SOMMARIO

 

 

2 DOVE MEDITARE

I centri di meditazione di Osho regione per regione e altri indirizzi.

 

6 LE NOTIZIE

Da Pune e dal mondo

Speciale da Israele: Un problema che si poteva evitare

 

10 LA MAPPA

Istinto, intelletto, intuizione

L'istinto ti fa fare delle cose, anche contro la tua volontà.

L'intelletto ti fa scoprire come fare una cosa o come non farla. L'intuizione ti guida verso te stesso.

 

14 SPECIALE CONDIZIONAMENTI

• Condizionamenti addio!

• All'origine, la famiglia

• Fede e paura

• Diventare veri

• Sono i condizionamenti, stupido!

• Un altro tipo di educazione

• La consapevolezza trasforma

Un viaggio attraverso i condizionamenti per mettere in discussione tutto ciò che abbiamo accumulato, sia a livello individuale che a quello della società nel suo complesso.

 

32 INCONTRI

Viaggio in Italia

Gautama Multiversity

Non solo una comune, ma anche un'università di vita.

 

34 IL CORPO

CAPIRE IL CORPO

• Se sei felice, mangi di meno!

• Come NON usiamo i nostri sensi

• L'arte di fare amicizia con se stessi

• Ascolta il corpo

• Diventa consapevole del cuore

Il corpo è uno specchio dei condizionamenti della mente ma anche un patrimonio di saggezza da ascoltare.

 

44 L'AMORE

Il Tantra è un rimedio

• Il sesso può portare all'amore e oltre

• Una donna ama essere guardata

• Non fermarti là fuori

Una volta compresi i modelli di r /azione si può cambiare il comporta mento, aprendoci all'amore.

 

48 IL RICERCATORE

Il vero e il falso

Il cammino sul sentiero della meditazione ci porta a buttar per aria l'intero sistema di cosa è falso e cosa è reale .

 

50 TUTTE LE STELLE

Il tuo oroscopo di novembre

 

52 LA VETRINA

Tutti i libri di Osho in italiano, i video di Osho, le musiche per la meditazione e il rilassamento.

 

60 UN LIBRO DA VIVERE

Lo splendore dell'essere

2ª parte dei discorsi sul "Segreto del Fiore d'Oro".

 

 

OSHOTIMES INTERNATIONAL

Copyright© 2000 OSHO INTERNATIONAL FOUNDATION Tutti i diritti riservati OSHO® è un marchio registrato di proprietà della Osho International Foundation, usato con il suo permesso.

 

 

 

 

LE NOTIZIE

 

 

osho e... pippo franco

 

insieme – un’accoppiata a prima vista improbabile – nel libro “Pensieri per vivere” (Ed. Mediterranee) del famoso comico e cabarettista. Dopo anni di una carriera (ha debuttato nel 1964 e conta più di una ventina di film al suo attivo) mirata esclusivamente a farci ridere, ora Pippo Franco ha deciso di farci anche riflettere, e ci racconta il suo percorso di ricerca interiore, fra le cui tappe Osho ha un posto importante. Un percorso verso la “conoscenza del sé e un traguardo di guarigione che si affaccia su un’esistenza libera e gioiosa”.

Di una semplice, pulita bellezza sono alcuni suoi versi – “... fermati, è arrivato il presente” – che chiudono il libretto.

Bello sapere che anche personaggi famosi e professionalmente affermati – apparentemente appagati da un successo del tutto esteriore – sentono l'esigenza di guardarsi dentro, come Osho continua a ripetere, per trovare un significato più profondo nella vita.

 

Dall'Italia

 

Concluso il festival di Soleluna, tenutosi in Umbria l’estate scorsa, gli organizzatori ci scrivono le loro impressioni:

“Sono stati quindici giorni meravigliosi, in un clima caldo e ventilato, giorni nei quali la meditazione e la natura hanno primeggiato.

Aneesha e Buddhen hanno portato da Pune le musiche di Osho creando un’energia vibrante e intensa; l’Osho Celebration ci ha visti numerosi danzare e meditare nei suggestivi Evening Satsang all’aperto. Il Ritiro Sciamanico, guidato da Apurva e Shaida, si è svolto a contatto con Madre Terra e Padre Cielo, tra i sussurri del vento e sotto un cielo che solo nella Foresta Amazzonica avevamo visto così stellato.

Notevole successo ha riscontrato il programma Meditazione e Vacanze: è stato toccante osservare come da un tuffo in piscina la gente passava silenziosa e presente all’appuntamento serale della Kundalini.

Il lavoro organizzativo d’equìpe è stata l’ennesima opportunità di confronto e crescita personale, ci siamo sperimentati nella capacità di stimolare nuove risorse e di sentirci gratificati proprio dall’essere insieme, ancora una volta, nel creare qualcosa che ci appassiona e ci nutre. Tutti i partecipanti hanno sinceramente apprezzato le attività offerte e ancora adesso continuiamo a ricevere risposte positive e ringraziamenti.

Che altro dire? Arrivederci al prossimo agosto!”.

   (ritorna al sommario) 

 

 



SPECIALE ISRAELE

Un problema che si poteva evitare

 

Nel 1987 lo scrittore americano Tom Robbins rivolse a Osho una domanda sull’eterno conflitto arabo-israeliano. Osho rispose con una lettera apparsa sul Rajneesh Times International di allora, mai pubblicata in un libro. Questa lettera, a parte alcune osservazioni contingenti, offre un punto di vista ancora sorprendentemente molto attuale, oltre che estremamente originale nel pur vasto panorama della trattatistica sull’argomento.

Riflettere su questo conflitto è sempre importante visto anche che molta dell’impopolarità dell’America presso il mondo islamico deriva proprio dalla sua politica rispetto a Israele.

Com’è noto, la seconda intifada, cominciata un anno fa, ha preso avvio da una contesa legata al possesso della spianata delle moschee a Gerusalemme, dove sorge la Cupola della Roccia. Ed è proprio dalla descrizione di questo luogo che Osho comincia la sua analisi della situazione medio - orientale...

 

Osho, puoi parlare per favore della storia del conflitto arabo-israeliano e delle sue ripercussioni sul presente e sul futuro?

 

Tom Robbins, la religione in sé, in quanto tale, è responsabile di tutta l’infelicità umana. Non è solo l’oppio dei popoli, ma anche il veleno, il cancro dell’anima, la sorgente di tutte le violenze, gli assassini, gli stupri e le guerre.

Tuttavia quando dico “religione” non mi riferisco alla religiosità. Tra le due realtà faccio una distinzione netta, categorica. La religiosità è una necessità assoluta e un nutrimento per lo sviluppo umano. È la fioritura suprema dell’uomo, il suo amore giunto al livello più puro, la sua verità che tocca le cime più elevate. Non è possibile fare a meno della religiosità, e a causa di questa necessità imprescindibile, i preti, i politici e tutti gli altri interessi consolidati hanno creato le religioni organizzate. La religione organizzata è semplicemente politica, e non solo: è la politica nella sua forma peggiore, perché è anche ipocrisia.

L’umanità conoscerà la pace solo quando tutte le religioni si saranno dissolte in una religiosità limpida e flessibile, in una semplice qualità, senza alcuna organizzazione, alcun salvatore, alcun dio. L’uomo sarà solo nella sua individualità e consapevolezza, e vivrà una vita fatta di amore e libertà, senza distinzioni di razza, colore o nazione.

Io concepisco un mondo senza nazioni né religioni; semplicemente una sola umanità. Senza di ciò, le antiche violenze e le stupide guerre continueranno ad andare avanti.

Nel caso particolare del conflitto arabo-israeliano, la cosa più importante da notare è che, sin dall’inizio, gli ebrei hanno dichiarato qualcosa di profondamente stupido: di essere il popolo prediletto dal Signore. Questo ha condotto a tutte le loro sofferenze per quasi quattromila anni; ma essi continuano a restare saldamente attaccati a questa credenza. Ovviamente ciò entra in conflitto con le altre religioni, perché anch’esse hanno pretese simili. Gli indù pensano di essere una specie più elevata di tutti gli altri esseri umani; solo i loro Veda sono libri sacri.

I cristiani ritengono che Gesù sia il solo figlio di Dio e che la loro religione sia l’unica autentica. I musulmani seguono lo stesso schema: il Corano diventa l’unica sacra scrittura, Maometto il solo e ultimo profeta di Dio. Tutte queste idee sono basate su un egoismo superstizioso.

Dio stesso non è altro che un’ipotesi, senza alcuna prova né dimostrazione. E le ipotesi non producono figli, né inviano messaggeri o scrivono libri sacri.

Voglio portare la tua attenzione alla radice stessa del problema. Dio e l’uomo non possono convivere in pace. Se esiste un Dio, l’uomo vivrà nel conflitto, nella schiavitù, in ogni sorta di attività barbara.

Dio è il nemico dell’uomo. Una volta eliminato Dio, tutti i profeti, i salvatori e gli avatara moriranno da sé. La morte di Dio è assolutamente necessaria affinché l’uomo viva in pace sulla terra.

Il conflitto arabo-israeliano ha una lunga, triste storia. Cominciò dapprima tra gli ebrei che si erano stabiliti in varie città arabe e i cristiani. Gli arabi, a quell’epoca, non erano altro che nomadi senza religione organizzata. Quattordici secoli fa Maometto si dichiarò l’ultimo profeta di Dio e creò una nuova religione, l’Islam. A quel punto il conflitto si trasformò in un triangolo. Da un lato vi erano i residenti ebrei, dall’altro quelli cristiani, dall’altro ancora la grande maggioranza dei nomadi arabi che si erano convertiti a una nuova religione, l’Islam.

Maometto fu un politico astuto: accettò Gesù Cristo come uno dei precedenti profeti di Dio. Ciò gli valse l’amicizia dei cristiani, ed entrambi vessarono e uccisero gli ebrei.

Nel 640 d.C. Omar I, un califfo dell’Islam, eresse la Cupola della Roccia, nel punto in cui si dice che Maometto si fosse fermato nel suo cammino verso il paradiso. Questo era lo stesso punto in cui una volta esisteva il tempio ebraico di Salomone. Tale Cupola della Roccia è stata un terribile oggetto di contesa. Per i musulmani è un luogo sacro, per gli ebrei è un luogo sacro, e per i cristiani proprio accanto vi è il luogo in cui Gesù venne crocifisso. Per cui tutto Israele, in particolare Gerusalemme, divenne un problema.

Molte volte la città è passata sotto il dominio dei musulmani, molte volte sotto quello dei cristiani, molte volte sotto quello degli ebrei. La lotta è andata avanti per centinaia di anni; milioni di persone saranno state uccise. Non esiste altro luogo sulla terra in cui sia stato versato tanto sangue. Alla fine si risvegliarono gli interessi europei e vennero aperti dei consolati a Gerusalemme; tutt’intorno sorsero nuovi insediamenti di inglesi, francesi e tedeschi. Il primo insediamento ebraico risale al 1882, proveniente dalla Russia.

Nel 1886 Theodor Herzl pubblicò il suo “Der Judenstaat”, auspicando la nascita di uno stato ebraico autonomo, preferibilmente in Palestina. Il numero di colonie sioniste, sovvenzionate per lo più dal barone Edmund de Rotschild, crebbe da ventidue nel 1900 a quarantasette nel 1918. Nel 1919 la popolazione della Palestina ammontava a 700.000 unità, delle quali 568.000 musulmani, 74.000 cristiani e 58.000 ebrei.

Sotto gli inglesi, l’immigrazione ebraica aumentò rapidamente dopo la prima guerra mondiale, tra l’evidente contrarietà dei musulmani. Venne stretto un accordo tra Francia e Gran Bretagna per dividere Palestina, Giordania, Libano e Siria, nonostante un patto con i musulmani assicurasse loro l’indipendenza dopo la prima guerra mondiale, come ricompensa per l’appoggio dato alla Gran Bretagna.

Il Trattato di Balfour del 1917 dichiara: “Il governo di Sua Maestà vede con favore l’insediamento in Palestina di una casa nazionale per il popolo ebraico, e farà del suo meglio per facilitare il raggiungimento di questo obiettivo; comprende, tuttavia, che nulla deve essere fatto per pregiudicare in qualche modo i diritti civili e religiosi delle esistenti comunità non ebraiche in Palestina, o lo status politico degli ebrei in qualsiasi altro paese”.

Nel 1925 la popolazione ebraica consisteva di 108.000 unità, mentre nel 1935 di 300.000: in quel solo anno la Germania nazista provocò l’immigrazione di 61.000 persone. Un rapporto ufficiale della Gran Bretagna, nel 1937, dichiarava insostenibile il mandato e inconciliabili gli impegni inglesi verso gli arabi e gli ebrei. Tra il 1922 e il 1939 le terre degli ebrei erano passate da 148.500 a 383.350 acri, mentre la popolazione ebraica era passata da 83.790 a 445.457 unità (il 30% della popolazione). Tel Aviv era una città completamente ebraica di 150.000 persone.

Dopo il 1939 la battaglia politica più importante fu negli Stati Uniti, dove gli interessi ebraici fecero importanti passi avanti grazie all’appoggio crescente dei parlamentari americani. Nel 1946 c’erano 678.000 ebrei in Palestina e 1.269.000 arabi. Le Nazioni Unite suggerirono una spartizione, che venne però avversata dagli arabi; gli ebrei, invece, le dettero il benvenuto. Questa spartizione, innanzitutto, riconosceva lo stato ebraico, e poi includeva il 55% della terra palestinese, della quale gli ebrei possedevano solo l’8%.

Tutto ciò è stato compiuto dai politici americani, sotto la pressione dei soldi degli ebrei americani. Di fatto, non c’era alcun motivo razionale per creare uno stato ebraico indipendente. Il paese era stato musulmano per secoli, e Israele in quanto stato ebraico era semplicemente una nazione imposta con la forza, per la quale non esisteva alcuna giustificazione logica.

La mia sensazione è sempre stata che ciò non è stato fatto in favore degli ebrei. Su questo punto mi distinguo praticamente da tutti coloro che hanno riflettuto sul problema. Secondo me la creazione di uno stato ebraico indipendente in mezzo all’oceano degli arabi musulmani è un altro modo di mettere per sempre nei guai gli ebrei. E gli ebrei hanno accettato la situazione senza comprendere l’astuzia politica dell’America e della Gran Bretagna.

Adesso la guerra e lo spargimento di sangue in Medio Oriente non avranno mai fine. La situazione è tale che la terra è appartenuta per secoli agli arabi musulmani, mentre per millenni non è mai esistita al mondo una nazione ebraica. Al presente, Israele è uno stato artificiale, creato innaturalmente in mezzo agli arabi e ai musulmani. Questi ultimi non lo tollereranno, e continueranno a lottare.

Israele deve dipendere continuamente dall’aiuto americano. Posso prevedere che il destino di Israele sarà lo stesso dell’Iran: quando l’appoggio americano cesserà, Israele scomparirà. Ed è impossibile continuare a sostenere Israele per sempre.

Ma ora è sorto un nuovo problema: esistono guerre civili interne in Israele. Israele stesso è diviso in tre parti: i vecchi israeliani che vi vivono da secoli, gli ebrei che arrivano dall’Europa e gli ebrei che arrivano dall’America. I vecchi ebrei che hanno vissuto per  secoli in Israele adesso sobillano assassinî e disordini: vogliono che gli ebrei americani ed europei tornino a casa, perché gli ebrei europei, e soprattutto quelli americani, non seguono più le tradizioni. E gli ebrei che hanno vissuto a lungo in Israele, sebbene non detengano il potere, si aggrappano ancora alle antiche tradizioni.

Per cui Israele è in una situazione molto strana: è impegnato in una lotta intestina, ma è anche in guerra – da tutti i lati – contro i musulmani.

Si dice che Adolf Hitler abbia ucciso sei milioni di ebrei. La mia opinione è che ciò che l’America e la Gran Bretagna hanno fatto creando Israele sarà più distruttivo di ciò che ha compiuto Adolf Hitler. E ciò viene fatto con tanta astuzia diplomatica che gli ebrei credono che venga operato in loro favore.

Se l’America desidera davvero che i poveri ebrei abbiano uno stato indipendente, il mio suggerimento è l’Oregon: non ha popolazione, l’avrebbero dovuto donare agli ebrei come un nuovo Israele. Questo sarebbe stato generoso e umano; invece ciò che è stato fatto è assolutamente orribile. Distruggerà gli ebrei in generale, e distruggerà gli ebrei americani, in quanto essi devono fornire tutti i soldi. È uno splendido gioco politico, nel quale due nazioni cristiane – l’America e la Gran Bretagna – si stanno vendicando in modo così raffinato che nessuno riesce nemmeno a immaginarlo. Ma resta un atto di vendetta.

Ciò è chiarissimo, perché il Vaticano non ha ancora riconosciuto Israele come una nazione indipendente. L’atteggiamento del Vaticano verso Israele rivela il vero volto dei politici americani e inglesi. È una strategia cristiana per distruggere gli ebrei, in quanto loro hanno crocefisso Gesù.

È tanto assurdo quanto il pensare che tutta l’umanità sia colpevole perché Adamo ed Eva hanno disobbedito a Dio. Duemila anni fa in un piccolo paese, la Giudea, un giovane falegname nacque come ebreo, visse come ebreo, morì come ebreo; non predicava una nuova religione né aveva mai udito la parole “Cristo” o “cristiano”, e venne ucciso dai suoi contemporanei. Ebbene, vendicarsi di ciò non ha alcun significato. Ma questa vendetta è andata avanti per duemila anni, senza interruzioni. Per la crocefissione di un uomo solo, milioni di ebrei sono stati crocefissi. E la loro crocefissione finale è Israele: la creazione di uno stato indipendente per gli ebrei. È qualcosa che va compreso da tutti gli studenti di diplomazia e di politica. Possono fare i giochi più atroci, cose che tu non sogneresti neppure.

Il mio consiglio è che Israele si trasferisca nell’Oregon. Sono pronto a donare la nostra proprietà in Oregon come un primo segno di amore e pace verso Israele: lasciamo che il Rancho Rajneesh sia la capitale del nuovo Israele. E lo concederemo senza alcuna spesa: è un puro dono di amicizia. Israele può possedere tutta la proprietà.

   (ritorna al sommario)  

 

 

 

 

Istinto, intelletto, intuizione

 

LA SCALA CHE TI PORTA DALL’ANIMALE ALL’UMANO.

CONTINUA L’ESPLORAZIONE DELLE MAPPE INTERIORI

 

 

L’intuizione è il gradino più alto della scala, la scala della consapevolezza. Questa può essere divisa in tre parti: la più bassa, la prima, è l’istinto; la seconda, quella di mezzo, è l’intelletto; e la terza, la più alta, è l’intuizione.

Tutte contengono un ‘in’. Significa che sono qualità innate. Non puoi impararle, non è possibile farle crescere grazie a un aiuto esterno.

L’istinto è il mondo degli animali – tutto è istinto. Anche se a volte puoi vederci delle indicazioni di altri elementi, è solo una tua proiezione. Ad esempio, puoi vedere l’amore negli animali – la madre che si prende cura dei suoi figli con molto amore, con grande attenzione – e pensi che non è solo istinto, ma qualcosa di più elevato, non solo un fatto biologico. Ma non è un fatto più elevato, è solo biologico. La madre agisce come un robot nelle mani della natura. Non può farne a meno – deve farlo. Il novanta per cento della vita umana è ancora parte del mondo animale. Viviamo in base all’istinto.

Ti innamori di una donna o una donna si innamora di te, e pensi che sia una gran cosa. Non lo è, è solo un’infatuazione istintiva; sono gli ormoni attratti dagli ormoni opposti. Sei solo un giocattolo nelle mani della natura. Gli animali non si preoccupano delle finezze e delle sottigliezze dell’amore, ma l’uomo sente che essere solo istintivi è insultante, è umiliante: il tuo amore, solo un risultato della biochimica? Il tuo amore è poesia, è arte, il tuo amore è filosofia, ma biochimica?

Il tuo amore è solo un’illusione creata dalla tua chimica.

Ma l’essere umano non riesce a fare del sesso se non ci mette un pizzico di romanticismo, e quindi ha creato una cortina fumogena intorno al sesso, e la chiama amore. Fa finta, arriva persino a credere lui stesso che sia amore – ma prova a osservare il fenomeno con più attenzione.

Ti interessano un uomo o una donna. L’istinto naturale della donna è quello di giocare a nascondino.

L’uomo va alla ricerca, persuade, scrive lettere d’amore, manda regali e fa tutto ciò che è in suo potere, ma quando il sesso è soddisfatto inizia a perdere interesse. Ora, questa non è una cosa che fa coscientemente. Non è che voglia far del male; in particolare non vuole ferire la persona che ha amato. Ma questo è il modo di fare della biologia. Tutto questo romanticismo e questo amore erano solo cortine fumogene grazie alle quali la natura cerca di nascondere la parte sessuale, che in se stessa è bruttissima; è un modo di darle una bella apparenza.

Una volta che il lavoro della natura si è realizzato per tuo tramite, tutto il fumo si dissolve. L’istinto conosce solo il sesso. L’amore è solo lo zucchero che ricopre la pillola amara per aiutarti a ingoiarla.

L’istinto non ti rende umano, ti fa rimanere un animale, a due gambe, ma sempre un animale.

Il secondo gradino della scala, l’intelletto, ti dà qualcosa di più elevato della biologia, della chimica e della natura animale. L’intelletto è anch’esso innato, come l’intuizione, come l’istinto. Non c’è modo di aumentare la tua intelligenza; l’unica cosa che puoi fare è portare a realizzazione tutto il tuo potenziale: in quel caso sembrerà che l’intelligenza sia aumentata.

La realtà è che la persona più intelligente usa solo il quindici per cento del suo potenziale; la persona comune, normale, ne usa solo dal sei al sette per cento.

Abbiamo scoperto vari modi per affinare l’intelletto e per incrementare la capacità di memorizzare. Tutte le scuole e le università – l’intero sistema educativo in tutto il mondo - fanno una sola cosa: affinano l’intelletto. Ma è sorto un problema che gli educatori non avevano previsto: quando l’intelligenza cresce, inizia a interferire con l’istinto. Nasce la competizione, la lotta per il potere.

L’intelletto cerca di dominare e ha la logica dalla sua parte – la ragione, gli argomenti, mille prove diverse – quindi riesce a convincerti, o almeno a convincere la mente cosciente, che l’istinto è un male. Ecco perché tutte le religioni hanno condannato l’istinto.

Questi sono solo giochi mentali. L’istinto è parte della tua mente inconscia e l’intelletto fa parte della mente cosciente, ma il problema è che la mente conscia è solo un decimo di quella inconscia.

Qualsiasi cosa decidi di fare con la mente conscia può essere spazzato via dall’inconscio in un attimo perché esso è nove volte più potente. Logica, ragione e cose di questo genere non gli interessano affatto.

Tutte le religioni sono state ostili rispetto alla donna – non che odiassero le donne, no; stavano solo cercando di proteggere il monaco, il prete, i papi. Naturalmente io non sono d’accordo con i loro metodi perché così non li proteggi, anzi si infiammano ancora di più. Monaci e suore sono sempre stati più degli altri in potere dell’istinto. Se separi completamente l’istinto dalla sua soddisfazione, esso può diventare potentissimo – quasi una droga – fino ad intossicarti, a farti avere delle allucinazioni. Nel Medioevo c’erano monaci che rendevano confessioni davanti a speciali tribunali creati dal papa. Erano tribunali speciali in cui suore e monaci onesti venivano convocati per confessare: “Stai avendo rapporti sessuali con il diavolo, con le streghe?”. Migliaia di loro hanno confessato: “Sì, di notte vengono le streghe, oppure i diavoli vengono di notte”.

Il mio lavoro è l’opposto di quello di tutte le religioni, perché posso vedere quali sono stati i loro risultati. Le intenzioni erano buone, ma la loro comprensione non era abbastanza profonda. Io voglio che uomini e donne vivano insieme, che si familiarizzino con il corpo dell’altro, con le differenze, le polarità, in modo che non debbano portare nel loro inconscio tutte queste repressioni.

Quando l’inconscio è completamente libero da repressioni, l’istinto acquista una qualità diversa. Si unisce all’intelligenza. Quando l’inconscio non è più represso, quando non c’è un muro di Berlino tra la mente conscia e quella inconscia – il muro può essere eliminato perché non ci sono più repressioni, quindi non è più necessario tenere l’inconscio nascosto – allora puoi entrare e uscire dall’inconscio con la stessa facilità con cui ti sposti da una camera all’altra in casa tua.

Tutte le persone religiose hanno vissuto tremando dalla paura. Che cosa temevano? Temevano il proprio inconscio e gli istinti repressi che bussavano alla porta dell’inconscio: “Aprite la porta, vogliamo entrare! Vogliamo realizzarci, vogliamo essere soddisfatti”.

Più sono affamati, più sono pericolosi. Siamo circondati da lupi affamati; ogni istinto diventa un lupo affamato. Questa è la tortura in cui sono vissute le cosiddette persone religiose, circondate da lupi affamati.

Cerca di comprendere questo punto: se la tua biologia è completamente soddisfatta, non c’è conflitto tra il conscio e l’inconscio. Diventi tutt’uno, per quanto riguarda la mente; la mente diventa un insieme integrato.

Questo provocherà il liberarsi in te di una straordinaria intelligenza perché ora la maggior parte della tua intelligenza è impegnata nella repressione. Sei seduto su di un vulcano cercando di impedirgli di esplodere. Ma esploderà. La tua forza è piccola, non potrà contenerlo per sempre; quando si scatenerà verrai fatto in mille pezzi, pezzi così piccoli che sarà impossibile metterti insieme un’altra volta.

L’inconscio e il conscio si incontrano quando non ci sono più repressioni nell’inconscio – quello è il momento esatto del loro incontro e del loro fondersi. In quel momento si apre per te un’altra grande opportunità perché non sei più impegnato a livelli più bassi; tutta la tua energia è disponibile per cose più elevate. Tu sei nel mezzo, una mente cosciente.

Ma finché l’inconscio è presente, rimani impegnato a reprimerlo, continui a reprimerlo. Infatti non è che una volta represso qualcosa, è finita lì; devi reprimerla costantemente, perché continua a venir su. È come quando fai rimbalzare una palla; la colpisci e torna indietro. Più forza ci metti nel colpirla, e più forza avrà quando ritornerà verso di te.

La stessa è la situazione con gli istinti; tu li reprimi, e più energia metti nel reprimerli, più forte sarà la loro energia quando tornano da te. Da dove possono prendere quest’energia? È la tua energia. Ma quando sei completamente libero dall’inconscio e dai suoi coinvolgimenti; quando esso è pulito e silenzioso, hai a disposizione tutta la tua energia.

L’energia funziona in base a un principio fondamentale: non può rimanere statica, deve muoversi. Il movimento è la sua natura. Non è una cosa che puoi mettere da qualche parte e resta lì. Deve muoversi: è vita. Quindi, se non ha motivo di muoversi verso il basso, può muoversi solo in una direzione, verso l’alto. Non può andare da qualche altra parte. Inizia a colpire il superconscio, e questo colpire il superconscio è una gioia tale al cui confronto impallidiscono tutti i tuoi orgasmi sessuali. Non puoi neanche immaginarlo, perché non si tratta di una differenza di quantità; non posso dirti che è più grande di diecimila volte. La differenza è di qualità, quindi non c’è modo di immaginarla. Come puoi paragonarla all’orgasmo sessuale? Ma è l’unica cosa nella tua vita attraverso la quale puoi avere un’indicazione di qualcosa di più elevato.

Quando l’energia tocca il livello più alto della consapevolezza, il superconscio – basta un tocco, e una cascata di gioia si riversa su di te, inesauribile. Piano piano l’energia si fa strada fino al centro del superconscio. Non devi fare nulla: il lavoro è terminato quando hai smesso di reprimere e fatto pulizia nell’inconscio. Allora tutto ciò che c’è da fare viene realizzato dall’energia.

Quando raggiungi il centro, dentro di te inizia a operare una nuova facoltà, l’intuizione.

Al centro dell’inconscio c’è l’istinto.

Al centro del conscio c’è l’intelletto.

Al centro del superconscio c’è l’intuizione.

L’istinto ti fa fare delle cose, ti costringe a fare delle cose anche contro la tua volontà. L’intelletto ti aiuta a scoprire come fare una certa cosa, o come non farla se non vuoi. La funzione dell’intelletto è di trovare una via. Se vuoi muoverti con l’istinto, l’intelletto troverà il modo.

Se sei una cosiddetta persona religiosa, una persona pseudo-religiosa, e vuoi andare contro l’istinto, l’intelletto troverà la via. Potrà essere qualcosa di strano, ma l’intelletto è al tuo servizio: ciò che vuoi fare, farà. Non è a favore o contro qualcosa, è a tua completa disposizione. Se un uomo è sano di mente, userà l’intelletto per aiutare l’inconscio a realizzarsi. E prima si realizza e meglio è, perché ne sarai libero. Soddisfazione significa libertà dall’inconscio.

Io voglio creare il paradiso qui e ora. Perché rimandare una cosa così bella?

Puoi rimandare ciò che non si merita la tua attenzione, ma il paradiso? Non voglio rimandarlo a domani e nemmeno al prossimo istante. Puoi averlo qui, ora. Tutto ciò che ti serve è un inconscio pulito – soddisfatto, contento – una biologia e una chimica che hanno trovato stabilità e ti danno tutta l’energia che era impegnata a quei livelli. L’energia si dirige velocemente verso l’alto, e si ferma solo quando arriva al centro della mente superconscia. E lì l’intuizione inizia a funzionare.

L’intuizione assomiglia sotto certi rispetti all’istinto, in altri sensi è molto diversa dall’istinto; in un senso è molto simile all’intelletto, in un altro è assolutamente opposta all’intelletto. Dovrai arrivare a comprenderla, perché è la cosa più sottile in te.

L’intuizione è simile all’istinto perché non puoi fare nulla a suo riguardo. È parte della consapevolezza, proprio come l’istinto è parte del corpo. Non c’è nulla che tu possa fare riguardo all’istinto e non c’è nulla che tu possa fare riguardo all’intuizione. Ma proprio come puoi permettere la soddisfazione degli istinti, puoi permettere e dare piena libertà alla realizzazione dell’intuizione. E rimarrai sorpreso dal potere che portavi dentro di te. L’intuizione può darti le risposte alle domande fondamentali – non con le parole, ma esistenzialmente. Non occorre che tu chieda: Qual è la verità? L’istinto non ti sentirà, è sordo. L’intelletto sentirà ma potrà solo fare della filosofia; è cieco, non può vedere. L’intuizione vede, ha occhi. Vede la verità – non ha senso pensarci.

Sia l’istinto che l’intuizione non dipendono da te. L’istinto è sotto il controllo della natura, della natura inconscia, e l’intuizione è nelle mani dell’universo superconscio, la consapevolezza in cui è immerso tutto l’universo, la consapevolezza oceanica della quale siamo solo piccole isole, o meglio iceberg, perché possiamo scioglierci e diventare tutt’uno con essa.

Per altri versi l’intuizione è l’esatto opposto dell’istinto. L’istinto ti guida sempre verso l’altro; la sua soddisfazione dipende sempre da qualcosa che è altro da te.

L’intuizione ti guida solo verso te stesso.

Non ha dipendenze, non ha bisogno dell’altro; questa è la sua bellezza, la sua libertà e indipendenza.

L’intuizione è uno stato così elevato da non aver bisogno di nulla. È così colma di se stessa da non lasciare spazio per nient’altro.

Per altri versi l’intuizione è simile all’intelletto perché è intelligenza.

Intelletto e intelligenza sono simili in apparenza, ma solo in apparenza. La persona intellettuale non è necessariamente intelligente e la persona intelligente non è necessariamente intellettuale. Puoi trovare un contadino così intelligente che persino un grande professore, un famoso intellettuale, sembra un pigmeo a suo confronto.

Ho notato, incontrando migliaia di persone, che per la maggior parte le persone intellettuali non sono intelligenti perché non occorre loro esserlo; l’intelletto, le conoscenze sono sufficienti. Ma un uomo che non ha né conoscenze, né intelletto o istruzione, deve trovare dell’intelligenza dentro di sé; non può guardare fuori. E, per la sua dipendenza dall’intelligenza, questa inizia a crescere.

Quindi l’intuizione ha qualcosa di simile all’intelletto ma non è intellettuale. È intelligenza.

Il modo in cui funzionano intelletto e intelligenza è completamente diverso. L’intelletto funziona per stadi successivi, passo dopo passo. Ha una procedura, una metodologia. Se stai risolvendo un problema di matematica, ci sono dei passaggi che devi percorrere.

L’intuizione opera con un salto quantico.

Non ha procedure metodologiche, vede e questo è sufficiente.

Ha occhi per vedere.

Vede cose che non ti sembravano nemmeno cose – ad esempio, l’amore. Non l’hai mai pensato come una cosa. Ma un uomo che usa l’intuizione vede se c’è amore in te oppure no, se c’è fiducia oppure no, se c’è dubbio oppure no. Può vederli come se fossero oggetti.

Nella mia religione l’intuizione ha il posto più alto. È lì che sto cercando di spingervi.

Venite ostacolati da una mente inconscia sporca. Ripulitela.

E il modo di ripulirla è di soddisfarla, di soddisfarla fino al punto che inizia a dirti: “Basta, per favore! È più di quello che mi occorre”. Solo a quel punto lasciala andare. E allora il tuo intelletto si ricolma di un tale flusso di energia fresca da essere trasformato in intelligenza. L’energia sale e apre le porte dell’intuizione. Allora puoi vedere cose che non sono percepibili dagli occhi del corpo, cose che non sono nemmeno cose.

L’amore non è una cosa, né lo sono la verità o la fiducia: sono realtà, molto più reali delle tue cose. Ma sono realtà solo per l’intuizione, sono esistenziali. Quando l’intuizione comincia a funzionare, sei per la prima volta veramente un essere umano.

Con l’inconscio sei animale.

Con il conscio non sei più animale.

Con il superconscio sei uomo.

Mi piace citare un mistico Baul, Chandidas, perché quest’uomo ha condensato, in una semplice affermazione, tutta la mia religione:

Sabar upar manus satya; tahar upar nahin.

“Sopra a tutto c’è la verità dell’uomo, e sopra a quello non c’è nulla.”

Questo Chandidas deve essere stato una persona autenticamente religiosa. Nega dio, nega qualsiasi cosa al di sopra della fioritura dell’uomo.

Quando hai realizzato il tuo potenziale umano in tutta la sua fioritura, sei arrivato a casa.

 

tratto da:

Osho, From Misery to Enlightenment #4

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condizionamenti Addio !

 

È il momento di mettere in discussione tutto ciò che abbiamo accumulato: l’educazione, la famiglia, il mondo delle nostre emozioni e delle nostre convinzioni.

 

 

A volte qualcuno crea delle parole che entrano nel linguaggio comune e arrivano a cambiare persino i loro creatori. Condizionamento è una parola di questo genere. Coniata dagli psicologi negli anni cinquanta, ci fa venire subito in mente i cani di Pavlov, i topi e le rane di Skinner – animali di tutti i tipi!

In questo contesto, la parola condizionamento ci ricorda il nostro passato animale e genera un po’ di disagio: vogliamo liberarcene il più presto possibile. Vivere una vita condizionata vuol dire vivere una vita da rettile o da mammifero. E chi vuole essere messo sullo stesso piano di un animale?

Se chiedi a uno psicologo: “Che cos’è il condizionamento?”, ti risponderà: “Il condizionamento è l’acquisizione di specifici modelli di comportamento in presenza di uno stimolo ben definito”. Si tratta dunque di una forma di apprendimento basata su un forte e rapido accumulo di eccitamento nel sistema nervoso che porta alla creazione della connessione stimolo-risposta. Non si può negare che si tratti di una risposta della parte più antica del cervello, quello che chiamiamo cervello posteriore o rettile. È il cervello addetto alla sopravvivenza, che opera in base a riflessi, quello che risponde a una presunta minaccia. Si tratta di certo di una forma di apprendimento, ma è apprendimento condizionato ed è associato intimamente con stati emotivi quali l’ostilità, la rabbia e l’ansia.

Esiste un’altra forma di apprendimento che è chiamato apprendimento reale. Esso è una funzione dei lobi frontali, la parte più elevata del cervello – il cervello creativo, intellettuale – ed è uno sviluppo dell’aspetto positivo della mente. Questa forma di apprendimento può aver luogo solamente se l’ambiente in cui si verifica è positivo, se dà sostegno.

La coscienza, il carattere, i pensieri e le idee non sono altro che strati di condizionamenti che rafforzano l’ego, e mascherano il nostro vero sé, la nostra essenza. Fino ad oggi, tutta questa struttura è stata tenuta in gran conto e le si è attribuito il nome di cultura. Nazioni come l’India o la Cina si vantano ancora delle loro antiche culture e civiltà. Ora però questo millennio rivoluzionario ha portato a un’esplosione della mente umana fino al punto in cui il passato è diventato ridondante e con esso tutti i valori che ci erano tanto cari. L’uomo contemporaneo si sente soffocato da questi valori. Vuole liberarsi dalle catene. Vecchio non vuol dire più automaticamente valido. In effetti, dà più la sensazione di un cadavere in putrefazione.

La questione chiave che ci si pone è: possiamo rovesciare quella montagna di condizionamenti che abbiamo accumulato per diecimila anni? E la risposta è sì.

La formula è semplice: divorziare dalla mente, smettere di vivere meccanicamente, e risvegliare la nostra intelligenza, che è una risposta creativa al momento presente. Se viviamo con consapevolezza, possiamo tagliare attraverso spazio e tempo e attraversare la distanza di secoli in pochi secondi. Vivere consapevolmente è vivere con spontaneità, nel rischio, rilassandosi nell’insicurezza. In poche parole, vivere!

 Questo speciale dell’Osho Times è un’indagine sul processo di condizionamento che ogni individuo subisce e offre spunti per iniziare un lavoro su noi stessi alla scoperta della nostra essenza individuale.

Sadhana

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All’origine: la famiglia

 

 

La famiglia è l’istituzione più superata che esista. Ha esaurito il suo compito, non è più necessaria. Anzi, ora è l’ostacolo maggiore per il progresso umano. La famiglia è l’unità di base delle nazioni, dello stato, della chiesa – di ogni bruttura… non c’è futuro per la chiesa se la famiglia scompare – perché senza la famiglia e il suo condizionamento, da dove salteranno fuori i cristiani, gli indù e i musulmani?

Per questo dico che la famiglia deve scomparire. Senza la sua scomparsa, questi mostri orribili continueranno a esistere. La famiglia è la fonte di ogni nevrosi. Dobbiamo comprendere la sua struttura psicologica, che cosa fa alla consapevolezza umana.

Prima di tutto condiziona i bambini in accordo a una certa ideologia religiosa, a un dogma politico, a una filosofia o teologia. E il bambino è così innocente, ricettivo, vulnerabile, che può essere sfruttato. Non riesce ancora a dire di no, non ha idea di cosa sia il no. Anche se potesse dire di no, non lo direbbe, perché è completamente dipendente dalla famiglia, assolutamente dipendente. È così debole che deve concordare con la famiglia su qualunque sciocchezza su cui la famiglia vuole che lui sia d’accordo.

La famiglia non aiuta il bambino a indagare, gli dà un credo e ogni credo è un veleno. Se il bambino viene appensantito con ideologie la sua ricerca ne risulterà impedita, paralizzata, le sue ali saranno tarpate. Quando sarà pronto a iniziare a cercare sarà così condizionato che intraprenderà ogni ricerca con un certo pregiudizio – e se ci sono pregiudizi non c’è autentica ricerca. Sei già arrivato a una conclusione a priori, e ti limiti a cercare prove che confermino la tua conclusione inconscia. E diventi incapace di scoprire la verità.

Ecco perché al mondo ci sono così pochi buddha: la famiglia è la causa. Altrimenti, ogni bambino è nato buddha, arriva con il potenziale per poter raggiungere la consapevolezza suprema, per scoprire la verità, per vivere una vita di beatitudine. Ma la famiglia distrugge tutte queste dimensioni; lo rende molto incolore.

Ogni bambino arriva con una intelligenza straordinaria, ma la famiglia lo rende mediocre, perché vivere con un bambino intelligente è difficile. Mette in dubbio tutto, è scettico, cerca, è disobbediente, è ribelle – e la famiglia vuole un bambino obbediente, pronto a seguire, a imitare. Per questo, fin dall’inizio il seme dell’intelligenza deve essere distrutto, bruciato quasi completamente, in modo che non possa dar vita ad alcun germoglio.

È un miracolo che pochi individui come Zarathustra, Gesù, Lao Tzu, Buddha, siano sfuggiti alla struttura sociale, al condizionamento familiare. Essi ci appaiono come vette supreme di consapevolezza, ma in realtà ogni bambino nasce con la stessa qualità, con lo stesso potenziale.

Il novantanove per cento delle persone può diventare un buddha – basta che scompaia la famiglia. Altrimenti ci saranno cristiani e musulmani e indù e giainisti e buddhisti, ma non Buddha, né Mahavira, né Maometti; sarà impossibile. Maometto si ribellò al suo ambiente, Buddha si ribellò al suo ambiente e Gesù si ribellò al suo ambiente.

Erano tutti dei ribelli, e la famiglia è assolutamente contraria agli spiriti ribelli…

L’umanità sta attraversando una fase molto critica. Dobbiamo decidere se vogliamo vivere conformandoci al passato o se vogliamo un nuovo stile di vita. Basta! Abbiamo provato con il passato e le sue strutture e tutte hanno fallito. È il momento, il momento migliore, per uscire dalla morsa del passato e creare un nuovo stile di vita sulla terra.

È quello che sta accadendo qui con i miei sannyasin. Qui ci sono cristiani, musulmani, indù, buddhisti che non sono più indù, cristiani, buddhisti, musulmani; che sono ridiventati innocenti come bambini. Ci vuole molto coraggio – perché uno si sente in colpa, come se tradisse i propri genitori. Ma se i genitori sono pazzi allora è giustissimo sottrarsi alla loro possessività. E sono pazzi, sono nevrotici! In realtà, condizionare un bambino con una qualunque ideologia è disumano, ma tale disumanità viene praticata apponendole etichette così belle che se non si scava in profondità è impossibile scoprire la realtà.

Tratto da: Osho, Philosophia Ultima #3

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Fede e paura

le basi reali su cui si fondano le religioni

 

 

Il mondo intero è diviso in religioni diverse: alcuni vanno alla sinagoga, altri al tempio, altri ancora in chiesa. Ma trovate forse qualche segno religioso in quei luoghi? Ogni bambino è allevato, condizionato, a far parte di una particolare religione.

È uno dei più grossi crimini che siano mai stati commessi contro l’umanità. Nulla può essere considerato un crimine maggiore… inquinare la mente di un bambino innocente con idee che, col tempo, ostacoleranno la sua scoperta della vita.

Se vuoi scoprire qualcosa, devi essere assolutamente privo di pregiudizi. Non puoi scoprire la religione in quanto musulmano, in quanto cristiano, in quanto indù. Non potrai mai! Quelle sono modalità che ti impediscono di scoprire la religione.…

Quando ti interroghi su dio, pensi che sia una tua domanda reale: non lo è. Puoi essere nato in una famiglia indù, o cristiana, o ebrea, per cui la tua mente è stata condizionata a ritenere che dio esista. Ti hanno fornito immagini e idee ben precise sull’identità di Dio. E hanno indotto in te una sottile paura a dubitare: è pericoloso.

Un bambino, piccolo e indifeso, viene spaventato con l’idea di un inferno eterno, in cui si viene gettati tra le fiamme, vivi, e in cui si brucerà senza mai morire! È naturale che non sembri così importante rischiare e dubitare.

Inoltre, venite motivati a credere, in quanto è sufficiente credere per conseguire tutti i piaceri e le gioie della vita: “Credi, e siederai di fianco a Dio; dubita e vivrai a fianco del demonio!”

È inevitabile che quel bambino inerme, compri qualsiasi cianfrusaglia gli venga venduta. Ha paura. Paura di stare solo in casa, nel buio della notte, e voi gli parlate dell’eternità dell’inferno in cui: “Continuerai a precipitare in un’oscurità sempre più tetra e profonda, un’oscurità senza fine, da cui non potrai mai uscire”.

È naturale che il bambino lasci cadere ogni dubbio… e una volta chiusa la porta al dubbio, l’avete chiusa anche alla ragione, al pensiero, al chiedere, all’interrogarsi.

A quel punto, di fatto, non siete più esseri umani reali. Chiuse le porte al dubbio, resti un semplice zombie, sei ipnotizzato, condizionato; puoi venir convinto – in base alla paura e all’avidità – a credere a cose in cui qualsiasi bambino normale non crederebbe mai, come abitualmente fa, se non venisse manipolato.

 

tratto da: osho,

La bibbia di Rajneesh, Bompiani ed.

 

 

 

L'essenza del lavoro spirituale

 

Un partecipante a un gruppo dice: mi sento libero, ma confuso riguardo a me stesso. Dipende dalla mia essenza o dal mio essere giapponese, dal mio condizionamento, dall’ambiente in cui sono cresciuto?

Non dipende affatto da te. Ognuno, nella sua essenza, è perfetto. Riguardo al sé non ci sono problemi. Tutti i problemi sono di condizionamento. Il tuo nucleo interiore è completamente al di là dei problemi. Ma attorno c’è una ruota che continua a girare, la faccenda è tutta lì. Ogni paese, ogni religione, ogni società, ha una struttura differente, che va molto in profondità, tanto in profondità che arrivi a credere che sia la tua natura. Te ne rendi conto fin dall’inizio. E nessuno ti insegna a scavare dentro di te. L’intera società ti insegna che quello sei tu.

È tutto un condizionamento.

L’essenza del lavoro spirituale consiste nel tentativo di decondizionarti. Se riesci a vedere te stesso, anche solo per pochi istanti, come assolutamente incondizionato, nella tua vera natura, non ti sentirai mai in trappola. Solo allora potrai usare il condizionamento, perché lo si deve usare. Quando parli devi usare una lingua, ed è un condizionamento. Devi muoverti all’interno della società e seguirne le regole. Ma sempre sapendo che tu sei oltre tutto questo. Allora nulla può disturbarti.

È solo un gioco, e ogni gioco ha le sue regole. Bisogna seguire le regole, ma non esserne identificati.

Tratto da: Osho, Get Out of Your Own Way

    (ritorna al sommario) 

 

 

 

Diventare veri

 

 

Sono persone molto diverse quelle con cui sono seduta in una stanza della Meditation Resort di Pune. Hanno un’età compresa tra i venti e i cinquantacinque anni, sono studenti o professionisti – consulenti aziendali, agenti di viaggio, attori, uomini d’affari, ingegneri, psicologi, grafici, e così via. Vengono da paesi diversi: India e Irlanda, Corea e Canada, Norvegia, Nuova Zelanda, Gran Bretagna e Ucraina – e sono nati in famiglie cristiane, indù, ebree, buddhiste o musulmane.

Cosa può avere in comune un insieme così disparato di persone? Che cosa le ha spinte a mettere temporaneamente da parte carriera, famiglia e luogo dove vivono? A fare un viaggio verso una destinazione sconosciuta, magari sulla base di ciò che hanno sentito da un amico o letto in un libro o visto sul sito osho.com?

 

Un viaggio attraverso i condizionamenti: come si formano, come determinano le nostre vite, come uscirne.

 

 

È la prima volta che vengono a Pune e questa è la loro giornata di orientamento, lo “Start–up day”. Il tedesco alla mia destra dice di aver bisogno di trovare la ‘pace interiore’, il brasiliano vicino a lui vuole ‘ritrovare una connessione con se stesso’, la chiropratica australiana dice di aver bisogno di imparare ad amare se stessa e gli altri, l’attore di Denver non riesce a fermare la sua mente pazza, anche se ha praticato yoga e vipassana per anni. L’israeliana, una programmatrice di computer, dice ‘io voglio solo ballare’.

Mentre parlano, ascolto con attenzione chiedendomi: come mai persone di successo, intelligenti e ben inserite, indipendentemente da età, nazionalità o religione, sono tutte occupate con gli stessi temi fondamentali?

Sembra che nonostante l’istruzione, il successo professionale e il benessere economico, i bisogni basilari delle persone e i desideri della mente o del cuore non vengano soddisfatti. È chiaro che al nostro modo di vivere manca qualcosa di molto importante.

Tutti abbiamo il potenziale per essere individui totalmente consapevoli e per condurre una vita che è unica, solo nostra. Ma perché questo possa accadere, ci può essere di aiuto una certa comprensione di come siamo arrivati a disconnetterci da noi stessi.

‘Condizionamento’ è il termine per definire il modo in cui veniamo formati – dai genitori, dai leader religiosi, dagli insegnanti, dagli amici, da ciò che leggiamo sui giornali e vediamo alla Tv, in una parola, dalla società – e diventiamo un certo tipo di persona.

È il processo attraverso il quale la società si assicura che non faremo tremare il suo edificio, ma ci inseriremo nella nostra casella dello status quo. La nazione, la casta, la religione in cui nasciamo, determineranno il tipo di stampo da cui prenderemo forma, proprio come il nostro sesso e il nostro colore. In modi diversi, diretti e indiretti, ci diranno che dobbiamo essere in questo modo e non in quell’altro; che dobbiamo credere a questa dottrina e rispettare questa persona e odiare quelle altre convinzioni e quell’altra persona. In alcuni casi si arriva persino a uccidere quella persona (perché ha un tipo diverso di condizionamento).

Alla fine sarai totalmente identificato con tale condizionamento e completamente cieco al fatto che potenzialmente eri un individuo originale, non una copia di migliaia di altri cristiani o israeliani o afro–americani. La realtà è che la società ti ha ipnotizzato.

C’è da aver paura, non è vero? Come si può evitare tutto questo, o almeno uscirne?

È una domanda importante. È a questo che si rivolge il processo di consapevolezza di sé o meditazione.

Uno degli aspetti più interessanti della Osho Meditation Resort è il suo essere un posto in cui la persona viene aiutata a liberarsi di tutto ciò che le è stato ammucchiato addosso in nome della sua nazione, credo o colore, e a scoprire chi è veramente.

Un altro aspetto importante è che è veramente un posto internazionale.

Un tedesco che ha vissuto sempre a Monaco non può vedere la sua germanicità. O un indiano di Delhi, che non ha mai vissuto in altre città o in altre nazioni, non riesce a vedere  i propri stereotipi, perché è circondato da altri dehliti.

Ma quando il nostro tedesco o dehlita viene a meditare nella comune, partecipa ai corsi o al programma di lavoro come meditazione, si trova in mezzo a persone molto diverse che stanno lavorando per liberarsi del loro comportamento condizionato. Grazie a questo sfondo, riuscirà a vedere anche troppo chiaramente le sue abitudini e i suoi comportamenti condizionati.

Ma diamo un’occhiata, passo per passo, a come funziona il processo di condizionamento.

Ogni bambino possiede il potenziale per diventare un essere umano completo, per essere consapevole, amorevole, vitale, per condividere i suoi talenti in una forma unica di creatività.

Ma l’ambiente in cui passa i primi nove mesi di vita è il corpo di un’altra persona. Se quel corpo si mette a fumare, se ama ascoltare techno-music a tutto volume, o è arrabbiato, spaventato o si sente solo, avrà influenza sul bambino. Tutte queste emozioni hanno dei corrispondenti chimici e, attraverso il sangue, vanno a toccare il bambino in crescita, che è estremamente ricettivo e vulnerabile. Non tutto è negativo; siamo anche influenzati positivamente dalla gioia di nostra madre, ma siamo comunque influenzati, questo è il punto.

L’impatto del mondo esterno è ancora maggiore subito dopo la nascita.

A questo punto non siamo persone pienamente consapevoli e pensanti; siamo un fascio di sensazioni e di emozioni, di bisogni naturali e di impulsi istintuali. Facciamo la pipì quando il nostro corpo vuole farla, dormiamo quando siamo stanchi, strilliamo quando abbiamo fame o ci sentiamo soli o proviamo dolore.

Ma questo flusso naturale di energia ci mette subito nei pasticci. Vogliamo far pipì quando la mamma ci ha appena cambiato il pannolino e la mamma si irrita; lo sentiamo dal modo in cui ci prende in braccio. Vogliamo dormire, e lei vuole mostrarci agli ospiti; vogliamo star svegli ma è ora di andare a dormire.

Un po’ alla volta comprendiamo la lezione: tutto ciò che a noi sembra naturale viene considerato sbagliato. O almeno dobbiamo renderlo accettabile agli altri.

Il primo esempio è quando scopriamo quel posticino tra le gambe. A noi piace toccarlo ma capiamo dal tono di voce della mamma o dal suo schiaffo che quell’area è assolutamente proibita. Cattivo! Brutto! Sporco!

La paura e lo shock ci fanno ritirare da un’area che è molto vicina al nostro centro emozionale. Lo shock, la paura e la vergogna ci fanno prendere le distanze dalla sessualità – la nostra energia fondamentale – e dal nostro potenziale che è quello di essere emotivamente sani.

Questo crea una grave separazione dalla nostra natura e, di conseguenza, dalla natura in generale.

Poiché dipendiamo in tutto dai nostri genitori dobbiamo seguire ciò che ci dicono, fare cose che non sono naturali per noi, ma che ci assicureranno che non verremo allontanati dalla nostra unica fonte di sicurezza.

A livello energetico ci stanno condizionando. A livello psicologico il messaggio che sentiamo è: “Tutto ciò che faccio sembra essere sbagliato. Quindi sono sbagliato.”

Il nostro centro di consapevolezza non riceve alcun riconoscimento, o nutrimento, quindi rimaniamo inconsapevoli della nostra maggiore risorsa, di ciò che siamo veramente.

Cosa potremmo essere è sepolto sotto chi dobbiamo essere per poter sopravvivere.

Ciò che viene sviluppato è la mente.

Non c’è alcun dubbio che la mente è un meccanismo essenziale ed efficiente per occuparsi degli aspetti pratici della vita. Ma la mente è anche depositaria di tutti i condizionamenti – gli atteggiamenti, i comportamenti, gli schemi di opinioni, il codice morale e il sistema di valori. Quando poi iniziamo la scuola, la mente diventa il nostro centro. Il seme del nostro potenziale, quella parte del nostro essere chiamata consapevolezza, continua a rimanere addormentata e non riconosciuta.

Ti ricordi la camicia di forza energetica in cui ti hanno costretto da bambino? Ora ti si adatta perfettamente e il tuo modo naturale di essere continua a essere manipolato e criticato: “Stai seduto dritto!” “Non perdere tempo alla finestra!” “Smettila di ridere” “Chiedi il permesso se vuoi andare in bagno”. Allo stesso tempo, ogni possibilità di sviluppo di una sana autostima viene minata con messaggi del tipo: “Rispetta gli anziani, tu sei troppo giovane per capire” oppure “I tuoi genitori sanno cos’è giusto”.

Diventiamo dei politici, falsi e ipocriti, per farci accettare e perché cadiamo vittima di una forma di ricatto emotivo: “La mamma ti vorrà bene se farai bene a scuola”, e cerchiamo di sostenere i valori e le tradizioni della nostra famiglia, ad esempio: “Devi studiare queste materie, prendere quella facoltà all’università”. Dentro di noi diventiamo una folla, tante voci che ci dicono come dobbiamo essere.

C’è poi in aggiunta un condizionamento che dipende dal sesso, quello tipico: “Le ragazzine non si arrampicano sugli alberi/non studiano ingegneria” e “I ragazzi non piangono/non giocano con le bambole”.

E non dimentichiamoci della religione e dei suoi condizionamenti. La dieta del bambino cristiano, per esempio, è fatta in parti uguali di senso di colpa (sei nato peccatore), mestizia (come puoi essere allegro quando Gesù ha sofferto per te?), autonegazione e sacrificio di sé.

Il messaggio sia diretto che indiretto di tutto questo processo è: conformati. In questo modo il programma della società viene instillato in te, a comiciare dal corpo e poi attraverso la mente.

Puoi comprendere perché quelle poche persone che riescono a sfuggire da questa trance di massa sono e sono sempre state piuttosto impopolari. Sono quelli che scuotono l’edificio, i ribelli. Non più robot compiacenti, si permettono di fare domande imbarazzanti, scoprono falsità e punti oscuri in opinioni onorate da sempre. Per loro la libertà e la responsabilità sono molto più attraenti della sicurezza.

C’è poco da meravigliarsi se ci sentiamo arrabbiati, come se ci avessero derubato, e non sappiamo veramente il perché. Se ce ne andiamo in giro con un fardello di ferite come l’odio verso noi stessi e la sfiducia. Se sentiamo di non valere abbastanza, di non essere abbastanza intelligenti o abbastanza magri o abbastanza svelti. Se non possiamo veramente amare e fidarci degli altri, né permetterci di essere amati.

C’è poco da meravigliarsi se ci sentiamo colpevoli della nostra sessualità – una specialità soprattutto dei cristiani. O, se siamo indù, non riusciamo a capire a che serve cercare di cambiare qualcosa dato che comunque stiamo vivendo il karma delle nostre vite passate. O siamo ossessionati dal controllo e dal fare tutto alla perfezione, come un buon tedesco su due. O, se siamo invece passati attraverso la macchina olandese, non ci piace che ci dicano cosa dobbiamo fare, siamo fortemente indipendenti. O, se siamo uomini, pensiamo che non sta bene mostrare le emozioni.

Ma cosa c’è di sbagliato nell’essere indipendenti o non lasciarsi trascinare da ogni emozione?

Quel che è sbagliato è che queste qualità sono diventate parte della persona non come risultato della sua crescita personale, della sua evoluzione attraverso le esperienze della vita, ma perché sono state impiantate in lei come parte di un programma. Quel che è sbagliato è che non ha avuto scelta, non ha avuto alcuna parte nel volere essere indipendente o non emotivo. È uno schiavo del suo programma.

C’è poco da meravigliarsi se a questo punto arriviamo a chiederci: Che è accaduto ai sogni che avevo? È tutto qui? “Non mi sento in connessione con me stesso”. “Voglio ballare!” “La mia mente mi sta facendo impazzire!”.

E così siamo tornati al punto di partenza – il tedesco, il brasiliano, l’australiano, l’americano, insieme a tutti coloro che trovano la strada della Meditation Resort, avendo in qualche modo compreso che quella cosa chiamata meditazione potrebbe essere ciò che stanno cercando…

La consapevolezza di se stessi è un modo di riconnettersi con il proprio potenziale.

I diversi metodi di meditazione ti permettono di riattivare la parte di te che vuole vivere, vivere al massimo ed essere esattamente ciò che è. Quando ti sei radicato nel tuo ‘loto interiore’, nella tua sorgente, è più facile scoprire qual è, tra tutte quelle che trovi all’interno, la tua ‘voce del silenzio’... non quella della coscienza creata dalla società ma quella della tua consapevolezza.

Il contributo dei metodi attivi di Osho è quello di darti il modo di strapparti di dosso la camicia di forza energetica, i blocchi al tuo fluire naturale e spontaneo, alla tua naturale fioritura. Contemporaneamente puoi lasciare andare la follia e la tristezza, la rabbia e la frustrazione – ma anche la risata e la gioia – il vulcano energetico su cui eri seduto.

Solo dopo puoi riuscire – senza alcuna barriera – a osservare te stesso, a essere consapevole di ciò che accade dentro e fuori di te. Scivoli nel silenzio, nella quiete, nella centratura che è sempre stata presente, in seme.

Le terapie meditative e gli altri corsi della Multiversity, uniti alla meditazione, possono aiutare a portare più luce nei sotterranei dell’inconscio. Possono aiutare a scoprire, comprendere le ferite accumulate. Possono quindi aiutarci a vedere tutte le esperienze che abbiamo collezionato, e che definivamo ‘crescita, maturità’, per quello che sono: un processo a cui veniamo sottoposti da una società inconsapevole.

                        Maneesha

 

 

 

Una lunga abitudine

 

 

Perché non possiamo semplice-mente accettare noi stessi e gli altri così come siamo?

 

Perché siete stati condizionati a rifiutare, non ad accettare. Siete stati condizionati a negare, a dire di no. Non siete ancora capaci di dire di sì. Siete stati condizionati a condannare. Voi siete stati condizionati, e ora

fate la stessa cosa ad altri. Continuate a condannare voi stessi,

e naturalmente dovete fare la stessa cosa anche con gli altri. Non

potete fare altrimenti.

I vostri genitori dicevano: "Ti sbagli, questo non è giusto, questo non si deve mai fare", e te lo hanno ripetuto migliaia di volte. Il messaggio che hai colto è uno: non sei accettato così come sei, non sei amato solo per il tuo essere.

 

Se soddisfi i loro desideri, ti amano. Il loro è un baratto, non è amore. Se li segui come un'ombra, ti apprezzano, ti approvano. Se diventi solo un po' più libero e cerchi di essere un individuo, sono contro di te. I loro occhi, il modo in cui si comportano, tutto cambia. Tutti i bambini sono vulnerabili — per sopravvivere devono diventare dei politici. Devono accettare tutto ciò che dicono i genitori.

Poi c'è la società, e poi c'è la struttura educativa. A poco a poco ti ritrovi sempre più immerso nella confusione, e sono tutti lì per costringerti a seguirli. Poi ci sono i preti e i politici — tutta gente che fa del bene! — e vogliono che li segui, e sono stati loro ad addestrarti. La tua è una mente condizionata. Ecco perché non puoi accettare te stesso e non puoi accettare gli altri.

Ma c'è una possibilità. Se capisci tutto questo — che si tratta solo di un condizionamento — puoi uscirne fuori pulito, e proprio n questo momento! Non identificarti, questo è l'unico modo. Non pensare che questo sei tu; ricorda solo che è la società che sta parando attraverso di te. Non chiamarla coscienza, non lo è. È una

 

falsa coscienza creata dalla società. È un trucco, un trucco molto pericoloso. La società ha inserito dentro di te le sue idee ed esse operano come se fossero la tua coscienza. In realtà, non consentono alla tua vera coscienza di emergere. Non permettono che la tua consapevolezza emerga e sia la guida della tua vita.

La società è un fenomeno politico. All'esterno ha piazzato il poliziotto e il magistrato; all'interno, la coscienza, che è il poliziotto interno, il magistrato interiore. E non si accontenta solo di questo. AI di sopra di tutto, ha creato un dio, il superpoliziotto, il commissario capo. Lui guarda da lassù; persino quando sei in bagno, lui ti osserva. Qualcuno ti segue, continuamente; non sei mai lasciato solo con te stesso.

Lascia perdere! Sono solo idee, e tu ti ci attacchi. Sono stati altri a dartele, ed è accaduto così presto nella tua vita che non te ne ricordi, eppure è solo un fatto politico, non religioso.

La religione è decondizionamento. La religione è un processo per toglierti i condizionamenti, per liberarti di tutti i condizionamenti, e per permetterti di essere ciò che sei destinato a essere, per ridarti il tuo destino.

Esci da tutti i condizionamenti. È questo ciò che significa esse-re fuori dalla società. Non basta andar via dalla società. Questo non potrà aiutarti, perché allora dove andrai? Persino se diventi un hippie ed esci dalla società, creerai una società alternativa, e ci saranno di nuovo regole e ci saranno di nuovo condizionamenti.

Se agisci nella società ordinaria, costituita, ci si aspetta che non porti i capelli lunghi. Se sei nella società degli hippie, ci si aspetta che non li abbia corti. Ma è la stessa cosa. Se sei nella società ordinaria, devi fare il bagno tutti i giorni. Se vivi con gli hippie e ti fai il bagno tutti i giorni, penseranno che in te c'è qual-cosa che non va. Ma è sempre la stessa cosa, solo al contrario.

Non puoi uscire dalla società. È stato fatto tante volte, ma si sono solo create società alternative, che diventano a loro volta strutture di potere.

Puoi uscire dalla società solo in modo molto sottile; non c'è un modo più grossolano. Il modo sottile è quello di volgersi all'interno, oltre gli strati di condizionamenti. Ricorda solo che ora sei abbastanza maturo... non devi preoccuparti di ciò che dicono gli altri. Devi essere te stesso. Inizia a godere di questa libertà, e poi sarai anche capace di trasmetterla ad altri. Se vuoi la libertà di crescere avrai bisogno di avere intorno a te persone libere, per-ché la libertà può prosperare solo tra persone libere.

TRATTO DA: OSHO, The Discipline of Transcendence

 

 

 

Una cospirazione vecchia come il mondo

 

Una società di persone non illuminate può esistere solo se ogni individuo viene fatto sentire inadeguato?

 

 

Sì. Questo tipo di società può esistere solo se ti fa sentire inadeguato. Questo tipo di società, la struttura, ha bisogno di persone che soffrono, o sono spinte a soffrire, di complessi d’inferiorità, che sono profondamente condizionate a sentirsi indegne, immeritevoli. Questo tipo di società esiste solo se fa sentire inadeguato ogni bambino, perché la società ha bisogno di sfruttare, ha investito nello sfruttamento degli esseri umani. Non permette, le è impossibile farlo, che ognuno sia se stesso, perché se ognuno fosse se stesso non potrebbe essere sfruttato dalle organizzazioni religiose – non ci sarebbero né cristianesimo, né papa, né re o regine, né guide di alcun tipo. Perché ogni individuo basterebbe a se stesso, non avrebbe bisogno di una guida.

Tutti questi cosiddetti grandi – politici e preti – esistono perché ogni bambino è stato storpiato, gli si è impedito di diventare un individuo indipendente. In caso contrario non avrebbe seguito nessuno. Avrebbe seguito se stesso, avrebbe scelto da solo in che direzione andare. Non avrebbe avuto bisogno di una guida, né di una mappa, né di un dittatore. Questo tipo di società può esistere solo se tutti i bambini vengono condizionati a sentirsi inadeguati. E io sto cercando di restituirti la dignità perduta. Questo è il passo più rivoluzionario, perché se riesci a recuperare la tua dignità dimenticata, la tua spiritualità, la tua eternità, ti libererai da tutte le chiese, da tutte le nazioni. Sarai libero da ogni ideologia stupida, da ogni superstizione. La tua consapevolezza sarà una tale esplosione di luce che farà svanire ogni falsità.

E questa esplosione può creare una reazione a catena, è questo che voglio. È possibile creare una reazione a catena.

Sto cercando in tutti i modi di avere in ogni paese un gruppo di meditatori colmi di luce. Il mondo intero può essere trasformato, se solo riuscissimo ad avere dappertutto alcune persone che possono diventare fiamme di consapevolezza. La loro fiamma si espanderebbe come un incendio, distruggendo ogni forma di schiavitù, di catene, di prigioni, creando un cielo nuovo, una nuova libertà per l’umanità.

Anche ai tempi di Rinzai era così. L’intero passato dell’umanità è un passato di schiavitù psicologica, di schiavitù fisica. Solo pochi individui come Gautama Buddha o Rinzai o Basho, in migliaia di anni e tra milioni di persone, sono stati in grado di sfuggire alla schiavitù psicologica. Queste persone sono sempre state considerate pericolose dalla società.

Ora molti parlamenti mondiali, senza aver definito che tipo di pericolo rappresento, hanno la netta sensazione che sono un uomo pericoloso e non posso essere ammesso nel loro paese. Non sanno di quale esatto pericolo si tratti. Mi sorprende che nessuno, in questi grandi parlamenti, abbia posto la domanda: “Quale pericolo intendete? Che pericolo può rappresentare per chiunque?” No, lo si accetta e basta. Viene dato per scontato che “Quest’uomo è pericoloso.”

Ma so che hanno ragione. Mi definiscono pericoloso senza sapere perché. Io mi definisco pericoloso perché so di essere pericoloso. Sto creando una situazione molto più pericolosa per l’intera società di quella che a cui stanno lavorando gli scienziati nucleari. Le loro armi nucleari probabilmente non verranno mai usate, prima o poi verranno gettate nell’oceano. Io invece sto creando un altro tipo di esplosione – non un’esplosione atomica, ma un’esplosione di consapevolezza cosmica. Se questo fuoco divampa, improvvisamente vedrai che tutti quei grandi capi sono persone qualsiasi, esattamente come te, ma impostori, imbroglioni. Vedrai che i tuoi re e le tue regine sono tutti mistificatori che hanno sfruttato la società per anni. Vedrai che i preti non fanno altro che mentire su tutto.

Questa visione, se si diffonde, porterà inevitabilmente alla nascita dell’uomo nuovo e di una società nuova. Un uomo nuovo può essere solo un uomo illuminato. Un uomo nuovo può essere solo un buddha. E basterà la presenza di pochi buddha nel mondo per creare un grande incendio.

Non è mai stato tentato, ma è come… nessuno conosceva l’energia atomica finché non è stata provata su Hiroshima e Nagasaki. Nessuno poteva immaginare che un piccolo atomo che non si può neppure vedere contenga tanta energia da distruggere una città come Nagasaki, con centomila abitanti, o Hiroshima, una città ancora più grande. In tutta la storia, nessuno aveva mai neppure sognato che gli atomi potessero contenere così tanta energia.

Ora vi dico che se una particella atomica può esplodere e distruggere a tal punto… quanto grande sarà la creatività sprigionata dall’esplosione di consapevolezza di esseri viventi? Può catapultare all’istante milioni di persone in una nuova era di illuminazione.

Tutte le loro potenzialità diverranno attuali. Vedrai migliaia di poeti, vedrai migliaia di musicisti, vedrai migliaia di scultori, migliaia di scienziati che erano profondamente addormentati e facevano gli impiegati o gli insegnanti – che mai avevano immaginato di avere il potenziale per essere dei buddha.

Dobbiamo creare quella che io chiamo reazione a catena. In questo momento siete seduti tutti in tale silenzio che mi basterebbe dare il primo impulso…

Tratto da Osho, The Miracle #3

    (ritorna al sommario) 

 

 

 

Sono i condizionamenti, stupido!

 

I condizionamenti influiscono sul comportamento individuale, che poi su vasta scala determina il modo in cui si muovono le nazioni. Ma sorpresa: nonostante tutti considerano necessario rimanere all’interno di certi condizionamenti, risulta aver successo il “meno condizionato’

 

 

Parlando di condizionamenti non posso fare a meno di pensare all’America, il paese più potente del mondo, che dà grande valore a un’economia che funziona bene, che crea per molti la possibilità di innalzare il proprio livello di vita, ma che permette anche ai politici e al complesso militare–industriale di spendere cifre enormi per gli armamenti. Il dollaro e le armi sono veramente potenti.

Ma perché è l’America ad avere tutto questo potere?

È la sesta nazione in ordine di grandezza, quindi il punto non è quello. Ha vaste riserve naturali, ma questo vale anche per altre regioni del pianeta. Ha una popolazione attiva e numerosa, ma lo stesso vale per Cina o India. Allora perché è l’America il paese più potente? E perché adesso?

Se l’America riuscisse a cogliere la differenza che esiste tra se stessa e gli altri, avrebbe la possibilità di comprendersi e di comprendere gli altri.

Il punto di partenza per arrivare alla soluzione è l’età. L’America è molto giovane in confronto ad altre culture e nazioni del mondo. Certo, alcuni si divertono a far sentire l’America inferiore per questo. “Sono superficiali e infantili” si rassicurano l’un l’altro gli europei, cercando di apparire superiori e sofisticati per nascondere il loro risentimento. Gli indiani pensano all’America come grossolana e materialista, per rafforzare le loro illusioni: “Certo, abbiamo qualche problema con le fogne, però siamo spirituali”. I russi chiamano l’America ‘prepotente’, come se le loro guerre in Cecenia fossero opere di carità. Per i cinesi, gli americani sono ‘aggressivi’. Chiediamo ai tibetani o ai taiwanesi cosa ne pensano. E così continua la solita ipocrisia.

La trappola si nasconde proprio qui, nel volersi dare ragione a tutti i costi. Ma avere ragione è facile. Avere risultati concreti richiede comprensione. Comprendere noi stessi e comprendere l’altro, comprendere veramente le menti coinvolte in tutto questo, è la chiave. Ed è possibile comprendere la mente dell’altro solo se comprendiamo la nostra.

Allora cos’è questa ‘mente’? Fondamentalmente è l’insieme delle idee e convinzioni accumulate da un individuo nel corso della vita. Da dove nasce? Dalla società, dai genitori, dagli insegnanti e così via, i quali hanno attinto alla stessa fonte: genitori e insegnanti, e così via per generazioni.

Ma qui sta il punto: in America per esempio non ci sono state tante generazioni, quindi il peso delle idee di ieri è relativamente leggero. Diamo un’occhiata a qualche altra società. In Inghilterra hanno ancora re e regine. A Wimbledon fanno la riverenza alla tale o alla talaltra principessa. I giudici si presentano in tribunale con l’aspetto di attori di un musical di Broadway. C’è una Casa dei Lord. Avete capito l’antifona… E non si tratta solo di aspetti esterni ridicoli, in quella società, tutti interiorizzano il gioco. Inchinarsi e strisciare e “conoscere il proprio posto’” sono fenomeni psicologici reali.

Guardiamo il Giappone. È cronicamente incapace di cambiamento. Tutti si inchinano come robot ai loro superiori, fare scelte individuali non è bene accetto, quello che conta è il gruppo. Non a caso si dice scherzando che il Cartesio giapponese è famoso per il detto: “Pensiamo, quindi siamo”. Ma i gruppi in quanto tali non sono in grado di cambiare, solo gli individui possono farlo.

Anche in un paese ricco come la Norvegia, ci sono le stesse idee. Si considera poco educato emergere dalla massa. Per esempio, se sei ricco, lo tieni nascosto. Persino re e regine fanno lo stesso gioco.

Adesso diamo un’occhiata al Kosovo. Una storia interessante. Il bombardamento della Serbia da parte della Nato è stato presentato come azione altruistica a beneficio degli albanesi presenti in quella terra, che avevano patito grandi sofferenze. Ignorando il fatto che uno degli episodi più brutti di pulizia etnica era avvenuto all’interno dei paesi della Nato quando gli Usa hanno sostenuto gli attacchi dei turchi contro i curdi, che gli Usa e la Gran Bretagna avevano fornito armi a Saddam Hussein prima, durante e dopo i suoi famosi attacchi coi gas contro i curdi in Iraq e che la motivazione di stato per l’intervento in Kosovo era la credibilità della Nato, ossia ‘siamo noi a comandare e dobbiamo dimostrarlo’. Ok, supponiamo che gli americani abbiano accettato la presentazione pubblica dei fatti del Kosovo: i bravi hanno dato un colpo in testa ai cattivi, non per questioni territoriali, ma di principio, un principio assolutamente americano, al cuore della costituzione americana: il diritto alla autodeterminazione. Dopo tutto, gli Usa sono nati da una ribellione contro gli inglesi che trattavano gli americani in modo molto simile a come i serbi trattavano i kosoviani.

Ma ora che ha vinto, la Nato vuole creare una democrazia liberale nel mezzo di una guerra tribale. Un giorno sono i poveri albanesi, un altro i poveri serbi, a seconda di chi tiene il coltello per il manico. Questo è il punto cruciale. Il lato oscuro del potere americano negli ultimi secoli non è probabilmente diverso da quello di chiunque altro. Sterminare gli indiani d’America, ridurre in schiavitù i neri, i marroni e i gialli in diversa misura. La storia recente degli interventi americani in Sudamerica è sconvolgente e incredibile tanto quanto gli orrori del colonialismo europeo. Sono stati gli Usa a favorire l’ascesa al potere dell’Ayatollah Khomeini quando, negli anni ‘50, contrastarono un’elezione democratica per impedire che la sinistra andasse al potere. E con i loro bombardamenti sulla Cambogia hanno aiutato a creare l’ambiente giusto per il regime di Pol Pot… Quindi gli americani non hanno certo molto di cui vantarsi. Ma il punto è che questa storia è relativamente breve.

Gli uomini si sono ammazzati in massa per millenni, almeno a partire dal momento in cui si sono ‘organizzati’. Ogni massacro lascia delle nuove cicatrici, che vengono infiammate dagli ‘organizzatori’ ogniqualvolta hanno bisogno di chiamare alle armi ‘l’organizzazione’ che hanno alle spalle perché sia uno strumento per aumentare il loro potere personale. Prendiamo di nuovo il Kosovo. Slobodan Milosevich è riuscito a spingere i serbi a seguirlo come robot perché ha giocato su sentimenti che sono stati passati di generazione in generazione sin dalla battaglia del Kosovo di 700 anni fa.

L’idea tribale serba di stare ancora combattendo la battaglia del Kosovo è profondamente radicata nel loro inconscio. In realtà, ciò che l’America stava cercando di fare è usare le bombe per cambiare quell’inconscio. Di sicuro è riuscita a cambiare il loro comportamento immediato, ma parlare di istituire una ‘democrazia liberale’ vuol dire non comprendere perché prima non ce n’era mai stata una. Immaginare che i bombardamenti cambieranno le cause che sono alla base dei problemi vuol dire non capire di quali problemi si tratta.

Il peso di questo condizionamento vecchio di secoli è ciò che occorre affrontare. Le conseguenze sono secondarie e rimarranno praticamente inevitabili se non si guarda alle radici.

È la profondità del condizionamento che distingue gli americani dal resto del pianeta. Se gli americani non riusciranno a comprenderlo, sono destinati a fraintendere sempre le persone con cui cercano di incontrarsi. La loro relativa mancanza di condizionamenti è la fonte del loro potere, e nella comprensione di questo fenomeno giace la promessa della loro capacità di usare quel potere con saggezza.

Questo è un fatto così fondamentale che è quasi un miracolo che nessuno ne faccia parola.

In America, il fatto che questo è il modo in cui abbiamo agito l’anno scorso è una ragione di più per non farlo di nuovo quest’anno. Nel resto del mondo accade proprio l’opposto. Se abbiamo agito così l’anno scorso, vogliamo farlo così anche quest’anno!

C’è un’altra componente del potere americano: ciò che altri paesi, come la Francia, chiamano egemonia culturale. Per esempio, tanti sono irritati dal fatto che la gente di tutto il mondo vada a vedere film americani e se ne chiedono il perché.

Riesci a immaginare un Elvis Presley britannico? O un altro paese del mondo che avrebbe potuto produrre Mohammed Ali? O Jesse Owens? O Jack Nicholson, Mae West, Marlon Brando, Steve McQueen, Clint Eastwood, Tiger Woods, Madonna? Che cos’è che rende queste persone così affascinanti? I ruoli che recitano, sia nella vita che sullo schermo gridano ‘individualismo’. In un mondo intrappolato nel tribalismo e nel pensiero di massa, ci sono persone che recitano o vivono il gioco del “questo è ciò che voglio fare, e ‘affanculo le regole!’”. Se sei un individualista e nasci in qualche altra parte nel mondo, dove vorrai andare? In America. Che tu sia Einstein, Andy Groves o Marlene Dietrich va sempre così. E questo rende l’America ancora più potente.

È chiaro che questo fenomeno riguarda soprattutto la ‘libertà da’ non la ‘libertà per’ – ma questa è un’altra questione.

Internet è un esempio perfetto. Chi ci salta sopra per primo? Gli americani. Perché? Perché è nuovo, diverso, offre nuove possibilità. È eccitante.

Alla base di tutto questo c’è l’accettazione del cambiamento. L’America accoglie il cambiamento. Certo. Il passato che fa da ostacolo è più breve. Il resto del mondo considera il cambiamento alla stregua del cavarsi un dente. Consideriamo per esempio la difficile lotta che Germania e Giappone conducono per cambiare il modo in cui funziona la loro economia e paragoniamolo al modo in cui l’America ha trasformato la propria. Negli Usa se il sistema di assistenza pubblica crea solo dipendenza e risentimento, lo cambiano. In Europa sembrano pensare che sia stato dio a crearlo così.

Uno di questi giorni, uno slogan per la campagna presidenziale sarà: “È il condizionamento, stupido!”. Come ogni altro soggetto del momento, se non saranno gli americani a sollevarlo, nessun altro lo farà. Quindi può essere utile considerare i geni per spiegare ogni genere di fenomeni, dalla monogamia ai piedi piatti; sicuramente un giorno saremo in grado di sceglierli, naturalmente in America prima che in qualsiasi altro posto… Nel frattempo però ci sono alcune cose che abbiamo sotto il naso e possiamo, e dobbiamo, risolvere ora.

Prendiamo il caso di due bambini nati a Gerusalemme. Il piccolo Solomon, di una famiglia di Tel Aviv, e il piccolo Mohamed, di Hebron. Se, per l’errore di un impiegato, i nomi sulle culle venissero scambiati, Mohamed andrebbe a Tel Aviv e diventerebbe un simpatico ragazzo ebreo, magari un medico, mentre Solomon andrebbe a Hebron, per diventare un disoccupato, molto probabilmente. Il resto è, come si dice, storia. Tutto nella vita di questi due giovani – il modo in cui si vestono, le loro preferenze nel campo del cibo o della musica, il loro atteggiamento verso le donne, verso l’ambiente… senza parlare della religione per cui potrebbero morire o della nazione per cui potrebbero uccidere – sarà dettato da quella targhetta sulla culla. Un giorno il giovane Mohamed potrà uccidere o essere ucciso dal giovane Salomon, combattendo per la parte sbagliata! Quando i comunisti in Corea hanno tentato questo tipo di indottrinamento, gli americani l’hanno chiamato lavaggio del cervello.

Naturalmente ogni nuovo immigrato negli Usa, che sia stato programmato da israeliani o palestinesi, messicani o irlandesi, indiani o vietnamiti, si porta dietro tutto il suo retaggio storico. Certo, se poi resta in una comunità di soli vietnamiti, la velocità di deprogrammazione sarà più lenta, ma entro una o due generazioni, il tribalismo del suo ambiente d’origine starà chiaramente scomparendo. È stato interessante osservare madri indiane a Los Angeles che cercavano disperatamente di mantenere ‘indiane’ le loro figlie. Per esempio organizzando balli in cui indossavano sari… Lottavano per continuare il processo di programmazione che si sarebbe verificato in India. Ma a LA? Le scarpe da tennis Air Jordan con cui le ragazze arrivavano al ballo la dicevano tutta.

Perciò, quando gli americani decidono di intromettersi in qualche paese in cui vari gruppi etnici, religiosi o nazionalistici sono in conflitto tra di loro, se non sono in grado di capire che cosa sta accadendo veramente, finiranno per operare completamente alla cieca. È cruciale che inizino a esaminare seriamente il modo in cui le persone vengono etichettate. Questo processo si chiama condizionamento. Vuol dire programmare a uccidere. E in scala così vasta che non riusciamo ad accorgercene.

Posto poi che la stessa America non è certo immune a questi scoppi di violenza barbarica, basata sul sesso, sul colore della pelle, sull’origine razziale e così via, potrebbe essere un’area vitale di studio anche per loro stessi. E, che ci piaccia o no, se gli americani non portano alla luce questo argomento, rimarrà di sicuro nascosto sotto il tappeto come il più brutto e pericoloso dei segreti dell’umanità.

Amrito

 

 

 

Alla base del successo c’è l’accettazione del cambiamento.

Il mondo invece considera il cambiamento alla stregua del cavarsi un dente.

 

 

 

L'uomo é una macchina

 

 

L’azione è sempre buona, la reazione sempre cattiva. Quindi cerca per prima cosa di comprendere il termine ‘reazione’. Significa che agisci inconsapevolmente. Qualcuno ti sta manipolando. Qualcuno dice qualcosa, fa qualcosa, e tu reagisci. Il padrone reale della situazione è un altro. Arriva qualcuno, ti insulta e tu reagisci, ti arrabbi. Arriva un altro, ti loda, e tu sorridi e sei felice. È la stessa cosa. Sei uno schiavo e l’altro sa come schiacciarti i bottoni. Sei un automa, non ancora un uomo.

Agisci, non reagire. Non essere un giocattolo nelle mani degli altri.

Fare previsioni su un uomo che agisce a partire dalla non-mente è impossibile, solo la mente è prevedibile. …

Noi reagiamo in base ai nostri condizionamenti. Se sei nato in una famiglia vegetariana e ti viene presentato del cibo non vegetariano, ti verrà la nausea, un senso di vomito e di malessere. Non a causa del cibo non vegetariano, ma a causa del condizionamento. Un altro, che è stato condizionato con cibo non vegetariano, ne godrà al solo vederlo, gli verrà l’acquolina in bocca, non la nausea, si sentirà felice, stuzzicato. Anche questo è un condizionamento.

Reagiamo perché siamo stati condizionati in un certo modo. Puoi essere condizionato a essere molto educato. Puoi essere condizionato a rimanere sempre in controllo. A rimanere in silenzio. A rimanere fermo in situazioni in cui le persone di solito si agitano o si distraggono. Ma se si tratta di un condizionamento, non ha nulla a che vedere con la religione; piuttosto ha qualcosa a che fare con la psicologia. E Buddha o Gesù non sono maestri in questo campo, lo sono B.F. Skinner e Pavlov. Si tratta di riflessi condizionati.

Il condizionamento uccide, uccide la spontaneità. La mente viene nutrita con certe idee e non ti è possibile rispondere, puoi solo reagire. Nelle piccole come nelle grandi cose. È lo stesso.

Se continui a comportarti a seconda di come sei stato condizionato, funzioni come una macchina; l’uomo non è ancora nato.

Tratto da: Osho, Nirvana l’ultimo incubo, Ecig

 

 

 

Oltre la tolleranza

 

Il termine stesso tolleranza implica una divisione. Osho offre una prospettiva in cui tutte le divisioni si riconciliano rendendo obsoleto parlare di tolleranza.

 

Perché le persone hanno mentalità così diverse?

 

La mentalità viene dall’esterno: dall’educazione, dai condizionamenti, dall’ambiente. E non ci sono due persone con una situazione simile, neppure i gemelli hanno la stessa struttura mentale. Non è possibile mettere due persone nella stessa, identica situazione. Persino i gemelli nati nella stessa famiglia avranno un condizionamento diverso, perché la madre può amare un figlio più dell’altro; e il padre può fare l’opposto. Uno può essere debole e l’altro no, uno può essere malaticcio e l’altro sano. Uno può amare i giochi all’aperto perché è sano e l’altro li eviterà perché si ammala. Il bambino che esce a giocare avrà amici diversi rispetto a quello che non gioca mai – lui avrà altri amici, e così via. Un piccolo dettaglio può creare una differenza che non riesci a immaginare.

Quindi non esistono due persone che sono state allevate nello stesso modo; da qui le differenze di mentalità. Se le tremila persone presenti qui sono tutte in uno stato di meditazione – in totale silenzio, senza pensieri – allora non ci sono tremila persone, perché tremila zero sommati diventano un solo zero. Tremila zero non sono tremila – sono un solo zero.

È quello che sta accadendo qui, a poco a poco. Più diventate meditativi, più le differenze vanno scomparendo. Musulmani e cristiani, indù e giainisti, buddhisti e parsi sono tutti insieme, senza neppure pensare a quale religione appartiene l’altro. Svedesi e tedeschi, francesi e italiani, cinesi e giapponesi, inglesi e americani, tutte le nazionalità. E nessuno ci bada, non ci pensano per nulla.

Questa potrebbe essere l’unica comune della terra, una fratellanza reale.

E il motivo non è che io insegno a essere fratelli, a essere tolleranti… Ricorda, quelli che imparano a essere tolleranti restano intolleranti. Il termine stesso ‘tolleranza’ è orribile. Nel momento in cui dici: “Posso tollerare gli altri,” ti riveli intollerante. Puoi aver represso la tua intolleranza, ma è pur sempre intolleranza. Tollerare gli altri significa essere intolleranti – cos’altro può voler dire?

Qui nessuno tollera qualcuno. Le persone hanno semplicemente dimenticato le differenze, perché stiamo andando oltre la mente. Se rimanete nella mente, siete diversi. Se uscite dalla mente, siete un’unità. La meditazione crea un tipo di unità che non è sintesi. Non mi interessa creare una sintesi tra induismo e cristianesimo, tra cristianesimo e islam, tra islam e buddhismo. Sono tutte sciocchezze.

Il mio obiettivo è totalmente diverso: sto cercando di condurti oltre la mente. Quando il cristiano esce dalla sua struttura mentale, non è più un cristiano, e quando un indù esce dalla sua non è più un indù. Non è una sintesi, è un superamento della mente. La mente crea tutte le differenze.

Mi chiedi: “Perché le persone hanno mentalità così diverse?”.

Sono state educate, sono state condizionate in modo diverso. Non possono pensarla tutti allo stesso modo, è impossibile! Non possono interpretare tutto allo stesso modo. Un ebreo può leggere il Nuovo Testamento, ma non sarà lo stesso libro – sebbene esternamente sia lo stesso – non sarà lo stesso libro che leggono i cristiani, perché per gli ebrei Gesù è un rinnegato, Gesù ha tradito il giudaismo. E questo è radicato molto in profondità. Il cristiano che legge il Nuovo Testamento non lo legge considerandolo un libro qualsiasi – è il più sacro dei libri sacri. Gesù è l’unigenito figlio di dio.

Quando un indù legge lo stesso libro, lo legge con indifferenza, non gli interessa più di tanto. Lo paragona alle Upanishad e alla Gita, e lo trova molto scarno. Non che sia scarno – lui però legge la Gita in modo diverso. Questa è il canto di un dio e quello è solo del figlio di un falegname, Gesù – come può essere paragonato a Krishna? …

È inevitabile che le persone abbiano mentalità diverse, perché vengono educate in maniera diversa, con religioni diverse, da preti diversi, scuole diverse, università diverse. Vengono nutrite con idee e ideologie diverse – è inevitabile che la pensino diversamente. E non c’è modo per farle pensare allo stesso modo – è impossibile.

L’unico modo possibile è portarle oltre la mente. Allora usciranno dal loro condizionamento. E all’improvviso ci sarà unità, vedranno con occhi puliti, non contaminati da cultura e tradizione; vedranno le cose come realmente sono, non come vogliono fargliele vedere. Diventeranno uno specchio puro.

La mente non potrà mai creare un mondo unito: solo la meditazione può farlo.

Le persone sono piene di concetti, filosofie di vita, modi di guardare le cose diversi. È inevitabile che la pensino diversamente. Il modo di pensare ti rende diverso dagli altri, ti separa dagli altri; pensare è una funzione dell’ego. In assenza di pensiero, improvvisamente, tutte le diversità evaporano.

Questo è il mio insegnamento, questo è in sintesi il messaggio di Buddha: diventa una non-mente. Diventa consapevolezza pura, un cielo vuoto senza nuvole né pensieri. Allora chi sei tu? Indù, musulmano, cristiano? Indiano, giapponese, tedesco? Nero, bianco? Uomo, donna? Chi sei? Giovane, vecchio? Ricco, povero? Famoso, famigerato? Chi sei? Tutte queste differenze scompaiono. Tu sei un silenzio puro.

Quel silenzio è il sé supremo. Realizzarlo significa giungere al nirvana. Realizzarlo significa divenire disponibili alla beatitudine, alle benedizioni divine. Medita sempre di più in modo da poter svanire e lasciare spazio al divino. Nel momento in cui tu non ci sei, c’è dio – e dio è uno, mentre voi siete tanti. Siete tanti non solo fuori, ma anche dentro. E quando tu svanisci, la moltitudine svanisce con te, dentro e fuori. Sono tutte onde dello stesso oceano.

Conoscere l’oceano nascosto dietro tutte le onde, con le loro forme, colori, strutture, significa conoscere la verità.

E la verità libera: aes dhammo sanatano – questa è la legge suprema e perenne: la verità libera.

Tratto da: Osho, The Dhammapada vol.4

    (ritorna al sommario) 

 

 

 

Un altro tipo di educazione

 

I genitori amano il bambino ubbidiente. E ricorda, il bambino ubbidiente è quasi sempre il più stupido. Il bambino ribelle è intelligente, ma non è amato né rispettato.

 

 

Sembra impossibile evitare il processo di condizionamento che ha inizio il giorno stesso in cui un bambino viene al mondo. Cosa si può fare?

 

Come ho già detto: i bambini dovrebbero appartenere alla comunità, non ai genitori. Per secoli i bambini hanno avuto grossi problemi con i genitori, perché essere con i genitori inevitabilmente significa essere condizionati. Essi appartengono a qualche religione, a qualche chiesa, a qualche partito politico, e trasmettono le loro superstizioni ai figli, in maniera diretta o indiretta. Così ogni bambino diventa condizionato.

I bambini dovrebbero appartenere alla comunità: i genitori potrebbero averli solo per le vacanze. I genitori potrebbero andare a trovare i figli e ci sarebbe molto più amore. Stare insieme ventiquattro ore al giorno distrugge l'amore, è meglio che i bambini stiano lontani. Sarebbero molto più liberi. Dovrebbero essere affidati a insegnanti che conoscono la meditazione, che sanno come non condizionare i bambini, come non trasmettere loro alcuna superstizione. Ci saranno molti in-segnanti... In una famiglia, tutti appartengono a una religione, a una tradizione piena di superstizioni, a un'ortodossia, e in questo modo il condizionamento viene rinforzato ripetutamente da ogni lato.

In America, nella comune che è stata distrutta, i bambini vivevano separati dai genitori. Questi si senti-vano sollevati da un grande peso e i bambini erano molto liberi e felici. Nei quattro anni del nostro esperimento abbiamo imparato molto: i bambini so-no maturati di più senza genitori. Non facevano capricci, perché non c'era nessuno a dar retta ai loro capricci.

Avevamo una struttura graduale: i bambini più piccoli erano accuditi da quelli più grandi e i più grandi da quelli ancora più vecchi. Era bellissimo vedere i ragazzi che si prendevano cura l'uno dell'altro con un amore e una comprensione che gli adulti non possono avere. E non c'erano conflitti, né lotte, né litigi per i giocattoli, perché erano tutti insieme. Avevano la loro famiglia di bambini, e tutti si sentivano protettivi verso i bambini più piccoli, tutti si sentivano responsabili.

E crescendo erano molto più sani, più intelligenti, e maturavano prima. Nel sistema educativo della comune mezza giornata era dedicata all'insegnamento tradizionale e metà a quello di arti e mestieri, quali la falegnameria, la scultura o qualunque cosa il bambino desiderasse. Facevano cose che a noi sembrano impossibili per bambini così piccoli: falegnameria o altri lavori. E ai ragazzi piaceva più della parte tradizionale, perché usavano di più l'intelligenza creativa. Nell'apprendimento tradizionale si usa solo la memoria, non l'intelligenza. Quindi il problema del condizionamento dei bambini non si pone. Possiamo creare una sezione separata nella comune dove i bambini possono avere il loro orto, la loro fattoria e le loro abitazioni, dove possono fare le loro cose, dove gli insegnanti possono imparare a non condizionare nessuno; dove i bambini hanno a disposizione letture di ogni genere. Se desiderano capire qualcosa, gli insegnanti sono lì per aiutarli, ma non vogliono imporre nulla. Si tratta solo di cambia-re le università e preparare insegnanti che non condizionino i bambini. Questo si può fare senza grossi problemi.

TRATTO DA:

OSHO, Socrates Poisoned Again after 25 centuries # 19

 

 

 

Il mago e le pecore

una parabola sulla mente umana

 

 

La mente è dentro di te, ma in realtà è una proiezione interiore della società. Non ti appartiene.

Nessun bambino nasce con una mente. Nasce con un cervello. Il cervello è il meccanismo, la mente è l’ideologia. Il cervello viene nutrito dalla società, e ogni società crea una mente in base ai propri condizionamenti. Per questo ci sono così tante mentalità al mondo. La mente indù è sicuramente diversa dalla mente cristiana, e la mente comunista è certamente diversa dalla mente buddhista.

Ma nell’individuo si crea la convinzione errata che la mente sia sua, e così comincia ad agire in accordo alla società, a seguire la società, convinto però di agire in base alla propria volontà. Si tratta di un meccanismo molto sottile.

George Gurdjieff raccontava spesso una storia… Un mago viveva isolato sui monti con un gregge di pecore, e per evitare di doversi prendere degli aiuti, per evitare di sorvegliare le pecore e andarle a cercare ogni giorno perché si perdevano nella foresta, le aveva ipnotizzate, raccontando a ciascuna una storia diversa. Aveva dato a ogni pecora una mente diversa.

A una aveva detto: “Tu non sei una pecora, sei un uomo, non devi dunque temere di essere uccisa, sacrificata, come le altre pecore – quelle sono solo pecore. Non devi preoccuparti quando torni a casa”. A un’altra aveva detto: “Tu sei un leone, non una pecora” e a un’altra ancora: “Tu sei una tigre”. Da quel giorno in poi il mago era vissuto tranquillo: le pecore avevano cominciato a comportarsi secondo la mente che lui aveva dato loro.

E così poteva ucciderle. Ogni giorno ne uccideva una per sfamare se stesso e la sua famiglia – e le pecore che erano convinte di essere leoni o uomini o tigri guardavano divertite: “Questo accade alle pecore”. E non avevano paura come una volta.

Prima, quando una pecora veniva uccisa, tutte tremavano, avevano paura: “Domani toccherà a me. Quanto mi resta da vivere?”. Per questo scappavano nella foresta – per evitare il mago. Ora nessuna scappava. Erano tigri, erano leoni… menti di ogni tipo erano state impiantate dentro di loro.

La tua mente non è tua – questa è una cosa fondamentale da ricordare. La tua mente è un’installazione della società in cui ti è capitato di nascere. Se fossi nato in una famiglia cristiana, ma fossi finito immediatamente in una musulmana, non avresti la stessa mente; avresti una mente totalmente diversa, una che ora non potresti neppure immaginare.

TRATTO DA: OSHO, Beyond Psychology

 

 

 

Nessuno nasce codardo

 

 

Tutti hanno fegato. Semplicemente fin dai primi passi non vi è permesso utilizzarlo. La società vuoi fare di voi dei codardi. I codardi sono un bene di prima necessità, perché la società ha interesse a ridurvi in schiavitù. Ai genitori interessa che siate ubbidienti, il vostro fegato potrebbe non permettervelo. Gli insegnanti vogliono che accettiate tutto ciò che vi dicono, senza discutere — il vostro fegato potrebbe sollevare degli interrogativi. I preti vogliono che crediate, che abbiate fede — il vostro fegato potrebbe creare dubbi. Tutti gli interessi istituzionali sono contro il coraggio che è parte naturale del vostro essere. Nessuno nasce codardo. I codardi sono prodotti dell'uomo.

Ogni bambino è audace. Non ho mai incontrato un solo bambino che non fosse coraggioso. Cosa accade? Quando scompare questa qualità? Lo stesso bambino, quando esce dall'università, è un codardo. Tutti i vostri insegna-menti, le vostre religioni, le vostre società, le vostre relazioni — il marito non vuole che la moglie abbia coraggio, né la moglie vuole che il marito abbia coraggio. Tutti vogliono dominare tutti, naturalmente l'altra per-sona dev'essere ridotta a un codardo.

... L'intera società uccide il vostro coraggio. Pertanto abbandona l'idea di non avere fegato. Ti è stato ripetutamente detto che non hai fegato, e ci hai creduto. Si tratta solo di abbandonare un preciso condizionamento, e vedrai affiorare un'incredibile energia, repressa dentro di te — e quell'energia sarà necessaria alla trasformazione.

TRATTO DA: OSHO, Oltre la psicologia

 

 

 

La vera originalità

andare oltre la mente

 

 

Tu diventi originale solo quando trascendi la mente. Quando la mente viene abbandonata, e la consapevolezza si trova faccia a faccia direttamente con l’esistenza, con immediatezza, in contatto con l’esistenza momento per momento, tu diventi originale. Allora, per la prima volta, sei autenticamente te stesso. Prima avevi solo idee prese a prestito. Potevi citare le scritture, potevi sapere a memoria i Veda, il Corano, la Gita, la Bibbia, non fa alcuna differenza – non sono cose tue. E un sapere che non sia realmente tuo è pericoloso, più pericoloso dell’ignoranza, perché è un’ignoranza nascosta, e non riesci a vedere che ti stai ingannando da solo. Vai in giro con denaro falso pensando di essere ricco, ti porti dietro diamanti falsi pensando che siano dei kohinoor. Prima o poi la tua povertà sarà rivelata. E allora sarai shoccato.

Questo accade sempre quando muori, quando la morte si sta avvicinando. Con lo shock della morte, all’improvviso diventi consapevole di non avere nulla – perché solo ciò che hai guadagnato in essere ti appartiene realmente.

Hai accumulato frammenti di sapere raccolti qui e là, puoi essere diventato una grande enciclopedia, ma il punto non è quello; e in particolare per quelli che sono alla ricerca della verità, si tratta di una barriera, non di un aiuto. Il sapere deve essere trasceso. Quando non c’è alcun sapere, è possibile conoscere, perché il conoscere è la tua qualità, la qualità della consapevolezza. È come uno specchio: lo specchio riflette la verità che ti sta sempre di fronte, esattamente davanti alla punta del naso.

Ma la mente si mette in mezzo, e la mente continua a chiacchierare. La verità è lì di fronte a te e la mente continua a chiacchierare. Tu segui la mente, e manchi il punto. La mente è una grande corruttrice.

Primo: ogni sapere è falso, renditene conto. Ti basta questa comprensione per lasciarlo perdere. E non devi fare nulla. Ti basta comprendere che tutto quello che sai lo hai sentito dire, non lo hai conosciuto direttamente. Ne hai letto, non è una tua realizzazione, è un condizionamento mentale. Ti è stato insegnato, non lo hai imparato da solo. La verità può essere imparata, ma non insegnata.

Imparare significa rispondere a tutto ciò che ti circonda, rispondere alla realtà. Questo è un grande apprendimento, ma non è conoscenza.

Non esiste modo per trovare la verità, se non il trovarla in prima persona. Non esistono scorciatoie. Non puoi prenderla in prestito, non puoi rubarla, non puoi fingere di averla. Non esistono modi, finché non rimani privo di mente – perché la mente vacilla, è sempre agitata, non è mai ferma, è in movimento. La mente è come una brezza che si muove continuamente, e fa vacillare la fiamma. Quando la mente non c’è, non c’è più corrente d’aria, e la fiamma si ferma. Quando la tua consapevolezza è una fiamma immobile, tu conosci la verità. Devi imparare a non seguire la mente.

Nessuno può darti la verità, nessuno. Neppure Buddha, né Gesù, né Krishna – nessuno te la può dare. Ed è bello che nessuno possa dartela, altrimenti sarebbe una merce. Se potesse essere data, potrebbe essere venduta. Se potesse essere data, potrebbe essere anche rubata. Se potesse essere data potresti prenderla in prestito da un amico. È bello che la verità non sia trasferibile in alcun modo. Finché non ti realizzi, non potrai realizzarla. Finché non diventi la verità, non puoi possederla. In realtà non è qualcosa che puoi avere, non è una merce, una cosa, un pensiero. Puoi essere la verità, ma non puoi possederla.

Nel mondo, in questo mondo, puoi avere di tutto – tutto può diventare una tua proprietà. La verità non può mai essere posseduta, perché ci sono solo due realtà che possono esserlo: i pensieri e le cose. Le cose possono essere possedute, i pensieri possono essere posseduti – la verità non è nessuno dei due. La verità è essere. Lo puoi diventare, ma non puoi possederla: non puoi metterla in cassaforte, non puoi metterla in un libro, non puoi tenerla in mano. Quando ce l’hai, tu stesso sei la verità. Diventi la verità. Non è un concetto, è l’essere in sé.

Inoltre ricorda che è umano far credere di possedere qualcosa che in realtà non si ha. Se ce l’hai, non cerchi di farlo vedere, non ha senso. Se non ce l’hai cerchi di farlo vedere, come se lo possedessi. Quindi ricorda, qualsiasi cosa tu voglia mostrare alle persone, si tratta di qualcosa che non hai.

Tratto da: Osho, And the Flowers Showered #2

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La consapevolezza trasforma

 

Condizionamento: come estirparlo? Oriente e Occidente a confronto. Due approcci, una sola via d’uscita.

 

 

Di recente in molti discorsi hai detto che non vi è nessun problema, che i nostri problemi non sono reali.

Sono stato educato in una famiglia cattolica, molto repressiva, e ho vissuto per ventun anni in un sistema educativo altrettanto assurdo e repressivo. Vuoi dire che la corazza caratteriale, tutti i condizionamenti, le repressioni subite… non esistono, quindi possono sparire immediatamente, in questo istante?

 

È una domanda molto importante. Importante perché rivela due diversi atteggiamenti nei confronti della realtà interna dell’uomo.

L’atteggiamento occidentale pondera il problema, ne ricerca le cause, ne sviluppa la storia dalla genesi, per sradicare il problema alle origini, e decondizionare la mente, oppure ricondizionarla; ricondizionare il corpo, eliminando tute le impressioni fissate sulla corteccia cerebrale: questo è l’atteggiamento occidentale.

La psicoanalisi si orienta verso i ricordi, questo è il suo terreno di lavoro. Penetra la tua infanzia, il tuo passato, per scoprire dove è sorto il problema. Forse cinquant’anni fa, quand’eri ancora bambino, avevi dei problemi di relazione con tua madre, la psicanalisi si spinge fino a questo punto!

Cinquantanni! È una storia senza fine. Inutile rivangarla, perché rivelerà milioni di problemi. Il problema non sarà più isolato! Puoi entrare nella storia di un problema, puoi visitare la tua autobiografia e trovarne le cause. Sarebbe possibile eliminare un problema, ma i problemi sono milioni. Se ti metti a studiarli uno per uno… ti serviranno milioni di esistenze per risolvere i problemi di una vita. Lasciamelo ripetere: per risolvere i problemi di una vita, dovrai rinascere un’infinità di volte. È praticamente impossibile, non è affatto realistico. E nelle migliaia di vite che ti serviranno per risolvere i problemi di una esistenza, nasceranno ovviamente altri problemi… andrai avanti all’infinito. Finirai per smarrirti inesorabilmente nei problemi. È un’assurdità!

Ora lo stesso orientamento psicoanalitico è stato assunto rispetto al corpo: rolfing, bioenergetica, e altri metodi che cercano di eliminare i condizionamenti fissati nel corpo, sulla struttura muscolare. Ancora una volta dovrai addentrarti nella storia del corpo. Entrambi questi modelli si fondano sulla stessa logica: il problema deriva dal passato, quindi è sempre il passato l’elemento da affrontare…

L’Oriente parte da una prospettiva radicalmente diversa. Innanzitutto afferma che nessun problema è serio. Nel momento in cui sostieni che nessun problema è serio, vedrai che il novantanove per cento del problema scompare, la tua visione cambia in modo radicale. L’Oriente afferma come seconda cosa: il problema esiste perché tu sei identificato col problema stesso. Non ha niente a che fare col passato, niente a che vedere con la tua storia. Sei identificato – questo è il vero problema. Ed è anche la chiave per risolvere tutti i problemi. Mettiamo il caso che tu sia una persona collerica. Se vai da uno psicoanalista, ti dirà: “Torna al tuo passato… come è nata questa collera? Quali situazioni hanno sviluppato questo condizionamento fino a creare nella mente questo comportamento? Dobbiamo ripulirti da tutti questi condizionamenti, dobbiamo estirparli dal tuo essere. Dobbiamo chiarire a fondo il tuo passato”.

Se invece vai da un mistico orientale, ti dirà: “Tu pensi di essere la collera, ti senti identificato con la tua collera – in questo sbagli. La prossima volta che ti capita di arrabbiarti, rimani a guardare, sii semplicemente un testimone. Non identificarti con la collera. Non dire: ‘Sono arrabbiato’. Limitati a guardare cosa succede, osserva come se fosse uno spettacolo televisivo. Guarda te stesso come se osservassi qualcun altro…”

Tu sei pura consapevolezza. Quando le nubi dell’ira ti circondano, limitati a osservarle e rimani attento, in modo da non identificarti. La soluzione consiste nel non identificarsi con il problema. Una volta che l’hai imparato… non importa quanti problemi hai – perché la chiave, la stessa chiave, potrà funzionare per ogni altra situazione. Infatti funziona con la collera, con l’avidità, con il sesso; funziona con tutte le infinite proiezioni della mente.

Mi hai chiesto: “Di recente in molti discorsi hai detto che non vi è nessun problema, che i nostri problemi non sono reali. Sono stato educato in una famiglia cattolica, molto repressiva…”

In questo momento puoi liberarti dal tuo cattolicesimo. Adesso, ti dico! Non devi affatto rivisitare il tuo passato e disfare quanto i tuoi genitori e la società e i preti e la chiesa ti hanno fatto. Sarebbe un’inutile perdita di tempo, di questo prezioso momento presente. Hai permesso che distruggessero parecchi anni della tua vita, ora non farebbero che distruggere il tuo presente. Puoi venirne fuori semplicemente, come un serpente scivola fuori dalla sua vecchia pelle.

“Vuoi dire che la corazza caratteriale, tutti i condizionamenti, le repressioni subite non esistono?”.

No, esistono. Ma esistono solo nella tua mente o nel tuo corpo. La consapevolezza non ne porta traccia, perché la consapevolezza non può essere condizionata. La consapevolezza rimane sempre libera! La libertà è la sua qualità intrinseca, la libertà è la sua natura.

Questa è la bellezza della consapevolezza: può uscire intatta da qualunque cosa. Non esistono barriere, non vi sono limiti che la contengano. Un attimo fa eri inglese – ora hai capito l’assurdità di ogni nazionalismo – e in un attimo non lo sei più. Non voglio dire che cambierai colore di pelle – sarà sempre bianca – ma ora non sei più identificato con l’appartenere alla razza bianca, e non sei più contro la razza nera. Hai capito la stupidità di questo gioco. Non voglio dire che quando ti accorgi di non essere inglese dimenticherai la tua lingua, no. Sarà sempre presente nella tua memoria, ma la tua consapevolezza se ne è separata, ora la tua consapevolezza risiede su una vetta e osserva la valle sottostante.

L’intera metodologia orientale può essere ridotta a una parola: essere un testimone. E l’intera metodologia occidentale può essere ridotta a un solo fenomeno: l’analisi. Analizzando continui a ruotare intorno alle cose. Invece, se sei un testimone, esci semplicemente da questo circolo vizioso.

L’analisi è un processo di adeguamento. Ti aiuta ad avere qualche intuizione sui tuoi problemi, sul come sono nati, e questa piccola comprensione intellettuale ti permette di integrarti meglio nella società, ma tu rimani la stessa persona. Attraverso l’analisi non avviene nessuna trasformazione, non avviene nessun cambiamento radicale.

L’essere un testimone è una rivoluzione. È un cambio radicale. Rivela all’esistenza un uomo totalmente nuovo, perché porta la tua consapevolezza oltre tutti i condizionamenti.

Essere un testimone non cambierà i tuoi condizionamenti, né interverrà sulle tue corazze muscolari, ma questa consapevolezza ti porterà a sperimentare che tu sei aldilà del tuo tessuto muscolare, oltre tutti i condizionamenti. In quel momento di trascendenza, in quel momento di assoluta trascendenza, non esiste alcun problema – non per te.

Ed ora potrai scegliere: il corpo conserverà sempre le sue corazze muscolari, e la mente i suoi condizionamenti – ma ora dipende solo da te.

Se a volte hai voglia di crearti un problema, puoi rivolgerti al tuo corpomente e farti tutti i problemi che vuoi, e divertirti. Se un giorno ti senti solo e vuoi qualche problema, puoi crearne quanti ne vuoi. Se ti senti troppo triste senza il tuo fardello, puoi creare quanti problemi vuoi. Saranno sempre a tua disposizione, ma non devi tirarli fuori per forza, non sarà necessario. Dipende solo da te.

 

Tratto da: Osho, La visione tantrica, NSC ed.

 

 

 

La meditazione è la più grande rivoluzione al mondo perché dà vita all’uomo originale. Esso è sempre presente ma ogni società lo spinge sotto molti strati di copertura.

 

 

 

 

Viaggio in Italia

 

 

Gautama Multiversity

 

Osho Gautama Multiversity, il centro di meditazione di Osho che sorge nei pressi di Varese, è una realtà viva e presente nel contesto sociale da circa 15 anni. È un luogo d’incontro per ricercatori dell’amicizia, dell’amore e consapevolezza.

Attratte dagli insegnamenti di Osho e dalla sua visione di un mondo migliore, le persone giungono desiderose di immergersi nell’energia spirituale del Buddhafield, partecipando e condividendo l’esperienza della comune che, nata con un intento di crescita collettiva – viene considerata comunque come centro di ricerca e sviluppo delle potenzialità umane individuali.

Nella comune di Gautama ogni individuo ha la possibilità di sviluppare i propri talenti e qualità personali, viene rispettato e riceve sostegno totale nella sua crescita personale e spirituale, pur rendendo la comunità in grado di agire come “un organismo unico e armonico”. L’intento di Sw. Siddhakam – fondatore nell’ 87 della comune – è sempre stato quello di creare un esperimento nuovo, basato sull’autonomia economica di ogni individuo che lo facesse sentire libero di scegliere, sullo sviluppo di talenti e creatività anche al di fuori della comune stessa. In questo modo, ogni persona partecipa all’evolversi della comune, pur avendo una sua attività ed espansione nel mondo, nella società.

“Sii nel mondo, ma non del mondo” dice Osho. Liberi di entrare e uscire nel pieno rispetto delle regole collettive e in perfetto equilibrio con le esigenze individuali. Gautama per i suoi abitanti è proprio questo: un sistema di supporto che si prende cura delle persone da un punto di vista olistico, fisico, mentale, emozionale e spirituale.

Accettare l’aiuto di tutti, così come avere la volontà di dare il nostro, il riconoscimento dell’amore e l’incoraggiamento sono la vera medicina.

Osho Gautama non solo è una comune, ma è anche una università di vita, dove è possibile seguire un programma di studi olistico che, oltre a darti la possibilità di trasformazione personale, offre una specializzazione a livello professionale per chi desidera lavorare con la gente.

In tal caso, si può accedere all’Humaniversity Therapist Training, scuola ad alto livello di professionalità, fondata da Veeresh in Olanda.

Il Therapist Training insegna le basi della Humaniversity Psychology e ogni studente viene seguito individualmente nel suo programma e percorso di crescita, che si sviluppa in base alle sue esperienze, necessità e disponibilità, per un arco di tempo di circa quattro anni, potendo scegliere una specializzazione.

Quello che comunque ci caratterizza è la possibilità di seguire programmi residenziali come il Tourist e lo Student Program.

Il Tourist Program è un percorso intensivo di quindici giorni, dedicato a chi desidera farsi un regalo prezioso, per ritrovare se stesso e migliorare la qualità della propria vita, avendo una visione più chiara della nuova direzione da scegliere, supportato da un team di insegnanti di lunga e comprovata esperienza, nonché circondato da amici amorevoli e premurosi. In ogni caso, qualsiasi sia la motivazione, di certo coloro che si avvicinano a questo programma hanno fondamentalmente una cosa in comune: il grande desiderio di trasformare la propria esistenza in qualcosa di più, andando oltre schemi e comportamenti che limitano i potenziali, la creatività e il benessere personali.

Un percorso di crescita, sicuramente, ma anche la possibilità di ritrovare la gioia di vivere e amare senza condizioni.

lo staff di gautama

 

 

Il Tourist Program: impressioni

 

Sono arrivato a Gautama disgustato e stufo della ciclicità cronica dei miei fallimenti: ho deciso di fidarmi a priori e farmi aiutare.

Il mio Tourist Program è durato 30 giorni ed è stato un arco di tempo di grande intensità introspettiva.

Tutte le persone della comune, con molto amore, mi mandavano esplicitamente o silenziosamente il messaggio: “Guardati dentro, vinci la paura”. Molte sono state le difficoltà, specialmente nell’accettare l’immagine di me riflessa negli altri. Alcuni giorni sono stati neri e intensi, altri pieni di gioia e divertimento. Con grande sospetto ed infinite riserve ho visto affiorare aspetti del mio essere che avevo per lungo tempo rifiutato, la parte più difficile è accettare che: “io sono Ok così come sono”. A posteriori mi sento fortunato, poiché queste sono state le premesse fondamentali per fare pace con me stesso. A Gautama ho ridato un senso a parole come “amicizia” e “prendersi cura” e sono davvero felice ed orgoglioso di dire che è diventata casa mia.

Quando ho iniziato il Tourist mi chiamavo Maurizio, ora sono orgoglioso di chiamarmi Sw Amano Parived.

 

 

La scorsa estate mi sono regalata le vacanze più belle della mia vita: ho fatto il Tourist Program. Un viaggio indimenticabile all’interno di me stessa. Sono stati i 15 giorni più intensi della mia vita. Ho visto i miei giochi e condizionamenti, i miei ruoli, le mie manipolazioni. Sono stata guidata lungo la strada da insegnanti eccezionali, sensibili e amorevoli. Ho sperimentato tutto quello che nella vita “normale” mi avrebbe ferito dolorosamente, ma nello spazio d’amore in cui ero si è tramutato in un’esperienza meravigliosa. Mi sono anche divertita, interpretando tanti ruoli, dai quali scaturivano varie dinamiche. Meditazioni, sessioni, lavoro corporeo scandivano le mie giornate. La dedizione e l’amore del team con il quale potevo condividere non mi ha mai fatta sentire sola – anzi, c’era sempre qualcuno pronto ad abbracciarmi!

Ho sperimentato veramente tutte le astuzie della mente e lo spazio del cuore.

Questa esperienza ha mutato la mia vita. Ora posso affrontare con sicurezza e amore la mia realtà quotidiana e le mie relazioni. Auguro a tutti di trascorrere una vacanza come la mia, ricca di luce, amore e consapevolezza.  

            Prasada

 

 

Ciò che mi ha spinta a partecipare al Tourist Program è stata la determinazione a cambiare: dopo anni di duro lavoro su me stessa, sentivo l’urgenza di andare ancora più in profondità, per evitare di ripetere gli errori del passato, per spezzare, infine, la “coazione” a ripetere, per lasciarmi essere…

In fondo la vita è un teatro. E nel Tourist Program si pone in atto una sorta di psicodramma in cui il/la protagonista vive ruoli diversi, interpretando nella vita di tutti i giorni, ora un personaggio, ora l’altro: ognuno di questi rappresenta una parte “ombra” di sé. È estremamente interessante incarnare, dare vita a quelle parti oscure di sé che, talora, ci preoccupiamo di conoscere solo a livello intellettuale.

È un’avventura, avvincente come ogni avventura anche per i rischi che comporta: non avere più reti di protezione nascoste o maschere da indossare.

Certo non è stato facile. Mostrarmi agli altri nella mia vulnerabilità mi è costato molto, ma ho notato che, nonostante questo, ero accettata lo stesso.

A distanza di alcuni mesi mi trovo a costatare, in base a verifiche quotidiane, la mia più ampia libertà d’azione in ogni campo; inoltre (anche se può apparire un paradosso) mi scopro più responsabile nei confronti di me stessa, della vita e dell’amore, incurante dei giudizi altrui.             Carmen

 

 

 

Se vuoi andare più in profondità nella tua crescita personale continuando a vivere nella comune, puoi partecipare al Communal Living Program, conosciuto anche come

Student Program

Lo Student Program è un programma incredibilmente coinvolgente durante il quale hai la possibilità di imparare a essere te stesso. Questo avviene nell’incontro con le altre persone che partecipano al programma o che vivono nella comune, nel divertirsi insieme, nel creare, abbinato a un percorso di crescita personale.

Queste due condizioni sono l’anima di questo programma, che ti dà, da un lato, la possibilità di aumentare la tua consapevolezza attraverso le meditazioni, corsi, feste, dinamiche di gruppo; dall’altro di mettere in pratica già da subito la volontà di crescere attraverso l’esperienza e la relazione, che ti porta ad accrescere la qualità della tua vita nel quotidiano.

Questo è un programma aperto a tutti e a tutte le necessità delle persone che lo scelgono, perché lo Student Program, anche se lavora principalmente in situazioni di gruppo, porta sempre a dei risultati prettamente individuali.

È un ottimo programma per le persone che vogliono vivere il proprio quotidiano in maniera più eccitante e creativa o vogliono vedere la propria vita in un’ottica positiva e con più piacere.

 

per ulteriori informazioni: Gautama Multiversity - Via S. Martino 51 - 21020 Morosolo - Va

tel e fax 0332-826073email: info@gautama.it

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CAPIRE IL CORPO

 

 

Il corpo: uno specchio dei condizionamenti della mente o un patrimonio di saggezza che possiamo e dobbiamo ascoltare se vogliamo comprendere chi siamo e vivere una vita naturale e soddisfacente?

Il corpo è stato sempre trascurato o addirittura rifiutato o torturato da chi seguiva una tradizione cosiddetta spirituale o religiosa, con i risultati che possiamo vedere tutti. Quella persona a cui viene insegnato che il corpo è ‘male’ da evitare e reprimere, ma continua pur sempre a dover vivere una realtà materiale, sarà divisa e in conflitto con se stessa, e non potrà neanche avere un contatto amorevole con la ‘natura’ che lo circonda visto che ha rinnegato la propria.

Nasciamo dotati di un corpo che è un meccanismo così perfezionato che non siamo ancora in grado di spiegarne completamente il funzionamento, ma subito cominciamo a imporgli i modelli di ideologia preminenti nel luogo e nel tempo in cui viviamo.

E il corpo nella sua flessibilità si adegua fino a volte a deformarsi pur di darci ciò che la mente vuole. Basti pensare a come si è modificato il corpo delle donne nel corso dei secoli, cambiando addirittura forma per soddisfare i modelli prevalenti di accettabilità e di bellezza.

Possiamo rifiutarlo o reprimerlo, tormentarlo con il fumo e con l’alcol, possiamo deformarlo o farlo ammalare, possiamo forzarlo a fare diete o ginnastiche assurde o sottoporlo a chirugie plastiche insensate perché non risponde al nostro modello di perfezione ma, appena gli lasciamo un po’ di spazio, è pronto a rispondere e a mettere a nostra disposizione la sua saggezza e la sua fondamentale ‘giustezza’.

A volte, come ci dice Madita nella sua intervista, basta solo parlargli e fargli capire di essere grati di tutto ciò che fa per noi per farlo essere più sano e rilassato.

Certo, il corpo non è tutto, non è la nostra realtà più sottile o più profonda. Ma è la parte di noi in fondo più accessibile e più pronta a starci a sentire.

È vero, i mistici dicono che siamo confinati in una forma e il desiderio ultimo è quello di entrare nella coscienza universale che è senza forma. Ma finché siamo qui, ci conviene imparare tutto ciò che possiamo attraverso il materiale e il corpo. E, dopo tutto, ci sono anche dei lati buoni...

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Se sei felice mangi di meno

 

 

Odio essere in sovrappeso, ma non riesco a dimagrire, malgrado tutte le diete tentate!

 

Devi essere un perfezionista e avere un’idea ben precisa di come dovrebbe essere il corpo, di come dovresti sembrare, di quali fattezze dovresti avere! Hai una meta chiara di che aspetto dovresti avere ed è per questo che non riesci ad accettarti, che ti continui a rifiutare. A causa di quel rifiuto, ti senti infelice.

Distruggi semplicemente tutte quelle mete e tutti i tuoi ideali; tutti gli schemi e i modelli mentali di come le cose dovrebbero essere, di come tu dovresti essere. Lasciali andare completamente! Non c’è nulla da perdere, non ti mancherà nulla: la tua energia inizierà semplicemente a fluire.

Quando sarai nel momento, il tuo corpo inizierà a perdere peso. È il tuo continuo antagonismo che lo porta a ingrassare, perché quando sei costantemente in conflitto col corpo, questo si sente insicuro e di conseguenza non smette mai di mangiare.

Sei come un bambino che non riesce a fidarsi della madre. Quando succhierà il seno, non si staccherà più perché non si fida: non sa quando la madre glielo ridarà! Non è sicuro, e perciò si aggrapperà, continuerà a succhiare quanto più gli è possibile. Si gonfierà, perché il futuro è del tutto incerto... se il bambino sa che la madre lo ama, che è sempre a sua disposizione, non si preoccuperà tanto: mangerà quanto gli è necessario in quel momento, non si preoccuperà di accumulare cibo, si riposerà.

Il grasso, in realtà, è un accumulo: si accumula per un futuro che può essere incerto. Un uomo può vivere tre mesi senza mangiare, può accumulare grasso a sufficienza per non morire di fame. Si tratta di una vecchia abitudine, è un programma biologico.

Migliaia di anni fa, infatti, quando l’uomo era un cacciatore, il cibo non era sempre garantito. Un giorno se ne trovava in abbondanza, poi, per giorni interi, si viveva nell’incertezza... l’uomo conserva questa abitudine biologica. Ed essa è associata all’insicurezza. Oggi non ci sono problemi... per lo meno, non in America: lì il cibo non manca. Per la prima volta, una società ha cibo a sufficienza. E gli americani non dovrebbero essere grassi... in India si può concedere alla gente di essere grassa, perché il cibo non è mai una garanzia.

Voglio dire che ora che il cibo è accessibile, ed è cibo buono e nutriente, non esiste alcun bisogno fisico di mangiare in eccedenza. Esistono però delle insicurezze psicologiche che fanno scattare questo meccanismo se il corpo inizia a sentirsi insicuro. Ed esso conosce un solo modo per evitare l’insicurezza, cioè mangiare, continuare a rimpinzarsi di cibo. Diventa una sorta di occupazione.

Lascia cadere ogni ideale! Non c’è nulla che tu debba migliorare; sei bellissimo così come sei... inizia a vivere! Anziché pensare che vivrai nel futuro, quando sarai perfetto, quando sarai questo o quello, quando avrai raggiunto lo standard di vita che la tua mente si propone... ricorda che la vita è qui e ora, e ti scivola di mano. Domani esiste solo la morte. Solo oggi esiste la vita... essa esiste sempre e solo oggi!

Inizia a vivere e inizia a divertirti. Più ti diverti, più ti godi la vita, meno mangerai. Una persona veramente felice, non mangia molto. Si ingurgita di tutto solo quando ci si sente infelici, sofferenti, vuoti, privi di significato... per lo meno col cibo, si ha qualcosa!

 

tratto da:

Osho, Dalla Medicazione alla Meditazione  - ed. Red

 

 

 

Zorba il Buddha

 

Una delle ragioni per cui l’uomo non è ancora civilizzato è la divisione tra mente, corpo e anima. Questa divisione è stata predicata da tutte le religioni del mondo. Esse hanno condannato il corpo, e alcune hanno anche condannato la mente. Ma hanno lodato l’anima.

Il risultato non è stato quello che si aspettavano. Il risultato è stato uno strano avvelenamento dell’umanità. La gente non ha abbandonato il corpo, non ha abbandonato la mente, ma ha cominciato a sentirsi colpevole per entrambi. Ha perso il rispetto di se stessa, ha perso il contatto con la saggezza del proprio corpo, e ha perso il dominio della propria mente. Il fatto è che, a meno che questi tre elementi lavorino in una totale unità organica, un uomo non è integro.

E un uomo che non è integro non può essere neanche spirituale.

Il mio approccio fondamentale è: non sono contro il corpo, non sono contro la mente; sono assolutamente per l’unità, per una sinfonia e sincronicità tra queste tre sfere. Una persona può sentirsi realizzata e completa solo quando questi tre elementi operano in armonia totale.   OSHO

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Come NON usiamo i nostri sensi

 

 

Puoi parlare dei sensi e dello stato in cui si trovano? Ho la sensazione che vengano utilizzati su basi assolutamente patologiche.

 

Non pensare neppure per un attimo che i tuoi sensi siano ciò che dovrebbero essere.

Non lo sono affatto. Sono stati ammaestrati: tu vedi qualcosa solo se la tua società ti permette di vederla. Ascolti solo ciò che la società ti permette di sentire. Usi il tatto solo se la società te lo permette.

L’uomo ha perso diversi dei suoi sensi; per esempio, l’odorato. Non lo possiede praticamente più. Osserva com’è sensibile il naso di un cane! Al confronto, l’uomo sembra non avere alcun odorato: qualcosa blocca il suo naso.

Quanti hanno lavorato a fondo in quest’ambito affermano che la causa sta nella repressione del sesso. Da un punto di vista fisico, l’uomo sarebbe sensibile come qualunque altro animale, ma psicologicamente il suo senso dell’olfatto è stato alterato. L’odorato è uno degli accessi più erotici al nostro corpo. È attraverso l’odore che gli animali avvertono se un maschio è in sintonia con una femmina. Quando la femmina è disponibile, emette un particolare odore e da questo il maschio capisce che lo ha accettato. L’uomo ha distrutto l’odorato perché, lasciando questo senso intatto, sarebbe difficile creare una cosiddetta società acculturata. Cammini per strada, e una donna ti lancia un messaggio erotico. Che cosa fai? Sarebbe proprio imbarazzante.

Nessuno guarda la gente negli occhi e, quando lo fa, mai più di qualche secondo. Ci si evita con lo sguardo: guardare l’altro è considerato offensivo. Osservati: guardi veramente le persone? Oppure eviti il loro sguardo? Se le guardi, potresti vedere qualcosa che l’altra persona non vuole mettere in mostra. Il galateo consiglia di evitare un contatto diretto. Ascoltiamo qualcuno parlare, ma non lo guardiamo in faccia, perché spesso le parole e l’espressione del volto sono contraddittorie. L’altra persona può dire una cosa, e mostrarne un’altra... osserva quanto spesso accade. Ma nessuno ci fa più caso, perché ci si è abituati a non guardare mai nessuno direttamente in faccia. Oppure, se anche lo si guarda, lo sguardo non è consapevole, è privo di attenzione, è vuoto: praticamente, è come se non si guardasse affatto.

Scegliamo ciò che sentiamo. Non sentiamo tutto, ma solo ciò che è utile. E questo valore d’utilità cambia con le società, con le nazioni. Un uomo primitivo che vive nella foresta o nella giungla, deve stare attento a tutti i suoni. La sua vita è in pericolo, dipende dall’udito. Tu vivi in un mondo civile, non è affatto necessario che il tuo udito funzioni perfettamente!

La gente non si tocca, non si tiene per mano, non si abbraccia. Se prendi per mano qualcuno, entrambi vi sentite imbarazzati. Perfino abbracciarsi dà la sensazione che stia accadendo qualcosa che non va. Subito hai fretta di staccarti dall’abbraccio, perché il corpo dell’altra persona ti può aprire.

Perfino ai bambini non è permesso abbracciare i propri genitori. La paura, in profondità, è legata al sesso: esiste un tabù sessuale. La madre teme che, abbracciando il suo bambino, si possa eccitare. Il padre teme che, abbracciando la figlia, si possa eccitare. Il calore ha modi tutti suoi di operare.

Ma non c’è nulla di male nell’essere fisicamente o sessualmente eccitati. È un semplice segnale di vita. Ma la paura, il tabù sessuale, consiglia di tenere le distanze.

tratto da:

Osho, Dalla Medicazione alla Meditazione, ed. Red

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L'arte di fare amicizia con se stessi

 

Intervista con Deva Madita, conduttrice di “Talking to your Body/Mind” ovvero “Parlare al Corpo/Mente”.

 

 

La magia mi ha colpito immediatamente. Era la frescura del verde degli alberi altissimi che ondeggiavano all’esterno della stanza dei gruppi nella Lao Tzu House? O i cigni, che si lanciavano richiami nel giardino? Era forse il fresco contatto con le lenzuola azzurre che ricoprivano i materassi dove ero stesa insieme ad altre venti persone? Era la voce ipnotica di Madita, l’attraente conduttrice dai capelli rossi della sessione mattutina di “Talking to your Body/Mind”? O forse era il ritmo della musica che creava rassicuranti e amorevoli onde di rilassamento in tutto il corpo? Forse era un insieme di tutte queste cose.

Stavo partecipando alla meditazione chiamata ‘Osho reminding you of the forgotten language of your body and mind’  – per ritrovare il linguaggio dimenticato del parlare con il corpo e la mente –  e sono caduta subito in uno stato simile alla trance. La mia consapevolezza ha cominciato a sprofondare, addentrandosi nei più intimi recessi del mio essere… luoghi di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza. I turbolenti strati della mente conscia si sono sciolti nel morbido vuoto interiore. Madita era la facilitatrice di questo meraviglioso processo. Quando, un’ora dopo, la sua voce seducente ci ha persuaso a ritornare, la mia mente, emergendo da questa immersione rinfrescante, si è chiesta: “Così presto? È già finito?”.

Ero curiosa di saperne di più e ho deciso di andare più a fondo parlandone con Madita.

 

Madita mi ha raccontato: “È stata l’ultima meditazione creata da Osho, tre mesi prima di lasciare il corpo. Tutto è iniziato un giorno quando, ritornando nella sua stanza dalla Buddha Hall alla fine della meditazione della White Robe, si era accorto di un disturbo all’articolazione della spalla. Allora ha chiesto alla spalla: “Lascia andare il dolore!”. E il dolore si è spostato all’avambraccio. Gli era sembrato molto strano – nell’avambraccio non ci sono articolazioni. Ha quindi ordinato all’avambraccio: “Lascia andare il dolore!”. Subito il dolore si è manifestato nella gamba.

A quel punto ha deciso di usare Maneesha come cavia, proprio come aveva fatto con molte altre delle sue tecniche. Come sappiamo dagli accenni fatti da Osho nei suoi discorsi, per molti anni Maneesha ha sofferto di emicrania. Quando Osho ha cominciato a fare esperimenti con il proprio dolore, ha anche suggerito a Maneesha di provare con il suo.

Ogni giorno diceva al suo dottore, Amrito, di chiedere a Maneesha come stesse progredendo l’esperimento. “Mi faceva sentire molto vicina a Osho” spiega Maneesha “quando mi inviava, tramite Amrito, notizie sulla sua salute e mi chiedeva come stavo io! Ad un certo punto ricordo che gli dissi di aver soprannominato l’emicrania la mia ‘pescivendola’, e di averle chiesto di lasciarmi in pace, di smetterla di infastidirmi.”

“Ricordo che Osho ha risposto: ‘No, non parlare direttamente con il dolore – questo non fa che dargli sostanza. Devi parlare alla parte sana in te, non a quella malata’ …qualcosa del genere.”

In seguito Osho ha suggerito al direttore della Multiversity di creare un gruppo che portasse avanti questo lavoro e che la facilitatrice del gruppo doveva essere una donna che conosceva l’ipnosi. Quindi mi hanno chiesto di fare questo gruppo, ci dice Madita, perché conoscevo questa tecnica.

Osho aveva anche spiegato come fosse preferibile avere una donna come conduttrice, perché è più facile per una donna insegnare a diventare buoni amici di se stessi.

Osho si è ricordato allora di avere nella sua biblioteca un libro di saggezza cinese o tibetana sull’argomento, e ci ha chiesto di trovarlo. È iniziata allora una ricerca frenetica, durante la quale mi sono imbattuta in molti libri su quel tema, ma non ho mai trovato quello lì! Indirettamente, venivo preparata al gruppo.

Come hai fatto a creare la struttura del gruppo?

Ho suggerito tre tecniche di ipnosi e Osho ne ha scelta una. All’inizio si era programmato un gruppo di tre giorni, ma in seguito abbiamo deciso di strutturarlo in sette sessioni della durata di un’ora per sette giorni consecutivi. Il nome completoscelto da Osho – è: ‘Osho reminding you of the forgotten language of talking to your body and mind’. È un nome piuttosto lungo, ma che spiega esattamente l’argomento del corso: l’insegnamento dell’arte dimenticata di fare amicizia con se stessi.

Tutte queste frasi rassicuranti che dici durante la meditazione ti sono state passate da Osho?

Osho ha dato due frasi da ripetere in questo gruppo. Una rivolta al corpo: ‘Voglio avvicinarmi ed essere un amico. Non avevo mai pensato che per tutti questi anni hai lavorato per me e io non ti ho mai ringraziato.’

E poi un’altra: ‘La tua comprensione diventa più profonda, e il tuo corpo, la tua mente e la tua anima sono uniti in un unico fenomeno.’

Inoltre Osho ha detto che il gruppo doveva iniziare e terminare con tre minuti del mantraOsho’. All’inizio ripetere ‘Osho’ porta la gente a un profondo stato di rilassamento, e alla fine a uno stato di risveglio.

Ogni qualvolta guido la meditazione, spiego il significato della parola Osho, secondo la definizione che ne ha dato lui stesso:

O: amore profondo, rispetto e gratitudine.

Sho: espansione di consapevolezza multidimensionale.

Questo gruppo è stato un enorme successo fin dall’inizio. Nei primi gruppi di solito c’erano fino a 140 persone. Una settimana prima che Osho lasciasse il corpo, è arrivato il suo ultimo messaggio rispetto al gruppo. Diceva: “Come va? Ricorda alla gente di non parlare mai al sintomo, di parlare sempre alla mente inconscia che si cela dietro al sintomo. Il sintomo non è altro che un segnale di allarme. Questa meditazione può essere molto utile per controllare abitudini di ogni tipo”.

Ha anche detto tante volte: “Usare l’ipnosi va benissimo”.

Questa è una meditazione guidata nella quale la gente arriva a comunicare con la parte più profonda di se stessa. La voce dalla conduttrice continua a dare suggestioni ipnotiche verso la guarigione, verso un ristabilirsi dell’equilibrio e della consapevolezza nella vita di tutti i giorni. Nella scienza dell’ipnosi, sosteniamo che il corpo ha un collegamento diretto con la mente inconscia – non solo per gli elementi repressi e negativi accumulati al suo interno ma anche per la saggezza in esso contenuta. Ed è solo grazie all’inconscio che ti puoi collegare con il Super-Io. Quindi parlando al tuo corpo parli in realtà alla tua mente inconscia.

Questa meditazione può essere fatta durante il giorno oppure come ultima cosa prima di andare a letto. La bellissima cassetta di musica e voce (in inglese) usata nel gruppo, può essere acquistata a Pune nella libreria – e in Italia ordinata da Oshoba. Puoi parlare al tuo corpo se soffri di mal di testa o insonnia o mal di stomaco e così via, ma anche se hai un corpo sano: puoi ringraziarlo di essere sano, dargli suggerimenti per migliorare e goderti il tuo benessere. Tutte le volte che parlo al mio corpo usando questa tecnica, mi sento rilassata e come ringiovanita.                 

Sadhana

 

 

“La saggezza del corpo non è stata apprezzata da nessuna religione al mondo. Il papa più saggio non può essere stato più saggio del tuo corpo. È un meccanismo perfetto: il suo funzionamento è stato tenuto al di fuori del nostro controllo perché il controllo sarebbe stato potenzialmente distruttivo.

Quindi io ti insegno, innanzitutto, un profondo rispetto, amore e gratitudine per il tuo corpo. Sarà un elemento fondamentale per la psicologia dei buddha, per la psicologia degli esseri risvegliati.”  

Osho

 

 

 

Libertà dal corpo?

 

Quando cominci ad avere degli sprazzi di intuizione, scopri a poco a poco che il mondo va avanti da solo, con i suoi mezzi. Non c’è bisogno che tu lo sostenga; non sei necessario. Il corpo funziona senza di te. Sente la fame, chiede del cibo e lo ingerisce da solo. Tu non fai altro che metterti in mezzo, e senza alcun motivo. Il corpo sente il calore, e cerca l’ombra di un albero. Se tu ti metti in mezzo, lo fai senza motivo. Non eri necessario. Avresti potuto limitarti ad osservarlo mentre sentiva caldo, ad osservare la traspirazione che diceva al corpo che aveva dei problemi, e ad osservare il corpo che si alza e si sposta all’ombra. Se riesci ad osservare il corpo che ha dei problemi a causa del calore, e si sposta all’ombra – se rimani un semplice testimone della scena, non l’attore – allora sei già liberato. Non esiste altra liberazione. E presto scoprirai che ti sei liberato di tutto ciò che la società ha represso dentro di te. Ma non esiste una liberazione da ciò che ti ha dato la natura.Osservare ti solleverà da tutto ciò che la società ha represso forzatamente in te, da tutto ciò che è innaturale. Ma cerca di comprendere questo molto bene: non c’è libertà da ciò che la natura ti ha dato. Se il meditatore non capisce questo, si troverà in difficoltà, perché penserà di doversi ancora liberare da questo e da quello.

Ricordati che puoi eliminare tutto ciò che ti è stato dato da altri, ma non ciò che hai portato con te. Quello potrai lasciarlo solo nel giorno in cui lascerai il tuo corpo.

OSHO

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Ascolta il corpo

 

 

L’unica cosa è che il corpo dovrebbe funzionare bene, alla perfezione. È arte, non disciplina. Non è austerità; non devi combatterlo, devi solo comprenderlo. E il corpo è così saggio – più saggio della mente, ricorda, perché il corpo è esistito più a lungo della mente.

La mente è proprio una nuova arrivata, è come un bambino. Il corpo è molto antico, di un’antichità estrema. Un tempo esistevi come roccia; il corpo c’era, la mente era profondamente addormentata. Poi sei diventato un albero; il corpo c’era, con tutte le sue fronde e i suoi fiori. La mente era ancora profondamente addormentata, non così addormentata come nella roccia ma sempre addormentata. Sei diventato un animale, una tigre; il corpo era così vivo, pieno di energia, ma la mente non funzionava. Sei diventato un uccello, sei diventato un uomo… Il corpo ha operato per milioni di anni.

Il corpo ha accumulato tanta saggezza, il corpo è molto saggio. Per questo se mangi troppo, il corpo dice: “Basta!”. La mente non è così saggia. La mente dice: “Il sapore è buonissimo – ancora un po’”. Se ascolti la mente, allora essa diventa distruttiva rispetto al corpo, in un modo o nell’altro. Se ascolti la mente, è come se un bambino guidasse un vecchio – cadranno entrambi in un fosso. E se ascolti la mente, sarai innanzitutto troppo nei sensi e te ne stancherai in fretta. Ogni senso porta con sé infelicità; ogni senso porta con sé più ansia, più conflitti e dolore.

Se mangi tanto, ci sarà dolore e vomito: tutto il corpo ne verrà disturbato. A quel punto la mente dice: “Mangiare è sbagliato, mettiti a digiuno”. Ma anche un digiuno è pericoloso. Se ascolti il corpo, non mangerà mai troppo o troppo poco – non farà altro che seguire il Tao.

Alcuni scienziati hanno lavorato su questo problema e hanno scoperto un fenomeno molto bello: i bambini molto piccoli mangiano quando hanno fame, si addormentano quando sentono che il sonno sta arrivando – ascoltano il loro corpo. Ma i genitori interferiscono e li forzano in continuazione: “È ora di cena, o di pranzo, di questo e di quello, è ora di dormire – è ora – vai!” Non lasciano libertà al loro corpo.

Uno scienziato ha fatto l’esperimento di lasciare i bambini a se stessi, lavorando con venticinque bambini. Questi bambini non sono stati costretti ad andare a dormire o a svegliarsi. Nessuna costrizione per sei mesi. E c’è stata una rivelazione molto significativa. I bambini dormivano benissimo: avevano meno sogni, non soffrivano di incubi, perché gli incubi nascevano dalle costrizioni esercitate dai genitori. Mangiavano bene, ma non troppo – mai meno del necessario e mai più del necessario.

E il bambino, crescendo, mangiava una quantità maggiore di ciò che era necessario alla crescita. Hanno analizzato gli alimenti e hanno scoperto che quegli ingredienti erano utili. Il cibo cambiava, nel momento in cui cambiavano i bisogni. Un giorno il bambino mangiava qualcosa e il giorno successivo lo stesso bambino non lo mangiava più. Gli scienziati hanno compreso che c’è una saggezza del corpo.

Se permetti al corpo di dire la sua, sei sulla strada giusta, la Grande Via. E questo vale non solo per il cibo, ma per tutto il resto della vita. Se il sesso per te va male, è per via della mente; se lo stomaco va male, è per via della mente. Tu interferisci col corpo. Non interferire! Anche se puoi farlo solo per tre mesi, smetti di interferire. Diventerai subito molto sano; su di te scenderà una sensazione di benessere. Sentirai che è tutto a posto, che è tutto perfetto. Il problema è la mente.

La mente ha la sua funzione, quella di entrare in relazione con gli altri, di muoversi in un mondo in cui vivono tante persone, di guidare un automobile, di seguire le norme del traffico, di non creare pericoli per sé e per gli altri, di guardare avanti e fare programmi. La mente è come un radar, guarda avanti – dove andare e in che modo – ma la base è sempre il corpo.

Le persone che sono ostili al corpo e storpiano i propri sensi, dovranno aspettare l’illuminazione più a lungo di chi dà ascolto ai propri sensi e segue i loro consigli.

Se ascolti i sensi diventi semplice. Naturalmente nessuno ti darà rispetto; la gente dirà: “Questo è un uomo sensuale”. E un uomo sensuale è più vivo di un uomo che non è sensuale. Ma a nessuno interessa la vita; tutti sono interessati a qualcosa di morto da poter adorare.

Non chiedere alla gente rispetto, o perderai la tua strada. Arriverà il momento in cui tutti ti rispetteranno, tutti tranne te, perché tu sai di essere completamente fuori strada. Niente va bene, ogni cosa va nel verso sbagliato.

Dai ascolto al corpo! Sei qui proprio per goderti questo momento che ti è stato offerto, questo momento di grazia, questa benedizione che ti è accaduta.

Sei vivo, consapevole, e in un mondo così vasto!

Non capisci cosa hai realizzato. Se capissi cosa hai realizzato, potresti solo essere grato e non chiederesti di più. Avresti potuto essere una roccia e non c’era nulla che avresti potuto fare al riguardo. Sei una persona! Ma tu soffri e ti preoccupi, e non afferri affatto il punto. Goditi questo momento perché potrebbe non tornare più.

 

tratto da:

Osho, Il Libro del Nulla, ed. Mediterranee

 

 

 

La chiave? L’accettazione

 

 

Ogni volta che mi trovo sotto stress emotivo, il mio corpo reagisce. Ti ho sentito parlare di suchness, lo stato di fatto delle cose, e di accettarle così come sono, e questa è stata la chiave con cui ho acquietato la mia mente. Hai un’altra chiave che mi aiuti ad acquietare anche il corpo?

 

La chiave d’oro del suchness, l’accettazione dello stato di fatto delle cose,  non è una chiave comune, è una chiave universale. Può funzionare per la mente, può funzionare per il cuore, può funzionare per il corpo; con il corpo, sarà necessario un po’ più di tempo, tutto qui.

Quando mi hai sentito parlare di suchness, come prima cosa si è acquietato il tuo cuore: esso ha percepito la brezza rinfrescante che il suchness solleva, la profonda accettazione dell’esistenza. Ma acquietandosi, il cuore ha iniziato a cambiare la tua mente.

La mente è al secondo posto: ci vorrà un po’ più di tempo. Ma quella stessa chiave funziona anche su di lei, e anche lei si acquieterà.

Il corpo verrà come terzo, perché questa è la sua posizione: il tuo essere è il tuo centro, prossimo all’essere è il cuore; quindi viene il cerchio della mente, e infine il cerchio più esterno del corpo. Il corpo è l’elemento più lontano dal tuo essere; quindi le cose arrivano al corpo un po’ più tardi.

Se hai preso un raffreddore, sdraiati sul letto, lascia che anche il corpo percepisca questo suchness, fa’ in modo che comprenda che non è un problema. Non si tratta di una malattia, ma di una sorta di pulizia.

Il meccanismo interno del tuo corpo, possiede uno strato di muco. È una sorta di lubrificante che permette al corpo di funzionare più agevolmente, più facilmente. E, proprio come qualsiasi altro meccanismo, ogni tanto ha bisogno di sostituire il lubrificante... per lo meno una volta o due all’anno, il muco ormai invecchiato, che è diventato inefficace, deve essere espulso dall’organismo, così che il corpo ne possa produrre di nuovo.

Un raffreddore non è una malattia: ecco perché non esistono medicinali per curarlo.

Se fosse una malattia, sarebbe stato trovato un farmaco; per questo, si dice: «Se non prendi nessuna medicina, il tuo raffreddore durerà sette giorni; se prendi delle medicine, guarirà in una settimana!». Non è una questione di medicinali, non è una malattia, è un processo di pulizia. Quindi accettalo e, anche se il tuo corpo si sente malato, non opporre resistenza. Usa i medicinali, ma la tua attitudine, l’intera psicologia deve essere diversa.

Le medicine possono essere usate basandosi su due punti di vista diversi, diametralmente opposti. Uno tende a distruggere la malattia: si tratta di un’attitudine negativa. Ed è l’attitudine comune alla maggioranza delle persone. Chi comprende il suchness della vita, non assumerà mai questo atteggiamento: penserà che, forse, questa malattia è necessaria. Non la rifiuterà. Prenderà le medicine solo per aiutare il corpo ad accettare la malattia, solo per dare al corpo la forza necessaria per vivere nella malattia in uno stato di accettazione. Non prenderà la medicina perché intende lottare contro la malattia; la prenderà per aiutare la sua vitalità, la sua salute; la prenderà per essere sufficientemente forte per accettare questa malattia come amica, non per creare antagonismo. Certo ti stupirà, ma questa idea, l’idea del suchness ti aiuterà nelle traversie del cuore, delle emozioni e dei sentimenti, nella confusione della mente e nelle malattie del corpo.

 

tratto da: Osho, Dalla Medicazione alla  Meditazione, ed. Red

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Diventa consapevole del cuore...

 

 

“Se [nel tuo corpo] va tutto bene, ne resti completamente inconsapevole. E invece quello è proprio il momento in cui puoi stabilire un contatto – con questo star bene – perché quando c’è qualcosa che non va, allora puoi solo avere un contatto con la malattia, con tutto quello che non va, con la perdita della sensazione di benessere. In questo momento c’è la testa; poi arriva il mal di testa e il contatto viene stabilito.

Ma noi abbiamo perso quasi del tutto questa capacità. Cerca di metterti in relazione con il tuo corpo quando va tutto bene. Sdraiati sull’erba, chiudi gli occhi e senti cosa succede dentro di te, senti il benessere e l’energia muoversi dentro di te. Immergiti in un ruscello: l’acqua sfiora il tuo corpo e rinfresca ogni cellula. Senti come questa freschezza penetra dentro di te, cellula dopo cellula, e va in profondità nel corpo. Il corpo è un fenomeno straordinario, uno dei miracoli della natura. Oppure siediti al sole. Lascia che i suoi raggi penetrino nel tuo corpo. Senti il calore che entra in profondità e tocca le cellule del sangue fino ad arrivare alle ossa. Il sole è vita, la sorgente stessa della vita. A occhi chiusi senti cosa sta accadendo. Resta vigile, osserva e celebra. A poco a poco diventerai consapevole di un’armonia molto sottile, una musica bellissima che risuona in continuazione dentro di te.

Allora avrai un contatto con il tuo corpo; altrimenti ti porti in giro un cadavere. Il tuo corpo può essere usato come una macchina; in quel caso non occorre che tu sia molto sensibile verso di esso. Il corpo continua a dire molte cose che non ascolti nemmeno perché non c’è contatto. Quindi cerca di essere sempre più sensibile verso il tuo corpo. Ascoltalo; dice tante cose, ma tu sei così focalizzato sulla testa che non lo ascolti neanche. Quando c’è un conflitto tra mente e corpo, quest’ultimo avrà quasi sempre ragione, più della mente, perché il corpo è naturale, e la mente è un prodotto della società.

Il corpo appartiene a questa natura sconfinata, mentre la mente appartiene alla società, alla particolare società del tuo tempo, della tua epoca. Il corpo ha radici profonde nell’esistenza mentre la mente resta sempre a agitarsi in superficie. Eppure tu dai sempre ascolto alla mente, non al corpo. A causa di questa abitudine protratta, il contatto col corpo si perde. Il corpo, nel suo complesso, vibra intorno al centro del cuore proprio come il sistema solare si muove intorno al sole. Sei apparso alla vita quando il tuo cuore ha iniziato a battere, morirai quando il cuore si fermerà. Il cuore resta il centro solare del corpo. Diventane consapevole. Ma puoi diventarne piano piano consapevole solo se diventi consapevole di tutto il corpo.”  osho

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IL TANTRA È UN RIMEDIO

 

Cerca di riparare ciò che ha fatto la società. Il Tantra è una medicina. La società ha represso il sesso, il Tantra arriva come rimedio per riequilibrare la situazione. Sei stato troppo sbilanciato sulla sinistra: arriva il Tantra per aiutarti a spostarti a destra. E per ritornare in equilibrio a volte è necessario appoggiarsi esageratamente sulla destra: solo allora l’equilibrio è riguadagnato.

 

 

La società ha creato una mente repressiva, una mente che nega la vita, una mente che è contro la gioia. La società è decisamente contro il sesso. Perché? Perché se tu permetti alle persone di vivere il piacere sessuale non le puoi trasformare in schiavi. È impossibile – una persona gioiosa non può essere resa schiava. Questo è il trucco. Solo le persone tristi possono essere trasformate in schiavi. Una persona gioiosa è una persona libera; ha una sua indipendenza.

Non puoi reclutare persone gioiose per fare una guerra. È impossibile. Perché dovrebbero andare in guerra? Ma se una persona ha represso la sua sessualità, è pronta ad andare in guerra, è desiderosa di andare in guerra perché non è stata capace di godere della vita. È diventata incapace di godere e quindi di essere creativa. Adesso può fare solo una cosa: distruggere. Se alla società venisse permessa una libertà totale rispetto alla gioia, nessuno sarebbe distruttivo. Le persone che possono amare in modo armonioso non sono mai distruttive. E le persone che possono amare armoniosamente e provano gioia nel vivere non saranno neanche competitive.

Si godono la vita. A loro non interessa avere una casa più grande, un conto in banca più cospicuo. Per che cosa? Sei felice con la tua donna o con il tuo uomo e stai danzando la danza della vita. Chi ha voglia di mettersi a lavorare per ore e ore e ore, giorno dopo giorno, anno dopo anno, sperando alla fine di avere un bel conto in banca e di poter un giorno andare in pensione e goderselo? Quel giorno non verrà mai. Non può venire perché per tutta la vita rimani un asceta, uno che non si gode la vita.

Ricorda che gli uomini d’affari sono persone ascetiche. Hanno dedicato tutto al denaro. Un uomo che conosce l’amore e l’eccitazione e l’estasi che esso ti può dare, non sarà competitivo. Solamente le persone non appagate sono competitive perché pensano che la vita non sia qui, ma altrove.

E queste persone sono sempre in marcia verso qualcosa e non riescono mai ad arrivare. La persona che conosce la gioia è qui. È già felice qui e ora. I suoi bisogni sono molto piccoli. Non ha desideri. Ha dei bisogni ma non dei  mentre desideri. I bisogni possono essere soddisfatti, i desideri non possono mai esserlo. I bisogni sono naturali, i desideri sono pervertiti.

Esiste una sottile strategia. Il sesso deve essere represso, altrimenti l’intera struttura sociale crollerebbe immediatamente. Sono tutti d’accordo su una sola cosa – che il sesso deve essere controllato, che si deve impedire alle persone di provare una gioia innocente nel sesso.

Ed ecco che arriva il Tantra a ripristinare l’equilibrio, è un rimedio. È per questo che dà troppa enfasi al sesso: le cosiddette religioni affermano che il sesso è peccato e il Tantra afferma che il sesso è l’unico fenomeno sacro.

La società normale è contraria al sesso; il Tantra arriva per aiutare l’umanità, per restituire il sesso all’umanità.

Il Tantra è una medicina.

 

tratto da: Osho, The Diamond Sutra

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il sesso può portare all'amore… e oltre

 

Gitama ha studiato psicologia e filosofia all’Università di Francoforte. Conduce da anni gruppi di Terapie Meditative e di Tantra all’Osho Meditation Resort, e in giro per il mondo.

 

 

Il mio “viaggio” con Osho e la sua visione del Tantra sono stati una fonte costante di arricchimento – e cambiamenti – nella mia vita. Tutto ciò che ho scoperto e imparato – e che continuo a imparare – mi è molto utile nella comprensione della polarità maschile/femminile dentro (e fuori) di me e degli altri.

L’approccio di Osho al Tantra è rivoluzionario nella sua comprensione della dinamica fra uomo e donna: ci offre la possibilità di scoprire realmente e di vivere l’amore all’interno delle nostre relazioni intime, realizzando così sia il nostro potenziale che il nostro desiderio più profondo.

Nel mio viaggio ho compreso che l’uomo e la donna non vengono rispettivamente da Marte e da Venere, ma che tutti quanti desideriamo lo stesso amore, la stessa intimità e, naturalmente, del buon sesso. Mi ricordo di quando ho scoperto, nella mia prima storia d’amore con un meditatore, che l’uomo con cui stavo facendo l’amore era contemporaneamente anche un amico: è scomparsa così la mia idea fissa che ‘gli uomini vogliono solo sesso’ e da allora si è aperta una porta su un modo d’amare straordinariamente nuovo.

Nell’incontro con una persona di solito portiamo il peso delle nostre esperienze passate e in una situazione simile tutti i sogni, prima o poi, diventano incubi. Spinti dall’intenso desiderio di un’intima fusione con l’altro, ma senza una giusta comprensione della situazione, finiamo col muoverci in un circolo vizioso di speranze e frustrazioni…

Nel Tantra, invece di perderci nel passato (cercando di risolvere i nostri problemi o focalizzandoci su vecchie ferite), cerchiamo di guarire noi stessi incontrando l’amato con consapevolezza e accettazione del momento. Ho evitato tanti problemi da quando sono riuscita a vedere l’altro non solo come ‘il mio principe azzurro’, ma soprattutto come una persona che ha anche le sue giornate storte e a volte è bisognoso tanto quanto me.

La visione di Osho del Tantra è basata sull’accettazione – non c’è nulla di superiore o inferiore, non c’è giusto né sbagliato, non c’è bene né male. Il Tantra è un percorso di meditazione senza un obiettivo predefinito: per chi medita, il punto fondamentale del relazionarsi è di riuscire a  permettere all’altro di essere lo specchio di ciò che è dentro di noi. Certo, a volte vorrei distruggere quello specchio, e cercarne un altro – un nuovo amore – ma devo ammettere che questo non cambierebbe ciò che di me vedo riflesso.

Lo spostamento graduale dal bisogno all’amore è la base del Tantra di Osho e questo miracolo è possibile solo portando la qualità della meditazione in tutti i nostri incontri e rapporti con il sesso opposto.

Il lavoro dei gruppi di Tantra comprende l’aprire il corpo a una vitalità più intensa, a una maniera più vera di relazionarsi e comunicare; il lasciare andare i sensi di colpa e l’inibizione; il lavorare con i chakra e i corpi sottili; il comprendere le basi delle polarità maschili e femminili dentro di noi. Tutto questo grazie al supporto dalla meditazione che armonizza il flusso dell’energia fra tutti i nostri centri. Il Tantra utilizza il sistema dei chakra, i sette livelli di energia che fluiscono dal basso verso l’alto nel corpo e nello spirito.

Quando una persona è bloccata da condizionamenti e repressioni – o ferita da esperienze del passato – ciò si esprime con una contrazione a livello fisico ma anche mentale ed emotivo, e questa contrazione viene avvertita come blocco in un chakra.

 

L’attrazione e il potenziale dell’incontro maschile/femminile vengono spiegati attraverso la diversa carica energetica nei primi quattro chakra.

Mentre l’uomo, nel primo chakra, ha una carica positiva, attiva, la donna ha una carica negativa, ricettiva. Nel secondo chakra l’energia femminile è positiva e si esprime nel dare mentre è l’uomo a essere ricettivo. A seconda di dove la nostra energia è bloccata, il sesso e l’amore potrebbero non essere in grado di incontrarsi. Ad esempio io ho avuto una grossa rivelazione quando ho capito che se continuavo a spingere in continuazione il mio ragazzo a esprimere e manifestare le sue emozioni, lui correva il rischio di sentirsi ‘violentato’ da un punto di vista emozionale, proprio nello stesso modo in cui una donna si sente ‘violentata’ sessualmente se i suoi tempi naturali non vengono rispettati.

Anche la connessione fra il primo e il quarto chakra, il cuore, gioca un ruolo molto importante. Osho ha creato alcune tecniche di meditazione per riaprire questa connessione in modo che l’energia possa tornare a fluire – visto che molte persone hanno problemi a manifestare o il proprio amore o la propria energia sessuale. Se due persone ricevono, e danno, solamente attraverso il loro centro sessuale, l’incontro rimane solo su un piano lineare. Lo stesso accade se un uomo e una donna si incontrano solo a livello del cuore, escludendo l’energia sessuale. Il Tantra aiuta a far in modo che la connessione avvenga in maniera circolare, includendo il sesso e il cuore, guarendo così la frattura fra amore e sesso. Questo percorso circolare dell’energia ci soddisfa in maniera più completa, dandoci un senso di incontro reale fra uomo e donna.

La mia esperienza – quando conduco gruppi così come nella vita personale – è che la donna ha spesso bisogno di sentire una connessione di cuore per arrivare a un feeling sessuale. L’esperienza per l’uomo può cominciare invece con un’attrazione sessuale che, se accettata e riconosciuta, può portare all’apertura del cuore. Il comprendere che l’energia può nascere in due punti diversi, aiuta noi donne a non essere troppo precipitose nel pensare che gli uomini vogliano soltanto il nostro corpo.

 

Nella visione di Osho del Tantra gli approcci sono molteplici:

 

L’esplorazione dell’uomo/della donna interiori

Il lavoro di Unio Mystica (Uomo interiore/Donna interiore) è basato sul fatto che ogni essere umano è in realtà mezzo uomo e mezza donna. In un uomo la parte femminile è nascosta nell’inconscio e in una donna sono le qualità maschili a essere nascoste. Fino al momento in cui non raggiungeremo l’armonia tra queste due polarità, ogni relazione esterna rifletterà i nostri conflitti interiori.

In questo lavoro troviamo una grande ricchezza: i risultati a volte sono veramente sconvolgenti quando le persone cominciano a esplorare qualità che non avevano mai immaginato di possedere…

Una volta compresi i modelli di relazione si può cambiare il comportamento, aprendoci all’amore e alla libertà. Per me è un’opportunità incredibile quando, durante un litigio con il mio amato, mi fermo un momento e mi chiedo cosa sta succedendo nella mia dinamica fra uomo e donna interiori. Spesso capisco che sto cercando di risolvere un conflitto con l’uomo esterno, quando di fatto il conflitto è scoppiato all’interno… e a questo punto anche averla vinta con il mio compagno non risolverebbe il problema.

 

Il gioco con l’energia tantrica

Un altro aspetto del lavoro è quello di giocare con l’energia tantrica, aprendoci a dimensioni estatiche. Qui utilizziamo il rilassamento, la connessione con le nostre radici e l’espansione dell’energia. Attraverso il movimento, il respiro e tecniche focalizzate sull’energia tantrica, usiamo il corpo come porta per andare più a fondo nella nostra gioia e nel piacere. La meditazione è una parte fondamentale di questo percorso.

 

Il lavoro di coppia

Parte del lavoro tantrico è quello fatto in coppie, e che offre a compagni intimi un’opportunità di condividere un’esperienza che aggiunge profondità alla scoperta di se stessi attraverso l’altro.

 

Il diventare amici… e non solo amanti

Altre tecniche esplorano vari modi di diventare amici con il nostro amore: di riuscire a mostrarsi per quelli che si è, aperti e vulnerabili; di essere responsabili e consapevoli nei momenti di condivisione; di scoprire la comune sensibilità al piacere e all’energia. Imparare l’arte di essere soli insieme, come meditatori… mentre ci si aiuta l’un l’altro e ci si incontra gioiosamente nel presente.

 

Gitama

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Una donna ama essere guardata

Uno spazio sicuro in cui fiorire e rilassarsi sotto lo sguardo dell’amante.

 

 

Ho sentito Osho dire che la donna ha bisogno di essere guardata e l’uomo di guardare. Questa meditazione soddisfa entrambi questi bisogni in maniera molto diretta e consapevole: secondo me è un grande sollievo lasciare che questi bisogni si esprimano.

È anche una meditazione molto misteriosa. Esito a parlarne – la sua bellezza è quasi al di là delle parole.

Posso solo condividere una parte della mia esperienza… Ricorderò sempre una cosa molto profonda che mi è successa in un gruppo di danza: la musica era meravigliosa, la danza era al massimo, estatica; i miei capelli ondeggiavano nell’aria in grandi archi, i miei piedi sembravano volare, il mio corpo era come una foglia nel vento della musica. Il mio petto vibrava di gioia. E improvvisamente mi è apparsa nella mente l’immagine di un uomo che mi osservava mentre danzavo. La danza diventò ancora più intensa! Un altro uomo apparve al fianco del primo. La danza divenne frenetica! Un intero cerchio di uomini era lì, tutti intorno a me. Sentivo i loro occhi, il loro sguardo penetrare il mio corpo. Era meraviglioso! Mi sentivo trasportata dal loro sguardo… nella più profonda e selvaggia delle estasi. Per un attimo una parte di me iniziò a dire: “Non va bene, dovresti bastare a te stessa! Non dovresti avere bisogno di essere guardata”. Ma la verità di quell’esperienza era così forte che quella voce dovette farsi da parte. Da quel momento, da qualche parte dentro di me, ho dato il benvenuto e ho accettato i bisogni di questa donna.

C’è un altro aspetto, altrettanto importante, in questa meditazione: una donna che ama essere guardata, non

 

mente vuole essere ‘presa d’assalto’.

Questa meditazione le offre uno spazio sicuro in cui fiorire e rilassarsi sotto lo sguardo dell’amante, senza il timore di tutto ciò che potrebbe emergere se lui la toccasse: per la donna, il tocco è spesso troppo immediato, troppo affrettato… troppo! Quando è solo il suo sguardo a toccarla, l’uomo non si focalizza su un solo punto, ma ha ben 40 minuti per lasciare che il suo sguardo la sfiori, la accarezzi, vaghi su di lei. È come se lui diventasse consapevole dell’aura di lei, senza però voler fare qualcosa… e questo permette a lei di espandersi. Usando la sua capacità ‘aggressiva’ attraverso gli occhi, alla fine lui diventa più ricettivo e la donna – a cui viene permesso di rilassarsi senza la paura del sesso immediato, sentendosi nel contempo apprezzata, vista – diventa stranamente più coraggiosa e aperta.

Questa meditazione serve come una specie di equalizzatore.

Quando l’ho sperimentata per la prima volta, il mio amante è diventato molto tranquillo, per niente attivo ed io ero sorprendentemente pronta a incontrarlo. Naturalmente per ogni coppia è diverso. Io ho fatto questa meditazione con persone diverse nel corso degli anni e ognuno di loro ha reagito in maniera differente. Per alcuni è stato spesso difficile non fare nulla, non essere attivi. Ma l’osservare questa difficoltà ha contribuito ad approfondire lo spazio di meditazione.

Ricordo queste esperienze come cose molto preziose – molto soddisfacenti e allo stesso tempo meravigliosamente tranquillizzanti. Spesso i primi minuti, quando faccio l’amore, sono per me una specie di corsa per mettermi alla pari con la libido maschile - una cosa che mi mette a disagio.

Ma provate e osservate cosa succede! Questa meditazione, descritta a pag. 46, è un’opportunità per un uomo di essere consapevolmente uomo... e per una donna, di essere consapevolmente donna. È bello!

Un suggerimento: ho sentito Osho dire di non farla mai, dico mai, all’incontrario. La donna non deve guardare l’uomo.

Madhuri

 

 

 

Fissando la dea

Una meditazione di coppia di grande semplicità e bellezza.

 

 

Prepara il tuo spazio tantrico: musica, candele, cuscini. Assicurati di non essere interrotto o disturbato per almeno un’ora e mezzo (la meditazione di fatto dura un’ora, ma c’è bisogno di tempo per dare spazio a quanto potrebbe succedere dopo e comunque per evitare un ‘ritorno’ troppo brusco). Punta la sveglia su 40 minuti e poi mettila sotto un cuscino in modo da non sentirne il ticchettio.

La donna si spoglia e si siede, nuda, adagiata contro i cuscini, nella posizione che preferisce, a occhi chiusi. Rimarranno chiusi per tutti i 40 minuti della prima fase. L’uomo siede a circa due metri di distanza: una sedia ai piedi del letto è l’ideale. I suoi occhi sono aperti e rimarranno aperti fino alla fine della prima fase. Fa partire la musica e poi inizia a fissare la donna - per i 40 minuti seguenti.

Solo guardare.

Qualsiasi cosa gli succeda, l’uomo la osserva – ne è testimone – mentre continua a fissare la donna. (In nessun caso l’uomo si può avvicinare o toccarla!). Lei è seduta e si lascia guardare. Qualsiasi cosa le succeda, lei la ‘osserva’.

Dopo 40 minuti la sveglia suona. L’uomo la spegne. Poi può raggiungere la donna e stendersi al suo fianco. A questo punto non c’è niente che dovrebbe succedere… o non succedere. Si permette all’energia di esprimersi – o non esprimersi – seguendo ciò che accade.

L’uomo e la donna rimangono distesi vicini per almeno 20 minuti, qualunque cosa stia succedendo.

 

Tutto qui!

 

Si consiglia di fare questa meditazione per almeno sette volte. (Se ve la sentite, anche ventuno volte).

 

 

Quando fai l’amore con un uomo o con una donna, il punto dell’orgasmo è il punto del nulla. L’uomo e la donna non sono più separati: la separazione è polarità. Quando il “sì”

e il “no” si incontrano, quando gli opposti si incontrano e non sono più opposti, quando entrano uno nell’altro e si dissolvono uno nell’altro, accade l’orgasmo:

l’orgasmo è l’incontro del ‘sì’ e del ‘no’.

La sincronicità del ‘sì’ e del ‘no’ è il segreto del vuoto,

del nulla, del nirvana.

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Non fermarti là fuori

 

L’amore senza meditazione è cieco,

l’amore senza meditazione è una notte buia.

Si brancola nell’oscurità, si inciampa.

Ci si fa male e si fa male agli altri.

E, dato che l’amore senza meditazione è cieco,

diventa anche frustrante.

Poiché è cieco non può librarsi molto in alto:

rimane a terra, striscia come un verme.

Ha paura di elevarsi.

 

 

Osho, perché hai detto che anche se si riesce a trasformare l’energia sessuale in spiritualità, la relazione con l’amato non sarà totalmente appagante?

 

Certo, non sarà appagante neppure allora. Anzi, creerà in te lo scontento più grande che tu abbia mai avvertito, perché ti renderà consapevole di quanto è possibile. Ti renderà consapevole della grandiosità di un momento di unità orgasmica, di trasmutazione spirituale. Ma rimarrà solo l’esperienza di un momento. Con ciò che è esterno, niente può diventare permanente. E quando il momento sarà svanito, più alto è stato il picco e più profonda sarà la valle; ricadrai di nuovo nell’oscurità della valle.

Ma diverrai consapevole di una cosa: se l’energia maschile e femminile possono incontrarsi in uno spazio non-temporale, allora ci sarà appagamento eterno.

Come arrivarci? La scienza del Tantra è nata da questa domanda.

Non ci si può arrivare con un amato esteriore, e non ci si può arrivare senza un amato esteriore, ricorda anche questo, perché il primo assaggio avviene con l’amato esteriore. È solo un assaggio, però ti offre la nuova visione che dentro di te, in profondità, sono presenti entrambe le energie, maschile e femminile.

Quando ne diventi consapevole ha inizio un nuovo lavoro: la tua donna interiore e il tuo uomo interiore possono incontrarsi, e quell’incontro può durare in eterno. Non hai bisogno di ritornare indietro da quella vetta. Ma il primo assaggio ti arriva dall’esterno. Perciò il Tantra usa la donna esteriore, l’uomo esteriore, come parte del lavoro interiore.

Quando arrivi alla consapevolezza della presenza di una donna dentro di te o di un uomo dentro di te, allora il lavoro assume una qualità totalmente nuova, inizia a muoversi in una nuova dimensione. Ora l’incontro deve accadere interiormente; devi permettere alla tua donna e al tuo uomo di incontrarsi dentro di te.

Con l’amante esteriore, la fusione sarà solo momentanea. Prima riconosci che il picco è possibile, e poi sii grato alla donna o all’uomo che te lo ha fatto vedere. Il Tantra considera la donna come una dea e l’uomo come un dio. Ogni donna che ti aiuta a cogliere questa visione è una dea, ogni uomo che ti aiuta a cogliere questa visione è un dio. L’amore diventa sacro, perché ti dà il primo assaggio del divino. A quel punto ha inizio il lavoro interiore. Hai lavorato all’esterno, ora devi lavorare all’interno. L’inizio deve sempre essere l’esterno: noi siamo lì, perciò dobbiamo cominciare dal punto in cui siamo e poi muoverci verso l’interno.

tratto da: Osho,

Il mal d’amore NSC ed.

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IL VERO & IL FALSO

 

 

Nella vita di tutti i giorni è facile trovare qualcosa che possiamo identificare immediatamente come falso ed è anche facile dare per scontato che in certi momenti siamo assolutamente reali. Il cammino sul sentiero della meditazione ci porta a buttar per aria l’intero nostro sistema; guardando più da vicino le cose, i confini tra falso e reale sembrano così labili che sorgono dubbi di ogni sorta.

 

In te tutto è falso. Il falso e il vero non possono vivere mescolati insieme. Non c’è possibilità di compromesso; o sei vero o sei falso.

La tua personalità è falsa nel suo complesso perché ti è stata data, non è cresciuta dall’interno. Assomiglia ai fiori di plastica; puoi metterli sulla pianta di rose, ma non faranno parte della pianta e non potranno essere nutriti dalla pianta, però qualcuno può venirne ingannato.

C’è questo di strano, che il falso è più duraturo del reale. Il reale è come un fiume, in continua trasformazione. Le primavere vanno e vengono, e nulla resta uguale. Ma il fiore di plastica, il fiore finto, è permanente; che la primavera venga o no, non ha importanza. Non è vivo, è morto. A causa di questa stranezza l’umanità ha preso a dipendere più dal falso, perché è più affidabile – domani sarà ancora lo stesso.

Il reale è imprevedibile.

Si può dire una cosa con certezza rispetto al reale, e cioè che domani non sarà lo stesso. Dovrà essere diverso, perché tutto ciò che è vivo continua a cambiare.

Mi chiedi: “Cosa c’è di falso in me?” La tua domanda implica che ci sia in te anche qualcosa di reale. Ma per quanto ti riguarda, è tutto falso; e quando il falso scompare, scompari anche tu. Il reale non ha ego, nessuna sensazione di un Io. Il reale è pura essenza. Esiste, in tutta la sua gloria, nel suo fascino a 24 carati, nella sua bellezza sempre eterna. Ma è così vasto che non ti permette di dire: “Sono io”. È dio, è esistenza, è la realtà stessa.

Tu sei il simbolo del falso. Osserva la tua personalità; proviene completamente dal modo in cui sei stato allevato: dalla tua formazione, dalla disciplina, dall’educazione che hai ricevuto.

Non ti è stato permesso di essere naturale per il semplice motivo che la natura non è affidabile. La natura non dà garanzie e nemmeno sicurezze. Per questo motivo qualsiasi società, ancora prima che il bambino cominci a scoprire chi è, inizia a imporre una maschera falsa sul suo volto originario, dandogli un nome, attribuendogli delle qualità… E il bambino è così vulnerabile e così dipendente da te che per lui è quasi impossibile ribellarsi. Diventa un semplice imitatore; impara tutto ciò che tu vuoi che impari.

Gli insegni a essere obbediente; gli insegni a essere buono, secondo la tua definizione di bontà. Gli insegni a essere religioso; a seconda di qual è la tua religione, fai di lui un cristiano o un indù o un musulmano. E il povero bambino viene ricoperto da uno strato dopo l’altro di falsità.

Ti sei mai chiesto se il tuo essere cristiano o ebreo o indù è una tua scelta? È stata una tua scoperta? Hai mai dato un’occhiata al motivo per cui sei un cristiano? Solo per via della circostanza casuale di essere nato da due persone che erano cristiane. Ma anche loro erano cristiani per caso, proprio come te. Un fatto casuale dà origine a un altro fatto casuale. Essere cristiano non è una loro scoperta, come non è la tua. E come può essere reale una religione che non è stata una tua scoperta? Come può diventare un canto del tuo cuore? Come può trasformarti?

Ecco perché il mondo intero si proclama religioso, eppure non esiste alcuna religiosità. Qualcuno è musulmano, qualcuno è giainista o buddista, tutti quanti… tranne la mia gente, che cerca di scoprire chi è. Il fatto sorprendente è che, quando veramente cerchi, non scopri mai di essere cristiano o indù o musulmano.

Se cerchi, scopri che sei parte di dio. Sei divino – e allora chi si preoccupa di essere cristiano, indù o musulmano? Sei arrivato alla sorgente della religiosità. Non appartieni ad alcuna religione organizzata e la religiosità che trovi è vera, autentica. Apparirà chiaramente nelle tue azioni, nei tuoi occhi, nelle tue relazioni con gli altri, nel modo in cui rispondi alle situazioni.

Non andrai in chiesa, al tempio, nella moschea o nella sinagoga: hai trovato il tempio reale di dio dentro di te. Quando vorrai andare al tempio, non dovrai fare altro che chiudere gli occhi e rimanere in silenzio. In quel silenzio inizierai a cadere sempre più in profondità… fino ad arrivare proprio al tuo centro. Questo è anche il centro di tutto l’universo. Siamo diversi solo alla periferia: al centro tutte le differenze si sciolgono, e resta solo l’estasi.

Questa è una cosa fondamentale da ricordare: non puoi essere un po’ falso e un po’ vero. Proprio come accade qui, se c’è luce non è possibile che metà della sala sia illuminata e metà rimanga al buio; o è tutto al buio, o è tutto splendente di luci. Non ci può essere coesistenza tra la luce e il buio, come non ci può essere coesistenza tra il reale e il falso.

 

Un irlandese viene condannato a ricevere quaranta frustate, ma più viene frustato e più ride. “Perché ridi così?” gli domandano. “Voi non capite” dice lui, fra incontrollabili risate “state frustando l’uomo sbagliato.”

 

Tu stai ‘vivendo’ l’uomo sbagliato. Persino quando ami, nei momenti più preziosi, ci sono quattro persone, non due. Le due persone reali rimangono nascoste, mentre le due false fanno l’amore. E quelle due false non sono assolutamente in grado di amare: come può l’amore nascere dalla falsità? È per questo che l’amore ti dà tanta speranza, ma anche una frustrazione mille volte più grande. Ma il problema è così profondo… Continui a cambiare partner, ma di sicuro la stessa storia si ripeterà con ognuno di loro.

Persino un uomo come Sartre fa lo stesso sbaglio: dice che l’altro è l’inferno. L’altro non è l’inferno, ma questa sua definizione ha un certo significato. Tu non incontri mai l’altro reale, incontri solo il falso. Il falso possiede la qualità di farti grandi promesse, ma poi non le mantiene mai.

È come la tua falsa personalità: continua a fare promesse ma non le mantiene mai. E le persone che sono con te, sono nella stessa situazione. Anche loro continuano a fare promesse, perché il falso è molto eloquente quando si tratta di promettere, ma è del tutto incapace di dare qualcosa.

Tra due persone vere le promesse non servono. Le persone vere traboccano di gioia, di estasi. Prima ancora di chiedere, ricevi; prima ancora di bussare, le porte vengono aperte; prima di cercare, hai già trovato.

Questa è la qualità del reale. Lo scopo della ricerca è eliminare il falso – che non ti appartiene – e scoprire ciò che hai portato con te dal grembo stesso dell’esistenza. Il grembo di tua madre era solo un simbolo del grembo esistenziale.

La scoperta di se stessi nella propria totalità e realtà è così ricca di estasi, così eterna che non puoi nemmeno immaginare un’estasi, una benedizione più grande. Il desiderio di avere di più svanisce, perché non puoi nemmeno concepire che qualcosa di più sia possibile. Il falso continua a chiedere di più. Non dà nulla e non riceve nulla: è un mendicante. Il vero è un imperatore.

Quindi ricorda che tutto ciò che sei ora è solo uno spesso strato di falsità – che ti avvolge completamente: sei falso nei pensieri, nelle emozioni, nelle azioni. Tu non ne sei responsabile perché sei stato ‘preparato’: educato e disciplinato con grande abilità. Quasi un terzo della vita di un uomo viene sprecato nel farlo diventare una persona falsa. Ma puoi lasciare andare tutto questo in un solo secondo, o in una frazione di secondo, semplicemente comprendendo che è una cosa presa in prestito da altri. “Me l’hanno data loro, non è la mia natura intrinseca.” Lasciala andare! Ci sarà un po’ di paura, perché scompariranno anche la tua sicurezza, la tua rispettabilità. Ma arriverà qualcosa di molto meglio: la tua autenticità, che ti darà uno straordinario senso di realizzazione. Questa realizzazione è l’unico modo per arrivare a comprendere l’immenso significato della vita. Quindi osserva con attenzione. Lascia andare tutto ciò che scopri essere preso a prestito. Quando diventi vuoto, privo di tutto ciò che non ti appartiene, sarai la luce del mondo, una luce per te stesso e per gli altri.

 

 tratto da: Osho, The Razor’s Edge #27

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UN LIBRO DA VIVERE

 

 

LO SPLENDORE DELL'ESSERE

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NEWS SERVICES CORPORATION

Pagine 272 - Lire 32.000

 

 

un sogno difficile: L’uomo ha perso il coraggio. Ora i suoi sogni sono esili e molto mondani: non sogna più la trascendenza. Ricorda: se smetti di sognare la trascendenza, vivrai una vita priva di significato. Il significato della vita sorge solo dal contatto con la trascendenza. Il significato della vita sorge solo quando fai parte di un Tutto, quando fai parte di qualcosa di più elevato, più grande di te… Sognate il sogno impossibile. In principio vi sembrerà quasi assurdo – sembra assurdo – ma, se sarà sufficientemente forte, vi trasformerà.

 

La paura del cristianesimo: Il cristianesimo è sempre stato contrario al lavoro esoterico, ha sempre avuto paura dei mistici, perché sono persone pericolose: portano la verità nel mondo e, quando consegnano la verità alla gente, nessuno si interessa più ai riti, a quei riti impotenti. Chi mai si interesserebbe ancora alla Chiesa?

 

un grande sforzo: Devi partire dall’ovvio, fino a raggiungere il profondo. Cos’è l’ovvio? L’ovvio è il tuo ininterrotto processo di pensiero. E cos’è il profondo? è lo stato di assenza di pensiero. Cosa è grossolano? Tutto il contenuto della mente è grossolano.E cosa è sottile? Uno stato di assenza di contenuto nella mente. Devi avanzare incessantemente. All’inizio è necessario che tu faccia un grande sforzo. All’inizio è necessario che ti dedichi completamente a questo lavoro, solo così arriverà l’istante estatico, allorché la meditazione non ti costerà più alcuna fatica.

 

UN PESO INUTILE: Quando un maestro muore, la luce della sua sacra scrittura si spegne. Ma gli uomini continuano a portare con sé le sacre scritture e a credere in esse, sperando che la loro vita rimanga colma di luce, solo perché portano con sé un messaggio di un grande maestro. Quel messaggio non è altro che un cumulo di parole, non è altro che un peso inutile. Se sparissero dal mondo tutte le sacre scritture, ogni uomo potrebbe diventare più attento, più vigile e potrebbe cominciare a ricercare da solo la sorgente della luce.

 

guru e psicoanalisti: Se una persona è in grado di far circolare la luce dentro se stessa, non cadrà mai preda di nessun tipo di nevrosi. Potrà ascoltare, potrà aiutare, ma rimarrà intatta, integra. La circolazione interiore della luce la manterrà pulita, la purificherà. Sarà una persona sacra.

Questa è la differenza tra un guru e uno psicoanalista. Solo un guru può essere un vero terapista. Solo una persona che abbia raggiunto la propria interezza può aiutare realmente gli altri.

 

al ladro!: I buddhisti suggeriscono: “Quando in te sorge un pensiero, devi dire: ‘Pensiero, pensiero!’, così ne diventi consapevole”. Proprio come, quando un ladro entra in casa tua gridi: “Al ladro, al ladro!” e tutti diventano vigili, devi dire: “Pensiero, pensiero”, così diventi consapevole, stai all’erta. è entrato un ladro. Osserva ciò che sta facendo.

 

MEDITAZIONE NATURALE: In passato l’uomo era naturalmente meditativo. Allora la vita non era complicata e tutti avevano tempo sufficiente per stare seduti senza fare niente, oppure guardavano le stelle, osservavano gli alberi o ascoltavano il canto degli uccelli. La gente aveva intervalli di passività profonda e, in quei momenti, l’uomo acquistava salute e integrità, in un crescendo costante.

 

la mente moderna: La mente moderna è realmente sovraccarica e non ti viene concesso il tempo necessario per digerire ciò che apprendi, per assimilarlo nel tuo essere. Ecco dove interviene la meditazione, ed ecco perché diventa più significativa che mai: se non date alla mente il tempo di riposare in meditazione, è come se reprimeste tutti i messaggi che vi si riversano continuamente. Vi rifiutate di imparare: dite che non avete il tempo di farlo. In questo caso i messaggi cominciano ad accumularsi.

 

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