2 DOVE MEDITARE
I centri di meditazione di Osho
regione per regione e altri indirizzi.
6 LE NOTIZIE
Speciale da Israele:
Un problema che si poteva evitare
10 LA MAPPA
Istinto, intelletto,
intuizione
L'istinto ti
fa fare delle cose, anche contro la tua volontà.
L'intelletto
ti fa scoprire come fare una cosa o come non farla. L'intuizione ti guida verso
te stesso.
14 SPECIALE
CONDIZIONAMENTI
• Sono i condizionamenti,
stupido!
Un viaggio
attraverso i condizionamenti per mettere in discussione tutto ciò che abbiamo
accumulato, sia a livello individuale che a quello della società nel suo
complesso.
32 INCONTRI
Non solo una
comune, ma anche un'università di vita.
34 IL CORPO
• Se sei felice,
mangi di meno!
• Come NON usiamo
i nostri sensi
• L'arte di fare
amicizia con se stessi
• Diventa consapevole
del cuore
Il corpo è
uno specchio dei condizionamenti della mente ma anche un patrimonio di saggezza
da ascoltare.
44 L'AMORE
• Il sesso può
portare all'amore e oltre
• Una donna ama
essere guardata
Una volta
compresi i modelli di r /azione si può cambiare il comporta mento, aprendoci
all'amore.
48 IL
RICERCATORE
Il cammino
sul sentiero della meditazione ci porta a buttar per aria l'intero sistema di
cosa è falso e cosa è reale .
50 TUTTE LE STELLE
Il tuo oroscopo di novembre
52 LA VETRINA
Tutti i libri di Osho in
italiano, i video di Osho, le musiche per la
meditazione e il rilassamento.
60 UN LIBRO
DA VIVERE
2ª parte dei
discorsi sul "Segreto del Fiore d'Oro".
OSHOTIMES INTERNATIONAL
Copyright© 2000 OSHO INTERNATIONAL FOUNDATION
Tutti i diritti riservati OSHO® è un marchio registrato di proprietà della Osho
International Foundation,
usato con il suo permesso.
osho
e... pippo franco
insieme – un’accoppiata a prima
vista improbabile – nel libro “Pensieri per vivere” (Ed.
Mediterranee) del famoso comico e
cabarettista. Dopo anni di una carriera (ha debuttato nel 1964 e conta
più di una ventina di film al suo attivo) mirata esclusivamente a farci ridere, ora Pippo Franco ha deciso di farci
anche riflettere, e ci racconta il suo percorso di ricerca interiore, fra le
cui tappe Osho ha un posto importante. Un
percorso verso la “conoscenza del sé e un traguardo di guarigione che si
affaccia su un’esistenza libera e gioiosa”.
Di una semplice, pulita
bellezza sono alcuni suoi versi – “... fermati, è arrivato il presente” – che
chiudono il libretto.
Bello sapere che anche personaggi
famosi e professionalmente affermati – apparentemente appagati da un successo
del tutto esteriore – sentono l'esigenza
di guardarsi dentro, come Osho continua a ripetere, per trovare un
significato più profondo nella vita.
Dall'Italia
Concluso il festival di Soleluna,
tenutosi in Umbria l’estate scorsa, gli organizzatori ci scrivono le loro
impressioni:
“Sono stati quindici giorni
meravigliosi, in un clima caldo e ventilato, giorni nei quali la meditazione
e la natura hanno primeggiato.
Aneesha e Buddhen
hanno portato da Pune le musiche di Osho creando un’energia vibrante e intensa; l’Osho Celebration ci ha visti numerosi danzare e meditare
nei suggestivi Evening Satsang
all’aperto. Il Ritiro Sciamanico, guidato da Apurva e Shaida, si è svolto a contatto
con Madre Terra e Padre Cielo, tra i sussurri del vento e sotto un cielo che
solo nella Foresta Amazzonica avevamo visto così stellato.
Notevole successo ha riscontrato
il programma Meditazione e Vacanze: è stato toccante osservare come da un
tuffo in piscina la gente passava silenziosa e presente all’appuntamento serale
della Kundalini.
Il lavoro organizzativo d’equìpe è stata l’ennesima
opportunità di confronto e crescita personale, ci siamo sperimentati
nella capacità di stimolare nuove risorse e di sentirci gratificati proprio
dall’essere insieme, ancora una volta, nel creare qualcosa che ci appassiona
e ci nutre. Tutti i partecipanti hanno sinceramente apprezzato le attività
offerte e ancora adesso continuiamo a ricevere risposte positive e ringraziamenti.
Che altro dire? Arrivederci al prossimo agosto!”.
Un problema che si poteva evitare
Nel
1987 lo scrittore americano Tom Robbins rivolse a Osho una
domanda sull’eterno conflitto arabo-israeliano. Osho
rispose con una lettera apparsa sul Rajneesh Times International di allora,
mai pubblicata in un libro. Questa lettera, a parte alcune osservazioni contingenti,
offre un punto di vista ancora sorprendentemente molto attuale, oltre che
estremamente originale nel pur vasto panorama della trattatistica
sull’argomento.
Riflettere
su questo conflitto è sempre importante visto anche che molta dell’impopolarità
dell’America presso il mondo islamico deriva proprio dalla sua politica
rispetto a Israele.
Com’è noto,
la seconda intifada, cominciata un anno fa, ha preso
avvio da una contesa legata al possesso della spianata delle moschee a
Gerusalemme, dove sorge la Cupola della Roccia. Ed è proprio dalla descrizione
di questo luogo che Osho comincia la sua analisi della situazione medio -
orientale...
Osho, puoi
parlare per favore della storia del conflitto arabo-israeliano e delle sue
ripercussioni sul presente e sul futuro?
Tom Robbins,
la religione in sé, in quanto tale, è responsabile di tutta l’infelicità umana.
Non è solo l’oppio dei popoli, ma anche il veleno, il cancro dell’anima, la
sorgente di tutte le violenze, gli assassini, gli stupri e le guerre.
Tuttavia quando dico “religione” non mi riferisco
alla religiosità. Tra le due realtà faccio una distinzione netta, categorica.
La religiosità è una necessità assoluta e un nutrimento per lo sviluppo umano.
È la fioritura suprema dell’uomo, il suo amore giunto al livello più puro, la
sua verità che tocca le cime più elevate. Non è possibile fare a meno della
religiosità, e a causa di questa necessità imprescindibile, i preti, i politici
e tutti gli altri interessi consolidati hanno creato le religioni organizzate.
La religione organizzata è semplicemente politica, e non solo: è la politica
nella sua forma peggiore, perché è anche ipocrisia.
L’umanità conoscerà la pace solo quando tutte le
religioni si saranno dissolte in una religiosità limpida e flessibile, in una
semplice qualità, senza alcuna organizzazione, alcun salvatore, alcun dio.
L’uomo sarà solo nella sua individualità e consapevolezza, e vivrà una vita
fatta di amore e libertà, senza distinzioni di razza, colore o nazione.
Io concepisco un mondo senza nazioni né religioni;
semplicemente una sola umanità. Senza di ciò, le antiche violenze e le stupide
guerre continueranno ad andare avanti.
Nel caso particolare del conflitto
arabo-israeliano, la cosa più importante da notare è che, sin dall’inizio, gli
ebrei hanno dichiarato qualcosa di profondamente stupido: di essere il popolo
prediletto dal Signore. Questo ha condotto a tutte le loro sofferenze per quasi
quattromila anni; ma essi continuano a restare saldamente attaccati a questa
credenza. Ovviamente ciò entra in conflitto con le altre religioni, perché
anch’esse hanno pretese simili. Gli indù pensano di essere una specie più
elevata di tutti gli altri esseri umani; solo i loro Veda sono libri sacri.
I cristiani ritengono che Gesù
sia il solo figlio di Dio e che la loro religione sia l’unica autentica. I
musulmani seguono lo stesso schema: il Corano diventa l’unica sacra scrittura,
Maometto il solo e ultimo profeta di Dio. Tutte queste idee sono basate su un
egoismo superstizioso.
Dio stesso non è altro che un’ipotesi, senza
alcuna prova né dimostrazione. E le ipotesi non producono figli, né inviano
messaggeri o scrivono libri sacri.
Voglio portare la tua attenzione alla radice
stessa del problema. Dio e l’uomo non possono convivere in pace. Se esiste un Dio,
l’uomo vivrà nel conflitto, nella schiavitù, in ogni sorta di attività barbara.
Dio è il nemico dell’uomo. Una volta eliminato
Dio, tutti i profeti, i salvatori e gli avatara
moriranno da sé. La morte di Dio è assolutamente necessaria affinché l’uomo viva
in pace sulla terra.
Il conflitto arabo-israeliano ha una lunga, triste
storia. Cominciò dapprima tra gli ebrei che si erano stabiliti in varie città
arabe e i cristiani. Gli arabi, a quell’epoca, non
erano altro che nomadi senza religione organizzata. Quattordici secoli fa
Maometto si dichiarò l’ultimo profeta di Dio e creò una nuova religione,
l’Islam. A quel punto il conflitto si trasformò in un triangolo. Da un lato vi
erano i residenti ebrei, dall’altro quelli cristiani, dall’altro ancora la grande
maggioranza dei nomadi arabi che si erano convertiti a una nuova religione,
l’Islam.
Maometto fu un politico astuto: accettò Gesù Cristo come uno dei precedenti profeti di Dio. Ciò gli
valse l’amicizia dei cristiani, ed entrambi vessarono e uccisero gli ebrei.
Nel 640 d.C. Omar I, un califfo dell’Islam, eresse
la Cupola della Roccia, nel punto in cui si dice che Maometto si fosse fermato
nel suo cammino verso il paradiso. Questo era lo stesso punto in cui una volta
esisteva il tempio ebraico di Salomone. Tale Cupola della Roccia è stata un
terribile oggetto di contesa. Per i musulmani è un luogo sacro, per gli ebrei è
un luogo sacro, e per i cristiani proprio accanto vi è il luogo in cui Gesù venne crocifisso. Per cui tutto Israele, in
particolare Gerusalemme, divenne un problema.
Molte volte la città è passata sotto il dominio
dei musulmani, molte volte sotto quello dei cristiani, molte volte sotto quello
degli ebrei. La lotta è andata avanti per centinaia di anni; milioni di persone
saranno state uccise. Non esiste altro luogo sulla terra in cui sia stato
versato tanto sangue. Alla fine si risvegliarono gli interessi europei e
vennero aperti dei consolati a Gerusalemme; tutt’intorno
sorsero nuovi insediamenti di inglesi, francesi e tedeschi. Il primo insediamento
ebraico risale al 1882, proveniente dalla Russia.
Nel 1886 Theodor Herzl pubblicò il suo “Der Judenstaat”, auspicando la nascita di uno stato ebraico
autonomo, preferibilmente in Palestina. Il numero di colonie sioniste,
sovvenzionate per lo più dal barone Edmund de Rotschild, crebbe da ventidue nel 1900 a quarantasette nel
1918. Nel 1919 la popolazione della Palestina ammontava a 700.000 unità, delle
quali 568.000 musulmani, 74.000 cristiani e 58.000 ebrei.
Sotto gli inglesi, l’immigrazione ebraica aumentò
rapidamente dopo la prima guerra mondiale, tra l’evidente contrarietà dei
musulmani. Venne stretto un accordo tra Francia e Gran Bretagna per dividere
Palestina, Giordania, Libano e Siria, nonostante un patto con i musulmani
assicurasse loro l’indipendenza dopo la prima guerra mondiale, come ricompensa
per l’appoggio dato alla Gran Bretagna.
Il Trattato di Balfour
del 1917 dichiara: “Il governo di Sua Maestà vede con favore l’insediamento in
Palestina di una casa nazionale per il popolo ebraico, e farà del suo meglio
per facilitare il raggiungimento di questo obiettivo; comprende, tuttavia, che
nulla deve essere fatto per pregiudicare in qualche modo i diritti civili e
religiosi delle esistenti comunità non ebraiche in Palestina, o lo status
politico degli ebrei in qualsiasi altro paese”.
Nel 1925 la popolazione ebraica consisteva di
108.000 unità, mentre nel 1935 di 300.000: in quel solo anno la Germania
nazista provocò l’immigrazione di 61.000 persone. Un rapporto ufficiale della
Gran Bretagna, nel 1937, dichiarava insostenibile il mandato e inconciliabili
gli impegni inglesi verso gli arabi e gli ebrei. Tra il 1922 e il 1939 le terre
degli ebrei erano passate da 148.500 a 383.350 acri, mentre la popolazione
ebraica era passata da 83.790 a 445.457 unità (il 30% della popolazione). Tel
Aviv era una città completamente ebraica di 150.000 persone.
Dopo il 1939 la battaglia politica più importante
fu negli Stati Uniti, dove gli interessi ebraici fecero importanti passi avanti
grazie all’appoggio crescente dei parlamentari americani. Nel 1946 c’erano
678.000 ebrei in Palestina e 1.269.000 arabi. Le Nazioni Unite suggerirono una
spartizione, che venne però avversata dagli arabi; gli ebrei, invece, le
dettero il benvenuto. Questa spartizione, innanzitutto, riconosceva lo stato
ebraico, e poi includeva il 55% della terra palestinese, della quale gli ebrei
possedevano solo l’8%.
Tutto ciò è stato compiuto dai politici americani,
sotto la pressione dei soldi degli ebrei americani. Di fatto, non c’era alcun
motivo razionale per creare uno stato ebraico indipendente. Il paese era stato
musulmano per secoli, e Israele in quanto stato ebraico era semplicemente una
nazione imposta con la forza, per la quale non esisteva alcuna giustificazione
logica.
La mia sensazione è sempre stata che ciò non è
stato fatto in favore degli ebrei. Su questo punto mi distinguo praticamente da
tutti coloro che hanno riflettuto sul problema. Secondo me la creazione di uno
stato ebraico indipendente in mezzo all’oceano degli arabi musulmani è un altro
modo di mettere per sempre nei guai gli ebrei. E gli ebrei hanno accettato la
situazione senza comprendere l’astuzia politica dell’America e della Gran
Bretagna.
Adesso la guerra e lo spargimento di sangue in
Medio Oriente non avranno mai fine. La situazione è tale che la terra è
appartenuta per secoli agli arabi musulmani, mentre per millenni non è mai
esistita al mondo una nazione ebraica. Al presente, Israele è uno stato
artificiale, creato innaturalmente in mezzo agli arabi e ai musulmani. Questi
ultimi non lo tollereranno, e continueranno a lottare.
Israele deve dipendere continuamente dall’aiuto
americano. Posso prevedere che il destino di Israele sarà lo stesso dell’Iran:
quando l’appoggio americano cesserà, Israele scomparirà. Ed è impossibile
continuare a sostenere Israele per sempre.
Ma ora è sorto un nuovo problema: esistono guerre
civili interne in Israele. Israele stesso è diviso in tre parti: i vecchi
israeliani che vi vivono da secoli, gli ebrei che arrivano dall’Europa e gli
ebrei che arrivano dall’America. I vecchi ebrei che hanno vissuto per secoli in Israele adesso sobillano assassinî
e disordini: vogliono che gli ebrei americani ed europei tornino a casa, perché
gli ebrei europei, e soprattutto quelli americani, non seguono più le
tradizioni. E gli ebrei che hanno vissuto a lungo in Israele, sebbene non
detengano il potere, si aggrappano ancora alle antiche tradizioni.
Per cui Israele è in una situazione molto strana:
è impegnato in una lotta intestina, ma è anche in guerra – da tutti i lati –
contro i musulmani.
Si dice che Adolf Hitler abbia ucciso sei milioni di ebrei. La mia opinione è
che ciò che l’America e la Gran Bretagna hanno fatto creando Israele sarà più
distruttivo di ciò che ha compiuto Adolf Hitler. E ciò viene fatto con tanta astuzia diplomatica che
gli ebrei credono che venga operato in loro favore.
Se l’America desidera davvero che i poveri ebrei
abbiano uno stato indipendente, il mio suggerimento è l’Oregon: non ha
popolazione, l’avrebbero dovuto donare agli ebrei come un nuovo Israele. Questo
sarebbe stato generoso e umano; invece ciò che è stato fatto è assolutamente
orribile. Distruggerà gli ebrei in generale, e distruggerà gli ebrei americani,
in quanto essi devono fornire tutti i soldi. È uno splendido gioco politico,
nel quale due nazioni cristiane – l’America e la Gran Bretagna – si stanno
vendicando in modo così raffinato che nessuno riesce nemmeno a immaginarlo. Ma
resta un atto di vendetta.
Ciò è chiarissimo, perché il Vaticano non ha
ancora riconosciuto Israele come una nazione indipendente. L’atteggiamento del
Vaticano verso Israele rivela il vero volto dei politici americani e inglesi. È
una strategia cristiana per distruggere gli ebrei, in quanto loro hanno
crocefisso Gesù.
È tanto assurdo quanto il pensare che tutta
l’umanità sia colpevole perché Adamo ed Eva hanno disobbedito a Dio. Duemila
anni fa in un piccolo paese, la Giudea, un giovane falegname nacque come ebreo,
visse come ebreo, morì come ebreo; non predicava una nuova religione né aveva mai
udito la parole “Cristo” o “cristiano”, e venne ucciso dai suoi contemporanei.
Ebbene, vendicarsi di ciò non ha alcun significato. Ma questa vendetta è andata
avanti per duemila anni, senza interruzioni. Per la crocefissione
di un uomo solo, milioni di ebrei sono stati crocefissi. E la loro crocefissione finale è Israele: la creazione di uno stato
indipendente per gli ebrei. È qualcosa che va compreso da tutti gli studenti di
diplomazia e di politica. Possono fare i giochi più atroci, cose che tu non
sogneresti neppure.
Il mio consiglio è che
Israele si trasferisca nell’Oregon. Sono pronto a donare la nostra proprietà in
Oregon come un primo segno di amore e pace verso Israele: lasciamo che il
Rancho Rajneesh sia la capitale del nuovo Israele. E
lo concederemo senza alcuna spesa: è un puro dono di amicizia. Israele può
possedere tutta la proprietà.
Istinto, intelletto, intuizione
LA SCALA CHE
TI PORTA DALL’ANIMALE ALL’UMANO.
CONTINUA
L’ESPLORAZIONE DELLE MAPPE INTERIORI
L’intuizione è il gradino più alto della scala, la
scala della consapevolezza. Questa può essere divisa in tre parti: la più
bassa, la prima, è l’istinto; la seconda, quella di mezzo, è l’intelletto; e la
terza, la più alta, è l’intuizione.
Tutte contengono un ‘in’.
Significa che sono qualità innate. Non puoi impararle, non è possibile farle
crescere grazie a un aiuto esterno.
L’istinto è il mondo degli
animali – tutto è istinto. Anche se a volte puoi vederci delle indicazioni di
altri elementi, è solo una tua proiezione. Ad esempio, puoi vedere l’amore
negli animali – la madre che si prende cura dei suoi figli con molto amore, con
grande attenzione – e pensi che non è solo istinto, ma qualcosa di più elevato,
non solo un fatto biologico. Ma non è un fatto più elevato, è solo biologico.
La madre agisce come un robot nelle mani della natura. Non può farne a meno –
deve farlo. Il novanta per cento della vita umana è ancora parte del mondo
animale. Viviamo in base all’istinto.
Ti innamori di
una donna o una donna si innamora di te, e pensi che sia una gran cosa. Non lo
è, è solo un’infatuazione istintiva; sono gli ormoni attratti dagli ormoni
opposti. Sei solo un giocattolo nelle mani della natura. Gli animali non si
preoccupano delle finezze e delle
sottigliezze dell’amore, ma l’uomo sente che essere solo istintivi è
insultante, è umiliante: il tuo amore, solo un risultato della biochimica? Il
tuo amore è poesia, è arte, il tuo amore
è filosofia, ma biochimica?
Il tuo amore è solo
un’illusione creata dalla tua chimica.
Ma l’essere umano non
riesce a fare del sesso se non ci mette un pizzico di romanticismo, e quindi ha
creato una cortina fumogena intorno al sesso, e la chiama amore. Fa finta,
arriva persino a credere lui stesso che sia amore – ma prova a osservare il
fenomeno con più attenzione.
Ti interessano un uomo o
una donna. L’istinto naturale della donna è quello di giocare a nascondino.
L’uomo va alla ricerca,
persuade, scrive lettere d’amore, manda regali e fa tutto ciò che è in suo
potere, ma quando il sesso è soddisfatto inizia a perdere interesse. Ora,
questa non è una cosa che fa coscientemente. Non è che voglia far del male; in
particolare non vuole ferire la persona che ha amato. Ma questo è il modo di
fare della biologia. Tutto questo romanticismo e questo amore erano solo
cortine fumogene grazie alle quali la natura cerca di nascondere la parte
sessuale, che in se stessa è bruttissima; è un modo di darle una bella
apparenza.
Una volta che il lavoro
della natura si è realizzato per tuo tramite, tutto il fumo si dissolve.
L’istinto conosce solo il sesso. L’amore è solo lo zucchero che ricopre la
pillola amara per aiutarti a ingoiarla.
L’istinto non ti rende
umano, ti fa rimanere un animale, a due gambe, ma sempre un animale.
Il secondo gradino della
scala, l’intelletto, ti dà qualcosa di più elevato della biologia, della
chimica e della natura animale. L’intelletto
è anch’esso innato, come l’intuizione, come l’istinto. Non c’è modo di aumentare
la tua intelligenza; l’unica cosa che puoi
fare è portare a realizzazione tutto il tuo
potenziale: in quel caso sembrerà che l’intelligenza sia aumentata.
La realtà è che la persona
più intelligente usa solo il quindici per cento del suo potenziale; la persona
comune, normale, ne usa solo dal sei al sette per cento.
Abbiamo scoperto vari modi
per affinare l’intelletto e per incrementare
la capacità di memorizzare. Tutte le scuole e le università – l’intero
sistema educativo in tutto il mondo - fanno una sola cosa: affinano
l’intelletto. Ma è sorto un problema che gli educatori non avevano previsto:
quando l’intelligenza cresce, inizia a
interferire con l’istinto. Nasce la competizione, la lotta per il
potere.
L’intelletto cerca di
dominare e ha la logica dalla sua parte – la ragione, gli argomenti, mille
prove diverse – quindi riesce a convincerti, o almeno a convincere la mente
cosciente, che l’istinto è un male. Ecco perché tutte le religioni hanno
condannato l’istinto.
Questi sono solo giochi
mentali. L’istinto è parte della tua mente inconscia e l’intelletto fa parte
della mente cosciente, ma il problema è che la mente conscia è solo un decimo
di quella inconscia.
Qualsiasi cosa decidi di
fare con la mente conscia può essere spazzato via dall’inconscio in un attimo
perché esso è nove volte più potente. Logica, ragione e cose di questo genere
non gli interessano affatto.
Tutte le religioni sono
state ostili rispetto alla donna – non che odiassero le donne, no; stavano solo
cercando di proteggere il monaco, il prete, i papi. Naturalmente io non sono
d’accordo con i loro metodi perché così non li proteggi, anzi si infiammano
ancora di più. Monaci e suore sono sempre stati più degli altri in potere
dell’istinto. Se separi completamente l’istinto
dalla sua soddisfazione, esso può diventare potentissimo – quasi una
droga – fino ad intossicarti, a farti avere delle allucinazioni. Nel Medioevo
c’erano monaci che rendevano confessioni davanti
a speciali tribunali creati dal papa. Erano tribunali speciali in cui suore
e monaci onesti venivano convocati per confessare: “Stai avendo rapporti
sessuali con il diavolo, con le streghe?”. Migliaia di loro hanno confessato:
“Sì, di notte vengono le streghe, oppure i diavoli vengono di notte”.
Il mio lavoro è l’opposto
di quello di tutte le religioni, perché posso vedere quali sono stati i loro risultati. Le intenzioni erano buone,
ma la loro comprensione non era abbastanza profonda. Io voglio che uomini e
donne vivano insieme, che si familiarizzino con il corpo dell’altro, con le
differenze, le polarità, in modo che non debbano
portare nel loro inconscio tutte queste repressioni.
Quando l’inconscio è
completamente libero da repressioni, l’istinto acquista una qualità diversa. Si
unisce all’intelligenza. Quando l’inconscio non è più represso, quando non c’è
un muro di Berlino tra la mente conscia e quella inconscia – il muro può essere
eliminato perché non ci sono più repressioni, quindi non è più necessario
tenere l’inconscio nascosto – allora puoi entrare e uscire dall’inconscio con
la stessa facilità con cui ti sposti da una camera all’altra in casa tua.
Tutte
le persone religiose hanno
vissuto tremando dalla paura. Che cosa temevano? Temevano il proprio inconscio
e gli istinti repressi che bussavano alla porta dell’inconscio: “Aprite la
porta, vogliamo entrare! Vogliamo realizzarci, vogliamo essere soddisfatti”.
Più sono affamati, più
sono pericolosi. Siamo circondati da lupi affamati; ogni istinto diventa un
lupo affamato. Questa è la tortura in cui sono vissute le cosiddette persone
religiose, circondate da lupi affamati.
Cerca di comprendere
questo punto: se la tua biologia è completamente soddisfatta, non c’è conflitto
tra il conscio e l’inconscio. Diventi tutt’uno, per
quanto riguarda la mente; la mente diventa un insieme integrato.
Questo provocherà il
liberarsi in te di una straordinaria intelligenza perché ora la maggior parte
della tua intelligenza è impegnata nella repressione. Sei seduto su di un
vulcano cercando di impedirgli di esplodere. Ma esploderà. La tua forza è
piccola, non potrà contenerlo per sempre; quando si scatenerà verrai fatto in mille pezzi, pezzi così piccoli che
sarà impossibile metterti insieme un’altra volta.
L’inconscio e il conscio
si incontrano quando non ci sono più repressioni nell’inconscio – quello è il
momento esatto del loro incontro e del loro fondersi. In quel momento si apre
per te un’altra grande opportunità perché non sei più impegnato a livelli più
bassi; tutta la tua energia è disponibile per cose più elevate. Tu sei nel
mezzo, una mente cosciente.
Ma finché l’inconscio è
presente, rimani impegnato a reprimerlo, continui a reprimerlo. Infatti non è
che una volta represso qualcosa, è finita lì; devi reprimerla costantemente,
perché continua a venir su. È come quando fai rimbalzare una palla; la colpisci
e torna indietro. Più forza ci metti nel colpirla, e più forza avrà quando
ritornerà verso di te.
La stessa è la situazione
con gli istinti; tu li reprimi, e più energia metti nel reprimerli, più forte
sarà la loro energia quando tornano da te. Da dove possono prendere quest’energia? È la tua energia. Ma quando sei
completamente libero dall’inconscio e dai suoi coinvolgimenti; quando esso è
pulito e silenzioso, hai a disposizione tutta la tua energia.
L’energia funziona in base
a un principio fondamentale: non può rimanere statica, deve muoversi. Il
movimento è la sua natura. Non è una cosa che puoi mettere da qualche parte e
resta lì. Deve muoversi: è vita. Quindi, se non ha motivo di muoversi verso il
basso, può muoversi solo in una direzione, verso l’alto. Non può andare da
qualche altra parte. Inizia a colpire il superconscio, e questo colpire il
superconscio è una gioia tale al cui confronto impallidiscono tutti i tuoi
orgasmi sessuali. Non puoi neanche immaginarlo, perché non si tratta di una
differenza di quantità; non posso dirti che è più grande di diecimila volte. La
differenza è di qualità, quindi non c’è modo di immaginarla. Come puoi
paragonarla all’orgasmo sessuale? Ma è l’unica cosa nella tua vita attraverso
la quale puoi avere un’indicazione di qualcosa di più elevato.
Quando l’energia
tocca il livello più alto della consapevolezza, il superconscio – basta un
tocco, e una cascata di gioia si riversa su di te, inesauribile. Piano piano l’energia si fa strada fino al centro del
superconscio. Non devi fare nulla: il lavoro è terminato quando hai smesso di
reprimere e fatto pulizia nell’inconscio. Allora
tutto ciò che c’è da fare viene realizzato dall’energia.
Quando raggiungi il
centro, dentro di te inizia a operare una nuova facoltà, l’intuizione.
Al centro dell’inconscio
c’è l’istinto.
Al
centro del conscio c’è l’intelletto.
Al
centro del superconscio c’è l’intuizione.
L’istinto ti fa fare delle
cose, ti costringe a fare delle cose anche contro la tua volontà. L’intelletto
ti aiuta a scoprire come fare una certa
cosa, o come non farla se non vuoi. La funzione dell’intelletto è di
trovare una via. Se vuoi muoverti con l’istinto, l’intelletto troverà il modo.
Se sei una cosiddetta
persona religiosa, una persona pseudo-religiosa, e
vuoi andare contro l’istinto, l’intelletto troverà la via. Potrà essere
qualcosa di strano, ma l’intelletto è al tuo servizio: ciò che vuoi fare, farà.
Non è a favore o contro qualcosa, è a tua completa disposizione. Se un uomo è
sano di mente, userà l’intelletto per aiutare l’inconscio a realizzarsi. E
prima si realizza e meglio è, perché ne sarai libero. Soddisfazione significa
libertà dall’inconscio.
Io voglio creare il
paradiso qui e ora. Perché rimandare una cosa così bella?
Puoi rimandare ciò che non
si merita la tua attenzione, ma il paradiso? Non voglio rimandarlo a domani e nemmeno al prossimo istante. Puoi averlo
qui, ora. Tutto ciò che ti serve è un inconscio pulito – soddisfatto, contento
– una biologia e una chimica che hanno trovato stabilità e ti danno tutta
l’energia che era impegnata a quei livelli. L’energia si dirige velocemente
verso l’alto, e si ferma solo quando arriva
al centro della mente superconscia. E lì l’intuizione inizia a
funzionare.
L’intuizione assomiglia
sotto certi rispetti all’istinto, in altri sensi è molto diversa dall’istinto;
in un senso è molto simile all’intelletto,
in un altro è assolutamente opposta all’intelletto. Dovrai arrivare a
comprenderla, perché è la cosa più sottile in te.
L’intuizione è simile
all’istinto perché non puoi fare nulla a suo riguardo. È parte della
consapevolezza, proprio come l’istinto è parte
del corpo. Non c’è nulla che tu possa fare riguardo all’istinto e non
c’è nulla che tu possa fare riguardo all’intuizione. Ma proprio come puoi
permettere la soddisfazione degli istinti, puoi permettere e dare piena libertà
alla realizzazione dell’intuizione. E rimarrai sorpreso dal potere che portavi
dentro di te. L’intuizione può darti le risposte alle domande fondamentali –
non con le parole, ma esistenzialmente. Non occorre
che tu chieda: Qual è la verità? L’istinto non ti sentirà, è sordo.
L’intelletto sentirà ma potrà solo fare della filosofia; è cieco, non può
vedere. L’intuizione vede, ha occhi. Vede la verità – non ha senso pensarci.
Sia l’istinto che
l’intuizione non dipendono da te. L’istinto è sotto il controllo della natura,
della natura inconscia, e l’intuizione è nelle mani dell’universo superconscio,
la consapevolezza in cui è immerso tutto l’universo, la consapevolezza oceanica
della quale siamo solo piccole isole, o meglio
iceberg, perché possiamo scioglierci e diventare tutt’uno
con essa.
Per altri versi
l’intuizione è l’esatto opposto dell’istinto. L’istinto ti guida sempre verso
l’altro; la sua soddisfazione dipende sempre da qualcosa che è altro da te.
L’intuizione ti guida solo
verso te stesso.
Non ha dipendenze, non ha
bisogno dell’altro; questa è la sua bellezza, la sua libertà e indipendenza.
L’intuizione è uno stato
così elevato da non aver bisogno di nulla. È così colma di se stessa da non
lasciare spazio per nient’altro.
Per altri versi
l’intuizione è simile all’intelletto perché è intelligenza.
Intelletto e intelligenza
sono simili in apparenza, ma solo in apparenza. La persona intellettuale non è
necessariamente intelligente e la persona intelligente non è necessariamente
intellettuale. Puoi trovare un contadino così intelligente che persino un
grande professore, un famoso intellettuale, sembra un pigmeo a suo confronto.
Ho notato, incontrando
migliaia di persone, che per la maggior parte le persone intellettuali non sono
intelligenti perché non occorre loro esserlo; l’intelletto, le conoscenze sono
sufficienti. Ma un uomo che non ha né conoscenze, né intelletto o istruzione,
deve trovare dell’intelligenza dentro di sé; non può guardare fuori. E, per la
sua dipendenza dall’intelligenza, questa inizia a crescere.
Quindi l’intuizione ha
qualcosa di simile all’intelletto ma non è intellettuale. È intelligenza.
Il modo in cui funzionano
intelletto e intelligenza è completamente diverso. L’intelletto funziona per
stadi successivi, passo dopo passo. Ha una procedura, una metodologia. Se stai
risolvendo un problema di matematica, ci sono dei passaggi che devi percorrere.
L’intuizione
opera con un salto quantico.
Non ha procedure
metodologiche, vede e questo è sufficiente.
Ha occhi per vedere.
Vede cose che non ti
sembravano nemmeno cose – ad esempio, l’amore. Non l’hai mai pensato come una
cosa. Ma un uomo che usa l’intuizione vede se c’è amore in te oppure no, se c’è
fiducia oppure no, se c’è dubbio oppure no. Può
vederli come se fossero oggetti.
Nella mia religione
l’intuizione ha il posto più alto. È lì che sto cercando di spingervi.
Venite ostacolati da una
mente inconscia sporca. Ripulitela.
E il modo di ripulirla è
di soddisfarla, di soddisfarla fino al punto che inizia a dirti: “Basta, per
favore! È più di quello che mi occorre”. Solo a quel punto lasciala andare. E
allora il tuo intelletto si ricolma di un tale flusso di energia fresca da
essere trasformato in intelligenza. L’energia sale e apre le porte
dell’intuizione. Allora puoi vedere cose che non sono percepibili dagli occhi
del corpo, cose che non sono nemmeno cose.
L’amore non è una cosa, né
lo sono la verità o la fiducia: sono realtà, molto più reali delle tue cose. Ma
sono realtà solo per l’intuizione, sono esistenziali. Quando l’intuizione
comincia a funzionare, sei per la prima volta veramente un essere umano.
Con l’inconscio sei
animale.
Con il conscio non sei più
animale.
Con il superconscio sei
uomo.
Mi piace citare un mistico
Baul, Chandidas, perché quest’uomo ha condensato, in una semplice
affermazione, tutta la mia religione:
Sabar upar manus satya;
tahar upar nahin.
“Sopra a tutto c’è la
verità dell’uomo, e sopra a quello non c’è nulla.”
Questo Chandidas
deve essere stato una persona autenticamente religiosa. Nega dio, nega
qualsiasi cosa al di sopra della fioritura dell’uomo.
Quando hai realizzato il
tuo potenziale umano in tutta la sua fioritura, sei arrivato a casa.
tratto da:
Osho, From Misery to Enlightenment
#4
È il momento di mettere in discussione
tutto ciò che abbiamo accumulato: l’educazione, la famiglia, il mondo delle
nostre emozioni e delle nostre convinzioni.
A volte qualcuno crea delle parole che entrano
nel linguaggio comune e arrivano a cambiare persino i loro creatori.
Condizionamento è una parola di questo genere. Coniata dagli psicologi negli
anni cinquanta, ci fa venire subito in mente i cani di Pavlov,
i topi e le rane di Skinner – animali di tutti i
tipi!
In questo contesto, la
parola condizionamento ci ricorda il nostro passato animale e genera un po’ di
disagio: vogliamo liberarcene il più presto possibile. Vivere una vita
condizionata vuol dire vivere una vita da rettile o da mammifero. E chi vuole
essere messo sullo stesso piano di un animale?
Se chiedi a uno psicologo:
“Che cos’è il condizionamento?”, ti risponderà: “Il condizionamento è
l’acquisizione di specifici modelli di comportamento in presenza di uno stimolo
ben definito”. Si tratta dunque di una forma di apprendimento basata su un
forte e rapido accumulo di eccitamento nel sistema nervoso che porta alla
creazione della connessione stimolo-risposta. Non si può negare che si tratti
di una risposta della parte più antica del cervello, quello che chiamiamo
cervello posteriore o rettile. È il cervello addetto alla sopravvivenza, che
opera in base a riflessi, quello che risponde a una presunta minaccia. Si
tratta di certo di una forma di apprendimento, ma è apprendimento condizionato
ed è associato intimamente con stati emotivi quali l’ostilità, la rabbia e
l’ansia.
Esiste un’altra forma di
apprendimento che è chiamato apprendimento reale. Esso è una funzione dei lobi
frontali, la parte più elevata del cervello – il cervello creativo,
intellettuale – ed è uno sviluppo dell’aspetto positivo della mente. Questa
forma di apprendimento può aver luogo solamente se l’ambiente in cui si
verifica è positivo, se dà sostegno.
La coscienza, il
carattere, i pensieri e le idee non sono altro che strati di condizionamenti che
rafforzano l’ego, e mascherano il nostro vero sé, la nostra essenza. Fino ad
oggi, tutta questa struttura è stata tenuta in gran conto e le si è attribuito
il nome di cultura. Nazioni come l’India o la Cina si vantano ancora delle loro
antiche culture e civiltà. Ora però questo millennio rivoluzionario ha portato
a un’esplosione della mente umana fino al punto in cui il passato è diventato
ridondante e con esso tutti i valori che ci erano tanto cari. L’uomo
contemporaneo si sente soffocato da questi valori. Vuole liberarsi dalle
catene. Vecchio non vuol dire più automaticamente valido. In effetti, dà più la
sensazione di un cadavere in putrefazione.
La questione chiave che ci
si pone è: possiamo rovesciare quella montagna di condizionamenti che abbiamo accumulato
per diecimila anni? E la risposta è sì.
La formula è semplice:
divorziare dalla mente, smettere di vivere meccanicamente, e risvegliare la
nostra intelligenza, che è una risposta creativa al momento presente. Se
viviamo con consapevolezza, possiamo tagliare attraverso spazio e tempo e
attraversare la distanza di secoli in pochi secondi. Vivere consapevolmente è
vivere con spontaneità, nel rischio, rilassandosi nell’insicurezza. In poche
parole, vivere!
Questo
speciale dell’Osho Times è
un’indagine sul processo di condizionamento che ogni individuo subisce e
offre spunti per iniziare un lavoro su noi stessi alla scoperta della nostra
essenza individuale.
Sadhana
La famiglia è l’istituzione più superata che esista. Ha
esaurito il suo compito, non è più necessaria. Anzi, ora è l’ostacolo maggiore
per il progresso umano. La famiglia è l’unità di base delle nazioni, dello
stato, della chiesa – di ogni bruttura… non c’è futuro per la chiesa se la
famiglia scompare – perché senza la famiglia e il suo condizionamento, da dove
salteranno fuori i cristiani, gli indù e i musulmani?
Per
questo dico che la famiglia deve scomparire. Senza la sua scomparsa, questi
mostri orribili continueranno a esistere. La famiglia è la fonte di ogni nevrosi. Dobbiamo
comprendere la sua struttura psicologica,
che cosa fa alla consapevolezza umana.
Prima di tutto condiziona
i bambini in accordo a una certa ideologia religiosa, a un dogma politico, a
una filosofia o teologia. E il bambino è così innocente, ricettivo,
vulnerabile, che può essere sfruttato. Non riesce ancora a dire di no, non ha
idea di cosa sia il no. Anche se potesse dire di no,
non lo direbbe, perché è completamente dipendente dalla famiglia, assolutamente
dipendente. È così debole che deve concordare con la famiglia su qualunque
sciocchezza su cui la famiglia vuole che lui sia d’accordo.
La famiglia non aiuta il
bambino a indagare, gli dà un credo e ogni credo è un veleno. Se il bambino
viene appensantito con ideologie la sua ricerca ne
risulterà impedita, paralizzata, le sue ali saranno tarpate. Quando sarà pronto
a iniziare a cercare sarà così condizionato che intraprenderà ogni ricerca con
un certo pregiudizio – e se ci sono pregiudizi non c’è autentica ricerca. Sei
già arrivato a una conclusione a priori, e ti limiti a cercare prove che
confermino la tua conclusione inconscia. E diventi incapace di scoprire la
verità.
Ecco perché al mondo ci
sono così pochi buddha: la famiglia è la causa.
Altrimenti, ogni bambino è nato buddha, arriva con il
potenziale per poter raggiungere la consapevolezza suprema, per scoprire la
verità, per vivere una vita di beatitudine. Ma la famiglia distrugge tutte
queste dimensioni; lo rende molto incolore.
Ogni bambino arriva con
una intelligenza straordinaria, ma la famiglia lo rende mediocre, perché vivere
con un bambino intelligente è difficile. Mette in dubbio tutto, è scettico,
cerca, è disobbediente, è ribelle – e la famiglia vuole un bambino obbediente,
pronto a seguire, a imitare. Per questo, fin dall’inizio il seme
dell’intelligenza deve essere distrutto, bruciato quasi completamente, in modo
che non possa dar vita ad alcun germoglio.
È un miracolo che pochi
individui come Zarathustra, Gesù,
Lao Tzu, Buddha, siano
sfuggiti alla struttura sociale, al condizionamento familiare. Essi ci appaiono
come vette supreme di consapevolezza, ma in realtà ogni bambino nasce con la
stessa qualità, con lo stesso potenziale.
Il novantanove per cento
delle persone può diventare un buddha – basta che
scompaia la famiglia. Altrimenti ci saranno cristiani e musulmani e indù e giainisti e buddhisti, ma non Buddha, né Mahavira, né Maometti; sarà impossibile. Maometto si ribellò al suo
ambiente, Buddha si ribellò al suo ambiente e Gesù si ribellò al suo ambiente.
Erano tutti dei ribelli, e
la famiglia è assolutamente contraria agli spiriti ribelli…
L’umanità sta
attraversando una fase molto critica. Dobbiamo decidere se vogliamo vivere
conformandoci al passato o se vogliamo un nuovo stile di vita. Basta! Abbiamo
provato con il passato e le sue strutture e tutte hanno fallito. È il momento,
il momento migliore, per uscire dalla morsa del passato e creare un nuovo stile
di vita sulla terra.
È quello che sta accadendo qui con i miei sannyasin. Qui ci sono cristiani, musulmani, indù, buddhisti che non sono più indù, cristiani, buddhisti, musulmani; che sono ridiventati innocenti come
bambini. Ci vuole molto coraggio – perché uno si sente in colpa, come se
tradisse i propri genitori. Ma se i genitori sono pazzi allora è giustissimo
sottrarsi alla loro possessività. E sono pazzi, sono nevrotici! In realtà, condizionare un bambino con una
qualunque ideologia è disumano, ma tale disumanità viene praticata apponendole
etichette così belle che se non si scava in profondità è impossibile scoprire
la realtà.
Tratto da: Osho, Philosophia Ultima #3
le basi reali su cui si fondano le
religioni
Il mondo intero è diviso in religioni
diverse: alcuni vanno alla sinagoga, altri al tempio, altri ancora in chiesa.
Ma trovate forse qualche segno religioso in quei luoghi? Ogni bambino è
allevato, condizionato, a far parte di una particolare religione.
È uno dei più grossi
crimini che siano mai stati commessi contro l’umanità. Nulla può essere
considerato un crimine maggiore… inquinare la mente di un bambino innocente con
idee che, col tempo, ostacoleranno la sua scoperta della vita.
Se vuoi scoprire qualcosa,
devi essere assolutamente privo di pregiudizi. Non puoi scoprire la religione
in quanto musulmano, in quanto cristiano, in quanto indù. Non potrai mai!
Quelle sono modalità che ti impediscono di scoprire la religione.…
Quando ti interroghi su
dio, pensi che sia una tua domanda reale: non lo è. Puoi essere nato in una
famiglia indù, o cristiana, o ebrea, per cui la tua mente è stata condizionata
a ritenere che dio esista. Ti hanno fornito immagini e idee ben precise
sull’identità di Dio. E hanno indotto in te una sottile paura a dubitare: è
pericoloso.
Un bambino, piccolo e
indifeso, viene spaventato con l’idea di un inferno eterno, in cui si viene
gettati tra le fiamme, vivi, e in cui si brucerà senza mai morire! È naturale
che non sembri così importante rischiare e dubitare.
Inoltre, venite motivati a credere, in quanto è sufficiente credere per
conseguire tutti i piaceri e le gioie della vita: “Credi, e siederai di fianco
a Dio; dubita e vivrai a fianco del demonio!”
È inevitabile che quel
bambino inerme, compri qualsiasi cianfrusaglia gli venga venduta. Ha paura. Paura di stare solo in casa, nel buio
della notte, e voi gli parlate dell’eternità dell’inferno in cui: “Continuerai
a precipitare in un’oscurità sempre più tetra e profonda, un’oscurità senza
fine, da cui non potrai mai uscire”.
È
naturale che il bambino lasci cadere ogni dubbio… e una volta chiusa la porta
al dubbio, l’avete chiusa anche alla ragione, al pensiero, al chiedere,
all’interrogarsi.
A quel punto, di fatto,
non siete più esseri umani reali. Chiuse le porte al dubbio, resti un semplice
zombie, sei ipnotizzato, condizionato; puoi venir convinto – in base alla paura
e all’avidità – a credere a cose in cui
qualsiasi bambino normale non crederebbe mai, come abitualmente fa, se
non venisse manipolato.
tratto
da: osho,
La bibbia di Rajneesh, Bompiani ed.
L'essenza del lavoro spirituale
Un partecipante a un gruppo dice: mi sento libero,
ma confuso riguardo a me stesso. Dipende dalla mia essenza o dal mio essere
giapponese, dal mio condizionamento, dall’ambiente in cui sono cresciuto?
Non dipende
affatto da te. Ognuno, nella sua essenza, è perfetto. Riguardo al sé non ci
sono problemi. Tutti i problemi sono di condizionamento. Il tuo nucleo
interiore è completamente al di là dei problemi. Ma attorno c’è una ruota che
continua a girare, la faccenda è tutta lì. Ogni paese, ogni religione, ogni
società, ha una struttura differente, che va molto in profondità, tanto in
profondità che arrivi a credere che sia la tua natura. Te ne rendi conto fin
dall’inizio. E nessuno ti insegna a scavare dentro di te. L’intera società ti
insegna che quello sei tu.
È tutto un
condizionamento.
L’essenza
del lavoro spirituale consiste nel tentativo di decondizionarti. Se riesci a
vedere te stesso, anche solo per pochi istanti, come assolutamente
incondizionato, nella tua vera natura, non ti sentirai mai in trappola. Solo
allora potrai usare il condizionamento, perché lo si deve usare. Quando parli
devi usare una lingua, ed è un condizionamento. Devi muoverti all’interno della
società e seguirne le regole. Ma sempre sapendo che tu sei oltre tutto questo.
Allora nulla può disturbarti.
È solo un
gioco, e ogni gioco ha le sue regole. Bisogna seguire le regole, ma non esserne
identificati.
Tratto da: Osho, Get Out of Your Own Way
Sono persone
molto diverse quelle con cui sono seduta in una stanza della Meditation Resort di Pune. Hanno un’età compresa tra i venti e i cinquantacinque
anni, sono studenti o professionisti – consulenti aziendali, agenti di viaggio,
attori, uomini d’affari, ingegneri, psicologi, grafici, e così via. Vengono da
paesi diversi: India e Irlanda, Corea e Canada, Norvegia, Nuova Zelanda, Gran
Bretagna e Ucraina – e sono nati in famiglie cristiane, indù, ebree, buddhiste o musulmane.
Cosa può
avere in comune un insieme così disparato di persone? Che cosa le ha spinte a
mettere temporaneamente da parte carriera, famiglia e luogo dove vivono? A fare
un viaggio verso una destinazione sconosciuta, magari sulla base di ciò che
hanno sentito da un amico o letto in un libro o visto sul sito osho.com?
Un viaggio attraverso i condizionamenti:
come si formano, come determinano le nostre vite, come uscirne.
È la prima volta che vengono a Pune e questa è la loro giornata di orientamento, lo
“Start–up day”. Il tedesco alla mia destra dice di aver bisogno di trovare la
‘pace interiore’, il brasiliano vicino a lui vuole
‘ritrovare una connessione con se stesso’, la chiropratica australiana dice di aver bisogno di imparare
ad amare se stessa e gli altri, l’attore di Denver non riesce a fermare la sua
mente pazza, anche se ha praticato yoga e vipassana
per anni. L’israeliana, una programmatrice di computer, dice ‘io voglio solo ballare’.
Mentre parlano, ascolto
con attenzione chiedendomi: come mai persone di successo, intelligenti e ben
inserite, indipendentemente da età, nazionalità o religione, sono tutte occupate
con gli stessi temi fondamentali?
Sembra che nonostante
l’istruzione, il successo professionale e il benessere economico, i bisogni
basilari delle persone e i desideri della mente o del cuore non vengano
soddisfatti. È chiaro che al nostro modo di vivere manca qualcosa di molto
importante.
Tutti abbiamo il
potenziale per essere individui totalmente consapevoli e per condurre una vita
che è unica, solo nostra. Ma perché questo possa accadere, ci può essere di
aiuto una certa comprensione di come siamo arrivati a disconnetterci da noi
stessi.
‘Condizionamento’ è il
termine per definire il modo in cui veniamo formati – dai genitori, dai leader
religiosi, dagli insegnanti, dagli amici, da ciò che leggiamo sui giornali e
vediamo alla Tv, in una parola, dalla società – e diventiamo un certo tipo di
persona.
È il processo attraverso
il quale la società si assicura che non faremo tremare il suo edificio, ma ci
inseriremo nella nostra casella dello status quo. La nazione, la casta, la
religione in cui nasciamo, determineranno il tipo di stampo da cui prenderemo
forma, proprio come il nostro sesso e il nostro colore. In modi diversi,
diretti e indiretti, ci diranno che
dobbiamo essere in questo modo e non in quell’altro;
che dobbiamo credere a questa dottrina e rispettare
questa persona e odiare quelle altre convinzioni e quell’altra
persona. In alcuni casi si arriva persino a
uccidere quella persona (perché ha un tipo diverso di condizionamento).
Alla fine sarai totalmente
identificato con tale condizionamento e completamente
cieco al fatto che potenzialmente eri un individuo originale, non una
copia di migliaia di altri cristiani o
israeliani o afro–americani. La realtà è che la società ti ha ipnotizzato.
C’è da aver paura, non è
vero? Come si può evitare tutto questo, o almeno uscirne?
È una domanda importante.
È a questo che si rivolge il processo di consapevolezza di sé o meditazione.
Uno degli aspetti più
interessanti della Osho Meditation
Resort è il suo essere un posto in cui la persona
viene aiutata a liberarsi di tutto ciò che le è stato ammucchiato addosso in
nome della sua nazione, credo o colore, e a scoprire chi è veramente.
Un altro aspetto
importante è che è veramente un posto internazionale.
Un tedesco che ha vissuto
sempre a Monaco non può vedere la sua germanicità. O
un indiano di Delhi, che non ha mai vissuto in altre città o in altre nazioni,
non riesce a vedere i propri stereotipi,
perché è circondato da altri dehliti.
Ma
quando il nostro tedesco o dehlita viene a meditare
nella comune, partecipa ai corsi o al programma di lavoro come meditazione, si
trova in mezzo a
persone molto diverse che stanno lavorando
per liberarsi del loro comportamento condizionato. Grazie a questo sfondo, riuscirà a vedere anche troppo
chiaramente le sue abitudini e i suoi comportamenti condizionati.
Ma diamo un’occhiata,
passo per passo, a come funziona il processo di condizionamento.
Ogni bambino possiede il
potenziale per diventare un essere umano completo, per essere consapevole,
amorevole, vitale, per condividere i suoi talenti in una forma unica di
creatività.
Ma l’ambiente in cui passa
i primi nove mesi di vita è il corpo di un’altra persona. Se quel corpo si
mette a fumare, se ama ascoltare techno-music a tutto
volume, o è arrabbiato, spaventato o si sente solo, avrà influenza sul bambino.
Tutte queste emozioni hanno dei corrispondenti chimici e, attraverso il sangue, vanno a toccare il bambino
in crescita, che è estremamente ricettivo e vulnerabile. Non tutto è negativo;
siamo anche influenzati positivamente dalla gioia di nostra madre, ma siamo
comunque influenzati, questo è il punto.
L’impatto
del mondo esterno è ancora maggiore subito dopo la nascita.
A questo punto non siamo
persone pienamente consapevoli e pensanti; siamo un fascio di sensazioni e di
emozioni, di bisogni naturali e di impulsi istintuali. Facciamo la pipì quando
il nostro corpo vuole farla, dormiamo quando
siamo stanchi, strilliamo quando abbiamo fame o ci sentiamo soli o
proviamo dolore.
Ma questo flusso naturale
di energia ci mette subito nei pasticci. Vogliamo far pipì quando la mamma ci
ha appena cambiato il pannolino e la mamma
si irrita; lo sentiamo dal modo in cui ci prende in braccio. Vogliamo dormire,
e lei vuole mostrarci agli ospiti; vogliamo star svegli ma è ora di andare a
dormire.
Un po’ alla volta
comprendiamo la lezione: tutto ciò che a noi sembra naturale viene considerato
sbagliato. O almeno dobbiamo renderlo accettabile agli altri.
Il primo esempio è quando
scopriamo quel posticino tra le gambe. A noi piace toccarlo ma capiamo dal tono
di voce della mamma o dal suo schiaffo che quell’area
è assolutamente proibita. Cattivo! Brutto! Sporco!
La paura e lo shock ci
fanno ritirare da un’area che è molto vicina al nostro centro emozionale. Lo
shock, la paura e la vergogna ci fanno prendere le distanze dalla sessualità –
la nostra energia fondamentale – e dal nostro potenziale che è quello di essere
emotivamente sani.
Questo crea una grave
separazione dalla nostra natura e, di conseguenza, dalla natura in generale.
Poiché dipendiamo in tutto
dai nostri genitori dobbiamo seguire ciò che ci dicono, fare cose che non sono
naturali per noi, ma che ci assicureranno
che non verremo allontanati dalla nostra unica fonte di sicurezza.
A livello energetico ci
stanno condizionando. A livello psicologico
il messaggio che sentiamo è: “Tutto
ciò che faccio sembra
essere sbagliato. Quindi sono sbagliato.”
Il nostro centro di
consapevolezza non riceve alcun riconoscimento, o nutrimento, quindi rimaniamo
inconsapevoli della nostra maggiore risorsa, di ciò che siamo veramente.
Cosa potremmo essere è
sepolto sotto chi dobbiamo essere per poter sopravvivere.
Ciò che viene sviluppato è
la mente.
Non c’è alcun dubbio che
la mente è un meccanismo essenziale ed efficiente per occuparsi degli aspetti
pratici della vita. Ma la mente è anche depositaria di tutti i condizionamenti
– gli atteggiamenti, i comportamenti, gli schemi di opinioni, il codice morale
e il sistema di valori. Quando poi iniziamo la scuola, la mente diventa il
nostro centro. Il seme del nostro potenziale,
quella parte del nostro essere chiamata consapevolezza, continua a rimanere
addormentata e non riconosciuta.
Ti ricordi la camicia di
forza energetica in cui ti hanno costretto da bambino? Ora ti si adatta
perfettamente e il tuo modo naturale di essere continua a essere manipolato e
criticato: “Stai seduto dritto!” “Non perdere tempo alla finestra!” “Smettila
di ridere” “Chiedi il permesso se vuoi andare in bagno”. Allo stesso tempo,
ogni possibilità di sviluppo di una sana autostima viene minata con messaggi
del tipo: “Rispetta gli anziani, tu sei troppo giovane per capire” oppure “I
tuoi genitori sanno cos’è giusto”.
Diventiamo dei politici,
falsi e ipocriti, per farci accettare e perché cadiamo vittima di una forma di
ricatto emotivo: “La mamma ti vorrà bene se
farai bene a scuola”, e cerchiamo di sostenere i valori e le tradizioni
della nostra famiglia, ad esempio: “Devi studiare queste materie, prendere
quella facoltà all’università”. Dentro di noi diventiamo una folla, tante voci
che ci dicono come dobbiamo essere.
C’è poi in aggiunta un
condizionamento che dipende dal sesso, quello tipico: “Le ragazzine non si
arrampicano sugli alberi/non studiano ingegneria” e “I ragazzi non piangono/non
giocano con le bambole”.
E non dimentichiamoci
della religione e dei suoi condizionamenti. La dieta del bambino cristiano, per
esempio, è fatta in parti uguali di senso di colpa (sei nato peccatore),
mestizia (come puoi essere allegro quando Gesù ha
sofferto per te?), autonegazione e sacrificio di sé.
Il messaggio sia diretto
che indiretto di tutto questo processo è: conformati. In questo modo il
programma della società viene instillato in te, a comiciare
dal corpo e poi attraverso la mente.
Puoi comprendere perché
quelle poche persone che riescono a sfuggire da questa trance di massa sono e
sono sempre state piuttosto impopolari.
Sono quelli che scuotono l’edificio, i ribelli. Non più robot
compiacenti, si permettono di fare domande imbarazzanti, scoprono falsità e
punti oscuri in opinioni onorate da sempre. Per loro la libertà e la
responsabilità sono molto più attraenti della sicurezza.
C’è poco da meravigliarsi
se ci sentiamo arrabbiati, come se ci avessero derubato, e non sappiamo
veramente il perché. Se ce ne andiamo in giro con un fardello di ferite come
l’odio verso noi stessi e la sfiducia. Se sentiamo di non valere abbastanza, di
non essere abbastanza intelligenti o abbastanza magri o abbastanza svelti. Se
non possiamo veramente amare e fidarci degli altri, né permetterci di essere
amati.
C’è poco da meravigliarsi
se ci sentiamo colpevoli della nostra sessualità – una specialità soprattutto
dei cristiani. O, se siamo indù, non riusciamo a capire a che serve cercare di
cambiare qualcosa dato che comunque stiamo vivendo il karma delle nostre vite
passate. O siamo ossessionati dal controllo e dal fare tutto alla perfezione,
come un buon tedesco su due. O, se siamo invece passati attraverso la macchina
olandese, non ci piace che ci dicano cosa dobbiamo fare, siamo fortemente
indipendenti. O, se siamo uomini, pensiamo che non sta bene mostrare le
emozioni.
Ma cosa c’è di sbagliato
nell’essere indipendenti o non lasciarsi trascinare da ogni emozione?
Quel che è sbagliato è che
queste qualità sono diventate parte della persona non come risultato della sua
crescita personale, della sua evoluzione attraverso le esperienze della vita,
ma perché sono state impiantate in lei come parte di un programma. Quel che è
sbagliato è che non ha avuto scelta, non ha avuto
alcuna parte nel volere essere indipendente o non emotivo. È uno schiavo
del suo programma.
C’è poco da meravigliarsi
se a questo punto arriviamo a chiederci: Che è accaduto ai sogni che avevo? È
tutto qui? “Non mi sento in connessione con me stesso”. “Voglio ballare!” “La
mia mente mi sta facendo impazzire!”.
E così siamo tornati al
punto di partenza – il tedesco, il brasiliano, l’australiano, l’americano,
insieme a tutti coloro che trovano la strada della Meditation
Resort, avendo in qualche modo compreso che quella
cosa chiamata meditazione potrebbe essere ciò che stanno cercando…
La consapevolezza di se
stessi è un modo di riconnettersi con il proprio potenziale.
I diversi metodi di
meditazione ti permettono di riattivare la parte di te che vuole vivere, vivere
al massimo ed essere esattamente ciò che è. Quando ti sei radicato nel tuo
‘loto interiore’, nella tua sorgente, è più facile
scoprire qual è, tra tutte quelle che trovi all’interno, la tua ‘voce del silenzio’... non quella della coscienza creata dalla
società ma quella della tua consapevolezza.
Il contributo dei metodi
attivi di Osho è quello di darti il modo di
strapparti di dosso la camicia di forza energetica, i blocchi al tuo fluire
naturale e spontaneo, alla tua naturale fioritura. Contemporaneamente puoi
lasciare andare la follia e la tristezza, la rabbia e la frustrazione – ma
anche la risata e la gioia – il vulcano energetico su cui eri seduto.
Solo dopo puoi riuscire –
senza alcuna barriera – a osservare te stesso, a essere consapevole di ciò che
accade dentro e fuori di te. Scivoli nel silenzio, nella quiete, nella
centratura che è sempre stata presente, in seme.
Le
terapie meditative e gli altri corsi della Multiversity,
uniti alla meditazione, possono aiutare a portare più luce nei sotterranei
dell’inconscio. Possono aiutare a scoprire, comprendere le ferite accumulate.
Possono quindi aiutarci a vedere tutte le esperienze che abbiamo collezionato,
e che definivamo ‘crescita, maturità’, per quello che
sono: un processo a cui veniamo sottoposti da una società inconsapevole.
Maneesha
Una lunga abitudine
Perché non possiamo semplice-mente accettare noi
stessi e gli altri così come siamo?
Perché siete stati condizionati a rifiutare, non
ad accettare. Siete stati condizionati a negare, a dire di no.
Non siete ancora capaci di dire di sì. Siete stati condizionati a condannare.
Voi siete stati condizionati, e ora
fate la stessa cosa ad altri. Continuate a
condannare voi stessi,
e naturalmente dovete fare la stessa cosa anche
con gli altri. Non
potete fare altrimenti.
I vostri genitori dicevano: "Ti sbagli,
questo non è giusto, questo non si deve mai fare", e te lo hanno ripetuto
migliaia di volte. Il messaggio che hai colto è uno: non sei accettato così
come sei, non sei amato solo per il tuo essere.
Se soddisfi i loro desideri, ti amano. Il loro è un
baratto, non è amore. Se li segui come un'ombra, ti apprezzano, ti approvano.
Se diventi solo un po' più libero e cerchi di essere un individuo, sono contro
di te. I loro occhi, il modo in cui si comportano, tutto cambia. Tutti i
bambini sono vulnerabili — per sopravvivere devono diventare dei politici.
Devono accettare tutto ciò che dicono i genitori.
Poi c'è la società, e poi c'è la struttura
educativa. A poco a poco ti ritrovi sempre più immerso nella confusione, e sono
tutti lì per costringerti a seguirli. Poi ci sono i preti e i politici — tutta
gente che fa del bene! — e vogliono che li segui, e sono stati loro ad
addestrarti. La tua è una mente condizionata. Ecco perché non puoi accettare te
stesso e non puoi accettare gli altri.
Ma c'è una possibilità. Se capisci tutto questo —
che si tratta solo di un condizionamento — puoi uscirne fuori pulito, e proprio
n questo momento! Non identificarti, questo è l'unico modo. Non pensare che
questo sei tu; ricorda solo che è la società che sta parando attraverso di te.
Non chiamarla coscienza, non lo è. È una
falsa coscienza creata dalla società. È un trucco,
un trucco molto pericoloso. La società ha inserito dentro di te le sue idee ed
esse operano come se fossero la tua coscienza. In realtà, non consentono alla
tua vera coscienza di emergere. Non permettono che la tua consapevolezza emerga
e sia la guida della tua vita.
La società è un fenomeno politico. All'esterno ha
piazzato il poliziotto e il magistrato; all'interno, la coscienza, che è il poliziotto
interno, il magistrato interiore. E non si accontenta solo di questo. AI di
sopra di tutto, ha creato un dio, il superpoliziotto, il commissario capo. Lui
guarda da lassù; persino quando sei in bagno, lui ti osserva. Qualcuno ti
segue, continuamente; non sei mai lasciato solo con te stesso.
Lascia perdere! Sono solo idee, e tu ti ci
attacchi. Sono stati altri a dartele, ed è accaduto così presto nella tua vita
che non te ne ricordi, eppure è solo un fatto politico, non religioso.
La religione è decondizionamento.
La religione è un processo per toglierti i condizionamenti, per liberarti di
tutti i condizionamenti, e per permetterti di essere ciò che sei destinato a
essere, per ridarti il tuo destino.
Esci da tutti i condizionamenti. È questo ciò che
significa esse-re fuori dalla società. Non basta andar via dalla società.
Questo non potrà aiutarti, perché allora dove andrai? Persino se diventi un hippie ed esci dalla società, creerai una società
alternativa, e ci saranno di nuovo regole e ci saranno di nuovo condizionamenti.
Se agisci nella società ordinaria, costituita, ci
si aspetta che non porti i capelli lunghi. Se sei nella società degli hippie, ci si aspetta che non li abbia corti. Ma è la
stessa cosa. Se sei nella società ordinaria, devi fare il bagno tutti i giorni.
Se vivi con gli hippie e ti fai il bagno tutti i
giorni, penseranno che in te c'è qual-cosa che non va.
Ma è sempre la stessa cosa, solo al contrario.
Non puoi uscire dalla società. È stato fatto tante
volte, ma si sono solo create società alternative, che diventano a loro volta
strutture di potere.
Puoi uscire dalla società solo in modo molto
sottile; non c'è un modo più grossolano. Il modo sottile è quello di volgersi
all'interno, oltre gli strati di condizionamenti. Ricorda solo che ora sei abbastanza
maturo... non devi preoccuparti di ciò che dicono gli altri. Devi essere te
stesso. Inizia a godere di questa libertà, e poi sarai anche capace di
trasmetterla ad altri. Se vuoi la libertà di crescere avrai bisogno di avere
intorno a te persone libere, per-ché la libertà può prosperare solo tra persone
libere.
TRATTO DA: OSHO, The Discipline of Transcendence
Una
cospirazione vecchia come il mondo
Una società di persone non illuminate può esistere
solo se ogni individuo viene fatto sentire inadeguato?
Sì. Questo tipo di società può esistere
solo se ti fa sentire inadeguato. Questo tipo di società, la struttura, ha
bisogno di persone che soffrono, o sono spinte a soffrire, di complessi
d’inferiorità, che sono profondamente condizionate a sentirsi indegne,
immeritevoli. Questo tipo di società esiste solo se fa sentire inadeguato ogni
bambino, perché la società ha bisogno di sfruttare, ha investito nello
sfruttamento degli esseri umani. Non permette, le è impossibile farlo, che
ognuno sia se stesso, perché se ognuno fosse se stesso non potrebbe essere
sfruttato dalle organizzazioni religiose – non ci sarebbero né cristianesimo,
né papa, né re o regine, né guide di alcun tipo. Perché ogni individuo
basterebbe a se stesso, non avrebbe bisogno di una guida.
Tutti questi cosiddetti
grandi – politici e preti – esistono perché ogni bambino è stato storpiato, gli
si è impedito di diventare un individuo indipendente. In caso contrario non
avrebbe seguito nessuno. Avrebbe seguito se stesso, avrebbe scelto da solo in
che direzione andare. Non avrebbe avuto bisogno di una guida, né di una mappa,
né di un dittatore. Questo tipo di società può esistere solo se tutti i bambini
vengono condizionati a sentirsi inadeguati. E io sto cercando di restituirti la
dignità perduta. Questo è il passo più rivoluzionario, perché se riesci a
recuperare la tua dignità dimenticata, la tua spiritualità, la tua eternità, ti
libererai da tutte le chiese, da tutte le nazioni. Sarai libero da ogni
ideologia stupida, da ogni superstizione. La tua consapevolezza sarà una tale
esplosione di luce che farà svanire ogni falsità.
E questa esplosione può
creare una reazione a catena, è questo che voglio. È possibile creare una
reazione a catena.
Sto cercando in tutti i
modi di avere in ogni paese un gruppo di meditatori colmi di luce. Il mondo
intero può essere trasformato, se solo riuscissimo ad avere dappertutto alcune
persone che possono diventare fiamme di consapevolezza. La loro fiamma si
espanderebbe come un incendio, distruggendo ogni forma di schiavitù, di catene,
di prigioni, creando un cielo nuovo, una nuova libertà per l’umanità.
Anche ai tempi di Rinzai era così. L’intero passato dell’umanità è un passato
di schiavitù psicologica, di schiavitù fisica. Solo pochi individui come Gautama Buddha o Rinzai o Basho, in migliaia di
anni e tra milioni di persone, sono stati in grado di sfuggire alla schiavitù
psicologica. Queste persone sono sempre state considerate pericolose dalla
società.
Ora molti parlamenti
mondiali, senza aver definito che tipo di pericolo rappresento, hanno la netta
sensazione che sono un uomo pericoloso e non posso essere ammesso nel loro
paese. Non sanno di quale esatto pericolo si tratti. Mi sorprende che nessuno,
in questi grandi parlamenti, abbia posto la domanda: “Quale pericolo intendete?
Che pericolo può rappresentare per chiunque?” No, lo si accetta e basta. Viene
dato per scontato che “Quest’uomo è pericoloso.”
Ma so che hanno ragione.
Mi definiscono pericoloso senza sapere perché. Io mi definisco pericoloso
perché so di essere pericoloso. Sto creando una situazione molto più pericolosa
per l’intera società di quella che a cui stanno lavorando gli scienziati
nucleari. Le loro armi nucleari probabilmente non verranno mai usate, prima o
poi verranno gettate nell’oceano. Io invece sto creando un altro tipo di
esplosione – non un’esplosione atomica, ma un’esplosione di consapevolezza
cosmica. Se questo fuoco divampa, improvvisamente vedrai che tutti quei grandi
capi sono persone qualsiasi, esattamente come te, ma impostori, imbroglioni.
Vedrai che i tuoi re e le tue regine sono tutti mistificatori che hanno
sfruttato la società per anni. Vedrai che i preti non fanno altro che mentire
su tutto.
Questa visione, se si
diffonde, porterà inevitabilmente alla nascita dell’uomo nuovo e di una società
nuova. Un uomo nuovo può essere solo un uomo illuminato. Un uomo nuovo può
essere solo un buddha. E basterà la presenza di pochi
buddha nel mondo per creare un grande incendio.
Non è mai stato tentato,
ma è come… nessuno conosceva l’energia atomica finché non è stata provata su
Hiroshima e Nagasaki. Nessuno poteva immaginare che un piccolo atomo che non si
può neppure vedere contenga tanta energia da distruggere una città come
Nagasaki, con centomila abitanti, o Hiroshima, una città ancora più grande. In
tutta la storia, nessuno aveva mai neppure sognato che gli atomi potessero
contenere così tanta energia.
Ora vi dico che se una
particella atomica può esplodere e distruggere a tal punto… quanto grande sarà
la creatività sprigionata dall’esplosione di consapevolezza di esseri viventi?
Può catapultare all’istante milioni di persone in una nuova era di
illuminazione.
Tutte le loro potenzialità
diverranno attuali. Vedrai migliaia di poeti, vedrai migliaia di musicisti,
vedrai migliaia di scultori, migliaia di scienziati che erano profondamente
addormentati e facevano gli impiegati o gli insegnanti – che mai avevano
immaginato di avere il potenziale per essere dei buddha.
Dobbiamo creare quella che
io chiamo reazione a catena. In questo momento siete seduti tutti in tale
silenzio che mi basterebbe dare il primo impulso…
Tratto da Osho,
The Miracle #3
Sono i condizionamenti, stupido!
I
condizionamenti influiscono sul comportamento individuale, che poi su vasta
scala determina il modo in cui si muovono le nazioni. Ma sorpresa: nonostante
tutti considerano necessario rimanere all’interno di certi condizionamenti,
risulta aver successo il “meno condizionato’”
Parlando di condizionamenti non posso fare a meno di
pensare all’America, il paese più potente del mondo, che dà grande valore a
un’economia che funziona bene, che crea per molti la possibilità di innalzare
il proprio livello di vita, ma che permette anche ai politici e al complesso
militare–industriale di spendere cifre enormi per gli armamenti. Il dollaro e
le armi sono veramente potenti.
Ma perché è l’America ad
avere tutto questo potere?
È la
sesta nazione in ordine di grandezza, quindi il punto non è quello. Ha vaste
riserve naturali, ma questo vale anche per altre regioni del pianeta. Ha una
popolazione attiva e numerosa, ma lo stesso vale per Cina o India. Allora
perché è l’America il paese più potente? E perché adesso?
Se l’America riuscisse a
cogliere la differenza che esiste tra se stessa e gli altri, avrebbe la possibilità di comprendersi e di comprendere
gli altri.
Il punto di partenza per
arrivare alla soluzione è l’età. L’America
è molto giovane in confronto ad altre culture e nazioni del mondo.
Certo, alcuni si divertono a far sentire l’America inferiore per questo. “Sono
superficiali e infantili” si rassicurano
l’un l’altro gli europei, cercando
di apparire superiori e sofisticati per nascondere il loro risentimento.
Gli indiani pensano all’America come grossolana e materialista, per rafforzare le loro illusioni: “Certo,
abbiamo qualche problema con le fogne, però siamo spirituali”. I russi chiamano
l’America ‘prepotente’, come se le loro guerre in Cecenia
fossero opere di carità. Per i cinesi, gli americani sono ‘aggressivi’.
Chiediamo ai tibetani o ai taiwanesi
cosa ne pensano. E così continua la solita ipocrisia.
La trappola si nasconde
proprio qui, nel volersi dare ragione a tutti i costi. Ma avere ragione è
facile. Avere risultati concreti richiede comprensione. Comprendere noi stessi
e comprendere l’altro, comprendere veramente le menti coinvolte in tutto
questo, è la chiave. Ed è possibile comprendere la mente dell’altro solo se
comprendiamo la nostra.
Allora cos’è questa
‘mente’? Fondamentalmente è l’insieme delle idee e convinzioni accumulate da un
individuo nel corso della vita. Da dove nasce?
Dalla società, dai genitori, dagli insegnanti e così via, i quali hanno
attinto alla stessa fonte: genitori e insegnanti, e così via per generazioni.
Ma qui sta il punto: in
America per esempio non ci sono state tante generazioni, quindi il peso delle
idee di ieri è relativamente leggero. Diamo un’occhiata a qualche altra
società. In Inghilterra hanno ancora re e
regine. A Wimbledon fanno la riverenza alla tale o
alla talaltra principessa. I giudici si presentano in tribunale con l’aspetto
di attori di un musical di Broadway. C’è una Casa dei
Lord. Avete capito l’antifona… E non si tratta solo di aspetti esterni
ridicoli, in quella società, tutti interiorizzano il gioco. Inchinarsi e
strisciare e “conoscere il proprio posto’” sono
fenomeni psicologici reali.
Guardiamo il Giappone. È
cronicamente incapace di cambiamento. Tutti si inchinano come robot ai loro
superiori, fare scelte individuali non è bene accetto, quello che conta è il
gruppo. Non a caso si dice scherzando che il Cartesio giapponese è famoso per
il detto: “Pensiamo, quindi siamo”. Ma i gruppi in quanto tali non sono in
grado di cambiare, solo gli individui possono farlo.
Anche in un paese ricco
come la Norvegia, ci sono le stesse idee. Si considera poco educato emergere
dalla massa. Per esempio, se sei ricco, lo tieni nascosto. Persino re e regine
fanno lo stesso gioco.
Adesso diamo un’occhiata
al Kosovo. Una storia interessante. Il bombardamento
della Serbia da parte della Nato è stato presentato come azione altruistica a beneficio degli albanesi presenti
in quella terra, che avevano patito grandi sofferenze. Ignorando il fatto che
uno degli episodi più brutti di pulizia etnica era avvenuto all’interno dei
paesi della Nato quando gli Usa hanno sostenuto gli attacchi dei turchi contro
i curdi, che gli Usa e la Gran Bretagna avevano
fornito armi a Saddam Hussein
prima, durante e dopo i suoi famosi attacchi coi gas contro i curdi in Iraq e che la motivazione di stato per
l’intervento in Kosovo era la credibilità della Nato,
ossia ‘siamo noi a comandare e dobbiamo dimostrarlo’.
Ok, supponiamo che gli americani abbiano accettato la
presentazione pubblica dei fatti del Kosovo: i bravi
hanno dato un colpo in testa ai cattivi, non per questioni territoriali, ma di
principio, un principio assolutamente
americano, al cuore della costituzione americana: il diritto alla
autodeterminazione. Dopo tutto, gli Usa sono nati da una ribellione contro gli
inglesi che trattavano gli americani in modo molto simile a come i serbi
trattavano i kosoviani.
Ma
ora che ha vinto, la Nato vuole creare una democrazia liberale nel mezzo di una
guerra tribale. Un giorno sono i poveri albanesi, un altro i poveri serbi, a
seconda di chi tiene il coltello per il manico. Questo è il punto cruciale. Il
lato oscuro del potere americano negli ultimi secoli non è probabilmente
diverso da quello di chiunque altro. Sterminare gli indiani d’America, ridurre
in schiavitù i neri, i marroni e i gialli in diversa misura. La storia recente
degli interventi americani in Sudamerica è
sconvolgente e incredibile tanto quanto gli orrori del colonialismo europeo.
Sono stati gli Usa a favorire l’ascesa al potere dell’Ayatollah Khomeini quando, negli anni ‘50,
contrastarono un’elezione democratica per impedire che la sinistra andasse al
potere. E con i loro bombardamenti sulla Cambogia hanno aiutato a creare
l’ambiente giusto per il regime di Pol Pot… Quindi
gli americani non hanno certo molto di cui vantarsi. Ma il punto è che questa
storia è relativamente breve.
Gli uomini si sono
ammazzati in massa per millenni, almeno a partire dal momento in cui si sono
‘organizzati’. Ogni massacro lascia delle nuove cicatrici, che vengono
infiammate dagli ‘organizzatori’ ogniqualvolta hanno bisogno di chiamare alle
armi ‘l’organizzazione’ che hanno alle spalle perché sia uno
strumento per aumentare il loro potere personale. Prendiamo di nuovo il Kosovo. Slobodan Milosevich è riuscito a
spingere i serbi a seguirlo come
robot perché ha giocato
su sentimenti che sono stati passati di generazione in generazione sin
dalla battaglia del Kosovo di 700 anni fa.
L’idea tribale serba di
stare ancora combattendo la battaglia del Kosovo è
profondamente radicata nel loro inconscio.
In realtà, ciò che l’America stava cercando di fare è usare le bombe per
cambiare quell’inconscio. Di sicuro è riuscita a
cambiare il loro comportamento immediato, ma parlare di istituire una
‘democrazia liberale’ vuol dire non comprendere
perché prima non ce n’era mai stata una. Immaginare
che i bombardamenti cambieranno le cause che sono alla base dei problemi vuol
dire non capire di quali problemi si tratta.
Il peso di questo
condizionamento vecchio di secoli è ciò che occorre affrontare. Le conseguenze
sono secondarie e rimarranno praticamente inevitabili se non si guarda alle
radici.
È la profondità del
condizionamento che distingue gli americani dal resto del pianeta. Se gli
americani non riusciranno a comprenderlo, sono destinati a fraintendere sempre
le persone con cui cercano di incontrarsi. La loro relativa mancanza di condizionamenti
è la fonte del loro potere, e nella
comprensione di questo fenomeno giace la promessa della loro capacità di
usare quel potere con saggezza.
Questo è un fatto così
fondamentale che è quasi un miracolo che nessuno ne faccia parola.
In America, il fatto che
questo è il modo in cui abbiamo agito
l’anno scorso è una ragione di più per non farlo di nuovo quest’anno. Nel resto del mondo accade proprio l’opposto. Se abbiamo
agito così l’anno scorso, vogliamo farlo così anche quest’anno!
C’è
un’altra componente del potere americano: ciò che altri paesi, come la Francia,
chiamano egemonia culturale. Per esempio, tanti sono irritati dal fatto che la
gente di tutto il mondo vada a vedere film americani e se ne chiedono il
perché.
Riesci a immaginare un Elvis Presley britannico? O un
altro paese del mondo che avrebbe potuto produrre Mohammed
Ali? O Jesse Owens? O Jack Nicholson, Mae West, Marlon Brando, Steve McQueen, Clint Eastwood, Tiger Woods, Madonna? Che cos’è che rende queste persone così
affascinanti? I ruoli che recitano, sia nella vita che sullo schermo gridano
‘individualismo’. In un mondo intrappolato nel tribalismo
e nel pensiero di massa, ci sono persone che recitano o vivono il gioco del
“questo è ciò che voglio fare, e ‘affanculo le
regole!’”. Se sei un individualista e nasci in qualche altra parte nel mondo,
dove vorrai andare? In America. Che tu sia Einstein, Andy Groves o Marlene Dietrich va sempre
così. E questo rende l’America ancora più potente.
È chiaro che questo
fenomeno riguarda soprattutto la ‘libertà da’ non la ‘libertà per’ – ma questa è un’altra questione.
Internet è un esempio
perfetto. Chi ci salta sopra per primo? Gli americani. Perché? Perché è nuovo,
diverso, offre nuove possibilità. È eccitante.
Alla base di tutto questo
c’è l’accettazione del cambiamento. L’America accoglie il cambiamento. Certo.
Il passato che fa da ostacolo è più breve. Il resto del mondo considera il
cambiamento alla stregua del cavarsi un dente. Consideriamo per esempio la
difficile lotta che Germania e Giappone conducono per cambiare il modo in cui
funziona la loro economia e paragoniamolo al modo in cui l’America ha trasformato la propria. Negli Usa se il sistema di assistenza pubblica crea
solo dipendenza e risentimento, lo cambiano. In Europa sembrano pensare che sia
stato dio a crearlo così.
Uno di questi giorni, uno
slogan per la campagna presidenziale sarà: “È il condizionamento, stupido!”.
Come ogni altro soggetto del momento, se non saranno gli americani a
sollevarlo, nessun altro lo farà. Quindi può essere utile considerare i geni
per spiegare ogni genere di fenomeni, dalla monogamia ai piedi piatti;
sicuramente un giorno saremo in grado di sceglierli, naturalmente in America
prima che in qualsiasi altro posto… Nel frattempo però ci sono alcune cose che
abbiamo sotto il naso e possiamo, e dobbiamo, risolvere ora.
Prendiamo il caso di due
bambini nati a Gerusalemme. Il piccolo Solomon, di
una famiglia di Tel Aviv, e il piccolo Mohamed, di Hebron. Se, per l’errore di un impiegato, i nomi sulle
culle venissero scambiati, Mohamed andrebbe a Tel
Aviv e diventerebbe un simpatico ragazzo ebreo, magari un medico, mentre Solomon andrebbe a Hebron, per
diventare un disoccupato, molto probabilmente. Il resto è, come si dice,
storia. Tutto nella vita di questi due giovani – il modo in cui si vestono, le
loro preferenze nel campo del cibo o della musica, il loro atteggiamento verso
le donne, verso l’ambiente… senza parlare della religione per cui potrebbero
morire o della nazione per cui potrebbero uccidere – sarà dettato da quella
targhetta sulla culla. Un giorno il giovane Mohamed
potrà uccidere o essere ucciso dal giovane Salomon, combattendo per la parte
sbagliata! Quando i comunisti in Corea hanno tentato questo tipo di
indottrinamento, gli americani l’hanno chiamato lavaggio del cervello.
Naturalmente ogni nuovo
immigrato negli Usa, che sia stato programmato da israeliani o palestinesi,
messicani o irlandesi, indiani o vietnamiti, si porta dietro tutto il suo
retaggio storico. Certo, se poi resta in una comunità di soli vietnamiti, la
velocità di deprogrammazione sarà più lenta, ma entro
una o due generazioni, il tribalismo del suo ambiente
d’origine starà chiaramente scomparendo. È stato interessante osservare madri
indiane a Los Angeles che cercavano disperatamente di mantenere ‘indiane’ le
loro figlie. Per esempio organizzando balli in cui indossavano sari… Lottavano
per continuare il processo di programmazione che si sarebbe verificato in
India. Ma a LA? Le scarpe da tennis Air Jordan con
cui le ragazze arrivavano al ballo la dicevano tutta.
Perciò, quando gli
americani decidono di intromettersi in qualche paese in cui vari gruppi etnici,
religiosi o nazionalistici sono in conflitto tra di loro, se non sono in grado
di capire che cosa sta accadendo veramente, finiranno per operare completamente alla cieca. È cruciale che
inizino a esaminare seriamente il modo in cui le persone vengono
etichettate. Questo processo si chiama condizionamento. Vuol dire programmare a
uccidere. E in scala così vasta che non riusciamo ad accorgercene.
Posto poi che la stessa
America non è certo immune a questi scoppi di violenza barbarica, basata sul
sesso, sul colore della pelle, sull’origine razziale e così via, potrebbe
essere un’area vitale di studio anche per loro stessi. E, che ci piaccia o no,
se gli americani non portano alla luce questo argomento, rimarrà di sicuro
nascosto sotto il tappeto come il più brutto e pericoloso dei segreti
dell’umanità.
Amrito
Alla
base del successo c’è l’accettazione del cambiamento.
Il
mondo invece considera il cambiamento alla stregua del cavarsi un dente.
L'uomo é una macchina
L’azione
è sempre buona, la reazione sempre
cattiva. Quindi cerca per prima cosa di comprendere il termine ‘reazione’.
Significa che agisci inconsapevolmente. Qualcuno ti sta manipolando. Qualcuno
dice qualcosa, fa qualcosa, e tu reagisci.
Il padrone reale della situazione è un altro. Arriva qualcuno, ti
insulta e tu reagisci, ti arrabbi. Arriva un altro, ti loda, e tu sorridi e sei
felice. È la stessa cosa. Sei uno schiavo e l’altro sa come schiacciarti i
bottoni. Sei un automa, non ancora un uomo.
Agisci, non reagire. Non essere un giocattolo nelle mani degli
altri.
Fare previsioni su un uomo che agisce a partire dalla
non-mente è impossibile, solo la mente è prevedibile. …
Noi reagiamo in base ai nostri condizionamenti. Se sei nato in
una famiglia vegetariana e ti viene presentato del cibo non vegetariano, ti
verrà la nausea, un senso di vomito e di malessere. Non a causa del cibo non
vegetariano, ma a causa del condizionamento. Un altro, che è stato condizionato
con cibo non vegetariano, ne godrà al solo vederlo, gli verrà l’acquolina in
bocca, non la nausea, si sentirà felice, stuzzicato. Anche questo è un
condizionamento.
Reagiamo perché siamo stati condizionati in un certo modo.
Puoi essere condizionato a essere molto educato. Puoi essere condizionato a
rimanere sempre in controllo. A rimanere in silenzio. A rimanere fermo in
situazioni in cui le persone di solito si agitano o si distraggono. Ma se si
tratta di un condizionamento, non ha nulla a che vedere con la religione;
piuttosto ha qualcosa a che fare con la psicologia. E Buddha
o Gesù non sono maestri in questo campo, lo sono B.F. Skinner e Pavlov. Si tratta di riflessi condizionati.
Il condizionamento uccide, uccide la spontaneità. La mente
viene nutrita con certe idee e non ti è possibile rispondere, puoi solo
reagire. Nelle piccole come nelle grandi cose. È lo stesso.
Se continui a comportarti a seconda di come sei stato
condizionato, funzioni come una macchina; l’uomo non è ancora nato.
Tratto
da: Osho, Nirvana l’ultimo incubo, Ecig
Oltre la tolleranza
Il termine stesso
tolleranza implica una divisione. Osho offre una
prospettiva in cui tutte le divisioni si riconciliano rendendo obsoleto parlare
di tolleranza.
Perché le
persone hanno mentalità così diverse?
La mentalità viene dall’esterno: dall’educazione, dai
condizionamenti, dall’ambiente. E non ci sono due persone con una situazione
simile, neppure i gemelli hanno la stessa struttura mentale. Non è possibile
mettere due persone nella stessa, identica situazione. Persino i gemelli nati
nella stessa famiglia avranno un condizionamento diverso, perché la madre può
amare un figlio più dell’altro; e il padre può fare l’opposto. Uno può essere
debole e l’altro no, uno può essere malaticcio e l’altro sano. Uno può amare i
giochi all’aperto perché è sano e l’altro li eviterà perché si ammala. Il
bambino che esce a giocare avrà amici diversi rispetto a quello che non gioca
mai – lui avrà altri amici, e così via. Un piccolo dettaglio può creare una
differenza che non riesci a immaginare.
Quindi
non esistono due persone che sono state allevate nello stesso modo; da qui le
differenze di mentalità. Se le tremila persone presenti qui sono tutte in uno
stato di meditazione – in totale silenzio, senza pensieri – allora non ci sono
tremila persone, perché tremila zero sommati diventano un solo zero. Tremila
zero non sono tremila – sono un solo zero.
È quello che sta accadendo
qui, a poco a poco. Più diventate meditativi, più le differenze vanno
scomparendo. Musulmani e cristiani, indù e giainisti,
buddhisti e parsi sono tutti insieme, senza neppure
pensare a quale religione appartiene l’altro. Svedesi e tedeschi, francesi e
italiani, cinesi e giapponesi, inglesi e americani, tutte le nazionalità. E
nessuno ci bada, non ci pensano per nulla.
Questa potrebbe essere
l’unica comune della terra, una fratellanza reale.
E il motivo non è che io
insegno a essere fratelli, a essere tolleranti… Ricorda, quelli che imparano a
essere tolleranti restano intolleranti. Il termine stesso ‘tolleranza’ è
orribile. Nel momento in cui dici: “Posso tollerare gli altri,” ti riveli
intollerante. Puoi aver represso la tua intolleranza, ma è pur sempre
intolleranza. Tollerare gli altri significa essere intolleranti – cos’altro può
voler dire?
Qui nessuno
tollera qualcuno. Le persone hanno semplicemente dimenticato le differenze,
perché stiamo andando oltre la mente. Se rimanete nella mente, siete diversi. Se uscite
dalla mente, siete un’unità. La meditazione crea un tipo di unità che non è
sintesi. Non mi interessa creare una sintesi tra induismo
e cristianesimo, tra cristianesimo e islam, tra islam e buddhismo.
Sono tutte sciocchezze.
Il mio obiettivo è
totalmente diverso: sto cercando di condurti oltre la mente. Quando il
cristiano esce dalla sua struttura mentale, non è più un cristiano, e quando un
indù esce dalla sua non è più un indù. Non è una sintesi, è un superamento
della mente. La mente crea tutte le differenze.
Mi
chiedi: “Perché le persone hanno
mentalità così diverse?”.
Sono state educate, sono
state condizionate in modo diverso. Non possono pensarla tutti allo stesso
modo, è impossibile! Non possono interpretare tutto allo stesso modo. Un ebreo
può leggere il Nuovo Testamento, ma non sarà lo stesso libro – sebbene
esternamente sia lo stesso – non sarà lo stesso libro che leggono i cristiani,
perché per gli ebrei Gesù è un rinnegato, Gesù ha tradito il giudaismo. E questo è radicato molto in
profondità. Il cristiano che legge il Nuovo Testamento non lo legge
considerandolo un libro qualsiasi – è il più sacro dei libri sacri. Gesù è l’unigenito figlio di dio.
Quando un indù legge lo
stesso libro, lo legge con indifferenza, non gli interessa più di tanto. Lo
paragona alle Upanishad e alla Gita, e lo trova molto
scarno. Non che sia scarno – lui però legge la Gita in modo diverso. Questa è
il canto di un dio e quello è solo del figlio di un falegname, Gesù – come può essere paragonato a Krishna?
…
È inevitabile che le
persone abbiano mentalità diverse, perché vengono educate in maniera diversa,
con religioni diverse, da preti diversi, scuole diverse, università diverse.
Vengono nutrite con idee e ideologie diverse – è inevitabile che la pensino
diversamente. E non c’è modo per farle pensare allo stesso modo – è
impossibile.
L’unico
modo possibile è portarle oltre la mente. Allora usciranno dal loro
condizionamento. E all’improvviso ci sarà unità, vedranno con occhi puliti, non
contaminati da cultura e tradizione; vedranno le cose come realmente sono, non
come vogliono fargliele vedere. Diventeranno uno specchio puro.
La mente non potrà mai
creare un mondo unito: solo la meditazione può farlo.
Le persone sono piene di
concetti, filosofie di vita, modi di guardare le cose diversi. È inevitabile
che la pensino diversamente. Il modo di pensare ti rende diverso dagli altri,
ti separa dagli altri; pensare è una funzione dell’ego. In assenza di pensiero,
improvvisamente, tutte le diversità evaporano.
Questo è il mio
insegnamento, questo è in sintesi il messaggio di Buddha:
diventa una non-mente. Diventa consapevolezza pura, un cielo vuoto senza nuvole
né pensieri. Allora chi sei tu? Indù, musulmano, cristiano? Indiano,
giapponese, tedesco? Nero, bianco? Uomo, donna? Chi sei? Giovane, vecchio?
Ricco, povero? Famoso, famigerato? Chi sei? Tutte queste differenze scompaiono.
Tu sei un silenzio puro.
Quel silenzio è il sé
supremo. Realizzarlo significa giungere al nirvana. Realizzarlo significa
divenire disponibili alla beatitudine, alle benedizioni divine. Medita sempre
di più in modo da poter svanire e lasciare spazio al divino. Nel momento in cui
tu non ci sei, c’è dio – e dio è uno, mentre voi siete tanti. Siete tanti non
solo fuori, ma anche dentro. E quando tu svanisci, la moltitudine svanisce con
te, dentro e fuori. Sono tutte onde dello stesso oceano.
Conoscere l’oceano
nascosto dietro tutte le onde, con le loro forme, colori, strutture, significa
conoscere la verità.
E la verità libera: aes dhammo sanatano – questa è la legge suprema e perenne: la
verità libera.
Tratto
da: Osho, The
Dhammapada
vol.4
I
genitori amano il bambino ubbidiente. E ricorda, il bambino ubbidiente è quasi
sempre il più stupido. Il bambino ribelle è intelligente, ma non è amato né
rispettato.
Sembra
impossibile evitare il processo di condizionamento che ha inizio il giorno
stesso in cui un bambino viene al mondo. Cosa si può fare?
Come ho già detto: i bambini dovrebbero
appartenere alla comunità, non ai genitori. Per secoli i bambini hanno avuto
grossi problemi con i genitori, perché essere con i genitori inevitabilmente
significa essere condizionati. Essi appartengono a qualche religione, a qualche
chiesa, a qualche partito politico, e trasmettono le loro superstizioni ai
figli, in maniera diretta o indiretta. Così ogni bambino diventa condizionato.
I bambini dovrebbero appartenere alla comunità: i
genitori potrebbero averli solo per le vacanze. I genitori potrebbero andare a
trovare i figli e ci sarebbe molto più amore. Stare insieme ventiquattro ore al
giorno distrugge l'amore, è meglio che i bambini stiano lontani. Sarebbero
molto più liberi. Dovrebbero essere affidati a insegnanti che conoscono la
meditazione, che sanno come non condizionare i bambini, come non trasmettere
loro alcuna superstizione. Ci saranno molti in-segnanti... In una famiglia,
tutti appartengono a una religione, a una tradizione piena di superstizioni, a
un'ortodossia, e in questo modo il condizionamento viene rinforzato ripetutamente
da ogni lato.
In America, nella comune che è stata distrutta, i
bambini vivevano separati dai genitori. Questi si senti-vano sollevati da un
grande peso e i bambini erano molto liberi e felici. Nei quattro anni del
nostro esperimento abbiamo imparato molto: i bambini so-no maturati di più
senza genitori. Non facevano capricci, perché non c'era nessuno a dar retta ai
loro capricci.
Avevamo una struttura graduale: i bambini più
piccoli erano accuditi da quelli più grandi e i più grandi da quelli ancora più
vecchi. Era bellissimo vedere i ragazzi che si prendevano cura l'uno dell'altro
con un amore e una comprensione che gli adulti non possono avere. E non c'erano
conflitti, né lotte, né litigi per i giocattoli, perché erano tutti insieme.
Avevano la loro famiglia di bambini, e tutti si sentivano protettivi verso i bambini
più piccoli, tutti si sentivano responsabili.
E crescendo erano molto più sani, più intelligenti,
e maturavano prima. Nel sistema educativo della comune mezza giornata era
dedicata all'insegnamento tradizionale e metà a quello di arti e mestieri,
quali la falegnameria, la scultura o qualunque cosa il bambino desiderasse.
Facevano cose che a noi sembrano impossibili per bambini così piccoli:
falegnameria o altri lavori. E ai ragazzi piaceva più della parte tradizionale,
perché usavano di più l'intelligenza creativa. Nell'apprendimento tradizionale
si usa solo la memoria, non l'intelligenza. Quindi il problema del condizionamento
dei bambini non si pone. Possiamo creare una sezione separata nella comune dove
i bambini possono avere il loro orto, la loro fattoria e le loro abitazioni,
dove possono fare le loro cose, dove gli insegnanti possono imparare a non
condizionare nessuno; dove i bambini hanno a disposizione letture di ogni
genere. Se desiderano capire qualcosa, gli insegnanti sono lì per aiutarli, ma
non vogliono imporre nulla. Si tratta solo di cambia-re le università e preparare
insegnanti che non condizionino i bambini. Questo si può fare senza grossi
problemi.
TRATTO DA:
OSHO,
Socrates Poisoned Again after 25
centuries # 19
Il mago e le pecore
una parabola
sulla mente umana
La mente è dentro di te, ma in realtà è una
proiezione interiore della società. Non ti appartiene.
Nessun bambino nasce con una mente. Nasce con un
cervello. Il cervello è il meccanismo, la mente è l’ideologia. Il cervello
viene nutrito dalla società, e ogni società crea una mente in base ai propri
condizionamenti. Per questo ci sono così tante mentalità al mondo. La mente
indù è sicuramente diversa dalla mente cristiana, e la mente comunista è certamente
diversa dalla mente buddhista.
Ma nell’individuo si crea la convinzione errata
che la mente sia sua, e così comincia ad agire in accordo alla società, a
seguire la società, convinto però di agire in base alla propria volontà. Si
tratta di un meccanismo molto sottile.
George Gurdjieff
raccontava spesso una storia… Un mago viveva isolato sui monti con un gregge di
pecore, e per evitare di doversi prendere degli aiuti, per evitare di
sorvegliare le pecore e andarle a cercare ogni giorno perché si perdevano nella
foresta, le aveva ipnotizzate, raccontando a ciascuna una storia diversa. Aveva
dato a ogni pecora una mente diversa.
A una aveva detto: “Tu non sei una pecora, sei un
uomo, non devi dunque temere di essere uccisa, sacrificata, come le altre pecore
– quelle sono solo pecore. Non devi preoccuparti quando torni a casa”. A
un’altra aveva detto: “Tu sei un leone, non una pecora” e a un’altra ancora:
“Tu sei una tigre”. Da quel giorno in poi il mago era vissuto tranquillo: le
pecore avevano cominciato a comportarsi secondo la mente che lui aveva dato
loro.
E così poteva ucciderle. Ogni giorno ne uccideva
una per sfamare se stesso e la sua famiglia – e le pecore che erano convinte di
essere leoni o uomini o tigri guardavano divertite: “Questo accade alle
pecore”. E non avevano paura come una volta.
Prima, quando una pecora veniva uccisa, tutte
tremavano, avevano paura: “Domani toccherà a me. Quanto mi resta da vivere?”.
Per questo scappavano nella foresta – per evitare il mago. Ora nessuna
scappava. Erano tigri, erano leoni… menti di ogni tipo erano state impiantate
dentro di loro.
La tua mente non è tua – questa è una cosa
fondamentale da ricordare. La tua mente è un’installazione della società in cui
ti è capitato di nascere. Se fossi nato in una famiglia cristiana, ma fossi
finito immediatamente in una musulmana, non avresti la stessa mente; avresti
una mente totalmente diversa, una che ora non potresti neppure immaginare.
TRATTO DA: OSHO, Beyond Psychology
Nessuno nasce codardo
Tutti hanno
fegato. Semplicemente fin dai primi passi non vi è permesso utilizzarlo. La
società vuoi fare di voi dei codardi. I codardi sono un bene di prima
necessità, perché la società ha interesse a ridurvi in schiavitù. Ai genitori
interessa che siate ubbidienti, il vostro fegato potrebbe non permettervelo.
Gli insegnanti vogliono che accettiate tutto ciò che vi dicono, senza discutere
— il vostro fegato potrebbe sollevare degli interrogativi. I preti vogliono che
crediate, che abbiate fede — il vostro fegato potrebbe creare dubbi. Tutti gli
interessi istituzionali sono contro il coraggio che è parte naturale del vostro
essere. Nessuno nasce codardo. I codardi sono prodotti dell'uomo.
Ogni bambino
è audace. Non ho mai incontrato un solo bambino che non fosse coraggioso. Cosa
accade? Quando scompare questa qualità? Lo stesso bambino, quando esce
dall'università, è un codardo. Tutti i vostri insegna-menti, le vostre
religioni, le vostre società, le vostre relazioni — il marito non vuole che la
moglie abbia coraggio, né la moglie vuole che il marito abbia coraggio. Tutti
vogliono dominare tutti, naturalmente l'altra per-sona dev'essere
ridotta a un codardo.
... L'intera
società uccide il vostro coraggio. Pertanto abbandona l'idea di non avere
fegato. Ti è stato ripetutamente detto che non hai fegato, e ci hai creduto. Si
tratta solo di abbandonare un preciso condizionamento, e vedrai affiorare
un'incredibile energia, repressa dentro di te — e quell'energia
sarà necessaria alla trasformazione.
TRATTO DA: OSHO, Oltre la psicologia
La vera originalità
andare oltre la mente
Tu diventi originale solo quando trascendi la
mente. Quando la mente viene abbandonata, e la consapevolezza si trova faccia a
faccia direttamente con l’esistenza, con immediatezza, in contatto con
l’esistenza momento per momento, tu diventi originale. Allora, per la prima
volta, sei autenticamente te stesso. Prima avevi solo idee prese a prestito.
Potevi citare le scritture, potevi sapere a memoria i Veda, il Corano, la Gita,
la Bibbia, non fa alcuna differenza – non sono cose tue. E un sapere che non
sia realmente tuo è pericoloso, più pericoloso dell’ignoranza, perché è
un’ignoranza nascosta, e non riesci a vedere che ti stai ingannando da solo.
Vai in giro con denaro falso pensando di essere ricco, ti porti dietro diamanti
falsi pensando che siano dei kohinoor. Prima o poi la
tua povertà sarà rivelata. E allora sarai shoccato.
Questo accade sempre
quando muori, quando la morte si sta avvicinando. Con lo shock della morte,
all’improvviso diventi consapevole di non avere nulla – perché solo ciò che hai
guadagnato in essere ti appartiene realmente.
Hai accumulato frammenti
di sapere raccolti qui e là, puoi essere diventato una grande enciclopedia, ma
il punto non è quello; e in particolare per quelli che sono alla ricerca della
verità, si tratta di una barriera, non di un aiuto. Il sapere deve essere
trasceso. Quando non c’è alcun sapere, è possibile conoscere, perché il
conoscere è la tua qualità, la qualità della consapevolezza. È come uno
specchio: lo specchio riflette la verità che ti sta sempre di fronte,
esattamente davanti alla punta del naso.
Ma la mente si mette in
mezzo, e la mente continua a chiacchierare. La verità è lì di fronte a te e la
mente continua a chiacchierare. Tu segui la mente, e manchi il punto. La mente
è una grande corruttrice.
Primo: ogni sapere è
falso, renditene conto. Ti basta questa comprensione per lasciarlo perdere. E
non devi fare nulla. Ti basta comprendere che tutto quello che sai lo hai
sentito dire, non lo hai conosciuto direttamente. Ne hai letto, non è una tua
realizzazione, è un condizionamento mentale. Ti è stato insegnato, non lo hai
imparato da solo. La verità può essere imparata, ma non insegnata.
Imparare significa
rispondere a tutto ciò che ti circonda, rispondere alla realtà. Questo è un
grande apprendimento, ma non è conoscenza.
Non esiste modo per
trovare la verità, se non il trovarla in prima persona. Non esistono
scorciatoie. Non puoi prenderla in prestito, non puoi rubarla, non puoi fingere
di averla. Non esistono modi, finché non rimani privo di mente – perché la mente vacilla, è sempre
agitata, non è mai ferma, è in
movimento. La mente è come una brezza che si muove continuamente, e fa
vacillare la fiamma. Quando la mente non c’è, non c’è più corrente d’aria, e la
fiamma si ferma. Quando la tua consapevolezza è una fiamma immobile, tu conosci
la verità. Devi imparare a non seguire la mente.
Nessuno può darti la
verità, nessuno. Neppure Buddha, né Gesù, né Krishna – nessuno te la
può dare. Ed è bello che nessuno possa dartela, altrimenti sarebbe una merce.
Se potesse essere data, potrebbe essere venduta. Se potesse essere data,
potrebbe essere anche rubata. Se potesse essere data potresti prenderla in
prestito da un amico. È bello che la verità non sia trasferibile in alcun modo.
Finché non ti realizzi, non potrai realizzarla. Finché non diventi la verità,
non puoi possederla. In realtà non è qualcosa che puoi avere, non è una merce,
una cosa, un pensiero. Puoi essere la verità, ma non puoi possederla.
Nel mondo, in questo
mondo, puoi avere di tutto – tutto può diventare una tua proprietà. La verità
non può mai essere posseduta, perché ci sono solo due realtà che possono
esserlo: i pensieri e le cose. Le cose possono essere possedute, i pensieri
possono essere posseduti – la verità non è nessuno dei due. La verità è essere.
Lo puoi diventare, ma non puoi possederla: non puoi metterla in cassaforte, non
puoi metterla in un libro, non puoi tenerla in mano. Quando ce l’hai, tu stesso
sei la verità. Diventi la verità. Non è un concetto, è l’essere in sé.
Inoltre ricorda che è
umano far credere di possedere qualcosa che in realtà non si ha. Se ce l’hai,
non cerchi di farlo vedere, non ha senso. Se non ce l’hai cerchi di farlo
vedere, come se lo possedessi. Quindi ricorda, qualsiasi cosa tu voglia
mostrare alle persone, si tratta di qualcosa che non hai.
Tratto da: Osho, And the
Flowers Showered #2
Condizionamento:
come estirparlo? Oriente e Occidente a confronto. Due approcci, una sola via
d’uscita.
Di recente in molti discorsi hai detto che non vi è nessun
problema, che i nostri problemi non sono reali.
Sono stato educato in una famiglia cattolica, molto
repressiva, e ho vissuto per ventun anni in un
sistema educativo altrettanto assurdo e repressivo. Vuoi dire che la corazza caratteriale, tutti i
condizionamenti, le repressioni subite… non esistono, quindi possono sparire
immediatamente, in questo istante?
È una domanda molto importante. Importante perché rivela
due diversi atteggiamenti nei confronti della realtà interna dell’uomo.
L’atteggiamento
occidentale pondera il problema, ne ricerca le cause, ne sviluppa la storia
dalla genesi, per sradicare il problema alle origini, e decondizionare la
mente, oppure ricondizionarla; ricondizionare
il corpo, eliminando tute le impressioni fissate sulla corteccia cerebrale:
questo è l’atteggiamento occidentale.
La psicoanalisi si orienta
verso i ricordi, questo è il suo terreno di lavoro. Penetra la tua infanzia, il
tuo passato, per scoprire dove è sorto il problema. Forse cinquant’anni
fa, quand’eri ancora bambino, avevi dei problemi di relazione con tua madre, la
psicanalisi si spinge fino a questo punto!
Cinquantanni! È una storia senza fine.
Inutile rivangarla, perché rivelerà milioni di problemi. Il problema non sarà
più isolato! Puoi entrare nella storia di un problema, puoi visitare la tua
autobiografia e trovarne le cause. Sarebbe possibile eliminare un problema, ma
i problemi sono milioni. Se ti metti a studiarli uno per uno… ti serviranno
milioni di esistenze per risolvere i problemi di una vita. Lasciamelo ripetere:
per risolvere i problemi di una vita, dovrai rinascere un’infinità di volte. È
praticamente impossibile, non è affatto realistico. E nelle migliaia di vite
che ti serviranno per risolvere i problemi di una esistenza, nasceranno
ovviamente altri problemi… andrai avanti all’infinito. Finirai per smarrirti
inesorabilmente nei problemi. È un’assurdità!
Ora
lo stesso orientamento psicoanalitico è stato assunto rispetto al corpo: rolfing, bioenergetica, e altri
metodi che
cercano di eliminare i condizionamenti
fissati nel corpo, sulla struttura
muscolare. Ancora una volta dovrai addentrarti nella storia del corpo. Entrambi
questi modelli si fondano sulla stessa logica: il problema deriva dal passato,
quindi è sempre il passato l’elemento da affrontare…
L’Oriente parte da una
prospettiva radicalmente diversa. Innanzitutto afferma che nessun problema è
serio. Nel momento in cui sostieni che nessun problema è serio, vedrai che il
novantanove per cento del problema scompare,
la tua visione cambia in modo radicale. L’Oriente afferma come seconda cosa: il
problema esiste perché tu sei identificato col problema stesso. Non ha niente a
che fare col passato, niente a che vedere con la tua storia. Sei identificato –
questo è il vero problema. Ed è anche la chiave per risolvere tutti i problemi.
Mettiamo il caso che tu sia una persona collerica. Se vai da uno psicoanalista,
ti dirà: “Torna al tuo passato… come è nata questa collera? Quali situazioni
hanno sviluppato questo condizionamento fino a creare nella mente questo
comportamento? Dobbiamo ripulirti da tutti questi condizionamenti, dobbiamo
estirparli dal tuo essere. Dobbiamo chiarire a fondo il tuo passato”.
Se invece vai da un
mistico orientale, ti dirà: “Tu pensi di essere la collera, ti senti
identificato con la tua collera – in questo sbagli. La prossima volta che ti
capita di arrabbiarti, rimani a guardare, sii semplicemente un testimone. Non
identificarti con la collera. Non dire: ‘Sono arrabbiato’.
Limitati a guardare cosa succede, osserva
come se fosse uno spettacolo televisivo. Guarda te stesso come se osservassi qualcun altro…”
Tu sei pura
consapevolezza. Quando le nubi dell’ira ti circondano, limitati a osservarle e
rimani attento, in modo da non identificarti. La soluzione consiste nel non
identificarsi con il problema. Una volta che l’hai imparato… non importa quanti problemi hai – perché
la chiave, la stessa chiave, potrà funzionare per ogni altra situazione.
Infatti funziona con la collera, con l’avidità, con il sesso; funziona con
tutte le infinite proiezioni della mente.
Mi hai chiesto: “Di recente in molti discorsi hai detto che
non vi è nessun problema, che i nostri problemi non sono reali. Sono stato
educato in una famiglia cattolica, molto repressiva…”
In questo momento puoi
liberarti dal tuo cattolicesimo. Adesso, ti dico! Non devi affatto rivisitare
il tuo passato e disfare quanto i tuoi genitori e la società e i preti e la
chiesa ti hanno fatto. Sarebbe un’inutile perdita di tempo, di questo prezioso
momento presente. Hai permesso che distruggessero parecchi anni della tua vita,
ora non farebbero che distruggere il tuo presente. Puoi venirne fuori
semplicemente, come un serpente scivola fuori dalla sua vecchia pelle.
“Vuoi dire che la corazza
caratteriale, tutti i condizionamenti, le repressioni subite non esistono?”.
No, esistono. Ma esistono
solo nella tua mente o nel tuo corpo. La consapevolezza non ne porta traccia,
perché la consapevolezza non può essere condizionata. La consapevolezza rimane
sempre libera! La libertà è la sua qualità intrinseca, la libertà è la sua
natura.
Questa è la bellezza della
consapevolezza: può uscire intatta da qualunque cosa. Non esistono barriere,
non vi sono limiti che la contengano. Un attimo fa eri inglese – ora hai capito
l’assurdità di ogni nazionalismo – e in un attimo non lo sei più. Non voglio
dire che cambierai colore di pelle – sarà sempre bianca – ma ora non sei più
identificato con l’appartenere alla razza bianca, e non sei più contro la razza
nera. Hai capito la stupidità di questo gioco. Non voglio dire che quando ti
accorgi di non essere inglese dimenticherai la tua lingua, no.
Sarà sempre presente nella tua memoria, ma la tua consapevolezza se ne è
separata, ora la tua consapevolezza risiede su una vetta e osserva la valle
sottostante.
L’intera metodologia
orientale può essere ridotta a una parola: essere un testimone. E l’intera
metodologia occidentale può essere ridotta a un solo fenomeno: l’analisi.
Analizzando continui a ruotare intorno alle cose. Invece, se sei un testimone,
esci semplicemente da questo circolo vizioso.
L’analisi è un processo di
adeguamento. Ti aiuta ad avere qualche intuizione sui tuoi problemi, sul come
sono nati, e questa piccola comprensione intellettuale ti permette di
integrarti meglio nella società, ma tu rimani la stessa persona. Attraverso
l’analisi non avviene nessuna trasformazione, non avviene nessun cambiamento
radicale.
L’essere un testimone è
una rivoluzione. È un cambio radicale. Rivela all’esistenza un uomo totalmente
nuovo, perché porta la tua consapevolezza oltre tutti i condizionamenti.
Essere un testimone non
cambierà i tuoi condizionamenti, né interverrà sulle tue corazze muscolari, ma
questa consapevolezza ti porterà a sperimentare che tu sei aldilà del tuo
tessuto muscolare, oltre tutti i condizionamenti. In quel momento di
trascendenza, in quel momento di assoluta trascendenza, non esiste alcun
problema – non per te.
Ed ora potrai scegliere:
il corpo conserverà sempre le sue corazze muscolari, e la mente i suoi
condizionamenti – ma ora dipende solo da te.
Se a volte hai voglia di
crearti un problema, puoi rivolgerti al tuo corpomente
e farti tutti i problemi che vuoi, e divertirti. Se un giorno ti senti solo e
vuoi qualche problema, puoi crearne quanti ne vuoi. Se ti senti troppo triste
senza il tuo fardello, puoi creare quanti problemi vuoi. Saranno sempre a tua
disposizione, ma non devi tirarli fuori per forza, non sarà necessario. Dipende
solo da te.
Tratto
da: Osho, La visione tantrica,
NSC ed.
La meditazione è la più grande rivoluzione
al mondo perché dà vita all’uomo originale. Esso è sempre presente ma ogni
società lo spinge sotto molti strati di copertura.
Gautama Multiversity
Osho Gautama Multiversity, il centro di meditazione
di Osho che sorge nei pressi di Varese, è una realtà
viva e presente nel contesto sociale da circa 15 anni. È un luogo d’incontro
per ricercatori dell’amicizia, dell’amore e consapevolezza.
Attratte dagli
insegnamenti di Osho e dalla sua visione di un mondo
migliore, le persone giungono desiderose di immergersi nell’energia spirituale
del Buddhafield, partecipando e condividendo
l’esperienza della comune che, nata con un intento di crescita collettiva –
viene considerata comunque come centro di ricerca e sviluppo delle potenzialità
umane individuali.
Nella comune di Gautama ogni individuo ha la possibilità di sviluppare i
propri talenti e qualità personali, viene rispettato e riceve sostegno totale
nella sua crescita personale e spirituale, pur rendendo la comunità in grado di
agire come “un organismo unico e armonico”. L’intento di Sw.
Siddhakam – fondatore nell’ 87 della comune – è
sempre stato quello di creare un esperimento nuovo, basato sull’autonomia
economica di ogni individuo che lo facesse sentire libero di scegliere, sullo
sviluppo di talenti e creatività anche al di fuori della comune stessa. In
questo modo, ogni persona partecipa all’evolversi della comune, pur avendo una
sua attività ed espansione nel mondo, nella società.
“Sii nel mondo, ma non del
mondo” dice Osho. Liberi di entrare e uscire nel
pieno rispetto delle regole collettive e in perfetto equilibrio con le esigenze
individuali. Gautama per i suoi abitanti è proprio
questo: un sistema di supporto che si prende cura delle persone da un punto di
vista olistico, fisico, mentale, emozionale e
spirituale.
Accettare l’aiuto di
tutti, così come avere la volontà di dare il nostro, il riconoscimento
dell’amore e l’incoraggiamento sono la vera medicina.
Osho Gautama
non solo è una comune, ma è anche una università di vita, dove è possibile
seguire un programma di studi olistico che, oltre a
darti la possibilità di trasformazione personale, offre una specializzazione a
livello professionale per chi desidera lavorare con la gente.
In tal caso, si può
accedere all’Humaniversity Therapist
Training, scuola ad alto livello di professionalità, fondata da Veeresh in Olanda.
Il Therapist
Training insegna le basi della Humaniversity Psychology e ogni studente viene seguito individualmente
nel suo programma e percorso di crescita, che si sviluppa in base alle sue
esperienze, necessità e disponibilità, per un arco di tempo di circa quattro
anni, potendo scegliere una specializzazione.
Quello che comunque ci
caratterizza è la possibilità di seguire programmi residenziali come il Tourist e lo Student Program.
Il Tourist
Program è un percorso intensivo di quindici giorni, dedicato a chi desidera
farsi un regalo prezioso, per ritrovare se stesso e migliorare la qualità della
propria vita, avendo una visione più chiara della nuova direzione da scegliere,
supportato da un team di insegnanti di lunga e comprovata esperienza, nonché
circondato da amici amorevoli e premurosi. In ogni caso, qualsiasi sia la
motivazione, di certo coloro che si avvicinano a questo programma hanno
fondamentalmente una cosa in comune: il grande desiderio di trasformare la
propria esistenza in qualcosa di più, andando oltre schemi e comportamenti che
limitano i potenziali, la creatività e il benessere personali.
Un percorso
di crescita, sicuramente, ma anche la possibilità di ritrovare la gioia di vivere e
amare senza condizioni.
lo
staff di gautama
Il Tourist Program: impressioni
Sono arrivato a Gautama disgustato e stufo della ciclicità cronica dei miei fallimenti:
ho deciso di fidarmi a priori e farmi aiutare.
Il mio Tourist Program è
durato 30 giorni ed è stato un arco di tempo di grande intensità introspettiva.
Tutte le persone della comune, con molto amore, mi
mandavano esplicitamente o silenziosamente il messaggio: “Guardati dentro,
vinci la paura”. Molte sono state le difficoltà, specialmente nell’accettare
l’immagine di me riflessa negli altri. Alcuni giorni sono stati neri e intensi,
altri pieni di gioia e divertimento. Con grande sospetto ed infinite riserve ho
visto affiorare aspetti del mio essere che avevo per lungo tempo rifiutato, la
parte più difficile è accettare che: “io sono Ok così
come sono”. A posteriori mi sento fortunato, poiché queste sono state le
premesse fondamentali per fare pace con me stesso. A Gautama
ho ridato un senso a parole come “amicizia” e “prendersi cura” e sono davvero
felice ed orgoglioso di dire che è diventata casa mia.
Quando ho iniziato il Tourist
mi chiamavo Maurizio, ora sono orgoglioso di chiamarmi Sw
Amano Parived.
La scorsa estate mi sono regalata le
vacanze più belle della mia vita: ho fatto il Tourist
Program. Un viaggio indimenticabile all’interno di me stessa. Sono stati i 15
giorni più intensi della mia vita. Ho visto i miei giochi e condizionamenti, i
miei ruoli, le mie manipolazioni. Sono stata guidata lungo la strada da
insegnanti eccezionali, sensibili e amorevoli. Ho sperimentato tutto quello che
nella vita “normale” mi avrebbe ferito dolorosamente, ma nello spazio d’amore
in cui ero si è tramutato in un’esperienza meravigliosa. Mi sono anche
divertita, interpretando tanti ruoli, dai quali scaturivano varie dinamiche.
Meditazioni, sessioni, lavoro corporeo scandivano le mie giornate. La dedizione
e l’amore del team con il quale potevo condividere non mi ha mai fatta sentire
sola – anzi, c’era sempre qualcuno pronto ad abbracciarmi!
Ho sperimentato veramente tutte le astuzie della
mente e lo spazio del cuore.
Questa esperienza ha mutato la mia vita. Ora posso
affrontare con sicurezza e amore la mia realtà quotidiana e le mie relazioni.
Auguro a tutti di trascorrere una vacanza come la mia, ricca di luce, amore e
consapevolezza.
Prasada
Ciò che mi ha
spinta a
partecipare al Tourist Program è stata la
determinazione a cambiare: dopo anni di duro lavoro su me stessa, sentivo
l’urgenza di andare ancora più in profondità, per evitare di ripetere gli
errori del passato, per spezzare, infine, la “coazione” a ripetere, per
lasciarmi essere…
In fondo la vita è un teatro. E nel Tourist Program si pone in atto una sorta di psicodramma in
cui il/la protagonista vive ruoli diversi, interpretando nella vita di tutti i
giorni, ora un personaggio, ora l’altro: ognuno di questi rappresenta una parte
“ombra” di sé. È estremamente interessante incarnare, dare vita a quelle parti
oscure di sé che, talora, ci preoccupiamo di conoscere solo a livello
intellettuale.
È un’avventura, avvincente come ogni avventura
anche per i rischi che comporta: non avere più reti di protezione nascoste o
maschere da indossare.
Certo non è stato facile. Mostrarmi agli altri
nella mia vulnerabilità mi è costato molto, ma ho notato che, nonostante
questo, ero accettata lo stesso.
A distanza di alcuni mesi mi trovo a costatare, in
base a verifiche quotidiane, la mia più ampia libertà d’azione in ogni campo;
inoltre (anche se può apparire un paradosso) mi scopro più responsabile nei
confronti di me stessa, della vita e dell’amore, incurante dei giudizi altrui. Carmen
Se vuoi andare più in profondità nella tua
crescita personale continuando a vivere nella comune, puoi partecipare al Communal Living Program,
conosciuto anche come
Student
Program
Lo Student Program è un
programma incredibilmente coinvolgente durante il quale hai la possibilità di
imparare a essere te stesso. Questo avviene nell’incontro con le altre persone
che partecipano al programma o che vivono nella comune, nel divertirsi insieme,
nel creare, abbinato a un percorso di crescita personale.
Queste due condizioni sono l’anima di questo
programma, che ti dà, da un lato, la possibilità di aumentare la tua
consapevolezza attraverso le meditazioni, corsi, feste, dinamiche di gruppo;
dall’altro di mettere in pratica già da subito la volontà di crescere
attraverso l’esperienza e la relazione, che ti porta ad accrescere la qualità
della tua vita nel quotidiano.
Questo è un programma aperto a tutti e a tutte le
necessità delle persone che lo scelgono, perché lo Student
Program, anche se lavora principalmente in situazioni di gruppo, porta sempre a
dei risultati prettamente individuali.
È un ottimo programma per le persone che vogliono
vivere il proprio quotidiano in maniera più eccitante e creativa o vogliono
vedere la propria vita in un’ottica positiva e con più piacere.
per ulteriori
informazioni: Gautama Multiversity
- Via S. Martino 51 - 21020 Morosolo - Va
tel
e fax 0332-826073 – email:
info@gautama.it
Il corpo: uno specchio dei condizionamenti della
mente o un patrimonio di saggezza che possiamo e dobbiamo ascoltare se vogliamo
comprendere chi siamo e vivere una vita naturale e soddisfacente?
Il corpo è stato sempre trascurato o addirittura
rifiutato o torturato da chi seguiva una tradizione cosiddetta spirituale o
religiosa, con i risultati che possiamo vedere tutti. Quella persona a cui
viene insegnato che il corpo è ‘male’ da evitare e reprimere, ma continua pur
sempre a dover vivere una realtà materiale, sarà divisa e in conflitto con se
stessa, e non potrà neanche avere un contatto amorevole con la ‘natura’ che lo
circonda visto che ha rinnegato la propria.
Nasciamo dotati di un corpo che è un meccanismo
così perfezionato che non siamo ancora in grado di spiegarne completamente il
funzionamento, ma subito cominciamo a imporgli i modelli di ideologia
preminenti nel luogo e nel tempo in cui viviamo.
E il corpo nella sua flessibilità si adegua fino a
volte a deformarsi pur di darci ciò che la mente vuole. Basti pensare a come si
è modificato il corpo delle donne nel corso dei secoli, cambiando addirittura
forma per soddisfare i modelli prevalenti di accettabilità e di bellezza.
Possiamo rifiutarlo o reprimerlo, tormentarlo con
il fumo e con l’alcol, possiamo deformarlo o farlo ammalare, possiamo forzarlo
a fare diete o ginnastiche assurde o sottoporlo a chirugie
plastiche insensate perché non risponde al nostro modello di perfezione ma,
appena gli lasciamo un po’ di spazio, è pronto a rispondere e a mettere a
nostra disposizione la sua saggezza e la sua fondamentale ‘giustezza’.
A volte, come ci dice Madita
nella sua intervista, basta solo parlargli e fargli capire di essere grati di
tutto ciò che fa per noi per farlo essere più sano e rilassato.
Certo, il corpo non è tutto, non è la nostra
realtà più sottile o più profonda. Ma è la parte di noi in fondo più
accessibile e più pronta a starci a sentire.
È vero, i mistici dicono che siamo confinati in
una forma e il desiderio ultimo è quello di entrare nella coscienza universale
che è senza forma. Ma finché siamo qui, ci conviene imparare tutto ciò che
possiamo attraverso il materiale e il corpo. E, dopo tutto, ci sono anche dei
lati buoni...
Odio essere
in sovrappeso, ma non riesco a dimagrire, malgrado
tutte le diete tentate!
Devi essere un perfezionista e avere un’idea ben
precisa di come dovrebbe essere il corpo, di come dovresti sembrare, di quali
fattezze dovresti avere! Hai una meta chiara
di che aspetto dovresti avere ed è per questo che non riesci ad
accettarti, che ti continui a rifiutare. A causa di quel rifiuto, ti senti
infelice.
Distruggi semplicemente
tutte quelle mete e tutti i tuoi ideali; tutti gli schemi e i modelli mentali
di come le cose dovrebbero essere, di come tu dovresti essere. Lasciali andare completamente! Non c’è nulla da perdere, non ti mancherà nulla: la tua
energia inizierà semplicemente a fluire.
Quando sarai nel momento,
il tuo corpo inizierà a perdere peso. È il tuo continuo antagonismo che lo
porta a ingrassare, perché quando sei costantemente in conflitto col corpo,
questo si sente insicuro e di conseguenza non smette mai di mangiare.
Sei come un bambino che
non riesce a fidarsi della madre. Quando succhierà il seno, non si staccherà
più perché non si fida: non sa quando la madre glielo ridarà! Non è sicuro, e
perciò si aggrapperà, continuerà a succhiare quanto più gli è possibile. Si
gonfierà, perché il futuro è del tutto incerto... se il bambino sa che la madre
lo ama, che è sempre a sua disposizione, non si preoccuperà tanto: mangerà
quanto gli è necessario in quel momento, non si preoccuperà di accumulare cibo,
si riposerà.
Il grasso, in realtà, è un
accumulo: si accumula per un futuro che può essere incerto. Un uomo può vivere
tre mesi senza mangiare, può accumulare grasso a sufficienza per non morire di
fame. Si tratta di una vecchia abitudine, è un programma biologico.
Migliaia di anni fa, infatti,
quando l’uomo era un cacciatore, il cibo non era sempre garantito. Un giorno se
ne trovava in abbondanza, poi, per giorni interi, si viveva nell’incertezza...
l’uomo conserva questa abitudine biologica. Ed essa è associata
all’insicurezza. Oggi non ci sono problemi... per lo meno, non in America: lì
il cibo non manca. Per la prima volta, una società ha cibo a sufficienza. E gli
americani non dovrebbero essere grassi... in India si può concedere alla gente
di essere grassa, perché il cibo non è mai una garanzia.
Voglio dire che ora che il
cibo è accessibile, ed è cibo buono e nutriente, non esiste alcun bisogno
fisico di mangiare in eccedenza. Esistono però delle insicurezze psicologiche
che fanno scattare questo meccanismo se il corpo inizia a sentirsi insicuro. Ed
esso conosce un solo modo per evitare l’insicurezza, cioè mangiare, continuare
a rimpinzarsi di cibo. Diventa una sorta di occupazione.
Lascia cadere ogni ideale!
Non c’è nulla che tu debba migliorare; sei bellissimo così come sei... inizia a
vivere! Anziché pensare che vivrai nel futuro, quando sarai perfetto, quando
sarai questo o quello, quando avrai raggiunto lo standard di vita che la tua
mente si propone... ricorda che la vita è qui e ora, e ti scivola di mano.
Domani esiste solo la morte. Solo oggi esiste la vita... essa esiste sempre e
solo oggi!
Inizia a vivere e inizia a
divertirti. Più ti diverti, più ti godi la vita, meno mangerai. Una persona
veramente felice, non mangia molto. Si ingurgita di tutto solo quando ci si
sente infelici, sofferenti, vuoti, privi di significato... per lo meno col
cibo, si ha qualcosa!
tratto
da:
Osho,
Dalla Medicazione alla Meditazione - ed. Red
Zorba
il Buddha
Una delle
ragioni per cui l’uomo non è ancora civilizzato è la divisione tra mente, corpo
e anima. Questa divisione è stata predicata da tutte le religioni del mondo.
Esse hanno condannato il corpo, e alcune hanno anche condannato la mente. Ma
hanno lodato l’anima.
Il risultato
non è stato quello che si aspettavano. Il risultato è stato uno strano
avvelenamento dell’umanità. La gente non ha abbandonato il corpo, non ha
abbandonato la mente, ma ha cominciato a sentirsi colpevole per entrambi. Ha
perso il rispetto di se stessa, ha perso il contatto con la saggezza del
proprio corpo, e ha perso il dominio della propria mente. Il fatto è che, a
meno che questi tre elementi lavorino in una totale unità organica, un uomo non
è integro.
E un uomo
che non è integro non può essere neanche spirituale.
Il mio
approccio fondamentale è: non sono contro il corpo, non sono contro la mente;
sono assolutamente per l’unità, per una sinfonia e sincronicità tra queste tre
sfere. Una persona può sentirsi realizzata e completa solo quando questi tre
elementi operano in armonia totale.
OSHO
Come NON usiamo i nostri sensi
Puoi parlare
dei sensi e dello stato in cui si trovano? Ho la sensazione che vengano
utilizzati su basi assolutamente patologiche.
Non pensare neppure per un attimo che i tuoi sensi
siano ciò che dovrebbero essere.
Non lo sono affatto. Sono
stati ammaestrati: tu vedi qualcosa solo se la tua società ti permette di
vederla. Ascolti solo ciò che la società ti permette di sentire. Usi il tatto
solo se la società te lo permette.
L’uomo ha perso diversi
dei suoi sensi; per esempio, l’odorato. Non lo possiede praticamente più.
Osserva com’è sensibile il naso di un cane! Al confronto, l’uomo sembra non avere alcun odorato: qualcosa blocca il suo
naso.
Quanti
hanno lavorato a
fondo in quest’ambito affermano che la causa sta
nella repressione del sesso. Da un punto di vista fisico, l’uomo sarebbe sensibile come qualunque altro animale, ma psicologicamente il suo senso
dell’olfatto è stato alterato. L’odorato è uno degli accessi più erotici al
nostro corpo. È attraverso l’odore che gli animali avvertono se un maschio è in
sintonia con una femmina. Quando la femmina è disponibile, emette un
particolare odore e da questo il maschio capisce che lo ha accettato. L’uomo ha
distrutto l’odorato perché, lasciando
questo senso intatto, sarebbe difficile creare una cosiddetta società
acculturata. Cammini per strada, e una donna ti lancia un messaggio erotico.
Che cosa fai? Sarebbe proprio imbarazzante.
Nessuno guarda la gente
negli occhi e, quando lo fa, mai più di qualche secondo. Ci si evita con lo
sguardo: guardare l’altro è considerato offensivo. Osservati: guardi veramente
le persone? Oppure eviti il loro sguardo? Se le guardi, potresti vedere
qualcosa che l’altra persona non vuole mettere in mostra. Il galateo consiglia
di evitare un contatto diretto. Ascoltiamo qualcuno parlare, ma non lo
guardiamo in faccia, perché spesso le parole e l’espressione del volto sono
contraddittorie. L’altra persona può dire una cosa, e mostrarne un’altra...
osserva quanto spesso accade. Ma nessuno ci fa più caso, perché ci si è abituati
a non guardare mai nessuno direttamente in faccia. Oppure, se anche lo si
guarda, lo sguardo non è consapevole, è privo di attenzione, è vuoto:
praticamente, è come se non si guardasse affatto.
Scegliamo
ciò che sentiamo.
Non sentiamo tutto, ma solo ciò che è utile. E questo valore d’utilità cambia
con le società, con le nazioni. Un uomo primitivo che vive nella foresta o
nella giungla, deve stare attento a tutti i suoni. La sua vita è in pericolo,
dipende dall’udito. Tu vivi in un mondo civile, non è affatto necessario che il
tuo udito funzioni perfettamente!
La gente non si tocca, non
si tiene per mano, non si abbraccia. Se prendi per mano qualcuno, entrambi vi
sentite imbarazzati. Perfino abbracciarsi dà la sensazione che stia accadendo
qualcosa che non va. Subito hai fretta di staccarti
dall’abbraccio, perché il corpo dell’altra persona ti può aprire.
Perfino ai bambini non è
permesso abbracciare i propri genitori. La paura, in profondità, è legata al
sesso: esiste un tabù sessuale. La madre teme che, abbracciando il suo bambino,
si possa eccitare. Il padre teme che, abbracciando la figlia, si possa eccitare. Il calore ha modi tutti
suoi di operare.
Ma non c’è nulla di male
nell’essere fisicamente o sessualmente eccitati. È un semplice segnale di vita.
Ma la paura, il tabù sessuale, consiglia di tenere le distanze.
tratto
da:
Osho,
Dalla Medicazione alla Meditazione, ed.
Red
L'arte di fare amicizia con se stessi
Intervista con Deva Madita,
conduttrice di “Talking to your Body/Mind” ovvero “Parlare
al Corpo/Mente”.
La magia mi ha colpito immediatamente. Era la
frescura del verde degli alberi altissimi che ondeggiavano
all’esterno della stanza dei gruppi nella Lao Tzu
House? O i cigni, che si lanciavano richiami nel giardino? Era forse il fresco
contatto con le lenzuola azzurre che ricoprivano i materassi dove ero stesa
insieme ad altre venti persone? Era la voce ipnotica di Madita,
l’attraente conduttrice dai capelli rossi della sessione mattutina di “Talking to your
Body/Mind”? O forse era il ritmo della musica che
creava rassicuranti e amorevoli onde di rilassamento in tutto il corpo? Forse
era un insieme di tutte queste cose.
Stavo partecipando alla
meditazione chiamata ‘Osho reminding
you of the forgotten language of your body and mind’ – per
ritrovare il linguaggio dimenticato del parlare con il corpo e la mente – e sono caduta subito in uno stato simile alla
trance. La mia consapevolezza ha cominciato a sprofondare, addentrandosi nei
più intimi recessi del mio essere… luoghi di cui non conoscevo nemmeno
l’esistenza. I turbolenti strati della mente conscia si sono sciolti nel
morbido vuoto interiore. Madita era la facilitatrice di questo meraviglioso processo. Quando,
un’ora dopo, la sua voce seducente ci ha persuaso a ritornare, la mia mente,
emergendo da questa immersione rinfrescante, si è chiesta: “Così presto? È già
finito?”.
Ero curiosa di saperne di
più e ho deciso di andare più a fondo parlandone con Madita.
Madita mi ha raccontato: “È
stata l’ultima meditazione creata da Osho, tre mesi
prima di lasciare il corpo. Tutto è iniziato un giorno quando, ritornando nella
sua stanza dalla Buddha
Hall alla fine della meditazione della White
Robe, si era accorto di un disturbo
all’articolazione della spalla. Allora ha chiesto alla spalla: “Lascia
andare il dolore!”. E il dolore si è spostato all’avambraccio. Gli era sembrato
molto strano – nell’avambraccio non ci sono articolazioni. Ha quindi ordinato
all’avambraccio: “Lascia andare il dolore!”. Subito il dolore si è manifestato
nella gamba.
A quel punto ha deciso di
usare Maneesha come cavia, proprio come aveva fatto
con molte altre delle sue tecniche. Come sappiamo dagli accenni fatti da Osho nei suoi
discorsi, per molti anni Maneesha ha sofferto
di emicrania. Quando Osho ha cominciato a fare
esperimenti con il proprio dolore, ha anche suggerito a Maneesha
di provare con il suo.
Ogni giorno diceva al suo
dottore, Amrito, di chiedere a Maneesha
come stesse progredendo l’esperimento. “Mi faceva sentire molto vicina a Osho” spiega Maneesha “quando mi inviava, tramite Amrito,
notizie sulla sua salute e mi chiedeva come stavo io! Ad un certo punto ricordo
che gli dissi di aver soprannominato l’emicrania la mia ‘pescivendola’, e di averle chiesto di lasciarmi in
pace, di smetterla di infastidirmi.”
“Ricordo che Osho ha risposto: ‘No, non parlare direttamente con il
dolore – questo non fa che dargli sostanza. Devi parlare alla parte sana in te,
non a quella malata’ …qualcosa del genere.”
In seguito Osho ha suggerito al direttore della Multiversity
di creare un gruppo che portasse avanti questo lavoro e che la facilitatrice del gruppo doveva essere una donna che
conosceva l’ipnosi. Quindi mi hanno chiesto di fare questo gruppo, ci dice Madita, perché conoscevo questa tecnica.
Osho aveva anche spiegato come
fosse preferibile avere una donna come conduttrice, perché è più facile per una
donna insegnare a diventare buoni amici di se stessi.
Osho si è ricordato allora di
avere nella sua biblioteca un libro di saggezza cinese o tibetana
sull’argomento, e ci ha chiesto di trovarlo. È iniziata allora una ricerca
frenetica, durante la quale mi sono imbattuta in molti libri su quel tema, ma
non ho mai trovato quello lì! Indirettamente, venivo preparata al gruppo.
Come hai fatto a creare la struttura del gruppo?
Ho suggerito tre tecniche
di ipnosi e Osho ne ha scelta una. All’inizio si era programmato un gruppo di tre giorni,
ma in seguito abbiamo deciso di strutturarlo in sette sessioni della durata di
un’ora per sette giorni consecutivi. Il nome completo – scelto da Osho – è: ‘Osho
reminding you of the forgotten language of talking to your
body and mind’. È
un nome piuttosto lungo, ma che spiega esattamente l’argomento del corso:
l’insegnamento dell’arte dimenticata di fare amicizia con se stessi.
Tutte queste frasi rassicuranti che dici durante la
meditazione ti sono state passate da Osho?
Osho ha dato due frasi da
ripetere in questo gruppo. Una rivolta al corpo: ‘Voglio avvicinarmi ed essere
un amico. Non avevo mai pensato che per tutti questi anni hai lavorato per me e
io non ti ho mai ringraziato.’
E poi un’altra: ‘La tua
comprensione diventa più profonda, e il tuo corpo, la tua mente e la tua anima
sono uniti in un unico fenomeno.’
Inoltre Osho ha detto che il gruppo doveva iniziare e terminare con
tre minuti del mantra ‘Osho’.
All’inizio ripetere ‘Osho’ porta la gente a un
profondo stato di rilassamento, e alla fine a uno stato di risveglio.
Ogni qualvolta guido la
meditazione, spiego il significato della parola Osho, secondo la definizione che ne ha dato lui
stesso:
O: amore profondo,
rispetto e gratitudine.
Sho: espansione di
consapevolezza multidimensionale.
Questo gruppo è stato un
enorme successo fin dall’inizio. Nei primi gruppi di solito c’erano fino a 140
persone. Una settimana prima che Osho lasciasse il
corpo, è arrivato il suo ultimo messaggio rispetto al gruppo. Diceva: “Come va?
Ricorda alla gente di non parlare mai al sintomo, di parlare sempre alla mente
inconscia che si cela dietro al sintomo. Il sintomo non è altro che un segnale
di allarme. Questa meditazione può essere molto utile per controllare abitudini
di ogni tipo”.
Ha anche detto tante
volte: “Usare l’ipnosi va benissimo”.
Questa è una meditazione
guidata nella quale la gente arriva a comunicare con la parte più profonda di
se stessa. La voce dalla conduttrice continua a dare suggestioni ipnotiche
verso la guarigione, verso un ristabilirsi dell’equilibrio e della
consapevolezza nella vita di tutti i giorni. Nella scienza dell’ipnosi,
sosteniamo che il corpo ha un collegamento diretto con la mente inconscia – non
solo per gli elementi repressi e negativi accumulati al suo interno ma anche
per la saggezza in esso contenuta. Ed è solo grazie all’inconscio che ti puoi
collegare con il Super-Io. Quindi parlando al tuo corpo parli in realtà alla
tua mente inconscia.
Questa meditazione può
essere fatta durante il giorno oppure come ultima cosa prima di andare a letto.
La bellissima cassetta di musica e voce (in inglese) usata nel gruppo, può
essere acquistata a Pune nella libreria – e in Italia
ordinata da Oshoba. Puoi parlare al tuo corpo se
soffri di mal di testa o insonnia o mal di stomaco e così via, ma anche se hai
un corpo sano: puoi ringraziarlo di essere sano, dargli suggerimenti per
migliorare e goderti il tuo benessere. Tutte le volte che parlo al mio corpo
usando questa tecnica, mi sento rilassata e come ringiovanita.
Sadhana
“La saggezza del corpo non è stata apprezzata da nessuna
religione al mondo. Il papa più saggio non può essere stato più saggio del tuo
corpo. È un meccanismo perfetto: il suo funzionamento è stato tenuto al di
fuori del nostro controllo perché il controllo sarebbe stato potenzialmente
distruttivo.
Quindi io ti
insegno, innanzitutto, un profondo rispetto, amore e gratitudine per il tuo
corpo. Sarà un elemento fondamentale per la psicologia dei buddha,
per la psicologia degli esseri risvegliati.”
Osho
Libertà dal corpo?
Quando
cominci ad avere degli sprazzi di intuizione, scopri a poco a poco che il mondo
va avanti da solo, con i suoi mezzi. Non c’è bisogno che tu lo sostenga; non
sei necessario. Il corpo funziona senza di te. Sente la fame, chiede del cibo e
lo ingerisce da solo. Tu non fai altro che metterti in mezzo, e senza alcun
motivo. Il corpo sente il calore, e cerca l’ombra di un albero. Se tu ti metti
in mezzo, lo fai senza motivo. Non eri necessario. Avresti potuto limitarti ad
osservarlo mentre sentiva caldo, ad osservare la traspirazione che diceva al
corpo che aveva dei problemi, e ad osservare il corpo che si alza e si sposta all’ombra.
Se riesci ad osservare il corpo che ha dei problemi a causa del calore, e si
sposta all’ombra – se rimani un semplice testimone della scena, non l’attore –
allora sei già liberato. Non esiste altra liberazione. E presto scoprirai che
ti sei liberato di tutto ciò che la società ha represso dentro di te. Ma non
esiste una liberazione da ciò che ti ha dato la natura.Osservare
ti solleverà da tutto ciò che la società ha represso forzatamente in te, da
tutto ciò che è innaturale. Ma cerca di comprendere questo molto bene: non c’è
libertà da ciò che la natura ti ha dato. Se il meditatore non capisce questo,
si troverà in difficoltà, perché penserà di doversi ancora liberare da questo e
da quello.
Ricordati
che puoi eliminare tutto ciò che ti è stato dato da altri, ma non ciò che hai
portato con te. Quello potrai lasciarlo solo nel giorno in cui lascerai il tuo
corpo.
OSHO
L’unica cosa è che il corpo dovrebbe funzionare bene,
alla perfezione. È arte, non disciplina. Non è austerità; non devi combatterlo,
devi solo comprenderlo. E il corpo è così saggio – più saggio della mente,
ricorda, perché il corpo è esistito più a lungo della mente.
La mente è proprio una
nuova arrivata, è come un bambino. Il corpo è molto antico, di un’antichità
estrema. Un tempo esistevi come roccia; il corpo c’era, la mente era
profondamente addormentata. Poi sei diventato un albero; il corpo c’era, con
tutte le sue fronde e i suoi fiori. La mente era ancora profondamente
addormentata, non così addormentata come nella roccia ma sempre addormentata.
Sei diventato un animale, una tigre; il corpo era così vivo, pieno di energia,
ma la mente non funzionava. Sei diventato un uccello, sei diventato un uomo… Il
corpo ha operato per milioni di anni.
Il corpo ha accumulato
tanta saggezza, il corpo è molto saggio. Per questo se mangi troppo, il corpo
dice: “Basta!”. La mente non è così saggia. La mente dice: “Il sapore è
buonissimo – ancora un po’”. Se ascolti la mente, allora essa diventa
distruttiva rispetto al corpo, in un modo o nell’altro. Se ascolti la mente, è
come se un bambino guidasse un vecchio – cadranno entrambi in un fosso. E se
ascolti la mente, sarai innanzitutto troppo nei sensi e te ne stancherai in
fretta. Ogni senso porta con sé infelicità; ogni senso porta con sé più ansia,
più conflitti e dolore.
Se mangi tanto, ci sarà
dolore e vomito: tutto il corpo ne verrà disturbato. A quel punto la mente
dice: “Mangiare è sbagliato, mettiti a digiuno”. Ma anche un digiuno è
pericoloso. Se ascolti il corpo, non mangerà mai troppo o troppo poco – non
farà altro che seguire il Tao.
Alcuni scienziati hanno
lavorato su questo problema e hanno scoperto un fenomeno molto bello: i bambini
molto piccoli mangiano quando hanno fame, si addormentano quando sentono che il
sonno sta arrivando – ascoltano il loro corpo. Ma i genitori interferiscono e
li forzano in continuazione: “È ora di cena, o di pranzo, di questo e di
quello, è ora di dormire – è ora – vai!” Non lasciano libertà al loro corpo.
Uno scienziato ha fatto l’esperimento
di lasciare i bambini a se stessi, lavorando con venticinque bambini. Questi
bambini non sono stati costretti ad andare a dormire o a svegliarsi. Nessuna
costrizione per sei mesi. E c’è stata una rivelazione molto significativa. I
bambini dormivano benissimo: avevano meno
sogni, non soffrivano di incubi, perché gli incubi nascevano dalle costrizioni
esercitate dai genitori. Mangiavano bene, ma non troppo – mai meno del necessario e mai più del necessario.
E il bambino, crescendo, mangiava una quantità maggiore di ciò che era necessario alla crescita. Hanno analizzato gli alimenti e hanno
scoperto che quegli ingredienti erano
utili. Il cibo cambiava, nel momento in cui cambiavano i bisogni. Un giorno il
bambino mangiava qualcosa e il giorno successivo lo stesso bambino non lo
mangiava più. Gli scienziati hanno compreso
che c’è una saggezza del corpo.
Se permetti al corpo di
dire la sua, sei sulla strada giusta, la Grande Via. E questo vale non solo per
il cibo, ma per tutto il resto della vita. Se il sesso per te va male, è per
via della mente; se lo stomaco va male, è per via della mente. Tu interferisci
col corpo. Non interferire! Anche se puoi farlo solo per tre mesi, smetti di
interferire. Diventerai subito molto sano; su di te scenderà una sensazione di
benessere. Sentirai che è tutto a posto, che è tutto perfetto. Il problema è la
mente.
La mente ha la sua
funzione, quella di entrare in relazione con gli altri, di muoversi in un mondo
in cui vivono tante persone, di guidare un automobile, di seguire le norme del
traffico, di non creare pericoli per sé e per gli altri, di guardare avanti e
fare programmi. La mente è come un radar, guarda avanti – dove andare e in che
modo – ma la base è sempre il corpo.
Le persone che sono ostili
al corpo e storpiano i propri sensi, dovranno aspettare l’illuminazione più a lungo di chi dà ascolto ai propri sensi e
segue i loro consigli.
Se ascolti i sensi diventi
semplice. Naturalmente nessuno ti darà rispetto; la gente dirà: “Questo è un
uomo sensuale”. E un uomo sensuale è più vivo di un uomo che non è sensuale. Ma
a nessuno interessa la vita; tutti sono interessati a qualcosa di morto da
poter adorare.
Non chiedere alla gente
rispetto, o perderai la tua strada. Arriverà il momento in cui tutti ti
rispetteranno, tutti tranne te, perché tu sai di essere completamente fuori
strada. Niente va bene, ogni cosa va nel verso sbagliato.
Dai ascolto al corpo! Sei
qui proprio per goderti questo momento che ti è stato offerto, questo momento
di grazia, questa benedizione che ti è accaduta.
Sei
vivo, consapevole, e in un mondo così vasto!
Non capisci cosa hai
realizzato. Se capissi cosa hai realizzato, potresti solo essere grato e non
chiederesti di più. Avresti potuto essere una roccia e non c’era nulla che
avresti potuto fare al riguardo. Sei una persona! Ma tu soffri e ti preoccupi,
e non afferri affatto il punto. Goditi questo momento perché potrebbe non
tornare più.
tratto
da:
Osho,
Il Libro del Nulla, ed. Mediterranee
La chiave? L’accettazione
Ogni volta
che mi trovo sotto stress emotivo, il mio corpo reagisce. Ti ho sentito parlare
di suchness, lo stato di fatto delle cose, e di
accettarle così come sono, e questa è stata la chiave con cui ho acquietato la
mia mente. Hai un’altra chiave che mi aiuti ad acquietare anche il corpo?
La chiave d’oro del suchness, l’accettazione dello
stato di fatto delle cose, non è una
chiave comune, è una chiave universale. Può funzionare per la mente, può
funzionare per il cuore, può funzionare per il corpo; con il corpo, sarà necessario
un po’ più di tempo, tutto qui.
Quando mi hai sentito parlare di suchness, come prima cosa si è acquietato il tuo cuore:
esso ha percepito la brezza rinfrescante che il suchness
solleva, la profonda accettazione dell’esistenza. Ma acquietandosi, il cuore ha
iniziato a cambiare la tua mente.
La mente è al secondo posto: ci vorrà un po’ più
di tempo. Ma quella stessa chiave funziona anche su di lei, e anche lei si
acquieterà.
Il corpo verrà come terzo, perché questa è la sua
posizione: il tuo essere è il tuo centro, prossimo all’essere è il cuore;
quindi viene il cerchio della mente, e infine il cerchio più esterno del corpo.
Il corpo è l’elemento più lontano dal tuo essere; quindi le cose arrivano al
corpo un po’ più tardi.
Se hai preso un raffreddore, sdraiati sul letto,
lascia che anche il corpo percepisca questo suchness,
fa’ in modo che comprenda che non è un problema. Non si tratta di una malattia,
ma di una sorta di pulizia.
Il meccanismo interno del tuo corpo, possiede uno
strato di muco. È una sorta di lubrificante che permette al corpo di funzionare
più agevolmente, più facilmente. E, proprio come qualsiasi altro meccanismo,
ogni tanto ha bisogno di sostituire il lubrificante... per lo meno una volta o
due all’anno, il muco ormai invecchiato, che è diventato inefficace, deve
essere espulso dall’organismo, così che il corpo ne possa produrre di nuovo.
Un raffreddore non è una malattia: ecco perché non
esistono medicinali per curarlo.
Se fosse una malattia, sarebbe stato trovato un
farmaco; per questo, si dice: «Se non prendi nessuna medicina, il tuo
raffreddore durerà sette giorni; se prendi delle medicine, guarirà in una
settimana!». Non è una questione di medicinali, non è una malattia, è un
processo di pulizia. Quindi accettalo e, anche se il tuo corpo si sente malato,
non opporre resistenza. Usa i medicinali, ma la tua attitudine, l’intera
psicologia deve essere diversa.
Le medicine possono essere usate basandosi su due
punti di vista diversi, diametralmente opposti. Uno tende a distruggere la malattia:
si tratta di un’attitudine negativa. Ed è l’attitudine comune alla maggioranza
delle persone. Chi comprende il suchness della vita,
non assumerà mai questo atteggiamento: penserà che, forse, questa malattia è
necessaria. Non la rifiuterà. Prenderà le medicine solo per aiutare il corpo ad
accettare la malattia, solo per dare al corpo la forza necessaria per vivere
nella malattia in uno stato di accettazione. Non prenderà la medicina perché
intende lottare contro la malattia; la prenderà per aiutare la sua vitalità, la
sua salute; la prenderà per essere sufficientemente forte per accettare questa
malattia come amica, non per creare antagonismo. Certo ti stupirà, ma questa
idea, l’idea del suchness ti aiuterà nelle traversie
del cuore, delle emozioni e dei sentimenti, nella confusione della mente e
nelle malattie del corpo.
tratto da: Osho, Dalla
Medicazione alla Meditazione, ed. Red
Diventa consapevole del cuore...
“Se [nel tuo corpo] va tutto bene, ne resti
completamente inconsapevole. E invece quello è proprio il momento in cui puoi
stabilire un contatto – con questo star bene – perché quando c’è qualcosa che
non va, allora puoi solo avere un contatto con la malattia, con tutto quello
che non va, con la perdita della sensazione di benessere. In questo momento c’è
la testa; poi arriva il mal di testa e il contatto viene stabilito.
Ma noi abbiamo perso quasi
del tutto questa capacità. Cerca di metterti in relazione con il tuo corpo
quando va tutto bene. Sdraiati sull’erba, chiudi gli occhi e senti cosa succede
dentro di te, senti il benessere e l’energia muoversi dentro di te. Immergiti
in un ruscello: l’acqua sfiora il tuo corpo e rinfresca ogni cellula. Senti
come questa freschezza penetra dentro di te, cellula dopo cellula, e va in
profondità nel corpo. Il corpo è un fenomeno straordinario, uno dei miracoli
della natura. Oppure siediti al sole. Lascia che i suoi raggi penetrino nel tuo
corpo. Senti il calore che entra in profondità e tocca le cellule del sangue
fino ad arrivare alle ossa. Il sole è vita, la sorgente stessa della vita. A
occhi chiusi senti cosa sta accadendo. Resta vigile, osserva e celebra. A poco
a poco diventerai consapevole di un’armonia molto sottile, una musica
bellissima che risuona in continuazione dentro di te.
Allora avrai un contatto
con il tuo corpo; altrimenti ti porti in giro un cadavere. Il tuo corpo può
essere usato come una macchina; in quel caso non occorre che tu sia molto
sensibile verso di esso. Il corpo continua a dire molte cose che non ascolti
nemmeno perché non c’è contatto. Quindi cerca di essere sempre più sensibile
verso il tuo corpo. Ascoltalo; dice tante cose, ma tu sei così focalizzato
sulla testa che non lo ascolti neanche. Quando c’è un conflitto tra mente e
corpo, quest’ultimo avrà quasi sempre ragione, più
della mente, perché il corpo è naturale, e la mente è un prodotto della
società.
Il corpo appartiene a
questa natura sconfinata, mentre la mente appartiene alla società, alla
particolare società del tuo tempo, della tua epoca. Il corpo ha radici profonde
nell’esistenza mentre la mente resta sempre a agitarsi in superficie. Eppure tu
dai sempre ascolto alla mente, non al corpo. A causa di questa abitudine
protratta, il contatto col corpo si perde. Il corpo, nel suo complesso, vibra
intorno al centro del cuore proprio come il sistema solare si muove intorno al
sole. Sei apparso alla vita quando il tuo cuore ha iniziato a battere, morirai
quando il cuore si fermerà. Il cuore resta il centro solare del corpo.
Diventane consapevole. Ma puoi diventarne piano piano
consapevole solo se diventi consapevole di tutto il corpo.” osho
Cerca di riparare ciò che ha fatto la
società. Il Tantra è una medicina. La società ha
represso il sesso, il Tantra arriva come rimedio per
riequilibrare la situazione. Sei stato troppo sbilanciato sulla sinistra:
arriva il Tantra per aiutarti a spostarti a destra. E
per ritornare in equilibrio a volte è necessario appoggiarsi esageratamente
sulla destra: solo
allora l’equilibrio è riguadagnato.
La società ha creato una mente repressiva, una
mente che nega la vita, una mente che è contro la gioia. La società è
decisamente contro il sesso. Perché? Perché se tu permetti alle persone di vivere il piacere sessuale non le puoi
trasformare in schiavi. È impossibile – una persona gioiosa non può
essere resa schiava. Questo è il trucco. Solo le persone tristi possono essere
trasformate in schiavi. Una persona gioiosa
è una persona libera; ha una sua indipendenza.
Non puoi reclutare persone
gioiose per fare una guerra. È impossibile. Perché dovrebbero andare in guerra?
Ma se una persona ha represso la sua sessualità, è pronta ad andare in guerra,
è desiderosa di andare in guerra perché non è stata capace di godere della
vita. È diventata incapace di godere e quindi di essere creativa. Adesso può
fare solo una cosa: distruggere. Se alla società venisse permessa una libertà
totale rispetto alla gioia, nessuno sarebbe distruttivo. Le persone che possono
amare in modo armonioso non sono mai distruttive. E le persone che possono
amare armoniosamente e provano gioia nel vivere non saranno neanche
competitive.
Si godono la vita. A loro
non interessa avere una casa più grande, un conto in banca più cospicuo. Per
che cosa? Sei felice con la tua donna o con il tuo uomo e stai danzando la
danza della vita. Chi ha voglia di mettersi a lavorare per ore e ore e ore, giorno dopo giorno, anno dopo anno,
sperando alla fine di avere un bel conto in banca e di poter un giorno andare
in pensione e goderselo? Quel giorno non verrà mai. Non può venire perché per
tutta la vita rimani un asceta, uno che non si gode la vita.
Ricorda che gli uomini d’affari sono persone ascetiche. Hanno dedicato
tutto al denaro. Un uomo che conosce l’amore e l’eccitazione e l’estasi che
esso ti può dare, non sarà competitivo. Solamente le persone non appagate sono
competitive perché pensano che la vita non sia qui, ma altrove.
E queste persone sono
sempre in marcia verso qualcosa e non riescono mai ad arrivare. La persona che
conosce la gioia è qui. È già felice qui e ora. I suoi bisogni sono molto
piccoli. Non ha desideri. Ha dei bisogni ma non dei mentre desideri. I bisogni possono essere
soddisfatti, i desideri non possono mai esserlo. I bisogni sono naturali, i
desideri sono pervertiti.
Esiste una sottile
strategia. Il sesso deve essere represso, altrimenti l’intera struttura sociale
crollerebbe immediatamente. Sono tutti d’accordo su una sola cosa – che il
sesso deve essere controllato, che si deve impedire alle persone di provare una
gioia innocente nel sesso.
Ed ecco che arriva il Tantra a ripristinare l’equilibrio, è un rimedio. È per
questo che dà troppa enfasi al sesso: le cosiddette religioni affermano che il
sesso è peccato e il Tantra afferma che il sesso è
l’unico fenomeno sacro.
La società normale è
contraria al sesso; il Tantra arriva per aiutare
l’umanità, per restituire il sesso all’umanità.
Il Tantra
è una medicina.
tratto
da: Osho, The Diamond Sutra
il sesso può portare all'amore… e oltre
Gitama ha studiato
psicologia e filosofia all’Università di Francoforte. Conduce da anni gruppi di
Terapie Meditative e di Tantra all’Osho Meditation Resort, e in giro per il mondo.
Il mio “viaggio” con Osho e la sua visione del Tantra sono stati una fonte costante di arricchimento – e
cambiamenti – nella mia vita. Tutto ciò che ho scoperto e imparato – e che
continuo a imparare – mi è molto utile nella comprensione della polarità
maschile/femminile dentro (e fuori) di me e degli altri.
L’approccio di Osho al Tantra è rivoluzionario
nella sua comprensione della dinamica fra uomo e donna: ci offre la possibilità
di scoprire realmente e di vivere l’amore all’interno delle nostre relazioni
intime, realizzando così sia il nostro potenziale che il nostro desiderio più
profondo.
Nel mio viaggio ho
compreso che l’uomo e la donna non vengono rispettivamente da Marte e da
Venere, ma che tutti quanti desideriamo lo stesso amore, la stessa intimità e,
naturalmente, del buon sesso. Mi ricordo di quando ho scoperto, nella mia prima
storia d’amore con un meditatore, che l’uomo con cui stavo facendo
l’amore era contemporaneamente anche un amico:
è scomparsa così la mia idea fissa che ‘gli uomini vogliono solo sesso’ e da allora si è aperta una porta su un modo d’amare
straordinariamente nuovo.
Nell’incontro con una
persona di solito portiamo il peso delle
nostre esperienze passate e in una situazione simile tutti i sogni,
prima o poi, diventano incubi. Spinti dall’intenso desiderio di un’intima
fusione con l’altro, ma senza una giusta
comprensione della situazione, finiamo col muoverci in un circolo
vizioso di speranze e frustrazioni…
Nel Tantra,
invece di perderci nel passato (cercando di risolvere i nostri problemi o
focalizzandoci su vecchie ferite), cerchiamo di guarire noi stessi incontrando
l’amato con consapevolezza e accettazione del momento. Ho evitato tanti
problemi da quando sono riuscita a vedere l’altro non solo come ‘il mio
principe azzurro’, ma soprattutto come una persona
che ha anche le sue giornate storte e a volte è bisognoso tanto quanto me.
La visione di Osho del Tantra è basata
sull’accettazione – non c’è nulla di superiore o inferiore, non c’è giusto né
sbagliato, non c’è bene né male. Il Tantra è un
percorso di meditazione senza un obiettivo predefinito: per chi medita, il
punto fondamentale del relazionarsi è di riuscire a permettere all’altro di essere lo specchio di
ciò che è dentro di noi. Certo, a volte vorrei distruggere quello specchio, e
cercarne un altro – un nuovo amore – ma devo ammettere che questo non
cambierebbe ciò che di me vedo riflesso.
Lo spostamento graduale
dal bisogno all’amore è la base del Tantra di Osho e questo miracolo è possibile solo portando la qualità
della meditazione in tutti i nostri incontri e rapporti con il sesso opposto.
Il lavoro dei gruppi di Tantra comprende l’aprire il corpo a una vitalità più
intensa, a una maniera più vera di relazionarsi e comunicare; il lasciare
andare i sensi di colpa e l’inibizione; il lavorare con i chakra
e i corpi sottili; il comprendere le basi delle polarità maschili e femminili
dentro di noi. Tutto questo grazie al supporto dalla meditazione che armonizza
il flusso dell’energia fra tutti i nostri centri. Il Tantra
utilizza il sistema dei chakra, i sette livelli di
energia che fluiscono dal basso verso l’alto nel corpo e nello spirito.
Quando una persona è
bloccata da condizionamenti e repressioni – o ferita da esperienze del passato
– ciò si esprime con una contrazione a livello fisico ma anche mentale ed
emotivo, e questa contrazione viene avvertita come blocco in un chakra.
L’attrazione e il
potenziale dell’incontro maschile/femminile
vengono spiegati attraverso la diversa
carica energetica nei primi quattro chakra.
Mentre l’uomo, nel primo chakra, ha una carica positiva, attiva, la donna ha una
carica negativa, ricettiva. Nel secondo chakra
l’energia femminile è positiva e si esprime nel dare mentre è l’uomo a essere
ricettivo. A seconda di dove la nostra energia è bloccata, il sesso e l’amore
potrebbero non essere in grado di incontrarsi. Ad esempio io ho avuto una
grossa rivelazione quando ho capito che se continuavo a spingere in
continuazione il mio ragazzo a esprimere e manifestare le sue emozioni, lui
correva il rischio di sentirsi ‘violentato’ da un punto di vista emozionale,
proprio nello stesso modo in cui una donna si sente ‘violentata’ sessualmente
se i suoi tempi naturali non vengono rispettati.
Anche la connessione fra
il primo e il quarto chakra, il cuore, gioca un ruolo
molto importante. Osho ha creato alcune tecniche di
meditazione per riaprire questa connessione in modo che l’energia possa tornare
a fluire – visto che molte persone hanno problemi a manifestare o il proprio
amore o la propria energia sessuale. Se due persone ricevono, e danno,
solamente attraverso il loro centro sessuale, l’incontro rimane solo su un
piano lineare. Lo stesso accade se un uomo e una donna si incontrano solo a
livello del cuore, escludendo l’energia sessuale. Il Tantra
aiuta a far in modo che la connessione avvenga in maniera circolare, includendo
il sesso e il cuore, guarendo così la
frattura fra amore e sesso. Questo percorso circolare dell’energia ci soddisfa
in maniera più completa, dandoci un senso di incontro reale fra uomo e donna.
La mia esperienza – quando
conduco gruppi così come nella vita personale – è che la donna ha spesso
bisogno di sentire una connessione di cuore per arrivare a un feeling sessuale.
L’esperienza per l’uomo può cominciare invece con un’attrazione sessuale che,
se accettata e riconosciuta, può portare all’apertura del cuore. Il comprendere
che l’energia può nascere in due punti diversi, aiuta noi donne a non essere
troppo precipitose nel pensare che gli uomini vogliano soltanto il nostro
corpo.
Nella visione di Osho
del Tantra gli approcci sono molteplici:
L’esplorazione
dell’uomo/della donna interiori
Il lavoro di Unio Mystica (Uomo interiore/Donna interiore) è basato sul fatto
che ogni essere umano è in realtà mezzo uomo e mezza donna. In un uomo la parte
femminile è nascosta nell’inconscio e in una donna sono le qualità maschili a
essere nascoste. Fino al momento in cui non raggiungeremo l’armonia tra queste
due polarità, ogni relazione esterna rifletterà i nostri conflitti interiori.
In questo lavoro troviamo
una grande ricchezza: i risultati a volte sono veramente sconvolgenti quando le
persone cominciano a esplorare qualità che non avevano mai immaginato di
possedere…
Una volta compresi i
modelli di relazione si può cambiare il comportamento, aprendoci all’amore e
alla libertà. Per me è un’opportunità incredibile quando, durante un litigio
con il mio amato, mi fermo un momento e mi chiedo cosa sta succedendo nella mia
dinamica fra uomo e donna interiori. Spesso capisco che sto cercando di
risolvere un conflitto con l’uomo esterno, quando di fatto il conflitto è
scoppiato all’interno… e a questo punto anche averla vinta con il mio compagno
non risolverebbe il problema.
Il gioco con l’energia
tantrica
Un altro aspetto del lavoro è quello di giocare
con l’energia tantrica, aprendoci a dimensioni
estatiche. Qui utilizziamo il rilassamento, la connessione con le nostre radici
e l’espansione dell’energia. Attraverso il movimento, il respiro e tecniche
focalizzate sull’energia tantrica, usiamo il corpo
come porta per andare più a fondo nella nostra gioia e nel piacere. La meditazione è una parte fondamentale di questo
percorso.
Il lavoro di coppia
Parte del lavoro tantrico
è quello fatto in coppie, e che offre a compagni intimi un’opportunità di
condividere un’esperienza che aggiunge profondità alla scoperta di se stessi
attraverso l’altro.
Il diventare amici… e non
solo amanti
Altre tecniche esplorano vari modi di diventare
amici con il nostro amore: di riuscire a mostrarsi per quelli che si è, aperti
e vulnerabili; di essere responsabili e consapevoli nei momenti di
condivisione; di scoprire la comune sensibilità al piacere e all’energia.
Imparare l’arte di essere soli insieme, come meditatori… mentre ci si aiuta
l’un l’altro e ci si incontra gioiosamente nel presente.
Gitama
Uno
spazio sicuro in cui fiorire e rilassarsi sotto lo sguardo dell’amante.
Ho sentito Osho
dire che la
donna ha bisogno di essere guardata e l’uomo di guardare. Questa meditazione
soddisfa entrambi questi bisogni in maniera molto diretta e consapevole:
secondo me è un grande sollievo lasciare che questi bisogni si esprimano.
È anche una meditazione
molto misteriosa. Esito a parlarne – la sua bellezza è quasi al di là delle
parole.
Posso solo condividere una
parte della mia esperienza… Ricorderò sempre una cosa molto profonda che mi è
successa in un gruppo di danza: la musica era meravigliosa, la danza era al
massimo, estatica; i miei capelli ondeggiavano
nell’aria in grandi archi, i miei piedi sembravano volare, il mio corpo
era come una foglia nel vento della
musica. Il mio petto vibrava di gioia. E improvvisamente mi è apparsa nella
mente l’immagine di un uomo che mi osservava mentre danzavo. La danza diventò
ancora più intensa! Un altro uomo apparve al fianco del primo. La danza divenne
frenetica! Un intero cerchio di uomini era lì, tutti intorno a me. Sentivo i
loro occhi, il loro sguardo penetrare il mio corpo. Era meraviglioso! Mi
sentivo trasportata dal loro sguardo… nella più profonda e selvaggia delle
estasi. Per un attimo una parte di me iniziò a dire: “Non va bene, dovresti bastare
a te stessa! Non dovresti avere bisogno di essere guardata”. Ma la verità di quell’esperienza era così forte che quella voce dovette
farsi da parte. Da quel momento, da qualche parte dentro di me, ho dato il
benvenuto e ho accettato i bisogni di questa donna.
C’è un altro aspetto, altrettanto importante, in questa
meditazione: una donna che ama
essere guardata, non
mente vuole essere ‘presa
d’assalto’.
Questa meditazione le
offre uno spazio sicuro in cui fiorire e rilassarsi sotto lo sguardo dell’amante,
senza il timore di tutto ciò che potrebbe emergere se lui la toccasse: per la
donna, il tocco è spesso troppo immediato, troppo affrettato… troppo! Quando è
solo il suo sguardo a toccarla, l’uomo non si focalizza su un solo punto, ma ha
ben 40 minuti per lasciare che il suo sguardo la sfiori, la accarezzi, vaghi su
di lei. È come se lui diventasse consapevole dell’aura di lei, senza però voler
fare qualcosa… e questo permette a
lei di espandersi. Usando la sua capacità ‘aggressiva’ attraverso gli occhi,
alla fine lui diventa più ricettivo e la donna – a cui viene permesso di
rilassarsi senza la paura del sesso immediato, sentendosi nel contempo
apprezzata, vista – diventa stranamente più coraggiosa e aperta.
Questa meditazione serve
come una specie di equalizzatore.
Quando l’ho sperimentata
per la prima volta, il mio amante è diventato molto tranquillo, per niente
attivo ed io ero sorprendentemente pronta a incontrarlo. Naturalmente per ogni
coppia è diverso. Io ho fatto questa meditazione con persone diverse nel corso
degli anni e ognuno di loro ha reagito in maniera differente. Per alcuni è
stato spesso difficile non fare nulla, non essere attivi. Ma l’osservare questa
difficoltà ha contribuito ad approfondire lo spazio di meditazione.
Ricordo queste esperienze
come cose molto preziose – molto soddisfacenti e allo stesso tempo
meravigliosamente tranquillizzanti. Spesso i primi minuti, quando faccio
l’amore, sono per me una specie di corsa per mettermi alla pari con la libido
maschile - una cosa che mi mette a disagio.
Ma provate e osservate
cosa succede! Questa meditazione, descritta a pag. 46, è un’opportunità per un
uomo di essere consapevolmente uomo... e per una donna, di essere
consapevolmente donna. È bello!
Un suggerimento: ho
sentito Osho dire di non farla mai, dico mai,
all’incontrario. La donna non deve guardare l’uomo.
Madhuri
Fissando la dea
Una meditazione di coppia di grande
semplicità e bellezza.
Prepara il tuo spazio tantrico: musica, candele, cuscini.
Assicurati di non essere interrotto o disturbato per almeno un’ora e mezzo (la
meditazione di fatto dura un’ora, ma c’è bisogno di tempo per dare spazio a
quanto potrebbe succedere dopo e comunque per evitare un ‘ritorno’ troppo
brusco). Punta la sveglia su 40 minuti e poi mettila sotto un cuscino in modo
da non sentirne il ticchettio.
La donna si spoglia e si
siede, nuda, adagiata contro i cuscini, nella posizione che preferisce, a occhi
chiusi. Rimarranno chiusi per tutti i 40 minuti della prima fase. L’uomo siede
a circa due metri di distanza: una sedia ai piedi del letto è l’ideale. I suoi
occhi sono aperti e rimarranno aperti fino alla fine della prima fase. Fa
partire la musica e poi inizia a fissare la donna - per i 40 minuti seguenti.
Solo guardare.
Qualsiasi cosa gli
succeda, l’uomo la osserva – ne è testimone – mentre continua a fissare la
donna. (In nessun caso l’uomo si può
avvicinare o toccarla!). Lei è seduta e si lascia guardare. Qualsiasi cosa le
succeda, lei la ‘osserva’.
Dopo 40 minuti la sveglia
suona. L’uomo la spegne. Poi può raggiungere la donna e stendersi al suo
fianco. A questo punto non c’è niente che dovrebbe succedere… o non succedere.
Si permette all’energia di esprimersi – o non esprimersi – seguendo ciò che
accade.
L’uomo e la donna
rimangono distesi vicini per almeno 20 minuti, qualunque cosa stia succedendo.
Tutto qui!
Si consiglia di fare questa meditazione per almeno
sette volte. (Se ve la sentite, anche ventuno volte).
Quando fai l’amore con un uomo o con una donna, il punto
dell’orgasmo è il punto del nulla. L’uomo e la donna non sono più separati: la
separazione è polarità. Quando il “sì”
e il “no” si incontrano, quando gli opposti si incontrano e
non sono più opposti, quando entrano uno nell’altro e si dissolvono uno
nell’altro, accade l’orgasmo:
l’orgasmo è l’incontro del ‘sì’ e del ‘no’.
La sincronicità del ‘sì’ e del ‘no’ è il segreto del vuoto,
del nulla, del nirvana.
L’amore
senza meditazione è cieco,
l’amore
senza meditazione è una notte buia.
Si
brancola nell’oscurità, si inciampa.
Ci
si fa male e si fa male agli altri.
E,
dato che l’amore senza meditazione è cieco,
diventa
anche frustrante.
Poiché
è cieco non può librarsi molto in alto:
rimane
a terra, striscia come un verme.
Ha
paura di elevarsi.
Osho, perché hai detto che
anche se si riesce a trasformare l’energia sessuale in spiritualità, la
relazione con l’amato non sarà totalmente appagante?
Certo, non sarà appagante neppure allora. Anzi,
creerà in te lo scontento più grande che tu abbia mai avvertito, perché ti
renderà consapevole di quanto è possibile. Ti renderà consapevole della
grandiosità di un momento di unità orgasmica, di trasmutazione spirituale. Ma
rimarrà solo l’esperienza di un momento. Con ciò che è esterno, niente può
diventare permanente. E quando il momento sarà svanito, più alto è stato il
picco e più profonda sarà la valle; ricadrai di nuovo nell’oscurità della
valle.
Ma diverrai consapevole di
una cosa: se l’energia maschile e femminile possono incontrarsi in uno spazio
non-temporale, allora ci sarà appagamento eterno.
Come arrivarci? La scienza
del Tantra è nata da questa domanda.
Non ci si può arrivare con
un amato esteriore, e non ci si può arrivare senza un amato esteriore, ricorda
anche questo, perché il primo assaggio avviene con l’amato esteriore. È solo un
assaggio, però ti offre la nuova visione che dentro di te, in profondità, sono
presenti entrambe le energie, maschile e femminile.
Quando ne diventi
consapevole ha inizio un nuovo lavoro: la tua donna interiore e il tuo uomo
interiore possono incontrarsi, e quell’incontro può
durare in eterno. Non hai bisogno di ritornare indietro da quella vetta. Ma il
primo assaggio ti arriva dall’esterno. Perciò il Tantra
usa la donna esteriore, l’uomo esteriore, come parte del lavoro interiore.
Quando arrivi alla
consapevolezza della presenza di una donna dentro di te o di un uomo dentro di
te, allora il lavoro assume una qualità totalmente
nuova, inizia a muoversi in una nuova dimensione. Ora l’incontro deve accadere
interiormente; devi permettere alla tua donna e al tuo uomo di incontrarsi
dentro di te.
Con l’amante esteriore, la
fusione sarà solo momentanea. Prima riconosci che il picco è possibile, e poi
sii grato alla donna o all’uomo che te lo ha fatto vedere. Il Tantra considera la donna come una dea e l’uomo come un dio. Ogni donna che ti aiuta a cogliere questa visione è una dea, ogni
uomo che ti aiuta a cogliere questa visione è un dio. L’amore diventa sacro,
perché ti dà il primo assaggio del divino. A quel punto ha inizio il lavoro interiore. Hai lavorato all’esterno, ora
devi lavorare all’interno. L’inizio deve sempre essere l’esterno: noi siamo lì,
perciò dobbiamo cominciare dal punto in cui siamo e poi muoverci verso
l’interno.
tratto
da: Osho,
Il mal d’amore NSC ed.
Nella vita
di tutti i giorni è facile trovare qualcosa che possiamo identificare
immediatamente come falso ed è anche facile dare per scontato che in certi
momenti siamo assolutamente reali. Il cammino sul sentiero della meditazione ci
porta a buttar per aria l’intero nostro sistema; guardando più da vicino le
cose, i confini tra falso e reale sembrano così labili che sorgono dubbi di
ogni sorta.
In te tutto è falso. Il falso e il vero non
possono vivere mescolati insieme. Non c’è possibilità di compromesso; o sei
vero o sei falso.
La tua personalità è falsa
nel suo complesso perché ti è stata data, non è cresciuta dall’interno.
Assomiglia ai fiori di plastica; puoi metterli sulla pianta di rose, ma non
faranno parte della pianta e non potranno essere nutriti dalla pianta, però
qualcuno può venirne ingannato.
C’è questo di strano, che
il falso è più duraturo del reale. Il reale è come un fiume, in continua
trasformazione. Le primavere vanno e vengono, e nulla resta uguale. Ma il fiore
di plastica, il fiore finto, è permanente; che la primavera venga o no, non ha
importanza. Non è vivo, è morto. A causa di questa stranezza l’umanità ha preso
a dipendere più dal falso, perché è più affidabile – domani sarà ancora lo
stesso.
Il reale è imprevedibile.
Si può dire una cosa con
certezza rispetto al reale, e cioè che domani non sarà lo stesso. Dovrà essere
diverso, perché tutto ciò che è vivo continua a cambiare.
Mi chiedi: “Cosa c’è di
falso in me?” La tua domanda implica che ci sia in te anche qualcosa di reale.
Ma per quanto ti riguarda, è tutto falso; e quando il falso scompare, scompari
anche tu. Il reale non ha ego, nessuna sensazione di un Io. Il reale è pura
essenza. Esiste, in tutta la sua gloria, nel
suo fascino a 24 carati, nella sua bellezza sempre eterna. Ma è così
vasto che non ti permette di dire: “Sono io”. È dio, è esistenza, è la realtà
stessa.
Tu sei il simbolo del
falso. Osserva la tua personalità; proviene completamente dal modo in cui sei
stato allevato: dalla tua formazione, dalla disciplina, dall’educazione che hai
ricevuto.
Non ti è stato permesso di
essere naturale per il semplice motivo che la natura non è affidabile. La
natura non dà garanzie e nemmeno sicurezze. Per questo motivo qualsiasi
società, ancora prima che il bambino cominci a scoprire chi è, inizia a imporre
una maschera falsa sul suo volto originario, dandogli un nome, attribuendogli
delle qualità… E il bambino è così vulnerabile e così dipendente da te che per
lui è quasi impossibile ribellarsi. Diventa un semplice imitatore; impara tutto
ciò che tu vuoi che impari.
Gli insegni a essere
obbediente; gli insegni a essere buono, secondo la tua definizione di bontà. Gli insegni a essere religioso; a seconda
di qual è la tua religione, fai di lui un cristiano o un indù o un musulmano. E
il povero bambino viene ricoperto da uno strato dopo l’altro di falsità.
Ti sei mai chiesto se il
tuo essere cristiano o ebreo o indù è una tua scelta? È stata una tua scoperta?
Hai mai dato un’occhiata al motivo per cui sei un cristiano? Solo per via della
circostanza casuale di essere nato da due persone che erano cristiane. Ma anche
loro erano cristiani per caso, proprio come te. Un fatto casuale dà origine a
un altro fatto casuale. Essere cristiano non è una loro scoperta, come non è la
tua. E come può essere reale una religione che non è stata una tua scoperta?
Come può diventare un canto del tuo cuore? Come può trasformarti?
Ecco perché il mondo
intero si proclama religioso, eppure non esiste alcuna religiosità. Qualcuno è
musulmano, qualcuno è giainista o buddista, tutti
quanti… tranne la mia gente, che cerca di scoprire chi è. Il fatto sorprendente
è che, quando veramente cerchi, non scopri mai di essere cristiano o indù o
musulmano.
Se cerchi, scopri che sei
parte di dio. Sei divino – e allora chi si
preoccupa di essere cristiano, indù o musulmano? Sei arrivato alla
sorgente della religiosità. Non appartieni ad alcuna religione organizzata e la religiosità che trovi
è vera, autentica. Apparirà chiaramente
nelle tue azioni, nei tuoi occhi, nelle tue relazioni con gli altri, nel modo
in cui rispondi alle situazioni.
Non
andrai in chiesa, al tempio, nella moschea o nella sinagoga: hai trovato il tempio reale di
dio dentro di te. Quando vorrai andare al tempio, non dovrai fare altro che chiudere
gli occhi e rimanere in silenzio. In quel silenzio inizierai a cadere sempre
più in profondità… fino ad arrivare proprio
al tuo centro. Questo è anche il centro di tutto l’universo. Siamo
diversi solo alla periferia: al centro tutte le differenze si sciolgono, e
resta solo l’estasi.
Questa è una cosa
fondamentale da ricordare: non puoi essere un po’ falso e un po’ vero. Proprio
come accade qui, se c’è luce non è possibile che metà della sala sia illuminata
e metà rimanga al buio; o è tutto al buio, o è tutto splendente di luci. Non ci
può essere coesistenza tra la luce e il buio, come non ci può essere
coesistenza tra il reale e il falso.
Un irlandese viene
condannato a ricevere quaranta frustate, ma più viene frustato e più ride.
“Perché ridi così?” gli domandano. “Voi non capite”
dice lui, fra incontrollabili risate “state frustando l’uomo sbagliato.”
Tu stai ‘vivendo’ l’uomo
sbagliato. Persino quando ami, nei momenti più preziosi, ci sono quattro
persone, non due. Le due persone reali rimangono nascoste, mentre le due false
fanno l’amore. E quelle due false non sono assolutamente in grado di amare:
come può l’amore nascere dalla falsità? È per questo che l’amore ti dà tanta
speranza, ma anche una frustrazione mille volte più grande. Ma il problema è
così profondo… Continui a cambiare partner, ma di sicuro la stessa storia si
ripeterà con ognuno di loro.
Persino un uomo come Sartre fa lo stesso sbaglio: dice che l’altro è l’inferno.
L’altro non è l’inferno, ma questa sua definizione ha un certo significato. Tu
non incontri mai l’altro reale, incontri solo il falso. Il falso possiede la
qualità di farti grandi promesse, ma poi non le mantiene mai.
È come la tua falsa
personalità: continua a fare promesse ma non le mantiene mai. E le persone che
sono con te, sono nella stessa situazione. Anche
loro continuano a fare promesse, perché il falso è molto eloquente
quando si tratta di promettere, ma è del tutto incapace di dare qualcosa.
Tra due persone vere le
promesse non servono. Le persone vere traboccano di gioia, di estasi. Prima
ancora di chiedere, ricevi; prima ancora di bussare, le porte vengono aperte;
prima di cercare, hai già trovato.
Questa è la qualità del
reale. Lo scopo della ricerca è eliminare il falso – che non ti appartiene – e
scoprire ciò che hai portato con te dal grembo stesso dell’esistenza. Il grembo
di tua madre era solo un simbolo del grembo esistenziale.
La scoperta di se stessi
nella propria totalità e realtà è così ricca di estasi, così eterna che non
puoi nemmeno immaginare un’estasi, una benedizione più grande. Il desiderio di
avere di più svanisce, perché non puoi nemmeno concepire che qualcosa di più
sia possibile. Il falso continua a chiedere di più. Non dà nulla e non riceve
nulla: è un mendicante. Il vero è un imperatore.
Quindi ricorda che tutto
ciò che sei ora è solo uno spesso strato di falsità – che ti avvolge
completamente: sei falso nei pensieri, nelle emozioni, nelle azioni. Tu
non ne sei responsabile perché sei stato ‘preparato’: educato e
disciplinato con grande abilità. Quasi un terzo della vita di un uomo viene
sprecato nel farlo diventare una persona falsa. Ma puoi lasciare andare tutto
questo in un solo secondo, o in una frazione di secondo, semplicemente
comprendendo che è una cosa presa in prestito da altri. “Me l’hanno data loro,
non è la mia natura intrinseca.” Lasciala andare! Ci sarà un po’ di paura,
perché scompariranno anche la tua sicurezza, la tua rispettabilità. Ma arriverà
qualcosa di molto meglio: la tua autenticità, che ti darà uno straordinario
senso di realizzazione. Questa realizzazione è l’unico modo per arrivare a
comprendere l’immenso significato della vita. Quindi osserva con attenzione.
Lascia andare tutto ciò che scopri essere preso a prestito. Quando diventi
vuoto, privo di tutto ciò che non ti appartiene, sarai la luce del mondo, una
luce per te stesso e per gli altri.
tratto da: Osho,
The Razor’s Edge #27
LO SPLENDORE DELL'ESSERE
_____________________________
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Pagine 272 - Lire 32.000
un sogno difficile: L’uomo ha perso il
coraggio. Ora i suoi sogni sono esili e molto mondani: non sogna più la
trascendenza. Ricorda: se smetti di sognare la trascendenza, vivrai una vita
priva di significato. Il significato della vita sorge solo dal contatto con la
trascendenza. Il significato della vita sorge solo quando fai parte di un
Tutto, quando fai parte di qualcosa di più elevato, più grande di te… Sognate
il sogno impossibile. In principio vi sembrerà quasi assurdo – sembra assurdo –
ma, se sarà sufficientemente forte, vi trasformerà.
La paura del cristianesimo: Il cristianesimo è sempre
stato contrario al lavoro esoterico, ha
sempre avuto paura dei mistici, perché sono persone pericolose: portano
la verità nel mondo e, quando consegnano la verità alla gente, nessuno si
interessa più ai riti, a quei riti impotenti. Chi mai si interesserebbe ancora alla Chiesa?
un grande sforzo: Devi
partire dall’ovvio, fino a raggiungere il profondo. Cos’è l’ovvio? L’ovvio è il tuo
ininterrotto processo di pensiero. E cos’è
il profondo? è lo stato di
assenza di pensiero. Cosa è grossolano? Tutto il contenuto della mente è
grossolano.E cosa è sottile? Uno stato di assenza di
contenuto nella mente. Devi avanzare incessantemente. All’inizio è necessario
che tu faccia un grande sforzo. All’inizio
è necessario che ti dedichi completamente a questo lavoro, solo così
arriverà l’istante estatico, allorché la meditazione non ti costerà più alcuna
fatica.
UN PESO INUTILE: Quando un maestro
muore, la luce della sua sacra scrittura si spegne. Ma gli uomini
continuano a portare con sé le sacre scritture e a credere in esse, sperando
che la loro vita rimanga colma di luce, solo perché portano con sé un messaggio
di un grande maestro. Quel messaggio non è altro che un cumulo di parole, non è
altro che un peso inutile. Se sparissero dal
mondo tutte le sacre scritture, ogni uomo potrebbe diventare più
attento, più vigile e potrebbe cominciare a ricercare da solo la sorgente della
luce.
guru e psicoanalisti: Se una persona è in grado di far circolare la luce
dentro se stessa, non cadrà mai preda di nessun tipo di nevrosi. Potrà
ascoltare, potrà aiutare, ma rimarrà intatta, integra. La circolazione
interiore della luce la manterrà pulita, la purificherà. Sarà una persona
sacra.
Questa è la differenza tra
un guru e uno psicoanalista. Solo un guru può essere un vero terapista. Solo
una persona che abbia
raggiunto la propria interezza può aiutare
realmente gli altri.
al ladro!: I buddhisti suggeriscono: “Quando in
te sorge un pensiero, devi dire: ‘Pensiero, pensiero!’, così ne diventi
consapevole”. Proprio come, quando un ladro entra in casa tua gridi: “Al ladro,
al ladro!” e tutti diventano vigili, devi dire: “Pensiero, pensiero”, così
diventi consapevole, stai all’erta. è
entrato un ladro. Osserva ciò che sta facendo.
MEDITAZIONE NATURALE: In passato l’uomo era
naturalmente meditativo. Allora la vita non era complicata e tutti avevano
tempo sufficiente per stare seduti senza fare niente, oppure guardavano le
stelle, osservavano gli alberi o ascoltavano il canto degli uccelli. La gente
aveva intervalli di passività profonda e, in quei momenti, l’uomo acquistava
salute e integrità, in un crescendo costante.
la mente moderna: La mente moderna è realmente sovraccarica e non
ti viene concesso il tempo necessario per digerire ciò che apprendi, per
assimilarlo nel tuo essere. Ecco dove interviene la meditazione, ed ecco perché
diventa più significativa che mai: se non date alla mente il tempo di riposare
in meditazione, è come se reprimeste tutti i messaggi che vi si riversano
continuamente. Vi rifiutate di imparare: dite che non avete il tempo di farlo.
In questo caso i messaggi cominciano ad accumularsi.