Nome scientifico: Lupinus albus (fam. Papilionaceae)

LUPINO

 

 

Come pianta alimentare e anche medicinale, è interessante il comune lupino bianco (Lupinus albus), originario di alcune regioni dell'Europa orientale. È una pianta annuale molto vigorosa, di rapida crescita e assai rustica, che però si adatta a crescere solo su terreni fertili, profondi, argillosi o comunque di natura acida. Si riconosce facilmente per le caratteristiche foglie palmate, o meglio digitate, e composte di foglioline strette e finemente pelose, al pari di tutte le parti della pianta, e in special modo dei legumi. I semi sono assai grossi, appiattiti, e di colore bianco-gialliccio oppure di colore crema-chiaro.

Il lupino bianco è conosciuto anche come fava di lupo o fava lupino, forse per il sapore fortemente amaro dei semi oppure per altre ragioni, ad esempio per i legumi, abbondantemente pelosi, o anche perché questa pianta alimentare sfrutta e depaupera notevolmente il terreno.

I semi del lupino bianco sono commestibili e nutrienti, in quanto molto ricchi di proteine; si consumano crudi, dopo averli lasciati a bagno in modo che perdano il sapore amaro, o meglio ancora cotti. Inoltre, i semi hanno interessanti proprietà curative; infatti, sono antidiabetici, ipoglicemizzanti e anche vermifughi.

 

 

QUANDO SI RACCOGLIE

Si falciano le piante al piede a fine primavera o d'estate, quando le foglie sono ingiallite; dopo averle lasciate seccare al sole, si battono per separare i semi.

 

 

I CONSIGLI DELL'ERBORISTA

 

COME SI PREPARA PER LA CONSERVAZIONE

Si fanno essiccare i semi all'aria e si conservano in sacchi di carta.

 

UNA CURA CONTRO I VERMI:

versare 100 g di semi in due litri di acqua fredda e far bollire riducendo ad un litro. Fare una peretta, da 250 g per adulti o 200 g per bambini, al giorno. Non superare mai questa dose. Dopo circa quattro giorni di cura, controllare le feci e, se vi è ancora presenza di parassiti, ripetere il trattamento dopo 15 dì con le stesse modalità.

 

CONTRO LA CROSTA LATTEA:

far bollire in mezzo litro di acqua fredda 2 cucchiai di semi per 20 minuti. Filtrare e lavare le parti colpite da crosta lattea, di mattina e di sera.

 

NELLA CURA DEL DIABETE:

versare un cucchiaino da caffè di lupini in polvere in un'ostia e prenderla prima dei pasti principali. La cura può essere continuata per lungo tempo, tenendosi sempre controllati con gli esami.

 

CONTRO GLI ASCESSI:

versare 50 g di lupini in polvere in un quarto di litro di acqua fredda, facendo cuocere per 10 minuti. Stendere il cataplasma sull'ascesso, togliendolo ancora tiepido. Ripetere 2, 3 volte al giorno finché occorre.

 

PER IL CAGNOLINO DI CASA:

è utile somministrare un cucchiaino o due (a seconda della taglia dell'animale) al giorno, nella zuppa, per una settimana al mese. Elimina gli eventuali parassiti intestinali e rende il pelo molto lucido e bello.

 

 

COME SI COLTIVA

 

Il lupino non richiede particolare terreno, anche se in coltivazione se ne preferisce uno umifero, fresco e profondo, senza ristagni di umidità. All’atto della preparazione del terreno che dovrà ricevere i lupini, spargete in superficie del buon stallatico da interrare con l’operazione di vangatura (o di preparazione del contenitore): in questo modo lo sviluppo delle piante ne trarrà grande giovamento. Intervenite poi ogni 30-40 giorni con un buon fertilizzante completo, sia granulare sia solubile in acqua, effettuate le annaffiature delle piante di nuovo impianto subito dopo il trapianto e soprattutto nella primavera successiva, quando le piante cominceranno a vegetare. Ricordate sempre che se si trapianta in autunno avanzato o all'inizio della primavera, dovrete annaffiare la pianta anche se fa freddo (non se gela) per far sì che la terra si assesti attorno alle radici. Il lupino si semina in semenzaio all'aperto in luglio-agosto; le piante di 2-3 anni si possono moltiplicare anche per divisione.