Nome scientifico: Aesculus hippocastanum

IPPOCASTANO

 

 

L'ippocastano comune è un albero molto frugale, di notevole sviluppo e di rapida crescita; per la fitta ramificazione e le foglie ampie si presta magnificamente come pianta ombreggiante; si utilizza di solito per costituire le alberature dei viali cittadini e dei parchi. Talvolta si può reperire nei giardini anche l'H. pavia, ben diverso per il portamento arbustivo e anche per i magnifici fiori rossi; caratteristiche intermedie ha l'ippocastano rosso (H. rosea), abbastanza vigoroso, a portamento arboreo e a fiori rosati o rossi. L'ippocastano comune è conosciuto anche come castagno d'India, castagna matta, castagna amara o castagna cavallina; e originario dell'Europa sudorientale e soprattutto dei Balcani e produce frutti spinosi che contengono grossi semi molto simili alle vere castagne; queste castagne matte sono ricche di amido ma, per quanto molto nutrienti e di buon sapore quando si riesce a togliere il componente amaro, non si possono considerare commestibili, mentre servono per ricavare una farina utile in cosmesi.

Diverse parti della pianta (frutti, fiori e radici) hanno proprietà astringenti, antiemorroidiche, vasocostrittrici e vulnerarie, ma di solito si impiegano solo per uso esterno.

 

 

QUANDO SI RACCOGLIE

I fiori si spiccano in primavera; le radici si sterrano in primavera o in autunno; le castagne si raccolgono quando cadono spontaneamente a fine estate.

 

 

I CONSIGLI DELL'ERBORISTA

 

COME SI PREPARA PER LA CONSERVAZIONE

L'essiccazione avviene all'aria e si conservano tutte le parti della pianta in sacchetti di tela juta oppure di carta.

 

PER CURARE E PREVENIRE I GELONI:

far cuocere in 3 quarti di litro di acqua fredda 10 frutti interi facendo assorbire tutta l'acqua. Lasciare intiepidire, schiacciare bene, aggiungere 2 cucchiai di olio di ricino ed usare per ungere le parti colpite alla sera, quindi fasciare.

 

PER LE VENE VARICOSE:

versare in un litro di acqua fredda 4 cucchiai di frutti tagliati e far bollire per 15 minuti. Aggiungere 2 cucchiai di foglie e far bollire ancora per 10 minuti. Filtrare e bere una tazza al mattino a digiuno ed una alla sera prima di coricarsi.

 

UN BAGNO PER RIATTIVARE LA CIRCOLAZIONE VENOSA:

far bollire in due litri di acqua fredda 100 g di frutti per 30 minuti. Filtrare e versare nell'acqua della vasca. Si può fare il bagno 3 volte alla settimana.

 

UNA CREMA CONTRO LA COUPEROSE:

far cuocere in un quarto di litro di acqua fredda un cucchiaio di fiori, uno di radice ed un cucchiaio raso di frutti polverizzati per 10 minuti. Filtrare con un telino. Aggiungere 20 g di farina di mandorle, 1 cucchiaio di glicerina, 2 di acqua di rose. Mescolare e conservare in un vasetto.

 

CONTRO LE EMORROIDI:

versare in mezzo litro di acqua fredda 2 cucchiai di frutti tritati e far bollire lentamente per 20 minuti. Filtrare e bere 2, 3 tazzine al giorno.

 

 

COME SI COLTIVA

 

Il terreno più adatto all'ippocastano è di medio impasto, abbastanza fertile e fresco; le piante si concimano all'atto della messa a dimora con fertilizzanti organici, ripetendo il trattamento con gli stessi prodotti ogni anno in primavera. L'ippocastano cresce rigoglioso a pieno sole in parchi e giardini, ma si può coltivare anche in capaci contenitori. Si propaga facilmente mediante la semina (infatti si notano spesso al piede delle piante adulte tante pianticelle nate spontaneamente dai semi caduti): interrate i semi maturi in piccoli vasetti (10-12 cm) con un buon terriccio, lasciate i vasi all'aperto durante l’inverno e a primavera i semi germineranno; lo sviluppo sarà piuttosto lento ma otterrete delle piante robuste. Se avete piante adulte di particolari specie o varietà, moltiplicatele per innesto. Annaffiate con regolarità soprattutto nei 2-3 anni successivi all'impianto; a febbraio, potate gli esemplari più vecchi o troppo folti recidendo i rami più vecchi alla base. Attenzione alle cocciniglie.