SOMMARIO

 

 

2 DOVE MEDITARE

I centri di meditazione di Osho regione per regione e altri indirizzi.

 

6 LE NOTIZIE

Da Pune e dal mondo

Capodanno diverso e Festival di aprile. Novità Multiversity. Ridere in India.

 

8 RIFLESSIONI

Il sesso e il pianeta che abbiamo

Come i marziani vedono noi terrestri: delle creature ossessionate dal sesso e dalla violenza perché hanno imparato a rinnegare la loro natura.

 

10 PRIMO PIANO

VIOLENZA

• Liberarsi dal passato

• Terrorismo

• La fine della vita facile

• Un mondo armonioso è possibile?

• Paura e violenza: una mancanza d'amore

• Ambizione

• Violenza e consapevolezza

Un viaggio per scoprire le vere radici de violenza e del terrorismo: i condizionamenti sociali e religiosi che abbiamo appreso fin dall'infanzia. E un'indicazione affrontare il problema all'unico livello cui può essere risolto, quello dell'individuo.

 

26 TERAPIA

• Sarà una risata...

• Una via alla trasformazione

Mystic Rose e Aum Meditation: due metodi diversi di trasformazione.

 

30 MEDITAZIONE

Il viaggio infinito

Un viaggio fantastico, tra il big bang e il Tao, alla ricerca di te stesso, con una sorpresa finale.

 

34 SPECIALE: MEDITAZIONE

• La mappa senza sentieri della meditazione

Una guida pratica a come muoversi sulla via della meditazione. Osho chiarisce i dubbi e i malintesi che rendono più ardua la meditazione.

 

44 IL RICERCATORE

Le esperienze che confermano

Chi si muove verso la meditazione, incontra spazi strani e meravigliosi. Questi ti confermano che stai tornando a casa...

 

50 TUTTE LE STELLE

Il tuo oroscopo di dicembre

 

52 LA VETRINA

Tutti i libri di Osho in italiano, i video di Osho, le musiche per la meditazione e il rilassamento.

 

60 UN LIBRO DA VIVERE

Ridere la vita

La vita vista da una diversa prospettiva.

 

 

OSHOTIMES INTERNATIONAL

Copyright© 2000 OSHO INTERNATIONAL FOUNDATION Tutti i diritti riservati OSHO® è un marchio registrato di proprietà della Osho International Foundation, usato con il suo permesso.

 

 

 

 

LE NOTIZIE

 

 

ESSERE QUI

 

In inglese Being Here – The True Art of Living – è il nome di un nuovo gruppo (che dura un solo giorno) offerto dalla Multiversity di Pune.

Focalizzato sulle quattro vie della percezione – il corpo, i sensi, le emozioni e la mente – fa sperimentare come, proprio rafforzando la consapevolezza del momento presente, si riesca a entrare maggiormente in contatto con se stessi e la propria realtà interiore, al di là dei condizionamenti della mente e del continuo mutare delle emozioni. Un modo veloce non solo per rendere da subito più intensa e vissuta la partecipazione alle meditazioni che si tengono in Buddha Hall e alle altre attività dell’Osho Meditation Resort, ma anche per imparare una miniera di tecniche semplici ed efficaci, utilizzabili nella vita quotidiana. Essere qui: la vera arte di vivere.

“Il paradiso è qui, devi solo sapere come viverlo. E anche l’inferno è qui, e sai benissimo come viverlo. Il punto è solo di cambiare prospettiva, cambiare l’approccio verso la vita.” Osho

Per maggiori informazioni su tutte le attività all’Osho Meditation Resort di Pune vai su www.osho.com

 

 

IN INDIA SI RIDE

 

Osho ha fatto della risata uno dei cardini del suo approccio alla vita, utilizzandola non solo nella Laughing Meditation ma anche nella creazione, nel 1988, della sua più famosa terapia meditativa: la Mystic Rose.

Hanno forse in qualche modo preso spunto da lui i gruppi di persone che in tutta l’India si riuniscono ogni giorno – di solito al mattino, prima di iniziare la giornata lavorativa – e, dopo un po’ di riscaldamento ed esercizi di respirazione, si  mettono a provocare le risate uno dell’altro, in mezzo a grandi scoppi d’ilarità generale. Sono i ‘Club della risata’, ormai più di 400 a 6 anni dalla fondazione del primo, a Bombay, e che si stanno espandendo anche all’estero. Il fenomeno sta diventando così diffuso che la regista Mira Nair (la vincitrice del Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia di quest’anno) ne ha fatto il tema del suo ultimo documentario “The Laughing Club of India”, già presentato alla televisione americana e del quale si è parlato in tutto il mondo, presto forse arriverà anche in Italia.

Non risate, ma di sicuro qualche sorriso, all’annuncio del Ministero della Sanità indiano su una delle sue prossime campagne per il controllo delle nascite: vogliono portare un televisore in ogni camera da letto, facendo in modo che siano venduti a prezzi stracciati. Le coppie che non possono vedere la TV si consolano facendo sesso, si ragiona, con tanto di statistiche alla mano: a New York, per esempio, anni fa un prolungato black-out elettrico fece segnare un vero e proprio boom demografico. E così fornendo a prezzi accessibili qualche altro modo per passare le serate, di sicuro ci sarà meno attività sessuale e quindi meno nascite. Con più di un miliardo di abitanti e sulla buona strada per sorpassare la Cina e diventare il paese più popoloso del mondo, gli indiani vogliono provarle proprio tutte pur di ridurre la natalità. Forse non sanno che ‘dalle nostre parti’ la cosa non funziona proprio così… come ci spiega questa storiella raccontata da Osho:

La signora Maria è in cura dal suo medico per una grave infiammazione alle ginocchia. Il trattamento non porta nessun miglioramento e il dottore è preoccupato. “C’è qualcosa che ti spella le ginocchia con la stessa velocità con cui io te le curo” le dice. “Magari troppe preghiere?”

“Ma no, dottore” risponde lei “è mio marito! Vuole sempre farlo sul pavimento, alla pecorina.”

Il medico chiama allora il marito e gli spiega che ci sono un mucchio di altre posizioni per il sesso. “Lo so, dottore” risponde l’uomo “ma questa è l’unica che permette a tutti e due di continuare a guardare la televisione!”

 

 

GIOA DI VIVERE

 

Un bene prezioso, che è importante alimentare proprio in momenti come questi, quando la coscienza della nostra fragilità esteriore rende la meditazione una vera e propria questione di sopravvivenza. Da non perdere dunque è il Festival di Meditazione e Celebrazione che si terrà al Palasport di Varazze il 5/6/7 Aprile 2002. Focalizzato sul tema Tornare a se stessi, offrirà meditazioni di Osho, balli e musica dal vivo (anche con Milarepa), vari workshop con Anando, e un mucchio di altre cose, compresa una grande AUM Meditation (vedi pag. 28). E inoltre l’occasione di incontrarsi con altre persone che hanno nella meditazione e nella gioia di vivere una delle basi della propria esistenza.

On-line su http://www.thefestival.it trovi già il programma, che verrà pubblicato a febbraio anche sull’Osho Times. Per qualsiasi informazione sul Festival:

Tel/Fax: 019.918766

e-mail: festival@oshoamici.it

Ti invitiamo a fare un passaparola tra i tuoi amici e, se vuoi diventare un promotore del festival, richiedi al recapito qui sopra copie del volantone da diffondere nella tua zona.

 

 

E CAPODANNO CON........

 

...te stesso. Specialmente di questi tempi è importante trovare un modo di celebrare che non sia un puro e semplice lasciarsi scivolare nell’inconsapevolezza. Stare insieme ad amici, vecchi e nuovi, senza dimenticare il ‘gusto’ della meditazione…

Al Centro di Sommacampagna, ad esempio, il fine anno sarà all’insegna del “Celebrare la vita, celebrare tutto!”, l’organizzazione della festa sarà di Prashantam, che dal 27 al 30 dicembre conduce anche il workshop Ritorno all’innocenza; subito prima di Natale, domenica 23, c’è anche un bellissimo intensivo di meditazione.

Al Soleluna l’anno nuovo si festeggia con un Celebration Party proprio nel bel mezzo di un intensivo di 9 giorni: Zero Experience – Un salto in una nuova dimensione di vita. Ci avvertono che è il caso di prenotarsi per tempo anche solo per il party, perché i posti sono limitati.

Anche a Miasto propongono una bella fine d’anno: White Robe con musica dal vivo, cenone, una “fire meditation”, happening vari di teatro e musica e poi, dopo il brindisi, disco! Nello stesso periodo vasta offerta di workshop, con terapisti quali Sudha, Siddho e Satyam.

Per ulteriori informazioni, trovate indirizzi, telefoni ed e-mail nello spazio centri (da pag. 2).

 (ritorna al sommario) 

 

 

 

Il sesso, il pianeta che abbiamo

 

Agli occhi di un osservatore distaccato, come può esserlo un'ipotetica creatura di un altro pianeta, il comportamento umano ha davvero aspetti assurdi. L'ossessione con il sesso e la violenza sono l'effetto diretto delle repressioni e dei condizionamenti subiti nell'infanzia. Imparare l'amore per se stessi e rientrare in contatto con la propria essenza sono le uniche soluzioni possibili.

 

 

Spesso mi chiedo come appariremmo noi umani alle creature di un altro pianeta. Mi immagino i marziani che guardano il telegiornale del pianeta Terra alla TV. Dobbiamo proprio essere un bel mistero!

Se i vari ‘esperti’ qui sulla terra rimangono esterrefatti di fronte allo spettro della rabbia dei giovani, allevati in un mondo pieno di armi e di violenza,  pensa a quei poveretti che lavorano per la TV marziana. O magari loro ci vedono più chiaramente di come ci vediamo noi?

Persino i marziani saranno colpiti dalle eccezionali capacità tecniche dei terrestri. Eppure questi terrestri apparentemente tanto intelligenti continuano a rovinare l’unico pianeta di cui dispongono. E non è che non lo sappiano. Ogni sera alla loro televisione ne vedono i risultati: nuovi e strani comportamenti del tempo, piante e animali in via di estinzione, acqua che diventa sempre più scarsa, numero degli spermatozoi nello sperma in diminuzione, terra fertile che si desertifica, prodotti chimici e radiazioni nucleari che si spargono un po’ dappertutto, comparsa di strane malattie, rischi di guerre totali… Eppure la maggior parte della gente se ne va in giro come se non stesse accadendo nulla.

I terrestri sono sul punto di duplicare ancora una volta la loro popolazione. Invece di investire nell’alimentazione, negli alloggi e nell’istruzione dei nuovi arrivati, spendono in armi con cui ammazzarsi a vicenda. Discutono e addirittura combattono fino alla morte su argomenti che per un marziano non hanno esattamente un grande rilievo – ad esempio sul colore della loro pelle, o su ciò che chiamano ‘dio’ e che nessuno di loro può dire di aver visto, oppure sul fatto che il posto in cui sono nati è ‘migliore’ di quello dove è nato qualcun altro… e così via. Sembra proprio che sperino che questo gioco di roulette russa con il loro pianeta possa arrestarsi per conto suo, come per miracolo.

Mi immagino poi lo sguardo attonito che si dipinge sul viso del marziano quando guarda un po’ più in profondità in questo mistero. Prima di tutto scopre che ogni neonato terrestre viene riempito di programmi di ogni genere, chiamati ‘convinzioni’. Sembra che essi siano stati inventati per risparmiare ai giovani la fatica di sperimentare la vita e imparare per conto proprio. Questi “sistemi di convinzioni” programmano ogni nuovo nato in modo che sappia qual è la migliore religione, nazione e colore della pelle, e così quando crescerà saprà già a chi deve sparare. Creano il fanatismo e i soldati per un’altra guerra nazionalista, etnica o religiosa.

Poi il nostro marziano scopre una cosa ancora più bizzarra. Ad ogni nuovo arrivato si insegna che, sebbene l’esistenza – o chi per essa è responsabile all’interno del loro sistema di convinzioni – fornisca a tutti un set completo di organi sessuali, queste cosettine sono ‘cattive’. Lui e lei, nelle loro esplorazioni, scoprono che questi genitali sono dotati di numerosissime terminazioni nervose che sono fonte di grande piacere, probabilmente un meccanismo naturale per attirare attenzione su quest’area. Ma sorprendentemente, anche se queste attività hanno un grande successo e creano in questi giovani un enorme interesse, gli adulti terrestri insistono che toccarsi in quest’area è proibito! Se loro insistono a giocarci, gli adulti reagiscono ancora più negativamente e, se mostrano qualche segno di ricavarne piacere, la reazione diventa ancora peggiore. Basta osservare lo sguardo che compare sul viso dei genitori perché diventi evidente l’estrema serietà di questo argomento. E così i nuovi rampolli crescono nascondendo meglio che possono i genitali, e se per caso vengono sopraffatti dalla curiosità, fanno tutto con grande segretezza.

Quando inizia l’adolescenza, alcune sostanze chimiche chiamate ‘ormoni’ arrivano sulla scena, il corpo cambia forma e scoprono il sesso – sempre continuando a fingere che non stia accadendo nulla, nel corpo appaiono vari rigonfiamenti, ma tutti evitano di notarli. Quando questo diventa impossibile, il viso dei terrestri assume una coloritura rosso mattone, ed essi producono uno strano incrocio tra una risata e un singulto: è la manifestazione di ciò che chiamano senso di colpa.

Il nostro marziano, ormai veramente perplesso, si dà una grattatina alle antenne e decide di fare qualche ricerca sugli ormoni e sui cambiamenti che essi provocano. Scopre così che sono sostanze naturali per questa specie e che i cambiamenti fanno parte del sistema. Questo è il modo in cui i terrestri sopravvivono come specie, come producono altri terrestri: si chiama ‘sesso’.

Per rendere la storia ancora più complicata, il nostro analista alieno osserva che questo atteggiamento stranamente confuso rispetto al sesso pervade ogni aspetto della vita dei terrestri. Nonostante la condanna pubblica del sesso, la gente ne sembra ossessionata. È come se gli adulti cerchino a tutti i costi di impedire ai giovani di interessarsi di qualcosa a cui loro stessi pensano giorno e notte! Dovunque guardi, il marziano vede una fortissima domanda di sesso: nei libri, nei giornali e nelle riviste, nella pubblicità, in TV, nei film e così via, e – può immaginare – nella vita di tante persone. Ma è un soggetto che non viene di solito discusso e, se accade, riesce persino a spazzare via guerre di una certa importanza dalle prime pagine.

Ed ecco l’idea improvvisa: la conclusione è ovvia. È la natura che produce l’intero pacchetto, ma ogni bambino viene programmato sistematicamente da genitori, insegnanti e adulti in genere a pensare che è una cosa ‘cattiva’. Che ciò che è ‘naturale’ dentro di lui è in un certo senso ‘innaturale’ – che la sua natura è sbagliata.

E così alla fine il nostro uomo di Marte comprende che c’è una connessione: forzare i giovani terrestri a reprimere la loro naturale sessualità è ciò che crea quell’ossessione nell’età adulta che la repressione vuole controllare! Peggio ancora, creando questa divisione artificiale al loro interno, i terrestri diventano malati, pieni di rabbia e di risentimento. Questa è la spiegazione più probabile del perché siano la specie più infelice del loro pianeta.

Ora ti puoi immaginare il marziano impegnato a concludere il suo rapporto che si chiede come esprimere questa scoperta che i terrestri sono tutti alienati da se stessi. E poi chiamano lui un ‘alieno’!

 

Rapporto dal pianeta Terra

“A ogni giovane terrestre viene insegnato a rinnegare la propria natura. È inevitabile che bambini costretti a rifiutare e reprimere la propria natura, crescano ambivalenti rispetto alla ‘natura’ in generale. È chiaro che non possono preoccuparsi degli alberi quando è stato loro insegnato l’odio di una parte significativa del loro essere naturale.

In realtà, quando raggiungono l’età adulta, queste creature – per altri versi intelligenti – sembrano voler intenzionalmente distruggere la natura e il loro ambiente al punto che l’unico pianeta di cui dispongono potrebbe essere completamente spazzato via.

Sentiamo che questi due fenomeni contrari alla natura devono avere una relazione. Se non si riuscirà ad arrestare questo processo, in modo che i giovani terrestri possano godere della propria natura e vengano incoraggiati ad amarsi così come sono, non vediamo alcuna possibilità che i terrestri riescano a salvare ciò che rimane della natura che li circonda. Invece rimarranno ossessionati dal sesso e dalla violenza”.

Amrito

  (ritorna al sommario) 

 

 

 

Liberarsi dal passato

 

Il seme della follia e della violenza si trova nel passato e nei condizionamenti, ma per fortuna cominciamo a rendercene conto.

 

 

Amato Osho,

il mondo sembra stia diventando ogni giorno sempre più folle. Nessuno sa cosa stia accadendo e tutto è confuso e sottosopra. Questo è ciò che si dice nei giornali. È vero? E se è così, c’è qualche principio intrinseco di equilibrio nella vita che sta mantenendo tutto stabile?

 

Il mondo è lo stesso; è sempre stato lo stesso – sottosopra, folle, squilibrato. In realtà c’è una sola cosa nuova che è accaduta nel mondo ed è la nostra consapevolezza del fatto che siamo folli, che siamo sottosopra, che c’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato in noi. E questa consapevolezza è una grande benedizione. Naturalmente è solo un inizio, solo l’abc di un lungo processo; è solo un seme, ma di grande significato.

Il mondo non è mai stato consapevole come lo è oggi dei modi folli in cui funziona. È sempre stato così. In tremila anni l’uomo ha combattuto cinquemila guerre. Puoi dire forse che questa umanità è sana di mente? Non possiamo ricordarci nemmeno di un momento nella storia umana in cui le persone non si sono distrutte a vicenda in nome della religione o in nome di dio o persino in nome della pace, dell’umanità, della fratellanza universale.

Parole grosse che nascondono realtà molto brutte! Cristiani che ammazzano musulmani, musulmani che ammazzano cristiani, musulmani che ammazzano gli indù, indù che ammazzano musulmani. Le ideologie politiche, religiose e filosofiche sono solo facciate per nascondere gli omicidi – per uccidere con una giustificazione.

Tutte queste religioni promettevano alla gente: “Se morite in una guerra religiosa, il paradiso sarà assicurato. Uccidere in guerra non è peccato, essere uccisi in guerra è una grande virtù”. Questa è pura stupidità! Ma diecimila anni di condizionamenti sono penetrati profondamente nel sangue, nelle ossa, fino nel midollo dell’umanità.

Ogni religione, ogni nazione, ogni razza affermava: “Siamo il popolo eletto di dio. Siamo i più grandi; gli altri sono tutti inferiori”. Questa è follia, e tutti hanno sofferto per questo motivo. Gli ebrei hanno sofferto immensamente per un’unica follia che hanno commesso e cioè l’idea di essere il popolo eletto. Quando hai l’idea di essere il popolo eletto, tutti gli altri non possono perdonarti perché anche loro sono il popolo eletto di dio, e come si fa a decidere?

Nessun argomento può essere conclusivo, e nessuno sa dove dio si nasconda quindi non puoi nemmeno chiedere a lui; non può essere portato in tribunale come testimone. Solo la spada può decidere. Chi è più potente, ha ragione. Il potere è diritto.

Gli ebrei hanno sofferto per secoli, ma la sofferenza non li ha trasformati. Anzi ha rafforzato l’idea che sono loro il popolo eletto. Le stesse persone che dicono loro: “Siete il popolo eletto”, dicono anche che proprio per questo devono affrontare molte prove, devono passare attraverso il fuoco per provare di che metallo sono fatti.

Questo è vero non solo per i cristiani, gli ebrei, i musulmani e gli indù; lo stesso vale per tutta la gente esistita finora. L’ego razziale, l’ego religioso, l’ego spirituale sono molto più pericolosi dell’ego individuale, perché quest’ultimo è molto grossolano. Puoi vederlo – può vederlo chiunque, perché è là visibile in superficie. Ma quando l’ego diventa razziale – “l’induismo è grande” – non pensi di star proclamando qualcosa che riguarda te. Indirettamente però stai affermando: “L’induismo è grande, e io sono grande perché sono un indù”. È un modo indiretto, sottile, astuto: “Sono grande perché sono giapponese, perché i giapponesi sono i discendenti diretti di dio”, oppure: “Sono cinese e i cinesi sono il popolo più civilizzato, il più ricco di cultura”.

Quando gli occidentali hanno raggiunto la Cina per la prima volta e hanno visto i cinesi, sono scoppiati a ridere. Sembravano delle caricature, dei personaggi dei fumetti, non delle persone – con quattro o cinque peli che gli crescevano sulla faccia e quella era tutta la barba che avevano! Che gente era questa? I primi europei scrissero nei loro diari: “Sembra che abbiamo scoperto l’anello mancante tra la scimmia e l’uomo”.

E che scrivevano i cinesi nei loro diari? Persino l’imperatore della Cina era molto interessato a vedere gli europei perché aveva sentito molte storie su di loro. Li invitò a corte, non perché li rispettasse, ma solo per vedere che gente fossero. Mai prima…! Non riusciva a contenere il riso, appena li vide scoppiò a ridere. Chiese alla sua gente: “Li avete trovati nelle giungle africane? Sembrano scimmie!”

L’ego funziona così: l’altro viene sempre messo più in basso possibile; paragonandosi all’altro, ci si sente superiori.

Tu dici: “Sembra che il mondo stia diventando ogni giorno sempre più folle”. Non è vero; è sempre stato così. C’è solo una cosa nuova, ed è una benedizione, non una maledizione. Per la prima volta in tutta la storia dell’umanità, alcune persone stanno diventando consapevoli che il modo in cui siamo vissuti finora è sbagliato, che manca un elemento di base nelle nostre fondamenta. C’è qualcosa che non ci permette di crescere e diventare esseri umani sani. Il seme della follia si trova nei nostri condizionamenti.

Ogni bambino nasce sano di mente, e poi piano piano lo ‘civilizziamo’ – con quello che chiamiamo il processo di civilizzazione. Lo prepariamo a diventare parte della grande cultura, della grande chiesa, del grande stato a cui apparteniamo. Tutta la nostra politica è stupida, e così lui diventa stupido. Tutta la nostra educazione è brutta. La nostra politica non è altro che ambizione, ambizione nuda e cruda, desiderio di potere. Solo le persone di tipo inferiore hanno interesse per il potere. Solo le persone che soffrono di un profondo complesso di inferiorità diventano politici. Vogliono dimostrare che non sono inferiori; vogliono provare agli altri e a se stessi che non sono inferiori, che sono superiori.

Ma, se sei superiore, che bisogno c’è di provarlo? L’uomo superiore non deve provare nulla, è completamente a suo agio con la sua superiorità. Ecco cosa dice Lao–Tzu: l’uomo superiore non è nemmeno cosciente della sua superiorità, non ne ha bisogno. È solo la persona malata che si mette a pensare alla salute; la persona sana non pensa mai alla salute. Una persona sana non è consapevole della sua salute; solo il malato lo è. Una persona bella, una persona veramente bella non è consapevole della sua bellezza. È solo una persona brutta che si preoccupa costantemente di questo e fa ogni sforzo per provare di non essere brutta.

Nel dimostrare ad altri che non è inferiore, non è brutta, sta cercando di dimostrarlo a se stessa. L’altro è uno specchio. Se l’altro dice: “Sì, sei grande…”. Ma lo dirà solo se sei ricco, se sei potente, altrimenti non lo farà.

I politici sono malati di mente, eppure insegniamo ai nostri figli a essere dei politici. Insegniamo ai nostri figli la stessa cultura che ci ha torturato, gli stessi valori che sono stati così opprimenti per noi, che si sono dimostrati essere solo sottili catene, prigioni. Ma noi continuiamo a condizionare i nostri figli. La stessa educazione che ha distrutto la nostra grazia e innocenza, la inculchiamo nelle teste dei nostri bambini. E raccontiamo menzogne ai nostri figli come i nostri genitori hanno fatto con noi.

Questo è andato avanti per secoli. Come può l’umanità essere sana, integra, rilassata? Sarà di sicuro folle. L’umanità è stata sempre folle. È sempre rimasta sottosopra e confusa, perché è stata allevata con le bugie.

Ma oggi sta accadendo una cosa buona: almeno alcune persone giovani e intelligenti si stanno rendendo conto che tutto il nostro passato è sbagliato e che occorre un cambiamento radicale. “Abbiamo bisogno di rompere con il passato. Vogliamo ricominciare dal principio, dobbiamo farlo. Il passato è stato un esperimento assolutamente inutile!”

Quando accettiamo la verità così com’è, l’uomo può diventare sano. L’uomo nasce sano. Siamo noi a farlo impazzire. Quando accetteremo che non ci sono nazioni e non ci sono razze, l’uomo diventerà calmo e tranquillo. Tutta questa continua violenza, queste aggressioni, scompariranno. Se accettiamo con naturalezza il corpo dell’uomo, la sua sessualità, tutte le stupidaggini predicate in nome della religione scompariranno. Il novantanove per cento delle malattie mentali esistono a causa della repressione sessuale.

Dobbiamo liberare l’uomo dal passato. Il mio lavoro qui è di aiutarti a liberarti dal passato. Ciò che la società ha fatto, deve essere disfatto. La tua consapevolezza va ripulita, svuotata, in modo che diventi uno specchio purissimo che riflette la realtà. Essere capaci di riflettere la realtà vuol dire conoscere dio. Dio è solo un altro nome della realtà: ciò che è. Un uomo è sano di mente solo quando conosce la verità.

La verità libera, la verità porta alla sanità mentale.

La verità porta intelligenza, la verità porta innocenza.

La verità porta estasi, la verità porta celebrazione.

Dobbiamo trasformare tutta la terra in una festa straordinaria, ed è possibile perché l’uomo ha con sé tutto ciò che occorre per trasformare questa terra in un paradiso.

 

tratto da:

Osho, Come, come, yet again come #12

  (ritorna al sommario) 

 

 

 

TERRORISMO

 

 

Questi fenomeni di terrorismo sono sicuramente connessi con ciò che accade nella società. La società sta andando a pezzi. Il suo vecchio ordine, la disciplina, la moralità, la religione, tutto si è dimostrato essere basato su fondamenta sbagliate. Tutte queste cose hanno perso il loro potere sulla coscienza delle persone.

Il terrorismo è semplicemente simbolo del fatto che distruggere degli esseri umani non ha importanza, che non c’è nulla di indistruttibile negli esseri umani, che tutto è materia e non puoi uccidere la materia, puoi solo cambiarle forma. Una volta che l’uomo viene considerato solo un insieme di materia, e non viene dato alcuno spazio a un essere spirituale che è dentro di lui, allora uccidere diventa solo un gioco.

Il terrorista ha uno strano potere, persino rispetto alle grandi potenze. Può gettare bombe sulla Casa Bianca senza paura, perché le armi che hai tu sono troppo potenti – non puoi rispondere in quel modo. E quelle sono le bombe che gli hai venduto tu! Il fenomeno non è stato compreso perché non c’è una comprensione della psicologia umana.

Secondo me, per il modo in cui ha sempre vissuto, l’uomo ha bisogno di una guerra ogni dieci o dodici anni. Accumula tanta di quella rabbia, tanta di quella violenza, che solo una guerra può servire a dargli sollievo. Una guerra si succede all’altra; ci sono solo pause di dieci o quindici anni. Queste pause sono una specie di rilassamento. Ma poi ricominci ad accumulare, perché sono al lavoro la stessa mentalità, la stessa invidia, la stessa violenza.

Le religioni hanno imposto all’uomo valori molto superficiali: l’inconscio non è d’accordo. Ogni uomo vive in conflitto con se stesso. Quindi quando trova la possibilità di una buona causa – “libertà, democrazia, socialismo”... Qualsiasi bella parola può diventare il pretesto per nascondere l’orrore dell’inconscio, che vuole solo distruggere, che ama la distruzione.

Il terrorismo diventerà un fenomeno sempre più vasto e diffuso, perché una terza guerra mondiale è quasi impossibile. E quegli stupidi politici non hanno alternative. Terrorismo vuol dire che ciò che veniva fatto a livello collettivo, adesso dev’essere fatto a livello individuale. Crescerà. Può essere prevenuto solo se cambiamo le basi della comprensione umana, ed è un compito titanico; e lo è ancora di più perché le stesse persone che vuoi cambiare ti si opporranno, non ti permetteranno facilmente di cambiarle.

In realtà amano lo spargimento di sangue, anche se non hanno il coraggio di ammetterlo. Tutte le cose sono interconnesse. La prima cosa che deve cambiare è che l’uomo deve avere più occasioni di gioia, la gioia che le religioni hanno ucciso. I veri criminali non sono stati individuati: terroristi e criminali sono solo vittime. I veri criminali sono le religioni, perché hanno distrutto ogni possibilità di gioia. Hanno rovinato ogni possibilità di godersi le piccole cose della vita; hanno condannato tutto ciò che la natura ti offre per renderti felice, per farti sentire bene, vivo.

In questa situazione ogni essere umano ha bisogno di sottoporsi a terapia per comprendere le motivazioni del suo inconscio, ha bisogno di meditare in modo da diventare calmo e distaccato e guardare al mondo in una nuova prospettiva, quella del silenzio.

 

tratto da: Osho, Beyond Psychology #18

 

 

 

Religiosità, non religione

 

 

La religione ti impedisce di essere religioso – ti manda alla moschea, al tempio, in chiesa. Ti insegna a pregare un dio ipotetico che non hai mai incontrato, che nessuno è mai riuscito ad incontrare.

E il tempio reale è tutt’intorno a te – sotto le stelle, sotto il verde fogliame di un albero, sulle sponde dell’oceano. Il tempio reale è tutt’intorno, e il dio reale non è altro che il vivere, ciò che è vivo, il fenomeno della consapevolezza in te.

Dovunque c’è vita, dovunque c’è consapevolezza, c’è dio. E quando arrivi all’esperienza suprema della consapevolezza diventi un dio. Ognuno ha il diritto, il diritto innato, di diventare un dio – non di adorare un dio ma di diventare egli stesso un dio.

Tutte le religioni sono un ostacolo. Non ti insegnano a non essere ambizioso; ti insegnano l’ambizione, ti insegnano a essere virtuoso così che puoi andare in paradiso. Non ti insegnano a non avere paura, ti insegnano la paura – che se fai certe cose verrai gettato all’inferno e soffrirai per l’eternità. Tutte le religioni sono fondamentalmente un modo di sfruttare l’umanità: ti rendono schiavo, ti umiliano, ti chiamano peccatore, distruggono il tuo rispetto per te stesso.

La religiosità è un’umile gratitudine verso l’esistenza.

Dato che l’esistenza ti ha dato tanto, c’è un umile rispetto per te stesso – ma è umile, non egoistico, non è una cosa di cui ti vanti.

La religiosità ti insegna ad amare, ti insegna ad essere più vivo, più giocoso, a celebrare di più. La tua vita dovrebbe essere una canzone, una danza, una festa.

Che bisogno c’è di appartenere a una folla? Tutte queste cose sono tue esperienze individuali, non hanno nulla a che fare con una folla. Non occorre che tu vada in chiesa o adori un dio o un libro morto e pieno di sciocchezze, di stupidità, di superstizioni.

La religiosità è un fenomeno assolutamente individuale. Non ha nulla a che fare con la collettività; non c’è bisogno di lottare con qualcuno, non c’è bisogno di dire: “Quindi, siate uniti.” I musulmani devono essere uniti contro gli indù, gli indù contro i cristiani, i cristiani contro gli ebrei. Queste non sono religioni. Queste sono masse folli di gente che vuole fare della violenza in nome della religione, in nome di dio.

Per migliaia di anni, le religioni hanno ucciso, assassinato, bruciato. E la loro strategia è quella che la folla ha una propria psicologia: non lasciare che l’individuo stia sulle proprie gambe, che abbia un certo distacco, altrimenti non riuscirai a fargli stuprare una donna né a fargli  bruciare una casa o uccidere un bambino. Mettilo nella folla, e quando tutti gli altri faranno qualcosa, lo farà anche lui – emergerà la sua parte animale.

Le religioni sono solo psicologia della folla, della massa, e la massa è ancora al livello degli animali. Non sono ancora esseri umani. Ci sono esseri umani individuali, ma non ci sono folle che siano umane. La folla immediatamente regredisce e diventa inconscia.

Quindi non c’è alcun problema quando l’individuo diventa religioso. Devi solo comprendere cosa vuol dire religiosità.

Sii grato all’esistenza, goditi la bellezza della vita che ti circonda.

Ama, perché il domani non è certo.

Non rimandare nulla di bello a domani. Vivi intensamente, vivi totalmente, qui e ora.

Non occorre essere musulmano o cristiano. Allora sentirai nascere un’estasi straordinaria. Questo è il tuo paradiso.

Il paradiso non è da qualche parte, in qualche posto. È uno spazio dentro di te.

tratto da:

Osho, The Osho Upanishad cap 35

 (ritorna al sommario)  

 

 

 

La fine della vita facile

ovvero

la maledizione delle religioni

 

 

Le immagini degli attentati terroristici di NY e Washington sono state pubblicate in tutti i giornali, abbiamo ascoltato l’analisi di questi eventi quasi ininterrottamente nelle trasmissioni televisive. Siamo afflitti per le vittime, e il mondo ha subito un grande shock collettivo.

Anch’io, e in più ho paura. Ma com’è potuta accadere una cosa del genere? Chi sono queste persone che hanno così poco rispetto per la vita da uccidere se stessi e nello stesso tempo migliaia di innocenti? La risposta che mi viene in mente è abbastanza semplice, però la si sente molto poco nei commenti degli esperti e dei politici: soltanto dei superfanatici “Combattenti di Dio”, quindi con una motivazione “religiosa” e dopo anni di indottrinamento continuo, sono in grado di compiere un’azione del genere.

“Religioso” in questo senso certamente non vuol dire compassione, fiducia o amore per la vita, ma caratterizza piuttosto un dogma rigido ed esclusivo che alimenta una fede fondata sul fatto che la “mia” religione è l’unica vera religione. Questo punto di vista non lascia alcuno spazio per l’amore che unisce e comprende, ma invece nutre un odio che separa e divide. Purtroppo tutte le grandi religioni, senza alcuna eccezione, producono questo tipo di “religiosità”. L’Islam in questo senso propone la dottrina più assurda. Per l’attentatore, il suicidio è una via diretta e sicura per ottenere un posto in paradiso! Ci vuole una povertà veramente senza speranza, senza limiti, per produrre persone che sono capaci di sacrificare la propria vita, convinte di battersi per la “cosa giusta” e di assicurarsi una vita migliore nell’aldilà. Le condizioni di vita – poverissime e devastanti in paesi come l’Afghanistan o la Palestina – sono la causa di un fanatismo religioso che semina un odio sconfinato e produce la disponibilità alla violenza. L’individuo non ha niente da perdere ed è pronto a compiere atti sempre più mostruosi.

L’11 settembre, il mondo è stato testimone di una dimensione di violenza finora sconosciuta. Questo tipo di terrorismo potrebbe fare scuola e diffondersi ad altri luoghi, ad altre città. Azioni del genere potrebbero accadere in ogni momento e in ogni paese. Certo il terrorismo non scomparirà solo perché ora in tutto il mondo si dichiara con vigore che lo dobbiamo combattere e sradicare con la forza delle armi e con il potere economico, con l’odio e la vendetta. Il fatto è che viviamo, che ci piacca o no, in una insicurezza permanente e ci sentiamo assolutamente vulnerabili. Nessun discorso politico e nemmeno la più costosa assicurazione sulla vita può cambiare questo fatto. In nessuna parte del mondo esiste un posto dove rifugiarsi e vivere sicuri e comodi, pretendendo che lì i problemi del resto dell’umanità non possano entrare.

Usare la forza come risposta alla violenza non risolverà in alcun modo il problema. In questo modo continuerà soltanto lo stesso gioco che possiamo osservare ormai da decenni fra Israele e Palestina. Un’azione militare provoca un contrattacco che viene subito vendicato e così ad infinitum

Questo scenario si presta molto bene a creare delle identificazioni. Gli Stati Uniti sono uniti strettamente al resto del mondo occidentale contro i “cattivi” musulmani e, alla fine, contro tutto il mondo “primitivo” degli arabi. Noi siamo i buoni e voi i cattivi. L’indignazione e il desiderio di vendetta sono come la benzina gettata sul fuoco della violenza, ma questa strada può solo portarci in un’oscurità ancora più profonda. I luoghi del dramma possono cambiare – Macedonia, Irlanda del Nord, Cecenia, Palestina oppure adesso l’America – ma ovunque esistano dei fanatici, che giustificano le uccisioni sulla base di motivi prevalentemente “religiosi”, i meccanismi rimangono gli stessi. Anche i naziskin agiscono colpendo gli stranieri o i diversi, convinti di agire in base a una ‘giusta’ motivazione. Sono fanatici senza alcun rispetto per la vita, privi di prospettive e di qualunque speranza di partecipare al benessere della società.

Forse sarebbe utile interrogarci su noi stessi: Dove si nasconde il nostro fanatismo? In che modo siamo bloccati dall’identificazione con il colore della nostra pelle, con la nostra nazione e posizione sociale? Perché arriviamo spesso a sentirci rispetto agli altri più ‘evoluti’,  più ‘buoni’, più ‘spirituali’? Sono proprio le persone orientate spiritualmente che sono più a rischio di cadere in questa trappola di arroganza. “Sono così buono! Medito, metto i miei rifiuti nelle apposite campane. Il mio è un livello molto più elevato delle masse ottuse dell’umanità comune. Sono il loto che cresce nella palude di un’umanità perduta!”. Anche questa arroganza è un’altra faccia dello stesso fanatismo.

Lo shock, provocato dagli atti terroristici in America, ci ha scosso duramente e ci ha fatto sentire tutta la nostra vulnerabilità e la nostra impotenza. Per l’umanità questi sono tempi difficili di uno sviluppo doloroso. Non esistono soluzioni uguali per tutti; ognuno deve trovare la propria risposta.

Questa situazione mi ricorda una frase che secondo me la descrive molto bene:

“La cosa che manca di più agli uomini, è l’amore”.

Parigyan

 

tratto da: Osho Times ed. tedesca

 

 

Un proverbio dice: “Muore una farfalla in Amazzonia e provoca una tempesta in Cina”. Una bella metafora, che ci rende consapevoli del fatto che in questo universo ogni cosa è in relazione a ogni altra cosa, che tutto ciò che pensiamo e facciamo ha effetto sul tutto.

 

 

 

Usare il potere in modo positivo

 

 

Sono venuto al mondo in un ospedale di Harlem, a New York City, detta anche la Grande Mela. Per questo, quando ho visto in televisione l’attacco terroristico a New York, per me non è stato solo un attacco agli Usa, ma anche un attacco personale alla mia casa. È stato uno shock!

L’America è la più grande potenza militare mondiale, ha i più grandi servizi segreti del mondo; gli americani sono bravissimi a fare soldi, ma non sono in grado di fermare un pugno di terroristi suicidi. Poche persone, e non sono riuscite a fermarle! Anche Israele non può farlo; gli israeliani hanno imprigionato o ucciso tanti leader palestinesi, ma non possono impedire a un singolo palestinese di arrivare a uno stato di furore così estremo da caricarsi di bombe e compiere un attentato suicida.

Io osservo questa follia e mi sento frustrato.

Dopo questo attacco, il presidente americano è sottoposto alla pressione di dimostrare al suo paese di non essere un debole. Adesso l’America bombarda l’Afghanistan decisa a dare la caccia ai malfattori.

Però a me sembra che un paese che possiede una potenza militare di questo genere, che è in grado di dire: “Se non volete ballare con la nostra musica, vi forzeremo noi a farlo” – e gli Usa hanno questo genere di potenza! – che questo paese ha anche la responsabilità, di incoraggiare la pace e di dire: “Smettiamo di ammazzarci a vicenda, viviamo insieme in amicizia, sul terreno di una cooperazione reciproca!”. Gli Stati Uniti hanno questo potere. Il potere può anche essere utilizzato in modo positivo.

Sarei veramente felice, se gli Usa fossero pronti a dire: “Mettiamoci insieme e creiamo in Medio Oriente una regione felice, per tutti. Costruiamo una rete di commerci che assicurino un’esistenza anche ai palestinesi, non solo agli israeliani”. Sarei veramente felice, se il Medio Oriente diventasse una Mecca per tutte le religioni e tutti gli uomini. Un luogo in cui ognuno ha diritto di esistere. Ma in questo momento non è così.

Sarei veramente felice, se l’America assumesse la guida di questa tendenza, in modo che tutti possano dire: “Brava! L’America fa tutto per la pace!” – invece di pompare sempre più denaro nel sistema bellico!

Gli americani potrebbero impiegare allora quei soldi per combattere le malattie, per eliminare la fame, e tutti i milioni di miliardi che ora vengono utilizzati per la difesa, potrebbero servire a migliorare la vita di ogni uomo su questo pianeta!

Questo sarebbe splendido! Di questo sarei veramente felice.

Veeresh

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Un mondo armonioso é possibile

 

Il punto di partenza per creare una società armonica è l’individuo. Solo un individuo profondamente integrato a livello interiore, in grado di accettare tutte le parti di sé che sono state represse nell’inconscio e capace di entrare in contatto con il suo vero essere sarà in grado di farlo. E per far questo ci occorre una scienza della meditazione.

 

 

Il desiderio di un’utopia è fondamentalmente il desiderio profondo di armonia nell’individuo e nella società. L’armonia finora non è mai esistita; c’è stato sempre il caos.

La società è sempre stata divisa in culture diverse, religioni e nazioni diverse – tutte basate sulla superstizione. Nessuna di queste divisioni è valida. Tuttavia queste divisioni mostrano che l’uomo è diviso dentro di sé: sono le proiezioni del suo conflitto interiore. All’interno non è un tutt’uno, non è integrato, ecco perché non è riuscito a creare all’esterno una società unita, un’unica umanità.

La causa non è all’esterno. L’esterno è solo il riflesso dell’interiorità dell’uomo.

L’uomo si è evoluto a partire dagli animali. Questo è sostenuto con forza dalla psicoanalisi moderna, perché nell’inconscio collettivo dell’uomo ci sono ricordi che appartengono alla vita dell’animale.

L’uomo porta ancora con sé molto dell’istinto animale – la rabbia, l’odio, l’invidia, la possessività, l’astuzia. Tutto ciò che viene condannato nell’uomo sembra appartenere a una parte inconscia profondamente radicata. Il compito dell’alchimia spirituale è proprio quello di liberarsi del passato animale.

Se non si libera del suo passato animale, l’uomo rimane diviso. Il passato animale e la sua umanità non sono in grado di coesistere, perché l’umanità ha qualità che sono esattamente l’opposto. Tutto ciò che l’uomo fa, è diventare un ipocrita. Per quanto riguarda il comportamento formale, segue gli ideali dell’umanità – l’amore e la verità, la libertà, la non possessività e la compassione. Ma tutto questo rimane solo uno strato molto sottile – in qualsiasi momento l’animale nascosto può emergere. Qualsiasi accadimento può portarlo alla luce. E sia che emerga sia che rimanga nascosto, la consapevolezza interiore rimane divisa.

Questa consapevolezza divisa è quella che crea il desiderio e la domanda: come può l’individuo diventare un tutto armonioso? La stessa cosa vale per la società: come possiamo rendere la società un tutto armonioso – in cui non c’è né guerra, né conflitto, in cui non ci sono né classi, né divisioni in base al colore, alla casta, alla religione, alla nazione?

Per via di persone come Thomas More, che ha scritto il libro Utopia, questa parola è diventata sinonimo di tutte le mete idealistiche – ma non si è compreso il problema reale. Ecco perché sembra che questa idea di utopia non accadrà mai. Se pensi alla società che si trasforma in una società ideale, un paradiso, sembra una cosa impossibile. Ci sono tanti conflitti, e non sembra esserci modo di armonizzarli.

Ogni religione vuole conquistare il mondo intero, non vuole essere armonizzata.

Ogni nazione vuole conquistare il mondo intero, non vuole essere armonizzata.

Ogni cultura vuole diffondersi in tutto il mondo e distruggere le altre, non portarle a un’armonia.

Quindi utopia è diventato sinonimo di qualcosa di immaginario. La parola stessa ‘utopia’ significa anche ‘ciò che non si realizzerà mai’. Eppure l’uomo continua ripetutamente a pensare in questi termini. Sembra esserci un desiderio profondamente radicato e inestinguibile… Ma il pensiero dell’uomo tocca solo i sintomi – ecco perché sembra che non accadrà mai: non sta osservando le cause. Le cause sono individuali.

L’utopia è possibile. Una società umana armoniosa è possibile, dovrebbe essere possibile, perché sarebbe la migliore opportunità per tutti di crescere, di essere se stessi. Ognuno avrebbe a disposizione tutte le opportunità. Quindi la società, così com’è ora, è completamente stupida.

Gli utopisti non sono sognatori, ma i tuoi cosiddetti realisti che li condannano sono degli sciocchi. Entrambi sono d’accordo su di una cosa, che qualcosa dev’essere fatto nella società.

Per come la vedo io, l’utopia non è qualcosa che non si realizzerà mai; è una cosa possibile, se risaliamo alle cause, non ai sintomi. E le cause sono negli individui, non nella società.

Nel mondo sono stati fatti dei tentativi di creare una società armoniosa, ma sono falliti tutti per il semplice motivo che nessuno si è mai preoccupato di comprendere il motivo per cui la società non è già naturalmente armoniosa.

Non è armoniosa perché ogni individuo è diviso dentro di sé, e le sue divisioni vengono proiettate sulla società. A meno che non riusciamo a dissolvere le divisioni che l’individuo ha al suo interno, non c’è possibilità di realizzare davvero un’utopia e creare una società armoniosa.

Quindi l’unica via per l’utopia è quella di aumentare la tua consapevolezza e di ridurre la tua inconsapevolezza, finché arriva un momento nella tua vita in cui nulla rimane inconscio: sei pura consapevolezza. Allora non c’è divisione. Una persona di questo genere che possiede solo consapevolezza e niente che le si opponga, può diventare il punto di forza per creare una società senza divisioni. In altre parole, solo una società che è sufficientemente illuminata può soddisfare la domanda di armonia – una società di persone illuminate, una società di grandi meditatori che hanno lasciato cadere le loro divisioni.

Invece di pensare in termini di rivoluzione e di cambiare la società e la sua struttura, dovremmo pensare di più alla meditazione e a cambiare l’individuo. Questo è l’unico modo possibile di eliminare un giorno tutte le divisioni nella società. Prima devono essere eliminate nell’individuo – e proprio lì è possibile lasciarle andare. Il mondo può arrivare all’armonia se la meditazione si diffonde dappertutto e la gente arriva dentro di sé a una consapevolezza indivisa.

Questa sarà una dimensione completamente diversa su cui lavorare. Finora c’era la dimensione della rivoluzione: il punto era la società, la sua struttura. Questo metodo ha fallito ripetutamente, in modi diversi. Ora la dimensione dovrebbe essere quella dell’individuo – e non la rivoluzione, ma piuttosto la meditazione, la trasformazione.

Non è così arduo come si pensa. La gente spreca magari sei anni per ottenere una laurea all’università; e pensa che non sia uno spreco eccessivo pur di ottenere un titolo che non vale nulla.

È solo una questione di comprendere il valore della meditazione. Allora è facile che milioni di persone diventino integrate nella loro interiorità. Saranno il primo gruppo di persone a diventare armoniose. La loro armonia, la loro bellezza e compassione, il loro amore – tutte le loro qualità – avranno sicuramente una risonanza in tutto il mondo.

Il mio lavoro è di fare della meditazione una scienza in modo che non abbia nulla a che fare con la religione. In questo modo chiunque può praticarla – che sia indù o cristiano, ebreo o musulmano, non ha alcuna importanza. La sua religione è un fatto irrilevante: può in ogni caso meditare. Magari non crede in alcuna religione, è ateo; eppure può meditare.

La meditazione deve diventare un fuoco incontrollabile. Allora c’è qualche speranza. E la gente è pronta: ha sete di qualcosa che cambi il gusto stesso della società. Com’è al momento, è orrenda, è disgustosa. Al massimo, è tollerabile. In qualche maniera, la gente è riuscita a tollerarla. Ma tollerare non è una cosa molto gioiosa.

Dovrebbe essere estatica.

Dovrebbe essere piacevole.

Dovrebbe portare una danza nel cuore della gente.

Quando queste divisioni all’interno della persona scompaiono, essa può vedere tutto con grande chiarezza. Non si tratta di avere grandi conoscenze, si tratta di chiarezza. Questa persona può osservare ogni dimensione, ogni direzione con tale chiarezza, con tale profonda sensibilità e percettività, che può anche non avere grandi conoscenze, ma la sua chiarezza ti darà risposte che la conoscenza non è in grado di dare.

Questa è una delle cose più importanti – l’idea di utopia – che ha seguito l’uomo come un’ombra per migliaia di anni. Quest’idea si è in qualche modo fusa con quella di cambiare la società: non si guarda mai l’individuo. Nessuno ha dato grande attenzione all’individuo – e quella è la radice di tutti i problemi. Ma dato che l’individuo appare così piccolo e la società così grande, la gente pensa: possiamo cambiare la società, e cambierà anche l’individuo.

Non è così – perché la ‘società’ è solo una parola; esistono solo individui, la società non esiste. La società non ha anima – in essa non puoi cambiare nulla. Puoi solo cambiare l’individuo, anche se appare così piccolo.

Quando arrivi a conoscere la scienza che serve a trasformare l’individuo, essa può essere applicata a tutti gli individui, chiunque siano.

La mia sensazione è che un giorno arriveremo a ottenere una società che sarà armoniosa, una società molto migliore di tutte le idee che gli utopisti hanno prodotto per migliaia di anni.

La realtà sarà molto più bella.

 

tratto da: Osho, Light on the Path #30

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Paura e violenza, una mancanza d'amore

 

Preti e politici hanno mille modi di creare paura per poter meglio dominare la gente e sostenere i propri interessi costituiti. È una vecchia storia. Se non hai paura, vuoi vivere la tua vita con totalità, celebrare, essere creativo, non distruggere.

 

 

La paura esiste solo quando non c’è amore. Per questo in tutto il mondo i preti hanno cercato di distruggere la possibilità dell’amore. Hanno creato meccanismi molto sottili per avvelenare l’energia di amore degli uomini e delle donne, per condannarla, per far sì che le persone si sentissero in colpa riguardo all’amore. La guerra va bene, ma l’amore non va bene. Tutto è accettabile tranne l’amore, perché se la gente è in grado di amare, la paura scomparirà – questo è il problema – e se la paura scompare, non può esistere il prete.

Il prete sfrutta la paura. Può spaventarti in modo tale da costringerti ad andare da lui. Allora ti darà sicurezza, dirà: “Non aver paura. Prega. Prendi questo mantra e recitalo, e Gesù ti salverà oppure Krishna ti salverà…”. O dirà: “Prendi questa Bibbia. Questa è la tua strada, e devi rimanere un cristiano, se no andrai all’inferno”, oppure: “Sii cattolico, o indù o musulmano”.

Prima crea la paura – la malattia – e poi è lì pronto a vendere la medicina. Se la paura scompare, il prete dovrà andarsene.

E il prete è stato sostenuto dal politico nel corso dei secoli perché anche quest’ultimo vuole che la gente viva nella paura, in quanto quando la gente vive nella paura può essere dominata, quando la gente vive nella paura ha bisogno di capi.

Solo persone spaventate hanno bisogno di capi perché non hanno fiducia in se stesse, non sanno come stare sulle proprie gambe. Hanno bisogno di qualcuno a cui appoggiarsi.

I politici sanno che se la gente perde le sue paure non avrà più bisogno di leader; non avrà bisogno di stupidi politici per guidare la sua vita. Non avrà nemmeno bisogno dei cosiddetti governi o delle nazioni. E se la gente non ha paura vorrà anche vivere la sua vita con totalità. Vorrà dipingere, cantare e creare musica e fare della sua vita una celebrazione. Perché dovrebbe avere interesse per la guerra? Perché dovrebbe sprecare la vita a discutere, lottare, ad assassinarsi l’uno con l’altro? Ma quando l’amore viene negato queste cose diventano facili.

Quando l’amore viene negato, la persona diventa vittima del prete e del politico, e quando non può amare, tutta la sua energia si trasforma in odio. Allora vuole uccidere. Non ha nulla da celebrare. Vuole distruggere perché non può creare.

Le guerre scompariranno solo quando verrà data totale libertà all’amore, non prima. Le guerre esistono e continueranno a esistere. Nonostante tutta la propaganda pacifista e i discorsi sulla pace e tutte quelle sciocchezze, la guerra continuerà perché soddisfa un bisogno: è un modo di rilasciare energia accumulata. L’energia che si sarebbe dovuta dirigere verso l’amore e la creatività si è girata sottosopra ed è diventata distruttiva. Quindi ogni dieci anni ci vuole una bella guerra, perché la gente continua ad accumulare veleno.

Ricorda sempre che è la stessa energia che era creatività che diventa distruttività – è la stessa energia. Se le viene permesso di muoversi in modo naturale allora possiede una certa grazia e diventa creativa. Se le viene impedita la crescita naturale diventa una ferita da cui comincia a uscire pus.

Ecco che cos’è la guerra.

Il politico è felice quando la gente ha paura, perché allora può essere facilmente resa schiava. Il prete è felice, perché quando la gente ha paura va in chiesa o al tempio o alla moschea per trovare sicurezza e consolazione.

Il mio lavoro qui è del tutto opposto. Voglio far fluire la tua energia di amore in modo che tu sia libero dal prete e dal politico. Quindi se preti e politici sono contro di me, è una cosa perfettamente naturale. Non ho alcuna speranza in contrario. È una cosa naturale. Sto distruggendo le radici stesse su cui hanno fatto affidamento per secoli e grazie alle quali hanno sfruttato e distrutto gli uomini, hanno storpiato l’umanità.

Quando l’amore fluisce nel tuo essere inizi ad aprirti, fiorisci. Il fluire dell’amore crea in te questa fioritura. Quando hai conosciuto la tua fioritura, hai conosciuto dio, hai conosciuto il paradiso. Hai riconquistato il paradiso perduto. Sei tornato nel giardino dell’Eden.

tratto da: Osho,

God has Got a Thing about You #20

 

 

 

Se nel mondo fossimo 100 persone

 

 

Per comprendere bene la logica dei popoli svantaggiati riflettiamo sui dati statistici di questo esempio semplice e illuminante, preso da Internet.

 

Se potessimo ridurre la popolazione del mondo intero in un villaggio di 100 persone mantenendo le proporzioni di tutti i popoli esistenti al mondo, il villaggio sarebbe composto in questo modo:

 

Ci sarebbero: 57 Asiatici, 21 Europei, 14 Americani (Nord Centro e Sud America), 8 Africani, 52 sarebbero donne, 48 uomini, 70 sarebbero non bianchi, 30 sarebbero bianchi, 70 sarebbero non cristiani, 30 sarebbero cristiani, 89 sarebbero eterosessuali, 11 sarebbero omosessuali, 6 persone possiederebbero il 59% della ricchezza del mondo intero e tutti e 6 sarebbero statunitensi, 80 vivrebbero in case senza abitabilità, 70 sarebbero analfabeti, 50 soffrirebbero di malnutrizione. 1 starebbe per morire, 1 starebbe per nascere, 1 possiederebbe  un computer, 1 (sì, solo uno!) avrebbe la laurea. Se si considera il mondo da questa prospettiva, il bisogno di accettazione, comprensione ed educazione diventa evidente.

 

Prendete in considerazione anche questo.

Se vi siete svegliati questa mattina con più salute che malattia siete più fortunati del milione di persone che non vedranno la prossima settimana.

Se non avete mai provato il pericolo di una battaglia, la solitudine dell’imprigionamento, l’agonia della tortura, i morsi della fame, state meglio di 500 milioni di abitanti di questo mondo.

Se avete cibo nel frigorifero, vestiti addosso, un tetto sopra la testa e un posto per dormire siete più ricchi del 75% degli abitanti del mondo.

Se avete soldi in banca e nel portafoglio e degli spiccioli da qualche parte in una ciotola siete fra l’8% delle persone più benestanti al mondo.

Se i vostri genitori sono ancora vivi e ancora sposati siete delle persone veramente rare, anche negli Stati Uniti e nel Canada.

Se potete leggere questo messaggio, avete appena ricevuto una doppia benedizione perché qualcuno ha pensato a voi e perché non siete fra i due miliardi di persone che non sanno leggere.

Qualcuno una volta ha detto: Lavora come se non avessi bisogno dei soldi. Ama come se nessuno ti abbia mai fatto soffrire. Balla come se nessuno ti stesse guardando. Canta come se nessuno ti stesse sentendo. Vivi come se il Paradiso fosse qui sulla Terra.

 

 

 

Più sesso, meno depressione

 

 

Leggiamo da un notiziario americano in rete:

 

L’attività sessuale negli USA è in crescita, il numero dei passeggeri aerei è in calo. Le maschere antigas sono un articolo molto richiesto. La gente si abbuffa di dolci e gelati e si butta per terra al minimo rumore.

Tante persone si sposano; dice una donna: “Sono andata a un matrimonio subito dopo i fatti di New York”.

Gli psicologi afferamano che la personalità e la storia personale di ognuno determinano in grande misura il modo in cui reagisce al trauma, e questo spiega perché alcuni fanno una scorta di antibiotici e altri lasciano perdere le diete che facevano e altri ancora fanno finta di niente.

Non è sorprendente che molte persone provino paura, insonnia e depressione dopo aver visto le immagini di guerra alla TV. Un fatto curioso è invece che molti psicologi hanno notato un miglioramento in alcuni pazienti che erano in cura per depressione e disturbi di ansia prima dell’attacco terroristico. Altri dicono però che molte persone portate alla depressione ora sono depresse dagli avvenimenti.

Una spiegazione è che persone con disturbi emozionali, di fronte a un ambiente che è meno stabile, percepiscono i loro problemi come meno gravi. In generale sembra che la gente si rivolge al cibo, allo shopping, ai film e al sesso come mezzi per sfuggire alla paura e alla tristezza.

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L'AMBIZIONE

 

A livello individuale sono l’ambizione e il paragonarsi con gli altri che possono portare a conflitti e frustrazione e sboccare infine nella violenza.

 

 

Gli esseri umani sono ubriachi di ambizione. Tutti vorrebbero essere diversi da quello che sono. Ma in questa corsa per diventare qualcuno, l’uomo dimentica ciò che è veramente. Essere più di ciò che si è, è un fatto impossibile. Ciò che non è nel seme non può essere nell’albero, eppure ogni individuo è alla ricerca di ciò che non è. Questa è la vera causa del malessere della società. È questo desiderio che sbocca nella violenza e nell’anarchia.

L’uomo non ha bisogno di qualcosa dall’esterno per evolversi in modo naturale. Non serve cercare e intrigare, non è necessaria alcuna interferenza esterna. L’uomo è dotato della possibilità di una evoluzione naturale che è silenziosa e misteriosa. Ma questa evoluzione è così naturale che persino i risultati della crescita non sono evidenti all’esterno.

In questo processo in cui cerca di diventare ciò che non è, un uomo investe grandi energie – ma alla fine non arriva da nessuna parte. Il risultato di essere ciò che non si è, è solo tensione, conflitto e infelicità.

Quando un uomo rimane semplicemente se stesso non c’è lotta, non c’è conflitto. Un uomo di questo genere è ciò che è. Non è in competizione con nessun altro. In lui non c’è traccia di altre personalità; non gli è stato imposto nulla dall’esterno. Il suo cuore è libero dalla tensione, dalla competizione – ed egli si evolve in modo naturale. Smette di investire la sua energia in lotte e competizioni senza senso, e diventa una grande riserva naturale di energia. È questo accumularsi dell’energia che dirige la sua evoluzione innata. Allora in lui non c’è alcuna tensione.

Un individuo che passa la vita a confrontarsi con gli altri non vive affatto la sua vita. La vita è un fenomeno interiore che non può essere scoperto dimenticandosi di se stessi. Quando un uomo si paragona con altri, sente invidia, rabbia e aggressività.

Questa non è vita, questa è morte vivente. È inevitabile che un mondo popolato da cadaveri che camminano diventi brutto come lo vediamo ora.

Quando un uomo cerca di vivere con tutta questa ambizione e competitività, non può trovare la pace interiore, e ai livelli più profondi del suo subconscio continuano a moltiplicarsi conflitti e frustrazioni. Alla fine, per disperazione, incomincia a vendicarsi. Diventa distruttivo. La reazione di uno che è incapace di comprendere se stesso è distruggere. La mancanza di autocomprensione si manifesta come distruzione, violenza.

Ecco perché dico che un mondo basato sull’ambizione non può mai essere non violento, sia che l’ambizione sia per questo mondo o per l’altro mondo. Dovunque c’è ambizione, c’è aggressività. L’ambizione stessa è violenza. E la scienza ha dato un enorme potere nelle mani delle persone ambiziose. La distruzione è inevitabile a meno che la religione riesca a cancellare l’ambizione dai cuori e dalle menti degli uomini.

Perché esiste tutta questa ambizione? Da dove arriva?

L’ambizione è il risultato di un complesso di inferiorità. Ogni individuo si sente al suo interno debole e inutile. Dentro di sé si sente superficiale e vuoto, come se fosse un nulla. Sente una specie di non–esistenza, un vuoto. Ed è a questo vuoto che tenta di sfuggire.

In realtà non corre verso qualcosa, ma cerca di sfuggire a qualcosa. Ma non è possibile fuggire da un posto senza fissare il proprio sguardo su qualcos’altro – ed ecco perché si focalizza sugli oggetti materiali. La causa di base della tendenza dell’uomo a fuggire è il suo vuoto interiore, anche se all’esterno questo prende la forma di un tentativo di ottenere qualcosa, di arrivare da qualche parte. La realtà è che sta fuggendo dal proprio essere.

Ma accettare questo come un dato di fatto, vorrebbe dire mettere in evidenza la nostra stessa fuga e quindi ci buttiamo nelle teorie, come quella sulla libertà dalla ruota della vita e della morte. Questa autoillusione ha radici profonde; se non si rompe questa catena di illusioni e inganni, l’uomo non sarà mai libero dall’ambizione.

Se un uomo fallisce in un’ambizione, ne sceglierà semplicemente un’altra; se fallisce nel mondo, creerà un’ambizione per dio. Un uomo d’affari che non riesce a liberarsi delle sue ambizioni mondane, diventa un monaco – ma è la stessa illusione con una nuova veste. E l’ambizione non è essa stessa un’illusione?

La nascita della religione nella vita di una persona avviene solo nel momento in cui inizia a osservare e comprende i motivi del suo tentativo di evasione. Comprendere che le radici dell’ambizione si trovano nel cercare di sfuggire il proprio vuoto interiore, apre nuovi orizzonti nella vita dell’uomo. Pensare che si possa sfuggire al proprio vuoto interiore è anch’essa un’illusione, e invece essere consapevole del vuoto interiore è religione. Fuggire è illusione, consapevolezza è religione.

All’uomo che cerca di fuggire il vuoto interiore appare piuttosto superficiale e privo di senso, ma per l’uomo che vive nella consapevolezza non c’è affatto mancanza di senso. Ciò che sembra superficiale nella propria ignoranza diventa profondo e completo nella consapevolezza. Cercare di fuggire vuol dire aumentare questa sensazione di mancanza di senso, perché vuol dire allontanarsi da se stessi. Più ti allontani e più ti senti vuoto e superficiale. La grandezza di questa sensazione dipende dalla distanza dal sé. Ricorda, l’inutilità di un uomo è proporzionale alla grandezza del suo ego.

Il senso di vuoto di una persona cresce se cerca di sfuggire al suo stesso essere – e la causa principale di questo tentativo è la paura. Sfuggire è accettare la paura, sfuggire consolida la paura. Tutto ciò che accetti, tutto ciò che ti porta un certo senso di sicurezza finisce per dominarti. Mentre cerchi di fuggire, la paura non diminuisce, ma anzi aumenta. La paura cresce nella misura in cui ti manca la comprensione del tuo essere. Ti senti sempre più vuoto, e questo alla fine diventa molto doloroso.

L’uomo che non cerca di sfuggire a se stesso e che diventa consapevole di sé scopre di essere entrato in un nuovo mondo. Non si sente affatto privo di senso. Non trova che la sua vita sia vuota. Tutta la sua vita è fatta di gioia e amore indicibili.

Nel momento in cui diventi consapevole non esiste nulla di superficiale. Nel momento in cui diventi il sole, non puoi trovare oscurità da nessuna parte. Lo dico dopo che sono diventato il sole, lo dico dopo essere stato ricolmato dalla totalità. Venite, guardate le mie mani. Non sono forse piene? Anche tu sei il sole. Anche le tue mani sono colme.

Ma tu stai dormendo. I tuoi occhi sono chiusi. Per via di questo torpore non vedi che le tue mani sono già piene, e quindi cerchi di riempirle e passi la vita tra i sogni. Ma io ti chiedo, come puoi riempire mani che non sono vuote? Come puoi colmare un vuoto interiore che è già pieno? È per questo che tutti i tuoi sforzi sono inutili. Questa futilità, questo fallimento sono la causa di tutto il dolore dell’umanità.

Un uomo che vive nell’angoscia mentale vuole torturarne altri. Uno che soffre vuole dividere la sofferenza con altri. Uno può condividere solo ciò che possiede. È impossibile vivere senza condividere ciò che hai. I fiori condividono il loro profumo perché il profumo è ciò che hanno; le stelle condividono la loro luce perché sono fatte di luce. Un uomo condivide le sue sofferenze perché è fatto di sofferenza.

Ma l’uomo può anche condividere la gioia, perché l’uomo può anche diventare gioia. E la religione è la strada per una gioia inimmaginabile. La religione è consapevolezza di sé, e chi è consapevole di sé scopre che in lui non c’è mancanza di senso. È colmo di una gioia insondabile, perché ora non c’è nulla da ottenere. All’interno dell’essere, si scopre che tutto ciò che vale la pena di ottenere è già presente.

Il sé non è superficiale. Il sé è la pienezza della gioia. Essere consapevoli vuol dire condividere la propria gioia con altri. Il cuore che sparge il profumo della gioia è un cuore religioso.

Nelle mani e nei cuori di persone veramente religiose, la scienza e i suoi poteri sarebbero una cosa splendida. Una tale collaborazione, una tale unione tra scienza e religione è stata attesa per lungo tempo. Sei pronto a sostenere questa unione? Ogni uomo deve diventarne un veicolo. Ogni individuo deve diventarne uno strumento. Una tale associazione può portare sulla terra un periodo di grande gloria. Non è un’era che è venuta ed è passata, è un’era che deve ancora arrivare.

tratto da:

Osho, Il lungo, il corto, il nulla ed.Mondadori

 

 

 

Love.

Comincia a vivere positivamente,

e cioè con emozioni positive.

Essere negativo è essere autodistruttivo

e alla fine suicida.

 

Ma di solito la mente opera in quel

modo, perché è solo uno strumento

di conforto e sicurezza;

mette a fuoco solo la morte,

non la vita.

Quindi essere completamente positivi

significa trascendere la mente.

 

A un fachiro fu chiesto di parlare

in pubblico sulla natura

della mente negativa.

Egli appese al muro

un foglio di carta enorme

perfettamente bianco.

Con una penna fece un punto

nero sulla carta.

Poi chiese a ciascuno di dire

cosa aveva visto.

Tutti risposero: Un punto nero.

Allora il fachiro disse:

Certo, c’è un piccolo punto nero.

 

Ma nessuno di voi ha visto

questo enorme foglio bianco –

e questo è il succo del mio discorso.

 

tratto da: Osho, Una tazza di tè, ed. NSC

  (ritorna al sommario) 

 

 

 

VIOLENZA & CONSAPEVOLEZZA

La consapevolezza è l’unico antidoto alla violenza

 

 

Osho, oggi hai parlato della consapevolezza e sembrava che essa fosse tutto ciò che occorre per guidare le nostre azioni. Questo vuol dire che l’assassinio, lo stupro, il furto, sono sbagliati solo nella misura in cui sono fatti senza consapevolezza?

 

Sì, l’unico peccato è l’inconsapevolezza e la sola virtù è la consapevolezza. Ciò che non può essere fatto senza inconsapevolezza è peccato. Ciò che può essere fatto solo grazie alla consapevolezza è virtù. È impossibile uccidere se sei consapevole; è impossibile essere violenti, in qualsiasi modo, se sei consapevole. È impossibile stuprare, rubare, torturare – sono tutte cose impossibili quando la consapevolezza è presente. È solamente quando prevale l’inconsapevolezza – nell’oscurità dell’inconsapevolezza – che nemici di ogni genere possono penetrare dentro di te.

Buddha ha detto: Se in casa le luci sono accese, i ladri la eviteranno; se il guardiano è sveglio, i ladri non ci proveranno nemmeno. Se ci sono persone all’interno che si muovono e parlano, e la casa non è ancora addormentata, i ladri non hanno la possibilità di entrare e nemmeno pensano a farlo.

Esattamente la stessa cosa accade con te: sei una casa priva di luci. Lo stato normale dell’uomo è quello del funzionamento meccanico: Homo Mechanicus. Sei un uomo solo di nome – per il resto, sei solo una macchina, ben addestrata e efficiente, e tutto ciò che fai è sbagliato. Ricorda, ti sto dicendo, tutto ciò che fai – persino le tue virtù non saranno virtù se sei inconsapevole.

Come puoi essere virtuoso se sei inconsapevole? Alle spalle delle tue virtù c’è un ego grandissimo, enorme – è così per forza. Persino la tua santità, praticata e coltivata con grande fatica e sforzo, è inutile! Non porta semplicità, non porta umiltà, non porta la grande esperienza del divino che accade solo quando l’ego è scomparso. Vivrai una vita rispettabile da santo, ma sarai povero come tutti gli altri – interiormente marcio, interiormente la tua sarà un’esistenza senza senso. Non è vivere, è solo vegetare. I tuoi peccati saranno peccati, le tue virtù saranno anch’esse peccati. La tua immoralità sarà immoralità, la tua moralità sarà anch’essa immoralità. Non ti insegno la moralità, non ti insegno la virtù, perché so che senza consapevolezza sono solo finzioni, ipocrisie. Ti rendono falso. Non ti liberano, non possono liberarti, anzi ti imprigionano.

Una cosa sola è sufficiente: la consapevolezza è la chiave che apre tutte le porte. Apre le porte dell’esistenza. Consapevolezza vuol dire vivere momento per momento, sveglio, conscio di te stesso, e cosciente di tutto ciò che accade intorno a te, in una risposta momento per momento.

Questo è ciò che Pitagora vuole che tu comprenda: tu rifletti come uno specchio. E il modo in cui rifletti è così completo che qualunque atto che nasce da quella riflessione sarà giusto – perché è in armonia con l’esistenza. Non nasce veramente dentro di te, tu non sei colui che ‘fa’. Nasce dal contesto totale: la situazione, tu e tutto il resto, siete tutti coinvolti. Da questa totalità nasce l’azione – non è la ‘tua’ azione. Non hai deciso tu di compierla; non è una tua decisione o un tuo pensiero, non è il tuo carattere. Non la stai facendo: stai solo permettendo che accada.

So com’è nata questa tua domanda – è perché tu hai cercato di non essere arrabbiato, lo hai deciso tante volte, eppure accade ancora. Hai cercato di non essere avido, eppure cadi ripetutamente nella trappola. Hai cercato di fare cose di ogni tipo per cambiarti, eppure sembra che non accada mai nulla. Rimani lo stesso.

E io qui ti sto dicendo che c’è una chiave semplicissima – la consapevolezza. Non riesci a crederci: come può la consapevolezza, la semplice consapevolezza, essere di aiuto quando nient’altro ha potuto aiutarti? Le chiavi sono oggetti piccolissimi, non sono delle grandi cose. Ma una piccola chiave può aprire un lucchetto molto grosso. E come fa la consapevolezza a funzionare come chiave?

La persona che vive in un sogno, è profondamente addormentata, ha gli incubi, viene torturata, viene uccisa. Naturalmente cerca di lottare, di rispondere, è molto spaventata, vuole che qualcuno la salvi, e non trova il modo di fuggire. I nemici la circondano con le spade sguainate. La morte sembra certa. Trema e suda, e per via del dolore provocato dall’incubo, si sveglia. Il suo respiro non è ancora normale, sta ancora sudando, tremando, ma inizia a ridere. Non c’è problema – il sogno è scomparso. Tutti quei nemici con le spade sguainate non erano reali. Non ha bisogno di chiedere di essere salvata; non deve organizzare alcuna difesa. Era solo un mondo di sogno.

Una volta sveglia, il sogno scompare. E nel sogno aveva cercato mille modi per proteggersi e riuscirci le sembrava impossibile. Questo è ciò che accade a te, a tutti.

La rabbia è un’ombra. Non puoi vincere se combatti con un’ombra. L’avidità è un’ombra – non sono realtà. La realtà è ciò che resta quando arriva la consapevolezza. Questo è il miracolo: quelli che hanno conosciuto la consapevolezza non sanno nulla della rabbia o dell’avidità. Non che le abbiano abbandonate – non riescono proprio a trovarle! Quando c’è la luce, il buio non può esistere.

Agisci con più consapevolezza.

Sii qui e ora!

Se c’è il passato, non sei consapevole. Se c’è il futuro, non sei consapevole. La consapevolezza vuol dire essere presenti nel momento. Sii qui, in questo momento. Anche se un solo pensiero passa nella tua mente, non sei consapevole. Essere all’interno di un processo di pensiero vuol dire essere addormentati. Non essere nel processo di pensiero è essere svegli.

E nella purezza cristallina dell’essere qui, dell’essere ora – come puoi commettere un peccato? In quella chiarezza, l’ego svanisce – ed è l’ego a portare nella vita ogni genere di problemi. L’ego è violento. Se cerchi di diventare umile, puoi diventarlo, ma l’ego rimarrà, nascosto dietro alla tua umiltà. Se non diventi consapevole, l’ego farà giochi nuovi. I giochi cambieranno, potrai spostarti da una cella all’altra – ecco tutto – ma non uscirai dalla prigione.

L’unico modo di uscire dalla prigione è di essere assolutamente svegli. In questa consapevolezza diventi cristallizzato, in questa consapevolezza ti centri. Questo centrarti ti porta fino al nucleo della realtà. Questa esperienza è una tale estasi che non puoi più rimanere un ladro – tutto ciò che ti occorre, tutto ciò che puoi desiderare, si è già realizzato. Anzi, non avevi mai chiesto tanto quanto si sta ora riversando su di te senza che tu faccia nulla. Allora chi vuole essere un ladro? Per quale motivo?

Chi vuole essere un assassino? Perché? Non puoi nemmeno avere l’idea di uccidere perché ora sai che nulla può essere ucciso – tutto è eterno. È un lavoro inutile. Non puoi uccidere nulla, al massimo puoi portare via i vestiti, ma l’essere interiore continua. Quando hai visto il tuo essere interiore nella luce della consapevolezza, hai visto tutto. È eternità. La morte è una menzogna, accade solo nei sogni, non nella verità, nella realtà.

Ma tu hai imparato a vivere senza consapevolezza. Sai come muoverti senza consapevolezza, conosci le porte di casa tua, e le stanze, e hai abilità di ogni genere… Puoi guidare fino al tuo ufficio e tornare a casa, senza dover essere consapevole. Puoi fare queste cose meccanicamente.

Tutti i peccati nascono da questa meccanicità. La tua vita diventa un inferno. L’inferno vuol dire solo non essere nel presente, e il paradiso vuol dire solo essere nel presente.

Vieni fuori dalla mente! Vivi nel presente... e quando vivi nel presente, non sei parte della mente. Allora ogni atto possiede una straordinaria chiarezza, perché sei uno specchio. E non c’è polvere sullo specchio perché non c’è pensiero.

Questo è tutto ciò che insegno qui: come essere consapevoli, coscienti – come essere, e senza alcun pensiero. Allora la vita cambia da sola. Non ti insegno la non-violenza. Per secoli in India è stata insegnata la non-violenza e la gente non è affatto non violenta.

Io ti insegno la consapevolezza, non la repressione. Ecco perché non parlo di non-violenza. Non dico: “Non essere violento”. Dico solo: “Sii consapevole, svegliati!” Tutto ciò che fai, fallo con tale attenzione, con tale senso di meditazione, che sei lì, assolutamente presente, coinvolto, non stai solo facendo gesti privi di significato. La tua presenza è lì, e quella presenza è ciò che porta alla trasformazione alchemica. Non reprimerai mai, non sarai seduto su di un vulcano. Più diventi consapevole, più la tua vita sarà colma di silenzio, pace, amore. Sono prodotti collaterali della consapevolezza.

 

tratto da:

Osho, Philosophia Perennis vol 1 #7

  (ritorna al sommario) 

 

 

 

Sarà una risata…

 

Il mondo ha un grande bisogno del potere curativo della risata. Tragedie e dolore non possono essere evitate, ma puoi sempre trovare qualcosa di cui ridere, magari te stesso. La risata può essere un modo di arrivare allo spazio di non-mente, in cui ci si libera dalle repressioni del passato — strati e strati di risate, gioia, dolore, tristezza — che ci impediscono di penetrare nella parte più nascosta del nostro essere dove ci aspetta l'estasi! Sono quelli che ci impediscono di apprezzare la vita in profondità. E se ami la vita, come puoi distruggere?

 

 

Voglio che ogni individuo cancelli completamente il passato dalla sua mente. Tutti i pregiudizi, tutti i pensieri – politici, sociali e religiosi – tutto deve essere lasciato andare. Una tabula rasa – e arrivi allo spazio di non–mente.

La non-mente è meditazione e la non–mente è rivelazione e la non–mente è la ribellione più grande che sia mai accaduta.

In passato solo pochissime persone… un Gautama il Buddha qui e là;  potevano passare migliaia di anni prima dell’arrivo di una persona che fioriva e diventava un buddha. Ma adesso non c’è più tempo. Non puoi rimandare a domani. Tutto ciò che vuoi deve essere fatto ora!

Per la prima volta il presente sta diventando sempre più importante. Ogni giorno arrivi più vicino al punto in cui devi scegliere: o avvicinarti al punto di diventare un buddha oppure avvicinarti a quello di diventare un cadavere.

Non penso che qualcuno voglia morire, specie quando è a rischio la vita in ogni sua forma. La terza guerra mondiale non può succedere. Noi riusciremo a prevenirla! I nostri metodi sono molto diversi… ecco perché io amo la definizione che avete creato per me, quella di ‘terrorista spirituale’. Non ho armi, non ho missili nucleari, ma ho una cosa più grande e molto più efficace. Non è uccidere, ma portare la vita a tutti coloro che vivono come fossero morti. È portare consapevolezza a coloro che si comportano come dei sonnambuli, che camminano nel sonno, parlano nel sonno, senza sapere esattamente cosa fanno e perché lo fanno.

Voglio che le persone si sveglino e che la loro consapevolezza raggiunga la parte più profonda e le vette più alte del loro essere. La tua estasi è muoversi verso le vette e la tua meditazione è muoversi verso le profondità. Quando hai entrambe, la tua vita diventa una celebrazione.

Questo è il mio lavoro: trasformare la vita da un fatto triste a una celebrazione. Se riusciamo a colmare la terra di risate, non ci sarà alcuna guerra. Se riusciamo a insegnare ai soldati a raccontare barzellette al nemico, non ci sarà alcuna guerra. Getteranno via i fucili e si siederanno a raccontarsi barzellette a vicenda! Puoi forse uccidere uno che ti sta raccontando una barzelletta? Puoi eliminarlo, quando ti sta portando le risate?

Nessuno vuole veramente essere triste. Nessuno vuole torturarsi. Sono le religioni e i politici che continuano a renderti triste e infelice, perché nella tua infelicità trovano il loro profitto. Se inizi a ridere, a danzare, a gettare via il fucile, se prendi una chitarra…

Osho, Communism and Zen Fire, Zen Wind

 

 

 

Le persone che si sono raccolte intorno a me stanno imparando a essere più felici, più meditative, a ridere di più, vivere di più, amare di più e diffondere l’amore e la risata nel mondo.

Le persone felici, soddisfatte non sono persone che possono essere forzate a ucciderne della altre che non hanno fatto loro alcun male. Non è certo strano che tutti gli eserciti, nel corso dei secoli, sono stati tenuti in uno stato di repressione sessuale, perché persone che sono represse sessualmente diventano necessariamente distruttive. La loro stessa repressione li costringe a distruggere qualcosa.

Hai mai osservato nel tuo essere? Quando sei felice, pieno di gioia, vuoi creare qualcosa; quando sei infelice, quando soffri, vuoi distruggere qualcosa. È una specie di vendetta. Hai mai osservato? Pittori, poeti, scultori, danzatori non sono mai sessualmente repressi. Abbiamo bisogno di dare rispetto alle persone creative, in qualunque campo. E dobbiamo imparare a trasformare la nostra energia in modo che non sia repressa, ma anzi si esprima nell’amore, nella risata, nella gioia.

Ogni crisi è un’opportunità per chi ha il coraggio di staccarsi dal passato e iniziare a vivere in modo diverso – un modo che non è solo una modifica del passato, in continuità con esso, non un miglioramento, ma qualcosa di assolutamente nuovo. Scopri come relazionarti in modo nuovo. Dimenticati del matrimonio e inizia a pensare come intraprendere la ricerca sulla vita. Dimenticati tutte le tue convinzioni, e inizia a meditare per scoprire chi sei veramente, perché allora avrai scoperto l’essenza stessa dell’esistenza.

Queste macchine da guerra e queste armi nucleari vengono operate da mani umane. Una mano che conosce la bellezza di una rosa non può lasciar cadere una bomba su Hiroshima. Una mano che conosce la bellezza dell’amore non è una mano che può sostenere un fucile carico di morte.

Io dico di diffondere la risata, l’amore, i valori che affermano la vita, di far crescere più fiori sulla terra. Apprezza tutto ciò che è bello e condanna ciò che è inumano. Sottrai questa terra alle mani dei politici e dei preti e avrai salvato il mondo, e lo avrai cambiato in un fenomeno completamente nuovo, con una nuova consapevolezza. E dev’essere fatto ora, perché non c’è molto tempo.

 

Durante la seconda guerra mondiale, una vecchia casa di un sobborgo di Londra viene quasi completamente distrutta da una bomba. Tutti gli abitanti sopravvivono, a parte un uomo che è irreperibile. Improvvisamente, gli altri sentono una tremenda risata arrivare dal bagno della casa che è rimasto intatto tra le rovine.

L’uomo riesce ad arrampicarsi fuori delle macerie e continua a ridere, così gli altri gli chiedono: “Ma che avrai da ridere tanto?”.

“Beh” dice lui “non e’ divertente? Io tiro la catena e cade tutta la casa!”.

Osho, Hari Om Tat Sat

 

 

 

Le soprese della Mystic Rose

 

La Mystic Rose è un processo di tre settimane, tre ore consecutive al giorno. Nella prima settimana i partecipanti ridono "senza alcuna ragione", per sciogliere i blocchi che impediscono la loro spontaneità e gioia. La seconda settimana è dedicata al pianto, e la terza all'osservazione silenziosa come testimoni, e alla meditazione.

Riportiamo qui la testimonianza di Nirved, una conduttrice del gruppo.

 

 

“Questa è proprio la mia meditazione”, ha detto Osho in quel memorabile discorso in cui l’ha presentata a tutti noi per la prima volta. “Rimarrai sorpreso da come nessuna meditazione può darti tanto quanto questa piccola strategia”.

Sì, sono veramente rimasta sorpresa, e non una volta sola, dalla magia che accade nella Mystic Rose, e il segreto sembra risiedere nella semplicità – non c’è terapia, né gran discorsi o analisi, in realtà non si fa nulla. Si è da soli con la propria energia, e ogni momento è una scelta, ogni momento è una nuova opportunità per andare più in profondità. Perfetto, no? Nulla viene aggiunto, è solo un lasciare andare, un alleggerirsi e, grazie a questo, si apre uno spazio di scoperta e di meraviglia.

Da quando Osho ha creato questa “terapia meditativa”, un grande numero di persone vi ha partecipato, più che a qualunque altro gruppo. Ce l’ha data per fare completa pulizia, in modo da ridiventare bambini innocenti. Vedendo i volti alla fine della Mystic Rose, guardando negli occhi delle persone, non ho dubbi sul ritorno dell’innocenza.

Questo è uno dei processi di gruppo – come le altre terapie meditative – in cui tra il partecipante e la trasformazione non si frappone nessuno, nessun mediatore o terapeuta. Ciò che ottieni, lo ottieni da solo, ed è quindi un’esperienza su cui puoi fare conto.

Ed è anche un processo che puoi ripetere tante volte, e sarà sempre nuovo e sorprendente, perché essenzialmente è una meditazione. In ognuna delle sue fasi vedi tante cose su di te – e come non potresti, quando cerchi di ridere per tre ore!

C’è una sensazione di intimità che nasce tra la gente in questo spazio senza parole – momenti di condivisione profonda, senza legami, senza storia e senza aspettative – un riconoscimento della nostra comune umanità.

  (ritorna al sommario) 

 

 

 

Una Via alla Meditazione

 

La AUM è un’intensa tecnica di meditazione della durata di due ore e mezza, suddivisa in dodici fasi, ciascuna accompagnata da una musica specifica. È una tecnica cosiddetta “sociale”, perchè prevede alcune fasi da praticare a occhi aperti e con il coinvolgimento degli altri praticanti. È stata messa a punto da Veeresh sotto la diretta supervisione e ispirazione di Osho, riunendo intuizioni terapeutiche occidentali con la saggezza meditativa orientale.  In occasione della presentazione della AUM meditation al prossimo Osho Festival di Varazze il 5-6-7 aprile, abbiamo chiesto a Kuteer, che ne sarà il conduttore, di farne una breve introduzione per i nostri lettori.

 

 

Di solito mi si chiede: “Ma cos’è la AUM?” e poi, dopo tutti i bla bla di spiegazione, le persone dicono: “Ma a cosa serve?”, che è un modo gentile per sapere: “Perchè mai la dovrei fare?”. Il fatto è che la AUM è intensa, ma divertente. È piena di situazioni diverse e fa venir fuori resistenze, pregiudizi e atteggiamenti fissi, creando lo spazio per goderseli insieme a tutti gli altri partecipanti.

Potrebbe anche accadere che, dopo una vita passata a ripetere la stessa scena di fronte a una data situazione, si scopra che è possibile provare qualcosa di diverso, oppure che va ancora bene stare nello stesso posto ancora un po’, questa volta però consapevoli di sceglierlo. Ricordo le prime esperienze, in cui facevo continuamente la parte di quello che dice sempre di sì e sorride, ma con la testa da un’altra parte, per non sentire il corpo e il cuore che fanno male; all’inizio ho anche recitato un po’, ma poi di colpo è cambiato qualcosa e sono venute fuori cose molto più profonde, spesso sorprendenti. Poi ho visto che questo non accadeva solo a me, ma a tutti i partecipanti. E che non si trattava solo di catarsi, di espellere la negatività e la distruttività, ma anche e soprattutto di lasciarmi andare e di godermi il momento, di rilassarmi, di accettare l’amore.

L’AUM meditation è l’ABC per essere veramente umani. Ogni volta che ci si sente bloccati, fuori posto, dubbiosi, sovraccarichi di negatività o di positività, una AUM è quello che ci vuole. È un ABC perchè, in tutta sicurezza e seguendo il ritmo individuale, tocca direttamente gli aspetti fondamentali: rimette in contatto con il corpo e la sua vitalità, fa attraversare tutte le emozioni primarie – la rabbia, la gioia, il dolore, il sesso, la paura di impazzire – fa incontrare altre persone a un livello profondo, fa sentire il flusso d’amore verso gli altri, dagli altri e per se stessi, fa toccare spazi di silenzio, di espansione e di mistero.

AUM sta per Awareness (consapevolezza), Understanding (comprensione) e Meditation (meditazione). Diventare coscienti, capire e poi andare oltre. Il fatto interessante è che è una tecnica di meditazione sociale, cioè si pratica in gruppo interagendo con altre persone. Ogni partecipante diventa uno specchio in cui si riflette qualche nostra parte. È chiaro, qualche parte piace e qualche altra no, ma questi sono giudizi che è possibile osservare e alla fine lasciar andare.

Avere la possibilità di fare questo gioco in gruppo è un gran regalo. Quando cade il giudizio, cosa resta? Posso riconoscere l’altra persona per ciò che è, posso riconoscere la sua natura divina, sotto a tutti i meccanismi che noi esseri umani amiamo utilizzare per proteggerci.

Ma ecco il click: se vedo l’altra persona come buddha, come essenza divina, ciò accade perché anch’io lo sono. Forse non oso dirlo, forse non ci credo più, dopo una vita passata a darmi addosso, ma sicuramente la AUM mi aiuta a sentirlo, a ricordarmi questa verità.

Provate a immaginare: una persona che arriva a questo riconoscimento, come può trasformarsi in soldato, in attentatore, in violentatore, in suicida? Una volta espulsa la negatività, la violenza contro di sé, contro gli altri e contro l’esistenza – l’intossicazione emotiva, fisica e mentale – l’AUM aiuta a tornare al proprio centro e alla propria chiarezza meditativa.

Nel brano che segue, Osho dipinge la situazione che ciascuno può sperimentare attraverso questa tecnica di meditazione. La AUM è così: crea la stanza e le finestre, e lascia che ciascuno trovi il suo posto, al centro, con la collaborazione degli altri partecipanti.

“In effetti la mente umana non è né arrabbiata né in amore, né felice né triste. Prova a visualizzare di essere seduto in una stanza con molte finestre. Una finestra è la tristezza: la apri e diventi triste. Tu non sei la tristezza; semplicemente si apre il sipario sulla tristezza. Puoi aprire la finestra della rabbia e diventi arrabbiato. Puoi aprire la finestra dell’amore ed entri nell’amore. Puoi chiudere tutte le finestre e semplicemente stare lì seduto. In questo consiste la meditazione orientale: chiudere tutte le finestre e stare là seduto. Ovviamente ti identifichi con qualsiasi finestra tu apra; questo è l’unico modo per aprirla.

L’identificazione è la chiave. Se vuoi aprire una certa finestra, devi identificarti. In realtà la rabbia non c’è più, tu sei la rabbia. Solo allora arriva totalmente: sei totalmente posseduto. Devi aprire per prime le finestre negative, perché la società le ha chiuse e la gente ha completamente dimenticato come si fa a essere arrabbiati.

E se non sai come essere arrabbiato, come puoi essere compassionevole? È impossibile. La compassione è uno stato più elevato, e tu non hai compiuto nemmeno i preliminari. Non è stato fatto nemmeno il primo passo, quindi come puoi fare l’ultimo? Entra quindi nella rabbia. Apri la finestra e vai più in profondità che puoi, in modo da esaurirla. Quando hai finito, sei pronto ad aprire la porta della compassione. È la finestra esattamente opposta. A quel punto, quando tutto quello che la società ha represso è emerso e viene lasciato andare, sei pulito.

Quando una persona è pulita, va automaticamente verso le finestre positive. Prendile la mano e guidala verso la finestra; verrà, perché nessuno in realtà vuole odiare. Nessuno vuole essere arrabbiato, perché passare attraverso tutto questo fa soffrire. Tutti vogliono amare ed essere amati. Tutti vogliono vivere la migliore vita possibile. Si vive una vita brutta perché non si sa come viverne una bella. Si sogna il bello e si vive il brutto. Il brutto è stato represso, e quella repressione è arrivata al culmine e ha corrotto l’intero essere, così che diventa quasi impossibile raggiungere una dimensione più elevata.”  

 

Il brano di Osho è tratto da:

Veeresh, In compagnia del Maestro,

ed. La Stanza

 

 

 

Veeresh racconta: "Nel 1976 Osho stava assegnando ai terapisti che operavano nella comune di Pure i nomi da dare ai gruppi che conducevano. Mi chiamò nella sua stanza e mi disse: “Veeresh, voglio che tu faccia le Aum". Io pensai: "Come, le Aum?!". Vedendo l'espressione della mia faccia, mi rassicurò dicendo che non si trattava di passare tutto un weekend a recitare mantra. Per mantenere la mia immagine io avrei preferito un nome tipo Shiva, oppure Lingam, qualsiasi cosa richiamasse 'potere', e invece: Aum, Aum, Aum!

Mi disse che Aum doveva indicare una maratona di consapevolezza (Awareness), comprensione (Understanding) e meditazione (Meditation). Così mi divenne chiaro che non si trattava proprio di recitare mantra per 48 ore.

Poi, con il passare degli anni, ho capito che non tutti possono partecipare a una maratona che dura un intero weekend, per cui ho condensato l'intero processo in un'esperienza che dura due ore e mezzo. Si sa che le persone in Occidente sono molto occupate! In effetti, all'inizio la durata era di dodici ore, poi è stata ridotta a sei e infine, quando si è arrivati a due ore e mezzo, ho detto: “Va bene, o così o è meglio passare ad altro”.

La meditazione Aum è formata da dodici stadi. Se li analizzate, vi troverete anche molto di ciò che ho sperimentato all'interno dell'Encounter Movement. La tecnica infatti implica molti momenti di confronto: si impara a prendere posizione, a esprimere ciò che si sente, ciò di cui si ha bisogno e ciò che si vuole. Ho sviluppato la meditazione in modo tale che al suo interno si pratichi continuamente l'effetto yin-yang: positivo, negativo; negativo, positivo. Si va avanti e indietro tra varie polarità".

  (ritorna al sommario) 

 

 

 

Il viaggio infinito

 

 

Scena 1

Motore. Scena uno prima. Ciak, si gira. È tutto bianco. In movimento. Una persona che danza vestita di bianco. Danza estatica. Zoom indietro: non è sola, ci sono altre centinaia di persone tutte vestite di bianco. Tutte che danzano perse nella propria estasi interiore. La musica è un crescendo e poi all’improvviso il silenzio. Tutti si siedono, chiudono gli occhi, restano immobili. Centinaia di persone e non vola una mosca. Centinaia di meditatori che si tuffano dentro di sé alla ricerca delle proprie radici nell’esistenza.

Si chiama Osho White Robe Brotherhood ed è la meditazione delle sette di sera nel grande auditorium al centro della Meditation Resort di Pune.

I meditatori: centinaia di persone ognuna su un cammino assolutamente individuale, personale. Sedute insieme, ma sole di fronte al proprio percorso. Nessuno può farlo per loro. Nessuno cammina sullo stesso sentiero di un altro. Individualità totale.

E la realizzazione? Alla fine del loro percorso cosa troveranno? Cosa saranno? Delle isole perfette forse... migliaia di isole autosufficienti, complete in se stesse e distanti mille miglia una dall’altra? Chissà...

Intanto sono lì ancora tutti seduti a occhi chiusi. Il percorso Osho l’ha indicato con chiarezza, “tu non sei il corpo, tu non sei la mente, tu non sei le emozioni, tu sei l’osservatore che vede passarsi davanti tutte queste cose”. Viaggia meditatore viaggia, lascia la tua periferia. Hai già lasciato l’esterno e chiusi gli occhi. Ora devi anche allontanarti il più possibile dalla tua periferia interiore...

Torna l’inquadratura sul bianco. Siamo ancora lì nella hall con le centinaia di meditatori in silenzio. Ognuno alle prese col proprio viaggio dalla periferia al centro. Una miriade di microcosmi e una miriade di osservatori interiori alle prese con questi microcosmi. Una miriade di individualità nel processo di autorealizzarsi, di raggiungere la massima fioritura individuale possibile. Vista la natura così individuale del viaggio sembra quindi evidente la conclusione: diventeranno proprio una miriade di isole felici e autosufficienti...

E invece no.

Per i mistici di tutti i tempi l’immagine delle isole è falsa. Tutti questi viaggiatori, tutte queste goccioline di rugiada sedute in meditazione andranno tutte a cascare esattamente nello stesso unico grande oceano universale...

“L’Auditorium Gautama il Buddha è diventato un oceano di consapevolezza. 10.000 buddha sono scomparsi in un’unica oceanica esperienza. Questa è libertà da se stessi.”

 

Scena 2

È tutto nero. Buio totale. Silenzio assoluto, solo il rumore della macchina da presa. Siamo a venti miliardi di anni fa e i nostri informatori danno per certo che sta per succedere qualcosa. Ancora non è successo niente e anche l’idea stessa di “qualcosa che succede” è inconcepibile.

Ed ecco a un tratto davanti a noi una scintilla, un’esplosione. Il big bang: e miliardi di pezzi di universo vengono scagliati in tutte le direzioni. Onde radio, molecole, pianeti e interi sistemi solari, galassie... tutto viaggia ad alta velocità, proteso a riempire quello spazio infinito finora rimasto vuoto.

Lasciamo che ci passi vicino tutto questo universo e vediamo come lì nel punto da cui tutto ha avuto origine si sta creando sempre più esteso ed evidente uno spazio assolutamente vuoto. Più l’universo si espande e va a riempire lo spazio intorno e più a partire da questo centro si espande al suo interno il vuoto. Il pieno è in espansione. E al suo centro anche il vuoto è in espansione.

 

Scena 3

È tutto nero. Buio totale. Silenzio assoluto, solo la vibrazione sorda dei motori iperfotonici al massimo della potenza. È l’anno 3122 e l’incrociatore intergalattico Zeus C fa rotta verso il nulla. Grazie ai suoi propulsori che permettono velocità venti volte superiori a quella della luce (limite fino a qualche decennio prima considerato insuperabile) e grazie a scorciatoie spazio temporali, ripetuti balzi quantici e strettissimi passaggi dentro e fuori dall’iperspazio, Zeus C è finalmente arrivato al limite ultimo dello spazio “pieno”, al limite esterno dell’universo in continua espansione. Il suo è stato un lungo appassionante viaggio non senza incognite – ha inseguito la materia, le onde radio, le galassie, ha incontrato e studiato i mondi lanciati nel vuoto da quella fantastica esplosione iniziale nota come il big bang. Li ha raggiunti e superati e ora davanti a sé non ha più niente. Tutto ciò che esiste come universo è alle sue spalle. E a questa distanza può vederlo con chiarezza: una specie di enorme patata butterata e irregolare in continua crescita.

Quello spazio illimitato chiamato universo, la cui dimensione sembrava alla mente quasi infinita, è ora una luminosa patata rigonfia che galleggia nell’enorme nulla.

E finalmente eccolo qui davanti a noi il vero infinito: il vuoto.

Ma è un niente o una realtà? Un’assenza o una presenza?

Ebbene, guardando fuori attraverso la grande cupola di cristallo che copre la terrazza panoramica dello Zeus C non si può fare a meno di venire sopraffatti da questa presenza: il vuoto è qualcosa che ti sovrasta, che ti pervade; sì è un’assenza di oggetti, ma è un’esistenza immensamente tangibile per quanto assurdo possa sembrare.

 

Scena 4

Cina Imperiale. L’imperatrice Wu chiede al Maestro Fa Tsang se gli è possibile darle una dimostrazione pratica e semplice del principio di interconnessione cosmica, del rapporto esistente tra l’Uno e il molteplice, tra Dio e le sue creature, e del rapporto reciproco tra le creature.

Fa Tsang si mette al lavoro e stabilisce che in una delle stanze del palazzo si dispongano otto specchi, in corrispondenza degli otto punti della bussola. Poi sistema uno specchio aderente al soffitto e un altro sul pavimento. Al centro della stanza, pendente dal soffitto, pone una candela.

Quando l’imperatrice entra nella stanza, Fa Tsang accende la candela. Wu esclama: “Che meraviglia! Che spettacolo!”.

Fa Tsang le fa notare che la fiamma viene riflessa in ciascuno dei dieci specchi e spiega: “Maestà, questa è la dimostrazione del rapporto esistente tra l’Uno e il molteplice, tra Dio e ciascuna delle sue creature”.

L’imperatrice obietta: “Certo, Maestro, comprendo. Ma qual è il rapporto di ciascuna delle creature con le altre?”.

Fa Tsang risponde: “Maestà, osservate: ogni specchio non solo riflette la fiamma posta al centro, ma riflette anche i riflessi della fiamma in tutti gli altri specchi, in questo modo un numero infinito di fiamme riempie ciascuno di loro. Tutti questi riflessi sono vicendevolmente identici, quindi in un senso sono interscambiabili tra loro e in un altro senso ciascun riflesso ha la propria individualità. Ciò dimostra il rapporto reale esistente tra ciascun essere e il proprio vicino e tra ciascun essere e il Tutto. Maestà, naturalmente, devo farvi notare che questa è solo una parabola rozza, approssimativa e statica, per rappresentare come stanno realmente le cose nell’universo. Perché l’universo è illimitato e in esso tutto si trova in un movimento multidimensionale e perpetuo”. Poi il Maestro copre uno tra gli innumerevoli riflessi della fiamma e dimostra come qualsiasi interferenza, anche apparentemente insignificante, influisca sull’intero organismo del nostro mondo.

 

Kegon ha espresso questo rapporto con la formula seguente:

L’Uno in tutti.

Tutti nell’Uno.

L’Uno nell’Uno.

Tutti in tutti.

 

Infine Fa Tsang, per concludere la sua dimostrazione, solleva una piccola sfera in cristallo e dice: “Maestà, osservate come tutti questi grandi specchi e tutta la miriade di forme che essi riflettono, si specchiano in questa piccola sfera. Potete vedere che, nella realtà suprema, l’infinitamente piccolo contiene l’infinitamente grande e l’infinitamente grande contiene l’infinitamente piccolo, senza nessun impedimento! Oh! Se solo potessi dimostrarvi l’interconnessione priva di ostacoli tra il tempo e l’eternità, tra il passato, il presente e il futuro! Ma questo, ahimé, è un processo dinamico che deve essere afferrato a un livello diverso…” 1

 

Scena 5

Eccoti lì seduto. Sei tu in meditazione. Occhi chiusi. Senti Osho ripetere, “tu non sei il corpo, tu non sei la mente, tu non sei le emozioni, tu sei l’osservatore che vede passarsi davanti tutte queste cose”. Il primo passo, il corpo, è facile da individuare, lì tutto d’un pezzo. Lo puoi osservare con facilità: “è vero, io non sono il corpo”. Te ne allontani un po’. Ora viaggi verso i pensieri... meteore lanciate a tutta velocità. In ordine sparso, in direzioni casuali. Cozzano si spingono si accavallano si annullano l’un l’altro. Ma l’osservazione porta un rallentamento: lo spazio aumenta. Le meteore diminuiscono di frequenza. Una meteora/pensiero ti parla del mondo esterno. Già, il mondo esterno... sembra lontano anni luce, sembra di aver già percorso un lungo tratto del cammino... Continua il viaggio, lo spazio aumenta ancora. In questo vuoto che va aumentando, aumenta anche il silenzio, aumenta la pace... e aumenta anche la solitudine.

Il meditatore si allontana dal mondo esterno affollato di cose e persone e parole, un mondo “pieno” eppure così “vuoto”. Riuscire a fermarsi e a chiudere gli occhi ogni tanto durante il giorno, è già un bel pezzo di strada percorso. Una volta trovato il tempo e rivolto lo sguardo interiormente c’è da affrontare – anzi da osservare – il chiasso e l’affollamento dei pensieri. Questo osservare è una cosa da fare da soli, non è come vedersi un film in compagnia. È un trovarsi da soli di fronte al proprio universo interiore. È un viaggiare a ritroso, è un lungo/brevissimo viaggio dalla periferia al centro più profondo del tuo essere.

Quello che troverai al centro ancora non lo sai. Ma piccoli assaggi delle profondità ti dicono che è una cosa bella, appagante. Diventi sempre più vuoto, ma questo “vuoto” è in realtà così pieno! I piccoli assaggi dello spazio dentro di te sono le pietre miliari che ti incitano a continuare. Dimenticarti di loro può equivalere a un suicidio. Ricordartene equivale a non fermarsi mai nel tuo cammino.

E Osho continua: “Entra nel silenzio… Chiudi gli occhi... e senti il corpo come fosse congelato.

Questo è il momento giusto per guardarti dentro.

Raccogli tutte le tue energie e tutta la tua consapevolezza, e corri verso il vero centro del tuo essere, esattamente sotto l’ombelico, proprio quattro centimetri sotto, dentro di te.

Ci riuscirà solo chi correrà con urgenza e intensità assolute, come se questo fosse l’ultimo istante di vita. Devi farcela, ora o mai più!

Corri, corri sempre di più... più in profondità, sempre più in profondità...

Ecco, ti stai avvicinando al centro del tuo essere, sempre di più...

Un immenso silenzio scende su di te come pioggia leggera. Puoi sentirne la freschezza. Con te, l’intera notte è diventata silenziosa.

Vai ancora un po’ più vicino al tuo centro, ora un’immensa pace ti circonda, ti avvolge... sei sprofondato in essa. È la pace che i mistici chiamano ‘la pace oltre ogni intendimento’.

Ancora un po’ più vicino... boccioli e fiori cadono su di te, fiori di beatitudine, di estasi. Cominci a sentirti ubriaco – ma questa non è ordinaria ebbrezza – è ebbrezza divina... solo in questa divina ebbrezza puoi compiere l’ultimo passo: entrare nel tuo centro.

Questa è la soglia verso l’aldilà, questo è il luogo in cui sei unito al cosmo. Qui incontrerai il tuo vero volto: il volto di Gautama il Buddha, accettato in Oriente come simbolo del volto originale di ognuno.

Incontrare il Buddha è un’esperienza molto particolare, perché inizi a scomparire, a dissolverti. E man mano che tu impallidisci in lontananza, il Buddha diventa sempre più solido e più forte: è il tuo essere essenziale.

La sola qualità del Buddha è il testimoniare, l’essere testimone. Sintonizzati sempre di più con questa qualità, perché solo questa qualità può portare il tuo Buddha dal centro alla circonferenza... ed egli può diventare la tua vita: egli è la danza suprema.

Gautama il Buddha è il Manifesto dello Zen.

Nell’essere testimone, inizi a sparire. Questo è ciò che ho chiamato ‘libertà da se stessi’.

Testimonia che non sei il corpo.

Testimonia che non sei la mente.

Testimonia che sei solo un testimone, e ogni cosa si assesterà da sola.

Rilassati...

È solo una questione di rilassamento, non è uno sforzo. Cadi profondamente nel tuo stesso abisso, e riposa al centro della tua sorgente vitale.

Questa fonte di vita, questo nettare che scorre tutt’intorno a te, darà inizio, dentro di te, a una meravigliosa metamorfosi. Ti sembrerà di fonderti, fonderti, fonderti... Raccogli tutte queste esperienze, la grazia, la bellezza, la verità, la beatitudine. Portale con te. Esse devono diventare la tua vita di ogni giorno. Io non insegno altra moralità. Io insegno la spontaneità; la moralità segue come un’ombra, e poiché essa scaturisce dalla tua stessa sorgente non ti sembrerà mai di essere comandato, non ti sembrerà mai di essere dominato, non ti sembrerà mai di essere trattato come uno schiavo, come una pecora. Cominci a essere un leone.

La tua moralità, la tua risposta all’esistenza diventa il ruggito di un leone.

La bellezza e il potere – e il potere che è innocuo...

L’amore semplicemente straripa, senza condizioni, come un dono, come una benedizione per tutta l’esistenza... e una grazia che trasforma non solo la tua consapevolezza, ma anche il tuo corpo.

I tuoi gesti diventano colmi di significato, magnifici – simili a rose.

I tuoi occhi diventano come stelle.

Il tuo cuore comincia a battere in sintonia col battito dell’universo.
Tu non ci sei più, esiste solo l’esistenza, esiste solo la vita, solo la consapevolezza.

Le tue radici scendono profondamente nella terra, i tuoi rami e i tuoi fiori sbocciano nel cielo.

Questa è unione con l’universo, fondersi nell’esistenza. Accade un’immensa celebrazione – e non solo in te, l’intera esistenza vi partecipa.

Ricordati del sentiero aureo che hai percorso, ricorda l’esperienza bellissima, beata, estatica: l’aver raggiunto il centro del tuo essere, che si apre al cosmo. La meditazione non è altro che aprirsi al cosmo.

Tu scompari, solo l’esistenza rimane. Questa è la libertà suprema: libertà da se stessi.

Questa libertà diventa una grande celebrazione. Danzi con le stelle, danzi con l’oceano, danzi con gli alberi, danzi sotto il cielo, danzi sotto le stelle. All’improvviso l’intero cosmo è diventato la tua dimora. Non sei uno straniero, non sei un estraneo, un outsider: appartieni a questa esistenza. Questa esistenza appartiene a te.

Questa è la rivoluzione che lo Zen ha portato all’umanità. Questo è il grande contributo dello Zen al mondo.

Questo è il momento giusto per te di celebrare la vita, danzare in profonda sincronicità con l’esistenza... e diffondere questo fuoco Zen in tutto il mondo.

Questa è l’unica possibilità perché l’umanità si salvi da un suicidio globale.” 2

Akarmo

 

1. Osho, Il Cuore Celeste, n.5

2. Osho, Il Manifesto dello Zen, n.1

 

 

 

"A meno che tu non fiorisca in

una “rosa mistica” la tua vita

rimane solo un esercizio di

pura e semplice futilità. Sei

nato per niente, stai vivendo

senza che ce ne sia bisogno,

morirai inutile. La tua intera

biografia può essere ridotta a

una sola parola: superfluo.

Ma se riesci a fiorire e a

rilasciare ciò che è nascosto

dentro di te, hai realizzato il

sogno dell'esistenza. Le hai

restituito quella fragranza che

era stata nascosta nel tuo

seme. Il tuo destino

si è compiuto." OSHO

  (ritorna al sommario) 

 

 

 

La mappa senza sentieri della meditazione

 

 

Se vuoi vivere una vita più piena e realizzarti al meglio, prima dovrai conoscere il tuo potenziale, scoprire chi sei veramente. La meditazione è la strada per quella conoscenza. È il metodo della scienza della consapevolezza. La bellezza della scienza dell’interiorità è che permette a chiunque voglia sperimentare ed esplorare la sua interiorità, di farlo per proprio conto. In questo modo si elimina la dipendenza da un’autorità esterna, il bisogno di essere affiliati a qualche organizzazione e l’obbligo di accettare una certa ideologia. Quando hai compreso i passi da fare, puoi camminare a modo tuo, a seconda della tua individualità. Meditando da soli però possono sorgere dubbi e all’inizio possono anche generarsi dei malintesi basati su luoghi comuni che rendono inutilmente più difficile la meditazione.

Ecco quindi una guida pratica di Osho a come muoversi sulla via della meditazione.

 

 

Quelli che sono sulla Via devono essere preparati, vanno avvertiti che sulla Via ci sono delle insidie. La Via non è proprio semplice: in molti punti dà origine ad altri sentieri. Puoi prendere un sentiero senza uscita, ma solo dopo molti e molti anni scoprirai che era senza uscita o forse dopo molte vite. E tutti gli sforzi e il viaggio saranno stati inutili e dovrai ritornare al punto in cui hai perso la strada principale. E non ci sono pietre miliari.

Non c’è una mappa disponibile –  non la si può fare, perché dio continua a cambiare. La sua esistenza è un continuo cambiamento. A parte il cambiamento, ogni cosa continua a cambiare, quindi non è possibile avere nessuna mappa precisa. Possono solo essere dati degli indizi; e sono delle tracce. Se li capisci, sarai capace di seguire il sentiero giusto, e tutte le volte che potresti cadere in errore la tua conoscenza ti aiuterà.

 

 

Non sentirti disperato

 

Innanzitutto, non aver fretta e non disperarti. Se oggi fallisci, non sentirti senza speranza. Se oggi fallisci, è naturale. Se continui a fallire per alcuni giorni è naturale.

E naturalmente per entrare nel mondo interiore dovrai fallire molte volte, perché non ci sei mai entrato. Tutta la tua abilità ed efficienza è nel movimento in fuori, nell’estroversione. Tu non sai come andare dentro. Le persone sentono le parole “muoviti dentro, vai dentro”, ma per loro non hanno molto senso. Sanno solo come andare fuori, sanno solo come andare verso l’altro. Non conoscono il modo di arrivare a se stessi. È inevitabile che questo accada: a causa delle tue vecchie abitudini fallirai molte volte.

Non disperarti. La maturità arriva lentamente. Arriverà sicuramente, ma col tempo. E ricorda, a ogni persona arriverà a una velocità diversa; non fare paragoni, non cominciare a pensare: “Quella persona è diventata così silenziosa e così gioiosa e io non lo sono ancora. Cosa mi succede?”. Non paragonarti con nessuno, perché ognuno ha vissuto in modo diverso nelle sue vite passate. Persino in questa vita le persone hanno vissuto diversamente.

Quindi dipenderà dalle tue capacità, dalla tua mente, dai tuoi condizionamenti, dalla tua educazione, dalla religione con cui sei stato educato, dai libri che hai letto, dalle persone con cui hai vissuto, dalla vibrazione che hai creato in te stesso. Dipenderà da un milione di fattori, da quanto puoi assorbire – ma sicuramente arriva.

Tutto ciò che occorre è pazienza, lavoro silenzioso, lavoro paziente e la concentrazione accade e la maturità arriva. In realtà, una persona matura e una persona concentrata sono solo due aspetti dello stesso fenomeno. Ed è per questo che i bambini non possono essere in uno stato di concentrazione: sono costantemente in movimento, non possono stare fermi in un punto. Ogni cosa li attrae – passa un’automobile, un uccello canta, qualcuno ride, il vicino accende la radio, una farfalla vola – ogni cosa, tutto il mondo è un’attrazione. Essi semplicemente saltano da una cosa all’altra. Non possono concentrarsi, non possono vivere con una cosa così intensamente e così totalmente da dimenticare tutto il resto, da diventare non-esistente. Con la maturità, sorge la concentrazione. Maturità e concentrazione sono due nomi per la stessa cosa. Ma la prima cosa da ricordare è che arriva gradualmente. Non paragonare, non avere fretta.

 

 

Sii rilassato

 

In secondo luogo, una volta che prendi la decisione di seguire il sentiero dentro di te, di essere un sannyasin, di essere un meditatore, una volta che hai deciso di seguire il tuo richiamo interiore e di cercare la risposta alla domanda “Chi sono io?”, allora la prima cosa da ricordare è non muoversi con tensione. Muoviti in maniera rilassata. Assicurati che il tuo viaggio interiore sia confortevole. Ora questo è di un’importanza immensa.

Di solito, questo è il primo errore che compiono tutti. Senza necessità, le persone intraprendono il loro viaggio interiore in modo complicato, scomodo. Accade per una ragione precisa: nella vita ordinaria sono arrabbiate con gli altri, nella vita ordinaria sono violente con gli altri, nel viaggio ordinario verso l’esterno sono sadiche: gioiscono nel torturare gli altri, gioiscono nello sconfiggerli, nel competere e conquistare gli altri. Tutta la loro gioia consiste nel far sentire gli altri inferiori. Il vostro viaggio verso l’esterno è così.

Quando una persona si volge verso l’interno, sorge il problema: cosa farà della sua rabbia, dell’ostilità, dell’aggressività, della violenza? Ora è da sola; comincerà a torturare se stessa, si arrabbierà con se stessa. Ecco cosa sono i vostri cosiddetti mahatma… Il viaggio verso l’esterno è stato un viaggio di sadismo. Il viaggio verso l’interno è stato un viaggio di masochismo – cominci a torturare te stesso. E c’è una certa allegria, una gioia perversa nel torturare se stessi. Se osservi la storia con profonda attenzione, sarai sorpreso, non crederai a ciò che l’uomo ha fatto a se stesso.

Stupidità di ogni tipo diventano possibili a causa di un semplice errore, e l’errore è questo: visto che nella società cerchi di rendere difficile la vita agli altri, quando cominci ad andare dentro di te la tua vecchia mente potrebbe provare a renderti la vita difficile. Ricorda, il ricercatore spirituale dev’essere a suo agio, perché soltanto in una situazione confortevole, in uno stato di rilassamento, può succedere qualcosa. Quando sei teso, a disagio, nulla è possibile. Quando sei teso e scomodo, la tua mente è preoccupata, non sei in uno spazio quieto. Quando sei arrabbiato, come puoi essere in uno spazio di quiete? E c’è chi ha insegnato il digiuno e detto che digiunare aiuta la meditazione.

Essere nel mezzo è il modo giusto: il giusto mezzo.

Mangia così da non sentirti affamato, ma non tanto da sentirti pieno, addormentato – e la meditazione sarà più facile. Il giusto mezzo deve essere seguito in tutti i modi, in ogni tipo di situazione.

Sii comodo, rilassato, non c’è bisogno di torturare te stesso, di creare problemi non necessari. Lascia cadere quella mente fatta di rabbia, violenza, aggressività, e soltanto dopo puoi muoverti verso l’interno – perché solo in uno stato di consapevolezza rilassata, uno comincia ad andare dentro più profondamente. In completo rilassamento, uno raggiunge il nucleo più intimo di se stesso.

 

 

Non aspettarti satori istantanei

 

Terza cosa: non chiedere troppo, perché se chiedi troppo diventerai teso, ansioso. In realtà non dovresti chiedere per niente. Aspetta, semplicemente. Metti il seme nel tuo cuore e inizia a lavorare, aspetta la primavera.

Ma la gente comincia a chiedere troppo: vuole satori immediati, samadhi. Vuole il nirvana istantaneo.

Qualche volta è accaduto – degli stupidi sono venuti da me e mi hanno detto: “Abbiamo meditato per sette giorni e non è ancora successo nulla”. Sette giorni? E per settanta milioni di vite hanno fatto di tutto contro la meditazione! E in sette giorni… come se avessero fatto un contratto con dio, o con me. Vengono a lamentarsi: “Non è successo nulla. Sono passati sette giorni e ne mancano solo tre alla fine del campo e ancora non siamo illuminati!”.

Non chiedere troppo, non essere avido. Cerca di essere un po’ più comprensivo. Per ogni cosa ci vuole tempo. Ricorda che non devi preoccuparti del risultato, arriverà sempre secondo i tuoi bisogni e per quello che meriti. Ti accadrà quello che sarai pronto a ricevere. Preparati. Domandare non ti aiuterà. Ricordati semplicemente che ancora non ne sei degno; ripulisci il tuo cuore ancora un po’, concentrati di più, medita di più, diventa più silenzioso, sii rilassato, entra sempre di più in sintonia con il tuo essere interiore. E aspetta. Perché quando il cuore e l’energia sono in armonia, il risultato segue automaticamente.

Se hai piantato i tuoi semi, non hai bisogno di scavare ogni giorno per vedere cosa succede. Altrimenti distruggerai i semi; non accadrà mai niente. Semplicemente aspetti, e per mesi non accade niente. E devi innaffiare e concimare e prenderti cura continuamente – per mesi non accade niente. Poi un giorno improvvisamente, una mattina presto, il miracolo… i semi sono germogliati. Sono spuntate due foglioline, il miracolo è accaduto. Quello che era invisibile è divenuto visibile… ma ci mette sempre il tempo che ci vuole.

 

 

Creare uno spazio per la meditazione

 

Quarta cosa: se stai preparando un giardino di rose, devi cambiare il terreno. Devi togliere i sassi, le vecchie radici, le erbacce. Devi creare una condizione e uno spazio ideale, protetto. Devi costruire un recinto. Se vorrai coltivare delle rose saranno necessarie tutte queste preparazioni. La meditazione è una rosa, la rosa più bella, la rosa della consapevolezza umana.

Quali sono le condizioni ideali? E qual è il giusto posto?

Devi trovare un posto che dà spazio alla meditazione. Per esempio, se ti siedi sotto a un albero ti aiuterà, invece che all’uscita di un cinema o su una panchina della stazione. Va’ tra la natura, sulle montagne, dove ci sono gli alberi e i fiumi, dove il Tao scorre ancora, vibrante e pulsante. Gli alberi sono in meditazione costante. La loro meditazione è silenziosa, inconsapevole. Non sto dicendo che dovete diventare degli alberi; dovete diventare dei buddha! Ma Buddha ha una cosa in comune con gli alberi: è fresco come un albero, pieno di luce come un albero, celebrativo come un albero, naturalmente con una differenza: egli è consapevole e l’albero è inconsapevole. Ma se ti siedi sotto a un albero circondato da graziosi uccelli che cantano, o un pavone che danza, o semplicemente un fiume e il suono dell’acqua che scorre, o a fianco di una cascata e la sua incredibile musica…

Se è possibile tieni nella tua casa una stanza apposta per la meditazione. Anche solo un piccolo angolo andrà bene, ma che sia esclusivamente per la meditazione. Perché esclusivamente?  Perché ogni tipo di azione crea una sua vibrazione. Se mediti solo in quel posto, quel posto diventa meditativo. Ogni giorno che mediti assorbe le vibrazioni che emani quando stai meditando. Il giorno successivo quando vi entrerai, queste vibrazioni ricadranno su di te. Ti aiutano, si scambiano, rispondono.

Un posto sacro non è altro che un posto giusto e adatto alla meditazione. Se sei molto arrabbiato non è il momento giusto per meditare, sarà come mettersi contro corrente. Se ti senti molto avido, non è il momento giusto per meditare, non ti riuscirà facile. Ma ci sono momenti in cui ti apri con facilità alla meditazione: il sole sorge e tu lo hai visto sorgere, e improvvisamente dentro di te tutto è silenzioso e ancora non sei parte del mondo – questo è il momento per meditare. Stai bene, sei in buona salute – non hai ancora litigato con nessuno – questo è il momento per meditare. Sei con la tua donna ed entrambi vi sentite tremendamente felici – sedetevi insieme e meditate. E troverai la più grande gioia della tua vita se riuscirai a meditare con la tua amata, con la tua amica.

Trova le condizioni giuste e son sempre a disposizione. Non esiste una sola persona che non possa trovare la condizione giusta. In ventiquattr’ore troverai molti momenti che possono essere trasformati facilmente in meditazione, perché in questi momenti tu entri gradualmente dentro di te. La notte è piena di stelle: sdraiati per terra e osserva le stelle, sentiti in sintonia e medita.

Quando cerchi di meditare, stacca il telefono, disimpegnati. Metti un cartello sulla porta che per un’ora nessuno deve bussare, perché stai meditando. E quando entri nella tua stanza per la meditazione, togliti le scarpe, perché stai camminando su un terreno sacro. E non solo togliti le scarpe, ma tutto quello di cui ti preoccupi. Consapevolmente lascia ogni cosa insieme alle scarpe. Entra senza alcuna preoccupazione. Ti puoi prendere un’ora su ventiquattro. Lascia ventitre ore per le tue occupazioni, i tuoi desideri, i pensieri, le ambizioni e le proiezioni. Prenditi un’ora da tutto questo e alla fine scoprirai che solo quell’ora è stata un’ora reale nella tua vita; quelle altre ventitré sono state una pura perdita di tempo. Solo quell’ora si può salvare e tutto il resto è andato perduto.

 

 

La giusta posizione

 

Quinta cosa: non ti preoccupare troppo di come devono andare le cose, altrimenti diventa una preoccupazione – tipo se ci si deve sedere in una certa posizione. Se riesci a sederti, bene, ma se diventa una preoccupazione inutile, lascia stare. Per esempio, se non riesci a sederti nella posizione del loto – cosa molto difficile per quelle persone che per tutta la vita si sono servite di sedie. È difficile perché la loro muscolatura si è sviluppata in un certo modo, per cui le gambe non si sentono a loro agio. Si addormenteranno o cominceranno a dare fastidio. Attireranno la tua attenzione costantemente, per cui è inutile sforzarsi nella posizione del loto.

La posizione del loto, se riesce facile, va bene. Altrimenti ogni posizione è una posizione del loto. Se non riesci a sederti per terra, se ti riesce difficile, siediti su una sedia. La meditazione non ha paura delle sedie. Può accadere ovunque. Proprio l’altro giorno Renu ha fatto una domanda: “L’illuminazione può accadere su un cavallo al galoppo?”. Può accadere. Può persino accadere su un cavallo al galoppo! Non ti devi preoccupare di questo.

Solo un po’ di attenzione, tutto qua, ma non preoccupartene troppo – che la spina dorsale sia perfettamente eretta, che la tua testa sia allineata con la spina dorsale… non preoccuparti di queste cose di poca importanza. Sono solo delle indicazioni. Comprendile, assorbile e vai per la tua strada. Trova la tua via. La nota di base che va ricordata è: devi essere comodo e rilassato.

 

 

Stai nel mezzo

 

Sesta cosa: uno deve essere esattamente nel mezzo. La gente o diventa troppo attiva o troppo inattiva. Se diventa troppo attiva, si crea ansia, una certa eccitazione, fretta, velocità, un’incapacità a riposarsi; se diventa troppo inattiva, si crea sonnolenza, un certo letargo, indolenza. Stai nel mezzo. Questo essere nel mezzo è un criterio da usare sempre. Non mangiare troppo e neanche troppo poco. Non dormire troppo e non dormire meno di quanto hai bisogno. Ricorda sempre di stare nel mezzo. L’eccesso è una cosa proibita. Ogni genere di estremismo va lasciato andare, perché solo nel mezzo può esistere uno stato della mente rilassato. Se uno è in grado di ottenere questo tipo di equilibrio, tra sforzo e non sforzo, tra propositi e non propositi, tra essere e non essere, tra mente e non mente, tra azione e non azione… allora uno si può permettere di fluire con l’energia delle cose. Uno si può lasciare andare.

 

 

Un senso dell’umorismo

 

Ricorda, il problema principale di una persona religiosa è quello di non essere troppo seria. Il problema principale per la persona religiosa è di non essere triste, il problema principale per la persona religiosa è di non essere negativa, perché questo accade normalmente – le persone religiose possono diventare molto tristi, molto serie, molto negative. Scordano completamente la primavera, pensano solo a legno secco e a ceneri morte. Hanno perso l’equilibrio.

La persona veramente religiosa è quella che ha il senso dell’umorismo. La persona religiosa è sincera ma mai seria, totalmente devota al suo lavoro, ma mai con quell’atteggiamento da ‘più santa di te’, mai. Mai si sentirà superiore per questo, ma umile. La persona veramente religiosa è quella che sa ballare con il vento e con la pioggia, che riesce a sorridere e a giocare con i bambini, che è in grado di sentirsi a proprio agio in tutte le situazioni della vita. Questa è libertà, questa è libertà dall’ego. È l’ego che rende seri.

Se diventi troppo serio cadrai nel mondo delle tenebre, nel mondo negativo. Ricorda, non devi diventare freddo. Troverai che i tuoi cosiddetti santi sono molto freddi. Hanno male interpretato l’intera faccenda. Diventa distaccato, ma mai freddo, e tra le due cose c’è molta differenza, è un paradosso molto complesso. Secondo me questo ‘distaccato’, paragonato al calore della passione, è fresco, paragonato al freddo della morte è caldo, ma è fresco paragonato al desiderio appassionato della vita. È sia fresco sia caldo. Una persona veramente religiosa è distaccata perché non ha desideri, è calda perché non è triste, non è seria.

 

 

Non lottare

non psicoanalizzare

 

Uno dovrebbe rimanere distaccato dal susseguirsi dei pensieri. Arriveranno, ti circonderanno, provenienti da ogni dove. Saranno come nuvole, persino quell’ultimo pezzetto di cielo rimarrà coperto. E quando ci sono troppi pensieri, l’istinto naturale è lottarci, perché da qualche parte hai letto che la meditazione è assenza di pensiero. Ma con la lotta uno non raggiunge mai l’assenza di pensiero. Se lotti sarai sconfitto. La lotta stessa diventa la causa della tua sconfitta. Non puoi lottare con le ombre, altrimenti sarai sconfitto – non perché le ombre siano molto forti, ma perché non esistono. E se lotti contro qualcosa che non esiste, come puoi vincere? Anche se sono ombre, non lottare contro di loro. Se smetti di lottare, ti si apre l’alternativa, quella che ha scelto la psicoanalisi: ti muovi con loro, lasci che vadano dove vogliono andare – libera associazione di pensieri. Un pensiero è legato a un altro e a un altro e a un altro ancora, e la cosa prosegue all’infinito, fino alla nausea. Questo ti sembrerà una sorta di rilassamento. È per questo che con la psicoanalisi le persone si sentono aiutate, salvate. Ma non vengono salvate, non vengono aiutate, è solo che la lotta scompare. Quando lotti, diventi teso. Quando non lotti la tensione scompare – e lo scomparire di questa tensione ti dà l’impressione di essere stato salvato, ti fa sentire bene. Quando lotti con i tuoi pensieri non puoi vincere e quando smetti di lottare e lasci che i pensieri si muovano e cominci a muoverti con loro, ti senti meglio.

Il segreto della psicoanalisi è solo questo. La psicoanalisi non aiuta affatto, ti fa semplicemente sentire meglio, perché ti aiuta a smettere di lottare.

Non c’è bisogno di lottare, non c’è bisogno di lasciare spazio ai pensieri e diventare il loro seguace. Tu rimani l’osservatore, il testimone.

Il padrone va richiamato. Tu devi essere il padrone, non il servo. E che cosa significa essere padrone? Essere un testimone è essere il padrone. Osserva semplicemente questi pensieri, assolutamente calmo e tranquillo, osserva. Lascia che vadano, lascia che scompaiano. Tu prendi semplicemente nota – il pensiero se ne è andato – e presto arriverai al punto in cui si formeranno sempre di meno e poi un giorno lo spazio… tutti i pensieri scompaiono. In questo spazio, la prima esperienza del divino. 1

 

 

Lascia che la meditazione sia la tua sete

 

Il novantanove per cento della gente comincia a meditare perché in giro si parla di meditazione A volte diventa una moda. L’America sta attraversando questa fase. Si parla di meditazione, tutti meditano. Se anche tu non lo fai, ti stai perdendo qualcosa.

Se non ne senti il bisogno, se non è salito dal tuo essere, non sei arrivato a quel punto dell’evoluzione in cui la meditazione accade da sola. Ma tutti lo fanno e tutti vanno dal maestro e si siedono in silenzio; qualcuno fa zazen e qualcuno fa la kundalini o la dinamica. Ti stai perdendo qualcosa. Per questo diventi avido; da uno spazio di avidità cominci a sforzarti.

Questo sforzo non è per la meditazione. Questo sforzo è per ottenere qualcosa che tu pensi possa arrivare attraverso la meditazione. Queste fasi vanno e vengono. Questi culti nascono e scompaiono. È come la moda.

Il vero meditatore non è venuto a meditare perché gli altri stanno meditando, ma perché in lui è nato un bisogno profondo, qualcosa bussa al suo cuore, un continuo bussare. Il mondo intero sembra non avere più significato, vuole andare dentro. Vuole sapere chi è. E non perché gli altri lo sanno! Se non ci fosse nessuno a diffondere la meditazione e non fossero disponibili i libri – se tutti i libri fossero stati distrutti e tutti i maestri fossero andati a nascondersi in caverne sull’Himalaia – anche allora ci sarebbero alcune persone che meditano, che imparano a meditare da sole. Sono i veri meditatori. E per loro meditare sarà una cosa semplicissima, proprio come respirare. 2

 

 

La meditazione è gioco

 

Non puoi desiderare la meditazione, perché la meditazione accade solo quando non c’è desiderio. Non puoi desiderare la liberazione, il nirvana, perché accade solo in uno stato di non desiderio. Non può essere fatta oggetto di desiderio. Per cui per me e per tutti quelli che sanno, “desiderare” è il mondo. Non che tu desideri cose mondane. Desiderare, il vero fenomeno di desiderare è il mondo.

Puoi giocare, e giocando, quando la meditazione è un gioco, tutto è possibile. E tutto è possibile immediatamente, perché non sei disturbato, non sei impaziente, non sei di fretta, non stai andando da qualche parte, non devi raggiungere nessun posto. Sei qui e ora. Se la meditazione accade, bene. Se non accade, ancora bene. Non c’è niente che non va bene per te, perché non ci sono né desiderio, né aspettative, né futuro.

E ricordati, quando meditazione e non meditazione per te sono simili, ti è accaduta la meditazione. Sei arrivato. Ora la meta è raggiunta, il divino è disceso su di te. Ti apparirà strano che io ti dica di non fare una pratica della meditazione... fanne invece un gioco, un divertimento. Divertiti mentre mediti, senza nessuno scopo.

Ma le nostre menti sono molto serie, mortalmente serie. Anche quando giochiamo, lo facciamo seriamente. Lo facciamo diventare un lavoro, un dovere. Gioca come tra bambini. Gioca con le tecniche di meditazione e allora molto di più potrà accadere. Non prenderle seriamente, prendile come un divertimento. Ma noi rendiamo tutto così serio. Anche se stiamo giocando, siamo seri. E con la religione siamo sempre stati troppo seri. La religione non è mai stata un divertimento, per questo la terra è rimasta irreligiosa. La religione deve diventare un divertimento, una festa, una celebrazione – una celebrazione del momento... divertiti con qualsiasi cosa tu stia facendo. Divertiti così tanto e così profondamente che la mente si ferma. 3

 

 

La meditazione non è contro la mente

 

Devi esser grato alla mente. Questo è il primo passo per andare al di là di essa, non come un nemico, ma come un amico. Se mi senti dire continuamente che devi andare al di là della mente, puoi cadere in equivoco. Io ho un grande rispetto per la mente. Le dobbiamo moltissimo, non c’è altro modo per esprimere la nostra gratitudine. Quindi la prima cosa è: la meditazione non va contro la mente, va al di là della mente. E al di là non equivale a contro.

Approfondendo questa amicizia ogni volta che mediti, la mente non ti disturberà, perché la tua meditazione non va contro di essa. In realtà è il suo stesso compimento, è la sua fioritura finale. Andare al di là non è un’attitudine antagonistica, ma un’evoluzione amichevole.

Questa dovrebbe essere la base per tutti i meditatori: non lottare. Se lotti, forse sarai in grado di far tacere la mente per un po’, ma non sarà una vittoria. La mente ritornerà, se ne avrai bisogno. Senza non puoi vivere, senza non puoi esistere in questo mondo.

E se crei un’amicizia con la mente, un ponte d’amore, invece di essere un ostacolo per la meditazione inizia a essere un aiuto. Protegge il tuo silenzio, perché quel silenzio è anche il suo tesoro, non solo il tuo. Diventa il terreno in cui le rose della meditazione sbocceranno e il terreno sarà contento quanto le rose.

Comincia con il corpo, che è la tua parte esterna. Comincia ad amare la mente; se la ami, la decorerai, esattamente come decori il tuo corpo. Lo tieni pulito, lo tieni fresco. Non vuoi che il tuo corpo abbia un odore terribile quando sei con gli altri, vuoi che il tuo corpo venga amato e rispettato dagli altri. La tua presenza non deve essere solo tollerata, ma benvenuta.

Devi decorare la tua mente con poesie, con musica, con arte, con grande letteratura. Il tuo problema è che la mente è piena solo di sciocchezze. Ci girano cose di tale bassezza che non puoi amarle. Non puoi pensare a niente che sia bello. Fai che sia più in armonia con grandi poeti, fai che sia più in armonia con persone come Fëdor Dostoevskij, Lev Tolstoj, Anton Cechov, i picchi più alti che la mente ha raggiunto.

Allora non sarai in conflitto con la mente. Allora gioirai della mente; anche se nel tuo silenzio entrerà la mente, avrà una poesia e una musica tutta sua, e trascendere una mente così fine è molto facile. È un passo amichevole verso picchi più alti: la poesia diventa misticismo, la grande letteratura ti porta a intuizioni profonde sull’esistenza, la musica diventa silenzio.

E non appena queste cose diventano picchi più alti, al di là della mente, scoprirai nuovi mondi, nuovi universi di cui non conosciamo neppure il nome. Possiamo chiamarli beatitudine, estasi, illuminazione, ma nessuna parola riesce veramente a descriverli. Il linguaggio non può ridurli a una spiegazione, una teoria, una filosofia. Sono semplicemente al di là…

Questo è il mio contributo unico per te. Con assoluta umiltà ti voglio dire che sono molto più avanzato persino di Gautama il Buddha, per la semplice ragione che egli ancora sta lottando contro la mente. Io ho amato la mia mente e con l’amore l’ho trascesa. Il mio approccio nei confronti della meditazione è assolutamente nuovo, assolutamente fresco, perché si basa sull’amore, non sul conflitto, non sulla guerra. Solo l’amore è la via. Rendi la tua mente più bella che puoi. Ornala con fiori. Sono davvero molto triste quando vedo che la gente non conosce il Libro di Mirdad, che non ha mai letto le storie assurde di Chuang Tzu, che non si è mai preoccupata di capire le storie totalmente irrazionali dello Zen.

Prima decora la tua mente. Solo al di là di questo giardino profumato della mente, sarai in grado di proseguire armoniosamente, senza conflitti. La mente sarà un aiuto, non un ostacolo. Io non l’ho trovata un ostacolo, per cui posso dire con assoluta autorità: non è un ostacolo. Semplicemente tu non sai come usarla. 4

 

 

una parte regolare della vita di tutti i giorni

 

È un lavoro molto delicato. Lungo un periodo di mesi si crea un’energia, ma in pochi giorni può scomparire se non sei arrivato al punto conosciuto come il punto di non ritorno.

È la stessa cosa di quando scaldi l’acqua a novanta gradi: è ancora acqua. Poi a novantacinque gradi… è ancora acqua. A novantacinque gradi è ancora acqua, e se smetti di scaldarla, si raffredderà: il calore verrà disperso. Ma se arriva a cento gradi, fa un salto di qualità: evapora. È arrivata al punto nel quale accade un cambiamento radicale.

Lo stesso accade con la meditazione. Continui ad accumularla: è cumulativa. Continui ad accumulare un’energia sottile nel tuo essere. Arriva sempre più in alto, sempre più in alto: novanta gradi, novantacinque gradi. Se ti fermi a quel punto, svanirà. Verrà dissipata, perché la vita è non-meditativa, e può facilmente distruggerla.

Il mondo intero è non-meditativo. La gente che incontri, con cui lavori e parli, è tutta non-meditativa. Quando sei a livelli alti di energia, la gente, che non è così in alto, ti risucchierà – senza accorgersene. È come nel caso dell’acqua, che tende a scorrere verso il basso. Tutte le energie si spostano verso il basso. Le persone sono come valli. È naturale che la tua energia cominci a fluire verso di loro, visto che il loro livello è più basso del tuo. Quindi la regolarità nel meditare è molto, molto importante. Altrimenti costruisci qualcosa e poi pensi: ‘Adesso ho fatto abbastanza: mi sento benissimo’. Per qualche giorno ti sentirai bene, ma poi l’energia verrà nuovamente persa. Se invece vai avanti con regolarità, a poco a poco il livello  di energia cresce, e un giorno accade di colpo che ‘evapori’. Allora la meditazione diventa una cosa naturale. Se la fai o no, non ha importanza. Se non la fai, sei ancora in meditazione. Se dormi… La meditazione diventa tutta la tua vita. Prima che ciò accada è importante la regolarità.5

 

 

Sorge il silenzio reale

 

Ci sono due tipi di silenzio: uno è quello che coltivi, l’altro è quello che accade. Il tuo silenzio coltivato non è nient’altro che rumore represso. Puoi sedere in silenzio e se siedi a lungo e continui per mesi e anni, piano piano sarai in grado di reprimere tutti i rumori dentro di te. Ma sarai ancora seduto su un vulcano che può risvegliarsi in ogni momento, con una piccola scusa qualsiasi. Questo non è il vero silenzio, è solo silenzio imposto. Questo è ciò che succede ovunque. Le persone cercano di meditare, di diventare silenziose, si impongono il silenzio. Il silenzio non può essere imposto. Puoi avere uno strato di silenzio attorno a te, ma quello è solo per illudere te stesso e nient’altro. Quello strato non ti aiuterà.

A meno che il silenzio non sorga dal tuo essere, non imposto dall’esterno, ma al contrario, arriva, sgorga dall’interno verso l’esterno, sorge dal centro verso la circonferenza. Questo è un fenomeno totalmente diverso.

Ed è per questo che il mio approccio consiste nel liberare il rumore
interiore buttandolo fuori, piuttosto che nel coltivare il silenzio. Le persone sono molto perplesse quando vengono da me per la prima volta. Se sono state con qualche maestro buddhista, allora hanno fatto Vipassana, forzandosi in una certa posizione statica. Perché una posizione statica? Perché quando il corpo viene forzato a rimanere in una posizione, anche la mente è forzata a rimanere in quella posizione.

Il corpo e la mente funzionano insieme. La mente è l’aspetto interiore del corpo, è un fenomeno materiale. Non ha nulla a che fare con l’essere. È materia tanto quanto il corpo, così se fai qualcosa col corpo, lo stesso accade automaticamente alla mente. Perciò attraverso i secoli le persone sono state educate ad assumere una posizione – siedi in posizione del loto, forza il tuo corpo a essere come una statua, una statua di marmo. Se il tuo corpo è realmente immobile, forzato, vedrai la tua mente cadere in un tipo di silenzio che è falso, che non è reale. È stata solo forzata a essere silenziosa dalla posizione del corpo.

Prova: semplicemente atteggiati come chi è arrabbiato usando i pugni, la faccia, i denti; entra in questa posa di rabbia e sarai sorpreso, comincerai a sentire rabbia. Questo è ciò che fa l’attore: porta il corpo in posizione e lo segue, la mente si adegua.

Il silenzio reale deve essere un silenzio che arriva da solo. Il mio suggerimento è di non forzare il corpo. Invece danza, canta, muoviti, corri, fai del footing, nuota. Lascia che il corpo faccia ogni tipo di movimento, così che anche la tua mente possa farli e, attraverso tutti questi tipi di movimenti interiori, la mente comincerà a purificarsi, a liberare i suoi veleni.

Comincia con la catarsi, così da svuotarti di tutta la spazzatura che hai accumulato fin dall’infanzia. Eri arrabbiato, ma non potervi esserlo, perché tua madre si sarebbe irritata se tu ti arrabbiavi – così ti sei represso. Eri arrabbiato, volevi urlare, ma non potevi, anzi, al contrario, sorridevi. Tutto quello che si è accumulato in te deve essere buttato fuori. E poi aspetta… e un silenzio inizia a scendere in te. Quel silenzio racchiude una sua bellezza. È totalmente diverso, la sua qualità è diversa, la sua profondità è diversa. Non stai lottando, ti stai lasciando andare, ma nulla affiora. Questo è stupendo – quando non sorgono i pensieri, quando i pensieri spariscono da soli.

Allora sei totalmente in silenzio e questo silenzio è positivo. Il silenzio forzato è negativo.

Questo è uno dei grossi cambiamenti che io sto provando a creare qui con voi. Tutti i vecchi metodi consistono fondamentalmente nell’imporre qualcosa. Il mio approccio è: mai forzare qualcosa, piuttosto butta fuori tutta la spazzatura che ti sei portato dietro. Diventa sempre più vuoto, diventa più vasto. Crea un po’ più di spazio in te e in quello spazio arriva il silenzio.

E in tali momenti dovresti rimanere rilassato. Dimentica tutte le posizioni. Dimentica tutto quello che hai cercato di fare; non cercare di fare qualcosa. Sii in uno stato di non fare. Semplicemente rilassati, rilassati totalmente, non fare nulla, perché più sei rilassato, più il silenzio può penetrare nel tuo essere – aperto, vulnerabile, rilassato. Quando scende il silenzio, allora improvvisamente tutta la confusione si dissolve – e senza lasciare traccia! Non lascia nemmeno un’impronta dietro di sé. Non riesci a credere che tutto quel rumore… dove è andato? Non riesci a credere che sia mai esistito. Non riesci a credere che ancora esista negli altri.1

 

 

L’illuminazione arriva quando arriva

 

L’illuminazione accade quando accade: non puoi ordinarla, non puoi farla accadere. Eppure, puoi fare molto perché accada, ma qualunque cosa farai non ne sarà la causa. Qualunque cosa tu faccia, non ti porterà all’illuminazione, ma ti preparerà a riceverla. Arriva quando arriva. Qualunque cosa fai, ti prepara semplicemente a riceverla, a vederla quando arriva, a riconoscerla. Tu non puoi provocarla, è al di là di te. Se tu potessi provocarla, sarebbe inferiore rispetto a te. Se tu potessi provocarla, allora di nuovo non sarebbe nient’altro che una decorazione per il tuo ego. Non puoi provocarla. Non puoi fare nulla perché accada. Tu devi dissolverti affinché possa accadere.

Puoi studiare tutte le scritture del mondo – diventerai molto colto, molto bene informato, ma rimarrai non illuminato. In effetti diventerai meno illuminato di prima, perché più hai conoscenze, più alimenti l’ego; più pratichi tecniche ascetiche, più il tuo ego viene fortificato: “Io sto facendo questo e io sto facendo quello, ho fatto così tanto – tanti digiuni, tanti voti”. Più fai e più senti che ora sei degno e puoi rivendicare l’illuminazione.

L’illuminazione non è qualcosa che si trova cercando; arriva quando tutte le ricerche si dimostrano inutili. E ricorda, io non sto dicendo di non cercare, perché finché non cerchi non scoprirai mai che la ricerca è inutile. E non sto dicendo di non meditare: se non mediti non capirai mai che c’è una meditazione che non puoi fare, ma che arriva a te. Le tue meditazioni ti ripuliranno semplicemente gli occhi, ti renderanno più percettivo. Il tuo cuore diventerà più attento, consapevole, amorevole, sensibile. Il tuo essere comincerà a vedere cose che non avevi visto prima. Comincerai a esplorare nuovi spazi dentro il tuo essere. Qualcosa di nuovo succederà ogni giorno, ogni momento. Le tue meditazioni sono come un bagno: ti ripuliscono, ma questa freschezza non è l’illuminazione. Ti prepara soltanto la via. Non raggiungerai mai l’illuminazione, è sempre il contrario: l’illuminazione raggiungerà te. 1

 

 

Brani di Osho tratti da:

1 The Secret of Secrets

2 The First Principle

3 Vigyan Bhairava Tantra

4 The Great Pilgrimage from Here to Here

5 The Passion for the Impossible

  (ritorna al sommario) 

 

 

 

Le esperienze che confermano

 

Passo passo sulla via della meditazione ci si trova in un paesaggio che cambia, a volte in modo impercettibile, altre in modo drammatico. È importante sapere quindi che certe cose sono normali, anzi sono la conferma che siamo sulla strada giusta.

 

 

Un’esperienza di conferma indica che ti stai avvicinando a casa. Uno deve capire le esperienze di conferma, deve esserne consapevole, perché danno coraggio, speranza. Danno vitalità. Cominci a sentire che non stai cercando invano, che il mattino è vicinissimo. Forse è ancora notte ed è buio, ma la prima esperienza di conferma è trapelata. Le stelle stanno scomparendo, il cielo a est si è colorato di rosso, il sole non è ancora sorto, è quasi l’alba, è chiaro che il sole non è lontano. Se il cielo a est è diventato rosso, allora presto, nel giro di qualche minuto, il sole si alzerà all’orizzonte. Gli uccelli hanno cominciato a cantare, a celebrare il mattino che arriva. Gli alberi sembrano vivi, il sonno scompare, la gente si sta svegliando. Queste sono esperienze che confermano.

Sul cammino spirituale, allo stesso modo, esistono esperienze che sono molto convalidanti. È come se stessi camminando in direzione di un bellissimo giardino che non puoi vedere, ma man mano che ti avvicini, puoi sentire l’aria farsi sempre più fragrante. Più ti allontani, più la fragranza scompare. Più ti avvicini, più fresca si fa l’aria. Più ti avvicini, più l’aria non è solo fresca, ma anche profumata, con il profumo di mille fiori. Più ti allontani, più il profumo scompare. Più ti avvicini, più puoi sentire il canto degli uccelli tra gli alberi. Non puoi vedere gli alberi, ma il canto degli uccelli… un richiamo lontano del cuculo… forse c’è un albero di mango… ti stai avvicinando. Queste sono esperienze che confermano. Ed è esattamente quello che accade quando ti avvicini al giardino interiore, alla fonte della vita interiore, del silenzio, della gioia, della beatitudine. Quando cominci a muoverti verso il centro, alcune cose cominciano a scomparire e altre ad apparire.

E ricorda, quando cominciano ad apparire esperienze di conferma, non sentirti soddisfatto troppo presto.

Sei lì seduto, senti l’aria fresca e pensi di essere arrivato.

La brezza profumata è bellissima, è una beatitudine, ma devi andare ancora lontano. Non accontentarti di piccole cose.

Rallegrati perché hanno cominciato ad apparire, considerale come delle pietre miliari, ma non come delle mete. Apprezzale. Ringrazia dio, sentiti grato, ma continua a muoverti nella stessa direzione da dove provengono le esperienze di conferma.

Mantienile nel profondo del tuo cuore: non accontentarti di piccole cose. Molte cose accadono sulla via, molte cose miracolose accadono sulla via, ma non sentirti definitivamente soddisfatto con niente.

Ricorda che devi diventare una consapevolezza, un bodhisattva – nulla di meno può soddisfarti.

 

Il mondo intero diventa una valle

 

Coloro che si muovono, e tutti voi vi state muovendo verso la meditazione, incontreranno questi spazi strani, ma meravigliosi. Il primo segno che la meditazione ha cominciato a cristallizzarsi in te è… l’intera esistenza diventa una valle e tu sei su una vetta. Cominci a crescere verso l’alto. L’intero mondo diventa una valle, in lontananza, laggiù in fondo, e tu sei seduto su una cima illuminata dal sole. La meditazione ti porta verso l’alto, non fisicamente, ma spiritualmente. E il fenomeno è molto chiaro quando accade. Questi saranno dei segni.

Quando ti muovi dentro di te in meditazione, improvvisamente vedrai crescere un’incredibile distanza tra te e i rumori intorno a te. Magari sei seduto in mezzo alla folla… improvvisamene vedi che tra te e i rumori sta nascendo uno spazio. Solo un attimo prima questi rumori erano quasi inseparabili da te, tu eri quei rumori; ora te ne stai allontanando. Fisicamente sei lì, come lo eri prima. Non c’è bisogno di andare sulle montagne. Questo è il modo per trovare la vera montagna dentro di te. Questo è il modo per trovare l’Himalaya dentro di te.

Cominci a entrare in un profondo silenzio, e tutto a un tratto i rumori che erano così vicini a te – e che gran frastuono – cominciano ad allontanarsi. Da fuori tutto è come prima, nulla è cambiato. Tu sei seduto nello stesso posto di quando hai cominciato a meditare. Ma come la meditazione si approfondisce, sentirai questo: sentirai nascere una distanza tra te e le cose fuori di te.

 

 

Ogni nota diventa cristallina

 

In secondo luogo, tutto quello che viene detto dall’esterno ti sarà chiaro, anzi più chiaro di prima. Questa è la magia della meditazione. Non diventi inconscio, perché anche in uno stato di inconsapevolezza senti i rumori che spariscono. Per esempio, se ti viene dato del cloroformio, noterai lo stesso fenomeno: i rumori cominciano a farsi lontani, lontani, lontani… fino a che non ci sono più, ma tu sei diventato incosciente. Non puoi sentire più nulla.

La stessa cosa accade in meditazione, ma con una differenza: il rumore comincia ad allontanarsi da te, ma ogni rumore diventa distintamente chiaro, più chiaro di prima, perché ora in te è sorta l’osservazione. Prima anche tu eri un rumore tra tutti i rumori, ti eri perso tra i rumori. Ora sei un testimone, un osservatore, e poiché sei così silenzioso, puoi vedere ogni cosa distintamente, chiaramente. Anche se i rumori sono lontani, sono più chiari che mai. Ogni singola nota ha un cuore.

 

 

Senti il mondo come un’eco

 

La terza cosa: non li senti direttamente, ma indirettamente, come se fossero un’eco di suoni reali, non i suoni stessi. Diventano più irreali, mancano di sostanza. Diventano meno materiali, il loro senso scompare. Non sono più pesanti, sono leggeri. Puoi vedere la loro assenza di peso, sono come echi. L’intera esistenza diventa un’eco.

È per questo che i mistici induisti chiamano il mondo maya, illusione. Illusione non vuol dire irreale, vuole dire semplicemente simile a un’ombra, a un’eco. Non vuol dire non esistenziale, vuole dire solo simile al sogno. Come un’ombra, come un’eco, come un sogno – questa sarà la sensazione. Non puoi sentire che queste cose sono reali. L’intera esistenza diventa un sogno, molto chiaro, distinto, perché tu sei sveglio. È molto simile al sogno perché tu sei sveglio. Prima eri perso nel sogno, non eri sveglio e pensavi che questa fosse la realtà. Eri identificato con la tua mente. Ora non sei più identificato con la mente, in te è nata un’entità separata: l’osservazione, sakshi.

 

 

Sentirai tutto tranne te stesso

 

La quarta cosa – percepirai l’intera esistenza intorno a te: la gente che parla, che cammina, i bambini che ridono, qualcuno che piange, il richiamo di un uccello, una macchina che passa, un aereo, un treno. Sarai in grado di sentire tutto. Solamente una cosa non riuscirai a sentire: te stesso. Sei completamente scomparso. Sei un vuoto. Semplicemente non ci sei. Non puoi sentirti come un’entità. Tutti i rumori sono lì, solo il tuo rumore interiore è svanito. Normalmente ci sono più rumori dentro di te che fuori di te. Il vero caos è interiore, la vera confusione è interiore. E quando la confusione interiore e quella esteriore si incontrano, si crea l’inferno.

La confusione esteriore continuerà, perché non sei tu a produrla e non puoi distruggerla, però puoi distruggere molto facilmente la confusione interiore. Rientra nelle tue capacità. Una volta che la confusione interiore non c’è più, quella esteriore diventa irreale, perde la sua concretezza, diventa illusoria. Non puoi trovare la tua vecchia voce, in te non nasce più un pensiero, né un suono.

Sei diventato vuoto, e tutto il resto è scomparso giù nella valle. Ne puoi sentire solo l’eco. E quando senti l’eco, certamente non ne vieni toccato.

È così che uno cresce piano piano in meditazione. Tutto diventa irreale. Uno può vedere ogni cosa.

 

 

Nasce una grande luce

 

A meno che non diventi vuoto, rimarrai nel buio, rimarrai il buio. Quando sei completamente vuoto, quando dentro di te non c’è nessuno, allora arriva la luce. La presenza dell’ego crea il buio. Buio ed ego sono sinonimi. Assenza di ego e luce sono sinonimi.

Tutti i metodi di meditazione, qualsiasi sia la loro direzione, alla fine convergono in questo spazio vuoto del tuo essere interiore. Rimane solo questo spazio di silenzio, e in questo spazio vedrai sorgere una grande luce, senza alcuna fonte. Non è come la luce che vedi quando sorge il sole, perché la luce che nasce col sole non può essere eterna, di notte scompare di nuovo. Non è come la luce che ha bisogno di energia, perché quando questa è esaurita, la luce scompare.

Questa luce ha una qualità molto misteriosa. Non ha una fonte, una causa. Non è causata, per cui ogni volta che appare, rimane, non scompare mai. In realtà è già lì. Solo che tu non sei abbastanza vuoto per vederla.

E quando questa luce comincia a crescere in te, queste saranno le esperienze. Quando ti siedi in silenzio e tutto si acquieta, quando ti fermi, senza movimenti interiori ed esteriori… improvvisamente vedrai la luce scaturire dai tuoi occhi. Questa è un’esperienza di cui la scienza non è consapevole. La scienza crede che la luce entra solo attraverso gli occhi, non viceversa. La luce arriva dall’esterno, entra negli occhi, entra dentro di te. Questa è solo una metà della storia. L’altra metà è conosciuta solo dai mistici e dai meditatori. Questa è solo una parte: la luce che entra dentro di te. Esiste un’altra parte: la luce che scaturisce dai tuoi occhi. E quando la luce comincia a scaturire dai tuoi occhi, la luce degli occhi comincia a risplendere, così che tutto quello che hai davanti diventa luminoso.

L’intera esistenza si illumina. Cominci a vedere che gli alberi sono più verdi che mai, e il loro verde ha una qualità luminosa. Quando vedi delle rose, le rose sono più rosa che mai. Le stesse rose, gli stessi alberi, ma qualcosa in te si riversa in loro, rivelandoli più chiaramente che mai. Le piccole cose sono di una tale bellezza… per un buddha anche i sassi colorati sono più belli del Kohinoor della regina Elisabetta. Per la regina Elisabetta, perfino il Kohinoor – il più grosso diamante del mondo – non è bello quanto un normale sasso per un buddha. Perché? Perché gli occhi di un buddha traboccano di luce e in quella luce i sassi ordinari diventano Kohinoor. Persone ordinarie diventano dei buddha. Per un buddha ogni cosa è divina. Per questo Gautama Buddha disse: “Il giorno in cui mi sono illuminato, l’intera esistenza si è illuminata. Gli alberi e le montagne, i fiumi e le rocce – tutto si è illuminato”. L’intera esistenza ha raggiunto una completezza più alta.

Dipende da te: quanto puoi mettere nell’esistenza, quel tanto riceverai. Se non metti nulla, non ne ricaverai nulla. Prima di ricevere, dovrai mettere. Per questo le persone creative conoscono di più la bellezza, l’amore, la gioia che le persone non creative – perché le persone creative danno qualcosa all’esistenza. L’esistenza risponde… e risponde generosamente.

I tuoi occhi sono vuoti, non danno nulla, prendono, sono degli accumulatori, non condividono. Per cui ogni volta che entrerai in contatto con degli occhi che possono condividere, troverai una qualità completamente diversa, una bellezza, un silenzio, una forza, un potenziale incredibili. Se sei in grado di vedere questi occhi che riversano la loro luce dentro di te, il tuo cuore ne sarà profondamente toccato.

Vedrai! I tuoi occhi diventeranno una fiamma. E con gli occhi divenuti una fiamma, l’intera esistenza prende un nuovo colore, una nuova profondità, una nuova dimensione, come se le cose non fossero più tridimensionali, ma quadrimensionali. Si è aggiunta una nuova dimensione: la dimensione della luminosità.

È come se il sole illuminasse una nuvola e la nuvola prendesse fuoco. Tu sei nella nuvola e la nuvola è semplicemente il fuoco che riflette il sole, una stella che vive in questa nuvola di luce. Ci dorme, ci cammina, ci si riposa. Questa nuvola è sempre presente. Questa nuvola viene chiamata aura. Coloro che hanno occhi per vedere, vedranno una luce attorno alle teste e ai corpi dei santi, una sottile aura che li circonda.

 

 

Non puoi trovare il tuo corpo

 

In questo momento, quando sei pieno di luce e i tuoi occhi sono in fiamme e l’intera esistenza è infiammata da una nuova vita, se apri gli occhi e cerchi di trovare il tuo corpo, non lo troverai. In questi momenti la materia scompare.

Una volta che sei in grado di vedere lo spirito, sarai in grado di vedere che la materia è scomparsa. Non puoi vederli entrambi.

Questi segni vanno capiti, perché ti accadranno e comprenderli ti aiuterà. Altrimenti un giorno apri gli occhi, non trovi il tuo corpo, e magari impazzisci. Certamente sentirai che qualcosa non va: o sei morto o sei pazzo. Che cosa è successo al corpo? Ma se capisci questi sutra, al momento giusto te ne ricorderai.

È per questo che io commento così tante scritture: per renderti consapevole di tutto ciò che è possibile, in modo che quando accadrà non ti spaventerai – lo sai, lo capisci, hai già una mappa. Puoi capire dove sei e puoi tranquillizzarti in quella comprensione.

 

 

Sentirsi galleggiare

 

Questo accade molto presto, comincia ad accadere ai primi stadi. Seduto in silenzio, improvvisamente senti che sei più alto rispetto al suolo, forse qualche centimetro più in alto. Con grande sorpresa apri gli occhi e ti ritrovi seduto a terra, per cui pensi di aver sognato.

No, non hai sognato, il tuo corpo fisico è rimasto a terra. Ma tu hai anche un altro corpo, il corpo di luce nascosto dentro il primo – chiamalo corpo astrale, corpo sottile, corpo di energia, tutti i nomi che vuoi – questo corpo comincia a salire. E dentro di te puoi sentire solamente quel corpo, perché la tua interiorità è quel corpo.

Quando apri gli occhi, il tuo corpo materiale è seduto per terra, esattamente come era seduto prima.

Non pensare affatto di avere avuto allucinazioni. È un fatto reale: hai cominciato a galleggiare un po’ – ma con il secondo corpo.

Questi segni di conferma devono essere capiti, ma non esibiti. Non parlarne con nessuno, altrimenti l’ego ritornerà e comincerà a rovinare queste esperienze. E una volta arrivato l’ego, le esperienze svaniranno.

Non parlarne mai. Se accadono, limitati a comprenderle, prendine nota e dimenticale.

E anche questo va ricordato: a te potrebbero non accadere o accadere in ordine diverso, in modi diversi. Esistono mille possibilità, perché le persone sono molto diverse.

Per qualcuno queste esperienze non accadranno come le abbiamo descritte.

A qualcuno, per esempio, non accadrà di levitare. Potrebbe accadergli di sentirsi espandere, come se la sua presenza riempisse tutta la stanza. Continuerà a crescere, a diventare sempre più grande, l’intera casa è dentro di lui. Un’esperienza molto buffa. Uno vorrà aprire gli occhi e vedere cosa sta succedendo. “Sto impazzendo?”. È possibile che per un momento uno senta: “L’intera esistenza è dentro di me. Io non sono fuori. Non è fuori di me, è dentro di me. E le stelle si muovono dentro di me”.

Oppure a qualcuno può accadere di sentirsi rimpicciolire, diventare una molecola, quasi invisibile, poi un atomo, e poi scomparire. Le persone hanno disposizioni diverse, talenti diversi, potenziali diversi. Quindi a ciascuno accadranno cose diverse.

Questo è solo per indicare che cose simili accadono – non pensare che stai impazzendo o che c’è qualcosa di strano.

Queste esperienze non fanno paura, ma la tua interpretazione le può rendere paurose.

 

 

Felice senza alcuna ragione

 

Un segno di conferma importante è quando, senza alcuna ragione, ti senti improvvisamente pieno di gioia. Normalmente ti senti felice solo se ne hai un motivo. Hai incontrato una donna bellissima e sei felice, o finalmente hai ricevuto il denaro che volevi da tanto tempo e sei felice, o hai comperato una casa con giardino e ora sei felice – ma queste gioie non durano a lungo. Sono momentanee, non possono rimanere costantemente e senza interruzioni.

Se la tua gioia è stata causata da qualcosa, allora scomparirà, sarà una cosa momentanea. Presto ti lascerà in profonda tristezza. Ma esiste un tipo di gioia diversa che è una conferma: improvvisamente sei pieno di gioia senza alcuna ragione. Non riesci a stabilire perché.

Io non posso spiegare perché sono felice. Non c’è ragione. È così e basta. Ora questa gioia non può essere turbata. Ora qualsiasi cosa accada, continuerà. Esiste giorno e notte. Che tu sia giovane, che tu sia vecchio, che tu sia vivo, che tu stia morendo – è sempre lì.

Quando avrai trovato una gioia che rimane, che persiste anche se le circostanze cambiano, allora con certezza ti stai avvicinando alla buddhità.

Questo è un segno di conferma. Se la felicità va e viene, non ha un grande valore, è un fenomeno mondano.

Quando la gioia dura, è costantemente presente – come se tu fossi intossicato, senza alcuna droga ti senti ebbro. Come se avessi appena fatto un bagno, fresco come la rugiada, fresco come le nuove foglie di primavera, come i petali di un fiore di loto nello stagno, come se ti fossi appena lavato – quando vivi costantemente in quella freschezza che rimane e rimane e niente la disturba, sappi che ti stai avvicinando a casa.

 

 

Senza reazioni, senza paura

 

Come il tuo silenzio e la tua gioia si fanno più profondi, cominci a sentire che per te la morte non esiste.

Nella morte muore solo il carattere, muore la personalità. L’essenza non muore mai. Quando sai che in te qualcosa persiste, qualcosa che non cambia mai – la gioia che continua noncurante delle condizioni – allora per la prima volta saprai che qualcosa in te è immortale, qualcosa in te è eterno. E quel momento è un momento di forza, di vigore, di assenza di paura. Allora uno non ha paura, il tremito scompare. Per la prima volta guardi la realtà senza paura.

Ora niente ti oscura, niente può opprimerti e distorcere la tua chiarezza. La tua visione rimane intatta. Qualcuno ti insulta, ma non diventa una nuvola oscura. Qualcuno è arrabbiato con te, puoi vedere attraverso: senti davvero compassione per la persona arrabbiata, perché sta bruciando senza ragione. Tu la ricopri della tua beatitudine, della tua pace, del tuo amore. È uno stupido, ha bisogno di compassione.

 

tratto da: Osho, The Secret of Secrets, vol.2

 

La meditazione è la base,

poi nasce spontaneamente l’amore...

La meditazione è la radice,

l’amore è l’albero,

e poi segue la fioritura.

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Un LIBRO DA VIVERE

 

 

RIDERE LA VITA

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Pagine 96 - Lire 10.000

 

 

IL RESPONSABILE SEI TU: Se sei infelice, tu e solo tu sei il responsabile. Non lo sono il passato, né la struttura sociale o il sistema economico… nulla di tutto ciò ti potrà mai essere d’aiuto. Se resti ciò che sei, in qualsiasi contesto sociale, rimarrai infelice; in qualsiasi modo rimarrai infelice… se rimani come sei. E il primo cambiamento, quello fondamentale, accade allorché lasci cadere il conflitto.

 

ignoranza di sÉ: Conosci il tuo centro? Se non lo conosci, vivrai in una paura perenne. Ecco perché l’autocoscienza ha sempre paura, trema continuamente. Ed ecco perché hai sempre bisogno del sostegno degli altri; qualcuno che ti apprezzi, qualcuno che ti applauda, qualcuno che ti dica quanto sei bello o come sei intelligente. Hai bisogno che qualcuno ti dica queste cose, simili a suggestioni ipnotiche, in modo da poter credere di essere intelligente, bello e forte. Ma puoi ben vedere che in questo modo dipendi dagli altri.

 

immaginazione divina: L’immaginazione è una tua facoltà che si avvicina a dio più di ogni altra. Dio deve avere un’immaginazione incredibile... osserva semplicemente questo mondo! Pensaci. Un mondo così ricco di immaginazione, così ricco di varietà di fiori e con così tante farfalle e alberi e fiumi e con così tante persone… pensa semplicemente all’immaginazione di dio! Così tante stelle e mondi… mondi su mondi, senza fine. Dio dev’essere un incredibile sognatore.

 

una medicina per l’anima: La meditazione è necessaria solo perché hai scelto di non essere felice. Se avessi scelto di essere felice, non sarebbe affatto necessaria. La meditazione è un medicinale: se sei malato, allora ti serve la medicina. I buddha non hanno bisogno di meditazione: allorché inizi a scegliere la felicità, quando decidi che devi essere felice, nessuna meditazione è più necessaria. In quel caso, la meditazione inizia ad accadere spontaneamente.

 

distrazione e felicità: Se ami il lavoro che fai, se ami il mondo in cui vivi, sei meditativo. In questo caso, nulla ti distrae. Quando le cose ti distraggono, è un semplice segno che non sei realmente interessato a ciò che fai.

 

causa ed effetto: Cerca di comprendere come mai sei infelice. Molti vengono a dirmi che sono infelici, e vogliono che io dia loro una tecnica di meditazione. Io rispondo: “Prima di tutto, la cosa fondamentale, è capire come mai si è infelici. E se non si rimuovono quelle cause fondamentali di infelicità, io potrò anche dare una meditazione, ma non servirà granché, poiché le cause alla base rimarranno”. Essere felici è difficile, imparare una tecnica di meditazione è facile. Per essere felici si deve operare un cambiamento drastico nel proprio stile di vita, un cambiamento radicale e repentino, poiché non c’è tempo da perdere.

 

ascolta la tua voce: In molti vengono da me, e io chiedo loro: “Cosa vuoi veramente?”. Si stringono nelle spalle e dicono: “Non lo so”. In questo caso è ovvio che la vostra vita non può avere alcuna unità organica. Non avete alcun senso della direzione, siete fuori strada. Ma non è mai troppo tardi, potete prendere possesso della vostra vita in qualsiasi momento lo decidiate, la prima cosa è questa: non ascoltate la voce dei genitori, presente dentro di voi, non ascoltate l’insegnante presente dentro di voi.

 

la comodità è morte: Se scegli la comodità, ciò che è conveniente, scegli la morte. Ecco perché ti sei lasciato sfuggire la vera felicità: al suo posto hai scelto la comodità. è molto comodo seguire la voce dei genitori, è comodo seguire il prete, è comodo seguire la chiesa, è comodo seguire la società e lo stato. È facilissimo dire di sì a tutte quelle autorità, ma in questo caso non crescerai mai: tenti di ottenere i tesori della vita troppo a buon mercato.

 

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