tribunali, degli eserciti, della polizia, dei giudici, per rendere il legame assolutamente certo e sicuro.

Domani mattina… nessuno lo può sapere. L’amore arriva come una brezza – potrebbe arrivare di nuovo, oppure no. E quando non arriva, allora solo perché c’è una legge, il matrimonio, la rispettabilità sociale... quasi tutte le coppie del mondo sono ridotte alla prostituzione.

Vivere con una donna che non ami, vivere con un uomo che non ami, vivere per la garanzia, per la sicurezza, vivere per il sostegno economico, vivere insieme per qualunque motivo che non sia l’amore, non è nient’altro che prostituzione. Il matrimonio di per sé è prostituzione. Se ho fiducia nel mio amore, perché dovrei sposarmi? L’idea stessa del matrimonio è una dichiarazione di sfiducia. E qualcosa che nasce dalla sfiducia non aiuterà il tuo amore a crescere in profondità e altezza. Ti distruggerà.

Non ti impedisco di essere in amore. In realtà, la mia religione è solo questa: ama, ma non distruggere l’amore con una finzione – il matrimonio o qualunque altro tipo di relazione.

L’amore è autentico solo quando dà libertà. Usa questo criterio.

L’amore è vero solo quando non interferisce con la privacy di un’altra persona. Ne rispetta l’individualità, l’intimità. Ma gli amanti che incontri dappertutto hanno paura dell’individualità, distruggono l’individualità dell’altro e sperano che distruggendosi a vicenda le loro vite siano colme di felicità, di appagamento. Diventano solo sempre più tristi.

Ama, e ricorda: tutto ciò che è reale cambia continuamente. Ti hanno fatto credere che l’amore vero dura per sempre. Una rosa vera non dura per sempre. Persino un essere umano deve morire un giorno.

L’esistenza è continuo divenire. Ma l’idea, la convinzione che l’amore, se è vero, deve essere permanente… e se l’amore un giorno svanisce, allora il corollario naturale è che era falso.

Vorrei che riconoscessi che l’amore è arrivato all’improvviso, non grazie a uno sforzo da parte tua. È arrivato come un dono dalla natura. In quel momento non l’avresti accettato se ti fossi preoccupato che un giorno potesse svanire all’improvviso. Nel modo in cui arriva, se ne va. Ma non occorre preoccuparsi, perché se un fiore appassisce, altri ne verranno. I fiori ci saranno sempre, non aggrapparti però a un solo fiore. Altrimenti presto sarai aggrappato a un fiore morto, e la realtà è esattamente questa: le persone rimangono aggrappate a un amore morto, che un giorno era vivo. Ora è solo un ricordo e un dolore e tu sei bloccato a causa della rispettabilità e della legge.

Non voglio che esista la famiglia, non voglio che esistano le nazioni – non voglio che il mondo sia diviso. Voglio un mondo unito fatto di individui liberi che vivono l’amore spontaneamente, che vivono in silenzio, giocosi, senza condannare il piacere, senza temere l’inferno o desiderare una ricompensa in paradiso – perché possiamo creare qui il paradiso. Abbiamo tutte le potenzialità per crearlo, ma non le stiamo usando. Al contrario, creiamo ostacoli di ogni tipo: la terra non deve diventare un paradiso.

Non sono contrario all’amore. Sono totalmente a favore dell’amore, per questo sono contro le relazioni, contro i matrimoni. È possibile che due persone possano vivere insieme per tutta la vita. Nessuno sta dicendo che dovete separarvi, ma che questo vivere insieme sia solo per amore, senza interferenze o invasioni dell’individualità dell’altro, dell’anima privata dell’altro. Questa è dignità.

tratto da: Osho, The Hidden Splendor # 23

 

 

 

Meer

L’amore come devozione

 

 

L’amore di Meera è l’amore di un essere umano perfetto. Meera non ha bisogni, non vuole niente da Krishna, si limita a dare, semplicemente. Ha una canzone da cantare, e canta. Ha una danza da danzare, e danza. Non ha nulla da prendere, dà e basta. E riceve moltissimo in cambio, ma questa è un’altra cosa. Se vuoi diventare Meera, prima devi soddisfare tutti i bisogni dell’amore umano. Devi passare attraverso le gioie dell’amore umano e le pene dell’amore umano. E diventare maturo attraverso di loro. Dal desiderio nasce lo stato di assenza di desiderio, il fior di loto dell’assenza di desiderio. 1

 

Meera è devozione pura.

L’amore di Meera per Krishna non ha inizio con Meera. Un’espressione d’amore così unica non può cominciare semplicemente così. La storia è antica. Meera era una delle gopi – le devote – di Krishna. Meera stessa ha dichiarato: “Io ero Lalita. Ho danzato con Krishna a Vrindavan, ho cantato con Krishna. Questo amore è antico”. Meera rimarca: “Questo amore non è nuovo”.

Meera era piccola, doveva avere quattro o cinque anni, quando un sadhu venne ospite a casa sua. La mattina, quando il monaco si alzò e tirò fuori il suo idolo – una statuetta di Krishna che aveva nascosto nella sacca – e si preparò al rituale della venerazione, Meera venne colta da grande agitazione. Ebbe un deja-vu: un ricordo di una vita passata si era risvegliato. Le si presentarono alla mente una serie di immagini. La statua aveva fatto da catalizzatore, e la storia riprese. Per lei fu uno shock. La forma di Krishna le ritornò alla memoria, di nuovo quel volto bruno, quegli occhi magnetici, quella ghirlanda di piume di pavone, Krishna che suonava il flauto – nella memoria Meera tornò indietro di migliaia di anni. E scoppiò in lacrime. Implorò il sadhu di darle la statuetta. Ma anche il sadhu era profondamente affezionato al suo simulacro. Si rifiutò di dargliela e proseguì il suo viaggio.

Trascorse un giorno. Meera non mangiava e non beveva. Era costantemente in lacrime – non smetteva di piangere. La sua famiglia era molto preoccupata, cosa potevano fare?

Quella notte il sadhu fece un sogno. Si era fermato a dormire in un villaggio molto lontano. Nel sogno, Krishna era davanti a lui e diceva: “Restituisci la statua al suo proprietario. L’hai tenuta per tanti anni, l’avevi in custodia, ma non è tua. Ora non è più necessario che la tieni con te. Torna indietro e dà la statua a quella bambina. È sua, restituiscila. È sua, il tuo compito ora è finito. Sei arrivato al luogo di consegna, ora la faccenda è conclusa”. Il simulacro appartiene a chi lo ama dal più profondo del cuore. A chi altri?

Il sadhu era terrorizzato. Krishna non gli era mai apparso prima. Per anni aveva pregato e adorato quella statuetta – aveva offerto fiori, e suonato campanelle. Krishna non era mai apparso. Fu preso da grande timore. Si precipitò indietro nel mezzo della notte. Arrivando a mezzanotte svegliò tutti e disse: “Perdonatemi, ho commesso un grave torto”. Cadde ai piedi della bambina, le diede la statuetta e se ne andò.

Questo episodio, per quanto piccolo e marginale, accadde quando Meera aveva quattro o cinque anni. Meera andò in estasi, come se avesse bevuto una bevanda alcoolica...

 

Quando raggiunse i trentadue o trentatre anni tutte le persone importanti nella sua vita erano morte. Tutti quelli cui era stata affezionata, tutti quelli che aveva amato, erano morti.

Sua madre era morta, suo marito era morto, suo padre era morto. Tutti i suoi attaccamenti con il mondo erano finiti. Ne fece buon uso. Trasformò gli attaccamenti mondani finiti in distacco verso il mondo. E l’amore che si era liberato dall’attaccamento, venne offerto ai piedi di dio. Si immerse nei canti d’amore per Krishna. Quelle morti espletarono un altro compito importante, le dimostrarono una cosa: tutto in questo universo è momentaneo. Se devi cercare l’amato, fallo in ciò che è eterno. Qui nulla ti appartiene. Qui tutto quello che tocchi svanirà. Lo aveva visto con i propri occhi…

Trentatre anni non sono molti. Era giovane. Aveva visto così tante morti in gioventù che la pena intensa della morte le mostrò in modo chiaro e inequivocabile che la vita è transitoria. E allora la sua mente si staccò da questa vita. Con questo distacco è possibile volgersi al divino. Prima Meera danzò solo a casa, davanti alla sua statuetta di Krishna. Poi l’amore cominciò a salire, come un fiume in piena, e la casa non riuscì più a contenerlo. E allora danzò nei templi del villaggio, nei raduni di sadhu. E poi l’amore iniziò a scorrere così impetuosamente che Meera non ne era più consapevole. Era persa, era completamente assorbita, pervasa da Krishna.

Naturalmente, poiché apparteneva alla casa reale, a una famiglia rispettabile, creò problemi alla famiglia. La famiglia si preoccupa sempre… E puoi immaginare, in Rajasthan, cinquecento anni fa, le donne non si toglievano mai il velo, non mostravano mai il volto in pubblico. Nella famiglia reale, poi, era ancora più difficile. Meera si mise a danzare per le strade, a danzare in mezzo alla gente comune.

Meera era così famosa che cominciò ad arrivare gente da ogni dove. Persone qualsiasi giunsero al suo cospetto, e anche santi, monaci e nobili. Avendo sentito parlare di lei, arrivarono dai luoghi più remoti. Il suo profumo cominciò a diffondersi. Quel profumo era simile a quello del muschio, chiunque ne venisse sfiorato doveva muoversi verso di lui. Per Meera divenne difficile rimanere, e così lasciò il Rajasthan. Andò a Vrindavan. “Andrò nel villaggio del mio amato,” pensò. Andò nel villaggio di Krishna, ma anche lì sorsero gli stessi problemi… il villaggio era governato dai pundit – i bramini, i preti.

C’è un episodio molto bello. Quando Meera giunse al tempio più famoso di Vrindavan, cercarono di impedirle di entrare, perché alle donne era proibito entrare nel tempio. L’arciprete del tempio non aveva mai visto una donna. Meera era una donna, quindi si prepararono a fermarla. Ma quelli che si erano messi a guardia della porta per fermarla, rimasero incantati. Quando Meera arrivò danzando, suonando la sua ektara, e dietro a lei una folla di devoti che si allargava in tutte le direzioni, e tutti esultanti – in quella ebbrezza anche i guardiani rimasero storditi. Dimenticarono che dovevano fermarla finché non la videro dentro il tempio.

Ma i guai erano solo all’inizio… e dopo questo evento Meera non poté rimanere a Vrindavan. Abbiamo sempre trattato male gli illuminati. Dopo la morte li veneriamo, da vivi li maltrattiamo.

Anni dopo la situazione politica in Rajasthan mutò, il re cambiò e il nuovo re, Udaysingh, provava grande ammirazione per Meera. Inviò innumerevoli messaggeri per invitarla a tornare, mandò pundit e preti a spiegare e a cercare di convincerla, ma Meera diede a tutti la stessa risposta: “Ora perché andare o venire? Dove dovrei andare ora, rinunciando a questo tempio dell’amore della mia vita?”. Era al colmo della beatitudine nel tempio di Ranchhordasji. Udaysingh ci provò in tutte le maniere. Inviò un gruppo di cento uomini ordinando: “Riportatela qui, non importa come. Se non viene, minacciatela. Ditele che rimarrete seduti in digiuno alle porte del tempio”. Gli uomini insistettero: “Devi venire, altrimenti moriremo qui”.

Allora Meera disse: “Di nuovo… se  devo venire, andrò a chiederlo al mio amore: senza il suo permesso, non posso venire. Glielo domanderò…”. Entrò nel tempio, e la storia è molto bella, molto sconcertante e molto significativa. Entrò nel tempio e, si dice, non ne uscì più. Svanì nella statua di Krishna. Anche questo non può essere un fatto storico, ma dovrebbe esserlo, perché se Meera non riesce a fondersi con la statua di Krishna, chi altri può farlo? Se lei era riuscita ad assorbire la presenza di Krishna dentro di sé, non era forse possibile che Krishna assorbisse lei dentro se stesso?

Attenzione però, non prendere questo come un fatto da vagliare. Questa è verità e la verità è molto diversa dai fatti. La verità è molto superiore ai fatti. Quanto valgono i fatti, dopotutto? Non più di due centesimi. I fatti non limitano la verità. Un fatto è ciò che è accessibile alla piccola intelligenza umana, è un frammento di verità.

La verità è vasta. 2

 

brani di osho tratti da:

1. Sufis: The People Of The Path, Vol II

2. Maine Ram Ratan Dhan Payo (Hindi)

    

 (ritorna al sommario)

 

 

 

Amore e meditazione

 

È uno sbaglio vederli ai poli opposti

 

 

Osho, amore e meditazione sembrano essere polarità opposte. Per favore puoi dirci come crescere in meditazione e in intimità con l’amato?

 

Tu non conosci né cosa sia l’amore né la cosa sia la meditazione, tuttavia ti poni la domanda. A te l’amore e la meditazione sembrano essere opposte polarità – mi chiedo dove hai preso questa idea. Se l’amore e la meditazione sono opposte polarità, allora nulla in questo mondo può essere vicino a qualche altra cosa. Ma so che tutte le vecchie religioni sono cadute nello stesso pregiudizio. I meditatori fuggirono sulle montagne per evitare l’amore, e gli amanti non si interessarono mai alla meditazione perché sapevano che se avessero meditato la loro vita amorosa sarebbe finita. È stato questo uno degli errori più duraturi in cui l’umanità è vissuta. L’amore è silenzio, gioia, pace, beatitudine tra due persone. Ma poiché accade tra due persone, qualche volta non sono in sintonia. La meditazione è la stessa esperienza di silenzio, di pace, di beatitudine – ma da solo. Se due meditatori sono in amore, allora possono raggiungere le vette più alte. Se un meditatore può sperimentare un certo picco nella sua beatitudine e nel suo silenzio, due meditatori in amore, possono diventare un reciproco, immenso sostegno al proprio individuale volo nel mistero. Allora il loro amore diventa un nutrimento per la loro meditazione e viceversa: la meditazione può divenire un nutrimento al loro amore. È questo il punto dove dissento da tutte le religioni del passato: hanno fatto dell’amore e della meditazione delle polarità, delle linee parallele che non s’incontrano da nessuna parte. Per me un uomo di meditazione è destinato a essere immensamente amorevole. Tutta la sua rabbia se n’è andata, tutto il suo odio, la sua possessività se ne sono andate. Se non può amare lui, allora chi altro lo può fare? E un uomo amorevole può entrare in profonda meditazione, perché l’amore è la nostra più alta qualità, il nostro più puro sé, la nostra perfetta canzone. Se due cuori in celebrazione non si possono incontrare in profonda meditazione, nessun altro incontro è possibile. In realtà, le persone che sono scappate sulle montagne a meditare... pensano solo alle donne, nelle loro meditazioni. Soffrono di allucinazioni, e le loro allucinazioni sono così reali che con quelle donne incominciano a parlare...

E in tutto il mondo la gente, senza meditazione, si ama, ma il loro amore non porta il paradiso nella loro vita; all’opposto crea l’inferno. Sono come nemici intimi – nemici che hanno deciso di vivere insieme. La mia personale comprensione è che a meno che l’amore e la meditazione diventino due lati della stessa medaglia, non possiamo creare l’uomo nuovo, una nuova umanità, il nuovo mondo.

Dal mio picco di consapevolezza posso vedere anche la lontana casa dove l’amore e la meditazione dimoreranno insieme. Noi dobbiamo creare quella casa. Non dire l’amore e la meditazione sono polarità opposte. Questa è la bugia propagata dai preti nel corso dei secoli. Ha distrutto gli amanti, rendendo miserabile la loro vita e trasformando i meditatori in aridi deserti. Voglio che la tua vita sia un giardino pieno di fiori, pieno di frutti, pieno di vita. Non ci sono dubbi su come creare una relazione amorevole e meditativa: qui, le persone che si sono raccolte intorno a me, stanno già vivendo... o perlomeno facendo uno sforzo per la prima volta nell’intera storia dell’uomo, per vivere l’amore e la meditazione come due aspetti della stessa esperienza. Perché l’amore dovrebbe disturbare la tua meditazione? In realtà l’amore dovrebbe darti la giusta atmosfera, il giusto terreno per meditare. E la meditazione dovrebbe darti la giusta fragranza perché l’amore diventi un tesoro, una gloria, una benedizione. 1

 

L’enfasi che Buddha ha messo sulla compassione ha creato un fattore molto innovativo rispetto a tutti i mistici che lo hanno preceduto. Buddha costituisce una linea di demarcazione rispetto al passato: prima di lui la meditazione era sufficiente, e nessuno aveva mai enfatizzato compassione e meditazione insieme.

Infatti la meditazione porta all’illuminazione, ti fa fiorire, e ti fa raggiungere l’espressione suprema dell’essere. Che cosa altro si può desiderare? Per quanto concerne l’individuo, la meditazione è sufficiente.

Ma la grandezza di Buddha consiste nell’introdurti alla compassione ancora prima che tu abbia cominciato a meditare. Ti dice che devi avere più amore, essere più tenero, più partecipe della realtà altrui.

Il suo è un approccio sottilmente scientifico: se un uomo, prima di illuminarsi, ha il cuore pieno di compassione, c’é la possibilità che - dopo avere meditato - aiuterà altri a raggiungere la stessa beatitudine, la stessa altezza, la stessa gioia che lui ha raggiunto. Buddha crea la possibilità che l’illuminazione diventi un fenomeno contagioso. Ma se, al contrario, la persona illuminata dovesse sentire semplicemente di essere tornata a casa, perché mai dovrebbe preoccuparsi di uscirne di nuovo per andare a cercare altri?

Buddha é il primo a togliere ogni egoismo dall’illuminazione: ne fa una responsabilità sociale. É un grande cambiamento. Ma bisogna imparare l’amore per gli altri prima di illuminarsi: infatti dopo l’illuminazione non c’é più niente da imparare. Arriva il momento in cui si diviene talmente estatici all’interno della nostra esperienza che perfino l’amore per gli altri sembra potere distogliere – creare una specie di disturbo alla propria gioia estatica. È per questo che ci sono stati centinaia di illuminati, ma pochissimi maestri.

Illuminarti non vuole necessariamente dire che diventi anche un maestro. Diventare maestro significa che provi incredibile compassione, e senti vergogna di entrare da solo nei bellissimi spazi che l’illuminazione apre. Vuoi aiutare quelli che sono ciechi, che brancolano nel buio. Diventa una gioia poterli aiutare, non é una distrazione...

La parola compassione ricorda la ‘passione’. Quando la passione diviene consapevole e sveglia, tutta l’energia che prima era amore si raffina: diventa compassione. La compassione non si rivolge a nessuno in particolare. Non é una relazione: é semplicemente la tua essenza. É tua gioia provare amore per gli alberi, per gli uccelli, per gli animali, per gli esseri umani, per tutti - senza condizioni, senza chiedere niente in cambio. La compassione é libertà dalla cieca biologia. Prima di illuminarti, fai attenzione a non reprimere la tua capacità di amare. Questo é quanto le vecchie religioni hanno fatto: ti insegnano a condannare il tuo amore. E così tu reprimi la tua capacità di amare, ed é proprio quella l’energia che può trasformarsi in compassione. Ma quando si condanna si distrugge la capacità di trasformare. 2

 

brani di osho tratti da:

1. The Golden Future # 31

2. The New Dawn # 22

 

 

 

La storia di Chaitanya

L'amore inizia dove finisce la logica

 

 

Una persona desidera sapere cos’è l’amore e legge montagne di libri sull’amore. Forse su nessun altro argomento è stato scritto tanto quanto sull’amore. La letteratura sull’argomento è vastissima, in tutte le forme: poesia, epica e trattati filosofici. Quella persona diventerà erudita sull’amore, potrà scrivere trattati sull’amore, eppure non conoscerà per nulla la realtà dell’amore.

Poi c’è un’altra persona che non ha letto nulla sull’amore, ma ne ha fatto l’esperienza, l’ha vissuto. Qual è la differenza tra questa persona e quella che ha consultato quell’enorme pila di testi sull’amore? Quest’uomo conosce l’amore attraverso l’esperienza, l’altro lo conosce attraverso parole e concetti. L’esperienza non è mai mediata dal pensiero, non avviene attraverso il processo mentale, in realtà accade prima del pensiero. L’esperienza precede il pensiero e il pensiero segue l’esperienza. Prima accade l’esperienza e il pensiero la segue, ne diventa l’espressione.

Per questo Chaitanya dice che unità e separazione tra mondo e dio sono oltre il pensiero. Quando Chaitanya afferma che sono al di là della portata del pensiero, la sua affermazione è molto più rilevante di quanto possa apparire. Meera direbbe la stessa cosa, ma lei non si è mai dedicata a una seria indagine filosofica, è sempre stata una donna mossa dai sentimenti. Chaitanya invece era un grandissimo logico, famoso per l’acutezza mentale e la sua logica brillante. Aveva scalato le più alte vette del pensiero. Gli studiosi avevano timore di confrontarsi con lui. Era un oratore incomparabile, aveva vinto tutti i premi nelle contese filosofiche.

Non era un sentimentale, eppure prese la via dell’amore e della devozione – un evento miracoloso. Questa svolta a centottanta gradi nella vita di Chaitanya dimostra la supremazia dell’amore sulla logica. Con la sua logica, Chaitanya aveva sconfitto tutti i contemporanei, ma quando la applicò a se stesso, scoprì che la logica era perdente. Arrivò a un punto in cui la mente perdeva e la vita e l’amore vincevano. Oltre quel punto poteva proseguire solo con la vita e l’amore.

È incredibile che una mente logica eccezionale come quella di Chaitanya abbia potuto abbandonare la sua torre d’avorio, prendere in mano un tamburello e danzare e cantare nella piazza del mercato. Riesci a immaginare Bertrand Russell che balla per le strade di Londra? Chaitanya era come Russell – un grande intellettuale. Per questo motivo la sua scelta acquista immenso significato. Egli afferma che la realtà è al di là del pensiero, e non con le parole, ma con un tamburello – danzando e cantando per le strade della sua città, dove tutti lo rispettavano profondamente per la sua superba erudizione.

Navadip, la città in cui era nato Chaitanya, era il più grande centro di erudizione e logica dell’India. Lo chiamavano kashi dei filosofi. Lo studio della logica in India raggiunse l’apice a Navadip, e divenne noto come navya nyaya, a rappresentare l’Everest della dialettica. L’Occidente non ha ancora raggiunto quel picco. La logica occidentale è antica, non è nuova, ma non ha superato Aristotele. Navadip portò la logica oltre Aristotele, fino alla sua ultima frontiera.

In India, in quei giorni, era sufficiente dire che quel tale studioso veniva da Navadip… Studenti da tutta l’India andavano a Navadip a studiare logica. La città brulicava di eruditi.

Chaitanya era nato a Navadip, ed era un grandissimo studioso di logica, il più grande nella Navadip del suo tempo, tutti lo rispettavano profondamente. E quello stesso Chaitanya un giorno disse addio alla sua erudizione e si mise a ballare e cantare estatico per le strade, affermando che nulla è afferrabile con la logica. Quando è una persona simile a fare un’affermazione, essa assume un significato enorme. Chaitanya rappresenta il culmine di una grande tradizione. Dopo aver esplorato ogni angolo, anche il più remoto, del pensiero razionale e della comprensione intellettuale, dopo aver indagato la radice di parole, concetti e i loro significati, egli rinuncia alla conoscenza intellettuale, ritorna alla sua ignoranza primigenia e dichiara che ora canterà e ballerà come un folle. Disse che non avrebbe più partecipato a dibattiti filosofici, né cercato la verità attraverso la logica, avrebbe semplicemente vissuto abbandonandosi totalmente alla vita.

La vita comincia dove la logica finisce.

 

tratto da: Osho, Krishna: The Man and His Philosophy # 13

 

 

 

Un consiglio prezioso

 

Non odiare niente.

Odio incluso, perché non fa nessuna differenza quale sia l’oggetto dell’odio, può essere l’odio stesso. Ma non odiare – non solamente come disciplina, ma come parte della comprensione che la stessa energia che diventa amore, diventa odio.

Quando la stessa energia potrebbe diventare amore, significa che saresti stupido a usare quell’energia per odiare – perché l’odio creerà delle ferite in te. Non ferirà nessun altro all’infuori di te... e l’amore avrebbe creato fiori al posto di ferite – non avrebbe aiutato nessun altro all’infuori di te. Quindi si tratta semplicemente di una questione di intelligenza.

L’odio è distruttivo, autodistruttivo. L’amore è grande rispetto per se stessi. Puoi odiare qualsiasi cosa, chiunque, l’odio stesso, ma in ogni caso ti ritroverai con un’energia molto bassa: l’odio succhia energia, ti lascia vuoto, spento.
L’amore ti riempie di energia, di energia traboccante; non solo ‘guarendoti’ ma creando un’aura attorno a te nella quale anche altri possono guarire.

Non è questione di religione – che l’odio è cattivo o immorale.

È questione di intelligenza: l’odio è stupido e l’amore è intelligente.

tratto da: Osho, Osho Upanishad # 10

 

 

Solo l’amore prepara il terreno

 

Amore/consapevolezza è la forma di polarità più alta, proprio come uomo/donna, vita/morte, interiorità/esteriorità, luce/oscurità, estate/inverno, yin/yang, corpo/anima, creazione/creatore. Amore/consapevolezza è la forma di polarità più elevata, l’ultima polarità, da cui accade la trascendenza.

L’amore ha bisogno di due esseri. È un rapporto, devi uscire da te stesso, è la tua energia che va all’esterno. C’è un oggetto: l’amato/a. L’oggetto diventa più importante di te. La tua gioia risiede nell’oggetto. Se l’amato/a è felice, tu sei felice e diventi parte dell’oggetto. Si crea una sorta di dipendenza: tu hai bisogno dell’altro. Senza l’altro ti senti abbandonato.

Vivere in consapevolezza significa stare con te stesso in completa solitudine, essere semplicemente vigile. Non è un rapporto e l’altro non è affatto necessario. Non esci da te, entri in te.

L’amore è il movimento della luce, fuori dal tuo essere. La consapevolezza è il movimento contrario: il movimento a ritroso della luce che torna alla fonte primaria, ritorna alla sorgente. Il cerchio è completato. Ma il percorso a ritroso è possibile solo se prima hai compiuto il percorso che ti portava fuori da te. Devi vivere l’amore, devi coinvolgerti, devi avere una relazione amorosa per poter tornare a te stesso. Sembra un paradosso.

L’amore è davvero essenziale. Devi perderti per

ritrovare te stesso. L’amore è l’unica possibilità di

perdersi totalmente.

L’amore è indispensabile per la crescita spirituale. Coloro che fuggono dal mondo, spinti dalla paura, non raggiungeranno mai la meditazione. Possono anche stare seduti nelle grotte sull’Himalaya per molte vite, non raggiungeranno mai la meditazione. Non è possibile, non l’hanno guadagnata. Prima devi guadagnarla nel mondo, prima devi prepararle il terreno.

E solo l’amore prepara il terreno.

tratto da: Osho, Il Cuore Celeste, NSC ed.

 

 

 

Da dove posso iniziare

 

Per vivere appieno questa esperienza indefinibile chiamata amore il primo passo, il modo giusto di cominciare, è semplice  – anche se non sempre facile, visti i nostri condizionamenti. Inizia ad amare davvero te stesso.

 

 

La persona che non ama se stessa non sarà mai in grado di amare un altro. La prima ‘increspatura’ dell’amore deve nascere nel tuo cuore. Se non si manifesta verso te stesso, l’amore non potrà manifestarsi con un altro, perché ogni altro è comunque più distante.

È come quando getti un sasso in un lago silenzioso – le prime increspature si formano attorno al sasso e poi si allargano sempre di più fino alle sponde più lontane. Il primo moto d’amore deve formarsi attorno alla tua persona. Devi amare il tuo corpo, devi amare la tua anima, devi amare la tua totalità. È naturale, altrimenti non riusciresti a sopravvivere. Ed è anche bello, perché ti rende armonioso. La persona che ama se stessa ha grazia, eleganza. Una persona che ama se stessa sarà certamente più silenziosa, più meditativa, più contemplativa, di una che non si ama. Se non ami la tua casa, non la pulisci, se non ami la tua casa, non la ridipingi, se non la ami non la circondi con un bel giardino e non crei un laghetto con i fiori di loto. Se ami te stesso ti coltiverai attorno un giardino. Cercherai di portare a maturazione il tuo potenziale, cercherai di portare alla luce tutto quello che in te può essere espresso. Se ti ami, ti manterrai pulito, ti procurerai nutrimento. E se ami te stesso, c’è una sorpresa in serbo per te: gli altri ti ameranno. Nessuno ama una persona che non ama se stessa. Se neppure tu ti ami, chi altri se ne prenderà la briga? E la persona che non si ama, non potrà rimanere neutrale. Ricordalo, nella vita non esiste neutralità. L’uomo che non si ama, si odia, dovrà odiarsi – la vita non conosce la neutralità. La vita è sempre scelta. Se non ami, non vuol dire che te ne puoi rimanere in quello stato di assenza d’amore. No, odierai. La persona che odia se stessa diventa distruttiva. La persona che si odia odierà tutti – sarà sempre furiosa e violenta, in preda alla rabbia. Una persona che si odia come può sperare che gli altri la amino? L’amore per se stessi è un grande valore religioso.

Io ti insegno l’amore per te stesso. Ma ricorda, amore di sé non è sinonimo di orgoglio egocentrico, per niente. In realtà è esattamene l’opposto. La persona che si ama scopre che l’io non esiste. L’amore dissolve sempre l’io: questo è uno dei segreti alchemici da imparare, comprendere e vivere. L’amore dissolve sempre l’io. Ogni volta che ami, l’io svanisce. Ami una donna e in quei pochi istanti in cui l’amore per lei è autentico, in te non c’è io, non c’è ego. Ego e amore non possono coesistere. Sono come il buio e la luce: quando arriva la luce, il buio svanisce. Se ami te stesso, rimarrai sorpreso: amore di sé significa dissolvimento dell’io. Nell’amore di sé, non troverai alcun sé. È paradossale, l’amore di sé è assoluta assenza di sé. Non è egoista, perché ogni volta che c’è luce, il buio non esiste, e ogni volta che c’è amore, il sé non esiste. L’amore scioglie l’io congelato. L’io è come un cubetto di ghiaccio, e l’amore è come il sole del mattino. Il tepore dell’amore… e l’io inizia a sciogliersi. Più ami te stesso e meno troverai in te la presenza dell’io, e questo diventa una grande meditazione.

 

tratto da: Osho, The Secret # 18

 

 

 

Amore per se stessi

Riscriviamo il film!

 

È un film vecchio: ‘Il Nemico Interiore’.

La trama la conosci bene: ogni volta che vuoi inseguire i tuoi sogni – avere un rapporto d’amore con la donna o l’uomo verso cui sei attratto, svolgere il lavoro che ti piacerebbe fare, guadagnare i soldi che senti di meritare – una vocina nella tua testa ti dice: “Lascia perdere, non te lo meriti, non sei abbastanza interessante, non sei abbastanza attraente, non sei abbastanza intelligente, ci sono un mucchio di persone migliori di te”. Oppure ti trovi in circostanze critiche: sei stato rifiutato, o criticato, o insultato. E la vocina continua: “Be’, cos’altro ti aspettavi?”. Quella voce ti fa diventare teso e stressato ogni volta che vuoi qualcosa, perché in fondo sei convinto di non meritare di essere felice, di non meritare di essere amato: non vali nulla. Hai paura dell’intimità, perché pensi che se qualcuno arrivasse a conoscerti davvero, non potrebbe amarti. Decisamente un filmaccio.

Non è che siamo nati con queste idee negative: non siamo usciti dall’utero materno dicendo: “Oddio! C’è qualcosa di sbagliato in me, nessuno può amarmi”. Molto presto però iniziamo a essere contagiati dall’idea che, così come siamo, non siamo OK.

E ogni volta che abbiamo ricevuto questo messaggio è stato come se la nostra energia fosse stretta in una morsa. Finché non siamo arrivati a come siamo oggi: con la sensazione che magari ci troviamo in un film sbagliato.

 

Cambiare il film

Una volta compreso il funzionamento di questo ciclo autodistruttivo, riuscirai a vedere la possibilità di uscirne. E con un ruolo molto più divertente. Imparerai a riconoscere i meccanismi inconsci di autosabotaggio, e imparerai una tecnica da usare quotidianamente per dire ‘no’ a queste voci autodistruttive – all’idea che dovresti essere diverso o migliore.

E infine potrai cominciare a vivere la tua vita reale e naturale, libero dalla tensione di cercare di essere qualcuno che non sei.

 

Guarire il bambino interiore

Entrerai anche in contatto con il ‘bambino interiore’, con il bambino o la bambina che sei stato e che ha accumulato tutte quelle idee. Perché non importa quanti anni abbiamo, dentro il nostro bambino è tuttora convinto che così come siamo non andiamo bene, che dobbiamo essere ‘migliori’ per farci amare. È per questo che, quando ci sentiamo vulnerabili o insicuri, reagiamo sempre in maniera molto emotiva. Perché in queste situazioni riemergono le vecchie ferite dell’infanzia – ferite profonde provocate da senso di inadeguatezza, paura e shock, o da esperienze di abbandono o deprivazione affettiva.

Il bambino interiore ha in mano le chiavi di tutto ciò che ti manca nella vita, compresi l’amore e l’intimità. Avrai l’opportunità di entrare in contatto con quel bambino, e cominciare a dargli ciò di cui ha bisogno, che invano cerca di ottenere dagli altri...

e aiutarlo a sentirsi bene così com’è.

 

tratto da: www.lifetrainings.com

Descrizione del workshop Aprirsi all’amore per se stessi di Anando.

Prossimi appuntamenti in Italia del corso di Self love:

19-21 aprile – Amore per se stessi - level 1

Miasto, tel 0577 960 124

1-4 maggio – Amore per se stessi - level 2 

Yuki, tel 011 9359939   shanti.yuki@galactica.it

 

 

 

La luce dell’amore

 

Scoprila... e vedrai come tutto il tuo lato oscuro a poco a poco svanisce

 

 

Osho, talvolta, dopo momenti di chiarezza e leggerezza, mi sembra che alcune vecchie conoscenze: violenza, gelosia, furia, eccetera, si rifacciano vive ancora più forti di prima, come se fossero solo rimaste dietro l’angolo in attesa del momento buono per ripresentarsi. Puoi commentare?

 

Posso dire qualcosa, ma la violenza, la gelosia e la furia rimarranno in attesa dietro l’angolo. Non basta che io dica qualcosa per farle svanire – perché, senza saperlo, tu le alimenti, senza che tu ne sia consapevole, il tuo desiderio di liberartene è molto superficiale.

Non stai facendo proprio quello su cui insisto di continuo, stai facendo l’opposto. Lotti con l’oscurità, e non porti la luce. Puoi continuare a lottare con l’oscurità fin quando vuoi – non ne uscirai vittorioso. Questo non significa che sei più debole dell’oscurità, indica solo che le tue azioni nei confronti dell’oscurità sono irrilevanti.

Il buio è solo un’assenza.

Non puoi fare nulla in maniera diretta – devi solo portare la luce.

E non è che con l’arrivo della luce il buio si precipiti fuori da ogni fessura. Il buio è un’assenza – la luce arriva… non c’è più assenza. Il buio non va da nessuna parte, non ha vita indipendente.

Ti leggerò la tua domanda: “Talvolta, dopo momenti di chiarezza e leggerezza, mi sembra che vecchie conoscenze come violenza, gelosia, furia, eccetera, si rifacciano vive ancora più forti di prima, come se fossero solo rimaste dietro l’angolo in attesa del momento buono per ripresentarsi”.

Chiarezza e leggerezza sono momentanee. Se fai brillare la luce per un momento e poi spegni la candela, il buio ritornerà – non è rimasto in attesa dietro l’angolo, sei tu che hai ricreato l’assenza di luce.

La fiamma della consapevolezza deve ardere di continuo, allora non ci sarà più oscurità.

Queste emozioni che tu ritieni molto pericolose sono praticamente impotenti. La violenza è lì solo perché non hai sviluppato il tuo potenziale d’amore – è l’assenza dell’amore. E tutti fanno solo cose inutili. Cercano di essere non violenti: reprimono la violenza, fanno sforzi incredibili per essere non violenti.

Ma nessuno ha bisogno di essere non violento, hai solo preso la direzione sbagliata. La violenza è una qualità negativa, e tu stai cercando di distruggere la violenza e diventare non violento. Io ti inviterei a dimenticare la violenza. È assenza d’amore – ama di più. Tutta l’energia che impieghi nel reprimere la violenza e nel diventare non violento… mettila nel diventare amore.

È un peccato che sia Buddha sia Mahavira abbiano usato il termine non-violenza. Posso capire la loro difficoltà. La difficoltà era che con ‘amore’ le persone intendono l’amore biologico; per evitare ogni fraintendimento hanno quindi usato un termine negativo: non-violenza. Così sembra che la violenza sia una cosa positiva e la non-violenza sia negativa. In realtà, la violenza è la cosa negativa e l’amore è la cosa positiva, ma entrambi avevano paura a usare la parola amore.

E a causa del sospetto che ‘amore’ potesse creare l’idea dell’amore ordinario nella mente delle persone, hanno usato una parola infelice – non-violenza – e quella non-violenza è stata praticata per venticinque secoli. Ma avete mai trovato la qualità dell’amore, la presenza dell’amore in un discepolo di Buddha o Mahavira? Praticano la non-violenza, ed è questo il loro errore. Li troverai avvizziti e spenti: la loro intelligenza non sembra essere fiorita, la loro consapevolezza non sembra essere fiorita. È bastato un errore, l’uso di un termine sbagliato, a creare venticinque secoli di indicibile tortura per migliaia di persone.

Vorrei che tu riconoscessi l’amore come polo positivo, e amore non significa solo amore biologico. Anche tu lo puoi capire: ami tua madre, ami tuo fratello, ami gli amici, ami il maestro. La biologia non c’entra. Queste sono esperienze di amore non biologico accessibili a tutti. Ami una rosa – ha qualcosa a che fare con la biologia? Ami la splendida luna, ami la musica, ami la poesia, ami la scultura – cosa c’entrano con la biologia? E traggo questi esempi dalla vita ordinaria, solo per mostrarti che l’amore ha molte dimensioni.

Esiste un amore tra due corpi, ed è amore biologico. Esiste un amore tra due menti, ed è l’amore tra due amici. Esiste un amore tra due cuori – e allora è l’amore tra discepolo e maestro. E poi esiste l’amore tra due esseri. Quello è l’amore tra il devoto e il maestro.

L’amore ha queste quattro dimensioni, e ogni dimensione ha moltissime possibilità.

Pertanto, invece di avere solo momenti di chiarezza e leggerezza, ama di più: ama gli alberi, ama i fiori, ama la musica, ama le persone. Permetti all’amore, in tutte le sue dimensioni, di arricchirti la vita, e la violenza sparirà. Un uomo che ama non può far male a nessuno.

Ci sono stati anche casi straordinari… Un mistico sufi, Sarmad, aveva una ferita al petto: i musulmani ortodossi avevano cercato di ucciderlo. Non erano riusciti a ucciderlo, ma lo avevano ferito gravemente, e la ferita era molto pericolosa… nella ferita c’erano piccoli ma visibili parassiti che gli stavano succhiando il sangue.

I musulmani, quando fanno il loro nimaj, la loro preghiera, si chinano per terra, si alzano, e poi si chinano di nuovo molte volte. E così quei parassiti cadevano dalla ferita di Sarmad e lui li raccoglieva e li rimetteva nella ferita. La gente diceva: “Ma sei matto?”.

“Il mio corpo è comunque destinato a morire” rispondeva Sarmad. “Il veleno si è diffuso in tutto il corpo. Perché questi poveri parassiti dovrebbero morire, visto che li posso aiutare a vivere? E comunque sono parassiti della mia ferita, e io non sono il corpo. Sarò cibo per loro, e finché sono in vita continuerò a rimetterli a posto”. Alla fine smise di pregare, dicendo: “Posso pregare anche senza il rituale, ma non posso fare del male a queste creature”.

Ma stranamente non morì a causa del veleno che si stava diffondendo nel suo corpo, forse il suo grande amore fece da antidoto, e i musulmani dovettero tagliargli la testa davanti al Jamma Masjid di New Delhi. E il suo unico crimine era stato… i musulmani hanno una preghiera che consiste in una frase semplice: “Un solo dio, un solo libro sacro, il Corano, e un solo messaggero di dio, Maometto.” Nella preghiera pronunciano questi tre nomi.

Ma i sufi ripetono solo la parte che si riferisce a dio. Nelle loro preghiere non dicono “un solo Corano” e “un solo messaggero di dio”. Dicono che ci sono stati altri messaggeri, non esiste il monopolio, e ci sono altri libri sacri, il Corano non può essere l’unico. E in futuro ci saranno altri messaggeri e ci saranno altri testi sacri. Una sola cosa possono dire: l’esistenza è un solo dio.

Quello era il loro crimine, e i musulmani ortodossi obbligarono Sarmad: “Devi recitare l’intera preghiera, recitarne solo una parte è un sacrilegio”.

E lui disse: “Non potete obbligarmi. Per quanto concerne la preghiera, sono libero, si tratta della mia personale relazione con dio. Se devo rendere conto a qualcuno, quello è dio, non siete voi. Non sto pregando voi, sto pregando dio, e se lo faccio in modo sbagliato, è una questione da definire tra me e dio. Chi siete voi?”. Ma loro erano al potere – il re era musulmano – ed erano molto arrabbiati, quindi gli tagliarono la testa.

La moschea di Delhi ha molti gradini… e quando gli tagliarono la testa egli scoppiò in una risata, e la testa cominciò a rotolare giù dai gradini. Migliaia di testimoni, che erano venuti ad assistere all’esecuzione, osservarono uno strano fenomeno: la testa rotolava giù dai gradini… grondante di sangue, il corpo era rimasto in cima alla scalinata, e la testa stava ancora ripetendo la preghiera troncata.

Forse non è un fatto storico, ha molto della leggenda, ma ci sono varie fonti contemporanee che lo citano – anche di non musulmani, che hanno visto e hanno sentito.

Forse l’amore può parlare anche senza il corpo. Forse l’amore non ha bisogno del corpo come tramite. La storicità o meno del fatto è insignificante, per me la cosa significativa è che, sebbene lo avessero ucciso tagliandogli la testa, in lui non c’erano né rabbia, né lamento, né condanna, né maledizione.

Ed era del tutto innocente, la preghiera è una faccenda assolutamente individuale. Ma persino mentre la sua testa rotolava giù dai gradini, c’era solo preghiera, la preghiera troncata.

L’amore sa perdonare.

L’amore non è capace di ferire e di essere violento.

I sentimenti violenti non spariranno, finché non trasformi la loro energia in amore. E il vero amore non conosce gelosia. L’amore che è accompagnato dalla gelosia non è certo vero amore, è un istinto biologico.

Più ti evolvi – dal corpo alla mente, dal cuore all’essere – più queste rozzezze svaniranno. L’amore da un essere all’altro non conosce gelosia.

Come farai a trovare questo amore?

È un’emanazione del tuo silenzio, della tua pace, del tuo benessere interiore, della tua beatitudine. Sei così beato che desideri condividere – quella condivisione è amore.

L’amore non è un mendicante.

Non chiede mai: “Dammi amore”.

L’amore è sempre un imperatore.

È solo capace di dare. Non riesce neppure a immaginare, ad aspettarsi qualcosa in cambio.

Diventa più meditativo, diventa più consapevole del tuo essere. Diventa più silenzioso nel tuo mondo interiore, e l’amore comincerà a scorrere attraverso di te. Le persone hanno tanti problemi. I problemi sono diversi – violenza, gelosia, infelicità, angoscia – ma la medicina per tutte queste malattie è una sola: è la meditazione.

Vorrei anche ricordarti che la parola medicina e la parola meditazione derivano dalla stessa radice. Medicina indica qualcosa che può guarire il corpo, meditazione indica qualcosa che può guarire l’anima.

La meditazione è forse la chiave a tutti i nostri problemi. Quindi, invece di combattere separatamente ogni problema… ci metteresti vite intere senza in realtà risolvere nulla. Se ne staranno in un angolo, ad aspettare un’opportunità – e naturalmente, se devono aspettare troppo, si vendicheranno più che possono.

La meditazione non fa nulla direttamente con la violenza, né con la gelosia, né con l’odio.

Si limita a portare luce dentro la casa, e il buio svanisce.

 

tratto da: Osho, The Hidden Splendor # 17

 

 

 

Chi ama  se stesso, ha fatto il primo passo verso il vero amore...

 

Anch’io, come Buddha, insegno ad amare prima se stessi; ma non sto dicendo di amare l’ego. In effetti, l’amore è una luce così abbagliante, che l’oscurità dell’ego non può coesisterle. Se ami gli altri, se il tuo amore è focalizzato sugli altri, vivrai nell’oscurità. Per prima cosa, illumina te stesso, diventa luce nei tuoi confronti. Fa’ che la luce dissolva le tue tenebre interiori, la tua intima debolezza. Amandoti, acquisirai un tremendo potere, una forza spirituale. E quando la tua anima è potente, sai che non morirai mai, che sei immortale, sei eterno. L’amore ti dà la prima intuizione dell’eternità; l’amore è la sola esperienza che trascenda il tempo.

tratto da: Osho, The Book of the Books, Vol. V

 

 

 

Amare se stessi e gli altri

 

Un uomo che ama se stesso, si rispetta, e un uomo che ama se stesso e si rispetta, rispetta anche gli altri, perché sa: “Gli altri sono esattamente come me. Io do valore ad amore, rispetto, dignità, e così fanno gli altri”. Diventa consapevole del fatto che non siamo diversi, che per quanto riguarda le cose fondamentali, siamo un’unità. Nei dettagli forse siamo un po’ diversi tra noi – e questo genera varietà, ed è bello – ma alla base partecipiamo di un’unica natura.

L’uomo che ama se stesso gode dell’amore a tal punto, è in estasi a tal punto che l’amore comincia a traboccare, a toccare gli altri. Deve toccarli! Se vivi l’amore, lo devi condividere. Non puoi continuare ad amare te stesso per sempre, perché una cosa ti diverrà assolutamente chiara: se amare una persona – te stesso – è così incredibilmente bello, così splendido, quale estasi conoscerai condividendo il tuo amore con moltissime persone? A poco a poco le onde si propagano sempre più lontano. Ami altre persone, poi ami gli animali, gli uccelli, gli alberi, le rocce. Puoi riempire l’universo intero con il tuo amore. Un singolo individuo è sufficiente a riempire d’amore l’intero universo, un sassolino – un misero sassolino – è sufficiente a riempire il lago di onde.

 

tratto da: Osho, The Dhammapada: The Way of the Buddha, #5

 

 

 

Non puoi amare una persona che odia se stesso

 

E su questa terra sfortunata, quasi tutti odiano sé stessi, tutti condannano sé stessi. Come puoi amare una persona che condanna sé stessa? Non ti crederà. Non può amare sé stessa - come osi farlo tu? Non può amare se stessa, come puoi amarla tu? Sospetterà qualche inganno, qualche trucco, qualche strategia. Sospetterà che tu stia cercando di ingannarla in nome dell’amore. Sarà molto cauta, vigile, il suo sospetto avvelenerà il tuo essere. Se ami una persona che odia sé stessa, stai cercando di distruggere il suo concetto di sé. E nessuno abbandona facilmente il proprio concetto di sé; questa è la sua identità. Lotterà con te, cercherà di dimostrarti che ha ragione e tu hai torto.

Questo è ciò che accade in ogni relazione d’amore – lasciatemi dire in ogni cosiddetta relazione d’amore. Accade tra ogni moglie e marito, ogni amante e amato, ogni uomo e ogni donna. Come puoi distruggere il concetto che l’altro ha di sé stesso? Quella è la sua identità, quello è il suo ego, quello è ciò che egli sa di sé stesso. Se glielo porti via, non saprà chi è. È troppo rischioso; non può abbandonare il suo concetto di sé così facilmente. Ti proverà che non merita di essere amato, merita solo di essere odiato.

E la stessa cosa vale per te. Anche tu odi te stessa; non puoi permettere a nessun altro di amarti. Ogni volta che qualcuno si avvicina con un’energia d’amore, ti ritiri, vuoi scappare, hai paura. Sai perfettamente che non meriti amore, sai che solo in superficie sembri così brava, così bella; in profondità sei brutta. E se permetti a questa persona di amarti, prima o poi – e sarà prima che poi – si accorgerà di chi sei in realtà.

Si ha paura a diventare intimi. Essere intimi significa che dovrai mettere da parte il ruolo. E tu sai chi sei: sei indegno, sei pura immondizia. Questo è ciò che ti è stato detto fin dall’inizio. I tuoi genitori, i tuoi insegnanti, i tuoi preti, i tuoi uomini politici, tutti ti hanno detto che sei sporco, privo di valore. Nessuno ti ha mai accettato. Nessuno ti ha dato la sensazione di essere amato e rispettato, che c’è bisogno di te – che questa esistenza sentirà la tua mancanza, che senza di te questa esistenza non sarà la stessa, che senza di te ci sarà un buco. Senza di te questo universo perderà un po’ di poesia, un po’ di bellezza: si sentirà la mancanza di una canzone, la mancanza di una nota, ci sarà un vuoto; nessuno ti ha detto nulla di tutto questo.

Ed ecco cos’è il mio lavoro qui: distruggere la sfiducia creata in te rispetto a te stessa, distruggere tutta la condanna che ti è stata imposta, allontanarla da te e darti la sensazione di essere amata e rispettata, amata dall’esistenza. Dio ti ha creato perché ti amava. Ti ha amato così tanto che non ha resistito alla tentazione di crearti... Dio ti ha dipinto, cantato, danzato. Dio ti ama! Se non vedi alcun significato nella parola Dio, non preoccuparti; chiamalo esistenza, chiamalo il Tutto. L’esistenza ti ama, altrimenti non saresti qui.

Rilassati nel tuo essere, sei desiderato dal Tutto. Ecco perché il Tutto continua a respirare in te, a pulsare in te. Quando comincerai a sentire questo rispetto incredibile e l’amore e la fiducia che il Tutto ripone in te, le radici cominceranno a crescere nel tuo essere. Comincerai ad aver fiducia in te stesso.

 

tratto da: Osho, Il Libro della Saggezza,  Edizioni Del Cigno

 

 

 

Cuore il centro della loto

 

Perché abbiamo bisogno di tecniche per il cuore? Ce lo spiega – parlandoci della sua esperienza – Anando,  che presenterà al Festival di Varazze di quest’anno anche alcune meditazioni per centrarsi nel cuore.

 

 

Una delle moltissime cose che ho sentito Osho dire, e che ha avuto un impatto molto profondo su di me, è che dietro ogni conflitto, ogni problema, c’è qualcuno che non si sente amato e rispettato. Tutto lì. I problemi non riguardano mai veramente le questioni in superfice – se guardi sotto, scoprirai che questa è la base, che è questo che sta accadendo.

Applicando a me stessa questa visione, ho scoperto che è vera in ogni situazione. Quindi ho deciso di iniziare a usare questa comprensione al fine di scoprire un modo per rimanere rilassata in situazioni difficili o di conflitto. All’inizio non è stato facile, perché ho una mente orgogliosa e reagisco sempre a caldo – quando qualcuno mi si avvicinava con una rimostranza o con rabbia, immediatamente reagivo sempre, d’istinto.

All’inizio ho avuto bisogno di accorgermi che non conoscevo per nulla il reame del cuore. Ero così abituata a usare sempre la mente, con tutti i suoi giudizi, classificazioni, standard e aspettative, che non riuscivo a immaginare di poter semplicemente rimanere aperta a ciò che mi stava di fronte senza la protezione delle mie idee preconcette. E la mia testa non era per nulla interessata a lasciare che la mia vita venisse gestita dalle ‘sdolcinature’ del cuore.

Ma ho fatto tanti respiri profondi... e ho imparato a entrare in contatto con il mio cuore. Non è stato così difficile, né così terribile, come temeva la mia mente. Ho scoperto che il cuore in realtà non è fatto di sdolcinature sentimentali ed emozioni. È uno spazio molto pulito e puro, capace di vedere con grande chiarezza, e ha pazienza, comprensione e compassione (qualità che decisamente mi mancavano). Nel libro di Osho The Book of Secrets* ho trovato varie tecniche per spostare la mia energia dal complicato territorio della mente a quello sconosciuto del cuore. E come per magia la mia vita è diventata più semplice. Applicando queste tecniche, ho scoperto che ero in grado di rimanere in uno spazio di apertura con chiunque (be’, quasi), anche con persone che in passato mi avevano dato molto sui nervi. Ho instaurato bellissimi contatti con persone che in passato avevo snobbato. Ed è stato un sollievo poter andare in giro senza dover cercare di evitare le persone che non mi piacciono. Prima, quando incontravo persone su cui la mia mente aveva giudizi ben precisi, mi sentivo diventare di pietra, e non era una sensazione piacevole, ma finché non ho scoperto le meditazioni del cuore di Osho non sapevo cos’altro fare.

 

Al Festival esploreremo alcune di queste tecniche. Le posso senz’altro raccomandare a chiunque desideri avere rapporti con gli altri più semplici e appaganti.

 

* In italiano: Il Libro dei Segreti e I Segreti della Trasformazione, Ed Bompiani

 

 

 

Assorbi i sensi nel cuore

 

O beata, quando i sensi sono assorbiti nel cuore, raggiungi il centro del loto.

Provaci: puoi farlo in molti modi. Tocca qualcuno: se sei una persona orientata verso il cuore la sensazione tattile andrà immediatamente al cuore, e potrai sentire la qualità di quella persona. Senti che la tua mano è protesa a toccare, e lascia che quella sensazione tattile si metta in relazione col cuore. Il cuore è il loto. Ogni senso è solo l’apertura del loto, petali del loto. Come prima cosa cerca di mettere i sensi in relazione col cuore; poi, pensa sempre che ogni senso sprofonda nel cuore e viene assorbito in esso. Solo quando queste due cose si saranno saldamente assestate, i sensi inizieranno a esserti d’aiuto: ti condurranno al cuore, ed esso diventerà un loto. Questo loto del cuore ti darà una centratura, e da lì sarà molto facile cadere nel centro dell’essere... una volta che sarai centrato nel cuore, accadrà automaticamente.

 

tratto da: Osho, Il Sentiero del Reale, carta n.16, Ed. Lo Scarabeo

    

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Un libro per vivere

 

 

LA DISCIPLINA DELLA

TRASCENDENZA

_____________________

Bompiani Editore

Pagine 320 — Euro 8,00

 

 

COMMENTI DI OSHO AL SUTRA IN QUARANTADUE CAPITOLI DI GAUTAMA IL BUDDHA

Sono passati duemilacinquecento anni da quando il Buddha propose un percorso di realizzazione basato sul riconoscimento della condizione psicologica dell’uomo e su un lavoro che permettesse il risveglio dalla confusione che tale condizione implica. Le parole e la realtà del Buddha sono oggi più che mai attuali e in grado di dare prospettive concrete alla nostra vita: il suo dire, infatti ‘Il mondo è in fiamme’ è un’evidenza innegabile nell’attuale contesto di vita. Osho, grazie a un dialogo diretto con l’uomo che noi siamo – immerso nella realtà che stiamo vivendo – rinnova il contatto con questi contenuti, intatti nella loro potenza.

 

 

Liberati dai desideri

Le passioni sono i nostri sogni; i nostri sogni per il futuro, desideri di un futuro, desideri di come le cose dovrebbero essere. Nel profondo siamo sempre scontenti, comunque le cose siano, siamo scontenti... una casa più bella... più denaro, avere questo o quello… Pensiamo continuamente in termini di come rendere migliore la vita. Continuiamo a vivere nel futuro, che non esiste. Vivere nel futuro è un sogno, perché non esiste. Vivere nel futuro si basa su una grande insoddisfazione per il presente. Ci attacchiamo a qualunque cosa abbiamo. Osservate il paradosso: ci attacchiamo a qualunque cosa abbiamo e, tuttavia, ne siamo insoddisfatti. Siamo insoddisfatti della nostra vita, pertanto desideriamo modificarla, renderla migliore. Ci attacchiamo continuamente a ciò che abbiamo e desideriamo continuamente ciò che non abbiamo, rimanendo schiacciati tra queste due situazioni. E sarà sempre così. Era così ieri, è così oggi, sarà così domani… per tutta la vostra vita. Vi attaccate a tutto ciò che avete affinché nessuno ve lo porti via e, tuttavia, vi sentite insoddisfatti e sperate che un giorno le cose vadano meglio. Colui che vive nelle passioni, nei desideri, vive una vita futile: sempre insoddisfatto e sempre sognando. Insoddisfatto della realtà e sognando cose immaginarie.

 

Puoi cambiare il tuo futuro

Qualunque cosa tu faccia è come seminare: un giorno o l’altro avrai il raccolto, un giorno o l’altro dovrai raccoglierlo. Se oggi sei infelice, questo è il seme che è fiorito. Quel seme che forse hai seminato da qualche parte nel tuo passato – in questa vita, in una vita passata... Qualunque cosa sei oggi non è altro che il tuo passato che si è accumulato. Tutto il tuo passato è il tuo presente. Qualunque cosa sarai domani, sarà ciò che fai oggi. Non si può correggere il passato, ma si può fare molto per il futuro; e cambiare il futuro significa ogni cosa. Se inizi a cambiare il tuo stile di vita, il tuo modo di essere consapevole, se inizi a comprendere le leggi della vita… questa è una legge fondamentale, la legge del karma: qualunque azione compi, dovrai raccoglierla. Non scordarlo mai, neppure per un istante, perché dimenticarlo ti ha creato un’infelicità estrema. Ricordalo. Continuamente, le vecchie abitudini ti spingeranno a ripetere le vecchie azioni. Sii attento e abbandona le vecchie abitudini, abbandona le risposte meccaniche, diventa più consapevole. Basterà un po’ di consapevolezza per dare inizio a un grande cambiamento.

 

Sii responsabile di te stesso

Siete voi la causa della vostra infelicità, e potete anche essere la causa della vostra beatitudine. Voi siete la causa dell’inferno in cui vivete, ma potete creare anche il paradiso. Voi soli siete responsabili e nessun altro. Se potete fare del bene, fatelo. Se potete aiutare qualcuno, aiutatelo. Se provate compassione, amore, lasciateli fluire, perché tutto ciò vi ritornerà. Se cercate la bellezza, troverete la bellezza. Se credete che la bellezza non esiste, potrete anche imbattervi in essa, ma non la vedrete. Vedete solo ciò che state cercando. Osho

 

 

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