Pag. 1 Peperoncino
Pag. 2 Osho Times
News
Pag. 6 I centri di Osho in Italia
Pag. 10 Dalla
coppia all'amore
Pag. 20 Il
mio amore e il tuo
Pag. 26 Jalaluddin Rumi
Pag. 32 Un
puro stato dell'essere
Pag. 38 Amore
e meditazione
Pag. 50 L'oroscopo di
aprile
Pag.
52 La vetrina
Pag. 60 Un
libro da vivere
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con il suo permesso.
Aggiungi
un po’ di PEPERONCINO alla tua vita
Love.
Sono arrivato qui ieri,
e da quel momento ho pensato
di scriverti,
ma fino ad ora non è
successo.
Scusa per il ritardo,
benché anche un solo giorno
di ritardo non sia poca cosa!
Che posso dire del viaggio di
ritorno?
È stato assolutamente
incantevole.
Non ho fatto altro che
dormire, e tu eri con me.
Poteva sembrare che ti avessi
lasciato,
ma in realtà eri sempre
accanto a me.
Questo è l’essere-insieme
che è così reale
da non potersi dividere.
La vicinanza fisica non è
vicinanza,
a quel livello non può
esserci alcuna unione,
ma solo un abisso
insormontabile.
Vi è tuttavia un’altra
vicinanza
che non è quella dei corpi,
e il suo nome è amore.
Una volta raggiunta non la si
perde più.
A quel punto non esiste più
separazione,
malgrado le immense distanze
nel mondo visibile.
Se riesci a raggiungere
questa assenza di distanza
anche con una sola persona,
potrai ritrovarla con tutti.
L’uno è la porta, il tutto
la meta.
L’inizio dell’amore passa
attraverso l’Uno,
la fine è il Tutto.
L’amore che ti unisce al
tutto
e che nulla esclude
è ciò che io definisco
religione,
e l’amore che si arresta, non
importa dove,
è ciò che io definisco
peccato.
Osho, lettera tratta da Una tazza di tè, NSC ed.
Anando al congresso
Anche quest’anno
Anando sarà al congresso internazionale L’uomo e il Mistero, organizzato dalle Edizioni Mediterranee a
Riccione: un importante convegno già alla sua 11ª edizione, con un ricco
programma, strutturato in modo da offrire ai partecipanti una serie di workshop
e molte conferenze. Anando guiderà dal 23 al 27
aprile un workshop ‘Aprirsi all’amore per se stessi’,
il 28 parlerà su ‘Cambiare la propria vita’ e tutti i
giorni terrà la Meditazione Dinamica alla quale sono invitati tutti i
partecipanti di tutti i vari workshop, una decisione degli organizzatori del
convegno, visto il grande successo dell’anno scorso.
Per maggiori informazioni sul convegno
www.ediz-mediterranee.com
Per le altre date di Anando
in Italia www.lifetrainings.com
Arrivare
a Pune... è facile
Sono in molti che vorrebbero andare a Pune, ma l’Oriente misterioso fa un po’ soggezione per la
diversità col nostro mondo così evidente. In realtà però con un minimo di
informazione si può scoprire che la “via dell’India” non è poi così
difficile...
Per il volo dall’Italia a Mumbay (come si chiama oggi la città di Bombay) le possibiltà sono davvero tante e basta rivolgersi alla
propria agenzia di viaggi per trovare la cosa giusta.
Una volta atterrati a Mumbay è comodo cambiare un centinaio di Euro all’interno
dell’aeroporto – subito dopo il punto dove vi controllano i bagagli – per avere
in tasca quelle poche migliaia di rupie (1 Euro = 46/50 Rs)
necessarie per taxi, cibo, e prime spese all’arrivo a Pune.
Dopo di che per raggiungere Pune ci sono varie possibilità: in aereo (Jet Airways, mezz’ora di volo circa, con Boeing
737) costa sui 90 Euro (solo andata), meglio prenotare il biglietto (insieme a
quello dall’Italia all’India) attraverso l’agenzia di viaggi italiana. Per
raggiungere l’aeroporto nazionale da quello internazionale si usa o lo shuttle
gratuito della compagnia aerea (parte però solo 2 ore prima del volo) o un taxi
‘prepagato’: nella hall dell’aeroporto, verso
l’uscita, si trova uno stand ‘Prepaid Taxi’ prezzi fissi e chiari (a seconda di dove dovete
andare e di quanto bagaglio avete). Una volta a Pune
sono sulle 200 Rs (4 Euro) per un taxi dall’aeroporto
fino al Resort.
Altro modo: Mumbay-Pune in minibus A/C. Sempre nella hall dell’aeroporto,
verso l’uscita, trovate un paio di stand ‘Bus for Pune’ dove fate i biglietti, costo 9-10 Euro (Rs. 450). I bus impiegano circa 5-6 ore (soprattutto perché
una volta a Pune portano tutti fin sulla soglia di
casa, e poi finalmente lasciano anche voi all’angolo della strada del Resort). Per orari e possibilità di prenotare dall’Italia
vedi su osho.com sezione Resort, all’interno delle
pagine dedicate al Viaggio a Pune.
Altro modo di andare a Pune è prenotare un taxi privato. All’aeroporto all’uscita
degli arrivi troverete l’autista con un cartello col vostro nome, in 3 ore e
mezza sarete a Pune, depositati dove volete voi. I
prezzi partono dalle 2000 Rs (40 Euro). Per
prenotarli si può utilizzare il link nella pagina,
sempre su www.osho.com ‘Taxi per Pune’, dove c’è più
scelta. Io uso Vijay (vijaytaxi@hotmail.com, tel + fax 0091 20 6134176) ormai da anni.
Altri mezzi per il tratto Bombay-Pune (treno, bus di linea, taxi pubblico) sono più
economici, ma un po’ complicati da gestire, specialmente la prima volta...
Dove alloggiare, una volta
arrivati a Pune? La scelta migliore è di sicuro la
Guest House del Resort, almeno per la prima (o le
prime notti) – facile e sicura da prenotare dall’Italia, per 45/50 Euro
(singola o doppia) a notte sarete già comodi comodi
all’interno del Resort, in A/C e ambienti di livello
internazionale. Esistono naturalmente molte altre possibilità: dagli alberghi 5
stelle, parte di catene internazionali (dai 100 Euro in su) ad alberghi indiani
‘di lusso’ (intorno ai 60 Euro) fino ad alberghi con
poche pretese... un problema in questi casi è la distanza dal Resort: il traffico spesso caotico e l’inquinamento possono
rendere anche solo 10 minuti di taxi un’esperienza poco piacevole – per una
scelta vedi, sempre su osho.com, la sezione alberghi a Pune.
Oltre agli alberghi di questo elenco, vicino al Resort
c’è l’economico Surya Villa (Fax 0091 20 6139186 –
Tel 6124501) dove una camera doppia costa dalle 700 alle 900 Rs (15/18 Euro). Fatevi confermare la prenotazione!
Dopo il primo, o i primi
giorni, è facile trovare camere in appartamento nelle immediate vicinanze per
permanenze più lunghe (magari chiedete agli altri italiani che incontrate
all’interno, ce n’è sempre un mucchio, non solo al cappuccino bar) i prezzi
variano da 4000 Rs (80 Euro) fino alle 9000 Rs (180 Euro) e oltre al mese. Per stanze a livello medio
alto, se volete prenotare fin dall’Italia potete rivolgervi a
giririeger@hotmail.com che ha una vasta offerta, con prezzi che variano dai 45
Euro a settimana fino ai 500 al mese a seconda della stagione e delle comodità.
E le altre spese dopo
l’arrivo a Pune?
Per chi arriva per la prima
volta 1050 Rs (21 Euro) è il pacchetto tutto compreso
di registrazione al Resort (sconti per giovani), e
poi sono 250 Rs al giorno (5 Euro) per l’ingresso,
con interessanti sconti per periodi lunghi. Per il cibo, all’interno del Resort, si possono preventivare un 200/300 Rs al giorno, che fanno dai 120 ai 180 Euro al mese... che
aumentano se gelati, dolciumi, cappuccini, pizze e cocktail serali non vi
rovinano la linea! Per mangiare fuori dal Resort...
occhio all’igiene! I prezzi, nei posti più frequentabili variano dalle 100 Rs (2 Euro) dei ristorantini
indiani fino ai 60 e oltre Euro nei ristoranti internazionali degli alberghi 5
stelle (pasto per 2 compreso il vino... spesso sconsigliabile!).
Aggiungi poi un 1600 Rs di robe (2
bordeaux e 2 bianche), e un 500 Rs per una ‘sedia da meditazione’ (il pavimento di marmo dell’Osho Auditorium è
freddo, ma basta anche un cuscino)... e con meno di 50 Euro vi siete attrezzati
per questa avventura nella meditazione e nella celebrazione.
Altre informazioni su
www.osho.com sezione Resort / Viaggio a Pune.
La
Festa Continua...
Succede sempre qualcosa di interessante qui
all’Osho Meditation Resort
di Pune.
Recentemente c’è stata, ad esempio, la
rappresentazione di fine training delle Danze
Sacre di Gurdjieff, per la prima volta nel nuovo
Osho Auditorium. Ventinove ‘danzatori’, di 12 nazionalità diverse, si sono
esibiti in questa serie di movimenti coreografici che richiedono un’estrema
coordinazione e una profonda centratura (non a caso sono stati sviluppati come
tecnica di meditazione dal mistico russo Gurdjieff,
fra i più importanti del secolo scorso). La performance, eccezionale, ha
richiamato anche un certo numero di ospiti venuti apposta da Bombay per
l’occasione. Vasto pubblico anche al concerto, sempre nell’Osho Auditorium, di Sivamani, un giovane scatenato percussionista indiano
(pupillo di Zakir Hussain)
che inizia ad aver successo anche negli USA. Insieme a Louis
Banks (il papà
del jazz indiano) e a Niladri Kumar
(sitarista di formazione classica: la scuola di Ravi Shankar) ci ha dato
occasione di ascoltare un trio di veri maestri. Era della vera fusion quella
che, al di là degli sperimentalismi, nasce dalla pura gioia di far musica,
oltre naturalmente che da un’assoluta padronanza tecnica dello strumento; Niladri Kumar si presentava persino con un sitar ‘amplificato’ –
un’elettronica custom-made, delicata da mettere a punto – che ci ha permesso di ascoltare
tutte le sottili, raffinate sfumature sonore di un sitar
anche in un contesto di musica molto più esuberante di quella indiana classica.
I tre maestri si sono divertiti molto a proporsi e rilanciarsi temi, ritmi e
variazioni, con un pubblico sempre attento ed entusiasta.
Più raccolte invece le nuove ‘serate sufi’ organizzate nel Samadhi: una dedicata alla poesia
– di Rumi soprattutto, ne potete leggere qualche
esempio a pg. 47 di questo numero – e un’altra, molto
semplicemente, al silenzio. E, sempre in Samadhi,
arrivano spesso a suonare musicisti classici indiani: il legame fra musica e
meditazione è tradizionale in questo paese, e di sicuro altrove è difficile
trovare un pubblico così meditativo.
All’insegna invece della celebrazione e del divertimento
le varie serate dedicate al ‘varietà’ nella Plaza: ce n’è praticamente una
tutte le settimane. Non solo il pubblico è internazionale, ma anche gli
artisti, qui arriva gente da ogni parte del mondo... e capita così di sentire
un bluesman israeliano cantare la ‘tristezza’ di
vivere in Terrasanta; un cantautore giapponese
celebrare la bellezza di Okinawa – sembrava,
stranamente, un pezzo di Ramazzotti! E poi spassose
scenette sulle disavventure del ‘turista spirituale medio’
qui in India, danze etniche – di un certo numero di etnie diverse
– cantanti più ‘classici’ che ci offrono pezzi vuoi da music hall che da opere famose...
insomma tutto ciò che la presenza di un così grande numero di talenti creativi
e la voglia di divertirsi e celebrare insieme può far venire in mente. Non
mancano poi gli artisti italiani, come per esempio Subodha
– era un po’ di tempo che non veniva a Pune – che ha
presentato brani sia dal suo CD Ocean of joy, sia di nuova composizione.
E poi mostre d’arte: il training di pittura di Meera è finito e i partecipanti hanno esposto le loro
creazioni... centinaia di dipinti – eseguiti con le tecniche più svariate – che
si inseguivano lungo il perimetro di Buddha Grove – lo spazio aperto della vecchia Buddha Hall – e continuavano nell’area di fronte al Bookshop, insomma riempivano praticamente ogni spazio
disponibile! E molti erano davvero belli, soprattutto considerando che erano
opera di persone che solo da poco, attraverso questo training, erano riuscite a
‘liberare’ ed esprimere le loro potenzialità creative.
Anche la pottery ha fatto un paio di mostre: vasi, tazze, lampade,
grossi piatti centrotavola... tutti in terracotta con meravigliosi giochi di
colori nelle vernici vetrificate al forno.
E questo senza parlare dell’ampia offerta di gruppi
workshop e training della Multiversity (il modo
migliore per tenersi al corrente è la sezione Multiversity
su www.osho.com).
È successo che alla nostra redazione italiana
hanno telefonato persone dicendo: “Abbiamo sentito che a Pune
in questi mesi ci sono state un mucchio di novità interessanti... che peccato
che non l’abbiamo saputo prima... è chiaro che ci siamo persi qualcosa”.
La notizia è che la festa continua... tutto
l’anno: succede sempre qualcosa di
interessante qui all’Osho Meditation Resort di Pune.
Ci si incontra, ci si innamora e poi ci si
mette insieme, magari ci si sposa anche...
È così che funziona, vero?
Peccato che invece molto spesso non
funzioni!
Ma perché?
In un numero
tutto dedicato all’amore non si poteva non iniziare dal tipo di amore che
solitamente più ci interessa, che conosciamo di più... o almeno così ci sembra.
L’amore romantico, l’amore di coppia: due si incontrano, si innamorano... ‘e
vissero a lungo felici e contenti’. E invece no: le
coppie ‘scoppiano’, i matrimoni si sfasciano – magari stanno insieme solo per i
figli – o si trascinano in lunghe agonie, sostenute solo più dall’abitudine e
dalle convenzioni sociali. L’amore che c’era all’inizio sembra svanito...
chissà dove.
Ma che amore
era, e perché è durato così poco? Diamo un’occhiata un po’ più da vicino a
questa ‘cosa’ chiamata amore...
E, tanto per cominciare, Osho ci ribalta subito la
prospettiva: non è dall’amore che nasce la coppia, il matrimonio e così via. È
vero il contrario: è all’interno della coppia che, con molta attenzione e un
profondo rispetto per se stessi e per l’altro, può forse nascere l’amore.
Osho, se l’amore viene distrutto nel matrimonio, come dobbiamo
vivere se desideriamo condividere l’amore e i pensieri nel quotidiano, e
inoltre veder crescere dei bambini con una madre e un padre?
Non ho mai detto che
l’amore viene distrutto dal matrimonio. Come può il matrimonio distruggere
l’amore? Certo, è vero, è distrutto nel matrimonio, ma è distrutto da voi, non
dal matrimonio. È distrutto dalla coppia. Come può il matrimonio distruggere
l’amore? Siete voi che lo distruggete perché non sapete cos’è l’amore. Credete
solo di saperlo, sperate e sognate di saperlo, ma non sapete che cos’è l’amore.
L’amore deve essere appreso: è la più grande arte che esista.
Non
inizierete a dipingere solo perché avete a disposizione una tela, un pennello e
dei colori. Non vi direte: “Ho tutto il necessario e ora posso dipingere”.
Potrete farlo, ma in quel modo non sarete un pittore.
Incontrate una donna – la
tela è a disposizione. Subito diventate un amante
– iniziate a dipingere. E la donna dipingerà su di voi. Naturalmente entrambi
dimostrerete di essere sciocchi – due sciocchi dipinti – e prima o poi capirete
cosa sta accadendo, ma non penserete mai che amare sia un’arte. Voi non siete
nati dotati di quest’arte... dovrete impararla: è
l’arte più sofisticata.
Siete nati solo con una
capacità. Certo, siete nati con un corpo:
potrete diventare ballerini perché avete un corpo. Potete muovere il vostro corpo e potete diventare ballerini, ma
il danzare deve essere appreso, e con molto sforzo. E ballare non è poi così
difficile perché voi soli ne siete coinvolti.
L’amore è molto più
difficile: è danzare con qualcun altro. È necessario l’altro anche per
conoscere cosa sia la danza. Adattarsi a qualcuno è una grande arte; creare
un’armonia tra due persone... due persone significano due mondi diversi. Quando
due mondi si avvicinano è inevitabile che si scontrino, se non sapete come
creare armonia. L’amore è armonia. E la felicità, il benessere e l’armonia
fioriscono solo dall’amore. Imparate ad amare. Non abbiate fretta per il
matrimonio, imparate ad amare. Diventate prima grandi amanti.
E qual è il requisito? Un
grande amante è sempre pronto a dare amore e non gli interessa che venga
ricambiato o meno. Sarà sempre contraccambiato perché è nella natura stessa
delle cose. È come andare in montagna e cantare una canzone: la valle vi
risponderà. Avete mai sentito l’eco in montagna o in una valle? Gridate e la
valle grida, cantate e la valle canta. Ogni cuore è una valle: se ci riversate
amore, risponderà.
La prima lezione d’amore è
non chiedere amore, ma dare semplicemente. Diventa un donatore. Ma le persone
fanno esattamente l’opposto. Anche quando
donano, lo fanno solo con l’idea che l’amore dovrebbe ritornare, è un
commercio. Non condividono, non condividono in libertà, ma con una condizione.
Con la coda dell’occhio osservano se c’è un ritorno oppure no.
Persone molto avare… non conoscono come l’amore funzioni, naturalmente.
Limitati a riversarlo, ritornerà. E se non è ricambiato, non c’è da
preoccuparsi – un amante sa che amare significa essere felice. Se poi è
ricambiato, bene: in questo caso la felicità sarà moltiplicata. Ma anche se non
è mai ricambiato, nell’atto stesso di amare diventi così felice, così estatico
che non ti interessa essere ricambiato.
L’amore
ha una felicità intrinseca: accade quando amate. Non è necessario attendere il
risultato: inizia ad amare e pian piano vedrai che una quantità d’amore sempre
più grande ritornerà a te. Si ama e solo amando si arriva a conoscere cos’è
l’amore: così come solo nuotando si impara a nuotare...
Ma le persone sono molto
avide: attendono il grande amore per amare e rimangono chiuse, si
rattrappiscono in se stesse. Sono in attesa. Un bel giorno arriverà Cleopatra e allora apriranno il loro cuore, ma
quando sarà il momento, avranno completamente dimenticato come aprirlo.
Non
perdere alcuna occasione per amare. Persino camminando per strada puoi essere amorevole,
con un mendicante puoi essere amorevole. Non è necessario che tu gli dia
qualcosa, almeno sorridi; non costa nulla, ma il tuo sorriso ti aprirà il
cuore, lo renderà più vivo. Tieni la mano di qualcuno: un amico o un estraneo.
Non aspettare di amare solo quando comparirà la persona giusta perché, così
facendo, la persona giusta non arriverà mai. Continua ad amare. Più amerai e
più avrai la possibilità che la persona giusta arrivi, perché il tuo cuore
inizia a fiorire, e un cuore che sboccia attrarrà molte api, molti amanti.
Ti sei allenato nel modo
sbagliato. Per prima cosa, ognuno vive con l’idea sbagliata di essere già un
amante. Per il fatto di essere nato, pensi di essere un amante. Non è così
facile. Certo, ne hai la potenzialità, ma la potenzialità deve essere allenata,
dovrà seguire una disciplina. Esiste il seme, ma dovrà sbocciare.
Se continuerai a portare
in te solo il seme, mai nessun’ape si fermerà. Hai
mai visto un’ape fermarsi su un seme? Le api arrivano quando i fiori sono
sbocciati. Diventa un fiore, non rimanere un seme.
Due persone infelici
separatamente, quando si uniscono, creano una maggior infelicità l’una per
l’altra, è matematico. Tu eri infelice, tua moglie era infelice... ed entrambi
sperate che, unendovi, potrete essere felici? Ma è matematica elementare, come
due più due fa quattro. Sarete infelici entrambi.
“Non mi ami più?” chiese
la moglie di Mulla Nasrudin.
“Non mi dici più le cose carine che mi dicevi quando eravamo fidanzati”
prosegue la moglie, asciugandosi una lacrima con il grembiule.
“Ti amo, ti amo”, risponde
seccato il Mulla, “ma adesso, vuoi stare zitta e
lasciarmi bere questa birra in pace?”
Il
corteggiamento è un’altra cosa. Non dipendere dal corteggiamento. Anzi, prima
del matrimonio, liberati del corteggiamento. Il mio suggerimento è che il
matrimonio dovrebbe essere celebrato dopo la luna di miele, mai prima. Solo se
le cose saranno andate per il verso giusto, solo allora dovrebbe accadere il
matrimonio.
La
luna di miele dopo il matrimonio è molto pericolosa. Per quanto ne so, il
novantanove percento dei matrimoni sono già falliti al termine della luna di
miele. Ma a quel punto sei in trappola, non hai più alcuna via di scampo: tutta
la società, la legge, il tribunale, tutti ti saranno contro se lasci la moglie,
o se la moglie ti lascia. Tutta la moralità, la religione, il prete, tutti ti
saranno contro. In realtà la società dovrebbe creare tutte le barriere
possibili al matrimonio e nessun ostacolo per il divorzio; non si dovrebbe
permettere il matrimonio così facilmente. Il tribunale dovrebbe opporsi: vivi
almeno due anni con la donna, poi ti verrà permesso di sposarti. Al momento, si
sta facendo l’esatto opposto: se desideri sposarti, nessuno ti chiederà se sei
pronto o se è solo un capriccio, dovuto al fatto che ti piace il naso di quella
donna. Che follia! Non si può vivere di solo naso; dopo due giorni quel naso
sarà dimenticato. Chi guarda più il naso della moglie?
Il personale di un reparto
ospedaliero era composto solo da infermiere che sembravano finaliste al titolo
di Miss Mondo eppure, ogni volta che passavano, un paziente le guardava con
attenzione e commentava: “Robaccia!”
Il vicino di letto, non
capendo, a un certo punto chiese: “Ma come, con questo ben di dio che ti
accudisce, tu non sai dire altro che ‘Robaccia!’ Perché?”
“Non
stavo pensando alle infermiere”, disse l’altro con un sospiro triste, “pensavo
a mia moglie.”
La
moglie non sembra mai bella, il marito non sembra mai bello. Una volta che si è
fatta l’abitudine, la bellezza scompare.
Si dovrebbe
permettere a due persone di vivere insieme tutto il tempo necessario per
conoscersi, per acquisire familiarità e proibire loro il matrimonio, anche se
desiderano sposarsi. Solo così il divorzio potrà scomparire dalla faccia della
Terra. I divorzi esistono perché i matrimoni sono sbagliati e forzati; i
divorzi esistono perché i matrimoni sono fatti in base a uno stato d’animo
romantico.
Il
romanticismo va bene se sei un poeta e, si sa, che i poeti non sono buoni
mariti o buone mogli. Difatti, la maggior parte dei poeti sono scapoli.
Sfarfallano intorno, ma non si fanno mai prendere, così la poesia rimane viva.
Continuano a scrivere poemi, splendidi poemi.
Non
bisogna sposarsi in base a un umore poetico; lascia che entri la prosa, poi
sistemati, perché il quotidiano è più simile alla prosa che alla poesia.
Bisogna diventare maturi al punto da comprenderlo.
Maturità
significa che non si è più degli sciocchi romantici: si comprende la vita, si
comprendono le responsabilità della vita, si comprendono i problemi dello stare
con una persona. Si accettano tutte queste difficoltà, eppure si decide di
vivere con quella persona. Non si spera che sia tutto rose e fiori, non si
spera nell’impossibile; si conosce la dura realtà, ed è dura. Ci sono rose, ma
sono rare e distanti; ed esistono molte spine.
Quando
sarai diventato consapevole di tutti questi problemi e tuttavia deciderai che
vale la pena rischiare e stare con una persona piuttosto che essere soli,
allora sposati. Solo così il matrimonio non ucciderà mai l’amore, perché questo
amore è realistico. Il matrimonio può solo uccidere l’amore romantico, e
l’amore romantico è chiamato ‘amore adolescenziale’.
Non bisogna farci troppo affidamento, non bisogna ritenerlo un nutrimento. Al massimo, può assomigliare a un gelato: puoi
gustarlo qualche volta, ma non puoi vivere di gelato. La vita deve essere più
realista, più prosaica.
Il
matrimonio di per sé non ha mai distrutto nulla. Il matrimonio porta solo alla
superficie qualsiasi cosa sia nascosta in te. Se c’è amore nascosto dietro e
dentro di te, il matrimonio lo tirerà fuori. Se l’amore invece era solo un
pretesto, una lusinga, prima o poi è destinato a scomparire. Allora solo la tua
personalità, la tua personalità deforme salterà fuori. Il matrimonio è solo
un’occasione per far uscire qualsiasi cosa dovevi portare in superficie.
Non
sto dicendo che l’amore viene distrutto dal matrimonio. L’amore viene distrutto
dalle persone che non sanno amare. L’amore è distrutto perché in primo luogo
non era amore: vivevi in un sogno e la realtà distrugge quel sogno;
diversamente, l’amore è qualcosa di eterno, è parte dell’eternità. Se cresci,
se conosci l’arte e accetti le realtà delle vita amorosa, allora l’amore crescerà giorno
per giorno: il matrimonio sarà un’incredibile occasione per crescere
nell’amore.
Nulla può distruggere
l’amore. Se esiste, crescerà. Ma io credo che, in primo luogo, non sia
presente. Hai frainteso te stesso, era presente qualcos’altro. Forse era sesso,
era attrazione sessuale. In questo caso verrà sicuramente
distrutto, perché una volta fatto l’amore con una donna, l’attrazione sessuale
scompare, in quanto esiste solo laddove c’è l’ignoto. Dopo aver gustato
il corpo dell’uomo o della donna, l’attrazione sessuale scompare; se il vostro
amore era solo attrazione sessuale, è inevitabile che scompaia. Quindi, non
scambiate qualcos’altro per amore.
Se ciò che provi è davvero
amore… Cosa intendo dire con ‘davvero amore’? Voglio dire che, se alla sola presenza dell’altro
ti senti improvvisamente felice, stando semplicemente insieme a lui ti senti
estatico, la sua semplice presenza appaga qualcosa nel profondo del tuo cuore…
qualcosa inizia a cantare nel tuo cuore e ti immergi nell’armonia. La presenza
dell’altro ti fa sentire integro, diventi più individuo, più centrato, sei più
radicato… allora è amore.
L’amore non è una
passione, l’amore non è un’emozione. L’amore è una comprensione profonda del
fatto che in qualche modo l’altro ti completa. Qualcuno ti rende un cerchio
perfetto; la presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la
libertà di essere se stessi, non è possessività.
Dunque, osserva. Non
pensare mai al sesso come amore, altrimenti ti ingannerai. Stai attento e
quando sentirai che la presenza di qualcuno, la sua sola presenza, null’altro è
necessario… tu non chiedi nulla e la semplice presenza dell’altro è sufficiente
per renderti felice… allora, qualcosa sta iniziando a sbocciare dentro di te,
mille e un loto fioriscono… allora, sei in amore, e in quel caso potrai
attraversare tutte le difficoltà che la realtà crea. Molte angosce, molte
ansie; riuscirai ad attraversarle tutte, e il tuo amore continuerà a fiorire
sempre di più, perché tutte quelle situazioni saranno delle sfide. Superandole,
il tuo amore si rafforzerà sempre di più.
L’amore è eternità. Se è
presente, continuerà a crescere all’infinito. L’amore conosce l’inizio, ma non
conosce la fine.
tratto da: Osho,
La disciplina della trascendenza, # 2
Bompiani editore
Attenti a non partire col piede sbagliato!
Bisogni, desideri, aspettative... ecco cosa
si nasconde spesso dietro la parola amore
Osho, mi accorgo sempre di più che nelle
relazioni la cosa essenziale per me è di essere amata e accettata
completamente, proprio così come sono. È questo un altro modo di essere
bisognosa e pretenziosa?
Hai messo tutto
sottosopra. Io ti ho detto di accettare ognuno per quello che è. Non pretendere
che l’altro soddisfi una visione ideale che viene dai tuoi condizionamenti, che
sia come la tua fantasia se lo immagina. Questa non è la via dell’amore e
neppure un modo di comportarsi umanamente.
L’amore
accetta la persona, così com’è. Certo, essere accettata totalmente la fa
cambiare moltissimo. Ma tali cambiamenti non sono stati richiesti, avvengono da
soli. Tu hai messo le cose in modo completamente sbagliato. Invece di accettare
gli altri così come sono, vuoi essere accettata tu, così come sei.
La
tua domanda è veramente buffa e mostra come tu continui ad ascoltarmi, e poi a
inventarti quello che non ho mai detto. In tutta la mia vita non ho mai detto
una cosa simile. Ho detto esattamente il contrario.
Tu
dici: “Mi accorgo sempre di più che nelle relazioni la cosa essenziale per me è
di essere amata e accettata completamente, proprio così come sono. È questo un
altro modo di essere bisognosa e pretenziosa?” È semplicemente il modo di
essere stupida.
Ora,
non è in mano tua, non è in tuo potere che l’altro ti accetti così come sei e
che tu venga amata e accettata completamente. Non puoi costringere nessuno ad
avere questo tipo di idee. Sì, tu puoi amare qualcuno, così com’è, senza fargli
richieste. Ma tu hai ribaltato tutto. Tu, piuttosto di diventare una persona
che accetta gli altri, hai sviluppato una nuova idea – un’idea alquanto
originale: che devi essere tu a essere accettata così come sei, e amata
totalmente proprio come vuoi. In questo modo non sarai mai amata e non sarai
mai accettata. Resterai sempre vuota, ti mancherà sempre qualcosa e vivrai
nella disperazione. Hai messo il carro davanti ai buoi, in questo modo non c’è
possibilità di movimento. Usa un po’ d’intelligenza e accorgiti di quello che
stai facendo. È una cosa impossibile. E non chiedere mai l’impossibile, a meno
che tu non sia disposta ad accettare una grossa frustrazione.
tratto da: Osho, The New Dawn,
# 32
Vicini vicini........
Ma senza mai incontrarsi. È questo il
paradosso di chi si ama.
Osho, ultimamente ho cominciato a capire che anche il mio
amato è un estraneo per me. Tuttavia, sento ancora un intenso desiderio di
superare questa separazione tra noi. Ci vedo come due linee parallele che
corrono l’una accanto all’altra, destinate a non incontrarsi mai. Il mondo
della consapevolezza è come il mondo della geometria, o qui esiste la
possibilità che due linee parallele si incontrino?
È uno dei grandi dolori
che ogni amante deve affrontare, per gli amanti non esiste modo di superare il
senso di estraneità, di lontananza, di separazione reciproche. In realtà
l’amore funziona proprio perché gli amanti sono polarità opposte. Più sono
lontani, e più si attraggono. L’attrazione è generata proprio dalla
separazione. Possono avvicinarsi, anche di molto, ma mai diventare una cosa
sola. Possono arrivare così vicini che sembra proprio mancare solo un ultimo
passo per diventare uno. Ma quel passo non è mai stato compiuto, non può essere
compiuto, è una legge naturale.
Al contrario, quando vi
avvicinate troppo, immediatamente cominciate ad allontanarvi, sempre di più.
Perché con l’eccessiva vicinanza l’attrazione sparisce e cominciate a litigare,
a discutere, a tormentarvi a vicenda. In questo modo si crea di nuovo una
distanza. E da questa nuova distanza rinasce l’attrazione. Tutto continua così,
con questo ritmo: ci si avvicina e ci si allontana, vicini e lontani.
Il
desiderio di essere una cosa sola esiste; ma a livello biologico, a livello
fisico, è impossibile diventarlo. Anche facendo l’amore non siete uno, la
separazione a livello fisico è inevitabile.
Tu
dici, ultimamente ho cominciato a capire
che anche il mio amato è un estraneo per me. È una buona cosa. Indica che la tua
comprensione sta crescendo. Solo le persone infantili pensano di conoscersi
reciprocamente. Tu non conosci nemmeno te stessa, come puoi pensare di
conoscere il tuo amato?
Lui
non conosce se stesso e tu non conosci te stessa. Due esseri sconosciuti, due
estranei che non sanno niente di se stessi cercano di conoscersi – è un’inutile
perdita di tempo, destinata a generare frustrazione, fallimento. Ecco perché
tutti gli amanti sono pieni di rabbia reciproca. Pensano che forse l’altro non
li sta lasciando entrare nel proprio mondo privato: “Mi sta tenendo lontano, mi
vuole tenere a una certa distanza.” Ed entrambi pensano la stessa cosa. Ma non
è vero. Tutti questi rancori sono falsi. Semplicemente non capite la legge
della natura.
A
livello fisico, potete arrivare molto vicini, ma non riuscirete a diventare
uno. Al livello del cuore lo potete diventare – ma solo momentaneamente, non
permanentemente.
A
livello dell’essere, siete uno. Non c’è bisogno di diventare uno, lo dovete
solo scoprire.
Tu dici, tuttavia, sento ancora un intenso desiderio
di superare questa separazione tra noi. Se continui a tentare di superarla
a livello fisico, incontrerai solo il fallimento. Il desiderio ti sta indicando
che l’amore vuole andare al di là del corpo, che l’amore vuole qualcosa di più elevato
del corpo, più grande del corpo, più profondo del corpo.
Anche
l’incontro cuore a cuore, nonostante la sua dolcezza, la sua immensa gioia, è
insufficiente, perché avviene solo per un momento e subito dopo siete di nuovo
due estranei. Se non scopri il mondo dell’essere, non sarai capace di
soddisfare il desiderio di diventare una cosa sola. E lo strano è che il giorno
in cui diventi uno con il tuo amato, diventi uno anche con l’intera esistenza.
Tu
dici, vedo come due linee parallele che
corrono l’una accanto all’altra, destinate a non incontrarsi mai. Forse non
conosci la geometria non-euclidea... nelle scuole
insegnano ancora la geometria euclidea, che è nata
migliaia di anni fa. Nella geometria euclidea, le
parallele non si incontrano mai.
... ma è stato scoperto
che, proseguendo all’infinito, si incontrano. Le nuove scoperte sono
sconcertanti: non è possibile nemmeno tracciare una retta, perché la terra è
rotonda. – e se crei una retta e continui a tracciarne il percorso dall’inizio
alla fine, ti ritroverai con un cerchio, non è mai stata una linea retta, ma
solo una segmento di circonferenza, e un segmento di circonferenza è un arco,
non una retta. Le rette sono scomparse dalla nuova geometria non-euclidea e se non esistono nemmeno le rette, che dire
di due parallele? Non esistono nemmeno le rette parallele.
Perciò
se è una questione di linee parallele, esiste la possibilità che gli amanti si
incontrino da qualche parte – forse da vecchi, quando non hanno più energia per
litigare e si sono adattati l’uno all’altra... che senso ha? Le discussioni
stesse, i problemi stessi che erano soliti avere, i conflitti stessi si sono
stancati di loro.
Alla
fine, gli amanti cessano anche di parlarsi: a che serve? Perché iniziare a
parlare significa iniziare a discutere e sono sempre le stesse discussioni.
Niente è cambiato. E ne hanno discusso così spesso arrivando sempre alla stessa
conclusione. Ma anche allora, le linee parallele, per quanto riguarda gli
amanti... in geometria possono incontrarsi, ma nell’amore
non c’è speranza, non ne sono capaci.
Ed è un bene che non
possano incontrarsi, perché se due amanti potessero soddisfare il desiderio di
diventare uno a livello fisico, non si muoverebbero al livello superiore. Non
cercherebbero mai di trovare qualcosa di molto più elevato del corpo fisico: la
consapevolezza, l’anima, dio.
È un
bene che l’amore fallisca, perché il fallimento dell’amore ti costringe a
intraprendere un nuovo pellegrinaggio. Il suo anelito ti spingerà a proseguire,
finché non sarai arrivato al tempio in cui avviene l’incontro – ma l’incontro
avviene sempre con il tutto... di cui l’amato è una parte, ma nel quale ci sono
anche gli alberi, e i fiumi, le montagne e le stelle.
In
questo incontro, mancheranno solo due cose: il tuo ego e l’ego del tuo amato non ci
saranno. Tranne queste due cose, l’intera esistenza sarà lì. E questi
due ego costituivano il vero problema, erano loro a tracciare le due linee
parallele.
Non
è l’amore che crea il problema, è l’ego. Ma il desiderio non verrà soddisfatto.
Nascita dopo nascita, vita dopo vita, l’anelito rimarrà, finché non scoprirai
la porta che ti conduce al di là del corpo e ti fa entrare nel tempio.
Tieni
vivo il desiderio, tienine viva la fiamma, non perderti d’animo. Questo anelito
è il seme della tua spiritualità. Questo anelito è il primo passo verso
l’unione finale con l’esistenza. L’amato è solo una scusa.
Non essere triste, sii
felice. Gioisci del fatto che non esiste possibilità di incontro a livello
fisico. Se fosse diversamente, gli amanti non troverebbero mai la via della
trasformazione. Rimarrebbero bloccati insieme, e si distruggerebbero a vicenda.
Non c’è niente di male nell’amare un estraneo. In realtà, è molto più eccitante
amare un estraneo.
Quando non eravate
insieme, tra voi esisteva una grande attrazione. Stando insieme questa
attrazione è andata diminuendo. Più vi conoscete, superficialmente, e minore è
l’eccitazione. La vita diventa una grigia routine. La gente continua a ripetere
sempre le stesse cose, continuamente. Se guardi i visi della gente, ti
chiederai sorpresa perché tutti sembrano così tristi. Perché non sembrano avere
alcuna speranza? La ragione è semplice; la ragione sta nella ripetitività.
L’uomo è intelligente, la ripetizione crea noia e la noia genera tristezza,
perché uno sa già cosa accadrà domani, e dopodomani... fino al giorno della sua
morte, sarà sempre la stessa storia, la solita storia.
La
tristezza che c’è nel mondo, la noia e l’infelicità potrebbero essere
modificate se la gente sapesse che sta chiedendo l’impossibile. Non chiedere
l’impossibile.
Scopri
la legge dell’esistenza e seguila.
Il
tuo desiderio di essere uno, il tuo anelito spirituale, è la tua vera natura
religiosa. Ma ti stai fermando nel posto sbagliato. L’amato è solo un pretesto.
Lascia che l’amato diventi solo un’esperienza di un amore più grande – l’amore
per l’esistenza intera.
Lascia
che il tuo desiderio ti conduca alla ricerca del tuo essere interiore: lì,
l’unione sta già avvenendo, lì, siamo già una cosa sola. Lì nessuno è mai stato
separato.
Il
desiderio è perfettamente giusto, solo l’oggetto del desiderio è sbagliato. Da
qui nasce la sofferenza, l’inferno. Cambia l’oggetto, e la tua vita diventerà
un paradiso.
tratto da: Osho, The Hidden Splendor, # 20
Ma che amore è, il tuo?
Chi sono i tuoi amici?
Persino la persone che pensi di amare... Che cosa è il tuo amore? Soltanto un
bisogno biologico o qualcosa d’altro? C’è qualcosa di più del corpo fisico? Ha
mai pensato all’essere spirituale dell’altra persona? Ho sentito raccontare:
una donna chiedeva a un uomo prima che si sposassero... si amavano tantissimo.
La gente si ama sempre tantissimo prima del matrimonio: non ho mai visto
nessuno che non provi un grande amore! Non esiste un piccolo amore, ma solo
grande amore... soltanto per alcuni giorni però. Entrambi si amavano molto e la
donna chiese: “Domani ci sposeremo. C’è un domanda che ho continuamente nella
mente.… mi amerai per sempre?”.
“Sempre?” L’uomo rimase
pensoso per un momento e disse: “Per quanto mi riguarda, devo chiarire una sola
cosa – che non comincerai ad assomigliare a tua madre quando invecchi. Ho solo
questa paura, se assomiglierai a tua madre, non ti potrò amare. Bisogna
chiarire le cose adesso: ti amerò se rimarrai proprio come sei ora”.
Naturalmente nessuno può restare così come è. Tutti invecchiamo. La donna che oggi è molto bella, domani può
anche diventare cieca. L’uomo che è molto forte e bello oggi, domani magari
diventa uno storpio, magari ha un incidente – tutto è possibile. Il tuo amore è
pronto per un futuro sconosciuto? O c’è soltanto in questo momento, per questa
persona? La gioventù è passeggera.
Questo per me non è amore.
L’amore di cui ho parlato è una comunione tra due anime. Non è biologico, non è
psicologico. È qualcosa di spirituale. E a meno che non sia spirituale, non ha
significato. Un amore spirituale certamente trasforma entrambe le persone che
sono in comunione; questa è la grande alchimia di trasformazione.
tratto
da: Osho, New Dawn, # 11
A livello fisico, potete
arrivare molto vicini, ma non riuscirete a diventare uno. A livello del cuore
lo potete diventare - ma solo momentaneamente, non permanentemente. A livello
dell'essere, siete uno. Non c'è bisogno di diventare uno, lo dovete solo
scoprire.
Sesso, sesso, sesso... e
poi?
Osho, un giovane studioso, un monaco buddhista coreano, mi ha raccontato la storia di una
donna che faceva l’amore con qualunque uomo si avvicinava a lei per sesso, ma
le sue guance erano sempre bagnate di lacrime. Mi sono profondamente commossa
nel sentire questa storia e mi torna spesso in mente. Mi identifico con quella
donna.
Posso comprendere ciò che dici. La storia è
davvero bella; una storia breve, tuttavia il suo contenuto è straordinario.
...ma le sue
guance erano sempre bagnate di lacrime.
Una storia contenuta in una frase, ma che
può essere la storia di tutta l’umanità. Questo è ciò che accade.
L’amore è possibile, ma non si eleva mai al
di sopra del sesso, per questo tutte le guance sono rigate di lacrime… sono
bagnate. Posso vedere le vostre guance colme di lacrime, lacrime che scorrono.
Una delle più grandi infelicità della vita umana è che si rimane legati alla
sessualità e non ci si muove mai oltre, e non si raggiunge mai un momento
d’amore.
L’amore nasce nella sessualità, ma la
sessualità non è amore. Il loto nasce nel fango, ma il loto non è solo il fango
e se il fango rimane tale, naturalmente è inevitabile che ci siano lacrime
sulle guance.
State aspettando di diventare un loto,
state aspettando di fiorire in uno spazio più elevato, ma restate radicati.
Questo è accaduto nei secoli. Pochissimi sono gli individui che hanno raggiunto
l’amore: allora sul loro volto è affiorato il sorriso, potete vederne la
grazia, la bellezza, la bellezza dell’ignoto che discende in loro. L’amore
trasforma.
Il sesso, al massimo, è uno sfogo:
igienico, salutare – non ne sono contrario, è naturale – ma non è la
fine bensì l’inizio. È l’alfabeto dell’amore, ma dovete ricavarne poesia. Tutte
le poesie possono essere ridotte all’alfabeto... qualunque poema può essere
ridotto all’alfabeto, ma la poesia non è solo
alfabeto. Tutte la parole di Buddha possono
essere ridotte all’alfabeto, ma quelle parole non sono solo alfabeto.
Il sesso è solo l’alfabeto dell’amore,
mattoni con i quali si può costruire un Taj Mahal. Ma il Taj Mahal non è solo mattoni. Potete mettere un mattone
sull’altro, ma in questo modo non create un Taj Mahal. Il Taj Mahal
è un insieme d’infinito amore, infinita creatività e i mattoni sono solo la sua
parte visibile. Il Taj Mahal
è qualcosa di invisibile; i mattoni hanno fatto sì che l’invisibile, in un
certo senso, divenisse visibile e lo si potesse sentire. I mattoni aiutano a
sentire l’invisibile, ma i mattoni non sono l’invisibile. Il sesso è proprio
simile ai mattoni; e se si continua ad ammucchiare sesso, inevitabilmente ci si
sentirà in lacrime.
Le persone si guardano l’un l’altra, ma non
si vedono affatto: cercano solo un oggetto sessuale. Passa una donna: l’hai mai
osservata come un essere umano? Talvolta sei interessato a una donna, ma non
come essere umano. Senti un’attrazione, ma non come essere, bensì in quanto
oggetto sessuale – o, talvolta, provi repulsione, anche questo è sessuale.
E fino a quando non incontri una persona
che ti possa guardare negli occhi in quanto essere, e non come un oggetto sessuale,
che ti possa amare in quanto essere… solo allora avrai trovato un amico, non
prima.
Noi continuiamo a cercare solo ciò che
desideriamo. Gli uomini guardano le donne, le donne guardano gli uomini, ma non
si vedono. Cercano qualcos’altro. Cercano il proprio cibo. Hanno fame, un
appetito e quella fame è sessuale; ecco perché, quando qualcuno ti guarda come
un oggetto sessuale, ti senti offeso, ti senti offesa: sta riducendo la tua
identità a uno stato torbido, ti infanga. Ti sta abbassando al denominatore più
basso, al gradino più basso del tuo essere.
Una persona può amarti senza sminuirti. In
realtà, l’amore non sminuisce mai. L’amore vi aiuta a innalzarvi al di sopra
dell’ordinarietà, l’amore vi aiuta a volare alto. Vi
rende meditativi ed estatici. L’amore diventa la prima prova che il divino
esiste, che la vita non è solo materia e l’uomo non è solo un corpo: esiste
anche l’anima ed esiste un mondo trascendente.
Quella donna dev’esserselo
lasciato sfuggire. Deve avere amato molte persone, ma ogni volta che guardava
nelle loro anime non trovava altro che desiderio di sesso. Molte donne mi hanno
confessato di piangere e disperarsi quando il loro uomo fa l’amore con loro,
perché gli uomini fanno l’amore e poi si addormentano. È un rituale, li aiuta
ad addormentarsi, è simile a un tranquillante. E la donna piange e si dispera.
È stata usata e gettata via, come un oggetto di plastica: lo si usa e lo si
butta, senza doversene preoccupare oltre – ha soddisfatto un bisogno.
Guardiamo l’altro solo attraverso i nostri
bisogni: in questo caso, quello sguardo sarà offensivo. Quando invece si guarda
l’altro come una bellezza fine a se stessa, una magnificenza, una divinità, un
dio o una dea… certo, ecco cosa vorrei dirvi: ogni uomo è un dio e ogni donna è
una dea. Quando guardate l’altro come un dio e una dea, allora l’altro è
appagato: quello sguardo accresce la grazia, quello sguardo aiuta l’altro a
volare in alto.
In tutte le lingue del mondo esiste
l’espressione ‘cadere innamorati’. È ridicola. Perché
‘cadere’? Perché non ‘innalzarsi nell’amore’? ‘Cadere innamorati’
dà l’idea che l’amore sia solo un inganno – in realtà volete cadere nel sesso:
volete andare in basso, state fingendo. Quando una persona ti guarda con occhi
colmi di sessualità e di passione, sta guardando i tuoi genitali, non sta
guardando te. Ti sta insultando, ti sta riducendo ai tuoi organi sessuali. Ti
sta semplicemente comunicando che sei solo un’appendice. Ti sta dicendo: “Sono
interessato alla tua sessualità, ai tuoi organi genitali. Non mi interessi tu.
Tu sei solo una situazione e niente di più, il mio interesse è nella tua
sessualità”. Tutto ciò è offensivo, insultante, degradante e umiliante.
La donna di quell’aneddoto
deve essere stata una donna capace di profondo amore. E se in te custodisci un
amore profondo, sentirai sempre scorrere lacrime sulle tue guance, perché è
molto difficile soddisfarlo.
In questo mondo possono essere soddisfatti
solo i bisogni più bassi, perché le persone sono cadute molto in basso. Se
avete un qualsiasi bisogno più elevato, soffrirete; se avete un qualsiasi
bisogno più elevato non troverete il partner giusto, se avete un qualsiasi
bisogno più elevato resterete soli. Questo era il problema di quella donna e
vedo che questo problema è condiviso da tutti gli esseri umani che sono
intelligenti, che hanno un po’ di comprensione.
Le persone hanno ridotto ogni cosa al
denaro o al sesso. Queste due cose sembrano essere le vere divinità: il denaro
o il sesso. E le persone inseguono anche il denaro in funzione del sesso, perché
il denaro può essere d’aiuto.
Non guardare mai un essere umano come se
lui o lei fosse solo sessualità. Guarda gli essere umani come realmente sono.
Il sesso è parte di loro, ma essi non sono solo sesso. La sessualità è una
parte molto piccola – una parte bella in sé, non c’è nulla di sbagliato in
essa – ma se quella parte diventa il tutto, allora ogni cosa diventa
brutta.
Ogni volta che una parte rivendica di
essere il tutto... se è la testa che domina l’intera personalità, vi
abbruttite; in questo caso, avete perso le vostre radici nella completezza. Se
è il sesso che domina la vostra personalità e voi iniziate a vivere per quello,
allora di nuovo siete sminuiti: siete ridotti alla terra, il vostro cielo è
perso.
Il sesso è buono, salutare, bello, nella
sua giusta collocazione. Cercate di capirmi: se il sesso segue come un’ombra
l’amore, è profondamente santo. Ma se l’amore non è altro che un mezzo per
sedurre, se l’amore non è altro che abilità nel vendersi, se l’amore è
null’altro che seduzione e il sesso è l’unico scopo, allora il sesso è brutto,
l’amore è brutto; in questo caso tutto il vostro essere, lentamente, si
abbruttirà. Esisterete solo come ferite e non come un fiore.
Non riducete mai nessuno a oggetto sessuale
e non permettete mai a nessuno di ridurvi a oggetto sessuale. Se il sesso segue
l’amore, se diventa un’armonia nell’amore, avrà una qualità totalmente diversa.
Quando arriva come parte dell’amore… tu ami una persona, desideri condividere
ogni cosa con lei. Quando ami qualcuno, desideri condividere la tua mente, il
tuo corpo, la tua anima, la tua meditazione, vuoi condividere qualsiasi cosa
possiedi. Se hai un senso estetico, vorrai condividere la tua poesia con la
persona che ami, vorrai condividere la tua pittura, la tua visione, i tuoi
sogni.
Naturalmente, quando ami una persona vorrai
condividere anche la tua sessualità: allora sarà qualcosa di bello... in quel
caso non sarà la libido di Freud: quell’energia
avrà una qualità totalmente diversa e vi aiuterà a innalzarvi sempre di più.
Nulla può aiutare a elevarsi quanto
l’amore, perché diventa una tranquillità, una calma, una contentezza, ci si
sente arrivati. Ci si sente grati, ci si sente a casa nell’esistenza. Non si è
più stranieri.
Ricorda: quando sei in relazione con una
persona, non esserlo solo sessualmente, altrimenti tutto il tuo essere
diventerà assurdo. Tratta la sessualità come una preghiera. È una delle soglie
verso il divino. Non farne un atto sacrilego.
Si dovrebbe fare l’amore solo quando ci si
sente immensamente belli, felici, celebrativi. L’amore dovrebbe essere varcato
come la soglia di un tempio del divino. Solo così vi darà una soddisfazione
incomparabile con qualsiasi altra cosa.
tratto da: Osho, Amore
e Libertà, Ed Bompiani
Dall’amore all’illuminazione
Una storia
buddista
In una città arrivò
improvvisamente, dal nulla, una splendida ragazza. Nessuno sapeva da dove
venisse, le sue origini erano completamente sconosciute. Ma era così bella e
incantevole che nessuno si preoccupò della sua provenienza. Tutta la città si
riunì, e ogni giovane – erano circa trecento – voleva sposare quella donna. La
ragazza disse: “Vedete, io sono una e voi trecento. Posso sposare solo una
persona, per cui fate una cosa. Domani tornerò, vi do ventiquattr’ore.
Sposerò chiunque saprà ripetere Il sutra del Loto del Buddha”.
Tutti i giovani corsero a
casa, non mangiarono né dormirono, ma recitarono quel sutra
per tutta la notte – volevano impararlo bene, a memoria. Dieci di loro ci
riuscirono. La mattina seguente la donna arrivò e quei dieci si offrirono di
recitarlo. Li ascoltò, ce l’avevano fatta, e disse: “Bene, ma io sono sempre
una persona sola! Come posso sposare dieci uomini? Vi darò di nuovo
ventiquattro ore. Sposerò colui che sarà in grado di spiegarmi anche il
significato di questo sutra. Quindi provate a
capirlo, perché recitare è semplice...”.
Non c’era molto tempo –
solo una notte! – e Il sutra del Loto è molto lungo, ma quando sei innamorato
puoi fare qualsiasi cosa. Quei giovani corsero a casa e fecero del loro meglio.
Il giorno seguente tre di loro si presentarono: avevano compreso il
significato.
La donna disse: «Di nuovo
si pone lo stesso problema. Il numero si è ridotto, ma il problema resta. Da
trecento a tre è un bel progresso, comunque io non posso sposare tre persone.
Quindi, vi do altre ventiquattr’ore: sposerò colui
che non solo avrà capito, ma avrà anche realizzato questo sutra.
In ventiquattr’ore provate a cogliere la fragranza
del suo significato. Adesso lo state spiegando, ma la vostra spiegazione è
intellettuale... è meglio di ieri, ora avete una comprensione, ma è
intellettuale. Vorrei una fragranza, vorrei sentire il gusto della meditazione:
vorrei vedere che il loto è entrato nel vostro essere, che ne siete diventati
partecipi. Desidererei avvertirne la fragranza. Tornate domani”.
Venne una sola persona, e
di certo aveva realizzato il sutra. La donna lo portò
nella sua casa fuori dalla città. Egli non aveva mai visto quella casa: era
magnifica, da sogno. I genitori della ragazza erano in attesa al cancello e accolsero
il giovane, rallegrandosi con lui.
La donna entrò, e l’uomo
chiacchierò un po’ con i genitori. A un certo punto gli dissero: “Va’, la tua
sposa ti starà aspettando...” e gli indicarono la stanza. Lui si avvicinò, aprì
la porta, ma dentro non c’era nessuno: era una stanza vuota. Tuttavia vide una
porta che dava sul giardino, e decise di dare un’occhiata; forse lei era lì. Di
certo doveva esserci andata, perché sul sentiero vide delle orme. Le seguì e
camminò per quasi due chilometri. Il giardino finì, e lui adesso si trovò sulla
riva di un fiume bellissimo: la donna però non c’era. Anche le orme erano
scomparse; vide solo due scarpe d’oro, che appartenevano alla sua amata.
Il giovane rimase
perplesso. Che cosa era accaduto? Si guardò alle spalle: non c’erano più né la
casa, né il giardino né i genitori, nulla di nulla; tutto era scomparso. Guardò
di nuovo di fronte a sé: anche le scarpe e il fiume erano scomparsi. C’erano
solo il vuoto e una grande risata.
Anche lui rise. E fu così
che si sposò!
Si sposò col vuoto, si
sposò col nulla. Questo è il matrimonio che tutti i grandi saggi hanno sempre
cercato. È il momento in cui diventi un devoto. Ma ogni cosa scompare – il
sentiero, il giardino, la casa, la donna, persino le impronte dei passi. Tutto
scompare. C’è solo una risata, una risata che sorge dalla pancia dell’universo.
tratto da: Osho, Tao: The
Pathless Path, Vol 2 # 9
Tre tipi di amore, sulla strada verso una
piena fioritura
Osho, che cos’è l’amore? Ho
la sensazione che ciò che io chiamo amore e ciò che tu chiami amore siano due
cose completamente diverse.
Sì, e
devono essere completamente diverse. Quando io parlo di amore in quella parola c’è
consapevolezza. Quando tu parli di amore c’è il buio dell’incoscienza. Sono due
parole diverse.
Io sono costretto a usare
le stesse parole che usi tu. Cosa ci posso fare? Devo farlo. Non che io non
possa coniarne di mie, ma allora tu non capiresti niente di quello che dico...
sembrerei davvero pazzo; adesso, almeno, hai la sensazione di capire.
Ricorda sempre che le tue
parole sono usate con un significato completamente diverso. Quindi, mentre mi
ascolti, fai attenzione. E non saltare immediatamente alle conclusioni, non
dare alle parole il tuo colore. È un’abitudine meccanica: senti la parola
‘amore’ e sai subito che cosa vuol dire; a questo punto non hai più bisogno di
ascoltare, puoi dormire, puoi fare un sonnellino – visto che io sto parlando di
amore, e tu sai già che cos’è l’amore. Invece non lo sai. La tua vita ne è la prova.
Se tu conoscessi l’amore conosceresti tutto ciò
che è importante conoscere, non rimarrebbe altro. Quando hai conosciuto l’amore, hai conosciuto il divino, hai conosciuto
l’essere Buddha, il corpo dell’essenza, il corpo della verità. L’amore è in questi
tre corpi. Quello fisico lo conosci: è il sesso, l’infatuazione del corpo – non
è profondo, così come non lo è il corpo fisico. Ed è quello che tu chiami
amore, innamoramento. Ma è una sorta di caduta: ‘cadi nell’amore’.
Poi c’è un secondo tipo di
amore: quello del corpo della beatitudine. Non lo conosci: non è una caduta, è
un momento di immobilità, di riposo. Non cadi, ma piuttosto metti radici.
Smetti di oscillare, le onde scompaiono e tu diventi uno specchio d’acqua,
silenzioso. Ecco cosa dovrebbe voler dire amore.
E infine c’è un terzo tipo
di amore, che viene dal corpo dell’essenza. Quell’amore
dovrebbe essere chiamato preghiera. In esso ci si eleva, non si cade. Il primo
amore è una caduta; il secondo è uno stabilizzarsi, un radicarsi, un centrarsi.
E il terzo amore è un elevarsi nel cielo, ti dà le ali.
Quando io parlo di amore
intendo il secondo e il terzo, e perché il terzo accada è necessario il
secondo. Ma io non sono contro il primo, non sono contro l’amore fisico, poiché
se non cadi molte volte non sarai capace di essere saldo sulle tue gambe.
Perciò io sono completamente a favore dell’amore fisico. Cadi tutte le volte
che puoi, in modo da imparare a non cadere. È l’unico modo per imparare:
attraverso gli sbagli e gli errori. Quando un bambino incomincia a camminare cade molto spesso. Se la madre lo impedisce, il bambino non sarà mai capace
di camminare da solo, sarà bloccato per tutta
la vita.
Ecco perché milioni di
persone sono rimaste bloccate. Perché
la società, i preti e i genitori ripetono
senza sosta che l’amore fisico è un peccato: “Evitalo!”,
non fanno che ripetere. Così, naturalmente, tu non cadi... ma un uomo
che non cade non saprà come stare in piedi senza cadere. Un bambino cui non è
permesso di cadere qualche volta, non sarà capace di camminare... avrà bisogno
delle stampelle.
Il matrimonio è una
stampella – e in tutto il mondo ci sono persone che la usano. Perché non
possono innamorarsi, quindi si adattano a qualcosa di sintetico, di plastica.
Cadi tutte le volte che puoi, e godi nel farlo, e impara l’arte di cadere,
perché solo attraverso questo sarai capace un giorno di imparare a stare in
piedi.
Dal primo tipo di amore si
deve trovare il secondo. E dal secondo si deve trovare il terzo, quando hai
cominciato a stare in piedi da solo, con radici profonde nella terra. Questa
terra è bella; questa terra è un’opportunità, una grande opportunità di
sperimentare. Dovresti sperimentare il più possibile, non dovresti sprecare
nessuna opportunità di farlo. E ogni esperimento ti porterà un pochino di
saggezza – ed è allora che inizia la strada difficile. Un uomo che cerca di
stare sempre al sicuro, in salvo, non imparerà mai. La gente non esplora, non
supera i confini... e i confini sono stati fissati dai preti e dai politici –
dai nemici, dagli avvelenatori. È chiaro che così la tua vita non ha sapore,
non ha tono! È placida e piatta, non ha sangue né ossa, è pallida. Sei come una
candela che si sta spegnendo. La tua vita non è altro che una lenta morte. Non
vivi mai.
Io sono completamente a
favore di questi tre tipi di amore. Impara le strade del primo, le strade del
corpo. E poi vai oltre, perché c’è molto di più. Non restare confinato in esso,
è un passaggio per raggiungere il secondo corpo, il corpo della beatitudine. Ed
è vero, qualche volta quando il tuo amore fisico è molto profondo può succedere
che dal secondo corpo giungano dei momenti di beatitudine. Ma quando un uomo e
una donna fanno l’amore, e improvvisamente si sentono in estasi... ricorda, quell’estasi non viene dalla donna, né dall’uomo. La donna
non ha niente da darti, e nemmeno l’uomo. Tutto ciò che è possibile tra un uomo
e una donna è una sorta di fusione l’uno nell’altro: si dimenticano di se
stessi per un momento, la coscienza di sé scompare, l’ego scompare... e questo è
tutto. Quando questo avviene, qualcosa dal secondo corpo, che è dentro di te,
comincia a fluire, perché l’ego non lo sta più ostacolando; perché tu sei così
assorbito dall’uomo o dalla donna, nell’uomo o nella donna, che ti sei
dimenticato di te stesso, sei in uno stato di ebbrezza. In quel momento non sei
un sé né un ego, e qualcosa si spande dal secondo corpo. Ecco perché ti senti
beato, ecco cos’è quello che chiamiamo ‘orgasmo’. In realtà non ha niente a che
vedere con il sesso. Una volta che hai capito il suo processo lo puoi provare
tutte le volte che vuoi senza fare sesso. Puoi semplicemente sederti, lasciarti
andare... e comincia a diffondersi.
Puoi raggiungere quell’orgasmo senza cercare un uomo o una donna, ma prima
devi imparare attraverso un uomo o una donna. Io non sono contro questo, sono a
favore.
È bello e fa bene, perché
funziona, ma non funziona a lungo. Devi andare oltre, devi trovare l’origine
della beatitudine, da dove viene. Essa non viene dalla donna, non viene
dall’altro. Viene dal tuo centro più profondo. Ma l’equivoco è naturale, perché
sei così assorbito nella donna da credere che venga da lei. La donna è così
assorbita in te da credere che venga dall’uomo. Non viene affatto dall’altro
viene dal tuo centro più profondo. Ma tu non sei consapevole di quel centro.
Diventalo sempre di più. Mentre fai l’amore diventa consapevole del luogo da
cui giunge la beatitudine, da quale direzione, e muoviti in quella direzione. E
fare l’amore può diventare una grande meditazione. Questo è il Tantra, tutto ciò che serve per avvicinarsi al Tantra.
E una volta che hai
imparato come raggiungere l’orgasmo attraverso il tuo corpo della beatitudine,
allora ti sei liberato dell’altro, non sei più dipendente. E quando non sei più
dipendente dall’uomo o dalla donna il tuo amore diventa non-possessivo. Solo
allora il tuo amore non è più ‘politico’. Non riduci la donna a una cosa, la
libertà rimane intatta. Nel sesso la libertà non può rimanere intatta. Più
‘vivi’ nel sesso più diventi dipendente dall’altro, perché credi che l’origine
della gioia sia l’altro. E hai paura che qualcuno te lo possa portare via – la donna potrebbe andarsene, l’uomo potrebbe
andarsene... hai paura – e a causa di questa paura cominci a possedere. A causa
di questa paura diventi geloso. L’amore sessuale non può andare oltre la
gelosia.
Una volta che sai che la
beatitudine viene dal tuo centro più profondo, il senso di possesso scompare.
Allora ami e non domandi, ami e non poni condizioni al tuo amore.
E quando hai messo radici
nel secondo, e hai smesso di cadere e di inciampare nell’amore, ti stai
avvicinando al mio significato di amore. Una volta che sei diventato stabile,
che hai messo radici, e hai cominciato a gioire del tuo corpo della
beatitudine, allora un giorno improvvisamente vedrai che qualcos’altro, molto
più beato della beatitudine stessa, ti sta raggiungendo. Dei raggi, più beati
della beatitudine stessa, ti stanno raggiungendo. E stanno venendo dal tuo
interno, dal tuo tempio interiore. Allora cominci a cercarli, e incominci a
elevarti. Smetti di cadere... e l’albero comincia a crescere verso il cielo.
E quando raggiungi
l’origine del tuo essere, il corpo dell’essenza, capisci che la parola ‘amore’
significa questo, descrive questa esperienza. Ma è naturale che tu lo capisca a
modo tuo. Fai solo un po’ di posto anche per me, un posticino. Al novantanove
per cento lo capirai a modo tuo, lo accetto, lascia solo l’un per cento di
spazio per me. E presto vedrai che quell’un per cento
ha sconfitto il tuo novantanove per cento. Ma per ora è naturale che sia così.
Un
uomo entrò in un bar di un quartiere cattolico, molto violento, dell’Irlanda del Nord. Sul risvolto della giacca aveva l’emblema della Union
Jack – gli estremisti protestanti. Con la mano sinistra, legato a una
catena, teneva un enorme coccodrillo dall’aria feroce. Quando l’uomo si
avvicinò al banco, nel bar cadde il silenzio.
“Servite
protestanti in questo bar?” chiese.
“S–s–sì signore” balbettò
il barista nervosamente, fissando la bocca spalancata del coccodrillo.
“Bene, allora vorrei una
pinta di birra per me e due protestanti per il mio coccodrillo.”
Si danno significati diversi alle parole...
Un autista di autobus nel
Sud degli Stati Uniti, mentre faceva salire la gente sulla sua vettura, chiese
a un nero di che colore fosse. L’uomo
rispose: “Nero”. L’autista replicò: “No, tu sei verde. Tutti sul mio
autobus sono verdi. Io non credo nel bianco e nel nero”.
Poi
chiese a una donna bianca di che colore fosse. Lei rispose: “Bianca”. L’autista
disse di nuovo: “No tu sei verde. Tutti sul mio autobus sono verdi. Io credo
che ci sia un unico colore. Tutta l’umanità è di un unico colore”.
Quindi gridò: “Avete
capito? Tutti su questo autobus sono verdi. E ora, voi verde scuro andate
dietro, voi verde chiaro qua davanti”.
Niente cambia, se si
cambiano solo le parole. Tu puoi mettere le mie parole al posto delle tue, ma
non farà una grande differenza, il significato continuerà a essere lo stesso.
Quindi io non ti sto
dicendo di cambiare le parole. Ti sto dicendo di fare più attenzione, in modo
da poter lasciare un piccolo spazio dentro di te per me. E questo è il
significato del sannyas, della meditazione: lasciami
un piccolo spazio dentro di te, accoglimi e permettimi di essere un ospite
dentro di te.
tratto
da:
Osho, This Very Body the Buddha #2
Una domanda fondamentale
Ma cos’è l’amore?
È triste che si debba porre questa domanda. Nel
naturale corso delle cose tutti saprebbero cos’è l’amore. Invece vedo che
nessuno – o solo molto di rado – sa che cos’è l’amore. L’amore è diventato
un’esperienza rara. Sì, se ne parla, si fanno film d’amore, si scrivono storie
e canzoni d’amore, lo si vede in TV, se ne sente parlare alla radio, se ne
legge sui giornali – una grande industria, quella che continua a fornirti idee
su cos’è l’amore. Molte persone danno il loro apporto, nel tentativo di aiutare
gli altri a capire cos’è l’amore. Poeti, scrittori, romanzieri – ci provano
tutti.
Eppure l’amore rimane un fenomeno sconosciuto. Invece dovrebbe essere
uno dei più familiari. È quasi come se uno arrivasse a chiedere: “Cos’è il
cibo?”. Non rimarresti sorpreso nel sentire qualcuno che chiede cos’è il cibo?
Se esistesse una persona che è sempre rimasta a digiuno e non ha mai assaggiato
del cibo, la domanda avrebbe un senso. La domanda sull’amore è uguale.
Tu chiedi:
“Cos’è l’amore?”. L’amore è il cibo dell’anima. Ma ne sei del tutto digiuno. La
tua anima non ha mai ricevuto amore, e quindi non ne conosce il sapore. La tua
domanda ha un senso, ma è triste. Il corpo ha ricevuto cibo, quindi è vivo, l’anima
invece non ha ricevuto cibo e così è morta, o non è mai nata, o è sempre
moribonda.
Quando
nasce, ogni bambino è un essere completo, con la piena capacità di amare ed
essere amato. Ogni bimbo nasce pieno d’amore e sa benissimo cos’è. Non è
necessario spiegare al bambino cos’è l’amore. Ma il problema esiste, perché né
il padre né la madre sanno cos’è l’amore.
Nessun bambino riceve i genitori che si merita – nessun bambino, mai,
riceve i genitori che si merita. Questo tipo di genitori non esiste sulla
terra. E quando avrà raggiunto l’età per essere genitore, anche lui avrà
perduto la capacità di amare. Ogni bambino nasce con tanto amore quanto ne può
contenere, con più amore di quanto ne può contenere, con un amore che trabocca.
Il bambino che nasce è amore, è fatto di quella cosa che chiamiamo amore. Ma i
genitori non possono dare amore. Qualcosa
glielo impedisce: i loro genitori non li hanno mai amati. I genitori possono
solo fingere. Possono parlare d’amore. Possono dire: “Ti amiamo moltissimo”, ma
agiscono in modo ben poco amorevole. Il modo in cui si comportano, in cui
trattano il bambino, è molto mortificante, non mostra alcun rispetto. Nessun
genitore rispetta il proprio figlio. Chi ha mai pensato di rispettare un
bambino? Nessuno ritiene che il bambino sia una persona. Tutti pensano che sia
un problema. Se sta tranquillo è un bravo bambino, se non urla troppo... va
bene, se non dà noia ai genitori, va benissimo.
Ma non ci sono né rispetto né amore. I genitori non hanno conosciuto l’amore. La
madre non ha amato il marito, il marito non ha amato la moglie. Non c’è amore
tra loro. Ci sono desiderio di dominio, possessività,
gelosia, e veleni di ogni tipo che distruggono l’amore. L’amore è un fiore
molto fragile. Deve essere protetto, deve essere reso più robusto, deve essere
innaffiato, solo così diventa forte. E l’amore del bambino è molto fragile; è
naturale visto che il bambino è fragile, il suo corpo è fragile. Pensi che un
bambino abbandonato a se stesso sia in grado di sopravvivere? Pensa a quanto è
debole l’uomo. Se un bambino viene abbandonato, è quasi impossibile che riesca
a sopravvivere. Morirà. Ed è questo che accade all’amore.
L’amore viene abbandonato a se stesso. I genitori non sono capaci
d’amare, non sanno cos’è l’amore, non sono mai vissuti in amore. Ricorda i tuoi
genitori. E guarda che non sto dicendo che è colpa loro. Loro sono vittime
tanto quanto lo sei tu – i loro genitori erano uguali. E così via… fino ad
Adamo ed Eva e dio padre. A quanto pare, neppure dio è stato molto rispettoso
verso Adamo ed Eva, non abbastanza. Per questo fin dall’inizio ha ordinato loro
‘fate questo’, ‘non fate quello’
ed è incappato negli stessi errori di tutti i genitori. “Non mangiate i frutti
di questo albero”. E quando Adamo ha mangiato il frutto, suo padre, dio, si è
arrabbiato così tanto che ha scacciato Adamo ed Eva dal paradiso. Quella
cacciata è sempre lì, e ogni genitore minaccia di esiliare il figlio, di
scacciarlo. “Se non ascolti, se non ti comporti bene, ti scacceremo”. E il
bambino naturalmente ha paura. Cacciato? In mezzo ai pericoli della vita? E
comincia a fare compromessi. Il bambino, a poco a poco, diventa un
manipolatore. Si mette a recitare. Non ha voglia di sorridere, ma se sta
arrivando la mamma e lui vuole il latte, sorride. Questa è politica, è
l’inizio, il sillabario della politica. Sotto sotto
incomincia a odiare, perché non si sente rispettato, sotto sotto
inizia a sentirsi deluso, perché non lo amano per quello che è. Si aspettano un
certo comportamento, solo allora lo ameranno. L’amore pone condizioni, lui così
com’è non ne è degno. Prima deve meritarselo, solo così potrà avere l’amore dei
genitori.
E quindi
cerca di meritarselo e inizia a fingere, perde il suo valore intrinseco. E, a
poco a poco, perde il rispetto di sé, inizia a sentirsi in colpa. Molte volte
si ritrova a pensare: “Ma questi sono i miei veri genitori? Non è che forse mi
hanno adottato? Forse mi stanno ingannando, perché mi sembra che non ci sia per
niente amore”. Mille volte legge la rabbia negli occhi e sui volti dei
genitori, e per delle sciocchezze tali che gli sembra sproporzionata. Non
riesce a crederci. È troppo irragionevole e ingiusta. Ma è costretto a cedere,
deve chinarsi, deve accettare per forza. E a poco a poco la sua capacità
d’amare viene soffocata.
L’amore
cresce solo nell’amore. L’amore ha bisogno di un contesto d’amore – questa è la
cosa più importante da ricordare. Solo in
un contesto d’amore può crescere l’amore. Ha bisogno di essere
circondato dallo stesso tipo di energia. Se la madre e il padre amano, non solo
il figlio, ma si amano tra loro, se a casa c’è un’atmosfera in cui l’amore
scorre liberamente, il bambino vivrà in funzione dell’amore, e non chiederà mai
cos’è l’amore. Lo saprà fin dall’inizio, sarà la base della sua vita.
Ma questo non
succede. È triste, ma finora non è mai successo.
Invece
impari i comportamenti dei tuoi genitori, le loro liti, i loro conflitti.
Osservati per un po’. Se sei una donna, guarda. Probabilmente stai ripetendo, o
quasi, i comportamenti che aveva tua madre. Osservati quando sei con il tuo
ragazzo o tuo marito: che cosa fai? Non stai forse ripetendo? Se sei un uomo,
guarda! Cosa fai? Non sei come papà? Non fai le stesse sciocchezze che faceva
lui? Un giorno ti eri chiesto stupito: “Come fa papà ad agire così?” – e tu
stai facendo la stessa cosa. Le persone continuano a ripetere, a imitare.
L’uomo è una scimmia. Tu sei la ripetizione del tuo papà o della tua mamma, e
devi smetterla. Solo così potrai conoscere l’amore, altrimenti rimarrai
corrotto.
Non posso
definire l’amore, perché non esiste una definizione. È uno di quei fenomeni
indefinibili come la nascita, la morte, dio, la meditazione. È indefinibile –
non lo si può spiegare.
Non posso
dire che questo è l’amore, non posso mostrartelo. Non si tratta di un fenomeno
visibile. Non può essere sezionato, né
analizzato, può solo essere vissuto. E solo attraverso l’esperienza
saprai cos’è. Ma posso mostrarti la via per farne l’esperienza.
Il primo
passo è: liberati dai tuoi genitori. E con questo non intendo alcuna mancanza
di rispetto nei loro confronti, no. Sarò l’ultima
persona a fare un’affermazione del genere. E non intendo neppure che ti devi
liberare dei tuoi genitori fisicamente, intendo invece il liberarsi dalle voci
parentali che hai interiorizzato, dalla tua programmazione interiore, dalle
registrazioni interiori. Cancellale… e ti sorprenderà vedere che se ti liberi
dei tuoi genitori interiormente, diventi libero. Per la prima volta sarai in
grado di provare compassione per i tuoi genitori, altrimenti no, continuerai a
provare risentimento. Ognuno prova rancore verso i propri genitori.
Come non
provarlo, dopo tutto il male che ti hanno fatto, anche se inconsapevolmente?
Volevano solo il tuo bene, pensavano di agire nel tuo interesse. Ma cosa
potevano fare? Non basta volere una cosa perché accada, le buone intenzioni non
sono sufficienti. Erano pieni di buone intenzioni, è vero, su questo non ci
sono dubbi. Ogni genitore desidera che il figlio conosca tutte le gioie della
vita. Ma cosa può fare? Lui non ha conosciuto alcuna gioia, è un robot e,
consapevolmente o meno, deliberatamente o meno, creerà un’atmosfera in cui il
bambino finirà con il diventare un robot.
Se vuoi
diventare un uomo e non una macchina, liberati dai tuoi genitori. E dovrai
rimanere molto vigile. È un lavoro duro, un lavoro arduo, non lo si può fare in
un istante. Dovrai procedere con grande cautela. Cerca di vedere quando è tua
madre che agisce attraverso di te, poi fermati e staccati. Fai qualcosa di
completamente nuovo, che tua madre non avrebbe neppure potuto immaginare. Per
esempio, il tuo ragazzo sta guardando un’altra donna con grande ammirazione
negli occhi. Ora osserva cosa stai facendo tu. È la stessa cosa che avrebbe fatto tua madre se tuo padre avesse ammirato
un’altra donna? Se è così, non saprai mai cos’è l’amore, ti limiterai a
ripetere la storia. Sarà la stessa scena recitata da attori differenti, tutto
lì, la stessa vecchia scena ripetuta all’infinito. Non essere un imitatore,
dacci un taglio. Fai qualcosa di nuovo. Fai qualcosa a cui tua madre non
avrebbe potuto pensare. Fai qualcosa di nuovo che a tuo padre non sarebbe
neppure venuto in mente.
Questa
freschezza la devi portare fin nel tuo essere, poi l’amore comincerà a
scorrere.
Il primo
passo, essenziale, è quindi liberarsi dai genitori.
Il secondo
è: le persone pensano che riusciranno ad amare solo quando troveranno qualcuno
che se lo merita – sciocchezze! Non lo troveranno mai. Le persone pensano che
ameranno quando troveranno l’uomo o la donna perfetti. Sciocchezze! Non li
troverai mai, perché uomini e donne perfetti non esistono. E se esistessero,
non gliene importerebbe nulla del tuo amore. Non li interesserebbe.
Ho sentito
di un uomo che era rimasto scapolo per tutta la vita perché era alla ricerca
della donna perfetta. Giunto all’età di settant’anni,
qualcuno gli chiese: “Hai continuato a viaggiare da Kabal
a Katmandù, da Katmandù a Goa, da Goa a Pune,
e hai continuato a cercare. Non sei mai riuscito a trovare una donna perfetta?
Neppure una?”.
Il vecchio
si intristì, e disse: “Sì, una volta ne ho incontrata una, una volta ho
conosciuto una donna perfetta”. L’interlocutore domandò: “E cos’è successo?
Come mai non vi siete sposati?”.
L’uomo
divenne ancora più triste: “Non ha funzionato. Lei stava cercando l’uomo
perfetto”.
E ricorda,
quando due esseri sono perfetti, il loro amore non è uguale al tuo
amore-bisogno. Possiede una qualità totalmente diversa. Ma se non riesci a
comprendere neppure l’amore accessibile a te, di certo non comprenderai l’amore
che accade a un Buddha o l’amore che scorre da me
verso di te – non sarai in grado di capire.
Prima devi
comprendere l’amore come fenomeno naturale. Neppure questo ti è ancora
accaduto. Prima devi comprendere quello naturale, e solo poi quello
trascendentale.
La seconda
cosa da ricordare è dunque: non cercare mai l’uomo o la donna perfetti. Anche
questo ti hanno ficcato in testa: finché non avrai trovato l’uomo o la donna
perfetti non potrai essere felice. E così prosegui la tua ricerca della
perfezione, non la trovi, e diventi infelice. E ne hai motivo.
Vivere e
crescere nell’amore non richiede perfezione. L’amore non ha nulla a che vedere
con l’altro. Una persona in amore, ama, esattamente come una persona viva
respira e beve e mangia e dorme. Allo stesso modo, una persona davvero viva,
una persona amorevole, ama. Tu non dici: “Finché l’aria non sarà perfetta,
pulita, non respirerò”. Continui a respirare, anche a Los Angeles, continui a
respirare, anche a Bombay. Respiri dappertutto, anche dove l’aria è inquinata,
sporca. Respiri. Non puoi permetterti di non respirare solo perché l’aria non è
come dovrebbe essere. Se sei affamato, mangi qualunque cosa.
Nel deserto,
se stai morendo di sete, berrai qualunque cosa. Non pretenderai la Coca Cola,
qualunque cosa andrà bene, qualunque bevanda, un sorso d’acqua, anche acqua
sporca. Si sa di persone che hanno bevuto la propria urina. Quando uno sta
morendo non bada a niente… qualunque cosa pur di dissetarsi.
Un uomo
vivo, ama semplicemente. L’amore è una funzione naturale.
Quindi la
seconda cosa da ricordare è: non pretendere la perfezione, altrimenti in te non
scorrerà mai l’amore. Anzi, diventerai molto chiuso. Le persone che pretendono
la perfezione sono molto acide, nevrotiche. Persino se riescono a trovare un
amante, pretendono la perfezione e l’amore viene distrutto da tale pretesa.
Non appena
un uomo ama una donna o una donna ama un uomo, subito arrivano le richieste. La
donna comincia a pretendere che l’uomo sia perfetto, solo perché ama lei. Come
se avesse commesso un peccato! Ora deve essere perfetto, deve abbandonare
immediatamente tutti i suoi limiti – solo a causa di questa donna. Non può
essere umano. Deve diventare eccezionale o diventare falso, ipocrita, finto.
Naturalmente diventare eccezionali è difficile, quindi le persone cominciano a
fingere. Fingono e recitano e posano. Nel nome dell’amore fanno solo finta.
Quindi la
seconda cosa da ricordare è: non pretendere la perfezione. Non hai alcun
diritto di pretendere qualcosa da qualcuno. Se uno ti ama, sii grato, ma non
pretendere nulla, perché nessuno ha l’obbligo di amarti. Se uno ti ama, è un
miracolo. Lasciati incantare dal miracolo. Ma le persone non rimangono
incantate. E per motivi futili distruggono ogni possibilità d’amore. Non sono
granché interessate all’amore e alle sue gioie. Sono più interessate agli
ego-trip dell’altro. Bada alla tua gioia, considera solo la tua gioia, dà
importanza solo alla tua gioia. Tutto il resto è non essenziale.
L’amore è un
fenomeno naturale, come il respiro. E se ami una persona, non hai pretese,
altrimenti starai chiudendo le porte fin dall’inizio.
Non aspettarti nulla. Se ti arriva qualcosa, sentiti grato. Se non arriva
nulla, non deve arrivare per forza, non è obbligato ad arrivare. Non te lo devi
aspettare.
Ma guarda le
persone, guarda come si danno per scontate. Se una donna ti prepara da
mangiare, non la ringrazi mai. Non voglio dire che devi verbalizzare la tua
gratitudine, ma dovrebbe leggerla nei tuoi occhi. Invece tu te ne freghi, la
dai per scontata: quello è il suo lavoro. Chi te l’ha detto? Se il tuo uomo ti
mantiene, tu non lo ringrazi mai. Non ti senti grata. Quello è il compito
dell’uomo. È questo che pensi. Come fa a crescere l’amore? L’amore ha bisogno
di un clima d’amore, l’amore richiede un clima di gratitudine, di riconoscenza.
L’amore richiede un’atmosfera in cui non ci sono pretese, in cui non ci sono
aspettative. Questa è la seconda cosa da ricordare.
E la terza
cosa è: invece di pensare a come ricevere amore, donalo. Se lo doni, lo ricevi,
non esiste altro modo. Alla gente interessa
di più arraffare, prendere. Tutti sembrano interessati a prendere,
nessuno sembra essere contento di dare. Danno con grande riluttanza, e se mai
lo fanno, danno solo per ricevere, quasi si trattasse di commercio. È un’intesa
commerciale. Cercano di assicurarsi di ricevere più di quello che danno – di
fare un buon affare, di concludere un accordo vantaggioso. Ma anche l’altro fa
la stessa cosa.
L’amore non
è commercio, quindi smettila di trattarlo come tale. Altrimenti perderai la
vita e l’amore e tutte le cose belle – perché la bellezza non appartiene al
mondo degli affari. Il commercio è la cosa più brutta del mondo – un male
necessario. Ma l’esistenza non sa nulla del commercio. Gli alberi fioriscono,
non è commercio, le stelle brillano, non è commercio, non devi pagare e nessuno
pretende nulla da te. Un uccello vola accanto alla tua porta e intona una
canzone, e non ti chiederà di mostrargli un biglietto o qualcosa di simile.
Canta la sua canzone e poi vola via felice, senza lasciare una traccia dietro
di sé. L’amore cresce in questo modo. Dona, e non stare a guardare quanto
riesci ad arraffare.
Sì, l’amore
verrà, verrà in grandi quantità, ma in modo naturale, da solo. Non hai bisogno
di chiederlo. Se lo pretendi, non verrà mai. Con le tue pretese, l’avrai
ucciso. Quindi dona. Comincia a dare. All’inizio sarà difficile, perché è una
vita che ti insegnano a prendere e non a dare. All’inizio dovrai lottare con la
tua armatura. La tua muscolatura è rigida, il tuo cuore è congelato, sei diventato
freddo. All’inizio sarà difficile, ma ogni passo condurrà a un altro, e a poco
a poco il fiume inizierà a scorrere.
Prima
liberati dei tuoi genitori. Liberandoti di loro ti libererai della società,
liberandoti dei genitori ti libererai della civilizzazione, dell’educazione, di
ogni cosa – perché i genitori rappresentano tutte queste cose. Diventi un
individuo. Per la prima volta non fai più parte della massa, hai
un’individualità autentica, sei un essere indipendente. La crescita è questo.
Una persona adulta dovrebbe essere così. Una persona adulta è uno che non ha
bisogno di aggrapparsi o appoggiarsi ad alcuno. Una persona adulta è felice
nella sua solitudine – la sua solitudine è una canzone, una festa. Una persona
adulta può essere felice con se stessa. La sua solitudine non è isolamento, il
suo starsene da solo è meditazione. Un giorno hai dovuto abbandonare l’utero
materno. Se vi fossi rimasto per più di nove mesi, saresti morto – e non solo
tu, anche tua madre sarebbe morta. Un giorno hai dovuto lasciare il grembo di
tua madre, e un giorno hai dovuto lasciare la famiglia – un altro grembo – e
andare a scuola, e poi un giorno hai dovuto lasciare la scuola – un altro
grembo – e affrontare il mondo. Ma dentro sei ancora un bambino. Sei ancora
nella pancia della mamma – ci sono strati e strati di grembo materno. Il
bozzolo deve essere spezzato.
In Oriente
l’abbiamo chiamata seconda nascita. Colui che è rinato è completamente libero
dal condizionamento dei genitori. E il bello è che solo una persona così si
sente grata verso i genitori. Il paradosso è che solo una persona così può
perdonare i suoi genitori; prova amore e compassione per loro – è profondamente
empatico – perché anche loro hanno sofferto nello
stesso modo. Non è arrabbiato, proprio per niente. Può avere le lacrime agli
occhi, ma non è arrabbiato, e farà di tutto per aiutare i suoi genitori a
scoprire la pienezza della solitudine, a muoversi verso le vette della
solitudine.
Diventa un
individuo, prima cosa. Seconda cosa: non aspettarti la perfezione, non
chiederla né pretenderla. Ama persone qualsiasi. Non c’è nulla di sbagliato
nelle persone qualsiasi. Le persone qualsiasi sono straordinarie. Ogni essere
umano è unico. Rispetta quella unicità.
Terzo: dona,
e dona senza condizioni, solo così potrai sapere cos’è l’amore. Non posso
definirlo. Posso solo indicarti la via per farlo crescere. Posso farti vedere
come piantare un arbusto di rosa, come innaffiarlo, come concimarlo, come
proteggerlo. Poi un giorno, all’improvviso, arriverà il fiore, e la tua casa si
colmerà del suo profumo. L’amore accade così.
tratto
da: Osho, Sufis The People of the Path, Vol. 1, #
14
Paura tristezza incomprensioni
Il pesante
fardello di ciò che si chiama amore
Osho, perché la gente ha tanta paura di essere amata?
La gente ha paura di essere amata. Perché l’amore
porta con sé l’infelicità, l’amore porta con sé le menzogne. L’amore porta con
sé l’imprigionamento, la schiavitù, l’amore distrugge la libertà. Ecco perché
la gente ha paura. Ma la gente non può rimanere senza l’amore, perché l’amore è
anche un nutrimento necessario. Perciò tutti anelano all’amore, desiderano
amare ed essere amati. Non possono rimanere soli. Ma nell’istante in cui
incontrano la persona – l’altro, uomo o donna – sono anche spaventati. Perché
sanno che stanno entrando in una gabbia. Perché l’amore non è ancora
incondizionato – ecco perché tutti hanno paura dell’amore. E perché l’amore
porta con sé talmente tanti compromessi. Tuttavia non potete rimanere senza
l’amore, perché l’amore è un nutrimento necessario per l’anima. Infatti,
proprio perché l’amore è un nutrimento necessario per l’anima, avete imparato a
sfruttarlo. L’amore è una tale necessità da poter essere sfruttato, da poter
dettare delle condizioni. Puoi dire: “Ti amerò solo se farai questo. Ti amerò
solo se amerai solo me e nessun altro mai. Ti amerò solo se accetterai le mie
condizioni”.
Le condizioni sono queste.
Se sei affamato, sei destinato ad accettare le condizioni. E cominci a mentire,
cominci a escogitare trucchi, a diventare falso. Cominci a fare cose che non
avresti mai voluto fare e smetti di fare quelle cose che avresti sempre voluto
fare. Presto o tardi arriverà il momento in cui penserai che il prezzo
dell’amore è troppo alto – è meglio non essere innamorato, è meglio rimanere
solo.
Perciò le persone
continuano a passare dalla solitudine all’innamoramento, dall’innamoramento
alla solitudine. Quando sono sole, sentono la fame d’amore. Quando sono in
coppia, sentono le sgradevolezze dell’amore.
Uno dei miei messaggi
fondamentali è: non sfruttare mai l’amore. Se qualcuno ti ama, non dettargli
nessuna condizione. Se tu ami qualcuno, non farne uno storpio. Lascia che il
tuo amore diventi ampio, vasto. Dà alla persona amata più spazio di quanto ne
aveva quando era sola. Dalle nutrimento, non
possederla. Lasciala libera. Più libera di quanto sia mai stata. Allora l’amore crescerà diventando un’intimità profonda. Quando l’amore
porta con sé la libertà, allora va sempre più nel profondo. Quando l’amore fa
sentire alla persona amata che è rispettata, e non umiliata – che non viene distrutta ma è valorizzata. Quando
l’amore fa sentire alla persona amata che è nutrita, liberata, allora va
vieppiù in profondità. Allora l’amore diventa preghiera. Allora diventa
l’esperienza massima e definitiva della tua vita. Non sfruttare mai l’amore!
Ogni volta che ti innamori, ricordalo. Dovrai ricordarlo fortemente, perché l’uomo ha sfruttato l’amore per migliaia di anni
e farlo è diventata un’abitudine. 1
Osho, mi
accorgo di non consentire al mio cuore di aprirsi, mi sembra che tutto ciò che
prima consideravo amore non sia mai stato niente.
Questa è una buona
intuizione. Capire che tutto ciò che hai chiamato amore finora, non lo era, è una delle intuizioni più significative. Se
ti rendi conto di questo, molto diventa possibile.
Tutti credono di amare, e
questa diviene la loro più grande illusione. Prima si disilludono meglio è.
L’amore è una cosa veramente rara: non può essere così facilmente a
disposizione di tutti. È raro, tanto quanto la consapevolezza di un Buddha. L’intuizione che hai avuto è buona, ma ti renderà
triste... ti circonderà di malinconia. Ma non ti preoccupare, perché il mattino
nasce da una notte buia. Quanto più la notte è buia tanto più il mattino è
vicino.
Sarai molto triste, perché
tutto ciò che consideravi amore non lo era, e tu hai vissuto di sogni e non hai
colto la realtà. Quando questa intuizione albeggia in te, diventi tristissimo.
La tendenza umana è di non permetterlo, di sfuggire: andare in qualche locale,
o al cinema, o cercare amici con i quali parlare
a vanvera; fare qualcosa per tenerti occupato, così da potere sfuggire a questo
stato. Ma se sfuggi, di nuovo non cogli
quel qualcosa di nuovo che stava
per accadere. Non cercare di evitare
questo stato. Rilassati... lasciati travolgere
dalla tristezza e presto rinascerai, completamente nuovo. 2
Osho, sento
molto amore per tutti quelli che incontro, e mi piace dimostrarlo, ma mi sento
frainteso.
Non ti preoccupare mai di
questo: se vuoi esprimere il tuo amore, non porre la condizione che debba
essere compreso. L’amore è diventato un fenomeno talmente raro in questo mondo,
che nessuno lo comprende. È più probabile che lo fraintendano. Tutti
sospettano. Tutti hanno le loro idee personali in fatto di amore. Nessuno prende
l’amore in maniera naturale. Ci sono sempre idee preconcette, nozioni, paure,
sospetti. Nessuno può credere che l’amore possa esistere, così, senza nessun
motivo. Pensano che ci debba essere qualche motivazione, qualche ragione recondita. “Perché mai qualcuno
dovrebbe esprimere il suo amore se non c’è un motivo?”, riflettono, attribuendo a tutti la loro mentalità.
Dimostrano amore solo quando ne possono ricavare qualcosa. Usano l’amore come un mezzo. E quindi necessariamente
fraintendono, se per caso li incontrano, tutti coloro che invece non usano l’amore come un mezzo. Ma non devi diventare triste se queste persone ti
fraintendono; è un loro problema, lascia che siano loro a rattristarsi.
Tu continua semplicemente
a esprimere il tuo amore. Come puoi evitarlo? Se decidi che amerai solo quando
tutti capiscono, crei delle barriere impossibili... e non sarai mai capace di
esprimere amore. Dunque, continua a esprimerlo per il solo motivo che fare così
è la tua gioia. Se altri non sanno accettare e comprendere, tale è la loro
sorte – è il loro karma. Compatiscili
e perdonali.
Se hai amore da dare, dai
amore, e dallo senza nessuna condizione: nemmeno la condizione che debba essere
compreso. Goditi semplicemente quello che ti accade. 3
brani di osho tratti da:
1. This Very
Body the Buddha # 4
2. Above All
Don’t Wobble
3. Be Realistic:
Plan for a Miracle
I Sufi: come raggiungere il proprio intimo... spinti
dall’amore.
Le parole di Rumi hanno un immenso significato: sono esistite poche
persone che abbiano toccato e trasformato tanti cuori come Jalaluddin
Rumi. Nel mondo dei Sufi, Rumi è l’imperatore. Le sue parole hanno un significato al
di là di quello verbale: sono sorgenti di silenzio profondo, sono echi del
mondo interiore e delle sue più recondite canzoni.
Rumi è il danzatore più grande
che il mondo abbia mai conosciuto. Sono passati mille e duecento anni dalla sua
esistenza. Il suo è un tipo di danza speciale. Si tratta di girare su se
stessi, proprio come fanno i bambini: stanno in piedi sempre nello stesso punto
e girano e girano su loro stessi. Forse dappertutto, nel mondo, i bambini fanno
così... Jalaluddin Rumi
fece del Whirling
una meditazione. Il meditatore gira e gira su se stesso... e arriva un momento
in cui vede se stesso completamente immobile e in assoluto silenzio: il centro
del ciclone. Intorno al centro il suo corpo si muove, ma c’è uno spazio che
resta indisturbato: quello spazio indisturbato è la sua essenza.
Rumi stesso girò per trentasei
ore di seguito, e poi cadde a terra, perché il corpo non ce la faceva più a
continuare. Ma quando aprì gli occhi, era un altro uomo: luminoso, radioso,
nuovo, senza scorie del passato – rinato a una nuova consapevolezza. Nel corso
di questi dodici secoli la tradizione di Rumi è
rimasta viva. Esistono tuttora centinaia di dervisci – derviscio è il termine Sufi per sannyasin.
C’è una splendida
affermazione di Rumi: “Cammina verso il tuo centro,
e non dove ti porta la
paura”. Non ti muovere nel modo in cui la paura ti fa muovere. Muoviti nel modo
in cui l’amore e la gioia ti fanno muovere – ma non la paura: tutte le
cosiddette religioni si basano sulla paura. Il loro dio non è altro che una
personificazione della paura: il loro inferno e il loro paradiso non sono altro
che proiezioni della paura e dell’avidità. L’affermazione di Rumi è veramente rivoluzionaria.
Tutti vivono motivati dalla
paura. Le relazioni con gli altri sono dettate dalla paura. La paura è così
preponderante, come una nuvola oscura che copre la tua vita, tanto da spingerti
a dire cose che non vuoi dire – eppure la paura te le fa dire. Fai cose che non
vuoi fare – eppure la paura te le fa fare. E allora qual è il modo di muoversi
dentro? perché non entrare dentro come se fosse un gioco, perché non fare della
tua religione una festa? Perché essere così serio, perché non entrare dentro di
te ridendo? Così come i bambini corrono dietro alle farfalle senza una ragione
precisa – la gioia dei colori, la bellezza dei fiori e delle farfalle sono
ragioni sufficienti.
E sono immensamente felici.
tratto
da: Osho, Om Shantih Shantih Shantih #11
Per i Sufi dio è una donna: l'amata... e tu sei l'innamorato.
Quando parlano d'amore, intendono quello fra te e dio... e il vino è un
simbolo: dia offre, a chi lo ama, un tipo di inebriante che non lo rende
inconsapevole, bensì perfettamente consapevole — un'ebbrezza che lo risveglia
dal suo sonno. Osho
RUMI
L'amore
è il mattino
e
io il sorgere dell'alba.
L'amore
è la pioggia
e
io lo sbocciare della primavera.
Diventa
quell'amore
e
ogni peso sarà una luce.
Diventa
quell'amore
e
ogni notte risplenderà.
Non
c'è amore migliore che
l'amore
senza un oggetto.
Non
c'è lavoro che soddisfi di più che
il
lavoro senza un obiettivo.
Se
tu sapessi rinunciare
ai
trucchi e alle astuzie...
sarebbe
questa la tua astuzia migliore!
Ho
vissuto sulle labbra della follia
volendo
conoscere ogni ragione...
Bussando
a una porta.
La
porta si apre:
stavo
bussando da dentro!
Come
può la tristezza avvicinarsi
al
cuore di chi ama davvero.
La
tristezza abita chi è solo e tetro.
II
cuore di chi ama ha un oceano dentro.
E
in quelle onde volteggia, lieve,
il
cosmo.
Se
vuoi una perla...
non
cercarla in una pozzanghera.
Chi
cerca perle deve tuffarsi
fino
in fondo al mare.
E
chi troverà la perla?
Solo
chi emerge dalle acque della vita
arso
ancora di sete.
Parlammo
in privato
quel
vecchio saggio e io.
Gli
chiesi: "Dimmi i segreti del mondo".
Mi
disse: "Sssss... lascia che sia il silenzio a
svelarteli."
Poesie di Rumi, mistico e poeta del
mondo sufi
In amore, non essere un
mendicante!
Una Storia Sufi
C’era un fakir di nome Farid. Gli abitanti della sua città gli chiesero: “Farid, l’imperatore Akbar ha per
te un grande rispetto – chiedigli di aprire una scuola in questa città”.
Farid rispose: “Non ho mai chiesto
niente a nessuno. Sono un fakir: conosco solo il
verbo dare”. Gli abitanti della sua città erano molto sorpresi. “Abbiamo sempre
pensato che un fakir chiede sempre, ma tu affermi che
un fakir conosce solo il verbo dare. Non comprendiamo
queste sottigliezze tanto serie. Per favore, sii cortese, chiedi all’imperatore
di aprire una scuola per noi”.
Gli abitanti della città erano tenaci, perciò
nelle prime ore di un mattino Farid si recò da Akbar. Akbar era in preghiera
nella moschea e Farid si fermò in piedi dietro a lui.
Akbar, alla fine delle sue preghiere, levò le braccia
al cielo gridando: “Oh, dio! Aumenta la mia ricchezza, aumenta il mio tesoro,
espandi il mio regno!”.
Udendo queste parole, Farid
si girò per andare via. Akbar, che si era alzato,
vide che Farid stava andando via. Lo rincorse, lo
fermò e gli chiese: “Perché sei venuto e perché ora stai andando via?”.
Farid gli rispose: “Pensavo che
tu fossi un imperatore – invece ho scoperto che anche tu sei un mendicante.
Pensavo di chiederti una scuola per la nostra città – non sapevo che anche tu
chiedi a dio... l’espansione delle tue ricchezze, del tuo tesoro. Non mi sembra
giusto chiedere qualcosa a un mendicante. Pensavo che tu fossi un imperatore e
invece constato che anche tu sei un mendicante – ecco perché me ne vado”.
Siete tutti mendicanti – continuate a chiedere ad
altri mendicanti qualcosa che essi non hanno. E, quando non ottenete l’amore,
diventate tristi e piangete e vi lamentate perché sentite che non riuscite ad
avere l’amore. L’amore non è qualcosa che puoi ottenere dall’esterno: l’amore è
la musica del tuo essere interiore. Nessuno può darti l’amore. L’amore può
sgorgare in te – non puoi ottenerlo dall’esterno. Non esiste un negozio, né un
mercato, né un venditore dai quali tu possa acquistare l’amore. L’amore non è
in vendita, a nessun prezzo. L’amore è una fioritura interiore: sgorga da
qualche energia addormentata in te. Tuttavia noi tutti cerchiamo l’amore
all’esterno. Noi tutti cerchiamo l’amore nell’amata – o nell’amato – questa
è la cosa più sbagliata e più inutile che possiamo fare.
Cerca l’amore dentro te stesso.
tratto
da: Osho, The Inner Journey # 8
No: l'amore non e un emozione
Osho,
durante il tuo discorso, ieri, ho provato un amore davvero travolgente per te e
per il tutto. Ma ora mi accorgo che lo stesso sentimento, o una sensazione
molto simile, si presenta anche con la paura, l’angoscia, il dolore... Sono
confuso.
C’è
sicuramente qualcosa di molto simile in emozioni anche diverse: il senso di sopraffazione. Può essere amore, odio,
rabbia – qualsiasi cosa – ma se è troppo forte ti senti come travolto da
qualcosa. Anche il dolore e la sofferenza danno origine alla stessa esperienza,
ma questo essere travolto, sopraffatto, non ha un valore in sé. Ti dimostra
semplicemente che sei un essere emotivo.
Questo è il segno tipico
di una personalità emotiva. Quando è rabbia, è completamente rabbia. Quando è
amore, è completamente amore. L’emozione ti rende quasi ubriaco, cieco; e
qualsiasi azione ne derivi è sbagliata. Anche se si trattasse di un amore
travolgente, l’azione che ne scaturirebbe non potrebbe essere giusta. In poche
parole, ogni volta che sei travolto da una qualsiasi emozione, perdi la
ragione, perdi tutta la tua sensibilità, perdi il tuo cuore. Diventa come una nuvola
nera, in cui ti sei perso. Così, qualsiasi cosa tu faccia, si rivela sbagliata.
L’amore non deve far parte
delle tue emozioni. Questo è ciò che la gente di solito pensa, e sperimenta, ma
tutto ciò che ti travolge è anche molto instabile. Arriva come il vento e poi
va via, lasciandoti indietro, vuoto, a pezzi – nella tristezza e nel
dolore.
Secondo chi conosce
l’intero essere dell’uomo – la mente, il cuore e l’essere – l’amore deve
risultare un’espressione dell’essere e non un’emozione. L’emozione è molto
fragile, mutevole. Un momento ti riempie, e il momento dopo ti lascia del tutto
vuoto.
La prima cosa da fare è
dunque togliere l’amore da questa baraonda di emozioni travolgenti. L’amore non
è qualcosa che ti travolge.
Al contrario, l’amore è
tremenda intuizione, chiarezza, sensibilità, consapevolezza. Ma questo genere
d’amore è raro, perché solo poche persone raggiungono il proprio essere.
Ci sono persone che amano
le loro automobili, le loro macchine fotografiche…! Quell’amore
appartiene alla mente. E poi ami tua moglie, tuo marito e i figli: questo amore
appartiene al cuore. Ma dato che ha bisogno di cambiare per restare vivo, e tu
non puoi permetterlo, allora invecchia, ammuffisce. Lo stesso marito ogni
giorno – un’esperienza veramente noiosa. Ottunde la tua sensibilità, ti
toglie ogni occasione di gioia. Cominci lentamente a dimenticare come si fa a
ridere. Vivere diventa solo un lavoro, senza alcuna gioia.
L’amore della mente è più
semplice: puoi cambiare la tua macchina fotografica senza che questa ti crei
dei problemi – non litigherà, non andrà in collera, non ti trascinerà in
tribunale, non ti chiederà soldi. È solo una cosa. Nel mondo, proprio perché è
più semplice, la maggior parte della gente è passata dall’amore per gli esseri
umani all’amore per oggetti di ogni tipo; potrebbe essere un’auto… è più
semplice, puoi cambiarla in ogni momento: non ci sono ostacoli.
La gente ha cominciato ad
amare gli animali. Ci sono amanti dei cani che li portano con sé dappertutto. È
meglio, perché li puoi controllare... li puoi picchiare e ti faranno ancora le
feste, scodinzolando. La gente ha anche altri generi di animali – uccelli,
pappagalli – e dedica loro troppe cure. Non è solo un fatto, mostra qualcosa di
profondo: non possiamo amare gli esseri umani perché questo ci crea continui
problemi.
La sola idea che cambierai
moglie, cambierai marito, cambierai i tuoi amici è pericolosa. Vuol dire
conflitti fin dall’inizio: sarà una lotta, non una gioia, non una danza ma una
battaglia.
La gente comincia a bere
solo per evitare la guerra che li aspetta a casa. Quando sono ubriachi, non
importa anche se la moglie li picchia, tanto sono incoscienti. Milioni di
persone bevono veleno semplicemente per evitare chi,
una volta, pensavano di amare.
Ci sono persone che bevono perché hanno una moglie, e ci sono persone che bevono perché non ce l’hanno... è un mondo strano. Non si
capisce quali siano le logiche sulle quali si muove, se queste esistono o se
nella vita tutto sia assolutamente assurdo.
Devi portare l’amore fuori
dal controllo delle emozioni, dove è stato fin dalla tua nascita, e devi
trovare una strada verso il tuo essere. Finché il tuo amore non diventa parte
del tuo essere non è diverso dal dolore, dalla sofferenza, dalla tristezza.
Le emozioni non ti
aiuteranno a diventare un’individualità integra. Non ti permetteranno di avere
un’anima forte come il granito. Rimarrai come un pezzo di legno morto, che
galleggia sulla corrente, e va qui e là, senza motivo.
Le emozioni annebbiano
l’uomo, esattamente come l’alcol. Possono avere nomi bellissimi come ‘amore’, o
nomi sgradevoli come ‘rabbia’... ma ogni tanto hai bisogno di essere arrabbiato
con qualcuno, è un sollievo. Di tanto in tanto la gente ha bisogno di essere
arrabbiata, così come ogni tanto ha bisogno di amare... e a volte di odiare.
Ecco perché persone come Hitler riescono a trovare
dei seguaci... L’uomo accumula rabbia, collera, odio e poi è soltanto questione
di trovare un pretesto qualsiasi per manifestare la sua distruttività.
Qualsiasi scusa è buona.
Le religioni sono un buon
pretesto! È preoccupante che, se c’è un solo dio... e poi gli ebrei uccidono i
mussulmani, i mussulmani uccidono i cristiani, i cristiani uccidono altri
– e tutto continua nel nome di dio! Ma in realtà le etichette ‘dio’ e
‘religione’ sono solo superficiali; la gente
è arrabbiata, e non ha l’occasione di sfogarsi e così accumula e reprime
rabbia, odio, collera… e poi arriva al limite. Esplode come una bomba – ogni
ragione è buona.
Le
emozioni sono pericolose nel senso che ti confondono, ti travolgono... basta un
po’ più di consapevolezza e tutte queste cose dalle quali sei sopraffatto
cominceranno a scomparire.
Un uomo è veramente libero
quando non è sopraffatto da niente, quando è sveglio, sempre, consapevole e
completamente se stesso. Quando non si perde in nessuna emozione, sia questa
amore, rabbia... o altro.
tratto da: Osho, Om Shanti Shanti # 17
L'esistenza intera
intera esistenza
Una realtà più bella di qualsiasi sogno
Osho,
stamattina, prima del discorso, abbiamo cantato. Ad ascoltarci... era come se i
nostri cuori battessero all’unisono, come se fossimo diventati un solo essere.
C’era un immenso amore. Ora sento il bisogno di dare, ho ricevuto così tanto,
da ogni dove, e il mio essere vuole partecipare alla creazione di un amore
eterno. Sento che ci stiamo tenendo per mano, pronti a fiorire tutti insieme, a
primavera. Sono solo un sognatore?
Non è un sogno. È un sogno
che sta diventando realtà, un sogno che si sta trasformando in una realtà.
E non sei il solo. Molti
mi hanno scritto, lo hanno sentito in modi diversi, e queste sensazioni non
sono proiezioni. È la nostra realtà, è la nostra scoperta.
L’intera esistenza è
un’unità organica. Non vi tenete per mano solo tra di voi, lo fate anche con
gli alberi. Non siete solo voi a respirare insieme, l’intero universo respira
con voi. L’universo è in profonda armonia. Solo l’uomo ha dimenticato il
linguaggio dell’armonia, e il nostro lavoro è ricordarlo. Non siamo noi a
creare armonia, l’armonia è la nostra realtà. Forse è così ovvia che si tende a
dimenticarsene. Forse ci siamo nati dentro, come facciamo a rendercene conto?
Un’antica parabola
racconta di un pesce che, avendo un’inclinazione per la filosofia, chiese a un
altro pesce: “Ho sentito parlare così tanto dell’oceano, dov’è?”. E si trovava
nell’oceano! Era nato nell’oceano, era vissuto nell’oceano, non c’era mai stata
una separazione. Non aveva visto l’oceano come un oggetto separato da sé. Un
vecchio pesce fermò il giovane filosofo e disse: “Noi ci troviamo nell’oceano”.
Ma il giovane filosofo ribatté: “Stai scherzando. Questa è acqua, e tu la
chiami oceano! Devo rivolgermi a qualcuno che ne sa di più”. Un pesce si rende
conto dell’oceano solo quando viene catturato da un pescatore, tirato fuori
dall’acqua e gettato sulla sabbia. Allora, per la prima volta, capisce di aver
sempre vissuto nell’oceano, che l’oceano è la sua vita e senza non può
sopravvivere.
Ma con l’uomo c’è una
difficoltà. Non puoi essere tirato fuori dall’esistenza. L’esistenza è
infinita, non esiste spiaggia in cui ci si può isolare e osservare l’esistenza.
Ovunque ti trovi, sei parte dell’esistenza.
Tutti respiriamo insieme. Apparteniamo a un’unica orchestra.
Comprenderlo è un’esperienza importante – non chiamarla sogno.
Tu stai facendo
l’esperienza di una realtà, perché tutte le persone presenti sono qui con lo
stesso scopo: solo per essere silenziose, solo per essere gioiose, solo per essere.
Nel loro silenzio
sentiranno di essere unite agli altri. Quando pensi, sei separato dagli altri,
perché tu hai determinati pensieri e un altro ha pensieri diversi. Ma se
entrambi siete silenziosi, allora le mura che vi dividono cadono.
Due silenzi non possono
rimanere due. Diventano uno.
Tutti i grandi valori
della vita – l’amore, il silenzio, la beatitudine, l’estasi, la natura divina –
ti rivelano un’immensa unità. Nulla ti è estraneo, siamo tutti espressioni
diverse di un’unica realtà, canzoni diverse di un unico cantore, danze diverse
di un unico artista, quadri diversi... ma il pittore è uno solo. Però bisogna che
questo ci venga ricordato.
Non dire che è un sogno,
perché se lo chiami sogno non capisci che si tratta della realtà. E la realtà è
molto più bella di quanto possa mai essere un sogno. La realtà è più
psichedelica, più colorata, più gioiosa, più danzante di quanto tu possa mai
immaginare. Ma viviamo in tale inconsapevolezza…
La nostra principale
manchevolezza è il pensiero di essere separati. Ma io insisto nell’affermare
che nessun uomo è un’isola, siamo tutti parte di un vasto continente. Esiste la
varietà, ma questo non ci rende separati. La varietà rende la vita più ricca –
una parte di noi è nell’Himalaya, una parte è nelle
stelle, una parte è nelle rose. Una parte di noi è nell’uccello in volo,
un’altra nel verde degli alberi. Siamo sparsi
dappertutto. Riconoscerne la realtà modificherà completamente il tuo modo di vivere, trasformerà ogni tua azione, trasformerà il tuo stesso essere.
Diventerai pieno d’amore,
colmo di rispetto per la vita. E per la prima volta, secondo me, sarai
autenticamente religioso – non cristiano,
non indù, non musulmano, ma autenticamente,
semplicemente religioso. La parola
religione è bella. Viene da una radice
il cui significato è rimettere insieme
coloro che erano separati
– a causa dell’ignoranza – riportarli
insieme, risvegliarli in modo che possano vedere che non sono separati.
Dopo non riuscirai a fare
del male neppure a un albero. La tua compassione
e il tuo amore saranno spontanei – non coltivati, non frutto di disciplina.
Se l’amore è una disciplina, è falso. Se la non-violenza è coltivata, è falsa.
Se la compassione è forzata, è falsa. Se invece sorgono spontaneamente, senza
alcuno sforzo da parte tua, sono così reali, così squisitamente reali…
L’uomo si è allontanato
molto dalla realtà. Deve essere risvegliato alla verità che siamo tutti una
cosa sola. E non si tratta di un’ipotesi, è l’esperienza di tutti i meditatori,
di tutte le epoche, senza alcuna eccezione: l’intera esistenza è un’unità
organica.
Quindi non confondere una
bella esperienza con un sogno. Definirla sogno
ne nega la realtà. Sono i sogni che devono
essere trasformati in realtà, non la realtà in sogni.
tratto
da: Osho, The Hidden Splendor # 27
Un puro stato dell'essere
La lunga strada per arrivare dall’amore
come relazione con l’altro, all’amore come stato naturale del tuo essere
Osho,
l’altro giorno ti ho sentito dire che non vuoi avere alcun tipo di relazione
con noi, comunque noi la immaginiamo – di sicuro non di odio, ma neppure
d’amore. E non posso dire che ti biasimo per questo. Tuttavia, quando sei
davanti a noi e danzi, al solo vederti dentro di me sento uno zampillio di
acqua sorgiva, che subito corre ai tuoi piedi, come se sapesse di appartenerti.
So che il mio amore è intriso di cose indesiderabili di ogni sorta, ma scorre impetuoso
verso di te senza neppure fermarsi a chiedermi il permesso. Osho, scusa tanto
per la confusione, ma non ci posso fare nulla!
La parola amore può avere
due significati completamente diversi – non solo diversi, ma diametralmente
opposti. Un significato è amore come relazione, l’altro è amore come stato
dell’essere.
Quando ho detto che non
voglio una relazione – perlomeno per quanto mi riguarda, poiché non posso
interferire con te, né posso parlare per te – è questo che devi capire: stavo
negando l’amore come relazione.
Nel momento in cui l’amore
diventa una relazione, si trasforma in un legame, perché ci sono aspettative e
pretese e frustrazioni, e il tentativo di dominare, da entrambi i lati. Diventa
un conflitto di potere. La relazione non è la cosa giusta, almeno per la mia
gente. L’amore come stato dell’essere, invece, è un termine totalmente diverso.
Indica semplicemente che ami, senza creare una relazione. Il tuo amore è come
il profumo di un fiore. Non crea una relazione, non ti chiede di essere in un
certo modo, di comportarti in un certo modo, di agire in un certo modo. Non
chiede nulla. Dà, semplicemente. E anche nel dare non è presente il desiderio
di una ricompensa. L’atto di donare è in se stesso una ricompensa. Quando il
tuo amore diventa come un profumo, allora ha immensa bellezza. È molto al di
sopra della cosiddetta umanità – ha qualcosa del divino.
Tu dici: “Non posso farci
nulla…”. Né lo posso io. Quando l’amore è uno stato dell’essere, non puoi farci
nulla. Si propagherà, ma senza creare prigioni, per nessuno, e senza lasciarsi
imprigionare da qualcuno.
La tua domanda è
significativa. La scomporrò punto per punto. “L’altro giorno ti ho sentito dire
che non vuoi avere alcun tipo di relazione con noi, comunque noi la
immaginiamo”. Hai sentito giusto. Non voglio alcun tipo di relazione,
immaginaria o meno. Per te può essere molto reale, per te può non essere per
nulla una fantasia, può essere autentica. Sei abituato a creare relazioni fin
dall’infanzia. La tua vita è una serie di relazioni di vario tipo. Io non
voglio alcun tipo di relazione. Una relazione, reale o immaginaria, è per sua
natura una forma sottile di schiavitù psicologica.
Un altro punto da notare è
che non puoi ridurre in schiavitù qualcuno senza diventare uno schiavo a tua
volta. Lo schiavismo è un’arma a doppio taglio. Uno può essere più forte e
l’altro più debole, ma in ogni relazione tu sei l’aguzzino e l’altro diventa il
prigioniero. E, dal suo punto di vista, l’altro è l’aguzzino e tu sei il
prigioniero. Questa è una delle cause fondamentali dello stato di profonda
tristezza, di angoscia, in cui vive l’umanità.
Mi hai sentito bene: non
voglio alcun tipo di relazione, “… di sicuro non di odio, ma neppure d’amore”.
Da parte mia non permetterò alcuna relazione, non alimenterò alcuna relazione.
Ma tu sei libero di soffrire, è un tuo diritto.
Come posso impedirti di
instaurare una relazione di odio con me? E l’odio è una relazione molto più
forte dell’amore, perché l’amore è molto superficiale. L’odio è molto profondo.
L’odio appartiene al tuo antichissimo retaggio animale. L’amore è solo un
potenziale per il futuro, non è una realtà, è solo un seme. Non posso impedire
a nessuno di odiarmi, come posso quindi impedire a qualcuno di amarmi? Posso
solo spiegare che nel momento in cui l’odio, o l’amore, o qualunque cosa,
diventano una relazione, perdono la loro purezza.
Coltiva il tuo amore come
stato dell’essere. Non si tratta di innamorarsi, ma di essere in amore. È la
tua natura. L’amore è semplicemente la fragranza del tuo essere. Anche quando
sei da solo, sei circondato dall’energia dell’amore. Persino quando tocchi un
oggetto inerte, come una sedia, la tua mano sprigiona amore – non importa verso
chi.
Lo stato d’amore è privo
di oggetto. E io non ti impedisco di essere in uno stato d’amore, ma lo stato
d’amore è possibile solo se abbandoni il vecchio schema mentale delle
relazioni. L’amore non è una relazione.
Due persone possono amarsi
moltissimo. E più si amano, minori sono le probabilità che siano in relazione.
Più si amano, minori sono le probabilità che tra loro ci siano pretese, possessività, aspettative. E naturalmente non ci saranno
neppure frustrazioni.
Tu dici: “E non posso dire
che ti biasimo per questo”. Hai capito bene. A tanti ho permesso di avere
relazioni d’amore reali o immaginarie con me – semplicemente perché se non
stavano con me, non avrebbero avuto la possibilità di trasformare la loro
relazione in uno stato dell’essere – e ben sapevo
che le loro relazioni non erano prive di rischi. Nessuna relazione è priva di
rischi, particolarmente con un uomo con il quale la relazione è a senso unico.
È come un ponte sostenuto solo da una sponda del fiume, mentre l’altra sponda
non dà alcun sostegno. Così sospeso nell’aria, è destinato a cadere.
Sono rimasto scottato migliaia
di volte, perché le persone che pensavo mi amassero… le ho viste cambiare e
odiarmi, per motivi futili.
L’amore è al di là della
ragione.
La relazione appartiene
alla sfera mondana. Basta un piccolo cambiamento nella situazione, ed evapora.
È priva di solidità.
Ho donato il mio amore
senza condizioni, eppure molti se ne sono approfittati, in maniere diverse. E
poiché il loro amore era immaginario, si aspettavano
qualcosa da me. L’uomo è davvero cieco, non riesce a vedere. Se io non mi
aspetto nulla da te, ricorda almeno che
anche tu non devi aspettarti nulla da me.
E se le tue aspettative
non sono soddisfatte – e di sicuro non lo saranno – allora l’amore si trasforma
subito in odio. Il mio cuore è rimasto ferito, perché io ho dato il mio amore spontaneamente, senza aspettarmi nulla,
mentre tanti mi sono diventati nemici, a causa delle loro aspettative, con le
quali non ho nulla a che fare. Io non ho promesso nulla. Però c’erano
aspettative, e ora ci sono frustrazioni – prima stavano proiettando aspettative,
e ora proiettano frustrazioni. Non sono riusciti a vederlo allora, come non
riescono a vederlo ora, sono invischiati nelle loro congetture inconsce. E
soffrono.
E, allo stesso modo in cui
prima immaginavano l’amore, e mi ammiravano senza sapere nulla di me, ora mi
condannano. E per condannarmi s’inventano bugie – forse con assoluta
inconsapevolezza. Proprio allo stesso modo in cui, prima, credevano alle loro
fantasie, ora continuano lo stesso gioco, continuano a credere alle loro bugie.
Mi è stato chiesto di dimostrare che hanno torto. Non è possibile. Li ho amati,
sono stati miei discepoli. Non potrei criticare le loro bugie, smascherare le
loro bugie.
Per
questo voglio che ti ricordi di non avere aspettative. Ama perché l’amore è una tua
fioritura interiore. Con il tuo amore stai richiamando la primavera. Il tuo
amore ti aiuterà a crescere verso la luce, verso la verità, verso la libertà.
Ma non creare una relazione.
“Tuttavia, quando sei
davanti a noi e danzi, al solo vederti dentro di me sento uno zampillio di
acqua sorgiva, che subito corre ai tuoi piedi, come se sapesse di
appartenerti”.
Non te l’ho proibito. Se
l’amore emerge spontaneamente, all’improvviso, come acqua sorgiva, senza
chiedere nulla in cambio, allora è uno dei tesori più preziosi.
“So
che il mio amore è intriso di cose indesiderabili di ogni sorta, ma scorre
impetuoso verso di te senza neppure fermarsi a chiedermi il permesso”.
L’amore
è un fuoco. Più puro è… tutte le imperfezioni, tutti i problemi bruceranno. È
l’amore come relazione che
continuerà a creare problemi, “intriso di
cose indesiderabili di ogni sorta”. Ma un amore spontaneo è una cosa totalmente
diversa. Non abbiamo un’altra parola, è questa la difficoltà.
“Osho, scusa tanto per la
confusione, ma non ci posso fare nulla”. Non hai bisogno di preoccuparti per la
confusione. Ricorda solo una cosa: l’amore è in grado di distruggere tutto il
resto, solo fai in modo che non diventi una relazione – allora l’amore svanirà,
e nel nome dell’amore arriveranno dominazione e politica. E i problemi
continueranno ad aumentare.
Sono contrario a ogni tipo
di relazione. Per esempio, non mi piace la parola amicizia, invece amo ‘amichevolezza’. L’amichevolezza è
una tua qualità, l’amicizia, di nuovo, diventa una relazione.
Non c’è nulla di sbagliato
nell’amore. In realtà, senza l’amore tutto è sbagliato. Ma l’amore è così
prezioso che dovrebbe essere protetto da ogni tipo di contaminazione,
inquinamento, avvelenamento. La relazione lo avvelena. Voglio che il mondo sia
fatto di individui. Persino usare la parola ‘coppia’ mi fa male. Avete
distrutto due individui, e la coppia non è una bella cosa.
Create un mondo di soli
individui, e dovunque l’amore fiorisce spontaneamente, cantatelo, danzatelo,
vivetelo, non creategli attorno catene. Non cercare di tenere legato nessuno,
né permetti a qualcuno di tenerti legato.
Un mondo fatto solo di
individui liberi sarà davvero un mondo libero.
Essere necessario è uno
dei bisogni più grandi dell’uomo. Quindi non riesco a immaginare un tempo in
cui non esisterà l’amore. Finché ci saranno esseri umani, l’amore resterà
l’esperienza più preziosa. È qualcosa che avviene sulla terra, ma non
appartiene alla terra. Ti dà le ali per volare verso il sole, come un’aquila.
Senza l’amore sei privo di ali.
Ma poiché è un grande
nutrimento e un grande bisogno, attorno a lui sono sorti tutti i problemi. Vuoi
che il tuo amante o la tua amata siano lì con te anche domani. Oggi è stato
bello, e ti preoccupi del domani. Per questo è nato il matrimonio. È solo per
la paura che domani il tuo amante o la tua amata possano lasciarti – allora
stipuli un contratto davanti alla società e alla legge. È una cosa orribile –
assolutamente rivoltante e disgustosa. Trasformando l’amore in un contratto
metti la legge al di sopra dell’amore, significa mettere la massa, la
collettività, al di sopra della tua individualità, ottenendo l’appoggio dei
tribunali, degli eserciti, della polizia, dei giudici, per rendere il legame
assolutamente certo e sicuro.
Domani mattina… nessuno lo
può sapere. L’amore arriva come una brezza – potrebbe arrivare di nuovo, oppure
no. E quando non arriva, allora solo perché c’è una
legge, il matrimonio, la rispettabilità sociale... quasi tutte le coppie del
mondo sono ridotte alla prostituzione.
Vivere con una donna che non
ami, vivere con un uomo che non ami, vivere per la garanzia, per la sicurezza,
vivere per il sostegno economico, vivere insieme per qualunque motivo che non
sia l’amore, non è nient’altro che prostituzione. Il matrimonio di per sé è
prostituzione. Se ho fiducia nel mio amore, perché dovrei sposarmi? L’idea
stessa del matrimonio è una dichiarazione di sfiducia. E qualcosa che nasce
dalla sfiducia non aiuterà il tuo amore a crescere in profondità e altezza. Ti
distruggerà.
Non ti impedisco di essere
in amore. In realtà, la mia religione è
solo questa: ama, ma non distruggere l’amore con una finzione – il matrimonio o
qualunque altro tipo di relazione.
L’amore è autentico solo
quando dà libertà. Usa questo criterio.
L’amore
è vero solo quando non interferisce
con la privacy di un’altra persona. Ne rispetta l’individualità, l’intimità. Ma
gli amanti che incontri dappertutto hanno paura dell’individualità, distruggono
l’individualità dell’altro e sperano che
distruggendosi a vicenda le loro vite
siano colme di felicità, di appagamento. Diventano solo sempre più
tristi.
Ama, e ricorda: tutto ciò
che è reale cambia continuamente. Ti hanno fatto credere che l’amore vero dura
per sempre. Una rosa vera non dura per sempre. Persino un essere umano deve
morire un giorno.
L’esistenza è continuo
divenire. Ma l’idea, la convinzione che l’amore, se è vero, deve essere
permanente… e se l’amore un giorno svanisce, allora il corollario naturale è
che era falso.
Vorrei che riconoscessi
che l’amore è arrivato all’improvviso, non grazie a uno sforzo da parte tua. È
arrivato come un dono dalla natura. In quel momento non l’avresti accettato se
ti fossi preoccupato che un giorno potesse svanire all’improvviso. Nel modo in cui arriva,
se ne va. Ma non occorre preoccuparsi, perché se un
fiore appassisce, altri ne verranno. I fiori ci saranno sempre, non aggrapparti
però a un solo fiore. Altrimenti presto sarai aggrappato a un fiore morto, e la
realtà è esattamente questa: le persone
rimangono aggrappate a un amore morto, che un giorno era vivo. Ora è solo un
ricordo e un dolore e tu sei bloccato a causa della rispettabilità e della
legge.
Non voglio che esista la
famiglia, non voglio che esistano le nazioni – non voglio che il mondo sia
diviso. Voglio un mondo unito fatto di individui liberi che vivono l’amore
spontaneamente, che vivono in silenzio, giocosi, senza condannare il piacere,
senza temere l’inferno o desiderare una ricompensa in paradiso – perché
possiamo creare qui il paradiso. Abbiamo tutte le potenzialità per crearlo, ma non
le stiamo usando. Al contrario, creiamo ostacoli di ogni tipo: la terra non
deve diventare un paradiso.
Non sono contrario
all’amore. Sono totalmente a favore dell’amore, per questo sono contro le
relazioni, contro i matrimoni. È possibile che due persone possano vivere
insieme per tutta la vita. Nessuno sta dicendo che dovete separarvi, ma che
questo vivere insieme sia solo per amore, senza interferenze o invasioni
dell’individualità dell’altro, dell’anima privata dell’altro. Questa è dignità.
tratto
da: Osho, The Hidden Splendor # 23
Meer
L’amore come devozione
L’amore di Meera
è l’amore di un essere umano perfetto. Meera non ha
bisogni, non vuole niente da Krishna, si limita a
dare, semplicemente. Ha una canzone da cantare, e canta. Ha una danza da
danzare, e danza. Non ha nulla da prendere, dà e basta. E riceve moltissimo in
cambio, ma questa è un’altra cosa. Se vuoi diventare Meera,
prima devi soddisfare tutti i bisogni dell’amore umano. Devi passare attraverso
le gioie dell’amore umano e le pene dell’amore umano. E diventare maturo
attraverso di loro. Dal desiderio nasce lo stato di assenza di desiderio, il
fior di loto dell’assenza di desiderio. 1
Meera è devozione pura.
L’amore di Meera per Krishna non ha inizio con Meera.
Un’espressione d’amore così unica non può cominciare semplicemente così. La
storia è antica. Meera era una delle gopi – le devote
– di Krishna. Meera stessa
ha dichiarato: “Io ero Lalita. Ho danzato con Krishna a Vrindavan, ho cantato
con Krishna. Questo amore è antico”. Meera rimarca: “Questo amore non è nuovo”.
Meera era piccola, doveva avere
quattro o cinque anni, quando un sadhu venne ospite a casa sua. La mattina, quando il monaco
si alzò e tirò fuori il suo idolo – una statuetta di Krishna
che aveva nascosto nella sacca – e si preparò al rituale della venerazione, Meera venne colta da grande agitazione. Ebbe un deja-vu: un
ricordo di una vita passata si era risvegliato. Le si presentarono alla mente
una serie di immagini. La statua aveva fatto da catalizzatore, e la storia
riprese. Per lei fu uno shock. La forma di Krishna le
ritornò alla memoria, di nuovo quel volto bruno, quegli occhi magnetici, quella
ghirlanda di piume di pavone, Krishna che suonava il
flauto – nella memoria Meera tornò indietro di
migliaia di anni. E scoppiò in lacrime. Implorò il sadhu
di darle la statuetta. Ma anche il sadhu era
profondamente affezionato al suo simulacro. Si rifiutò di dargliela e proseguì
il suo viaggio.
Trascorse un giorno. Meera
non mangiava e non beveva. Era costantemente in lacrime
– non smetteva di piangere. La sua famiglia era molto preoccupata, cosa
potevano fare?
Quella notte il sadhu
fece un sogno. Si era fermato a dormire in un villaggio molto lontano. Nel
sogno, Krishna era davanti a lui e diceva:
“Restituisci la statua al suo proprietario. L’hai tenuta per tanti anni,
l’avevi in custodia, ma non è tua. Ora non è più necessario che la tieni con
te. Torna indietro e dà la statua a quella bambina. È sua, restituiscila. È
sua, il tuo compito ora è finito. Sei arrivato al luogo di consegna, ora la
faccenda è conclusa”. Il simulacro appartiene a chi lo ama dal più profondo del
cuore. A chi altri?
Il sadhu era
terrorizzato. Krishna non gli era mai apparso prima.
Per anni aveva pregato e adorato quella statuetta – aveva offerto fiori, e
suonato campanelle. Krishna non era mai apparso. Fu
preso da grande timore. Si precipitò indietro nel mezzo della notte. Arrivando
a mezzanotte svegliò tutti e disse: “Perdonatemi, ho commesso un grave torto”.
Cadde ai piedi della bambina, le diede la statuetta e se ne andò.
Questo episodio, per quanto piccolo e marginale,
accadde quando Meera aveva quattro o cinque anni. Meera andò in estasi, come se avesse bevuto una bevanda alcoolica...
Quando raggiunse i trentadue o trentatre anni
tutte le persone importanti nella sua vita erano morte. Tutti quelli cui era
stata affezionata, tutti quelli che aveva amato, erano morti.
Sua madre era morta, suo marito era morto, suo
padre era morto. Tutti i suoi attaccamenti con il mondo erano finiti. Ne fece
buon uso. Trasformò gli attaccamenti mondani finiti in distacco verso il mondo.
E l’amore che si era liberato dall’attaccamento, venne offerto ai piedi di dio.
Si immerse nei canti d’amore per Krishna. Quelle
morti espletarono un altro compito importante, le dimostrarono una cosa: tutto
in questo universo è momentaneo. Se devi cercare l’amato, fallo in ciò che è
eterno. Qui nulla ti appartiene. Qui tutto quello che tocchi svanirà. Lo aveva
visto con i propri occhi…
Trentatre anni non sono molti. Era giovane. Aveva visto
così tante morti in gioventù che la pena intensa della morte le mostrò in modo
chiaro e inequivocabile che la vita è transitoria. E allora la sua mente si
staccò da questa vita. Con questo distacco è possibile volgersi al divino.
Prima Meera danzò solo a casa, davanti alla sua
statuetta di Krishna. Poi l’amore cominciò a salire,
come un fiume in piena, e la casa non riuscì più a contenerlo. E allora danzò
nei templi del villaggio, nei raduni di sadhu. E poi
l’amore iniziò a scorrere così impetuosamente che Meera
non ne era più consapevole. Era persa, era completamente assorbita, pervasa da Krishna.
Naturalmente, poiché apparteneva alla casa reale,
a una famiglia rispettabile, creò problemi alla famiglia. La famiglia si
preoccupa sempre… E puoi immaginare, in Rajasthan,
cinquecento anni fa, le donne non si toglievano mai il velo, non mostravano mai
il volto in pubblico. Nella famiglia reale, poi, era ancora più difficile. Meera si mise a danzare per le strade, a danzare in mezzo
alla gente comune.
Meera era così famosa che
cominciò ad arrivare gente da ogni dove. Persone qualsiasi giunsero al suo
cospetto, e anche santi, monaci e nobili. Avendo sentito parlare di lei,
arrivarono dai luoghi più remoti. Il suo profumo cominciò a diffondersi. Quel
profumo era simile a quello del muschio, chiunque ne venisse sfiorato doveva
muoversi verso di lui. Per Meera divenne difficile
rimanere, e così lasciò il Rajasthan. Andò a Vrindavan. “Andrò nel villaggio del mio amato,” pensò. Andò
nel villaggio di Krishna, ma anche lì sorsero gli
stessi problemi… il villaggio era governato dai pundit – i bramini, i preti.
C’è un episodio molto bello. Quando Meera giunse al tempio più famoso di Vrindavan,
cercarono di impedirle di entrare, perché alle donne era proibito entrare nel
tempio. L’arciprete del tempio non aveva mai visto una donna. Meera era una donna, quindi si prepararono a fermarla. Ma
quelli che si erano messi a guardia della porta per fermarla, rimasero
incantati. Quando Meera arrivò danzando, suonando la
sua ektara,
e dietro a lei una folla di devoti che si allargava in tutte le direzioni, e
tutti esultanti – in quella ebbrezza anche i guardiani rimasero storditi.
Dimenticarono che dovevano fermarla finché non la videro dentro il tempio.
Ma i guai erano solo all’inizio… e dopo questo
evento Meera non poté rimanere a Vrindavan.
Abbiamo sempre trattato male gli illuminati. Dopo la morte li veneriamo, da
vivi li maltrattiamo.
Anni dopo la situazione politica in Rajasthan mutò, il re cambiò e il nuovo re, Udaysingh, provava grande ammirazione per Meera. Inviò innumerevoli messaggeri per invitarla a
tornare, mandò pundit e preti a spiegare e a cercare
di convincerla, ma Meera diede a tutti la stessa
risposta: “Ora perché andare o venire? Dove dovrei andare ora, rinunciando a
questo tempio dell’amore della mia vita?”. Era al colmo della beatitudine nel
tempio di Ranchhordasji. Udaysingh
ci provò in tutte le maniere. Inviò un gruppo di cento uomini ordinando:
“Riportatela qui, non importa come. Se non viene, minacciatela. Ditele che
rimarrete seduti in digiuno alle porte del tempio”. Gli uomini insistettero:
“Devi venire, altrimenti moriremo qui”.
Allora Meera disse: “Di
nuovo… se devo venire, andrò a chiederlo
al mio amore: senza il suo permesso, non posso venire. Glielo domanderò…”.
Entrò nel tempio, e la storia è molto bella, molto sconcertante e molto
significativa. Entrò nel tempio e, si dice, non ne uscì più. Svanì nella statua
di Krishna. Anche questo non può essere un fatto
storico, ma dovrebbe esserlo, perché se Meera non
riesce a fondersi con la statua di Krishna, chi altri
può farlo? Se lei era riuscita ad assorbire la presenza di Krishna
dentro di sé, non era forse possibile che Krishna
assorbisse lei dentro se stesso?
Attenzione però, non prendere questo come un fatto
da vagliare. Questa è verità e la verità è molto diversa dai fatti. La verità è
molto superiore ai fatti. Quanto valgono i fatti, dopotutto? Non più di due
centesimi. I fatti non limitano la verità. Un fatto è ciò che è accessibile
alla piccola intelligenza umana, è un frammento di verità.
La verità è vasta. 2
brani di osho tratti da:
1. Sufis: The
People Of The Path, Vol II
2. Maine Ram Ratan Dhan
Payo (Hindi)
È uno sbaglio
vederli ai poli opposti
Osho, amore
e meditazione sembrano essere polarità opposte. Per favore puoi dirci come
crescere in meditazione e in intimità con l’amato?
Tu non conosci né cosa sia
l’amore né la cosa sia la meditazione, tuttavia ti poni la domanda. A te
l’amore e la meditazione sembrano essere opposte polarità – mi chiedo dove hai
preso questa idea. Se l’amore e la meditazione sono opposte polarità, allora
nulla in questo mondo può essere vicino a qualche altra cosa. Ma so che tutte
le vecchie religioni sono cadute nello stesso pregiudizio. I meditatori
fuggirono sulle montagne per evitare l’amore, e gli amanti non si interessarono
mai alla meditazione perché sapevano che se avessero meditato la loro vita
amorosa sarebbe finita. È stato questo uno degli errori più duraturi in cui
l’umanità è vissuta. L’amore è silenzio, gioia, pace, beatitudine tra due
persone. Ma poiché accade tra due persone, qualche volta non sono in sintonia.
La meditazione è la stessa esperienza di silenzio, di pace, di beatitudine – ma
da solo. Se due meditatori sono in amore, allora possono raggiungere le vette più alte. Se un meditatore
può sperimentare un certo picco nella sua beatitudine e nel suo silenzio, due
meditatori in amore, possono diventare un reciproco, immenso sostegno al
proprio individuale volo nel mistero. Allora il loro amore diventa un
nutrimento per la loro meditazione e viceversa: la meditazione può divenire un
nutrimento al loro amore. È questo il punto dove dissento da tutte le religioni
del passato: hanno fatto dell’amore e della meditazione delle polarità, delle
linee parallele che non s’incontrano da nessuna parte. Per me un uomo di
meditazione è destinato a essere immensamente amorevole. Tutta la sua rabbia se
n’è andata, tutto il suo odio, la sua possessività se
ne sono andate. Se non può amare lui, allora chi altro lo può fare? E un uomo
amorevole può entrare in profonda meditazione, perché l’amore è la nostra più alta qualità, il nostro più puro sé,
la nostra perfetta canzone. Se due cuori in celebrazione non si possono
incontrare in profonda meditazione, nessun altro incontro è possibile. In
realtà, le persone che sono scappate sulle montagne a meditare... pensano solo
alle donne, nelle loro meditazioni. Soffrono di allucinazioni, e le loro
allucinazioni sono così reali che con quelle donne incominciano a parlare...
E in
tutto il mondo la gente, senza meditazione, si ama, ma il loro amore non porta
il paradiso nella loro vita; all’opposto crea l’inferno. Sono come nemici
intimi – nemici che hanno deciso di vivere insieme. La mia personale
comprensione è che a meno che l’amore e la meditazione diventino due lati della
stessa medaglia, non possiamo creare l’uomo nuovo, una nuova umanità, il nuovo
mondo.
Dal mio picco di
consapevolezza posso vedere anche la lontana casa dove l’amore e la meditazione
dimoreranno insieme. Noi dobbiamo creare quella casa. Non dire l’amore e la
meditazione sono polarità opposte. Questa è la bugia propagata dai preti nel
corso dei secoli. Ha distrutto gli amanti, rendendo miserabile la loro vita e
trasformando i meditatori in aridi deserti. Voglio che la tua vita sia un
giardino pieno di fiori, pieno di frutti, pieno di vita. Non ci sono dubbi su
come creare una relazione amorevole e meditativa: qui, le persone che si sono
raccolte intorno a me, stanno già vivendo... o perlomeno facendo uno sforzo per
la prima volta nell’intera storia dell’uomo, per vivere l’amore e la
meditazione come due aspetti della stessa esperienza. Perché l’amore dovrebbe
disturbare la tua meditazione? In realtà l’amore dovrebbe darti la giusta
atmosfera, il giusto terreno per meditare. E la meditazione dovrebbe darti la
giusta fragranza perché l’amore diventi un tesoro, una gloria, una benedizione.
1
L’enfasi
che Buddha ha messo sulla compassione ha creato un
fattore molto innovativo rispetto a tutti i mistici che lo hanno preceduto. Buddha costituisce una linea di demarcazione rispetto al
passato: prima di lui la meditazione era sufficiente, e nessuno aveva mai
enfatizzato compassione e meditazione insieme.
Infatti
la meditazione porta all’illuminazione, ti fa fiorire, e ti fa raggiungere
l’espressione suprema dell’essere. Che cosa altro si può desiderare? Per quanto
concerne l’individuo, la meditazione è sufficiente.
Ma
la grandezza di Buddha consiste nell’introdurti alla
compassione ancora prima che tu abbia cominciato a meditare. Ti dice che devi
avere più amore, essere più tenero, più partecipe della realtà altrui.
Il
suo è un approccio sottilmente scientifico: se un uomo, prima di illuminarsi,
ha il cuore pieno di compassione, c’é la possibilità che - dopo avere meditato
- aiuterà altri a raggiungere la stessa beatitudine, la stessa altezza, la
stessa gioia che lui ha raggiunto. Buddha crea la
possibilità che l’illuminazione diventi un fenomeno contagioso. Ma se, al
contrario, la persona illuminata dovesse sentire semplicemente di essere
tornata a casa, perché mai dovrebbe preoccuparsi di uscirne di nuovo per andare
a cercare altri?
Buddha é il primo a togliere
ogni egoismo dall’illuminazione: ne fa una responsabilità sociale. É un grande
cambiamento. Ma bisogna imparare l’amore per gli altri prima di illuminarsi:
infatti dopo l’illuminazione non c’é più niente da imparare. Arriva il momento
in cui si diviene talmente estatici all’interno della nostra esperienza che
perfino l’amore per gli altri sembra potere distogliere – creare una
specie di disturbo alla propria gioia estatica. È per questo che ci sono stati
centinaia di illuminati, ma pochissimi maestri.
Illuminarti
non vuole necessariamente dire che diventi anche un maestro. Diventare maestro
significa che provi incredibile compassione, e senti vergogna di entrare da
solo nei bellissimi spazi che l’illuminazione apre. Vuoi aiutare quelli che
sono ciechi, che brancolano nel buio. Diventa una gioia poterli aiutare, non é
una distrazione...
La parola compassione
ricorda la ‘passione’. Quando la passione diviene consapevole e sveglia, tutta
l’energia che prima era amore si raffina: diventa compassione. La compassione
non si rivolge a nessuno in particolare. Non é una relazione: é semplicemente
la tua essenza. É tua gioia provare amore per gli alberi, per gli uccelli, per
gli animali, per gli esseri umani, per tutti - senza condizioni, senza chiedere
niente in cambio. La compassione é libertà dalla cieca biologia. Prima di
illuminarti, fai attenzione a non reprimere la tua capacità di amare. Questo é
quanto le vecchie religioni hanno fatto: ti insegnano a condannare il tuo
amore. E così tu reprimi la tua capacità di amare, ed é proprio quella
l’energia che può trasformarsi in compassione. Ma quando si condanna si
distrugge la capacità di trasformare. 2
brani di osho tratti da:
1.
The Golden Future # 31
2.
The New Dawn
# 22
La storia di Chaitanya
L'amore inizia dove finisce la logica
Una persona desidera sapere cos’è l’amore e legge
montagne di libri sull’amore. Forse su nessun altro argomento è stato scritto
tanto quanto sull’amore. La letteratura sull’argomento è vastissima, in tutte
le forme: poesia, epica e trattati filosofici. Quella persona diventerà erudita
sull’amore, potrà scrivere trattati sull’amore, eppure non conoscerà per nulla
la realtà dell’amore.
Poi c’è un’altra persona
che non ha letto nulla sull’amore, ma ne ha fatto l’esperienza, l’ha vissuto.
Qual è la differenza tra questa persona e quella che ha consultato quell’enorme pila di testi sull’amore? Quest’uomo
conosce l’amore attraverso l’esperienza, l’altro lo conosce attraverso parole e
concetti. L’esperienza non è mai mediata dal pensiero, non avviene attraverso
il processo mentale, in realtà accade prima del pensiero. L’esperienza precede
il pensiero e il pensiero segue l’esperienza. Prima accade l’esperienza e il
pensiero la segue, ne diventa l’espressione.
Per questo Chaitanya dice che unità e separazione tra mondo e dio sono
oltre il pensiero. Quando Chaitanya afferma che sono
al di là della portata del pensiero, la sua affermazione è molto più rilevante
di quanto possa apparire. Meera direbbe la stessa
cosa, ma lei non si è mai dedicata a una seria indagine filosofica, è sempre
stata una donna mossa dai sentimenti. Chaitanya
invece era un grandissimo logico, famoso per l’acutezza mentale e la sua logica
brillante. Aveva scalato le più alte vette del pensiero. Gli studiosi avevano
timore di confrontarsi con lui. Era un oratore incomparabile, aveva vinto tutti
i premi nelle contese filosofiche.
Non era un
sentimentale, eppure prese la via dell’amore e della devozione – un evento
miracoloso. Questa svolta a centottanta gradi nella vita di Chaitanya
dimostra la supremazia dell’amore sulla logica. Con la sua logica, Chaitanya aveva sconfitto tutti i contemporanei, ma quando
la applicò a se stesso, scoprì che la logica
era perdente. Arrivò a un punto in cui la mente perdeva e la vita e
l’amore vincevano. Oltre quel punto poteva proseguire solo con la vita e
l’amore.
È
incredibile che una mente logica eccezionale come quella di Chaitanya
abbia potuto abbandonare la sua torre d’avorio, prendere in mano un tamburello e danzare e cantare nella piazza
del mercato. Riesci a immaginare Bertrand Russell che balla per le strade di Londra? Chaitanya era come Russell – un
grande intellettuale. Per questo motivo la sua scelta acquista immenso
significato. Egli afferma che la realtà è al di là del pensiero, e non con le
parole, ma con un tamburello – danzando e cantando per le strade della sua
città, dove tutti lo rispettavano profondamente per la sua superba erudizione.
Navadip, la città in cui era nato
Chaitanya, era il più grande centro di erudizione e
logica dell’India. Lo chiamavano kashi dei filosofi. Lo studio della logica in India
raggiunse l’apice a Navadip, e divenne noto come navya nyaya, a
rappresentare l’Everest della dialettica. L’Occidente non ha ancora raggiunto
quel picco. La logica occidentale è antica, non è nuova, ma non ha superato
Aristotele. Navadip portò la logica oltre Aristotele,
fino alla sua ultima frontiera.
In India,
in quei giorni, era sufficiente dire che quel tale studioso veniva da Navadip… Studenti da tutta l’India andavano a Navadip a studiare logica. La città brulicava di eruditi.
Chaitanya era nato a Navadip, ed era un grandissimo studioso di logica, il più
grande nella Navadip del suo tempo, tutti lo
rispettavano profondamente. E quello stesso Chaitanya
un giorno disse addio alla sua erudizione e si mise a ballare e cantare
estatico per le strade, affermando che nulla è afferrabile con la logica.
Quando è una persona simile a fare un’affermazione, essa assume un significato
enorme. Chaitanya rappresenta il culmine di una
grande tradizione. Dopo aver esplorato ogni angolo, anche il più remoto, del
pensiero razionale e della comprensione intellettuale, dopo aver indagato la
radice di parole, concetti e i loro significati, egli rinuncia alla conoscenza
intellettuale, ritorna alla sua ignoranza primigenia e dichiara che ora canterà
e ballerà come un folle. Disse che non avrebbe più partecipato a dibattiti
filosofici, né cercato la verità attraverso la logica, avrebbe semplicemente
vissuto abbandonandosi totalmente alla vita.
La vita comincia dove la logica finisce.
tratto
da: Osho, Krishna: The Man and His
Philosophy # 13
Un consiglio prezioso
Non odiare niente.
Odio incluso, perché non
fa nessuna differenza quale sia l’oggetto dell’odio,
può essere l’odio stesso. Ma non odiare – non solamente come disciplina,
ma come parte della comprensione che la stessa energia che diventa amore,
diventa odio.
Quando la stessa energia
potrebbe diventare amore, significa che saresti stupido a usare quell’energia per odiare – perché l’odio creerà delle
ferite in te. Non ferirà nessun altro all’infuori di te... e l’amore avrebbe creato fiori al posto di ferite – non avrebbe aiutato nessun altro
all’infuori di te. Quindi si tratta semplicemente di una questione di
intelligenza.
L’odio è distruttivo,
autodistruttivo. L’amore è grande rispetto per se stessi. Puoi odiare qualsiasi cosa, chiunque, l’odio stesso, ma in ogni caso
ti ritroverai con un’energia molto bassa:
l’odio succhia energia, ti lascia vuoto, spento.
L’amore ti riempie di energia, di
energia traboccante; non solo ‘guarendoti’ ma creando un’aura attorno a te
nella quale anche altri possono guarire.
Non è questione di
religione – che l’odio è cattivo o immorale.
È questione di
intelligenza: l’odio è stupido e l’amore è intelligente.
tratto
da: Osho, Osho Upanishad # 10
Solo l’amore prepara il terreno
Amore/consapevolezza è la forma di polarità più
alta, proprio come uomo/donna, vita/morte, interiorità/esteriorità,
luce/oscurità, estate/inverno, yin/yang, corpo/anima, creazione/creatore. Amore/consapevolezza
è la forma di polarità più elevata, l’ultima polarità, da cui accade la trascendenza.
L’amore ha bisogno di due esseri. È un rapporto,
devi uscire da te stesso, è la tua energia che va all’esterno. C’è un oggetto:
l’amato/a. L’oggetto diventa più importante di te. La tua gioia risiede
nell’oggetto. Se l’amato/a è felice, tu sei felice e diventi parte
dell’oggetto. Si crea una sorta di dipendenza: tu hai bisogno dell’altro. Senza
l’altro ti senti abbandonato.
Vivere in consapevolezza significa stare con te
stesso in completa solitudine, essere semplicemente vigile. Non è un rapporto e
l’altro non è affatto necessario. Non esci da te, entri in te.
L’amore è il movimento della luce, fuori dal tuo
essere. La consapevolezza è il movimento contrario: il movimento a ritroso
della luce che torna alla fonte primaria, ritorna alla sorgente. Il cerchio è
completato. Ma il percorso a ritroso è possibile solo se prima hai compiuto il
percorso che ti portava fuori da te. Devi vivere l’amore, devi coinvolgerti,
devi avere una relazione amorosa per poter tornare a te stesso. Sembra un
paradosso.
L’amore è davvero essenziale. Devi perderti per
ritrovare te stesso. L’amore è l’unica possibilità
di
perdersi totalmente.
L’amore è indispensabile per la crescita
spirituale. Coloro che fuggono dal mondo, spinti dalla paura, non
raggiungeranno mai la meditazione. Possono anche stare seduti nelle grotte
sull’Himalaya per molte vite, non raggiungeranno mai
la meditazione. Non è possibile, non l’hanno guadagnata. Prima devi guadagnarla
nel mondo, prima devi prepararle il terreno.
E solo l’amore prepara il terreno.
tratto da: Osho, Il
Cuore Celeste, NSC ed.
Da dove posso iniziare
Per vivere
appieno questa esperienza indefinibile chiamata amore il primo passo, il modo
giusto di cominciare, è semplice – anche
se non sempre facile, visti i nostri condizionamenti. Inizia ad amare davvero
te stesso.
La persona che non ama se stessa non sarà mai in
grado di amare un altro. La prima ‘increspatura’ dell’amore deve nascere nel
tuo cuore. Se non si manifesta verso te stesso, l’amore non potrà manifestarsi
con un altro, perché ogni altro è comunque più distante.
È come quando getti un
sasso in un lago silenzioso – le prime increspature si formano attorno al sasso
e poi si allargano sempre di più fino alle sponde più lontane. Il primo moto
d’amore deve formarsi attorno alla tua persona. Devi amare il tuo corpo, devi
amare la tua anima, devi amare la tua totalità. È naturale, altrimenti non
riusciresti a sopravvivere. Ed è anche bello, perché ti rende armonioso. La
persona che ama se stessa ha grazia, eleganza. Una persona che ama se stessa
sarà certamente più silenziosa, più meditativa, più contemplativa, di una che
non si ama. Se non ami la tua casa, non la pulisci, se non ami la tua casa, non
la ridipingi, se non la ami non la circondi con un bel giardino e non crei un
laghetto con i fiori di loto. Se ami te stesso ti coltiverai attorno un
giardino. Cercherai di portare a maturazione il tuo potenziale, cercherai di
portare alla luce tutto quello che in te può essere espresso. Se ti ami, ti
manterrai pulito, ti procurerai nutrimento. E se ami te stesso, c’è una
sorpresa in serbo per te: gli altri ti ameranno. Nessuno ama una persona che
non ama se stessa. Se neppure tu ti ami, chi altri se ne prenderà la briga? E
la persona che non si ama, non potrà rimanere neutrale. Ricordalo, nella vita
non esiste neutralità. L’uomo che non si ama, si odia, dovrà odiarsi – la vita
non conosce la neutralità. La vita è sempre scelta. Se non ami, non vuol dire
che te ne puoi rimanere in quello stato di assenza d’amore. No, odierai. La persona
che odia se stessa diventa distruttiva. La persona che si odia odierà tutti –
sarà sempre furiosa e violenta, in preda alla rabbia. Una persona che si odia
come può sperare che gli altri la amino? L’amore per se stessi è un grande
valore religioso.
Io ti insegno l’amore per
te stesso. Ma ricorda, amore di sé non è sinonimo di orgoglio egocentrico, per
niente. In realtà è esattamene l’opposto. La persona che si ama scopre che l’io
non esiste. L’amore dissolve sempre l’io: questo è uno dei segreti alchemici da
imparare, comprendere e vivere. L’amore dissolve sempre l’io. Ogni volta che
ami, l’io svanisce. Ami una donna e in quei pochi istanti in cui l’amore per
lei è autentico, in te non c’è io, non c’è ego. Ego e amore non possono
coesistere. Sono come il buio e la luce: quando arriva la luce, il buio
svanisce. Se ami te stesso, rimarrai sorpreso: amore di sé significa
dissolvimento dell’io. Nell’amore di sé, non troverai alcun sé. È paradossale,
l’amore di sé è assoluta assenza di sé. Non è egoista, perché ogni volta che
c’è luce, il buio non esiste, e ogni volta che c’è amore, il sé non esiste.
L’amore scioglie l’io congelato. L’io è come un cubetto di ghiaccio, e l’amore
è come il sole del mattino. Il tepore dell’amore… e l’io inizia a sciogliersi.
Più ami te stesso e meno troverai in te la presenza dell’io, e questo diventa
una grande meditazione.
tratto da: Osho, The Secret # 18
Amore per se stessi
Riscriviamo il film!
È un film vecchio: ‘Il Nemico Interiore’.
La trama la conosci bene:
ogni volta che vuoi inseguire i tuoi sogni – avere un rapporto d’amore con la
donna o l’uomo verso cui sei attratto, svolgere il lavoro che ti piacerebbe
fare, guadagnare i soldi che senti di meritare – una vocina nella tua
testa ti dice: “Lascia perdere, non te lo meriti, non sei abbastanza
interessante, non sei abbastanza attraente, non sei abbastanza intelligente, ci
sono un mucchio di persone migliori di te”. Oppure ti trovi in circostanze
critiche: sei stato rifiutato, o criticato, o insultato. E la vocina continua:
“Be’, cos’altro ti aspettavi?”. Quella voce ti fa
diventare teso e stressato ogni volta che vuoi qualcosa, perché in fondo sei
convinto di non meritare di essere felice, di non meritare di essere amato: non
vali nulla. Hai paura dell’intimità, perché pensi che se qualcuno arrivasse a
conoscerti davvero, non potrebbe amarti. Decisamente un filmaccio.
Non è che siamo nati con
queste idee negative: non siamo usciti dall’utero materno dicendo: “Oddio! C’è
qualcosa di sbagliato in me, nessuno può amarmi”. Molto presto però iniziamo a
essere contagiati dall’idea che, così come siamo, non siamo OK.
E ogni volta che abbiamo
ricevuto questo messaggio è stato come se la nostra energia fosse stretta in
una morsa. Finché non siamo arrivati a come siamo oggi: con la sensazione che
magari ci troviamo in un film sbagliato.
Cambiare il film
Una volta compreso il funzionamento di questo
ciclo autodistruttivo, riuscirai a vedere la possibilità di uscirne. E con un
ruolo molto più divertente. Imparerai a riconoscere i meccanismi inconsci di autosabotaggio, e imparerai una tecnica da usare
quotidianamente per dire ‘no’ a queste voci autodistruttive – all’idea che
dovresti essere diverso o migliore.
E infine potrai cominciare
a vivere la tua vita reale e naturale, libero dalla tensione di cercare di
essere qualcuno che non sei.
Guarire il bambino interiore
Entrerai anche in contatto con il ‘bambino interiore’, con il bambino o la bambina che sei stato e che
ha accumulato tutte quelle idee. Perché non importa quanti anni abbiamo, dentro
il nostro bambino è tuttora convinto che così come siamo non andiamo bene, che
dobbiamo essere ‘migliori’ per farci amare. È per questo che, quando ci
sentiamo vulnerabili o insicuri, reagiamo sempre in maniera molto emotiva.
Perché in queste situazioni riemergono le vecchie ferite dell’infanzia – ferite
profonde provocate da senso di inadeguatezza, paura e shock, o da esperienze di
abbandono o deprivazione affettiva.
Il bambino interiore ha in
mano le chiavi di tutto ciò che ti manca nella vita, compresi l’amore e
l’intimità. Avrai l’opportunità di entrare in contatto con quel bambino, e
cominciare a dargli ciò di cui ha bisogno, che invano cerca di ottenere dagli
altri...
e aiutarlo a sentirsi bene così com’è.
tratto da: www.lifetrainings.com
Descrizione del workshop
Aprirsi all’amore per se stessi di Anando.
Prossimi appuntamenti in
Italia del corso di Self love:
19-21 aprile – Amore per
se stessi - level 1
Miasto,
tel 0577 960 124
1-4 maggio – Amore per
se stessi - level 2
Yuki, tel 011 9359939
shanti.yuki@galactica.it
La luce dell’amore
Scoprila... e
vedrai come tutto il tuo lato oscuro a poco a poco svanisce
Osho, talvolta, dopo momenti di chiarezza e leggerezza, mi
sembra che alcune vecchie conoscenze: violenza, gelosia, furia, eccetera, si
rifacciano vive ancora più forti di prima, come se fossero solo rimaste dietro
l’angolo in attesa del momento buono per ripresentarsi. Puoi commentare?
Posso dire qualcosa, ma la
violenza, la gelosia e la furia rimarranno in attesa dietro l’angolo. Non basta
che io dica qualcosa per farle svanire – perché, senza saperlo, tu le alimenti,
senza che tu ne sia consapevole, il tuo desiderio di liberartene è molto
superficiale.
Non stai facendo proprio
quello su cui insisto di continuo, stai facendo l’opposto. Lotti con
l’oscurità, e non porti la luce. Puoi continuare a lottare con l’oscurità fin
quando vuoi – non ne uscirai vittorioso. Questo non significa che sei più
debole dell’oscurità, indica solo che le tue azioni nei confronti dell’oscurità
sono irrilevanti.
Il buio è solo un’assenza.
Non puoi fare nulla in
maniera diretta – devi solo portare la luce.
E non è che con l’arrivo
della luce il buio si precipiti fuori da ogni fessura. Il buio è un’assenza –
la luce arriva… non c’è più assenza. Il buio non va da nessuna parte, non ha
vita indipendente.
Ti leggerò la tua domanda:
“Talvolta, dopo momenti di chiarezza e leggerezza, mi sembra che vecchie
conoscenze come violenza, gelosia, furia, eccetera, si rifacciano vive ancora
più forti di prima, come se fossero solo rimaste dietro l’angolo in attesa del
momento buono per ripresentarsi”.
Chiarezza e leggerezza
sono momentanee. Se fai brillare la luce per un momento e poi spegni la
candela, il buio ritornerà – non è rimasto in attesa dietro l’angolo, sei tu
che hai ricreato l’assenza di luce.
La fiamma della
consapevolezza deve ardere di continuo, allora non ci sarà più oscurità.
Queste emozioni che tu
ritieni molto pericolose sono praticamente impotenti. La violenza è lì solo
perché non hai sviluppato il tuo potenziale d’amore – è l’assenza dell’amore. E
tutti fanno solo cose inutili. Cercano di essere non violenti: reprimono la
violenza, fanno sforzi incredibili per essere non violenti.
Ma nessuno ha bisogno di
essere non violento, hai solo preso la direzione sbagliata. La violenza è una
qualità negativa, e tu stai cercando di distruggere la violenza e diventare non
violento. Io ti inviterei a dimenticare la violenza. È assenza d’amore – ama di
più. Tutta l’energia che impieghi nel reprimere la violenza e nel diventare non
violento… mettila nel diventare amore.
È un peccato che sia Buddha sia Mahavira abbiano usato
il termine non-violenza. Posso capire la loro difficoltà. La difficoltà era che con ‘amore’ le persone intendono
l’amore biologico; per evitare ogni fraintendimento hanno quindi usato un
termine negativo: non-violenza. Così sembra che la violenza sia una cosa
positiva e la non-violenza sia negativa. In realtà, la violenza è la cosa
negativa e l’amore è la cosa positiva, ma entrambi avevano paura a usare la
parola amore.
E a causa del sospetto che
‘amore’ potesse creare l’idea dell’amore ordinario nella mente delle persone,
hanno usato una parola infelice – non-violenza – e quella non-violenza è stata
praticata per venticinque secoli. Ma avete mai trovato la qualità dell’amore,
la presenza dell’amore in un discepolo di Buddha o Mahavira? Praticano la non-violenza, ed è questo il loro
errore. Li troverai avvizziti e spenti: la loro intelligenza non sembra essere
fiorita, la loro consapevolezza non sembra essere fiorita. È bastato un errore,
l’uso di un termine sbagliato, a creare venticinque secoli di indicibile
tortura per migliaia di persone.
Vorrei che tu riconoscessi
l’amore come polo positivo, e amore non significa solo amore biologico. Anche
tu lo puoi capire: ami tua madre, ami tuo fratello, ami gli amici, ami il
maestro. La biologia non c’entra. Queste sono esperienze di amore non biologico
accessibili a tutti. Ami una rosa – ha qualcosa a che fare con la biologia? Ami
la splendida luna, ami la musica, ami la poesia, ami la scultura – cosa
c’entrano con la biologia? E traggo questi esempi dalla vita ordinaria, solo
per mostrarti che l’amore ha molte dimensioni.
Esiste un amore tra due
corpi, ed è amore biologico. Esiste un amore tra due menti, ed è l’amore tra
due amici. Esiste un amore tra due cuori – e allora è l’amore tra discepolo e
maestro. E poi esiste l’amore tra due esseri. Quello è l’amore tra il devoto e
il maestro.
L’amore ha queste quattro
dimensioni, e ogni dimensione ha moltissime possibilità.
Pertanto, invece di avere
solo momenti di chiarezza e leggerezza, ama di più: ama gli alberi, ama i
fiori, ama la musica, ama le persone. Permetti all’amore, in tutte le sue
dimensioni, di arricchirti la vita, e la violenza sparirà. Un uomo che ama non
può far male a nessuno.
Ci sono stati anche casi
straordinari… Un mistico sufi, Sarmad,
aveva una ferita al petto: i musulmani ortodossi avevano cercato di ucciderlo.
Non erano riusciti a ucciderlo, ma lo avevano ferito gravemente, e la ferita era
molto pericolosa… nella ferita c’erano piccoli ma visibili parassiti che gli
stavano succhiando il sangue.
I musulmani, quando fanno
il loro nimaj,
la loro preghiera, si chinano per terra, si alzano, e poi si chinano di nuovo
molte volte. E così quei parassiti cadevano dalla ferita di Sarmad
e lui li raccoglieva e li rimetteva nella ferita. La gente diceva: “Ma sei
matto?”.
“Il mio corpo è comunque
destinato a morire” rispondeva Sarmad. “Il veleno si
è diffuso in tutto il corpo. Perché questi poveri parassiti dovrebbero morire,
visto che li posso aiutare a vivere? E comunque sono parassiti della mia
ferita, e io non sono il corpo. Sarò cibo per loro, e finché sono in vita
continuerò a rimetterli a posto”. Alla fine smise di pregare, dicendo: “Posso
pregare anche senza il rituale, ma non posso fare del male a queste creature”.
Ma stranamente non morì a
causa del veleno che si stava diffondendo nel suo corpo, forse il suo grande
amore fece da antidoto, e i musulmani dovettero tagliargli la testa davanti al Jamma Masjid di New Delhi. E il
suo unico crimine era stato… i musulmani hanno una preghiera che consiste in
una frase semplice: “Un solo dio, un solo libro sacro, il Corano, e un solo
messaggero di dio, Maometto.” Nella preghiera pronunciano questi tre nomi.
Ma i sufi
ripetono solo la parte che si riferisce a dio. Nelle loro preghiere non dicono
“un solo Corano” e “un solo messaggero di dio”. Dicono che ci sono stati altri
messaggeri, non esiste il monopolio, e ci sono altri libri sacri, il Corano non
può essere l’unico. E in futuro ci saranno altri messaggeri e ci saranno altri
testi sacri. Una sola cosa possono dire: l’esistenza è un solo dio.
Quello era il loro
crimine, e i musulmani ortodossi obbligarono Sarmad:
“Devi recitare l’intera preghiera, recitarne solo una parte è un sacrilegio”.
E lui disse: “Non potete
obbligarmi. Per quanto concerne la preghiera, sono libero, si tratta della mia
personale relazione con dio. Se devo rendere conto a qualcuno, quello è dio,
non siete voi. Non sto pregando voi, sto pregando dio, e se lo faccio in modo
sbagliato, è una questione da definire tra me e dio. Chi siete voi?”. Ma loro
erano al potere – il re era musulmano – ed erano molto arrabbiati, quindi gli
tagliarono la testa.
La moschea di Delhi ha
molti gradini… e quando gli tagliarono la testa egli scoppiò in una risata, e
la testa cominciò a rotolare giù dai gradini. Migliaia di testimoni, che erano
venuti ad assistere all’esecuzione, osservarono uno strano fenomeno: la testa
rotolava giù dai gradini… grondante di sangue, il corpo era rimasto in cima
alla scalinata, e la testa stava ancora ripetendo la preghiera troncata.
Forse non è un fatto
storico, ha molto della leggenda, ma ci sono varie fonti contemporanee che lo
citano – anche di non musulmani, che hanno visto e hanno sentito.
Forse l’amore può parlare
anche senza il corpo. Forse l’amore non ha bisogno del corpo come tramite. La
storicità o meno del fatto è insignificante, per me la cosa significativa è
che, sebbene lo avessero ucciso tagliandogli la testa, in lui non c’erano né
rabbia, né lamento, né condanna, né maledizione.
Ed era del tutto
innocente, la preghiera è una faccenda assolutamente individuale. Ma persino
mentre la sua testa rotolava giù dai gradini, c’era solo preghiera, la
preghiera troncata.
L’amore sa perdonare.
L’amore non è capace di
ferire e di essere violento.
I sentimenti violenti non
spariranno, finché non trasformi la loro energia in amore. E il vero amore non
conosce gelosia. L’amore che è accompagnato dalla gelosia non è certo vero amore,
è un istinto biologico.
Più ti evolvi – dal corpo
alla mente, dal cuore all’essere – più queste rozzezze svaniranno. L’amore da
un essere all’altro non conosce gelosia.
Come farai a trovare
questo amore?
È un’emanazione del tuo
silenzio, della tua pace, del tuo benessere interiore, della tua beatitudine.
Sei così beato che desideri condividere – quella condivisione è amore.
L’amore non è un
mendicante.
Non chiede mai: “Dammi
amore”.
L’amore è sempre un
imperatore.
È solo capace di dare. Non
riesce neppure a immaginare, ad aspettarsi qualcosa in cambio.
Diventa più meditativo,
diventa più consapevole del tuo essere. Diventa più silenzioso nel tuo mondo
interiore, e l’amore comincerà a scorrere attraverso di te. Le persone hanno
tanti problemi. I problemi sono diversi – violenza, gelosia, infelicità,
angoscia – ma la medicina per tutte queste malattie è una sola: è la
meditazione.
Vorrei anche ricordarti
che la parola medicina e la parola meditazione derivano dalla stessa radice.
Medicina indica qualcosa che può guarire il corpo, meditazione indica qualcosa
che può guarire l’anima.
La meditazione è forse la
chiave a tutti i nostri problemi. Quindi, invece di combattere separatamente
ogni problema… ci metteresti vite intere senza in realtà risolvere nulla. Se ne
staranno in un angolo, ad aspettare un’opportunità – e naturalmente, se devono
aspettare troppo, si vendicheranno più che possono.
La meditazione non fa
nulla direttamente con la violenza, né con la gelosia, né con l’odio.
Si limita a portare luce
dentro la casa, e il buio svanisce.
tratto da: Osho, The Hidden
Splendor # 17
Chi ama
se stesso, ha fatto il primo passo verso il vero amore...
Anch’io, come Buddha,
insegno ad amare prima se stessi; ma non sto dicendo di amare l’ego. In
effetti, l’amore è una luce così abbagliante, che l’oscurità dell’ego non può
coesisterle. Se ami gli altri, se il tuo amore è focalizzato sugli altri,
vivrai nell’oscurità. Per prima cosa, illumina te stesso, diventa luce nei tuoi
confronti. Fa’ che la luce dissolva le tue tenebre interiori, la tua intima
debolezza. Amandoti, acquisirai un tremendo potere, una forza spirituale. E
quando la tua anima è potente, sai che non morirai mai, che sei immortale, sei
eterno. L’amore ti dà la prima intuizione dell’eternità; l’amore è la sola
esperienza che trascenda il tempo.
tratto da: Osho, The Book of the Books, Vol. V
Amare se stessi e gli altri
Un uomo che ama se stesso, si rispetta, e un uomo
che ama se stesso e si rispetta, rispetta anche gli altri, perché sa: “Gli
altri sono esattamente come me. Io do valore ad amore, rispetto, dignità, e
così fanno gli altri”. Diventa consapevole del fatto che non siamo diversi, che
per quanto riguarda le cose fondamentali, siamo un’unità. Nei dettagli forse
siamo un po’ diversi tra noi – e questo genera varietà, ed è bello – ma alla
base partecipiamo di un’unica natura.
L’uomo che ama se stesso
gode dell’amore a tal punto, è in estasi a tal punto che l’amore comincia a
traboccare, a toccare gli altri. Deve toccarli! Se vivi l’amore, lo devi
condividere. Non puoi continuare ad amare te stesso per sempre, perché una cosa
ti diverrà assolutamente chiara: se amare una persona – te stesso – è così
incredibilmente bello, così splendido, quale estasi conoscerai condividendo il
tuo amore con moltissime persone? A poco a poco le onde si propagano sempre più
lontano. Ami altre persone, poi ami gli animali, gli uccelli, gli alberi, le
rocce. Puoi riempire l’universo intero con il tuo amore. Un singolo individuo è
sufficiente a riempire d’amore l’intero universo, un sassolino – un misero
sassolino – è sufficiente a riempire il lago di onde.
tratto da: Osho, The Dhammapada: The Way of the Buddha, #5
Non puoi amare una persona che odia se
stesso
E su questa terra sfortunata, quasi tutti odiano
sé stessi, tutti condannano sé stessi. Come puoi amare una persona che condanna
sé stessa? Non ti crederà. Non può amare sé stessa - come osi farlo tu? Non può
amare se stessa, come puoi amarla tu? Sospetterà qualche inganno, qualche
trucco, qualche strategia. Sospetterà che tu stia cercando di ingannarla in
nome dell’amore. Sarà molto cauta, vigile, il suo sospetto avvelenerà il tuo
essere. Se ami una persona che odia sé stessa, stai cercando di distruggere il
suo concetto di sé. E nessuno abbandona facilmente il proprio concetto di sé;
questa è la sua identità. Lotterà con te, cercherà di dimostrarti che ha
ragione e tu hai torto.
Questo è ciò che accade in ogni relazione d’amore
– lasciatemi dire in ogni cosiddetta relazione d’amore. Accade tra ogni moglie
e marito, ogni amante e amato, ogni uomo e ogni donna. Come puoi distruggere il
concetto che l’altro ha di sé stesso? Quella è la sua identità, quello è il suo
ego, quello è ciò che egli sa di sé stesso. Se glielo porti via, non saprà chi
è. È troppo rischioso; non può abbandonare il suo concetto di sé così
facilmente. Ti proverà che non merita di essere amato, merita solo di essere
odiato.
E la stessa cosa vale per te. Anche tu odi te
stessa; non puoi permettere a nessun altro di amarti. Ogni volta che qualcuno
si avvicina con un’energia d’amore, ti ritiri, vuoi scappare, hai paura. Sai
perfettamente che non meriti amore, sai che solo in superficie sembri così
brava, così bella; in profondità sei brutta. E se permetti a questa persona di
amarti, prima o poi – e sarà prima che poi – si accorgerà di chi sei in realtà.
Si ha paura a diventare intimi. Essere intimi
significa che dovrai mettere da parte il ruolo. E tu sai chi sei: sei indegno,
sei pura immondizia. Questo è ciò che ti è stato detto fin dall’inizio. I tuoi
genitori, i tuoi insegnanti, i tuoi preti, i tuoi uomini politici, tutti ti
hanno detto che sei sporco, privo di valore. Nessuno ti ha mai accettato.
Nessuno ti ha dato la sensazione di essere amato e rispettato, che c’è bisogno
di te – che questa esistenza sentirà la tua mancanza, che senza di te questa
esistenza non sarà la stessa, che senza di te ci sarà un buco. Senza di te
questo universo perderà un po’ di poesia, un po’ di bellezza: si sentirà la
mancanza di una canzone, la mancanza di una nota, ci sarà un vuoto; nessuno ti
ha detto nulla di tutto questo.
Ed ecco cos’è il mio lavoro qui: distruggere la
sfiducia creata in te rispetto a te stessa, distruggere tutta la condanna che
ti è stata imposta, allontanarla da te e darti la sensazione di essere amata e
rispettata, amata dall’esistenza. Dio ti ha creato perché ti amava. Ti ha amato
così tanto che non ha resistito alla tentazione di crearti... Dio ti ha
dipinto, cantato, danzato. Dio ti ama! Se non vedi alcun significato nella
parola Dio, non preoccuparti; chiamalo esistenza, chiamalo il Tutto.
L’esistenza ti ama, altrimenti non saresti qui.
Rilassati nel tuo essere, sei desiderato dal
Tutto. Ecco perché il Tutto continua a respirare in te, a pulsare in te. Quando
comincerai a sentire questo rispetto incredibile e l’amore e la fiducia che il
Tutto ripone in te, le radici cominceranno a crescere nel tuo essere.
Comincerai ad aver fiducia in te stesso.
tratto da: Osho, Il Libro della Saggezza, Edizioni Del Cigno
Cuore il centro della loto
Perché abbiamo bisogno di tecniche per il
cuore? Ce lo spiega – parlandoci della sua esperienza – Anando, che
presenterà al Festival di Varazze di quest’anno anche alcune meditazioni per centrarsi nel
cuore.
Una delle moltissime cose che ho sentito Osho dire,
e che ha avuto un impatto molto profondo su di me, è che dietro ogni conflitto,
ogni problema, c’è qualcuno che non si sente amato e rispettato. Tutto lì. I
problemi non riguardano mai veramente le questioni in superfice
– se guardi sotto, scoprirai che questa è la base, che è questo che sta
accadendo.
Applicando a me stessa questa visione, ho scoperto
che è vera in ogni situazione. Quindi ho deciso di iniziare a usare questa
comprensione al fine di scoprire un modo per rimanere rilassata in situazioni
difficili o di conflitto. All’inizio non è stato facile, perché ho una mente
orgogliosa e reagisco sempre a caldo – quando qualcuno mi si avvicinava con una
rimostranza o con rabbia, immediatamente reagivo sempre, d’istinto.
All’inizio ho avuto bisogno di accorgermi che non
conoscevo per nulla il reame del cuore. Ero così abituata a usare sempre la
mente, con tutti i suoi giudizi, classificazioni, standard e aspettative, che
non riuscivo a immaginare di poter semplicemente rimanere aperta a ciò che mi stava
di fronte senza la protezione delle mie idee preconcette. E la mia testa non
era per nulla interessata a lasciare che la mia vita venisse gestita dalle
‘sdolcinature’ del cuore.
Ma ho fatto tanti respiri profondi... e ho
imparato a entrare in contatto con il mio cuore. Non è stato così difficile, né
così terribile, come temeva la mia mente. Ho scoperto che il cuore in realtà
non è fatto di sdolcinature sentimentali ed emozioni. È uno spazio molto pulito
e puro, capace di vedere con grande chiarezza, e ha pazienza, comprensione e
compassione (qualità che decisamente mi mancavano). Nel libro di Osho The Book
of Secrets* ho trovato varie tecniche per spostare la
mia energia dal complicato territorio della mente a quello sconosciuto del
cuore. E come per magia la mia vita è diventata più semplice. Applicando queste
tecniche, ho scoperto che ero in grado di rimanere in uno spazio di apertura
con chiunque (be’, quasi), anche con persone che in
passato mi avevano dato molto sui nervi. Ho instaurato bellissimi contatti con
persone che in passato avevo snobbato. Ed è stato un sollievo poter andare in
giro senza dover cercare di evitare le persone che non mi piacciono. Prima,
quando incontravo persone su cui la mia mente aveva giudizi ben precisi, mi
sentivo diventare di pietra, e non era una sensazione piacevole, ma finché non
ho scoperto le meditazioni del cuore di Osho non sapevo cos’altro fare.
Al Festival esploreremo alcune di queste tecniche.
Le posso senz’altro raccomandare a chiunque desideri avere rapporti con gli
altri più semplici e appaganti.
* In italiano: Il Libro
dei Segreti e I Segreti della Trasformazione, Ed Bompiani
Assorbi i sensi nel cuore
O beata, quando i sensi sono assorbiti nel cuore,
raggiungi il centro del loto.
Provaci: puoi farlo in molti modi. Tocca qualcuno:
se sei una persona orientata verso il cuore la sensazione tattile andrà
immediatamente al cuore, e potrai sentire la qualità di quella persona. Senti
che la tua mano è protesa a toccare, e lascia che quella sensazione tattile si
metta in relazione col cuore. Il cuore è il loto. Ogni senso è solo l’apertura
del loto, petali del loto. Come prima cosa cerca di mettere i sensi in
relazione col cuore; poi, pensa sempre che ogni senso sprofonda nel cuore e
viene assorbito in esso. Solo quando queste due cose si saranno saldamente
assestate, i sensi inizieranno a esserti d’aiuto: ti condurranno al cuore, ed
esso diventerà un loto. Questo loto del cuore ti darà una centratura, e da lì
sarà molto facile cadere nel centro dell’essere... una volta che sarai centrato
nel cuore, accadrà automaticamente.
tratto da: Osho, Il Sentiero del
Reale, carta n.16, Ed.
Lo Scarabeo
LA DISCIPLINA DELLA
TRASCENDENZA
_____________________
Bompiani Editore
Pagine 320 — Euro
8,00
COMMENTI DI OSHO AL SUTRA IN QUARANTADUE CAPITOLI DI GAUTAMA
IL BUDDHA
Sono passati duemilacinquecento anni da quando il Buddha propose un percorso di realizzazione basato sul
riconoscimento della condizione psicologica dell’uomo e su un lavoro che permettesse
il risveglio dalla confusione che tale condizione implica. Le parole e la
realtà del Buddha sono oggi più che mai attuali e in
grado di dare prospettive concrete alla nostra vita: il suo dire, infatti ‘Il
mondo è in fiamme’ è un’evidenza innegabile
nell’attuale contesto di vita. Osho, grazie a un dialogo diretto con l’uomo che
noi siamo – immerso nella realtà che stiamo vivendo – rinnova il contatto con
questi contenuti, intatti nella loro potenza.
Liberati
dai desideri
Le passioni sono i nostri sogni;
i nostri sogni per il futuro, desideri di un futuro, desideri di come le cose
dovrebbero essere. Nel profondo siamo sempre scontenti, comunque le cose siano,
siamo scontenti... una casa più bella... più denaro, avere questo o quello…
Pensiamo continuamente in termini di come rendere migliore la vita. Continuiamo
a vivere nel futuro, che non esiste. Vivere nel futuro è un sogno, perché non
esiste. Vivere nel futuro si basa su una grande insoddisfazione per il
presente. Ci attacchiamo a qualunque cosa abbiamo. Osservate il paradosso: ci
attacchiamo a qualunque cosa abbiamo e, tuttavia, ne siamo insoddisfatti. Siamo
insoddisfatti della nostra vita, pertanto desideriamo modificarla, renderla
migliore. Ci attacchiamo continuamente a ciò che abbiamo e desideriamo
continuamente ciò che non abbiamo, rimanendo schiacciati tra queste due
situazioni. E sarà sempre così. Era così ieri, è così oggi, sarà così domani…
per tutta la vostra vita. Vi attaccate a tutto ciò che avete affinché nessuno
ve lo porti via e, tuttavia, vi sentite insoddisfatti e sperate che un giorno
le cose vadano meglio. Colui che vive nelle passioni, nei desideri, vive una
vita futile: sempre insoddisfatto e sempre sognando. Insoddisfatto della realtà e sognando cose
immaginarie.
Puoi
cambiare il tuo futuro
Qualunque cosa tu faccia è
come seminare: un giorno o l’altro avrai il raccolto, un giorno o l’altro
dovrai raccoglierlo. Se oggi sei infelice, questo è il seme che è fiorito. Quel
seme che forse hai seminato da qualche parte nel tuo passato – in questa vita,
in una vita passata... Qualunque cosa sei oggi non è altro che il tuo passato
che si è accumulato. Tutto il tuo passato è il tuo presente. Qualunque cosa
sarai domani, sarà ciò che fai oggi. Non si può correggere il passato, ma si
può fare molto per il futuro; e cambiare il futuro significa ogni cosa. Se
inizi a cambiare il tuo stile di vita, il tuo modo di essere consapevole, se
inizi a comprendere le leggi della vita… questa è una legge fondamentale, la
legge del karma: qualunque azione
compi, dovrai raccoglierla. Non scordarlo mai, neppure per un istante, perché
dimenticarlo ti ha creato un’infelicità estrema. Ricordalo. Continuamente, le
vecchie abitudini ti spingeranno a ripetere le vecchie azioni. Sii attento e
abbandona le vecchie abitudini, abbandona le risposte meccaniche, diventa più
consapevole. Basterà un po’ di consapevolezza per dare inizio a un grande
cambiamento.
Sii
responsabile di te stesso
Siete voi la causa della vostra infelicità, e
potete anche essere la causa della vostra beatitudine. Voi siete la causa
dell’inferno in cui vivete, ma potete creare anche il paradiso. Voi soli siete
responsabili e nessun altro. Se potete fare del bene, fatelo. Se potete aiutare
qualcuno, aiutatelo. Se provate compassione, amore, lasciateli fluire, perché
tutto ciò vi ritornerà. Se cercate la bellezza, troverete la bellezza. Se
credete che la bellezza non esiste, potrete anche imbattervi in essa, ma non la
vedrete. Vedete solo ciò che state cercando. Osho