Filosofo e pedagogo francese di origine
bulgara, il Maestro Omraam Mikhaél Aivanhov (1900-1986) si trasferì nel 193
7 in Francia dove, nel corso degli anni, trasmise l'essenziale dei suo insegnamento.
Nel leggere le sue opere, la caratteristica che maggiormente colpisce è la
molteplicità dei punti di vista dai quali presenta il tema dominante: l'uomo
e la sua evoluzione. Qualunque sia il soggetto trattato, questo viene immancabilmente
svolto in funzione dell'uomo e dell'uso che ne può fare per una migliore comprensione
di sé e per una più adeguata condotta di vita,
«Il mondo dei simboli è il mondo della vita.
La vita lavora con i simboli e si manifesta tramite loro: ogni oggetto è un
simbolo che contiene la vita. Per riuscire a capire la vita, bisogna lavorare
con i simboli e, inversamente, per scoprire i simboli e comprendere tutto
ciò che essi contengono, bisogna vivere la vera vita.»
Omraam
Mikhaël
Aïvanhov Indice: Il simbolismo geometrico - Il cerchio - Il triangolo - Il
pentagramma - La piramide - La croce - La quadratura del cerchio.
Chi
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del
Maestro Omraam Mikhaël Aϊνanhον
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FRATELLANZA
BIANCA UNIVERSALE
Casella
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075/83.58.062
Traduzione
dal francese
titolo
originale: LE LANGAGE
DES FIGURES GÉOMÉTRIQUES
EDITORE:
PROSVETA COOP. a.r.l.
Casella
Postale S/Ν - 06060 Moiano (PG) - Tel. 075/83 58 498
Omraam
Mikhaël Aïvanhov
il
linguaggio
delle
figure
geometriche
Collezione
Izvor
Ν° 218
EDIZIONI
PROSVETA
©
Copyright 1996. Ι diritti d'autore riservati alla Prosveta S.A. per tutti
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ο edizione non potranno essere fatti senza l'autorizzazione degli autori e
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l'autorizzazione degli autori e degli editori (Legge dell'11 marzo 1957)
Prosveta S.A. - Β.Ρ. 12 - 83601 Fréjus Cedex (France)
ISBN 88-85879-53-5
édition originale: ISBN 2-85566-297-4
Ιl lettore comprenderà meglio certi aspetti
de! testo del Maestro Omraam Mikhaë!
aivanhov presentato in questo volume se
vorrà considerare che si tratta di un inse-
gnamento esclusivamente orale.
II Il cerchio 21
ΙΙΙ Il
triangolo 61
IV Il pentagramma
87
V La piramide 103
VI La croce 113
VII La quadratura del
cerchio 141
IL
SIMBOLISMO GEOMETRICO
______________________________________________________
Già nella più lontana
antichità gli uomini cercavano di esprimersi in un linguaggio che fosse
universale e al tempo stesso sintetico. Le loro ricerche li hanno portati a
scoprire delle immagini, dei simboli che, ridotti all'essenziale, esprimono le
realtà più ricche e più complesse.
Anche voi potete fare
quest'esperienza. Se meditate a lungo, molto a lungo su un soggetto, vedrete
che nel vostro subconscio ο nel vostro superconscio si cristallizzerà una
forma simbolica, quella di un oggetto ο di una figura geometrica
perfettamente corrispondente al concetto, al pensiero, alla verità di cui si
occupa la vostra mente. D'altronde è cosi che si spiegano i sogni. Con una
parte del suo essere l'uomo è collegato a tutto il cosmo, vive e vibra con
l'Anima cosmica, l'Anima universale; è quindi in contatto con il mondo degli
archetipi, dei principi, delle leggi. Se meditate su certe verità che si
trovano molto in alto nel piano causale, si genera un movimento nel profondo
del vostro essere e una forma simbolica appare alla vostra coscienza. La
risposta alla domanda che vi ponete può apparire anche sotto forma di un
simbolo che poi dovrete interpretare.
Per capire come questo
processo sia possibile, bisogna sapere che, attraverso la sua struttura,
l'essere umano riflette l'intero universo. Tutto ciò che è nel cielo,
nell'inferno e sulla terra si riflette in lui. Dunque, contemporaneamente al
momento in cui un Iniziato comincia a meditare su un determinato soggetto, nel
suo mondo interiore avviene un lavoro di sedimentazione, di cristallizzazione
attorno a una linea di forza... e, infine, nel suo subconscio ο
superconscio, sorge un simbolo che gli presenta il condensato, il compendio
della sua meditazione. Ε' la Natura che gli dà la risposta. Se fosse
toccato a lui trovare l'esatta corrispondenza, non vi sarebbe mai riuscito: la
realtà è cosi vasta e complessa! Solo la Natura lo può fare, poiché per la
Natura la cosa è matematica, è automatica.
Infatti, dopo aver operato
una scelta, una sintesi, è la Natura stessa che vi presenta il simbolo come per
dirvi: « Ecco: il soggetto su cui meditate, quel sentimento, quel pensiero,
quell'ispirazione... eccolo espresso con questa immagine.» Per esempio, nelle
mie meditazioni, nelle mie contemplazioni, per anni ho cercato di elevarmi
molto in alto fino ad abbracciare il mondo con un solo sguardo, fino a scoprire
una visione sintetica che mi permettesse di scorgerlo nella sua unità.
L'immagine che mi è stata presentata è quella del cono la cui proiezione
geometrica è un cerchio col suo punto centrale. Ecco perché considero tale
figura come simbolo dell'universo. Il punto centrale corrisponde al vertice che
mantiene e unisce tutto, ed è da questa cima che si può scorgere l'unità della
vita in tutte le sue manifestazioni.
È importante studiare i simboli, poiché
il simbolo è il linguaggio della Natura stessa. Ma per la maggioranza della
gente questo linguaggio è tuttora indecifrabile. Direte che avete letto dei
libri sull'interpretazione dei sogni... Molto bene, però devo dirvi che io non
ho molta fiducia in quei libri, poiché spesso danno delle interpretazioni che,
non corrispondendo alla realtà, sono pure invenzioni. Perché a una certa
persona è capitato un incidente dopo aver sognato un serpente, un precipizio
ο un toro che la insegue, si è generalizzato il significato di queste
immagini. Ma per altre persone gli stessi sogni possono non avere lo stesso
significato. È come per le medicine: se un medicamento ha guarito qualcuno, lo
si consiglia a tutti; ma ecco che non tutti guariscono. Direte: «allora, non vi
è nessuna corrispondenza assoluta?» Si, c'è una corrispondenza assoluta, ma c'è
anche una corrispondenza individuale. Bisogna quindi conoscere la
corrispondenza generale, ma tener conto anche delle sfumature individuali, ed è
proprio qui che si evidenziano certe differenze.
Le immagini dei sogni sono dunque un
linguaggio, ma il linguaggio delle immagini non è ancora un linguaggio
simbolico assoluto. Il linguaggio simbolico assoluto è quello delle figure
geometriche, che sono come l'ossatura della realtà. Le immagini hanno in più,
per cosi dire, un po' di carne, di pelle e di muscoli. Ι sogni sono delle
forme rivestite. Bisogna, invece, imparare a vedere i simboli nel loro aspetto
« scheletrico» e, a tal fine, si deve andare molto più lontano e molto più in
alto, là dove essi sono completamente spogliati e ridotti a pure astrazioni: le
figure geometriche.
Ι simboli sono come l'essere umano:
uno scheletro, un'intelaiatura sulla quale sono venuti ad aggiungersi la carne,
i nervi, le arterie, le vene, il grasso, la pelle... Ma quando muore, tutto se
ne va e dell'uomo non rimane che l'essenziale: lo scheletro.
Quando gli Iniziati del passato
tracciavano una linea verticale od orizzontale, un cerchio ο un punto, e
poi li collegavano, ottenevano una croce, un triangolo, un quadrato, un
pentagono, un esagono, ο il serpente che si morde la coda... e
introducevano in ciascuna di quelle figure la scienza eterna. Il linguaggio
simbolico, che è il linguaggio universale, rappresenta la quintessenza della
saggezza. Le immagini appartengono ancora al piano astrale, mentre i simboli
geometrici appartengono al piano causale. Se i cristalli sono considerati i
simboli del piano causale, è perché sono l'espressione di una geometria pura.
Direte: « Ma i cristalli sono dei minerali, e il regno minerale non è il meno
elevato per il fatto di essere il più materiale?» Si, ma ciò che è in basso è
come ciò che è in alto, e i cristalli riflettono il mondo causale. Dunque, ciò
che è il più basso - i cristalli, i metalli, le pietre - riflette il mondo più
elevato, il mondo sublime. Come vi ho già detto: ciò che è in basso è come ciò
che è in alto, ma rovesciato.
Ora cerchiamo di andare oltre.
Concentrandovi, meditando per trovare la risposta al problema che vi preoccupa,
potete veder apparire nella vostra coscienza la risposta nella forma di
un'immagine ο di una forma geometrica. Ma è vero anche il contrario, e
spesso io vi ho mostrato come, partendo da un determinato simbolo, è possibile
ritrovare dei concetti e delle verità che esso concretizza. Ecco perché chi è
capace di elevarsi fino alla contemplazione di un simbolo nel mondo degli
archetipi, sente prodursi nella sua anima una moltitudine di movimenti e di
vibrazioni che fanno apparire alla sua coscienza tutto un mondo di concetti e
di immagini che nascono spontaneamente attorno a quel simbolo. Il simbolo può
quindi essere un punto di partenza che permette di ritrovare il mondo che esso
sintetizza. Questo spiega perché nella Scienza esoterica esistano tante figure
e talismani. Per gli Iniziati questi sono mezzi per tornare verso quelle
regioni il cui simbolo è il compendio, per collegarsi ad esse e gustarne
l'esistenza.
Quindi, come il mondo divino del pensiero
può cristallizzarsi nei simboli, cosi diluendo quei simboli, vale a dire
facendoli risuscitare e vivificandoli nella propria anima, si possono scoprire
e ricavare le ricchezze che essi contengono. Si narra che, quando voleva
mettere alla prova coloro che desideravano diventare suoi discepoli, Pitagora
li chiudeva in una camera con solo una brocca d'acqua e un pezzo di pane e dava
loro un simbolo da decifrare: un triangolo o un cerchio, per esempio... Egli
sapeva che chi conosce i metodi può elevarsi molto in alto e vedere la
corrispondenza di un simbolo nel mondo delle idee.
Quante volte vi ho parlato del seme! Avete
un minuscolo seme, lo deponete nella terra, e un giorno esso diventa un albero
immenso. In passato, i Saggi, gli Iniziati hanno constatato che ovunque nella
natura, nell'anima e nei pensieri, si verificava lo stesso processo di
sviluppo, e hanno quindi condensato, essi pure, tutto un albero in un seme. Che
cos'è questo seme? È un simbolo, naturalmente. L'Iniziato lo pianta nel suo
intelletto, lo annaffia spesso, e l'albero comincia a crescere; allora
l'Iniziato lavora e si rallegra all'ombra di quell'albero, ne coglie i frutti,
ne conserva i semi, di nuovo li pianta e tutto ricomincia... Il mondo dei
simboli è il mondo della vita. La vita lavora con i simboli e si manifesta
tramite loro: ogni oggetto è un simbolo che contiene la vita. Per riuscire a
capire la vita, bisogna lavorare con i simboli e, inversamente, per scoprire i
simboli e comprendere tutto ciò che essi contengono, bisogna vivere la vera
vita.
Domanderete: « Ma a che serve un
simbolo?» Vi risponderò con un'altra domanda: « Α che serve un seme?» È
impossibile trasportare un albero e tutta una foresta, ma è possibile trasportare
dei semi. Ι simboli sono dei semi che potete piantare ovunque; in questo
modo, lavorando con una dozzina di simboli, possedete tutte le scienze. È
impossibile portarvi appresso tutti i libri e le biblioteche dell'umanità, ma
con alcuni simboli nella vostra mente ciò è possibile in quanto tutti i libri
sono condensati in pochi simboli.
Il pensiero, come la natura, è retto da
due processi inversi: la condensazione e la diluizione. Potete condensare un
problema filosofico fino a ridurlo a una frase, a un seme. Ε inversamente
potete sviluppare tale frase, tale seme fino ad abbracciare l'intero universo,
ed è cosi che otterrete un albero! Ora, è essenziale per voi esercitarvi in
questi due campi: prima condensare e poi diluire; cristallizzare, sintetizzare
e poi introdurre la vita, farla crescere e circolare... In sostanza, si tratta
dei due processi « solve et coagula»: diluire e condensare. Se volete vedere le
cose in tutto il loro splendore, nella loro estensione e nella delicatezza
della loro materia, le diluite all'infinito fino a non vederle più, fino a
farle scomparire nell'eternità: ed è il « solve». Poi, se volete di nuovo,
vederle, farle riapparire, le condensate: ed è il « coagula».
È importante approfondire il linguaggio
dei simboli, poiché facendo apparire i legami e le corrispondenze tra le cose,
esso rivela la profonda unità della vita. Infatti la vita ha questa
caratteristica: tutto è perfettamente unito e collegato, ogni cosa è al proprio
posto e funziona in unione con le altre. Quando questo legame viene interrotto,
sopravviene la morte. Ecco perché traggo questa conclusione: l'uomo si vivifica
quando si dedica alla ricerca delle affinità e delle corrispondenze tra le
cose, cioè quando giunge a scoprire che la coesione dell'universo nel suo
insieme poggia proprio sulle corrispondenze. Direte: « Ma l'uomo è già vivo!»
No, voi confondete la vera vita con la vitalità, la vita vegetativa. È chiaro
che mangia, beve e si muove, ma la vita ha vari gradi e l'uomo non conosce
ancora quelli superiori. Solo quando comincerà a comprendere le corrispondenze
lontane, sottili, impercettibili, eteriche, che esistono tra ogni cosa e ogni
creatura dell'universo, l'uomo conoscerà la vera vita e comincerà a viverla.
IL
CERCHIO
______________________________________________________
Ι
Certamente vi sarà capitato di gettare un
sasso nell'acqua e di notare che cosa avviene nel punto in cui esso cade: si
formano delle onde che si propagano tutt'attorno a forma di cerchi concentrici.
Non vi siete mai fermati un attimo per cercare di interpretare questo fenomeno?
Coloro che sanno decifrare il grande Libro della Natura vedono in quelle onde
circolari che si moltiplicano a partire da un punto centrale un processo
grandioso: tutta la creazione del mondo espressa geometricamente.
Una grande scienza, una vasta filosofia è contenuta in questa figura . . Il cerchio è il simbolo dell'universo e il punto rappresenta l'Essere supremo che lo sostiene e lo anima. Come vedete, il centro si
trova a ugual distanza da tutti i punti della periferia, ed è questo che mantiene il cerchio in equilibrio. Tra il punto centrale e la periferia avvengono continui scambi, scambi che generano la vita in tutto lo
spazio
all'interno del cerchio. Tutta la vita vi è contenuta, vita che vibra, palpita,
digerisce, elimina, respira, pensa...
Facciamo l'esempio della ruota. Direte di
aver visto molte ruote; si, lo so, ma non sono che pallidi riflessi della prima
ruota che ha messo in movimento il mondo e che la Kabbala chiama Hokmah, la
ruota celeste. Tutta la gerarchia angelica degli Ophanim, i Cherubini, è
intenta a far girare la ruota, e Binah segue l'esempio di Hokmah per far girare
la ruota del destino di tutte le creature. Nel gioco dei Tarocchi, è la decima
carta quella che rappresenta la ruota. La decima carta dei Tarocchi rappresenta
una ruota che gira. D'altronde, se si interpreta il numero 10, si deduce che lo
0 è il cerchio e l'1 il punto centrale. Si, l'1 è un punto poiché la proiezione
di una linea verticale su un piano orizzontale dà un punto. Ecco dunque il
principio maschile, l'1, il punto centrale, e lo 0 è il principio femminile, il
cerchio. Ε quando l'1 e lo 0 si uniscono, si ottiene la pienezza. Senza l'1,
che è il principio maschile ο spirito, la materia, lo 0, non viene
organizzata. Essa possiede tutte le ricchezze, ma è l'uno che la organizza. Lo
0 non deve quindi mai essere solo, altrimenti rimarrà una materia non
organizzata, un caos.
È detto nella Genesi: «Lo Spirito di Dio
si muoveva sopra le acque». Lo Spirito di Dio è il principio maschile che
adombra la materia, «l'acqua», per vivificarla e darle forma. L'acqua è lo 0,
il cerchio; e lo Spirito di Dio è l'uno, il centro. Senza lo spirito che la
anima, la materia rimane informe: «tohu va bohu»: informe e vuota, come dice la
Genesi; ma quando viene violata, animata, elaborata dallo spirito, tutte le
possibilità che essa contiene cominciano a manifestarsi, per cui essa diventa
un mondo organizzato, un universo popolato di soli e di costellazioni.
L'universo è quindi lo 0, cioè il cerchio che è già stato elaborato, animato e
organizzato dallo spirito, l'1. Ma lo 0 senza l'1 rimane inerte, stagnante.
Questa legge può essere riferita anche
alla vita interiore. La peggior cosa che possa capitare a un essere umano è di
separarsi dall'1, dallo spirito, per essere soltanto uno 0. Infatti a quel
punto egli diventa un deserto, una terra arida, come una donna non fertile. Per
essere fertili dovete sempre unirvi all'1. Naturalmente siete sempre lo 0, e l'1
lo spirito non smetterà di animarvi, esattamente come avviene per l'intero
universo, lo 0.
Il centro è sempre limitato a un punto,
mentre il cerchio può avere una circonferenza infinita. Si, perché la materia
assorbe, inghiotte le cose per trasformarle, per plasmarle. Ed è anche ciò che
fa la donna: accumula, raccoglie certe sostanze e dà vita a un figlio; essa
mette insieme altri ingredienti e prepara un manicaretto... La materia è
terribile: attrae e inghiotte tutto. Coloro che non sanno resistere a questa
forza di attrazione vengono divorati, e poi, da qualche parte, si preparano con
loro dei buoni piatti. Per non subire questa sorte, bisogna rimanere uniti allo
spirito.
Al contrario della materia, lo spirito
irradia, proietta. Invece di accumulare e conservare, esso dona. Ecco perché
viene rappresentato con un punto, mentre il cerchio è grande perché prende ciò
che il punto dà. La materia è ricca perché prende le ricchezze dello spirito.
Tutto ciò che lo spirito possiede passa attraverso la materia che ne viene
trasformata, spiritualizzata. Direte: «Ma allora, lo spirito perde tutto!» No,
poiché esso vive nella materia che ha ricevuto la sua ricchezza; non ha quindi
perso nulla. Questa legge è la stessa per tutti gli esseri che sanno veramente
dare. Chi trae profitto è colui che dà, in quanto, da quel momento in poi, egli
vive in tutti coloro che hanno beneficiato dei suoi doni. Il suo spirito è in loro.
È questa la ragione per cui tutti coloro che pensano di aver approfittato di
qualcuno sono in realtà abitati da chi ha loro dato, in quanto è lui che si
manifesta attraverso di loro.
Il punto irradia, il suo
movimento è rettilineo, ed è il movimento dell'elettricità, del principio
maschile (l'intelletto, lo spirito). Al contrario, il movimento del magnetismo,
del principio femminile (il cuore, l'anima) è circolare. Ι raggi respingono
e danno, il cerchio attira e prende.
Per mantenere l'equilibrio, sono
necessari entrambi: bisogna dunque essere un cerchio con un punto centrale.
L'anima e il cuore sono rappresentati dal cerchio. Lo spirito, l'intelletto
sono rappresentati dal raggio che esce dal punto centrale. Il punto e il
cerchio sono anche l'amore e la saggezza. Chi ha soltanto l'amore non ha
trovato il punto: si disperde ovunque. Chi ha soltanto la saggezza è un punto
senza cerchio attorno a sé; è orgoglioso, è solo, è come un generale senza
soldati, senza eserciti da comandare.
segue
......... da pag. 27