2 DOVE MEDITARE
I centri di meditazione di Osho regione per
regione e altri indirizzi.
6 LE NOTIZIE
Capodanno
diverso e Festival di aprile. Novità Multiversity.
Ridere in India.
8
RIFLESSIONI
Il sesso e il pianeta
che abbiamo
Come i
marziani vedono noi terrestri: delle creature ossessionate dal sesso e dalla
violenza perché hanno imparato a rinnegare la loro natura.
10 PRIMO
PIANO
VIOLENZA
• Un mondo armonioso
è possibile?
• Paura e violenza: una mancanza d'amore
Un viaggio
per scoprire le vere radici de violenza e del terrorismo: i condizionamenti
sociali e religiosi che abbiamo appreso fin dall'infanzia. E un'indicazione
affrontare il problema all'unico livello cui può essere risolto, quello
dell'individuo.
26 TERAPIA
Mystic Rose e Aum Meditation: due metodi diversi di trasformazione.
30
MEDITAZIONE
Un viaggio
fantastico, tra il big bang e il Tao, alla ricerca di te stesso, con una
sorpresa finale.
34 SPECIALE
• La mappa senza
sentieri della meditazione
Una guida
pratica a come muoversi sulla via della meditazione. Osho chiarisce i dubbi e i
malintesi che rendono più ardua la meditazione.
44 IL
RICERCATORE
Chi si muove
verso la meditazione, incontra spazi strani e meravigliosi. Questi ti
confermano che stai tornando a casa...
50 TUTTE LE STELLE
Il tuo oroscopo di dicembre
52 LA VETRINA
Tutti i libri di Osho in italiano, i video di
Osho, le musiche per la meditazione e il rilassamento.
60 UN LIBRO
DA VIVERE
La vita
vista da una diversa prospettiva.
OSHOTIMES INTERNATIONAL
Copyright© 2000 OSHO INTERNATIONAL
FOUNDATION Tutti i diritti riservati OSHO® è un marchio registrato di proprietà
della Osho International Foundation,
usato con il suo permesso.
ESSERE QUI
In
inglese Being Here – The True Art of Living – è il
nome di un nuovo gruppo (che dura un solo giorno) offerto dalla Multiversity di Pune.
Focalizzato sulle quattro
vie della percezione – il corpo, i sensi, le emozioni e la mente – fa
sperimentare come, proprio rafforzando la consapevolezza del momento presente,
si riesca a entrare maggiormente in contatto con se stessi e la propria realtà
interiore, al di là dei condizionamenti della mente e del continuo mutare delle
emozioni. Un modo veloce non solo per rendere da subito più intensa e vissuta
la partecipazione alle meditazioni che si tengono in Buddha
Hall e alle altre attività dell’Osho Meditation Resort, ma anche per imparare una miniera di tecniche
semplici ed efficaci, utilizzabili nella vita quotidiana. Essere qui: la vera
arte di vivere.
“Il paradiso è qui, devi solo sapere come viverlo. E anche
l’inferno è qui, e sai benissimo come viverlo. Il punto è solo di cambiare
prospettiva, cambiare l’approccio verso la vita.” Osho
Per maggiori informazioni
su tutte le attività all’Osho Meditation Resort di Pune vai su
www.osho.com
IN INDIA SI RIDE
Osho
ha fatto
della risata uno dei cardini del suo approccio alla vita, utilizzandola non
solo nella Laughing Meditation
ma anche nella creazione, nel 1988, della sua più famosa terapia meditativa: la
Mystic Rose.
Hanno forse in qualche modo preso spunto da lui i
gruppi di persone che in tutta l’India si riuniscono ogni giorno – di solito al
mattino, prima di iniziare la giornata lavorativa – e, dopo un po’ di
riscaldamento ed esercizi di respirazione, si
mettono a provocare le risate uno dell’altro, in mezzo a grandi scoppi
d’ilarità generale. Sono i ‘Club della risata’, ormai
più di 400 a 6 anni dalla fondazione del primo, a Bombay, e che si stanno
espandendo anche all’estero. Il fenomeno sta diventando così diffuso che la
regista Mira Nair (la vincitrice del Leone d’Oro alla
Mostra del Cinema di Venezia di quest’anno) ne ha
fatto il tema del suo ultimo documentario “The Laughing
Club of India”, già presentato alla televisione americana e del quale si è
parlato in tutto il mondo, presto forse arriverà anche in Italia.
Non risate, ma di sicuro qualche sorriso,
all’annuncio del Ministero della Sanità indiano su una delle sue prossime
campagne per il controllo delle nascite: vogliono portare un televisore in ogni
camera da letto, facendo in modo che siano venduti a prezzi stracciati. Le
coppie che non possono vedere la TV si consolano facendo sesso, si ragiona, con
tanto di statistiche alla mano: a New York, per esempio, anni fa un prolungato
black-out elettrico fece segnare un vero e proprio boom demografico. E così
fornendo a prezzi accessibili qualche altro modo per passare le serate, di
sicuro ci sarà meno attività sessuale e quindi meno nascite. Con più di un
miliardo di abitanti e sulla buona strada per sorpassare la Cina e diventare il
paese più popoloso del mondo, gli indiani vogliono provarle proprio tutte pur
di ridurre la natalità. Forse non sanno che ‘dalle nostre parti’
la cosa non funziona proprio così… come ci spiega questa storiella raccontata
da Osho:
La signora Maria è in
cura dal suo medico per una grave infiammazione alle ginocchia. Il trattamento
non porta nessun miglioramento e il dottore è preoccupato. “C’è qualcosa che ti
spella le ginocchia con la stessa velocità con cui io te le curo” le dice.
“Magari troppe preghiere?”
“Ma no, dottore” risponde lei “è mio marito! Vuole
sempre farlo sul pavimento, alla pecorina.”
Il medico chiama allora il
marito e gli spiega che ci sono un mucchio di altre posizioni per il sesso. “Lo
so, dottore” risponde l’uomo “ma questa è l’unica che permette a tutti e due di
continuare a guardare la televisione!”
GIOA
DI VIVERE
Un bene prezioso, che è importante alimentare
proprio in momenti come questi, quando la coscienza della nostra fragilità
esteriore rende la meditazione una vera e propria questione di sopravvivenza.
Da non perdere dunque è il Festival di Meditazione e Celebrazione che si terrà
al Palasport di Varazze il 5/6/7 Aprile 2002.
Focalizzato sul tema Tornare a se stessi, offrirà meditazioni di Osho, balli e
musica dal vivo (anche con Milarepa), vari workshop
con Anando, e un mucchio di altre cose, compresa una
grande AUM Meditation (vedi pag. 28). E inoltre
l’occasione di incontrarsi con altre persone che hanno nella meditazione e
nella gioia di vivere una delle basi della propria esistenza.
On-line su
http://www.thefestival.it trovi già il programma, che verrà pubblicato a
febbraio anche sull’Osho Times. Per qualsiasi
informazione sul Festival:
Tel/Fax: 019.918766
e-mail: festival@oshoamici.it
Ti invitiamo a fare un passaparola
tra i tuoi amici e, se vuoi diventare un promotore del festival, richiedi al
recapito qui sopra copie del volantone da diffondere
nella tua zona.
E
CAPODANNO CON........
...te
stesso.
Specialmente di questi tempi è importante trovare un modo di celebrare che non
sia un puro e semplice lasciarsi scivolare nell’inconsapevolezza. Stare insieme
ad amici, vecchi e nuovi, senza dimenticare il ‘gusto’ della meditazione…
Al Centro di Sommacampagna,
ad esempio, il fine anno sarà all’insegna del “Celebrare la vita, celebrare
tutto!”, l’organizzazione della festa sarà di Prashantam,
che dal 27 al 30 dicembre conduce anche il workshop Ritorno all’innocenza;
subito prima di Natale, domenica 23, c’è anche un bellissimo intensivo di
meditazione.
Al Soleluna l’anno nuovo
si festeggia con un Celebration Party proprio nel bel
mezzo di un intensivo di 9 giorni: Zero Experience –
Un salto in una nuova dimensione di vita. Ci avvertono che è il caso di
prenotarsi per tempo anche solo per il party, perché i posti sono limitati.
Anche a Miasto
propongono una bella fine d’anno: White Robe con
musica dal vivo, cenone, una “fire meditation”, happening vari di teatro e musica e poi, dopo
il brindisi, disco! Nello stesso periodo vasta offerta di workshop, con
terapisti quali Sudha, Siddho
e Satyam.
Per ulteriori
informazioni, trovate indirizzi, telefoni ed e-mail nello spazio centri (da
pag. 2).
Il
sesso, il pianeta che abbiamo
Agli
occhi di un osservatore distaccato, come può esserlo un'ipotetica creatura di
un altro pianeta, il comportamento umano ha davvero aspetti assurdi.
L'ossessione con il sesso e la violenza sono l'effetto diretto delle
repressioni e dei condizionamenti subiti nell'infanzia. Imparare l'amore per se
stessi e rientrare in contatto con la propria essenza sono le uniche soluzioni
possibili.
Spesso
mi chiedo come
appariremmo noi umani alle creature di un altro pianeta. Mi immagino i marziani
che guardano il telegiornale del pianeta Terra alla TV. Dobbiamo proprio essere
un bel mistero!
Se i vari ‘esperti’ qui
sulla terra rimangono esterrefatti di
fronte allo spettro della rabbia dei giovani, allevati in un mondo pieno
di armi e di violenza, pensa a quei
poveretti che lavorano per la TV marziana. O magari loro ci vedono più
chiaramente di come ci vediamo noi?
Persino i marziani saranno
colpiti dalle eccezionali capacità tecniche dei terrestri. Eppure questi
terrestri apparentemente tanto intelligenti continuano a rovinare l’unico
pianeta di cui dispongono. E non è che non lo sappiano. Ogni sera alla loro
televisione ne vedono i risultati: nuovi e strani comportamenti del tempo,
piante e animali in via di estinzione, acqua che diventa sempre più scarsa,
numero degli spermatozoi nello sperma in diminuzione, terra fertile che si desertifica, prodotti
chimici e radiazioni nucleari che si spargono un po’ dappertutto,
comparsa di strane malattie, rischi di guerre totali… Eppure la maggior parte della gente se ne va in giro come se non stesse
accadendo nulla.
I terrestri sono sul punto
di duplicare ancora una volta la loro popolazione. Invece di investire
nell’alimentazione, negli alloggi e nell’istruzione dei nuovi arrivati,
spendono in armi con cui ammazzarsi a vicenda. Discutono e addirittura
combattono fino alla morte su argomenti che per un marziano non hanno
esattamente un grande rilievo – ad esempio sul colore della loro pelle, o su
ciò che chiamano ‘dio’ e che nessuno di loro può dire di aver visto, oppure sul
fatto che il posto in cui sono nati è ‘migliore’ di quello dove è nato qualcun
altro… e così via. Sembra proprio che sperino che questo gioco di roulette
russa con il loro pianeta possa arrestarsi per conto suo, come per miracolo.
Mi immagino poi lo sguardo
attonito che si dipinge sul viso del marziano quando guarda un po’ più in
profondità in questo mistero. Prima di tutto
scopre che ogni neonato terrestre viene riempito di programmi di ogni
genere, chiamati ‘convinzioni’. Sembra che essi siano stati inventati per
risparmiare ai giovani la fatica di sperimentare la vita e imparare per conto
proprio. Questi “sistemi di convinzioni” programmano ogni nuovo nato in modo
che sappia qual è la migliore religione, nazione e colore della pelle, e così
quando crescerà saprà già a chi deve sparare. Creano il fanatismo e i soldati
per un’altra guerra nazionalista, etnica o religiosa.
Poi il nostro marziano
scopre una cosa ancora più bizzarra. Ad ogni nuovo arrivato si insegna che,
sebbene l’esistenza – o chi per essa è responsabile all’interno del loro
sistema di convinzioni – fornisca a tutti un set completo di organi sessuali,
queste cosettine sono ‘cattive’. Lui e lei, nelle
loro esplorazioni, scoprono che questi genitali
sono dotati di numerosissime terminazioni nervose che sono fonte di grande piacere, probabilmente un meccanismo
naturale per attirare attenzione su quest’area. Ma
sorprendentemente, anche se queste attività hanno un grande successo e creano
in questi giovani un enorme interesse, gli adulti terrestri insistono che
toccarsi in quest’area è proibito! Se loro insistono
a giocarci, gli adulti reagiscono ancora più negativamente e, se mostrano
qualche segno di ricavarne piacere, la reazione diventa ancora peggiore. Basta
osservare lo sguardo che compare sul viso dei genitori perché diventi evidente
l’estrema serietà di questo argomento. E
così i nuovi rampolli crescono nascondendo meglio che possono i
genitali, e se per caso vengono sopraffatti dalla curiosità, fanno tutto con
grande segretezza.
Quando inizia
l’adolescenza, alcune sostanze chimiche chiamate ‘ormoni’ arrivano sulla scena,
il corpo cambia forma e scoprono il sesso –
sempre continuando a fingere che non stia accadendo nulla, nel corpo
appaiono vari rigonfiamenti, ma tutti evitano di notarli. Quando questo diventa
impossibile, il viso dei terrestri assume
una coloritura rosso mattone, ed essi producono uno strano incrocio tra
una risata e un singulto: è la manifestazione di ciò che chiamano senso di
colpa.
Il nostro marziano, ormai
veramente perplesso, si dà una grattatina alle
antenne e decide di fare qualche ricerca sugli ormoni e sui cambiamenti che
essi provocano. Scopre così che sono
sostanze naturali per questa specie e che i cambiamenti fanno parte del sistema. Questo è il modo in cui i terrestri sopravvivono come specie,
come producono altri terrestri: si chiama
‘sesso’.
Per rendere la storia
ancora più complicata, il nostro analista alieno osserva che questo atteggiamento stranamente confuso rispetto al
sesso pervade ogni aspetto della vita dei terrestri. Nonostante la condanna pubblica del sesso, la gente ne sembra ossessionata. È come se gli adulti
cerchino a tutti i costi di impedire ai giovani di interessarsi di qualcosa a
cui loro stessi pensano giorno e notte! Dovunque guardi, il marziano vede una
fortissima domanda di sesso: nei libri, nei giornali e nelle riviste, nella
pubblicità, in TV, nei film e così via, e – può immaginare – nella vita di
tante persone. Ma è un soggetto che non viene di solito discusso e, se accade,
riesce persino a spazzare via guerre di una certa importanza dalle prime
pagine.
Ed ecco l’idea improvvisa:
la conclusione è ovvia. È la natura che produce l’intero pacchetto, ma ogni
bambino viene programmato sistematicamente da genitori, insegnanti e adulti in
genere a pensare che è una cosa ‘cattiva’. Che ciò che è ‘naturale’ dentro di
lui è in un certo senso ‘innaturale’ – che la sua natura è sbagliata.
E così alla fine il nostro
uomo di Marte comprende che c’è una connessione: forzare i giovani terrestri a
reprimere la loro naturale sessualità è ciò che
crea quell’ossessione nell’età adulta che la
repressione vuole controllare!
Peggio ancora, creando questa divisione artificiale al loro interno, i
terrestri diventano malati, pieni di rabbia e di risentimento. Questa è la
spiegazione più probabile del perché siano la specie più infelice del loro
pianeta.
Ora ti puoi immaginare il
marziano impegnato a concludere il suo rapporto che si chiede come esprimere
questa scoperta che i terrestri sono tutti alienati da se stessi. E poi
chiamano lui un ‘alieno’!
Rapporto dal pianeta Terra
“A ogni giovane terrestre viene insegnato a
rinnegare la propria natura. È inevitabile che bambini costretti a rifiutare e
reprimere la propria natura, crescano ambivalenti rispetto alla ‘natura’ in
generale. È chiaro che non possono
preoccuparsi degli alberi quando è
stato loro insegnato l’odio di una parte significativa del loro essere
naturale.
In realtà, quando
raggiungono l’età adulta, queste creature – per altri versi intelligenti –
sembrano voler intenzionalmente distruggere la natura e il loro ambiente al
punto che l’unico pianeta di cui dispongono
potrebbe essere completamente
spazzato via.
Sentiamo che questi due
fenomeni contrari alla natura devono avere una relazione. Se non si riuscirà ad
arrestare questo processo, in modo che i giovani terrestri possano godere della
propria natura e vengano incoraggiati ad amarsi così come sono, non vediamo
alcuna possibilità che i terrestri riescano a salvare ciò che rimane della
natura che li circonda. Invece rimarranno ossessionati dal sesso e dalla
violenza”.
Amrito
Il
seme della follia e della violenza si trova nel passato e nei condizionamenti,
ma per fortuna cominciamo a rendercene conto.
Amato Osho,
il mondo
sembra stia diventando ogni giorno sempre
più folle. Nessuno sa cosa stia accadendo e tutto è confuso e
sottosopra. Questo è ciò che si dice nei giornali. È vero? E se è così, c’è
qualche principio intrinseco di equilibrio
nella vita che sta mantenendo tutto stabile?
Il
mondo è lo stesso;
è sempre stato lo stesso – sottosopra, folle, squilibrato. In realtà c’è una
sola cosa nuova che è accaduta nel mondo ed è la nostra consapevolezza del
fatto che siamo folli, che siamo sottosopra, che c’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato in noi. E questa consapevolezza
è una grande benedizione. Naturalmente
è solo un inizio, solo l’abc di un lungo processo; è
solo un seme, ma di grande significato.
Il mondo non è mai stato
consapevole come lo è oggi dei modi folli in cui funziona. È sempre stato così.
In tremila anni l’uomo ha combattuto
cinquemila guerre. Puoi dire forse che questa umanità è sana di mente?
Non possiamo ricordarci nemmeno di un momento
nella storia umana in cui le
persone non si sono distrutte a vicenda in nome della religione o in nome di
dio o persino in nome della pace, dell’umanità, della fratellanza universale.
Parole grosse che
nascondono realtà molto brutte! Cristiani che ammazzano musulmani, musulmani
che ammazzano cristiani, musulmani che ammazzano gli indù, indù che ammazzano
musulmani. Le ideologie politiche,
religiose e filosofiche sono solo facciate per nascondere gli omicidi – per
uccidere con una giustificazione.
Tutte queste religioni
promettevano alla gente: “Se morite in una guerra religiosa, il paradiso sarà
assicurato. Uccidere in guerra non è peccato, essere uccisi in guerra è una
grande virtù”. Questa è pura stupidità! Ma diecimila anni di condizionamenti
sono penetrati profondamente nel sangue, nelle ossa, fino nel midollo
dell’umanità.
Ogni religione, ogni
nazione, ogni razza affermava: “Siamo il
popolo eletto di dio. Siamo i più grandi; gli altri sono tutti
inferiori”. Questa è follia, e tutti hanno
sofferto per questo motivo. Gli ebrei hanno sofferto immensamente per
un’unica follia che hanno commesso e cioè l’idea di essere il popolo eletto.
Quando hai l’idea di essere il popolo eletto, tutti gli altri non possono
perdonarti perché anche loro sono il popolo eletto di dio, e come si fa a
decidere?
Nessun argomento può essere conclusivo, e nessuno sa dove dio
si nasconda quindi non puoi nemmeno chiedere a lui; non può essere portato in
tribunale come testimone. Solo la spada può decidere. Chi è più potente, ha
ragione. Il potere è diritto.
Gli ebrei hanno sofferto
per secoli, ma la sofferenza non li ha trasformati. Anzi ha rafforzato l’idea
che sono loro il popolo eletto. Le stesse persone che dicono loro: “Siete il
popolo eletto”, dicono anche che proprio per questo devono affrontare molte
prove, devono passare attraverso il fuoco per provare di che metallo sono
fatti.
Questo è vero non solo per
i cristiani, gli ebrei, i musulmani e gli indù; lo stesso vale per tutta la
gente esistita finora. L’ego razziale, l’ego religioso, l’ego spirituale sono
molto più pericolosi dell’ego individuale, perché quest’ultimo
è molto grossolano. Puoi vederlo – può vederlo chiunque, perché è là visibile
in superficie. Ma quando l’ego diventa razziale – “l’induismo
è grande” – non pensi di star proclamando qualcosa che riguarda te. Indirettamente però stai affermando: “L’induismo è grande, e io sono grande perché sono un
indù”. È un modo indiretto, sottile, astuto: “Sono grande perché sono
giapponese, perché i giapponesi sono i discendenti diretti di dio”, oppure:
“Sono cinese e i cinesi sono il popolo più civilizzato, il più ricco di
cultura”.
Quando gli occidentali
hanno raggiunto la Cina per la prima volta
e hanno visto i cinesi, sono scoppiati a ridere. Sembravano delle
caricature, dei personaggi dei fumetti, non delle persone – con quattro o
cinque peli che gli crescevano sulla faccia e quella era tutta la barba che
avevano! Che gente era questa? I primi europei scrissero nei loro diari:
“Sembra che abbiamo scoperto l’anello mancante tra la scimmia e l’uomo”.
E che scrivevano i cinesi
nei loro diari? Persino l’imperatore della Cina era molto interessato a vedere
gli europei perché aveva sentito molte storie su di loro. Li invitò a corte,
non perché li rispettasse, ma solo per vedere che gente fossero. Mai prima…!
Non riusciva a contenere il riso, appena li vide scoppiò a ridere. Chiese alla
sua gente: “Li avete trovati nelle giungle africane? Sembrano scimmie!”
L’ego
funziona così: l’altro viene sempre messo più in basso possibile; paragonandosi all’altro, ci si sente superiori.
Tu dici: “Sembra che il
mondo stia diventando ogni giorno sempre più folle”. Non è vero; è sempre stato
così. C’è solo una cosa nuova, ed è una benedizione, non una maledizione. Per
la prima volta in tutta la storia dell’umanità, alcune persone stanno
diventando consapevoli che il modo in cui siamo vissuti finora è sbagliato, che
manca un elemento di base nelle nostre fondamenta. C’è qualcosa che non ci
permette di crescere e diventare esseri umani sani. Il seme della follia si
trova nei nostri condizionamenti.
Ogni bambino nasce sano di
mente, e poi piano piano lo ‘civilizziamo’ – con
quello che chiamiamo il processo di civilizzazione. Lo prepariamo a diventare
parte della grande cultura, della grande chiesa, del grande stato a cui
apparteniamo. Tutta la nostra politica è stupida, e così lui diventa stupido.
Tutta la nostra educazione è brutta. La nostra politica non è altro che
ambizione, ambizione nuda e cruda, desiderio di potere. Solo le persone di tipo
inferiore hanno interesse per il potere. Solo le persone che soffrono di un
profondo complesso di inferiorità diventano politici. Vogliono dimostrare che
non sono inferiori; vogliono provare agli altri e a se stessi che non sono
inferiori, che sono superiori.
Ma, se sei superiore, che
bisogno c’è di provarlo? L’uomo superiore non deve provare nulla, è
completamente a suo agio con la sua superiorità. Ecco cosa dice Lao–Tzu: l’uomo superiore non è nemmeno cosciente della sua
superiorità, non ne ha bisogno. È solo la persona malata che si mette a pensare
alla salute; la persona sana non pensa mai alla salute. Una persona sana non è consapevole della sua salute;
solo il malato lo è. Una persona bella, una persona veramente bella non è
consapevole della sua bellezza. È solo
una persona brutta che si preoccupa costantemente di questo e fa ogni sforzo
per provare di non essere brutta.
Nel dimostrare ad altri
che non è inferiore, non è brutta, sta cercando di dimostrarlo a se stessa.
L’altro è uno specchio. Se l’altro dice: “Sì, sei grande…”. Ma lo dirà solo se
sei ricco, se sei potente, altrimenti non lo farà.
I politici sono malati di
mente, eppure insegniamo ai nostri figli a essere dei politici. Insegniamo ai
nostri figli la stessa cultura che ci ha torturato, gli stessi valori che sono
stati così opprimenti per noi, che si sono dimostrati essere solo sottili
catene, prigioni. Ma noi continuiamo a condizionare i nostri figli. La stessa
educazione che ha distrutto la nostra grazia e innocenza, la inculchiamo nelle
teste dei nostri bambini. E raccontiamo menzogne ai nostri figli come i nostri
genitori hanno fatto con noi.
Questo è andato avanti per
secoli. Come può l’umanità essere sana, integra, rilassata? Sarà di sicuro
folle. L’umanità è stata sempre folle. È sempre rimasta sottosopra e confusa,
perché è stata allevata con le bugie.
Ma oggi sta accadendo una
cosa buona: almeno alcune persone giovani e intelligenti si stanno rendendo
conto che tutto il nostro passato è sbagliato e che occorre un cambiamento
radicale. “Abbiamo bisogno di rompere con il passato. Vogliamo ricominciare dal
principio, dobbiamo farlo. Il passato è stato un esperimento assolutamente
inutile!”
Quando accettiamo la
verità così com’è, l’uomo può diventare sano. L’uomo nasce sano. Siamo noi a
farlo impazzire. Quando accetteremo che non ci sono nazioni e non ci sono
razze, l’uomo diventerà calmo e tranquillo. Tutta questa continua violenza,
queste aggressioni, scompariranno. Se accettiamo con naturalezza il corpo
dell’uomo, la sua sessualità, tutte le stupidaggini predicate in nome della
religione scompariranno. Il novantanove per cento delle malattie mentali
esistono a causa della repressione sessuale.
Dobbiamo liberare l’uomo
dal passato. Il mio lavoro qui è di aiutarti a liberarti dal passato. Ciò che
la società ha fatto, deve essere disfatto. La tua consapevolezza va ripulita,
svuotata, in modo che diventi uno specchio purissimo che riflette la realtà.
Essere capaci di riflettere la realtà vuol dire conoscere dio. Dio è solo un
altro nome della realtà: ciò che è. Un uomo è sano di mente solo quando conosce
la verità.
La verità libera, la
verità porta alla sanità mentale.
La verità porta
intelligenza, la verità porta innocenza.
La verità porta estasi, la
verità porta celebrazione.
Dobbiamo trasformare tutta
la terra in una festa straordinaria, ed è possibile perché l’uomo ha con sé
tutto ciò che occorre per trasformare questa terra in un paradiso.
tratto da:
Osho, Come, come, yet again
come #12
Questi
fenomeni di
terrorismo sono sicuramente connessi con ciò che accade nella società. La
società sta andando a pezzi. Il suo vecchio ordine, la disciplina, la moralità,
la religione, tutto si è dimostrato essere basato su fondamenta sbagliate.
Tutte queste cose hanno perso il loro potere sulla coscienza delle persone.
Il terrorismo è semplicemente simbolo del fatto
che distruggere degli esseri umani non ha importanza, che non c’è nulla di
indistruttibile negli esseri umani, che tutto è materia e non puoi uccidere la
materia, puoi solo cambiarle forma. Una volta che l’uomo viene considerato solo
un insieme di materia, e non viene dato alcuno spazio a un essere spirituale
che è dentro di lui, allora uccidere diventa solo un gioco.
Il terrorista ha uno strano potere, persino
rispetto alle grandi potenze. Può gettare bombe sulla Casa Bianca senza paura,
perché le armi che hai tu sono troppo potenti – non puoi rispondere in quel
modo. E quelle sono le bombe che gli hai venduto tu! Il fenomeno non è stato
compreso perché non c’è una comprensione della psicologia umana.
Secondo me, per il modo in cui ha sempre vissuto,
l’uomo ha bisogno di una guerra ogni dieci o dodici anni. Accumula tanta di
quella rabbia, tanta di quella violenza, che solo una guerra può servire a
dargli sollievo. Una guerra si succede all’altra; ci sono solo pause di dieci o
quindici anni. Queste pause sono una specie di rilassamento. Ma poi ricominci
ad accumulare, perché sono al lavoro la stessa mentalità, la stessa invidia, la
stessa violenza.
Le religioni hanno imposto all’uomo valori molto
superficiali: l’inconscio non è d’accordo. Ogni uomo vive in conflitto con se
stesso. Quindi quando trova la possibilità di una buona causa – “libertà,
democrazia, socialismo”... Qualsiasi bella parola può diventare il pretesto per
nascondere l’orrore dell’inconscio, che vuole solo distruggere, che ama la
distruzione.
Il terrorismo diventerà un fenomeno sempre più
vasto e diffuso, perché una terza guerra mondiale è quasi impossibile. E quegli
stupidi politici non hanno alternative. Terrorismo vuol dire che ciò che veniva
fatto a livello collettivo, adesso dev’essere fatto a
livello individuale. Crescerà. Può essere prevenuto solo se cambiamo le basi della
comprensione umana, ed è un compito titanico; e lo è ancora di più perché le
stesse persone che vuoi cambiare ti si opporranno, non ti permetteranno
facilmente di cambiarle.
In realtà amano lo spargimento di sangue, anche se
non hanno il coraggio di ammetterlo. Tutte le cose sono interconnesse. La prima
cosa che deve cambiare è che l’uomo deve avere più occasioni di gioia, la gioia
che le religioni hanno ucciso. I veri criminali non sono stati individuati:
terroristi e criminali sono solo vittime. I veri criminali sono le religioni,
perché hanno distrutto ogni possibilità di gioia. Hanno rovinato ogni
possibilità di godersi le piccole cose della vita; hanno condannato tutto ciò
che la natura ti offre per renderti felice, per farti sentire bene, vivo.
In questa situazione ogni essere umano ha bisogno
di sottoporsi a terapia per comprendere le motivazioni del suo inconscio, ha
bisogno di meditare in modo da diventare calmo e distaccato e guardare al mondo
in una nuova prospettiva, quella del silenzio.
tratto da: Osho, Beyond Psychology #18
Religiosità,
non religione
La
religione ti
impedisce di essere religioso – ti manda alla moschea, al tempio, in chiesa. Ti
insegna a pregare un dio ipotetico che non hai mai incontrato, che nessuno è
mai riuscito ad incontrare.
E il tempio reale è tutt’intorno a te – sotto le stelle, sotto il verde
fogliame di un albero, sulle sponde dell’oceano. Il tempio reale è tutt’intorno, e il dio reale non è altro che il vivere, ciò
che è vivo, il fenomeno della consapevolezza in te.
Dovunque c’è vita,
dovunque c’è consapevolezza, c’è dio. E quando arrivi all’esperienza suprema
della consapevolezza diventi un dio. Ognuno ha il diritto, il diritto innato,
di diventare un dio – non di adorare un dio ma di diventare egli stesso un dio.
Tutte le religioni sono un
ostacolo. Non ti insegnano a non essere ambizioso; ti insegnano l’ambizione, ti
insegnano a essere virtuoso così che puoi andare in paradiso. Non ti insegnano
a non avere paura, ti insegnano la paura – che se fai certe cose verrai gettato
all’inferno e soffrirai per l’eternità. Tutte le religioni sono
fondamentalmente un modo di sfruttare l’umanità: ti rendono schiavo, ti
umiliano, ti chiamano peccatore, distruggono il tuo rispetto per te stesso.
La religiosità è un’umile
gratitudine verso l’esistenza.
Dato che l’esistenza ti ha
dato tanto, c’è un umile rispetto per te stesso – ma è umile, non egoistico,
non è una cosa di cui ti vanti.
La religiosità ti insegna
ad amare, ti insegna ad essere più vivo, più giocoso, a celebrare di più. La
tua vita dovrebbe essere una canzone, una danza, una festa.
Che bisogno c’è di
appartenere a una folla? Tutte queste cose sono tue esperienze individuali, non
hanno nulla a che fare con una folla. Non occorre che tu vada in chiesa o adori
un dio o un libro morto e pieno di sciocchezze, di stupidità, di superstizioni.
La religiosità è un
fenomeno assolutamente individuale. Non ha nulla a che fare con la
collettività; non c’è bisogno di lottare con qualcuno, non c’è bisogno di dire:
“Quindi, siate uniti.” I musulmani devono essere uniti contro gli indù, gli
indù contro i cristiani, i cristiani contro gli ebrei. Queste non sono
religioni. Queste sono masse folli di gente che vuole fare della violenza in
nome della religione, in nome di dio.
Per migliaia di anni, le religioni hanno ucciso, assassinato, bruciato. E la loro strategia è
quella che la folla ha una propria psicologia: non lasciare che l’individuo
stia sulle proprie gambe, che abbia un certo distacco, altrimenti non riuscirai
a fargli stuprare una donna né a fargli
bruciare una casa o uccidere un bambino. Mettilo nella folla, e quando
tutti gli altri faranno qualcosa, lo farà anche lui – emergerà la sua parte
animale.
Le religioni sono solo psicologia della
folla, della massa, e la massa è ancora al livello degli animali. Non sono ancora esseri
umani. Ci sono esseri umani
individuali, ma non ci sono folle che siano umane. La folla immediatamente
regredisce e diventa inconscia.
Quindi
non c’è alcun problema
quando l’individuo diventa religioso. Devi solo comprendere cosa vuol dire
religiosità.
Sii grato all’esistenza,
goditi la bellezza della vita che ti circonda.
Ama, perché il domani non
è certo.
Non rimandare nulla di
bello a domani. Vivi intensamente, vivi totalmente, qui e ora.
Non occorre essere
musulmano o cristiano. Allora sentirai nascere un’estasi straordinaria. Questo
è il tuo paradiso.
Il paradiso non è da
qualche parte, in qualche posto. È uno spazio dentro di te.
tratto da:
Osho,
The Osho Upanishad cap 35
ovvero
la
maledizione delle religioni
Le
immagini
degli attentati terroristici di NY e Washington sono state pubblicate in tutti
i giornali, abbiamo ascoltato l’analisi di
questi eventi quasi ininterrottamente nelle trasmissioni televisive. Siamo
afflitti per le vittime, e il mondo ha subito un grande shock collettivo.
Anch’io, e in più ho
paura. Ma com’è potuta accadere una cosa del genere? Chi sono queste persone
che hanno così poco rispetto per la vita da uccidere se stessi e nello stesso
tempo migliaia di innocenti? La risposta che mi viene in mente è abbastanza
semplice, però la si sente molto poco nei commenti degli esperti e dei
politici: soltanto dei superfanatici “Combattenti di Dio”, quindi con una
motivazione “religiosa” e dopo anni di indottrinamento continuo, sono in grado
di compiere un’azione del genere.
“Religioso” in questo
senso certamente non vuol dire compassione, fiducia o amore per la vita, ma
caratterizza piuttosto un dogma rigido ed esclusivo che alimenta una fede
fondata sul fatto che la “mia” religione è l’unica vera religione. Questo punto
di vista non lascia alcuno spazio per l’amore che unisce e comprende, ma invece
nutre un odio che separa e divide. Purtroppo tutte le grandi religioni, senza
alcuna eccezione, producono questo tipo di “religiosità”. L’Islam in questo
senso propone la dottrina più assurda. Per l’attentatore, il suicidio è una via
diretta e sicura per ottenere un posto in paradiso! Ci vuole una povertà
veramente senza speranza, senza limiti, per produrre persone che sono capaci di
sacrificare la propria vita, convinte di battersi per la “cosa giusta” e di
assicurarsi una vita migliore nell’aldilà. Le condizioni di vita – poverissime
e devastanti in paesi come l’Afghanistan o la Palestina – sono la causa di un
fanatismo religioso che semina un odio sconfinato e produce la disponibilità
alla violenza. L’individuo non ha niente da perdere ed è pronto a compiere atti
sempre più mostruosi.
L’11 settembre, il mondo è
stato testimone di una dimensione di violenza finora sconosciuta. Questo tipo
di terrorismo potrebbe fare scuola e diffondersi ad altri luoghi, ad altre
città. Azioni del genere potrebbero accadere in ogni momento e in ogni paese.
Certo il terrorismo non scomparirà solo
perché ora in tutto il mondo si dichiara con vigore che lo dobbiamo
combattere e sradicare con la forza delle armi e con il potere economico, con
l’odio e la vendetta. Il fatto è che viviamo, che ci piacca
o no, in una insicurezza permanente e ci sentiamo assolutamente vulnerabili.
Nessun discorso politico e nemmeno la più costosa assicurazione sulla vita può
cambiare questo fatto. In nessuna parte del mondo esiste un posto dove
rifugiarsi e vivere sicuri e comodi, pretendendo che lì i problemi del resto
dell’umanità non possano entrare.
Usare la forza come
risposta alla violenza non risolverà in alcun modo il problema. In questo modo
continuerà soltanto lo stesso gioco che possiamo osservare ormai da decenni fra
Israele e Palestina. Un’azione militare provoca un contrattacco che viene subito
vendicato e così ad infinitum …
Questo scenario si presta
molto bene a creare delle identificazioni. Gli Stati Uniti sono uniti
strettamente al resto del mondo occidentale contro i “cattivi” musulmani e,
alla fine, contro tutto il mondo “primitivo” degli arabi. Noi siamo i buoni e
voi i cattivi. L’indignazione e il desiderio di vendetta sono come la benzina
gettata sul fuoco della violenza, ma questa strada può solo portarci in
un’oscurità ancora più profonda. I luoghi del dramma possono cambiare – Macedonia,
Irlanda del Nord, Cecenia, Palestina oppure adesso
l’America – ma ovunque esistano dei fanatici, che giustificano le uccisioni
sulla base di motivi prevalentemente “religiosi”, i meccanismi rimangono gli
stessi. Anche i naziskin agiscono colpendo gli stranieri o i diversi, convinti
di agire in base a una ‘giusta’ motivazione. Sono fanatici senza alcun rispetto
per la vita, privi di prospettive e di qualunque speranza di partecipare al
benessere della società.
Forse sarebbe utile
interrogarci su noi stessi: Dove si nasconde il nostro fanatismo? In che modo
siamo bloccati dall’identificazione con il colore della nostra pelle, con la
nostra nazione e posizione sociale? Perché arriviamo spesso a sentirci rispetto
agli altri più ‘evoluti’, più ‘buoni’,
più ‘spirituali’? Sono proprio le persone orientate spiritualmente che sono più
a rischio di cadere in questa trappola di arroganza. “Sono così buono! Medito,
metto i miei rifiuti nelle apposite campane. Il mio è un livello molto più
elevato delle masse ottuse dell’umanità comune. Sono il loto che cresce nella
palude di un’umanità perduta!”. Anche questa arroganza è un’altra faccia dello
stesso fanatismo.
Lo shock, provocato dagli
atti terroristici in America, ci ha scosso duramente e ci ha fatto sentire tutta
la nostra vulnerabilità e la nostra impotenza. Per l’umanità questi sono tempi
difficili di uno sviluppo doloroso. Non esistono soluzioni uguali per tutti;
ognuno deve trovare la propria risposta.
Questa situazione mi
ricorda una frase che secondo me la descrive
molto bene:
“La cosa che manca di più
agli uomini, è l’amore”.
Parigyan
tratto da: Osho Times
ed. tedesca
Un proverbio dice: “Muore una
farfalla in Amazzonia e provoca una tempesta in
Cina”. Una bella metafora, che ci rende consapevoli del fatto che in questo
universo ogni cosa è in relazione a ogni altra cosa, che tutto ciò che pensiamo
e facciamo ha effetto sul tutto.
Usare il
potere in modo positivo
Sono
venuto al mondo
in un ospedale di Harlem, a New York City, detta
anche la Grande Mela. Per questo, quando ho visto in televisione l’attacco
terroristico a New York, per me non è stato solo un attacco agli Usa, ma anche
un attacco personale alla mia casa. È stato uno shock!
L’America è la più grande potenza militare
mondiale, ha i più grandi servizi segreti del mondo; gli americani sono
bravissimi a fare soldi, ma non sono in grado di fermare un pugno di terroristi
suicidi. Poche persone, e non sono riuscite a fermarle! Anche Israele non può
farlo; gli israeliani hanno imprigionato o ucciso tanti leader palestinesi, ma
non possono impedire a un singolo palestinese di arrivare a uno stato di furore
così estremo da caricarsi di bombe e compiere un attentato suicida.
Io osservo questa follia e mi sento frustrato.
Dopo questo attacco, il presidente americano è
sottoposto alla pressione di dimostrare al suo paese di non essere un debole.
Adesso l’America bombarda l’Afghanistan decisa a dare la caccia ai malfattori.
Però a me sembra che un paese che possiede una
potenza militare di questo genere, che è in grado di dire: “Se non volete
ballare con la nostra musica, vi forzeremo noi a farlo” – e gli Usa hanno
questo genere di potenza! – che questo paese ha anche la responsabilità, di
incoraggiare la pace e di dire: “Smettiamo di ammazzarci a vicenda, viviamo
insieme in amicizia, sul terreno di una cooperazione reciproca!”. Gli Stati
Uniti hanno questo potere. Il potere può anche essere utilizzato in modo
positivo.
Sarei veramente felice, se gli Usa fossero pronti
a dire: “Mettiamoci insieme e creiamo in Medio Oriente una regione felice, per
tutti. Costruiamo una rete di commerci che assicurino un’esistenza anche ai
palestinesi, non solo agli israeliani”. Sarei veramente felice, se il Medio
Oriente diventasse una Mecca per tutte le religioni e tutti gli uomini. Un
luogo in cui ognuno ha diritto di esistere. Ma in questo momento non è così.
Sarei veramente felice, se l’America assumesse la
guida di questa tendenza, in modo che tutti possano dire: “Brava! L’America fa
tutto per la pace!” – invece di pompare sempre più denaro nel sistema bellico!
Gli americani potrebbero impiegare allora quei
soldi per combattere le malattie, per eliminare la fame, e tutti i milioni di
miliardi che ora vengono utilizzati per la difesa, potrebbero servire a
migliorare la vita di ogni uomo su questo pianeta!
Questo sarebbe splendido! Di questo sarei
veramente felice.
Veeresh
Un
mondo armonioso é possibile
Il
punto di partenza per creare una società armonica è l’individuo. Solo un
individuo profondamente integrato a livello interiore, in grado di accettare
tutte le parti di sé che sono state represse nell’inconscio e capace di entrare
in contatto con il suo vero essere sarà in grado di farlo. E per far questo ci
occorre una scienza della meditazione.
Il
desiderio di un’utopia
è fondamentalmente il desiderio profondo di armonia nell’individuo e nella
società. L’armonia finora non è mai esistita; c’è stato sempre il caos.
La società è sempre stata
divisa in culture diverse, religioni e nazioni diverse – tutte basate sulla
superstizione. Nessuna di queste divisioni è valida. Tuttavia queste divisioni
mostrano che l’uomo è diviso dentro di sé: sono le proiezioni del suo conflitto
interiore. All’interno non è un tutt’uno, non è
integrato, ecco perché non è riuscito a creare all’esterno una società unita,
un’unica umanità.
La causa non è
all’esterno. L’esterno è solo il riflesso dell’interiorità dell’uomo.
L’uomo si è evoluto a
partire dagli animali. Questo è sostenuto con forza dalla psicoanalisi moderna,
perché nell’inconscio collettivo dell’uomo ci sono ricordi che appartengono
alla vita dell’animale.
L’uomo porta ancora con sé
molto dell’istinto animale – la rabbia, l’odio, l’invidia, la possessività, l’astuzia. Tutto ciò che viene condannato
nell’uomo sembra appartenere a una parte inconscia profondamente radicata. Il
compito dell’alchimia spirituale è proprio quello di liberarsi del passato
animale.
Se non si libera del suo
passato animale, l’uomo rimane diviso. Il passato animale e la sua umanità non
sono in grado di coesistere, perché l’umanità ha qualità che sono esattamente
l’opposto. Tutto ciò che l’uomo fa, è diventare un ipocrita. Per quanto
riguarda il comportamento formale, segue gli ideali dell’umanità – l’amore e la
verità, la libertà, la non possessività e la
compassione. Ma tutto questo rimane solo uno strato molto sottile – in
qualsiasi momento l’animale nascosto può emergere. Qualsiasi accadimento può
portarlo alla luce. E sia che emerga sia che rimanga nascosto, la
consapevolezza interiore rimane divisa.
Questa consapevolezza
divisa è quella che crea il desiderio e la domanda: come può l’individuo
diventare un tutto armonioso? La stessa cosa vale per la società: come possiamo
rendere la società un tutto armonioso – in cui non c’è né guerra, né conflitto,
in cui non ci sono né classi, né divisioni in base al colore, alla casta, alla
religione, alla nazione?
Per via di persone come Thomas More, che ha scritto il libro Utopia, questa parola è diventata sinonimo di tutte le mete
idealistiche – ma non si è compreso il problema reale. Ecco perché sembra che
questa idea di utopia non accadrà mai. Se pensi alla società che si trasforma
in una società ideale, un paradiso, sembra una cosa impossibile. Ci sono tanti
conflitti, e non sembra esserci modo di armonizzarli.
Ogni religione vuole
conquistare il mondo intero, non vuole essere
armonizzata.
Ogni nazione vuole
conquistare il mondo intero, non vuole essere armonizzata.
Ogni cultura vuole
diffondersi in tutto il mondo e distruggere le altre, non portarle a un’armonia.
Quindi utopia è diventato
sinonimo di qualcosa di immaginario. La parola stessa ‘utopia’ significa anche
‘ciò che non si realizzerà mai’. Eppure l’uomo
continua ripetutamente a pensare in questi termini. Sembra esserci un desiderio
profondamente radicato e inestinguibile… Ma
il pensiero dell’uomo tocca solo i sintomi – ecco perché sembra che non
accadrà mai: non sta osservando le cause. Le cause sono individuali.
L’utopia è possibile. Una
società umana armoniosa è possibile, dovrebbe essere possibile, perché sarebbe
la migliore opportunità per tutti di crescere, di essere se stessi. Ognuno
avrebbe a disposizione tutte le opportunità. Quindi la società, così com’è ora,
è completamente stupida.
Gli utopisti non sono
sognatori, ma i tuoi cosiddetti realisti che li condannano sono degli sciocchi.
Entrambi sono d’accordo su di una cosa, che qualcosa dev’essere
fatto nella società.
Per come la vedo io,
l’utopia non è qualcosa che non si realizzerà mai; è una cosa possibile, se
risaliamo alle cause, non ai sintomi. E le cause sono negli individui, non
nella società.
Nel mondo sono stati fatti
dei tentativi di creare una società armoniosa, ma sono falliti tutti per il
semplice motivo che nessuno si è mai preoccupato di comprendere il motivo per
cui la società non è già naturalmente armoniosa.
Non è armoniosa perché
ogni individuo è diviso dentro di sé, e le sue divisioni vengono proiettate
sulla società. A meno che non riusciamo a dissolvere le divisioni che
l’individuo ha al suo interno, non c’è possibilità di realizzare davvero
un’utopia e creare una società armoniosa.
Quindi l’unica via per
l’utopia è quella di aumentare la tua consapevolezza e di ridurre la tua
inconsapevolezza, finché arriva un momento nella tua vita in cui nulla rimane
inconscio: sei pura consapevolezza. Allora non c’è divisione. Una persona di
questo genere che possiede solo consapevolezza e niente che le si opponga, può
diventare il punto di forza per creare una società senza divisioni. In altre
parole, solo una società che è sufficientemente illuminata può soddisfare la
domanda di armonia – una società di persone illuminate, una società di grandi
meditatori che hanno lasciato cadere le loro divisioni.
Invece di pensare in
termini di rivoluzione e di cambiare la
società e la sua struttura, dovremmo pensare di più alla meditazione e a
cambiare l’individuo. Questo è l’unico modo possibile di eliminare un giorno
tutte le divisioni nella società. Prima
devono essere eliminate nell’individuo – e proprio lì è possibile
lasciarle andare. Il mondo può arrivare all’armonia se la meditazione si
diffonde dappertutto e la gente arriva
dentro di sé a una consapevolezza indivisa.
Questa sarà una dimensione
completamente diversa su cui lavorare. Finora c’era la dimensione della
rivoluzione: il punto era la società, la sua struttura. Questo metodo ha
fallito ripetutamente, in modi diversi. Ora la dimensione dovrebbe essere
quella dell’individuo – e non la rivoluzione, ma piuttosto la meditazione, la
trasformazione.
Non è così arduo come si
pensa. La gente spreca magari sei anni per ottenere una laurea all’università;
e pensa che non sia uno spreco eccessivo pur di ottenere un titolo che non vale
nulla.
È solo una questione di
comprendere il valore della meditazione. Allora è facile che milioni di persone
diventino integrate nella loro interiorità. Saranno il primo gruppo di persone
a diventare armoniose. La loro armonia, la loro bellezza e compassione, il loro
amore – tutte le loro qualità – avranno sicuramente una risonanza in tutto il
mondo.
Il mio lavoro è di fare
della meditazione una scienza in modo che non abbia nulla a che fare con la religione. In questo modo chiunque può praticarla – che sia indù o cristiano, ebreo
o musulmano, non ha alcuna importanza. La sua religione è un fatto irrilevante: può in ogni caso
meditare. Magari non crede in alcuna
religione, è ateo; eppure può
meditare.
La meditazione deve
diventare un fuoco incontrollabile. Allora c’è qualche speranza. E la gente è
pronta: ha sete di qualcosa che cambi il gusto stesso della società. Com’è al
momento, è orrenda, è disgustosa. Al massimo, è tollerabile. In qualche
maniera, la gente è riuscita a tollerarla. Ma tollerare non è una cosa molto
gioiosa.
Dovrebbe essere estatica.
Dovrebbe essere piacevole.
Dovrebbe portare una danza
nel cuore della gente.
Quando queste divisioni
all’interno della persona scompaiono, essa può vedere tutto con grande
chiarezza. Non si tratta di avere grandi conoscenze, si tratta di chiarezza.
Questa persona può osservare ogni dimensione, ogni direzione con tale chiarezza,
con tale profonda sensibilità e percettività, che può anche non avere grandi
conoscenze, ma la sua chiarezza ti darà risposte che la conoscenza non è in
grado di dare.
Questa è una delle cose
più importanti – l’idea di utopia – che ha seguito l’uomo come un’ombra per
migliaia di anni. Quest’idea si è in qualche modo
fusa con quella di cambiare la società: non si guarda mai l’individuo. Nessuno
ha dato grande attenzione all’individuo – e quella è la radice di tutti i
problemi. Ma dato che l’individuo appare così piccolo e la società così grande,
la gente pensa: possiamo cambiare la società, e cambierà anche l’individuo.
Non è così – perché la
‘società’ è solo una parola; esistono solo individui, la società non esiste. La
società non ha anima – in essa non puoi cambiare nulla. Puoi solo cambiare
l’individuo, anche se appare così
piccolo.
Quando arrivi a conoscere la scienza che serve a trasformare
l’individuo, essa può essere applicata a tutti gli individui, chiunque
siano.
La mia sensazione è che un
giorno arriveremo a ottenere una società che sarà armoniosa, una società molto migliore di tutte le idee
che gli utopisti hanno prodotto per migliaia di anni.
La realtà sarà molto più
bella.
tratto da: Osho, Light on the Path #30
Paura
e violenza, una mancanza d'amore
Preti
e politici hanno mille modi di creare paura per poter meglio dominare la gente
e sostenere i propri interessi costituiti. È una vecchia storia. Se non hai
paura, vuoi vivere la tua vita con totalità, celebrare, essere creativo, non
distruggere.
La
paura esiste solo
quando non c’è amore. Per questo in tutto il mondo
i preti hanno cercato di distruggere la possibilità dell’amore. Hanno
creato meccanismi molto sottili per avvelenare l’energia di amore degli uomini
e delle donne, per condannarla, per far sì che le persone si sentissero in
colpa riguardo all’amore. La guerra va bene, ma l’amore non va bene. Tutto è accettabile tranne l’amore, perché
se la gente è in grado di amare, la paura scomparirà – questo è il problema – e
se la paura scompare, non può esistere il prete.
Il prete sfrutta la paura.
Può spaventarti in modo tale da costringerti ad andare da lui. Allora ti darà
sicurezza, dirà: “Non aver paura. Prega. Prendi questo mantra e recitalo, e Gesù ti salverà oppure Krishna ti
salverà…”. O dirà: “Prendi questa Bibbia. Questa è la tua strada, e devi
rimanere un cristiano, se no andrai all’inferno”, oppure: “Sii cattolico, o
indù o musulmano”.
Prima crea la paura – la
malattia – e poi è lì pronto a vendere la medicina. Se la paura scompare, il
prete dovrà andarsene.
E il prete è stato
sostenuto dal politico nel corso dei secoli perché anche quest’ultimo
vuole che la gente viva nella paura, in
quanto quando la gente vive nella paura può essere dominata, quando la
gente vive nella paura ha bisogno di capi.
Solo persone spaventate
hanno bisogno di capi perché non hanno fiducia in se stesse, non sanno come
stare sulle proprie gambe. Hanno bisogno di qualcuno a cui appoggiarsi.
I politici sanno che se la
gente perde le sue paure non avrà più bisogno di leader; non avrà bisogno di
stupidi politici per guidare la sua vita. Non avrà nemmeno bisogno dei
cosiddetti governi o delle nazioni. E se la gente non ha paura vorrà anche
vivere la sua vita con totalità. Vorrà dipingere, cantare e creare musica e
fare della sua vita una celebrazione. Perché
dovrebbe avere interesse per la guerra? Perché dovrebbe sprecare la vita
a discutere, lottare, ad assassinarsi l’uno con l’altro? Ma quando l’amore
viene negato queste cose diventano facili.
Quando l’amore viene
negato, la persona diventa vittima del prete e del politico, e quando non può
amare, tutta la sua energia si trasforma in odio. Allora vuole uccidere. Non ha
nulla da celebrare. Vuole distruggere perché non può creare.
Le
guerre scompariranno solo quando verrà data totale libertà
all’amore, non prima. Le guerre esistono e continueranno a esistere.
Nonostante tutta la propaganda pacifista e i discorsi sulla pace e tutte
quelle sciocchezze, la guerra continuerà perché soddisfa un bisogno: è
un modo di rilasciare energia
accumulata. L’energia che si sarebbe dovuta dirigere verso l’amore e la
creatività si è girata sottosopra ed è diventata distruttiva. Quindi ogni dieci
anni ci vuole una bella guerra, perché la gente continua ad accumulare veleno.
Ricorda sempre che è la
stessa energia che era creatività che diventa distruttività – è la stessa
energia. Se le viene permesso di muoversi in modo naturale allora possiede una
certa grazia e diventa creativa. Se le viene impedita la crescita naturale diventa
una ferita da cui comincia a uscire pus.
Ecco che cos’è la guerra.
Il politico è felice
quando la gente ha paura, perché allora può essere facilmente resa schiava. Il
prete è felice, perché quando la gente ha paura va in chiesa o al tempio o alla
moschea per trovare sicurezza e consolazione.
Il mio lavoro qui è del
tutto opposto. Voglio far fluire la tua energia di amore in modo che tu sia
libero dal prete e dal politico. Quindi se preti e politici sono contro di me,
è una cosa perfettamente naturale. Non ho alcuna speranza in contrario. È una
cosa naturale. Sto distruggendo le radici stesse su cui hanno fatto affidamento
per secoli e grazie alle quali hanno sfruttato e distrutto gli uomini, hanno
storpiato l’umanità.
Quando l’amore fluisce nel
tuo essere inizi ad aprirti, fiorisci. Il fluire dell’amore crea in te questa
fioritura. Quando hai conosciuto la tua fioritura, hai conosciuto dio, hai
conosciuto il paradiso. Hai riconquistato il paradiso perduto. Sei tornato nel
giardino dell’Eden.
tratto da: Osho,
God has Got a Thing about You #20
Se nel mondo
fossimo 100 persone
Per comprendere bene la logica dei popoli
svantaggiati riflettiamo sui dati statistici di questo esempio semplice e
illuminante, preso da Internet.
Se potessimo ridurre la popolazione del mondo
intero in un villaggio di 100 persone mantenendo le proporzioni di tutti i
popoli esistenti al mondo, il villaggio sarebbe composto in questo modo:
Ci sarebbero: 57 Asiatici, 21 Europei, 14
Americani (Nord Centro e Sud America), 8 Africani, 52 sarebbero donne, 48
uomini, 70 sarebbero non bianchi, 30 sarebbero bianchi, 70 sarebbero non
cristiani, 30 sarebbero cristiani, 89 sarebbero eterosessuali, 11 sarebbero
omosessuali, 6 persone possiederebbero il 59% della ricchezza del mondo intero
e tutti e 6 sarebbero statunitensi, 80 vivrebbero in case senza abitabilità, 70
sarebbero analfabeti, 50 soffrirebbero di malnutrizione. 1 starebbe per morire,
1 starebbe per nascere, 1 possiederebbe
un computer, 1 (sì, solo uno!) avrebbe la laurea. Se si considera il
mondo da questa prospettiva, il bisogno di accettazione, comprensione ed
educazione diventa evidente.
Prendete in considerazione anche questo.
Se vi siete svegliati questa mattina con più
salute che malattia siete più fortunati del milione di persone che non vedranno
la prossima settimana.
Se non avete mai provato il pericolo di una
battaglia, la solitudine dell’imprigionamento, l’agonia della tortura, i morsi
della fame, state meglio di 500 milioni di abitanti di questo mondo.
Se avete cibo nel frigorifero, vestiti addosso, un
tetto sopra la testa e un posto per dormire siete più ricchi del 75% degli
abitanti del mondo.
Se avete soldi in banca e nel portafoglio e degli
spiccioli da qualche parte in una ciotola siete fra l’8% delle persone più
benestanti al mondo.
Se i vostri genitori sono ancora vivi e ancora
sposati siete delle persone veramente rare, anche negli Stati Uniti e nel
Canada.
Se potete leggere questo messaggio, avete appena
ricevuto una doppia benedizione perché qualcuno ha pensato a voi e perché non
siete fra i due miliardi di persone che non sanno leggere.
Qualcuno una volta ha detto: Lavora come se non
avessi bisogno dei soldi. Ama come se nessuno ti abbia mai fatto soffrire.
Balla come se nessuno ti stesse guardando. Canta come se nessuno ti stesse
sentendo. Vivi come se il Paradiso fosse qui sulla Terra.
Più sesso,
meno depressione
Leggiamo da un notiziario americano in rete:
L’attività sessuale negli USA è in crescita, il
numero dei passeggeri aerei è in calo. Le maschere antigas sono un articolo
molto richiesto. La gente si abbuffa di dolci e gelati e si butta per terra al
minimo rumore.
Tante persone si sposano; dice una donna: “Sono
andata a un matrimonio subito dopo i fatti di New York”.
Gli psicologi afferamano
che la personalità e la storia personale di ognuno determinano in grande misura
il modo in cui reagisce al trauma, e questo spiega perché alcuni fanno una
scorta di antibiotici e altri lasciano perdere le diete che facevano e altri
ancora fanno finta di niente.
Non è sorprendente che molte persone provino
paura, insonnia e depressione dopo aver visto le immagini di guerra alla TV. Un
fatto curioso è invece che molti psicologi hanno notato un miglioramento in
alcuni pazienti che erano in cura per depressione e disturbi di ansia prima
dell’attacco terroristico. Altri dicono però che molte persone portate alla
depressione ora sono depresse dagli avvenimenti.
Una spiegazione è che persone con disturbi
emozionali, di fronte a un ambiente che è meno stabile, percepiscono i loro
problemi come meno gravi. In generale sembra che la gente si rivolge al cibo,
allo shopping, ai film e al sesso come mezzi per sfuggire alla paura e alla
tristezza.
A
livello individuale sono l’ambizione e il paragonarsi con gli altri che possono
portare a conflitti e frustrazione e sboccare infine nella violenza.
Gli
esseri umani
sono ubriachi di ambizione. Tutti vorrebbero essere diversi da quello che sono.
Ma in questa corsa per diventare qualcuno, l’uomo dimentica ciò che è
veramente. Essere più di ciò che si è, è un fatto impossibile. Ciò che non è
nel seme non può essere nell’albero, eppure ogni individuo è alla ricerca di
ciò che non è. Questa è la vera causa del malessere della società. È questo
desiderio che sbocca nella violenza e nell’anarchia.
L’uomo non ha bisogno di
qualcosa dall’esterno per evolversi in modo naturale. Non serve cercare e
intrigare, non è necessaria alcuna interferenza esterna. L’uomo è dotato della
possibilità di una evoluzione naturale che è silenziosa e misteriosa. Ma questa
evoluzione è così naturale che persino i risultati della crescita non sono
evidenti all’esterno.
In questo processo in cui
cerca di diventare ciò che non è, un uomo investe grandi energie – ma alla fine
non arriva da nessuna parte. Il risultato di essere ciò che non si è, è solo
tensione, conflitto e infelicità.
Quando un uomo rimane
semplicemente se stesso non c’è lotta, non c’è conflitto. Un uomo di questo
genere è ciò che è. Non è in competizione con nessun altro. In lui non c’è
traccia di altre personalità; non gli è stato imposto nulla dall’esterno. Il
suo cuore è libero dalla tensione, dalla competizione – ed egli si evolve in
modo naturale. Smette di investire la sua energia in lotte e competizioni senza
senso, e diventa una grande riserva naturale di energia. È questo accumularsi
dell’energia che dirige la sua evoluzione innata. Allora in lui non c’è alcuna
tensione.
Un individuo che passa la
vita a confrontarsi con gli altri non vive affatto la sua vita. La vita è un
fenomeno interiore che non può essere scoperto dimenticandosi di se stessi.
Quando un uomo si paragona con altri, sente invidia, rabbia e aggressività.
Questa non è vita, questa
è morte vivente. È inevitabile che un mondo popolato da cadaveri che camminano
diventi brutto come lo vediamo ora.
Quando un uomo cerca di
vivere con tutta questa ambizione e competitività, non può trovare la pace
interiore, e ai livelli più profondi del suo subconscio continuano a
moltiplicarsi conflitti e frustrazioni. Alla fine, per disperazione, incomincia
a vendicarsi. Diventa distruttivo. La reazione di uno che è incapace di
comprendere se stesso è distruggere. La mancanza di autocomprensione
si manifesta come distruzione, violenza.
Ecco perché dico che un
mondo basato sull’ambizione non può mai essere non violento, sia che
l’ambizione sia per questo mondo o per l’altro mondo. Dovunque c’è ambizione,
c’è aggressività. L’ambizione stessa è
violenza. E la scienza ha dato un enorme potere nelle mani delle persone
ambiziose. La distruzione è inevitabile a
meno che la religione riesca a cancellare l’ambizione dai cuori e dalle
menti degli uomini.
Perché esiste tutta questa
ambizione? Da dove arriva?
L’ambizione è il risultato
di un complesso di inferiorità. Ogni individuo si sente al suo interno debole e inutile. Dentro di sé si sente
superficiale e vuoto, come se fosse un nulla. Sente una specie di non–esistenza, un vuoto. Ed è a questo vuoto che tenta di
sfuggire.
In realtà non corre verso
qualcosa, ma cerca di sfuggire a qualcosa. Ma non
è possibile fuggire da un posto senza fissare il proprio sguardo su
qualcos’altro – ed ecco perché si focalizza sugli oggetti materiali. La causa
di base della tendenza dell’uomo a fuggire è il suo vuoto interiore, anche se
all’esterno questo prende la forma di un tentativo di ottenere qualcosa, di
arrivare da qualche parte. La realtà è che sta fuggendo dal proprio essere.
Ma accettare questo come
un dato di fatto, vorrebbe dire mettere in evidenza la nostra stessa fuga e
quindi ci buttiamo nelle teorie, come quella sulla libertà dalla ruota della
vita e della morte. Questa autoillusione ha radici
profonde; se non si rompe questa catena di illusioni e inganni, l’uomo non sarà
mai libero dall’ambizione.
Se un uomo fallisce in
un’ambizione, ne sceglierà semplicemente un’altra; se fallisce nel mondo,
creerà un’ambizione per dio. Un uomo d’affari che non riesce a liberarsi delle
sue ambizioni mondane, diventa un monaco – ma è la stessa illusione con una
nuova veste. E l’ambizione non è essa stessa un’illusione?
La nascita della religione
nella vita di una persona avviene solo nel momento in cui inizia a osservare e
comprende i motivi del suo tentativo di evasione.
Comprendere che le radici dell’ambizione si trovano nel cercare di sfuggire il proprio vuoto interiore, apre
nuovi orizzonti nella vita dell’uomo. Pensare che si possa sfuggire al proprio
vuoto interiore è anch’essa un’illusione, e
invece essere consapevole del vuoto interiore è religione. Fuggire è
illusione, consapevolezza è religione.
All’uomo che cerca di
fuggire il vuoto interiore appare piuttosto superficiale e privo di senso, ma
per l’uomo che vive nella consapevolezza non c’è affatto mancanza di senso. Ciò
che sembra superficiale nella propria ignoranza diventa profondo e completo nella
consapevolezza. Cercare di fuggire vuol dire aumentare questa sensazione di
mancanza di senso, perché vuol dire allontanarsi da se stessi. Più ti allontani
e più ti senti vuoto e superficiale. La
grandezza di questa sensazione dipende dalla distanza dal sé. Ricorda,
l’inutilità di un uomo è proporzionale alla grandezza del suo ego.
Il senso di vuoto di una
persona cresce se cerca di sfuggire al suo stesso essere – e la causa
principale di questo tentativo è la paura. Sfuggire è accettare la paura, sfuggire consolida la paura.
Tutto ciò che accetti, tutto ciò che ti porta un certo senso di sicurezza
finisce per dominarti. Mentre cerchi di fuggire, la paura non diminuisce, ma
anzi aumenta. La paura cresce nella misura in cui ti manca la comprensione del
tuo essere. Ti senti sempre più vuoto, e questo alla fine diventa molto
doloroso.
L’uomo che non cerca di
sfuggire a se stesso e che diventa consapevole di sé scopre di essere entrato
in un nuovo mondo. Non si sente affatto privo di senso. Non trova che la sua vita
sia vuota. Tutta la sua vita è fatta di gioia e amore indicibili.
Nel momento in cui diventi
consapevole non esiste nulla di superficiale. Nel momento in cui diventi il
sole, non puoi trovare oscurità da nessuna parte. Lo dico dopo che sono
diventato il sole, lo dico dopo essere stato ricolmato dalla totalità. Venite,
guardate le mie mani. Non sono forse piene?
Anche tu sei il sole. Anche le tue mani sono colme.
Ma tu stai dormendo. I
tuoi occhi sono chiusi. Per via di questo torpore non vedi che le tue mani sono
già piene, e quindi cerchi di riempirle e passi la vita tra i sogni. Ma io ti
chiedo, come puoi riempire mani che non sono vuote? Come puoi colmare un vuoto
interiore che è già pieno? È per questo che tutti i tuoi sforzi sono inutili.
Questa futilità, questo fallimento sono la causa di tutto il dolore
dell’umanità.
Un
uomo che vive nell’angoscia mentale vuole torturarne altri. Uno che soffre vuole dividere la
sofferenza con altri. Uno può condividere solo ciò che possiede. È impossibile vivere senza condividere ciò che hai. I
fiori condividono il loro profumo perché il profumo è ciò che hanno; le stelle
condividono la loro luce perché sono fatte di luce. Un uomo condivide le sue
sofferenze perché è fatto di sofferenza.
Ma l’uomo può anche
condividere la gioia, perché l’uomo può anche diventare gioia. E la religione è
la strada per una gioia inimmaginabile. La religione è consapevolezza di sé, e
chi è consapevole di sé scopre che in lui non c’è mancanza di senso. È colmo di
una gioia insondabile, perché ora non c’è nulla da ottenere. All’interno
dell’essere, si scopre che tutto ciò che vale la pena di ottenere è già
presente.
Il sé non è superficiale.
Il sé è la pienezza della gioia. Essere consapevoli vuol dire condividere la
propria gioia con altri. Il cuore che sparge il profumo della gioia è un cuore
religioso.
Nelle mani e nei cuori di
persone veramente religiose, la scienza e i suoi poteri sarebbero una cosa splendida. Una tale collaborazione, una
tale unione tra scienza e religione è stata attesa per lungo tempo. Sei pronto a sostenere questa unione? Ogni uomo
deve diventarne un veicolo. Ogni individuo deve diventarne uno strumento. Una
tale associazione può portare sulla terra un periodo di grande gloria. Non è
un’era che è venuta ed è passata, è un’era che deve ancora arrivare.
tratto da:
Osho, Il
lungo, il corto, il nulla ed.Mondadori
Love.
Comincia a vivere positivamente,
e cioè con emozioni positive.
Essere negativo è essere autodistruttivo
e alla fine suicida.
Ma di solito la mente opera in quel
modo, perché è
solo uno strumento
di conforto e sicurezza;
mette a fuoco solo la morte,
non la vita.
Quindi essere completamente positivi
significa trascendere la mente.
A un fachiro fu chiesto di parlare
in pubblico sulla natura
della mente negativa.
Egli appese al muro
un foglio di carta enorme
perfettamente bianco.
Con una penna fece un punto
nero sulla carta.
Poi chiese a ciascuno di dire
cosa aveva visto.
Tutti risposero: Un punto nero.
Allora il fachiro disse:
Certo, c’è un piccolo punto nero.
Ma nessuno di voi ha visto
questo enorme foglio bianco –
e questo è il succo del mio discorso.
tratto da: Osho, Una tazza di tè, ed. NSC
La consapevolezza è l’unico antidoto alla violenza
Osho, oggi
hai parlato della consapevolezza e sembrava che essa fosse tutto ciò che
occorre per guidare le nostre azioni. Questo vuol dire che l’assassinio, lo
stupro, il furto, sono sbagliati solo nella misura in cui sono fatti senza
consapevolezza?
Sì, l’unico peccato è l’inconsapevolezza e la sola
virtù è la consapevolezza. Ciò che non può essere fatto senza inconsapevolezza
è peccato. Ciò che può essere fatto solo grazie alla consapevolezza è virtù. È
impossibile uccidere se sei consapevole; è impossibile essere violenti, in
qualsiasi modo, se sei consapevole. È impossibile stuprare, rubare, torturare –
sono tutte cose impossibili quando la consapevolezza è presente. È solamente
quando prevale l’inconsapevolezza – nell’oscurità dell’inconsapevolezza – che
nemici di ogni genere possono penetrare dentro di te.
Buddha ha detto: Se in casa le
luci sono accese, i ladri la eviteranno; se il guardiano è sveglio, i ladri non
ci proveranno nemmeno. Se ci sono persone all’interno che si muovono e parlano,
e la casa non è ancora addormentata, i ladri non hanno la possibilità di
entrare e nemmeno pensano a farlo.
Esattamente la stessa cosa
accade con te: sei una casa priva di luci. Lo stato normale dell’uomo è quello
del funzionamento meccanico: Homo Mechanicus. Sei un uomo solo di nome – per il resto,
sei solo una macchina, ben addestrata e efficiente, e tutto ciò che fai è
sbagliato. Ricorda, ti sto dicendo, tutto
ciò che fai – persino le tue virtù non saranno virtù se sei inconsapevole.
Come puoi essere virtuoso
se sei inconsapevole? Alle spalle delle tue virtù c’è un ego grandissimo,
enorme – è così per forza. Persino la tua santità, praticata e coltivata con
grande fatica e sforzo, è inutile! Non porta semplicità, non porta umiltà, non
porta la grande esperienza del divino che accade solo quando l’ego è scomparso.
Vivrai una vita rispettabile da santo, ma sarai povero come tutti gli altri –
interiormente marcio, interiormente la tua sarà un’esistenza senza senso. Non è
vivere, è solo vegetare. I tuoi peccati saranno peccati, le tue virtù saranno
anch’esse peccati. La tua immoralità sarà immoralità, la tua moralità sarà
anch’essa immoralità. Non ti insegno la moralità, non ti insegno la virtù,
perché so che senza consapevolezza sono solo finzioni, ipocrisie. Ti rendono
falso. Non ti liberano, non possono liberarti, anzi ti imprigionano.
Una cosa sola è
sufficiente: la consapevolezza è la chiave che apre tutte le porte. Apre le
porte dell’esistenza. Consapevolezza vuol dire vivere momento per momento,
sveglio, conscio di te stesso, e cosciente di tutto ciò che accade intorno a
te, in una risposta momento per momento.
Questo è ciò che Pitagora
vuole che tu comprenda: tu rifletti come uno specchio. E il modo in cui
rifletti è così completo che qualunque atto che nasce da quella riflessione
sarà giusto – perché è in armonia con l’esistenza. Non nasce veramente dentro
di te, tu non sei colui che ‘fa’. Nasce dal contesto totale: la situazione, tu
e tutto il resto, siete tutti coinvolti. Da questa totalità nasce l’azione –
non è la ‘tua’ azione. Non hai deciso tu di compierla; non è una tua decisione
o un tuo pensiero, non è il tuo carattere. Non la stai facendo: stai solo
permettendo che accada.
So com’è nata questa tua
domanda – è perché tu hai cercato di non essere arrabbiato, lo hai deciso tante
volte, eppure accade ancora. Hai cercato di non essere avido, eppure cadi
ripetutamente nella trappola. Hai cercato di fare cose di ogni tipo per
cambiarti, eppure sembra che non accada mai nulla. Rimani lo stesso.
E io qui ti sto dicendo
che c’è una chiave semplicissima – la consapevolezza. Non riesci a crederci:
come può la consapevolezza, la semplice consapevolezza, essere di aiuto quando
nient’altro ha potuto aiutarti? Le chiavi sono oggetti piccolissimi, non sono
delle grandi cose. Ma una piccola chiave può aprire un lucchetto molto grosso.
E come fa la consapevolezza a funzionare come chiave?
La persona che vive in un
sogno, è profondamente addormentata, ha gli incubi, viene torturata, viene
uccisa. Naturalmente cerca di lottare, di rispondere, è molto spaventata, vuole
che qualcuno la salvi, e non trova il modo di fuggire. I nemici la circondano
con le spade sguainate. La morte sembra certa. Trema e suda, e per via del
dolore provocato dall’incubo, si sveglia. Il suo respiro non è ancora normale,
sta ancora sudando, tremando, ma inizia a ridere. Non c’è problema – il sogno è
scomparso. Tutti quei nemici con le spade sguainate non erano reali. Non ha
bisogno di chiedere di essere salvata; non deve organizzare alcuna difesa. Era
solo un mondo di sogno.
Una volta sveglia, il
sogno scompare. E nel sogno aveva cercato mille modi per proteggersi e
riuscirci le sembrava impossibile. Questo è ciò che accade a te, a tutti.
La rabbia è un’ombra. Non
puoi vincere se combatti con un’ombra. L’avidità è un’ombra – non sono realtà.
La realtà è ciò che resta quando arriva la consapevolezza. Questo è il
miracolo: quelli che hanno conosciuto la consapevolezza non sanno nulla della
rabbia o dell’avidità. Non che le abbiano abbandonate – non riescono proprio a trovarle!
Quando c’è la luce, il buio non può esistere.
Agisci con più
consapevolezza.
Sii qui e ora!
Se c’è il passato, non sei
consapevole. Se c’è il futuro, non sei consapevole. La consapevolezza vuol dire
essere presenti nel momento. Sii qui, in questo momento. Anche se un solo
pensiero passa nella tua mente, non sei consapevole. Essere all’interno di un
processo di pensiero vuol dire essere addormentati. Non essere nel processo di
pensiero è essere svegli.
E nella purezza
cristallina dell’essere qui, dell’essere ora – come puoi commettere un peccato?
In quella chiarezza, l’ego svanisce – ed è l’ego a portare nella vita ogni
genere di problemi. L’ego è violento. Se cerchi di diventare umile, puoi diventarlo, ma l’ego rimarrà,
nascosto dietro alla tua umiltà. Se non diventi consapevole, l’ego farà giochi nuovi. I giochi cambieranno, potrai spostarti da una cella all’altra – ecco
tutto – ma non uscirai dalla prigione.
L’unico modo di uscire
dalla prigione è di essere assolutamente
svegli. In questa consapevolezza diventi cristallizzato, in questa
consapevolezza ti centri. Questo centrarti ti porta fino al nucleo della
realtà. Questa esperienza è una tale estasi che non puoi più rimanere un ladro
– tutto ciò che ti occorre, tutto ciò che puoi desiderare, si è già realizzato.
Anzi, non avevi mai chiesto tanto quanto si sta ora riversando su di te senza
che tu faccia nulla. Allora chi vuole essere un ladro? Per quale motivo?
Chi vuole essere un
assassino? Perché? Non puoi nemmeno avere l’idea di uccidere perché ora sai che
nulla può essere ucciso – tutto è eterno. È un lavoro inutile. Non puoi
uccidere nulla, al massimo puoi portare via i vestiti, ma l’essere interiore
continua. Quando hai visto il tuo essere interiore nella luce della
consapevolezza, hai visto tutto. È eternità. La morte è una menzogna, accade
solo nei sogni, non nella verità, nella realtà.
Ma tu hai imparato a
vivere senza consapevolezza. Sai come muoverti senza consapevolezza, conosci le
porte di casa tua, e le stanze, e hai abilità di ogni genere… Puoi guidare fino
al tuo ufficio e tornare a casa, senza dover essere consapevole. Puoi fare
queste cose meccanicamente.
Tutti i peccati nascono da
questa meccanicità. La tua vita diventa un inferno.
L’inferno vuol dire solo non essere nel presente, e il paradiso vuol dire solo
essere nel presente.
Vieni fuori dalla mente!
Vivi nel presente... e quando vivi nel presente, non sei parte della mente.
Allora ogni atto possiede una straordinaria chiarezza, perché sei uno specchio.
E non c’è polvere sullo specchio perché non c’è pensiero.
Questo è tutto ciò che
insegno qui: come essere consapevoli, coscienti – come essere, e senza alcun
pensiero. Allora la vita cambia da sola. Non ti insegno la non-violenza. Per
secoli in India è stata insegnata la non-violenza e la gente non è affatto non
violenta.
Io ti insegno la
consapevolezza, non la repressione. Ecco perché non parlo di non-violenza. Non
dico: “Non essere violento”. Dico solo: “Sii consapevole, svegliati!” Tutto ciò
che fai, fallo con tale attenzione, con tale senso di meditazione, che sei lì,
assolutamente presente, coinvolto, non stai solo facendo gesti privi di
significato. La tua presenza è lì, e quella presenza è ciò che porta alla
trasformazione alchemica. Non reprimerai mai, non sarai seduto su di un
vulcano. Più diventi consapevole, più la tua vita sarà colma di silenzio, pace,
amore. Sono prodotti collaterali della consapevolezza.
tratto da:
Osho, Philosophia Perennis vol 1 #7
Il
mondo ha un grande bisogno del potere curativo della risata. Tragedie e dolore
non possono essere evitate, ma puoi sempre trovare qualcosa di cui ridere,
magari te stesso. La risata può essere un modo di arrivare allo spazio di
non-mente, in cui ci si libera dalle repressioni del passato — strati e strati
di risate, gioia, dolore, tristezza — che ci impediscono di penetrare nella
parte più nascosta del nostro essere dove ci aspetta l'estasi! Sono quelli che
ci impediscono di apprezzare la vita in profondità. E se ami la vita, come puoi
distruggere?
Voglio
che ogni
individuo cancelli completamente il passato dalla sua mente. Tutti i
pregiudizi, tutti i pensieri – politici,
sociali e religiosi – tutto deve essere lasciato andare. Una tabula rasa – e arrivi allo spazio di non–mente.
La non-mente è meditazione
e la non–mente è rivelazione e la non–mente
è la ribellione più grande che sia mai accaduta.
In passato solo pochissime
persone… un Gautama il Buddha
qui e là; potevano passare migliaia di
anni prima dell’arrivo di una persona che fioriva e diventava un buddha. Ma adesso non c’è più tempo. Non puoi rimandare a
domani. Tutto ciò che vuoi deve essere fatto ora!
Per
la prima volta il presente sta diventando sempre più importante. Ogni giorno arrivi più vicino
al punto in cui devi scegliere: o avvicinarti al punto di diventare un buddha
oppure avvicinarti a quello di diventare un cadavere.
Non
penso che qualcuno voglia morire, specie quando è a rischio la vita in ogni sua forma.
La terza guerra mondiale non può succedere. Noi riusciremo a prevenirla! I
nostri metodi sono molto diversi… ecco perché io amo la definizione che avete
creato per me, quella di ‘terrorista spirituale’. Non
ho armi, non ho missili nucleari, ma ho una cosa più grande e molto più
efficace. Non è uccidere, ma portare la vita a tutti coloro che vivono come
fossero morti. È portare consapevolezza a coloro che si comportano come dei sonnambuli, che camminano nel sonno, parlano nel sonno,
senza sapere esattamente cosa fanno e perché lo fanno.
Voglio che le persone si
sveglino e che la loro consapevolezza raggiunga la parte più profonda e le
vette più alte del loro essere. La tua estasi è muoversi verso le vette e la
tua meditazione è muoversi verso le profondità. Quando hai entrambe, la tua
vita diventa una celebrazione.
Questo è il mio lavoro:
trasformare la vita da un fatto triste a una celebrazione. Se riusciamo a
colmare la terra di risate, non ci sarà alcuna guerra. Se riusciamo a insegnare
ai soldati a raccontare barzellette al nemico, non ci sarà alcuna guerra.
Getteranno via i fucili e si siederanno a raccontarsi barzellette a vicenda!
Puoi forse uccidere uno che ti sta raccontando una barzelletta? Puoi
eliminarlo, quando ti sta portando le risate?
Nessuno vuole veramente
essere triste. Nessuno vuole torturarsi. Sono le religioni e i politici che
continuano a renderti triste e infelice, perché nella tua infelicità trovano il
loro profitto. Se inizi a ridere, a danzare, a gettare via il fucile, se prendi
una chitarra…
Osho, Communism and Zen Fire, Zen Wind
Le
persone che
si sono raccolte intorno a me stanno imparando a essere più felici, più
meditative, a ridere di più, vivere di più, amare di più e diffondere l’amore e
la risata nel mondo.
Le persone felici, soddisfatte non sono persone
che possono essere forzate a ucciderne della altre che non hanno fatto loro
alcun male. Non è certo strano che tutti gli eserciti, nel corso dei secoli,
sono stati tenuti in uno stato di repressione sessuale, perché persone che sono
represse sessualmente diventano necessariamente distruttive. La loro stessa
repressione li costringe a distruggere qualcosa.
Hai mai osservato nel tuo essere? Quando sei
felice, pieno di gioia, vuoi creare qualcosa; quando sei infelice, quando
soffri, vuoi distruggere qualcosa. È una specie di vendetta. Hai mai osservato?
Pittori, poeti, scultori, danzatori non sono mai sessualmente repressi. Abbiamo
bisogno di dare rispetto alle persone creative, in qualunque campo. E dobbiamo
imparare a trasformare la nostra energia in modo che non sia repressa, ma anzi
si esprima nell’amore, nella risata, nella gioia.
Ogni crisi è un’opportunità per chi ha il coraggio
di staccarsi dal passato e iniziare a vivere in modo diverso – un modo che non
è solo una modifica del passato, in continuità con esso, non un miglioramento,
ma qualcosa di assolutamente nuovo. Scopri come relazionarti in modo nuovo.
Dimenticati del matrimonio e inizia a pensare come intraprendere la ricerca
sulla vita. Dimenticati tutte le tue convinzioni, e inizia a meditare per
scoprire chi sei veramente, perché allora avrai scoperto l’essenza stessa
dell’esistenza.
Queste macchine da guerra e queste armi nucleari
vengono operate da mani umane. Una mano che conosce la bellezza di una rosa non
può lasciar cadere una bomba su Hiroshima. Una mano che conosce la bellezza dell’amore
non è una mano che può sostenere un fucile carico di morte.
Io dico di diffondere la risata, l’amore, i valori
che affermano la vita, di far crescere più fiori sulla terra. Apprezza tutto
ciò che è bello e condanna ciò che è inumano. Sottrai questa terra alle mani
dei politici e dei preti e avrai salvato il mondo, e lo avrai cambiato in un
fenomeno completamente nuovo, con una nuova consapevolezza. E dev’essere fatto ora, perché non c’è molto tempo.
Durante la seconda guerra mondiale, una vecchia casa
di un sobborgo di Londra viene quasi completamente distrutta da una bomba.
Tutti gli abitanti sopravvivono, a parte un uomo che è irreperibile.
Improvvisamente, gli altri sentono una tremenda risata arrivare dal bagno della
casa che è rimasto intatto tra le rovine.
L’uomo riesce ad arrampicarsi fuori delle macerie
e continua a ridere, così gli altri gli chiedono: “Ma che avrai da ridere
tanto?”.
“Beh” dice lui “non e’ divertente? Io tiro la
catena e cade tutta la casa!”.
Osho, Hari Om Tat Sat
Le soprese della Mystic Rose
La Mystic Rose è un
processo di tre settimane, tre ore consecutive al giorno. Nella prima settimana
i partecipanti ridono "senza alcuna ragione", per sciogliere i
blocchi che impediscono la loro spontaneità e gioia. La seconda settimana è
dedicata al pianto, e la terza all'osservazione silenziosa come testimoni, e
alla meditazione.
Riportiamo qui la testimonianza di Nirved, una conduttrice del gruppo.
“Questa è proprio la mia meditazione”, ha detto
Osho in quel memorabile discorso in cui l’ha presentata a tutti noi per la
prima volta. “Rimarrai sorpreso da come nessuna meditazione può darti tanto
quanto questa piccola strategia”.
Sì, sono veramente rimasta
sorpresa, e non una volta sola, dalla magia
che accade nella Mystic Rose, e il segreto sembra
risiedere nella semplicità – non c’è terapia, né gran discorsi o analisi, in
realtà non si fa nulla. Si è da soli con la propria energia, e ogni momento è una scelta, ogni momento è una nuova opportunità per andare più in profondità.
Perfetto, no? Nulla viene aggiunto,
è solo un lasciare andare, un alleggerirsi e, grazie a questo, si apre uno
spazio di scoperta e di meraviglia.
Da quando Osho ha creato
questa “terapia meditativa”, un grande numero di persone vi ha partecipato, più
che a qualunque altro gruppo. Ce l’ha data per fare completa pulizia, in modo
da ridiventare bambini innocenti. Vedendo i volti alla fine della Mystic Rose, guardando negli occhi delle persone, non ho
dubbi sul ritorno dell’innocenza.
Questo è uno dei processi
di gruppo – come le altre terapie meditative – in cui tra il partecipante e la
trasformazione non si frappone nessuno, nessun mediatore o terapeuta. Ciò che
ottieni, lo ottieni da solo, ed è quindi un’esperienza su cui puoi fare conto.
Ed è anche un processo che
puoi ripetere tante volte, e sarà sempre nuovo e sorprendente, perché
essenzialmente è una meditazione. In ognuna delle sue fasi vedi tante cose su
di te – e come non potresti, quando cerchi di ridere per tre ore!
C’è una sensazione di
intimità che nasce tra la gente in questo spazio senza parole – momenti di
condivisione profonda, senza legami, senza storia e senza aspettative – un
riconoscimento della nostra comune umanità.
La
AUM è un’intensa tecnica di meditazione della durata di due ore e mezza,
suddivisa in dodici fasi, ciascuna accompagnata da una musica specifica. È una
tecnica cosiddetta “sociale”, perchè prevede alcune fasi da praticare a occhi
aperti e con il coinvolgimento degli altri praticanti. È stata messa a punto da
Veeresh sotto la diretta supervisione e ispirazione di Osho, riunendo
intuizioni terapeutiche occidentali con la saggezza meditativa orientale. In occasione della presentazione della AUM meditation al prossimo Osho Festival di Varazze
il 5-6-7 aprile, abbiamo chiesto a Kuteer, che ne
sarà il conduttore, di farne una breve introduzione per i nostri lettori.
Di
solito mi si
chiede: “Ma cos’è la AUM?” e poi, dopo tutti i bla bla di spiegazione, le persone dicono: “Ma a cosa serve?”,
che è un modo gentile per sapere: “Perchè mai la dovrei fare?”. Il fatto è che
la AUM è intensa, ma divertente. È piena di situazioni diverse e fa venir fuori
resistenze, pregiudizi e atteggiamenti
fissi, creando lo spazio per goderseli insieme a tutti gli altri partecipanti.
Potrebbe anche accadere
che, dopo una vita passata a ripetere la stessa scena di fronte a una data
situazione, si scopra che è possibile provare qualcosa di diverso, oppure che
va ancora bene stare nello stesso posto ancora un po’, questa volta però
consapevoli di sceglierlo. Ricordo le prime esperienze, in cui facevo
continuamente la parte di quello che dice sempre di sì e sorride, ma con la
testa da un’altra parte, per non sentire il corpo e il cuore che fanno male;
all’inizio ho anche recitato un po’, ma poi di colpo è cambiato qualcosa e sono
venute fuori cose molto più profonde, spesso sorprendenti. Poi ho visto che
questo non accadeva solo a me, ma a tutti i partecipanti. E che non si trattava
solo di catarsi, di espellere la negatività e la distruttività, ma anche e
soprattutto di lasciarmi andare e di godermi il momento, di rilassarmi, di
accettare l’amore.
L’AUM meditation
è l’ABC per essere veramente umani. Ogni volta che ci si sente bloccati, fuori
posto, dubbiosi, sovraccarichi di negatività o di positività, una AUM è quello
che ci vuole. È un ABC perchè, in tutta sicurezza e seguendo il ritmo
individuale, tocca direttamente gli aspetti fondamentali: rimette in contatto
con il corpo e la sua vitalità, fa attraversare tutte le emozioni primarie – la
rabbia, la gioia, il dolore, il sesso, la paura di impazzire – fa incontrare
altre persone a un livello profondo, fa sentire il flusso d’amore verso gli
altri, dagli altri e per se stessi, fa toccare spazi di silenzio, di espansione
e di mistero.
AUM sta per Awareness
(consapevolezza), Understanding (comprensione) e Meditation
(meditazione). Diventare coscienti, capire e poi andare oltre. Il fatto
interessante è che è una tecnica di meditazione sociale, cioè si pratica in
gruppo interagendo con altre persone. Ogni partecipante diventa uno specchio in
cui si riflette qualche nostra parte. È chiaro, qualche parte piace e qualche
altra no, ma questi sono giudizi che è possibile osservare e alla fine lasciar
andare.
Avere la possibilità di
fare questo gioco in gruppo è un gran
regalo. Quando cade il giudizio, cosa resta? Posso riconoscere l’altra
persona per ciò che è, posso riconoscere la sua natura divina, sotto a tutti i
meccanismi che noi esseri umani amiamo utilizzare per proteggerci.
Ma ecco il click: se vedo
l’altra persona come buddha, come essenza divina, ciò
accade perché anch’io lo sono. Forse non oso dirlo, forse non ci credo più,
dopo una vita passata a darmi addosso, ma sicuramente la AUM mi aiuta a
sentirlo, a ricordarmi questa verità.
Provate a immaginare: una
persona che arriva a questo riconoscimento,
come può trasformarsi in soldato, in attentatore, in violentatore, in
suicida? Una volta espulsa la negatività, la violenza contro di sé, contro gli
altri e contro l’esistenza – l’intossicazione
emotiva, fisica e mentale – l’AUM aiuta a tornare al proprio centro e
alla propria chiarezza meditativa.
Nel brano che segue, Osho
dipinge la situazione che ciascuno può sperimentare attraverso questa tecnica
di meditazione. La AUM è così: crea la stanza e le finestre, e lascia che
ciascuno trovi il suo posto, al centro, con la collaborazione degli altri
partecipanti.
“In effetti la mente umana
non è né arrabbiata né in amore, né felice né triste. Prova a visualizzare di
essere seduto in una stanza con molte finestre. Una finestra è la tristezza: la
apri e diventi triste. Tu non sei la tristezza; semplicemente si apre il
sipario sulla tristezza. Puoi aprire la finestra della rabbia e diventi
arrabbiato. Puoi aprire la finestra dell’amore ed entri nell’amore. Puoi
chiudere tutte le finestre e semplicemente stare lì seduto. In questo consiste la meditazione orientale: chiudere
tutte le finestre e stare là seduto. Ovviamente ti identifichi con qualsiasi
finestra tu apra; questo è l’unico modo per aprirla.
L’identificazione è la
chiave. Se vuoi aprire una certa finestra, devi identificarti. In realtà la
rabbia non c’è più, tu sei la rabbia. Solo allora arriva totalmente: sei
totalmente posseduto. Devi aprire per prime le finestre negative, perché la società
le ha chiuse e la gente ha completamente dimenticato come si fa a essere
arrabbiati.
E se non sai come essere
arrabbiato, come puoi essere
compassionevole? È impossibile. La compassione è uno stato più elevato,
e tu non hai compiuto nemmeno i preliminari. Non è stato fatto nemmeno il primo
passo, quindi come puoi fare l’ultimo? Entra quindi nella rabbia. Apri la
finestra e vai più in profondità che puoi, in modo da esaurirla. Quando hai
finito, sei pronto ad aprire la porta della compassione. È la finestra esattamente opposta. A quel punto, quando
tutto quello che la società ha represso è emerso e viene lasciato andare, sei
pulito.
Quando una persona è
pulita, va automaticamente verso le finestre positive. Prendile la mano e
guidala verso la finestra; verrà, perché nessuno in realtà vuole odiare.
Nessuno vuole essere arrabbiato, perché passare attraverso tutto questo fa
soffrire. Tutti vogliono amare ed essere amati. Tutti vogliono vivere la
migliore vita possibile. Si vive una vita brutta perché non si sa come viverne
una bella. Si sogna il bello e si vive il brutto. Il brutto è stato represso, e
quella repressione è arrivata al culmine e ha corrotto l’intero essere, così
che diventa quasi impossibile raggiungere
una dimensione più elevata.”
Il brano di Osho è tratto da:
Veeresh, In
compagnia del Maestro,
ed. La Stanza
Veeresh
racconta:
"Nel 1976 Osho stava assegnando ai terapisti che operavano nella comune di
Pure i nomi da dare ai gruppi che conducevano. Mi chiamò nella sua stanza e mi
disse: “Veeresh, voglio che tu faccia le Aum". Io pensai: "Come, le
Aum?!". Vedendo l'espressione della mia faccia, mi rassicurò dicendo che
non si trattava di passare tutto un weekend a recitare mantra. Per mantenere la
mia immagine io avrei preferito un nome tipo Shiva, oppure Lingam, qualsiasi
cosa richiamasse 'potere', e invece: Aum, Aum, Aum!
Mi disse che Aum doveva indicare una maratona di
consapevolezza (Awareness), comprensione (Understanding) e meditazione (Meditation). Così mi divenne chiaro che non si trattava
proprio di recitare mantra per 48 ore.
Poi, con il passare degli anni, ho capito che non
tutti possono partecipare a una maratona che dura un intero weekend, per cui ho
condensato l'intero processo in un'esperienza che dura due ore e mezzo. Si sa
che le persone in Occidente sono molto occupate! In effetti, all'inizio la
durata era di dodici ore, poi è stata ridotta a sei e infine, quando si è
arrivati a due ore e mezzo, ho detto: “Va bene, o così o è meglio passare ad
altro”.
La meditazione Aum è formata da dodici stadi. Se
li analizzate, vi troverete anche molto di ciò che ho sperimentato all'interno
dell'Encounter Movement. La tecnica infatti implica molti momenti di confronto:
si impara a prendere posizione, a esprimere ciò che si sente, ciò di cui si ha
bisogno e ciò che si vuole. Ho sviluppato la meditazione in modo tale che al
suo interno si pratichi continuamente l'effetto yin-yang: positivo, negativo;
negativo, positivo. Si va avanti e indietro tra varie polarità".
Scena 1
Motore. Scena uno prima. Ciak, si gira. È tutto
bianco. In movimento. Una persona che danza vestita di bianco. Danza estatica. Zoom indietro: non è
sola, ci sono altre centinaia di persone tutte vestite di bianco. Tutte che
danzano perse nella propria estasi interiore. La musica è un crescendo e poi
all’improvviso il silenzio. Tutti si siedono, chiudono gli occhi, restano
immobili. Centinaia di persone e non vola una mosca. Centinaia di meditatori
che si tuffano dentro di sé alla ricerca delle proprie radici nell’esistenza.
Si chiama Osho White Robe Brotherhood ed è la
meditazione delle sette di sera nel grande auditorium al centro della Meditation Resort di Pune.
I meditatori: centinaia di
persone ognuna su un cammino assolutamente individuale, personale. Sedute
insieme, ma sole di fronte al proprio percorso. Nessuno può farlo per loro.
Nessuno cammina sullo stesso sentiero di un altro. Individualità totale.
E la realizzazione? Alla
fine del loro percorso cosa troveranno? Cosa saranno? Delle isole perfette
forse... migliaia di isole autosufficienti, complete in se stesse e distanti
mille miglia una dall’altra? Chissà...
Intanto sono lì ancora
tutti seduti a occhi chiusi. Il percorso Osho l’ha indicato con chiarezza, “tu
non sei il corpo, tu non sei la mente, tu non sei le emozioni, tu sei
l’osservatore che vede passarsi davanti tutte queste cose”. Viaggia meditatore
viaggia, lascia la tua periferia. Hai già lasciato l’esterno e chiusi gli
occhi. Ora devi anche allontanarti il più possibile dalla tua periferia
interiore...
Torna
l’inquadratura sul bianco.
Siamo ancora lì nella hall con le centinaia
di meditatori in silenzio. Ognuno alle prese col proprio viaggio dalla
periferia al centro. Una miriade di microcosmi e una miriade di osservatori
interiori alle prese con questi microcosmi. Una miriade di individualità nel
processo di autorealizzarsi, di raggiungere la
massima fioritura individuale possibile. Vista la natura così individuale del
viaggio sembra quindi evidente la conclusione: diventeranno proprio una miriade
di isole felici e autosufficienti...
E invece no.
Per i mistici di tutti i
tempi l’immagine delle isole è falsa. Tutti questi viaggiatori, tutte queste
goccioline di rugiada sedute in meditazione andranno tutte a cascare
esattamente nello stesso unico grande oceano universale...
“L’Auditorium Gautama il Buddha è diventato un
oceano di consapevolezza. 10.000 buddha sono
scomparsi in un’unica oceanica esperienza. Questa è libertà da se stessi.”
Scena 2
È tutto nero. Buio totale. Silenzio assoluto, solo
il rumore della macchina da presa. Siamo a venti miliardi di anni fa e i nostri
informatori danno per certo che sta per succedere qualcosa. Ancora non è
successo niente e anche l’idea stessa di “qualcosa che succede” è
inconcepibile.
Ed ecco a un tratto
davanti a noi una scintilla, un’esplosione. Il big bang: e miliardi di pezzi di
universo vengono scagliati in tutte le direzioni. Onde radio, molecole, pianeti
e interi sistemi solari, galassie... tutto viaggia ad alta velocità, proteso a
riempire quello spazio infinito finora rimasto vuoto.
Lasciamo che ci passi
vicino tutto questo universo e vediamo come lì nel punto da cui tutto ha avuto
origine si sta creando sempre più esteso ed evidente uno spazio assolutamente
vuoto. Più l’universo si espande e va a riempire lo spazio intorno e più a
partire da questo centro si espande al suo interno il vuoto. Il pieno è in
espansione. E al suo centro anche il vuoto è in espansione.
Scena 3
È tutto nero. Buio totale. Silenzio assoluto, solo
la vibrazione sorda dei motori iperfotonici al
massimo della potenza. È l’anno 3122 e l’incrociatore intergalattico Zeus C fa
rotta verso il nulla. Grazie ai suoi propulsori che permettono velocità venti
volte superiori a quella della luce (limite fino a qualche decennio prima
considerato insuperabile) e grazie a scorciatoie spazio temporali, ripetuti
balzi quantici e strettissimi passaggi dentro e fuori dall’iperspazio, Zeus C è
finalmente arrivato al limite ultimo dello spazio “pieno”, al limite esterno
dell’universo in continua espansione. Il suo è stato un lungo appassionante
viaggio non senza incognite – ha inseguito la materia, le onde radio, le
galassie, ha incontrato e studiato i mondi lanciati nel vuoto da quella
fantastica esplosione iniziale nota come il big bang. Li ha raggiunti e
superati e ora davanti a sé non ha più niente. Tutto ciò che esiste come
universo è alle sue spalle. E a questa distanza può vederlo con chiarezza: una
specie di enorme patata butterata e irregolare in continua crescita.
Quello spazio illimitato
chiamato universo, la cui dimensione sembrava alla mente quasi infinita, è ora
una luminosa patata rigonfia che galleggia nell’enorme nulla.
E finalmente eccolo qui
davanti a noi il vero infinito: il vuoto.
Ma è un niente o una
realtà? Un’assenza o una presenza?
Ebbene, guardando fuori
attraverso la grande cupola di cristallo che copre la terrazza panoramica dello
Zeus C non si può fare a meno di venire sopraffatti da questa presenza: il
vuoto è qualcosa che ti sovrasta, che ti pervade; sì è un’assenza di oggetti,
ma è un’esistenza immensamente tangibile per quanto assurdo possa sembrare.
Scena 4
Cina Imperiale. L’imperatrice Wu
chiede al Maestro Fa Tsang se gli è possibile darle
una dimostrazione pratica e semplice del principio di interconnessione cosmica,
del rapporto esistente tra l’Uno e il molteplice, tra Dio e le sue creature, e
del rapporto reciproco tra le creature.
Fa Tsang
si mette al lavoro e stabilisce che in una delle stanze del palazzo si
dispongano otto specchi, in corrispondenza degli otto punti della bussola. Poi
sistema uno specchio aderente al soffitto e un altro sul pavimento. Al centro
della stanza, pendente dal soffitto, pone una candela.
Quando l’imperatrice entra
nella stanza, Fa Tsang accende la candela. Wu esclama: “Che meraviglia! Che spettacolo!”.
Fa Tsang
le fa notare che la fiamma viene riflessa in
ciascuno dei dieci specchi e spiega: “Maestà, questa è la dimostrazione
del rapporto esistente tra l’Uno e il molteplice, tra Dio e ciascuna delle sue
creature”.
L’imperatrice obietta:
“Certo, Maestro, comprendo. Ma qual è il rapporto di ciascuna delle creature
con le altre?”.
Fa Tsang
risponde: “Maestà, osservate: ogni specchio non solo riflette la fiamma posta
al centro, ma riflette anche i riflessi della fiamma in tutti gli altri
specchi, in questo modo un numero infinito di fiamme riempie ciascuno di loro.
Tutti questi riflessi sono vicendevolmente identici, quindi in un senso sono
interscambiabili tra loro e in un altro senso ciascun riflesso ha la propria
individualità. Ciò dimostra il rapporto reale esistente tra ciascun essere e il
proprio vicino e tra ciascun essere e il Tutto. Maestà, naturalmente, devo
farvi notare che questa è solo una parabola rozza, approssimativa e statica,
per rappresentare come stanno realmente
le cose nell’universo. Perché l’universo è illimitato e in esso tutto si trova
in un movimento multidimensionale e perpetuo”. Poi il
Maestro copre uno tra gli innumerevoli riflessi della fiamma e dimostra come qualsiasi interferenza, anche apparentemente insignificante,
influisca sull’intero organismo del nostro mondo.
Kegon ha espresso questo rapporto con la
formula seguente:
L’Uno in tutti.
Tutti nell’Uno.
L’Uno nell’Uno.
Tutti in tutti.
Infine Fa Tsang, per concludere la sua dimostrazione, solleva una
piccola sfera in cristallo e dice: “Maestà, osservate come tutti questi grandi
specchi e tutta la miriade di forme che essi riflettono, si specchiano in questa piccola sfera. Potete vedere che, nella
realtà suprema, l’infinitamente piccolo contiene l’infinitamente grande
e l’infinitamente grande contiene l’infinitamente piccolo, senza nessun impedimento! Oh! Se solo potessi
dimostrarvi l’interconnessione priva di ostacoli tra il tempo e
l’eternità, tra il passato, il presente e il futuro! Ma questo, ahimé, è un
processo dinamico che deve essere afferrato a un livello diverso…” 1
Scena 5
Eccoti lì seduto. Sei tu in meditazione. Occhi
chiusi. Senti Osho ripetere, “tu non sei il corpo, tu non sei la mente, tu non
sei le emozioni, tu sei l’osservatore che vede passarsi davanti tutte queste
cose”. Il primo passo, il corpo, è facile da individuare, lì tutto d’un pezzo.
Lo puoi osservare con facilità: “è vero, io non sono il corpo”. Te ne allontani
un po’. Ora viaggi verso i pensieri... meteore lanciate a tutta velocità. In
ordine sparso, in direzioni casuali. Cozzano si spingono si accavallano si
annullano l’un l’altro. Ma l’osservazione porta un rallentamento: lo spazio
aumenta. Le meteore diminuiscono di frequenza. Una meteora/pensiero ti parla
del mondo esterno. Già, il mondo esterno... sembra lontano anni luce, sembra di
aver già percorso un lungo tratto del cammino... Continua il viaggio, lo spazio
aumenta ancora. In questo vuoto che va aumentando, aumenta anche il silenzio,
aumenta la pace... e aumenta anche la solitudine.
Il meditatore si allontana
dal mondo esterno affollato di cose e persone e parole, un mondo “pieno” eppure
così “vuoto”. Riuscire a fermarsi e a chiudere gli occhi ogni tanto durante il
giorno, è già un bel pezzo di strada percorso. Una volta trovato il tempo e
rivolto lo sguardo interiormente c’è da affrontare – anzi da osservare – il
chiasso e l’affollamento dei pensieri. Questo osservare è una cosa da fare da
soli, non è come vedersi un film in compagnia. È un trovarsi da soli di fronte
al proprio universo interiore. È un viaggiare a ritroso, è un lungo/brevissimo
viaggio dalla periferia al centro più profondo del tuo essere.
Quello che troverai al
centro ancora non lo sai. Ma piccoli assaggi delle profondità ti dicono che è
una cosa bella, appagante. Diventi sempre più vuoto, ma questo “vuoto” è in
realtà così pieno! I piccoli assaggi dello spazio dentro di te sono le pietre
miliari che ti incitano a continuare. Dimenticarti di loro può equivalere a un
suicidio. Ricordartene equivale a non fermarsi mai nel tuo cammino.
E Osho continua: “Entra
nel silenzio… Chiudi gli occhi... e senti il corpo come fosse congelato.
Questo è il momento giusto
per guardarti dentro.
Raccogli tutte le tue
energie e tutta la tua consapevolezza, e corri verso il vero centro del tuo
essere, esattamente sotto l’ombelico, proprio quattro centimetri sotto, dentro
di te.
Ci riuscirà solo chi
correrà con urgenza e intensità assolute,
come se questo fosse l’ultimo istante di vita. Devi farcela, ora o mai
più!
Corri,
corri sempre di più... più in profondità, sempre più in profondità...
Ecco, ti stai avvicinando
al centro del tuo essere, sempre di più...
Un immenso silenzio scende
su di te come pioggia leggera. Puoi sentirne la freschezza. Con te, l’intera
notte è diventata silenziosa.
Vai ancora un po’ più
vicino al tuo centro, ora un’immensa pace ti circonda, ti avvolge... sei
sprofondato in essa. È la pace che i mistici chiamano ‘la pace oltre ogni intendimento’.
Ancora un po’ più
vicino... boccioli e fiori cadono su di te, fiori di beatitudine, di estasi.
Cominci a sentirti ubriaco – ma questa non è ordinaria ebbrezza – è ebbrezza
divina... solo in questa divina ebbrezza puoi compiere l’ultimo passo: entrare
nel tuo centro.
Questa è la soglia verso
l’aldilà, questo è il luogo in cui sei unito al cosmo. Qui incontrerai il tuo
vero volto: il volto di Gautama il Buddha, accettato in Oriente come simbolo del volto
originale di ognuno.
Incontrare il Buddha è un’esperienza molto particolare, perché inizi a
scomparire, a dissolverti. E man mano che tu impallidisci in lontananza, il Buddha
diventa sempre più solido e più forte: è il tuo essere essenziale.
La sola qualità del Buddha è il testimoniare, l’essere testimone. Sintonizzati
sempre di più con questa qualità, perché solo questa qualità può portare il tuo
Buddha dal centro alla circonferenza... ed egli può
diventare la tua vita: egli è la danza suprema.
Gautama il Buddha
è il Manifesto dello Zen.
Nell’essere testimone,
inizi a sparire. Questo è ciò che ho chiamato ‘libertà da se stessi’.
Testimonia che non sei il
corpo.
Testimonia che non sei la
mente.
Testimonia che sei solo un
testimone, e ogni cosa si assesterà da sola.
Rilassati...
È
solo una questione di rilassamento, non è uno sforzo. Cadi profondamente nel
tuo stesso abisso, e riposa al centro della tua sorgente vitale.
Questa fonte di vita,
questo nettare che scorre tutt’intorno a te, darà
inizio, dentro di te, a una meravigliosa metamorfosi. Ti sembrerà di fonderti,
fonderti, fonderti... Raccogli tutte queste esperienze, la grazia, la bellezza,
la verità, la beatitudine. Portale con te. Esse devono diventare la tua vita di ogni giorno. Io non insegno altra
moralità. Io insegno la spontaneità; la moralità segue come un’ombra, e poiché essa scaturisce dalla
tua stessa sorgente non ti sembrerà mai di essere comandato, non ti sembrerà
mai di essere dominato, non ti sembrerà mai di essere trattato come uno
schiavo, come una pecora. Cominci a essere un leone.
La
tua moralità, la tua risposta all’esistenza diventa il ruggito di un leone.
La bellezza e il potere –
e il potere che è innocuo...
L’amore semplicemente
straripa, senza condizioni, come un dono, come
una benedizione per tutta l’esistenza... e una grazia che trasforma non
solo la tua consapevolezza, ma anche il tuo corpo.
I tuoi gesti diventano
colmi di significato, magnifici – simili a rose.
I tuoi occhi diventano
come stelle.
Il tuo cuore comincia a
battere in sintonia col battito
dell’universo.
Tu non ci sei più, esiste solo l’esistenza, esiste solo la vita, solo la
consapevolezza.
Le tue radici scendono
profondamente nella terra, i tuoi rami e i tuoi fiori sbocciano nel cielo.
Questa è unione con
l’universo, fondersi nell’esistenza. Accade un’immensa celebrazione – e non
solo in te, l’intera esistenza vi partecipa.
Ricordati del sentiero
aureo che hai percorso, ricorda l’esperienza bellissima, beata, estatica: l’aver raggiunto il centro del tuo
essere, che si apre al cosmo. La meditazione non è altro che aprirsi al cosmo.
Tu scompari, solo
l’esistenza rimane. Questa è la libertà suprema: libertà da se stessi.
Questa libertà diventa una
grande celebrazione. Danzi con le stelle, danzi con l’oceano, danzi con gli
alberi, danzi sotto il cielo, danzi sotto le stelle. All’improvviso l’intero
cosmo è diventato la tua dimora. Non sei uno straniero, non sei un estraneo, un
outsider: appartieni a questa esistenza. Questa esistenza appartiene a te.
Questa
è la rivoluzione che lo Zen ha portato all’umanità. Questo è il grande
contributo dello Zen al mondo.
Questo
è il momento giusto per te
di celebrare la vita, danzare in profonda sincronicità con l’esistenza... e
diffondere questo fuoco Zen in tutto il mondo.
Questa è l’unica
possibilità perché l’umanità si salvi da un suicidio globale.” 2
Akarmo
1. Osho, Il
Cuore Celeste, n.5
2. Osho, Il
Manifesto dello Zen, n.1
"A meno che tu non
fiorisca in
una “rosa mistica” la tua
vita
rimane solo un esercizio di
pura e semplice futilità. Sei
nato per niente, stai vivendo
senza che ce ne sia bisogno,
morirai inutile. La tua
intera
biografia può essere ridotta
a
una sola parola: superfluo.
Ma se riesci a fiorire e a
rilasciare ciò che è nascosto
dentro di te, hai realizzato
il
sogno dell'esistenza. Le hai
restituito quella fragranza
che
era stata nascosta nel tuo
seme. Il tuo destino
si è compiuto." OSHO
La
mappa senza sentieri della meditazione
Se vuoi vivere una vita più piena e realizzarti al meglio, prima dovrai
conoscere il tuo potenziale, scoprire chi sei veramente. La meditazione è la
strada per quella conoscenza. È il metodo della scienza della consapevolezza. La
bellezza della scienza dell’interiorità è che permette a chiunque voglia
sperimentare ed esplorare la sua interiorità, di farlo per proprio conto. In
questo modo si elimina la dipendenza da un’autorità esterna, il bisogno di
essere affiliati a qualche organizzazione e l’obbligo di accettare una certa
ideologia. Quando hai compreso i passi da fare, puoi camminare a modo tuo, a
seconda della tua individualità. Meditando da soli però possono sorgere dubbi e
all’inizio possono anche generarsi dei malintesi basati su luoghi comuni che
rendono inutilmente più difficile la meditazione.
Ecco quindi una guida pratica di Osho a come muoversi sulla via della
meditazione.
Quelli che sono sulla Via devono essere preparati,
vanno avvertiti che sulla Via ci sono delle insidie. La Via non è proprio
semplice: in molti punti dà origine ad altri sentieri. Puoi prendere un
sentiero senza uscita, ma solo dopo molti e molti anni scoprirai che era senza
uscita o forse dopo molte vite. E tutti gli sforzi e il viaggio saranno stati
inutili e dovrai ritornare al punto in cui hai perso la strada principale. E
non ci sono pietre miliari.
Non c’è una mappa
disponibile – non la si può fare, perché
dio continua a cambiare. La sua esistenza è un continuo cambiamento. A parte il
cambiamento, ogni cosa continua a cambiare, quindi non è possibile avere
nessuna mappa precisa. Possono solo essere dati degli indizi; e sono delle
tracce. Se li capisci, sarai capace di seguire il sentiero giusto, e tutte le
volte che potresti cadere in errore la tua conoscenza ti aiuterà.
Non sentirti disperato
Innanzitutto, non aver fretta e non disperarti. Se
oggi fallisci, non sentirti senza speranza. Se oggi fallisci, è naturale. Se
continui a fallire per alcuni giorni è naturale.
E naturalmente per entrare
nel mondo interiore dovrai fallire molte volte, perché non ci sei mai entrato.
Tutta la tua abilità ed efficienza è nel movimento in fuori,
nell’estroversione. Tu non sai come andare dentro. Le persone sentono le parole
“muoviti dentro, vai dentro”, ma per loro non hanno molto senso. Sanno solo
come andare fuori, sanno solo come andare verso l’altro. Non conoscono il modo
di arrivare a se stessi. È inevitabile che questo accada: a causa delle tue
vecchie abitudini fallirai molte volte.
Non
disperarti. La maturità arriva lentamente. Arriverà sicuramente, ma col tempo.
E ricorda, a ogni persona arriverà a una velocità diversa; non fare paragoni,
non cominciare a pensare: “Quella persona è diventata così silenziosa e così
gioiosa e io non lo sono ancora. Cosa mi succede?”. Non paragonarti con
nessuno, perché ognuno ha vissuto in modo diverso nelle sue vite passate. Persino in
questa vita le persone hanno vissuto
diversamente.
Quindi dipenderà dalle tue
capacità, dalla tua mente, dai tuoi condizionamenti, dalla tua educazione,
dalla religione con cui sei stato educato, dai libri che hai letto, dalle
persone con cui hai vissuto, dalla vibrazione che hai creato in te stesso.
Dipenderà da un milione di fattori, da quanto puoi assorbire – ma sicuramente
arriva.
Tutto ciò che occorre è
pazienza, lavoro silenzioso, lavoro paziente e la concentrazione accade e la
maturità arriva. In realtà, una persona matura e una persona concentrata sono
solo due aspetti dello stesso fenomeno. Ed
è per questo che i bambini non possono essere in uno stato di concentrazione:
sono costantemente in movimento, non possono stare fermi in un punto. Ogni cosa li attrae – passa un’automobile, un
uccello canta, qualcuno ride, il vicino accende la radio, una farfalla vola –
ogni cosa, tutto il mondo è un’attrazione. Essi semplicemente saltano da una
cosa all’altra. Non possono concentrarsi, non possono vivere con una cosa così
intensamente e così totalmente da dimenticare tutto il resto, da diventare non-esistente.
Con la maturità, sorge la concentrazione. Maturità e concentrazione sono due
nomi per la stessa cosa. Ma la prima cosa da ricordare è che arriva
gradualmente. Non paragonare, non avere fretta.
Sii rilassato
In secondo luogo, una volta che prendi la
decisione di seguire il sentiero dentro di te, di essere un sannyasin,
di essere un meditatore, una volta che hai deciso di seguire il tuo richiamo
interiore e di cercare la risposta alla domanda “Chi sono io?”, allora la prima
cosa da ricordare è non muoversi con tensione. Muoviti in maniera rilassata.
Assicurati che il tuo viaggio interiore sia confortevole. Ora questo è di
un’importanza immensa.
Di solito, questo è il
primo errore che compiono tutti. Senza necessità, le persone intraprendono il loro
viaggio interiore in modo complicato, scomodo. Accade per una ragione precisa:
nella vita ordinaria sono arrabbiate con gli altri, nella vita ordinaria sono
violente con gli altri, nel viaggio ordinario verso l’esterno sono sadiche:
gioiscono nel torturare gli altri, gioiscono nello sconfiggerli, nel competere
e conquistare gli altri. Tutta la loro gioia consiste nel far sentire gli altri
inferiori. Il vostro viaggio verso l’esterno è così.
Quando una persona si
volge verso l’interno, sorge il problema: cosa farà della sua rabbia,
dell’ostilità, dell’aggressività, della violenza? Ora è da sola; comincerà a
torturare se stessa, si arrabbierà con se stessa. Ecco cosa sono i vostri
cosiddetti mahatma… Il viaggio verso
l’esterno è stato un viaggio di sadismo. Il viaggio verso l’interno è stato un
viaggio di masochismo – cominci a torturare te stesso. E c’è una certa
allegria, una gioia perversa nel torturare se stessi. Se osservi la storia con
profonda attenzione, sarai sorpreso, non crederai a ciò che l’uomo ha fatto a
se stesso.
Stupidità di ogni tipo
diventano possibili a causa di un semplice errore, e l’errore è questo: visto
che nella società cerchi di rendere difficile la vita agli altri, quando
cominci ad andare dentro di te la tua vecchia mente potrebbe provare a renderti
la vita difficile. Ricorda, il ricercatore spirituale dev’essere
a suo agio, perché soltanto in una situazione confortevole, in uno stato di
rilassamento, può succedere qualcosa. Quando sei teso, a disagio, nulla è
possibile. Quando sei teso e scomodo, la tua mente è preoccupata, non sei in
uno spazio quieto. Quando sei arrabbiato, come puoi essere in uno spazio di
quiete? E c’è chi ha insegnato il digiuno e detto che digiunare aiuta la
meditazione.
Essere nel mezzo è il modo
giusto: il giusto mezzo.
Mangia così da non
sentirti affamato, ma non tanto da sentirti pieno, addormentato – e la
meditazione sarà più facile. Il giusto mezzo deve essere seguito in tutti i
modi, in ogni tipo di situazione.
Sii comodo, rilassato, non
c’è bisogno di torturare te stesso, di creare problemi non necessari. Lascia
cadere quella mente fatta di rabbia, violenza, aggressività, e soltanto dopo
puoi muoverti verso l’interno – perché solo in uno stato di consapevolezza
rilassata, uno comincia ad andare dentro più profondamente. In completo
rilassamento, uno raggiunge il nucleo più intimo di se stesso.
Non aspettarti satori istantanei
Terza cosa: non chiedere troppo, perché se chiedi
troppo diventerai teso, ansioso. In realtà non dovresti chiedere per niente.
Aspetta, semplicemente. Metti il seme nel tuo cuore e inizia a lavorare,
aspetta la primavera.
Ma la gente comincia a
chiedere troppo: vuole satori immediati, samadhi. Vuole il nirvana istantaneo.
Qualche
volta è accaduto – degli stupidi sono venuti da me e mi hanno detto: “Abbiamo
meditato per sette giorni e non è ancora successo nulla”. Sette giorni? E per
settanta milioni di vite hanno fatto di tutto contro la meditazione! E in sette
giorni… come se avessero fatto un contratto con dio, o con me. Vengono a lamentarsi: “Non è successo
nulla. Sono passati sette giorni e ne mancano solo tre alla fine del campo e
ancora non siamo illuminati!”.
Non chiedere troppo, non
essere avido. Cerca di essere un po’ più comprensivo. Per ogni cosa ci vuole
tempo. Ricorda che non devi preoccuparti del risultato, arriverà sempre secondo
i tuoi bisogni e per quello che meriti. Ti accadrà quello che sarai pronto a
ricevere. Preparati. Domandare non ti aiuterà. Ricordati semplicemente che
ancora non ne sei degno; ripulisci il tuo cuore ancora un po’, concentrati di
più, medita di più, diventa più silenzioso, sii rilassato, entra sempre di più
in sintonia con il tuo essere interiore. E aspetta. Perché quando il cuore e
l’energia sono in armonia, il risultato segue automaticamente.
Se hai piantato i tuoi
semi, non hai bisogno di scavare ogni giorno per vedere cosa succede.
Altrimenti distruggerai i semi; non accadrà mai niente. Semplicemente aspetti,
e per mesi non accade niente. E devi innaffiare e concimare e prenderti cura
continuamente – per mesi non accade niente. Poi un giorno improvvisamente, una
mattina presto, il miracolo… i semi sono germogliati. Sono spuntate due
foglioline, il miracolo è accaduto. Quello che era invisibile è divenuto
visibile… ma ci mette sempre il tempo che ci vuole.
Creare uno spazio per la meditazione
Quarta cosa: se stai
preparando un giardino di rose, devi cambiare il terreno. Devi togliere i
sassi, le vecchie radici, le erbacce. Devi creare una condizione e uno spazio ideale,
protetto. Devi costruire un recinto. Se
vorrai coltivare delle rose saranno necessarie tutte queste preparazioni. La
meditazione è una rosa, la rosa più bella, la rosa della consapevolezza umana.
Quali sono le condizioni
ideali? E qual è il giusto posto?
Devi trovare un posto che
dà spazio alla meditazione. Per esempio, se ti siedi sotto a un albero ti
aiuterà, invece che all’uscita di un cinema o su una panchina della stazione.
Va’ tra la natura, sulle montagne, dove ci sono gli alberi e i fiumi, dove il
Tao scorre ancora, vibrante e pulsante. Gli alberi sono in meditazione
costante. La loro meditazione è silenziosa, inconsapevole. Non sto dicendo che
dovete diventare degli alberi; dovete diventare dei buddha!
Ma Buddha ha una cosa in comune con gli alberi: è
fresco come un albero, pieno di luce come un albero, celebrativo come un
albero, naturalmente con una differenza: egli è consapevole e l’albero è
inconsapevole. Ma se ti siedi sotto a un albero circondato da graziosi uccelli
che cantano, o un pavone che danza, o semplicemente un fiume e il suono
dell’acqua che scorre, o a fianco di una cascata e la sua incredibile musica…
Se è possibile tieni nella
tua casa una stanza apposta per la
meditazione. Anche solo un piccolo angolo andrà bene, ma che sia
esclusivamente per la meditazione. Perché esclusivamente? Perché ogni tipo di azione crea una sua
vibrazione. Se mediti solo in quel posto, quel posto diventa meditativo. Ogni
giorno che mediti assorbe le vibrazioni che emani quando stai meditando. Il
giorno successivo quando vi entrerai, queste vibrazioni ricadranno su di te. Ti
aiutano, si scambiano, rispondono.
Un posto sacro non è altro
che un posto giusto e adatto alla meditazione. Se sei molto arrabbiato non è il
momento giusto per meditare, sarà come mettersi contro corrente. Se ti senti
molto avido, non è il momento giusto per meditare, non ti riuscirà facile. Ma
ci sono momenti in cui ti apri con facilità alla meditazione: il sole sorge e
tu lo hai visto sorgere, e improvvisamente dentro di te tutto è silenzioso e
ancora non sei parte del mondo – questo è il momento per meditare. Stai bene,
sei in buona salute – non hai ancora litigato con nessuno – questo è il momento
per meditare. Sei con la tua donna ed entrambi vi sentite tremendamente felici
– sedetevi insieme e meditate. E troverai la più grande gioia della tua vita se
riuscirai a meditare con la tua amata, con la tua amica.
Trova
le condizioni giuste e son sempre a disposizione. Non
esiste una sola persona che non possa trovare la condizione giusta. In ventiquattr’ore troverai molti momenti che possono essere
trasformati facilmente in meditazione, perché in questi momenti tu entri
gradualmente dentro di te. La notte è piena di stelle: sdraiati per terra e
osserva le stelle, sentiti in sintonia e medita.
Quando cerchi di meditare,
stacca il telefono, disimpegnati. Metti un cartello sulla porta che per un’ora
nessuno deve bussare, perché stai meditando. E quando entri nella tua stanza
per la meditazione, togliti le scarpe, perché stai camminando su un terreno
sacro. E non solo togliti le scarpe, ma tutto quello di cui ti preoccupi.
Consapevolmente lascia ogni cosa insieme alle scarpe. Entra senza alcuna
preoccupazione. Ti puoi
prendere un’ora su ventiquattro. Lascia ventitre ore per le tue occupazioni, i
tuoi desideri, i pensieri, le ambizioni e le proiezioni. Prenditi un’ora da
tutto questo e alla fine scoprirai che solo quell’ora
è stata un’ora reale nella tua vita; quelle altre ventitré
sono state una pura perdita di tempo. Solo quell’ora
si può salvare e tutto il resto è andato perduto.
La giusta posizione
Quinta cosa: non ti preoccupare troppo di come
devono andare le cose, altrimenti diventa una preoccupazione – tipo se ci si
deve sedere in una certa posizione. Se riesci a sederti, bene, ma se diventa
una preoccupazione inutile, lascia stare. Per esempio, se non riesci a sederti
nella posizione del loto – cosa molto difficile per quelle persone che per
tutta la vita si sono servite di sedie. È difficile perché la loro muscolatura
si è sviluppata in un certo modo, per cui le gambe non si sentono a loro agio.
Si addormenteranno o cominceranno a dare fastidio. Attireranno la tua
attenzione costantemente, per cui è inutile sforzarsi nella posizione del loto.
La posizione del loto, se
riesce facile, va bene. Altrimenti ogni posizione è una posizione del loto. Se
non riesci a sederti per terra, se ti riesce difficile, siediti su una sedia.
La meditazione non ha paura delle sedie. Può accadere ovunque. Proprio l’altro
giorno Renu ha fatto una domanda: “L’illuminazione
può accadere su un cavallo al galoppo?”. Può accadere. Può persino accadere su un cavallo al galoppo! Non ti
devi preoccupare di questo.
Solo
un po’ di attenzione, tutto qua, ma non preoccupartene troppo – che la spina
dorsale sia perfettamente eretta, che la tua testa sia allineata con la spina dorsale… non
preoccuparti di queste cose di poca
importanza. Sono solo delle indicazioni. Comprendile, assorbile e vai per la tua strada. Trova la tua
via. La nota di base che va ricordata è: devi essere comodo e rilassato.
Stai nel mezzo
Sesta cosa: uno deve essere esattamente nel mezzo.
La gente o diventa troppo attiva o troppo
inattiva. Se diventa troppo attiva, si crea ansia, una certa eccitazione, fretta, velocità, un’incapacità
a riposarsi; se diventa troppo inattiva, si crea sonnolenza, un certo letargo,
indolenza. Stai nel mezzo. Questo essere nel mezzo è un criterio da usare
sempre. Non mangiare troppo e neanche troppo poco. Non dormire troppo e non
dormire meno di quanto hai bisogno. Ricorda sempre di stare nel mezzo.
L’eccesso è una cosa proibita. Ogni genere di estremismo va lasciato andare,
perché solo nel mezzo può esistere uno stato della mente rilassato. Se uno è in
grado di ottenere questo tipo di equilibrio, tra sforzo e non sforzo, tra
propositi e non propositi, tra essere e non essere, tra mente e non mente, tra
azione e non azione… allora uno si può permettere di fluire con l’energia delle
cose. Uno si può lasciare andare.
Un senso dell’umorismo
Ricorda, il problema principale di una persona
religiosa è quello di non essere troppo seria. Il problema principale per la
persona religiosa è di non essere triste, il problema principale per la persona
religiosa è di non essere negativa, perché questo accade normalmente – le
persone religiose possono diventare molto
tristi, molto serie, molto negative. Scordano completamente la
primavera, pensano solo a legno secco e a ceneri morte. Hanno perso
l’equilibrio.
La persona veramente
religiosa è quella che ha il senso dell’umorismo. La persona
religiosa è sincera ma mai seria, totalmente devota al suo lavoro, ma mai con quell’atteggiamento da ‘più
santa di te’, mai. Mai si sentirà superiore per
questo, ma umile. La persona veramente religiosa è quella che sa ballare
con il vento e con la pioggia, che riesce a sorridere e a giocare con i
bambini, che è in grado di sentirsi a proprio agio in tutte le situazioni della
vita. Questa è libertà, questa è libertà dall’ego. È l’ego che rende seri.
Se diventi troppo serio
cadrai nel mondo delle tenebre, nel mondo negativo. Ricorda, non devi diventare
freddo. Troverai che i tuoi cosiddetti santi sono molto freddi. Hanno male
interpretato l’intera faccenda. Diventa distaccato, ma mai freddo, e tra le due
cose c’è molta differenza, è un paradosso molto complesso. Secondo me questo
‘distaccato’, paragonato al calore della passione, è fresco, paragonato al
freddo della morte è caldo, ma è fresco
paragonato al desiderio appassionato della vita. È sia fresco sia caldo.
Una persona veramente religiosa è distaccata perché non ha desideri, è calda
perché non è triste, non è seria.
Non lottare
non psicoanalizzare
Uno dovrebbe rimanere distaccato dal susseguirsi
dei pensieri. Arriveranno, ti circonderanno, provenienti da ogni dove. Saranno
come nuvole, persino quell’ultimo pezzetto di cielo
rimarrà coperto. E quando ci sono troppi pensieri,
l’istinto naturale è lottarci, perché da qualche parte hai letto che la
meditazione è assenza di pensiero. Ma con la lotta uno non raggiunge mai
l’assenza di pensiero. Se lotti sarai sconfitto. La lotta stessa diventa la
causa della tua sconfitta. Non puoi lottare con le ombre, altrimenti sarai
sconfitto – non perché le ombre siano molto
forti, ma perché non esistono. E se lotti contro qualcosa che non esiste, come
puoi vincere? Anche se sono ombre, non lottare contro di loro. Se smetti di
lottare, ti si apre l’alternativa, quella che ha scelto la psicoanalisi: ti
muovi con loro, lasci che vadano dove vogliono andare – libera associazione di
pensieri. Un pensiero è legato a un altro e a un altro e a un altro ancora, e
la cosa prosegue all’infinito, fino alla nausea. Questo ti sembrerà una sorta
di rilassamento. È per questo che con la psicoanalisi le persone si sentono
aiutate, salvate. Ma non vengono salvate, non vengono aiutate, è solo
che la lotta scompare. Quando lotti, diventi teso. Quando non lotti la tensione scompare – e lo scomparire di
questa tensione ti dà l’impressione di essere stato salvato, ti fa sentire
bene. Quando lotti con i tuoi pensieri non puoi vincere e quando smetti di
lottare e lasci che i pensieri si muovano e cominci a muoverti con loro, ti
senti meglio.
Il segreto della
psicoanalisi è solo questo. La psicoanalisi non aiuta affatto, ti fa
semplicemente sentire meglio, perché ti aiuta a smettere di lottare.
Non c’è bisogno di lottare,
non c’è bisogno di lasciare spazio ai pensieri e diventare il loro seguace. Tu
rimani l’osservatore, il testimone.
Il padrone va richiamato.
Tu devi essere il padrone, non il servo. E che cosa significa essere padrone?
Essere un testimone è essere il padrone. Osserva semplicemente questi pensieri,
assolutamente calmo e tranquillo, osserva. Lascia che vadano, lascia che
scompaiano. Tu prendi semplicemente nota – il pensiero se ne è andato – e
presto arriverai al punto in cui si formeranno sempre di meno e poi un giorno lo spazio… tutti i pensieri scompaiono. In
questo spazio, la prima esperienza del divino. 1
Lascia che la meditazione sia la tua sete
Il novantanove per cento della gente comincia a
meditare perché in giro si parla di meditazione A volte diventa una moda.
L’America sta attraversando questa fase. Si parla di meditazione, tutti
meditano. Se anche tu non lo fai, ti stai perdendo qualcosa.
Se non ne senti il
bisogno, se non è salito dal tuo essere, non sei arrivato a quel punto
dell’evoluzione in cui la meditazione accade da sola. Ma tutti lo fanno e tutti
vanno dal maestro e si siedono in silenzio; qualcuno fa zazen
e qualcuno fa la kundalini o la dinamica. Ti stai
perdendo qualcosa. Per questo diventi avido; da uno spazio di avidità cominci a
sforzarti.
Questo sforzo non è per la
meditazione. Questo sforzo è per ottenere qualcosa che tu pensi possa arrivare
attraverso la meditazione. Queste fasi vanno e vengono. Questi culti nascono e
scompaiono. È come la moda.
Il vero meditatore non è venuto
a meditare perché gli altri stanno meditando, ma perché in lui è nato un
bisogno profondo, qualcosa bussa al suo cuore, un continuo bussare. Il mondo
intero sembra non avere più significato, vuole andare dentro. Vuole sapere chi
è. E non perché gli altri lo sanno! Se non ci fosse nessuno a diffondere la
meditazione e non fossero disponibili i libri – se tutti i libri fossero stati
distrutti e tutti i maestri fossero andati a nascondersi in caverne
sull’Himalaia – anche allora ci sarebbero alcune persone che meditano, che
imparano a meditare da sole. Sono i veri meditatori. E per loro meditare sarà
una cosa semplicissima, proprio come respirare. 2
La meditazione è gioco
Non puoi desiderare la meditazione, perché la
meditazione accade solo quando non c’è desiderio. Non puoi desiderare la
liberazione, il nirvana, perché accade solo in uno stato di non desiderio. Non
può essere fatta oggetto di desiderio. Per cui per me e per tutti quelli che
sanno, “desiderare” è il mondo. Non che tu desideri cose mondane. Desiderare,
il vero fenomeno di desiderare è il mondo.
Puoi giocare, e giocando,
quando la meditazione è un gioco, tutto è possibile. E tutto è possibile
immediatamente, perché non sei disturbato, non sei impaziente, non sei di
fretta, non stai andando da qualche parte, non devi raggiungere nessun posto.
Sei qui e ora. Se la meditazione accade, bene. Se non accade, ancora bene. Non
c’è niente che non va bene per te, perché non ci sono né desiderio, né
aspettative, né futuro.
E ricordati, quando
meditazione e non meditazione per te sono simili, ti è accaduta la meditazione.
Sei arrivato. Ora la meta è raggiunta, il divino è disceso su di te. Ti
apparirà strano che io ti dica di non fare una pratica della meditazione...
fanne invece un gioco, un divertimento. Divertiti mentre mediti, senza nessuno
scopo.
Ma le nostre menti sono
molto serie, mortalmente serie. Anche quando giochiamo, lo facciamo seriamente.
Lo facciamo diventare un lavoro, un dovere. Gioca come tra bambini. Gioca con
le tecniche di meditazione e allora molto di più potrà accadere. Non prenderle
seriamente, prendile come un divertimento.
Ma noi rendiamo tutto così serio. Anche se stiamo giocando, siamo seri.
E con la religione siamo sempre stati troppo seri. La religione non è mai stata
un divertimento, per questo la terra è rimasta irreligiosa. La religione deve
diventare un divertimento, una festa, una celebrazione – una celebrazione del
momento... divertiti con qualsiasi cosa tu stia facendo. Divertiti così tanto e
così profondamente che la mente si ferma. 3
La meditazione non è contro la mente
Devi esser grato alla mente. Questo è il primo
passo per andare al di là di essa, non come un nemico, ma come un amico. Se mi
senti dire continuamente che devi andare al di là della mente, puoi cadere in
equivoco. Io ho un grande rispetto per la mente. Le dobbiamo moltissimo, non
c’è altro modo per esprimere la nostra gratitudine. Quindi la prima cosa è: la meditazione non va contro la mente, va
al di là della mente. E al di là non equivale a contro.
Approfondendo questa
amicizia ogni volta che
mediti, la mente non ti disturberà, perché la tua meditazione non va contro di
essa. In realtà è il suo stesso compimento, è la sua fioritura finale. Andare
al di là non è un’attitudine antagonistica, ma un’evoluzione amichevole.
Questa
dovrebbe essere la base per
tutti i meditatori: non lottare. Se lotti, forse sarai in grado di far tacere
la mente per un po’, ma non sarà una vittoria. La mente ritornerà, se ne avrai
bisogno. Senza non puoi vivere, senza non puoi esistere in questo mondo.
E se crei un’amicizia con
la mente, un ponte d’amore, invece di essere un ostacolo per la meditazione
inizia a essere un aiuto. Protegge il tuo silenzio, perché quel silenzio è
anche il suo tesoro, non solo il tuo. Diventa il terreno in cui le rose della
meditazione sbocceranno e il terreno sarà contento quanto le rose.
Comincia con il corpo, che
è la tua parte esterna. Comincia ad amare la mente; se la ami, la decorerai,
esattamente come decori il tuo corpo. Lo tieni pulito, lo tieni fresco. Non
vuoi che il tuo corpo abbia un odore terribile quando sei con gli altri, vuoi
che il tuo corpo venga amato e rispettato dagli altri. La tua presenza non deve
essere solo tollerata, ma benvenuta.
Devi decorare la tua mente
con poesie, con musica, con arte, con grande letteratura. Il tuo problema è che
la mente è piena solo di sciocchezze. Ci girano cose di tale bassezza che non
puoi amarle. Non puoi pensare a niente che sia bello. Fai che sia più in
armonia con grandi poeti, fai che sia più in armonia con persone come Fëdor Dostoevskij, Lev Tolstoj, Anton
Cechov, i picchi più alti che la mente ha raggiunto.
Allora non sarai in
conflitto con la mente. Allora gioirai della mente; anche se nel tuo silenzio
entrerà la mente, avrà una poesia e una musica tutta sua, e trascendere una
mente così fine è molto facile. È un passo amichevole verso picchi più alti: la
poesia diventa misticismo, la grande letteratura ti porta a intuizioni profonde
sull’esistenza, la musica diventa silenzio.
E non appena queste cose
diventano picchi più alti, al di là della mente, scoprirai nuovi mondi, nuovi
universi di cui non conosciamo neppure il nome. Possiamo chiamarli beatitudine,
estasi, illuminazione, ma nessuna parola riesce veramente a descriverli. Il
linguaggio non può ridurli a una spiegazione, una teoria, una filosofia. Sono
semplicemente al di là…
Questo
è il mio contributo unico per te. Con assoluta umiltà ti voglio dire che sono
molto più avanzato persino di Gautama il Buddha, per la semplice ragione che egli ancora sta lottando contro la
mente. Io ho amato la mia mente e con l’amore l’ho trascesa. Il mio approccio nei confronti della meditazione è
assolutamente nuovo, assolutamente fresco, perché si basa sull’amore, non sul
conflitto, non sulla guerra. Solo l’amore è la via. Rendi la tua mente più
bella che puoi. Ornala con fiori. Sono davvero molto triste quando vedo
che la gente non conosce il Libro di Mirdad, che non ha mai letto le storie assurde di Chuang Tzu, che non si è mai
preoccupata di capire le storie totalmente irrazionali dello Zen.
Prima decora la tua mente.
Solo al di là di questo giardino profumato della mente, sarai in grado di
proseguire armoniosamente, senza conflitti. La mente sarà un aiuto, non un
ostacolo. Io non l’ho trovata un ostacolo, per cui posso dire con assoluta
autorità: non è un ostacolo. Semplicemente tu non sai come usarla. 4
una parte regolare della vita di tutti i giorni
È un lavoro molto delicato. Lungo un periodo di
mesi si crea un’energia, ma in pochi giorni può scomparire se non sei arrivato
al punto conosciuto come il punto di non ritorno.
È la stessa cosa di quando
scaldi l’acqua a novanta gradi: è ancora acqua. Poi a novantacinque gradi… è
ancora acqua. A novantacinque gradi è ancora acqua, e se smetti di scaldarla,
si raffredderà: il calore verrà disperso. Ma se arriva a cento gradi, fa un
salto di qualità: evapora. È arrivata al punto nel quale accade un cambiamento
radicale.
Lo stesso accade con la
meditazione. Continui ad accumularla: è cumulativa. Continui ad accumulare
un’energia sottile nel tuo essere. Arriva sempre più in alto, sempre più in
alto: novanta gradi, novantacinque gradi. Se ti fermi a quel punto, svanirà.
Verrà dissipata, perché la vita è non-meditativa, e può facilmente
distruggerla.
Il
mondo intero è non-meditativo. La gente che incontri, con cui lavori e parli, è
tutta non-meditativa. Quando sei a livelli alti di energia, la gente, che non è
così in alto, ti risucchierà – senza accorgersene. È come nel caso dell’acqua,
che tende a scorrere verso il basso. Tutte le energie si spostano verso il
basso. Le persone sono come valli. È naturale che la tua energia cominci a
fluire verso di loro, visto che il loro livello è più basso del tuo. Quindi la
regolarità nel meditare è molto, molto importante. Altrimenti costruisci
qualcosa e poi pensi: ‘Adesso ho fatto abbastanza: mi sento benissimo’.
Per qualche giorno ti sentirai bene, ma poi l’energia verrà nuovamente persa.
Se invece vai avanti con regolarità, a poco a poco il livello di energia cresce, e un giorno accade di
colpo che ‘evapori’. Allora la meditazione diventa una cosa naturale. Se la fai
o no, non ha importanza. Se non la fai, sei ancora in meditazione. Se dormi… La
meditazione diventa tutta la tua vita. Prima che ciò accada è importante la regolarità.5
Sorge il silenzio reale
Ci sono due tipi di silenzio: uno è quello che
coltivi, l’altro è quello che accade. Il tuo silenzio coltivato non è
nient’altro che rumore represso. Puoi sedere in silenzio e se siedi a lungo e
continui per mesi e anni, piano piano sarai in grado
di reprimere tutti i rumori dentro di te. Ma sarai ancora seduto su un vulcano
che può risvegliarsi in ogni momento, con una piccola scusa qualsiasi. Questo
non è il vero silenzio, è solo silenzio imposto. Questo è ciò che succede
ovunque. Le persone cercano di meditare, di diventare silenziose, si impongono
il silenzio. Il silenzio non può essere imposto. Puoi avere uno strato di
silenzio attorno a te, ma quello è solo per illudere te stesso e nient’altro.
Quello strato non ti aiuterà.
A meno che il silenzio non
sorga dal tuo essere, non imposto dall’esterno, ma al contrario, arriva, sgorga
dall’interno verso l’esterno, sorge dal centro verso la circonferenza. Questo è
un fenomeno totalmente diverso.
Ed è per questo che il mio
approccio consiste nel liberare il rumore
interiore buttandolo fuori, piuttosto che nel coltivare il silenzio. Le
persone sono molto perplesse quando vengono da me per la prima volta. Se sono state con qualche maestro buddhista, allora hanno fatto Vipassana, forzandosi in una certa posizione statica. Perché una posizione statica? Perché
quando il corpo viene forzato a rimanere in una posizione, anche la mente è
forzata a rimanere in quella posizione.
Il corpo e la mente
funzionano insieme. La mente è l’aspetto interiore del corpo, è un fenomeno
materiale. Non ha nulla a che fare con l’essere. È materia tanto quanto il
corpo, così se fai qualcosa col corpo, lo stesso accade automaticamente alla
mente. Perciò attraverso i secoli le persone
sono state educate ad assumere una posizione – siedi in posizione del
loto, forza il tuo corpo a essere come una statua, una statua di marmo. Se il
tuo corpo è realmente immobile, forzato, vedrai la tua mente cadere in un tipo
di silenzio che è falso, che non è reale. È stata solo forzata a essere
silenziosa dalla posizione del corpo.
Prova: semplicemente
atteggiati come chi è arrabbiato usando i pugni, la faccia, i denti; entra in
questa posa di rabbia e sarai sorpreso, comincerai a sentire rabbia. Questo è
ciò che fa l’attore: porta il corpo in posizione e lo segue, la mente si
adegua.
Il silenzio reale deve
essere un silenzio che arriva da solo. Il mio suggerimento è di non forzare il
corpo. Invece danza, canta, muoviti, corri, fai del footing, nuota. Lascia che
il corpo faccia ogni tipo di movimento, così che anche la tua mente possa farli
e, attraverso tutti questi tipi di movimenti interiori, la mente comincerà a
purificarsi, a liberare i suoi veleni.
Comincia
con la catarsi, così da svuotarti di tutta la spazzatura che hai accumulato fin
dall’infanzia. Eri arrabbiato,
ma non potervi esserlo, perché tua madre si
sarebbe irritata se tu ti arrabbiavi – così ti sei represso. Eri arrabbiato, volevi urlare, ma non potevi, anzi,
al contrario, sorridevi. Tutto quello che si è accumulato in te deve essere
buttato fuori. E poi aspetta… e un silenzio inizia a scendere in te. Quel
silenzio racchiude una sua bellezza. È totalmente diverso, la sua qualità è
diversa, la sua profondità è diversa. Non stai lottando, ti stai lasciando andare,
ma nulla affiora. Questo è stupendo – quando non sorgono i pensieri, quando i
pensieri spariscono da soli.
Allora sei totalmente in
silenzio e questo silenzio è positivo. Il silenzio forzato è negativo.
Questo
è uno dei grossi cambiamenti che io sto provando a creare qui con voi. Tutti i
vecchi metodi consistono fondamentalmente nell’imporre qualcosa. Il mio
approccio è: mai forzare qualcosa, piuttosto butta fuori tutta la spazzatura
che ti sei portato dietro. Diventa sempre più vuoto, diventa più vasto. Crea un
po’ più di spazio in te e in quello spazio arriva il silenzio.
E in tali momenti dovresti
rimanere rilassato. Dimentica tutte le posizioni. Dimentica tutto quello che
hai cercato di fare; non cercare di fare qualcosa. Sii in uno stato di non fare.
Semplicemente rilassati, rilassati totalmente, non fare nulla, perché più sei
rilassato, più il silenzio può penetrare nel tuo essere – aperto, vulnerabile,
rilassato. Quando scende il silenzio, allora improvvisamente tutta la
confusione si dissolve – e senza lasciare traccia! Non lascia nemmeno
un’impronta dietro di sé. Non riesci a credere che tutto quel rumore… dove è
andato? Non riesci a credere che sia mai esistito. Non riesci a credere che
ancora esista negli altri.1
L’illuminazione arriva quando arriva
L’illuminazione accade quando accade: non puoi
ordinarla, non puoi farla accadere. Eppure, puoi fare molto perché accada, ma
qualunque cosa farai non ne sarà la causa. Qualunque cosa tu faccia, non ti
porterà all’illuminazione, ma ti preparerà a riceverla. Arriva quando arriva.
Qualunque cosa fai, ti prepara semplicemente a riceverla, a vederla quando
arriva, a riconoscerla. Tu non puoi provocarla, è al di là di te. Se tu potessi
provocarla, sarebbe inferiore rispetto a te. Se tu potessi provocarla, allora
di nuovo non sarebbe nient’altro che una decorazione per il tuo ego. Non puoi
provocarla. Non puoi fare nulla perché accada. Tu devi dissolverti affinché
possa accadere.
Puoi studiare tutte le
scritture del mondo – diventerai molto colto, molto bene informato, ma rimarrai
non illuminato. In effetti diventerai meno illuminato di prima, perché più hai
conoscenze, più alimenti l’ego; più pratichi tecniche ascetiche, più il tuo ego
viene fortificato: “Io sto facendo questo e io sto facendo quello, ho fatto
così tanto – tanti digiuni, tanti voti”. Più fai e più senti che ora sei degno
e puoi rivendicare l’illuminazione.
L’illuminazione
non è qualcosa che si trova cercando; arriva quando tutte le ricerche si
dimostrano inutili. E ricorda, io non sto dicendo di non cercare, perché finché
non cerchi non scoprirai mai che la ricerca è inutile. E non sto dicendo di non
meditare: se non mediti non capirai mai che
c’è una meditazione che non puoi fare, ma che arriva a te. Le tue meditazioni
ti ripuliranno semplicemente gli occhi, ti renderanno più percettivo. Il tuo
cuore diventerà più attento, consapevole, amorevole, sensibile. Il tuo essere
comincerà a vedere cose che non avevi visto prima. Comincerai a
esplorare nuovi spazi dentro il tuo essere.
Qualcosa di nuovo succederà ogni giorno, ogni momento. Le tue meditazioni
sono come un bagno: ti ripuliscono, ma questa freschezza non è l’illuminazione.
Ti prepara soltanto la via. Non raggiungerai mai l’illuminazione, è sempre il
contrario: l’illuminazione raggiungerà te. 1
Brani di Osho tratti da:
1 The Secret of Secrets
2 The First Principle
3 Vigyan Bhairava Tantra
4 The Great Pilgrimage from Here to Here
5 The Passion for the Impossible
Passo
passo sulla via della meditazione ci si trova in un
paesaggio che cambia, a volte in modo impercettibile, altre in modo drammatico.
È importante sapere quindi che certe cose sono normali, anzi sono la conferma
che siamo sulla strada giusta.
Un’esperienza di conferma indica che ti stai avvicinando a casa. Uno deve capire le esperienze di conferma, deve
esserne consapevole, perché danno coraggio, speranza. Danno vitalità. Cominci a
sentire che non stai cercando invano, che il mattino è vicinissimo. Forse è
ancora notte ed è buio, ma la prima esperienza di conferma è trapelata. Le stelle stanno scomparendo, il cielo a est
si è colorato di rosso, il sole non è ancora
sorto, è quasi l’alba, è chiaro che il sole non è lontano. Se il cielo a
est è diventato rosso, allora presto, nel giro
di qualche minuto, il sole si alzerà all’orizzonte. Gli uccelli hanno
cominciato a cantare, a celebrare il mattino che arriva. Gli alberi sembrano
vivi, il sonno scompare, la gente si sta svegliando.
Queste sono esperienze che confermano.
Sul cammino spirituale, allo stesso modo, esistono esperienze che sono molto convalidanti. È come se
stessi camminando in direzione di un bellissimo giardino che non puoi vedere, ma man mano che ti avvicini, puoi sentire l’aria
farsi sempre più fragrante. Più ti allontani, più la fragranza scompare.
Più ti avvicini, più fresca si fa l’aria. Più ti avvicini, più l’aria non è
solo fresca, ma anche profumata, con il profumo di mille fiori. Più ti
allontani, più il profumo scompare. Più ti avvicini, più puoi sentire il canto degli uccelli tra gli alberi. Non
puoi vedere gli alberi, ma il canto degli uccelli… un richiamo lontano del
cuculo… forse c’è un albero di mango… ti stai avvicinando. Queste sono
esperienze che confermano. Ed è esattamente quello che accade quando ti
avvicini al giardino interiore, alla fonte della vita interiore, del silenzio,
della gioia, della beatitudine. Quando
cominci a muoverti verso il centro, alcune cose cominciano a scomparire
e altre ad apparire.
E ricorda, quando cominciano ad apparire esperienze di conferma,
non sentirti soddisfatto troppo presto.
Sei lì seduto, senti l’aria fresca e pensi di essere arrivato.
La brezza profumata è bellissima, è una beatitudine, ma devi
andare ancora lontano. Non accontentarti di piccole
cose.
Rallegrati perché hanno cominciato ad apparire, considerale
come delle pietre miliari, ma non come delle mete. Apprezzale. Ringrazia dio,
sentiti grato, ma continua a muoverti nella stessa direzione da dove provengono
le esperienze di conferma.
Mantienile nel profondo del tuo cuore: non accontentarti di
piccole cose. Molte cose accadono sulla via, molte cose miracolose accadono sulla via, ma non sentirti definitivamente
soddisfatto con niente.
Ricorda che devi diventare una consapevolezza, un bodhisattva –
nulla di meno può soddisfarti.
Il mondo intero diventa una valle
Coloro che si muovono, e tutti voi vi state
muovendo verso la meditazione, incontreranno questi spazi strani, ma
meravigliosi. Il primo segno che la meditazione ha cominciato a cristallizzarsi
in te è… l’intera esistenza diventa una valle e tu sei su una vetta. Cominci a
crescere verso l’alto. L’intero mondo diventa una valle, in lontananza, laggiù
in fondo, e tu sei seduto su una cima illuminata dal sole. La meditazione ti
porta verso l’alto, non fisicamente, ma spiritualmente. E il fenomeno è molto
chiaro quando accade. Questi saranno dei segni.
Quando ti muovi dentro di
te in meditazione, improvvisamente vedrai crescere un’incredibile distanza tra
te e i rumori intorno a te. Magari sei seduto in mezzo alla folla… improvvisamene
vedi che tra te e i rumori sta nascendo uno spazio. Solo un attimo prima questi
rumori erano quasi inseparabili da te, tu eri quei rumori; ora te ne stai
allontanando. Fisicamente sei lì, come lo eri prima. Non c’è bisogno di andare
sulle montagne. Questo è il modo per trovare la vera montagna dentro di te.
Questo è il modo per trovare l’Himalaya dentro di te.
Cominci a entrare in un
profondo silenzio, e tutto a un tratto i rumori che erano così vicini a te – e
che gran frastuono – cominciano ad allontanarsi. Da fuori tutto è come prima, nulla è cambiato. Tu sei
seduto nello stesso posto di quando hai cominciato a meditare. Ma come la
meditazione si approfondisce, sentirai questo: sentirai nascere una distanza
tra te e le cose fuori di te.
Ogni nota diventa cristallina
In secondo luogo, tutto
quello che viene detto dall’esterno ti sarà chiaro, anzi più chiaro di prima.
Questa è la magia della meditazione. Non diventi inconscio, perché anche in uno
stato di inconsapevolezza senti i rumori che spariscono. Per esempio, se ti
viene dato del cloroformio, noterai lo stesso fenomeno: i rumori cominciano a
farsi lontani, lontani, lontani… fino a che non ci sono più, ma tu sei
diventato incosciente. Non puoi sentire più nulla.
La
stessa cosa accade in meditazione, ma con una differenza: il rumore comincia ad allontanarsi da te, ma ogni rumore diventa
distintamente chiaro, più chiaro di prima,
perché ora in te è sorta l’osservazione. Prima anche tu eri un rumore tra tutti
i rumori, ti eri perso tra i rumori. Ora sei un testimone, un osservatore, e
poiché sei così silenzioso, puoi vedere ogni cosa distintamente,
chiaramente. Anche se i rumori sono lontani, sono più chiari che mai. Ogni
singola nota ha un cuore.
Senti il mondo come un’eco
La terza cosa: non li senti direttamente, ma
indirettamente, come se fossero un’eco di suoni reali, non i suoni stessi.
Diventano più irreali, mancano di sostanza. Diventano meno materiali, il loro
senso scompare. Non sono più pesanti, sono leggeri. Puoi vedere la loro assenza
di peso, sono come echi. L’intera esistenza diventa un’eco.
È per questo che i mistici
induisti chiamano il mondo maya, illusione. Illusione non vuol dire irreale, vuole dire
semplicemente simile a un’ombra, a un’eco. Non vuol dire non esistenziale,
vuole dire solo simile al sogno. Come un’ombra, come un’eco, come un sogno –
questa sarà la sensazione. Non puoi sentire che queste cose sono reali.
L’intera esistenza diventa un sogno, molto
chiaro, distinto, perché tu sei sveglio. È molto simile al sogno perché tu sei
sveglio. Prima eri perso nel sogno, non eri sveglio e pensavi che questa fosse
la realtà. Eri identificato con la tua mente. Ora non sei più identificato con
la mente, in te è nata un’entità separata: l’osservazione, sakshi.
Sentirai tutto tranne te stesso
La quarta cosa – percepirai l’intera esistenza
intorno a te: la gente che parla, che cammina, i bambini che ridono, qualcuno
che piange, il richiamo di un uccello, una macchina che passa, un aereo, un
treno. Sarai in grado di sentire tutto. Solamente una cosa non riuscirai a
sentire: te stesso. Sei completamente scomparso. Sei un vuoto. Semplicemente non ci sei. Non puoi
sentirti come un’entità. Tutti i rumori sono lì, solo il tuo rumore interiore è
svanito. Normalmente ci sono più rumori dentro di te che fuori di te. Il vero
caos è interiore, la vera confusione è interiore. E quando la confusione
interiore e quella esteriore si incontrano, si crea l’inferno.
La confusione esteriore
continuerà, perché non sei tu a produrla e non puoi distruggerla, però puoi distruggere molto facilmente la
confusione interiore. Rientra nelle tue capacità. Una volta che la confusione
interiore non c’è più, quella esteriore diventa irreale, perde la sua
concretezza, diventa illusoria. Non puoi trovare la tua vecchia voce, in te non
nasce più un pensiero, né un suono.
Sei diventato vuoto, e
tutto il resto è scomparso giù nella valle. Ne puoi sentire solo l’eco. E
quando senti l’eco, certamente non ne vieni toccato.
È così che uno cresce
piano piano in meditazione. Tutto diventa irreale.
Uno può vedere ogni cosa.
Nasce una grande luce
A meno che non diventi vuoto, rimarrai nel buio,
rimarrai il buio. Quando sei completamente
vuoto, quando dentro di te non c’è nessuno, allora arriva la luce. La
presenza dell’ego crea il buio. Buio ed ego
sono sinonimi. Assenza di ego e luce sono sinonimi.
Tutti i metodi di
meditazione, qualsiasi sia la loro direzione, alla fine convergono in questo
spazio vuoto del tuo essere interiore. Rimane solo questo spazio di silenzio, e
in questo spazio vedrai sorgere una grande luce, senza alcuna fonte. Non è come
la luce che vedi quando sorge il sole, perché la luce che nasce col sole non
può essere eterna, di notte scompare di nuovo. Non è come la luce che ha
bisogno di energia, perché quando questa è esaurita, la luce scompare.
Questa luce ha una qualità
molto misteriosa. Non ha una fonte, una causa. Non è causata, per cui ogni
volta che appare, rimane, non scompare mai. In realtà è già lì. Solo che tu non
sei abbastanza vuoto per vederla.
E
quando questa luce comincia a crescere in te, queste saranno le esperienze. Quando
ti siedi in silenzio e tutto si acquieta, quando ti fermi, senza movimenti interiori ed esteriori… improvvisamente vedrai la luce scaturire dai tuoi
occhi. Questa è un’esperienza di cui la scienza non è consapevole. La scienza
crede che la luce entra solo attraverso gli occhi, non viceversa. La luce arriva dall’esterno, entra negli occhi,
entra dentro di te. Questa è solo una metà della storia. L’altra metà è
conosciuta solo dai mistici e dai meditatori. Questa è solo una parte: la luce
che entra dentro di te. Esiste un’altra parte: la luce che scaturisce dai tuoi
occhi. E quando la luce comincia a scaturire dai tuoi occhi, la luce degli
occhi comincia a risplendere, così che tutto quello che hai davanti diventa
luminoso.
L’intera esistenza si
illumina. Cominci a vedere che gli alberi sono più verdi che mai, e il loro
verde ha una qualità luminosa. Quando vedi delle rose, le rose sono più rosa
che mai. Le stesse rose, gli stessi alberi, ma qualcosa in te si riversa in
loro, rivelandoli più chiaramente che mai. Le piccole cose sono di una tale
bellezza… per un buddha anche i sassi colorati sono
più belli del Kohinoor della regina Elisabetta. Per
la regina Elisabetta, perfino il Kohinoor – il più
grosso diamante del mondo – non è bello quanto un normale sasso per un buddha. Perché? Perché gli occhi di un buddha
traboccano di luce e in quella luce i sassi ordinari diventano Kohinoor. Persone ordinarie diventano dei buddha. Per un buddha ogni cosa è
divina. Per questo Gautama Buddha
disse: “Il giorno in cui mi sono illuminato, l’intera esistenza si è
illuminata. Gli alberi e le montagne, i fiumi e le rocce – tutto si è
illuminato”. L’intera esistenza ha raggiunto una completezza più alta.
Dipende da te: quanto puoi
mettere nell’esistenza, quel tanto riceverai. Se non metti nulla, non ne
ricaverai nulla. Prima di ricevere, dovrai mettere. Per questo le persone
creative conoscono di più la bellezza, l’amore, la gioia che le persone non
creative – perché le persone creative danno qualcosa all’esistenza. L’esistenza
risponde… e risponde generosamente.
I tuoi occhi sono vuoti,
non danno nulla, prendono, sono degli accumulatori, non condividono. Per cui
ogni volta che entrerai in contatto con degli occhi che possono condividere,
troverai una qualità completamente diversa, una bellezza, un silenzio, una
forza, un potenziale incredibili. Se sei in grado di vedere questi occhi che
riversano la loro luce dentro di te, il tuo cuore ne sarà profondamente
toccato.
Vedrai! I tuoi occhi
diventeranno una fiamma. E con gli occhi divenuti una fiamma, l’intera
esistenza prende un nuovo colore, una nuova profondità, una nuova dimensione,
come se le cose non fossero più tridimensionali, ma quadrimensionali.
Si è aggiunta una nuova dimensione: la dimensione della luminosità.
È come se il sole
illuminasse una nuvola e la nuvola prendesse fuoco. Tu sei nella nuvola e la
nuvola è semplicemente il fuoco che riflette il sole, una stella che vive in
questa nuvola di luce. Ci dorme, ci cammina, ci si riposa. Questa nuvola è
sempre presente. Questa nuvola viene chiamata aura. Coloro che hanno occhi per
vedere, vedranno una luce attorno alle teste e ai corpi dei santi, una sottile
aura che li circonda.
Non puoi trovare il tuo corpo
In questo momento, quando sei pieno di luce e i
tuoi occhi sono in fiamme e l’intera esistenza è infiammata da una nuova vita,
se apri gli occhi e cerchi di trovare il tuo corpo, non lo troverai. In questi
momenti la materia scompare.
Una volta che sei in grado
di vedere lo spirito, sarai in grado di vedere che la materia è scomparsa. Non
puoi vederli entrambi.
Questi segni vanno capiti,
perché ti accadranno e comprenderli ti aiuterà. Altrimenti un giorno apri gli
occhi, non trovi il tuo corpo, e magari impazzisci. Certamente sentirai che
qualcosa non va: o sei morto o sei pazzo. Che cosa è successo al corpo? Ma se
capisci questi sutra, al momento giusto te ne
ricorderai.
È per questo che io
commento così tante scritture: per renderti consapevole di tutto ciò che è
possibile, in modo che quando accadrà non ti spaventerai – lo sai, lo capisci, hai già una mappa. Puoi capire dove sei e
puoi tranquillizzarti in quella comprensione.
Sentirsi galleggiare
Questo accade molto presto, comincia ad accadere
ai primi stadi. Seduto in silenzio, improvvisamente senti che sei più alto
rispetto al suolo, forse qualche centimetro più in alto. Con grande sorpresa
apri gli occhi e ti ritrovi seduto a terra, per cui pensi di aver sognato.
No, non hai sognato, il
tuo corpo fisico è rimasto a terra. Ma tu hai anche un altro corpo, il corpo di
luce nascosto dentro il primo – chiamalo corpo astrale, corpo sottile, corpo di
energia, tutti i nomi che vuoi – questo corpo comincia a salire. E dentro di te
puoi sentire solamente quel corpo, perché la tua interiorità è quel corpo.
Quando apri gli occhi, il
tuo corpo materiale è seduto per terra, esattamente come era seduto prima.
Non pensare affatto di
avere avuto allucinazioni. È un fatto reale: hai cominciato a galleggiare un
po’ – ma con il secondo corpo.
Questi segni di conferma
devono essere capiti, ma non esibiti. Non parlarne con nessuno, altrimenti
l’ego ritornerà e comincerà a rovinare queste
esperienze. E una volta arrivato l’ego, le esperienze svaniranno.
Non parlarne mai. Se
accadono, limitati a comprenderle, prendine nota e dimenticale.
E anche questo va
ricordato: a te potrebbero non accadere o accadere in ordine diverso, in modi
diversi. Esistono mille possibilità, perché le persone sono molto diverse.
Per
qualcuno queste esperienze non accadranno come le abbiamo descritte.
A
qualcuno, per esempio, non accadrà di levitare. Potrebbe accadergli di sentirsi
espandere, come se la sua presenza riempisse
tutta la stanza. Continuerà a crescere, a diventare sempre più grande,
l’intera casa è dentro di lui. Un’esperienza molto
buffa. Uno vorrà aprire gli occhi e vedere cosa sta succedendo. “Sto
impazzendo?”. È possibile che per un momento uno senta: “L’intera esistenza è
dentro di me. Io non sono fuori. Non è fuori di me, è dentro di me. E le stelle
si muovono dentro di me”.
Oppure a qualcuno può
accadere di sentirsi rimpicciolire,
diventare una molecola, quasi invisibile, poi un atomo, e poi
scomparire. Le persone hanno disposizioni diverse, talenti diversi, potenziali
diversi. Quindi a ciascuno accadranno cose diverse.
Questo è solo per indicare
che cose simili accadono – non pensare che stai impazzendo o che c’è qualcosa
di strano.
Queste esperienze non
fanno paura, ma la tua interpretazione le può rendere paurose.
Felice senza alcuna ragione
Un segno di conferma importante è quando, senza
alcuna ragione, ti senti improvvisamente pieno di gioia. Normalmente ti senti
felice solo se ne hai un motivo. Hai incontrato una donna bellissima e sei
felice, o finalmente hai ricevuto il denaro che volevi da tanto tempo e sei
felice, o hai comperato una casa con giardino e ora sei felice – ma queste
gioie non durano a lungo. Sono momentanee, non possono rimanere costantemente e
senza interruzioni.
Se la tua gioia è stata
causata da qualcosa, allora scomparirà, sarà una cosa momentanea. Presto ti
lascerà in profonda tristezza. Ma esiste un tipo di gioia diversa che è una
conferma: improvvisamente sei pieno di gioia senza
alcuna ragione. Non riesci a stabilire perché.
Io non posso spiegare
perché sono felice. Non c’è ragione. È così e basta. Ora questa gioia non può
essere turbata. Ora qualsiasi cosa accada, continuerà. Esiste giorno e notte.
Che tu sia giovane, che tu sia vecchio, che
tu sia vivo, che tu stia morendo – è sempre lì.
Quando avrai trovato una
gioia che rimane, che persiste anche se le circostanze cambiano, allora con
certezza ti stai avvicinando alla buddhità.
Questo è un segno di
conferma. Se la felicità va e viene, non ha un grande valore, è un fenomeno mondano.
Quando la gioia dura, è
costantemente presente – come se tu fossi intossicato, senza alcuna droga ti
senti ebbro. Come se avessi appena fatto un bagno, fresco come la rugiada,
fresco come le nuove foglie di primavera, come i petali di un fiore di loto
nello stagno, come se ti fossi appena lavato – quando vivi costantemente in
quella freschezza che rimane e rimane e niente la disturba, sappi che ti stai
avvicinando a casa.
Senza reazioni, senza paura
Come il tuo silenzio e la tua gioia si fanno più
profondi, cominci a sentire che per te la morte non esiste.
Nella morte muore solo il
carattere, muore la personalità. L’essenza non muore mai. Quando sai che in te
qualcosa persiste, qualcosa che non cambia mai – la gioia che continua
noncurante delle condizioni – allora per la prima volta saprai che qualcosa in
te è immortale, qualcosa in te è eterno. E quel momento è un momento di forza,
di vigore, di assenza di paura. Allora uno non ha paura, il tremito scompare.
Per la prima volta guardi la realtà senza paura.
Ora
niente ti oscura, niente può opprimerti e distorcere la tua chiarezza. La tua visione
rimane intatta. Qualcuno ti insulta, ma non diventa una nuvola oscura. Qualcuno
è arrabbiato con te, puoi vedere attraverso: senti davvero compassione per la
persona arrabbiata, perché sta bruciando senza ragione. Tu la ricopri della tua
beatitudine, della tua pace, del tuo amore. È uno stupido, ha bisogno di
compassione.
tratto da: Osho, The Secret of Secrets,
vol.2
La
meditazione è la base,
poi nasce
spontaneamente l’amore...
La
meditazione è la radice,
l’amore è
l’albero,
e poi segue
la fioritura.
RIDERE LA VITA
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IL RESPONSABILE SEI TU: Se sei infelice, tu e solo
tu sei il responsabile. Non lo sono il passato, né la struttura sociale o il
sistema economico… nulla di tutto ciò ti potrà mai essere d’aiuto. Se resti ciò
che sei, in qualsiasi contesto sociale, rimarrai infelice; in qualsiasi modo
rimarrai infelice… se rimani come sei. E il primo cambiamento, quello
fondamentale, accade allorché lasci cadere il conflitto.
ignoranza di sÉ: Conosci il tuo centro? Se non lo conosci, vivrai
in una paura perenne. Ecco perché l’autocoscienza ha sempre paura, trema
continuamente. Ed ecco perché hai sempre bisogno del sostegno degli altri;
qualcuno che ti apprezzi, qualcuno che ti applauda, qualcuno che ti dica quanto
sei bello o come sei intelligente. Hai bisogno che qualcuno ti dica queste
cose, simili a suggestioni ipnotiche, in modo da poter credere di essere
intelligente, bello e forte. Ma puoi ben vedere che in questo modo dipendi
dagli altri.
immaginazione divina: L’immaginazione è una tua facoltà che si avvicina
a dio più di ogni altra. Dio deve avere un’immaginazione incredibile... osserva
semplicemente questo mondo! Pensaci. Un mondo così ricco di immaginazione, così
ricco di varietà di fiori e con così tante farfalle e alberi e fiumi e con così
tante persone… pensa semplicemente all’immaginazione di dio! Così tante stelle
e mondi… mondi su mondi, senza fine. Dio dev’essere
un incredibile sognatore.
una medicina per l’anima: La meditazione è
necessaria solo perché hai scelto di non essere felice. Se avessi scelto di
essere felice, non sarebbe affatto necessaria. La meditazione è un medicinale:
se sei malato, allora ti serve la medicina. I buddha
non hanno bisogno di meditazione: allorché inizi a scegliere la felicità,
quando decidi che devi essere felice,
nessuna meditazione è più necessaria. In quel caso, la meditazione
inizia ad accadere spontaneamente.
distrazione e felicità: Se ami il lavoro che fai, se ami il mondo in cui
vivi, sei meditativo. In questo caso, nulla ti distrae. Quando le cose ti
distraggono, è un semplice segno che non sei realmente interessato a ciò che
fai.
causa ed effetto: Cerca di comprendere come
mai sei infelice. Molti vengono a dirmi che sono infelici, e vogliono che io
dia loro una tecnica di meditazione. Io rispondo: “Prima di tutto, la cosa
fondamentale, è capire come mai si è infelici. E se non si rimuovono quelle
cause fondamentali di infelicità, io potrò anche dare una meditazione, ma non
servirà granché, poiché le cause alla base rimarranno”. Essere felici è
difficile, imparare una tecnica di meditazione è facile. Per essere felici si
deve operare un cambiamento drastico nel proprio stile di vita, un cambiamento
radicale e repentino, poiché non c’è tempo da perdere.
ascolta la tua voce: In molti vengono da me, e io chiedo loro: “Cosa
vuoi veramente?”. Si stringono nelle spalle e dicono: “Non lo so”. In questo
caso è ovvio che la vostra vita non può avere alcuna unità organica. Non avete
alcun senso della direzione, siete fuori strada. Ma non è mai troppo tardi,
potete prendere possesso della vostra vita in qualsiasi momento lo decidiate,
la prima cosa è questa: non ascoltate la voce dei genitori, presente dentro di
voi, non ascoltate l’insegnante presente dentro di voi.
la comodità è morte: Se scegli la comodità, ciò che è conveniente,
scegli la morte. Ecco perché ti sei lasciato sfuggire la vera felicità: al suo
posto hai scelto la comodità. è
molto comodo seguire la voce dei genitori, è comodo seguire il prete, è comodo
seguire la chiesa, è comodo seguire la società e lo stato. È facilissimo dire
di sì a tutte quelle autorità, ma in questo caso non crescerai mai: tenti di
ottenere i tesori della vita troppo a buon mercato.